STUDENTI IN PIAZZA IL 13 OTTOBRE. «VOGLIAMO SALARIO E DIRITTI IN ALTERNANZA»

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Oggi l’istruzione pubblica nel nostro paese è sempre più lontana dagli interessi e dai bisogni degli studenti e piegata alle esigenze del profitto di pochi. È una scuola che esclude chi non può permettersi di proseguire gli studi, che sembra più una corsa a ostacoli piuttosto che un percorso veramente formativo. La situazione che viviamo oggi non è frutto del caso o dell’incuria nei confronti del sistema educativo, ma di precise politiche da parte dei governi di centrodestra e centrosinistra che si sono alternati in questi anni. Dalla fine del secolo scorso i più potenti industriali del continente hanno chiesto ai governi, tramite l’Unione Europea, di adattare i sistemi d’istruzione per renderli più competitivi e vicini alle esigenze di flessibilità nel mondo lavorativo. Le riforme che si sono succedute nel nostro paese spingono tutte in questa direzione, e passo dopo passo hanno costruito una scuola sempre più di classe.

Dalla crisi economica del 2008 in poi sono stati tagliati più di 20 miliardi di euro alla scuola, per salvare grandi banche e rispettare i vincoli imposti dall’Unione Europea, oppure per investire nelle spese militari. Il peso di questi tagli in parte è stato scaricato sulle spalle delle famiglie con la sistematica estorsione di contributi “volontari” sempre più alti, dall’altro ha messo in ginocchio le scuole privandole dei fondi essenziali per il funzionamento quotidiano. Nel frattempo il costo dei libri di testo, del materiale scolastico e dei trasporti costringe le nostre famiglie a sborsare migliaia di euro ogni anno. Tutte queste barriere di carattere economico fanno sì che uno studente su sei in Italia non riesca a finire gli studi, e condizionano pesantemente la scelta della scuola superiore in base alle proprie possibilità di partenza. È questo il vero volto della meritocrazia di cui si riempiono la bocca i Ministri di turno, un sistema che premia i figli dei ricchi e lascia indietro chi non ce la fa, mentre lo Stato si svincola dalla propria responsabilità di finanziare completamente l’istruzione.

Questo governo, così come il precedente, parla di “inversione di rotta” rispetto alle politiche di taglio all’istruzione e di maggiore attenzione all’istruzione. A ben vedere gli investimenti e le misure adottate che ci sono stati hanno tutti un denominatore comune, ossia l’asservimento dell’istruzione alle richieste dei padroni. La “Buona Scuola”, una riforma voluta dalla Confindustria per accelerare questo processo, ha dato la possibilità alle aziende di finanziare direttamente gli istituti e di sfruttare il lavoro non pagato degli studenti, dietro l’illusione di maggiori garanzie sul futuro lavorativo dei giovani. Ha segnato un tassello importante

L’alternanza scuola-lavoro obbligatoria è il fulcro attorno al quale ruota questo processo di svendita dell’istruzione pubblica a favore del profitto. Con essa si offre il lavoro gratuito di un milione e mezzo di studenti l’anno al servizio delle imprese, e si regala la possibilità di risparmiare sulla formazione aziendale. Nella maggior parte dei casi gli studenti svolgono le stesse mansioni dei lavoratori assunti, e sono molte le imprese che bloccano le assunzioni e cominciano a licenziare perché possono contare su manodopera a costo zero.

Nelle ultime settimane il Ministro Fedeli ha parlato di attenzione da parte del Governo alle condizioni degli studenti in alternanza, annunciando per l’ennesima volta l’emanazione della fantomatica “Carta dei Diritti e dei Doveri degli studenti in alternanza”. Non ci prendano in giro: se si aspettano due anni dall’introduzione dell’obbligo di svolgere gli stage prima di pubblicare un pezzo di carta e a garantire l’assicurazione agli studenti, significa che non c’è il minimo interesse a tutelare i giovani in alternanza. Per di più la redazione di questa Carta non ha preso in considerazione l’opinione di nessuno studente, ossia chi si trova materialmente obbligato a lavorare. Di fronte a questa situazione non possiamo restare indifferenti: questa alternanza significa sfruttamento del nostro lavoro, ed è ora che rispondiamo compatti a questo attacco. Lottiamo per un giusto salario in base alle ore lavorate, limitazioni agli orari giornalieri e settimanali e diritti effettivi. Battiamoci per introdurre in ogni scuola una commissione paritetica in cui possiamo valutare e scegliere i progetti in base al loro valore formativo.

Vogliamo gridare a gran voce che non è questa la scuola di cui abbiamo bisogno, non è questa l’istruzione che serve a noi futuri lavoratori. Questo è un sistema educativo che ci educa alla precarietà e all’assenza di diritti