Reggio Emilia. Vittoria comunista alle elezioni studentesche: Cotti (FGC) eletto Presidente della CPS

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La gioventù comunista vince le elezioni alla Consulta Provinciale Studentesca di Reggio Emilia, l’organo di rappresentanza di tutti gli studenti della provincia. Con il 40% delle preferenze, Emanuele Cotti è stato eletto Presidente della CPS, durante l’assemblea plenaria di lunedì 13 novembre. Un risultato che arriva a confermare una crescita di consensi per i giovani comunisti nelle scuole di Reggio, grazie al lavoro di propaganda e agitazione promosso fin ai primi giorni dell’anno scolastico. Leggi il resto

24 Novembre – Nessuna illusione: studenti in piazza contro le politiche del Governo e la scuola dei padroni

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La giornata di mobilitazione studentesca del 13 ottobre ha visto migliaia di studenti alzare la testa contro il sistema dell’alternanza scuola-lavoro e un’istruzione sempre più di classe. Una risposta decisa alle politiche dei governi e dell’Unione Europea sulla scuola, che segna un passo in avanti nella lotta degli studenti e pone le basi per un movimento davvero combattivo. Al grido delle manifestazioni che hanno attraversato il paese il Ministero dell’Istruzione e il Partito Democratico hanno opposto una difesa di tutte le misure sull’istruzione, bollando le proteste come semplici lamentele di studenti sfaticati. Uno scontro frontale che dimostra tutte le responsabilità politiche del Governo e del Ministro Fedeli, escludendo ogni possibilità di confronto con le rivendicazioni delle proteste. Leggi il resto

FGC: «La gioventù comunista sostiene lo sciopero generale»

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Oggi, 27 ottobre, saremo nelle piazze organizzate da CUB, SGB, SI Cobas, USI e Slai Cobas a sostenere lo sciopero generale che hanno convocato. Abbiamo valutato in maniera estremamente positiva questo sciopero fin dall’inizio e riteniamo che sia un passaggio importante per il rafforzamento del conflitto di classe nei luoghi di lavoro.

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STUDENTI IN PIAZZA IL 13 OTTOBRE. «VOGLIAMO SALARIO E DIRITTI IN ALTERNANZA»

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Oggi l’istruzione pubblica nel nostro paese è sempre più lontana dagli interessi e dai bisogni degli studenti e piegata alle esigenze del profitto di pochi. È una scuola che esclude chi non può permettersi di proseguire gli studi, che sembra più una corsa a ostacoli piuttosto che un percorso veramente formativo. La situazione che viviamo oggi non è frutto del caso o dell’incuria nei confronti del sistema educativo, ma di precise politiche da parte dei governi di centrodestra e centrosinistra che si sono alternati in questi anni. Dalla fine del secolo scorso i più potenti industriali del continente hanno chiesto ai governi, tramite l’Unione Europea, di adattare i sistemi d’istruzione per renderli più competitivi e vicini alle esigenze di flessibilità nel mondo lavorativo. Le riforme che si sono succedute nel nostro paese spingono tutte in questa direzione, e passo dopo passo hanno costruito una scuola sempre più di classe.

Dalla crisi economica del 2008 in poi sono stati tagliati più di 20 miliardi di euro alla scuola, per salvare grandi banche e rispettare i vincoli imposti dall’Unione Europea, oppure per investire nelle spese militari. Il peso di questi tagli in parte è stato scaricato sulle spalle delle famiglie con la sistematica estorsione di contributi “volontari” sempre più alti, dall’altro ha messo in ginocchio le scuole privandole dei fondi essenziali per il funzionamento quotidiano. Nel frattempo il costo dei libri di testo, del materiale scolastico e dei trasporti costringe le nostre famiglie a sborsare migliaia di euro ogni anno. Tutte queste barriere di carattere economico fanno sì che uno studente su sei in Italia non riesca a finire gli studi, e condizionano pesantemente la scelta della scuola superiore in base alle proprie possibilità di partenza. È questo il vero volto della meritocrazia di cui si riempiono la bocca i Ministri di turno, un sistema che premia i figli dei ricchi e lascia indietro chi non ce la fa, mentre lo Stato si svincola dalla propria responsabilità di finanziare completamente l’istruzione.

Questo governo, così come il precedente, parla di “inversione di rotta” rispetto alle politiche di taglio all’istruzione e di maggiore attenzione all’istruzione. A ben vedere gli investimenti e le misure adottate che ci sono stati hanno tutti un denominatore comune, ossia l’asservimento dell’istruzione alle richieste dei padroni. La “Buona Scuola”, una riforma voluta dalla Confindustria per accelerare questo processo, ha dato la possibilità alle aziende di finanziare direttamente gli istituti e di sfruttare il lavoro non pagato degli studenti, dietro l’illusione di maggiori garanzie sul futuro lavorativo dei giovani. Ha segnato un tassello importante

L’alternanza scuola-lavoro obbligatoria è il fulcro attorno al quale ruota questo processo di svendita dell’istruzione pubblica a favore del profitto. Con essa si offre il lavoro gratuito di un milione e mezzo di studenti l’anno al servizio delle imprese, e si regala la possibilità di risparmiare sulla formazione aziendale. Nella maggior parte dei casi gli studenti svolgono le stesse mansioni dei lavoratori assunti, e sono molte le imprese che bloccano le assunzioni e cominciano a licenziare perché possono contare su manodopera a costo zero.

Nelle ultime settimane il Ministro Fedeli ha parlato di attenzione da parte del Governo alle condizioni degli studenti in alternanza, annunciando per l’ennesima volta l’emanazione della fantomatica “Carta dei Diritti e dei Doveri degli studenti in alternanza”. Non ci prendano in giro: se si aspettano due anni dall’introduzione dell’obbligo di svolgere gli stage prima di pubblicare un pezzo di carta e a garantire l’assicurazione agli studenti, significa che non c’è il minimo interesse a tutelare i giovani in alternanza. Per di più la redazione di questa Carta non ha preso in considerazione l’opinione di nessuno studente, ossia chi si trova materialmente obbligato a lavorare. Di fronte a questa situazione non possiamo restare indifferenti: questa alternanza significa sfruttamento del nostro lavoro, ed è ora che rispondiamo compatti a questo attacco. Lottiamo per un giusto salario in base alle ore lavorate, limitazioni agli orari giornalieri e settimanali e diritti effettivi. Battiamoci per introdurre in ogni scuola una commissione paritetica in cui possiamo valutare e scegliere i progetti in base al loro valore formativo.

Vogliamo gridare a gran voce che non è questa la scuola di cui abbiamo bisogno, non è questa l’istruzione che serve a noi futuri lavoratori. Questo è un sistema educativo che ci educa alla precarietà e all’assenza di diritti. È una scuola in cui anche la didattica è modellata sulle esigenze del profitto e viene sempre più dequalificata in nome di competenze specifiche. È un sistema d’istruzione che spinge alla competizione gli istituti per accaparrarsi i finanziamenti, creando scuole di prestigio e abbandonando a loro stessi gli istituti di periferia.

Per questo la gioventù comunista chiama tutti gli studenti a scendere in piazza il 13 ottobre, per dire no a questa scuola di classe e rivendicare un’istruzione diversa. Scioperiamo dall’alternanza scuola-lavoro e dimostriamo che non siamo disposti a chinare la testa, che non saremo i futuri schiavi senza diritti! Organizziamoci da ogni scuola per costruire una grande mobilitazione studentesca, che in tutte le città d’Italia faccia sentire la voce degli studenti che lottano per un presente e un futuro dignitosi, contro una scuola buona solo per il profitto di pochissimi!

UNIVERSITÀ. «VIA IL NUMERO CHIUSO». PROTESTE FGC IN TUTTA ITALIA CONTRO IL TEST D’INGRESSO

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Oggi, in occasione del test di ingresso di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista ha realizzato azioni di protesta nelle università di tutta Italia, accogliendo gli studenti con lo slogan «Via il numero chiuso – No all’università di classe». Fra tutte spiccano le proteste realizzate nelle università di Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova, Firenze, Napoli, Bari e Palermo. Leggi il resto

LICEI BREVI, FGC: «NESSUN BENEFICIO PER STUDENTI, MISURA VOLUTA DAI PADRONI»

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«Il liceo breve è una misura voluta dai padroni, senza nessun beneficio per gli studenti». È la dichiarazione di Alessandro Fiorucci, resp. scuola del FGC, in risposta al decreto firmato pochi giorni fa dal Ministro dell’Istruzione che in oltre 100 istituti (licei e tecnici) darà via alla sperimentazione del Liceo breve, ridotto a quattro anni invece che cinque, per l’anno scolastico 2018/2019.

«Da tempo in Italia si racconta che gli studenti sono “svantaggiati” rispetto ai coetanei europei in quanto escono da scuola con un anno di ritardo. Anche volendo prendere per vero questo aspetto, il punto è che nel nostro paese servirebbe prima di tutto ripensare i cicli didattici nel loro complesso, riorganizzando e migliorando la didattica. Il progetto delle superiori in quattro anni va nella direzione opposta, dietro il pretesto di adeguare il sistema educativo italiano agli standard europei. Leggi il resto

DA GIORNALI DI DESTRA CAMPAGNA ANTICOMUNISTA CONTRO IL CAMPEGGIO DEL FGC

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Due recenti articoli, pubblicati rispettivamente dai quotidiani “Il Giornale” (link) e “Il Secolo d’Italia” (link), tentano una improbabile equiparazione tra la vicenda della spiaggia di Chioggia e il campeggio nazionale del FGC che quest’anno terrà la sua quarta edizione a Roccella Jonica. La tesi delle due testate di destra è la seguente: si polemizza sulla spiaggia di Chioggia ma non sul campeggio del FGC, l’apologia di fascismo è reato, quella di comunismo no. Leggi il resto

Appello per la costruzione di una grande mobilitazione per il Centenario della Rivoluzione d’Ottobre

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Il prossimo 7 novembre cadrà il centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Da quella rivoluzione nacque il primo Stato socialista della storia dell’umanità, governato dai lavoratori e dal loro partito. Per quasi un secolo i lavoratori e i popoli oppressi di tutto il mondo hanno guardato all’Unione Sovietica sapendo che essa incarnava le loro migliori speranze e aspirazioni. In vista di questa ricorrenza, il Fronte della Gioventù Comunista fa appello a tutta la gioventù, ai lavoratori, ai comunisti per costruire a Roma una grande mobilitazione nazionale, operaia e comunista, in occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre.

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TRUMP CONTESTATO, STRISCIONE AL COLOSSEO: «NOT WELCOME»

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Chi firma accordi per 100 miliardi di forniture di armi all’Arabia Saudita, principale sponsor del terrorismo; chi bombarda la Siria; chi tenta di rovesciare il governo venezuelano di Maduro; chi intende confermare e appesantire la politica di blocco economico contro Cuba; chi minaccia la guerra con la Corea del Nord; chi sostiene gli interessi imperialistici dell’oligarchia finanziaria americana in tutto il mondo non è il benvenuto a Roma.

PINOTTI PROPONE IL SERVIZIO CIVILE OBBLIGATORIO. FGC: «NON CI FAREMO SFRUTTARE»

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«Non siamo disposti ad accettare un servizio civile che non sarebbe altro che l’impiego obbligatorio della gioventù in lavori sottopagati» – questa la dichiarazione di Lorenzo Lang, Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, in risposta alla proposta del Ministro della Difesa Roberta Pinotti di introdurre una forma di servizio civile obbligatorio.
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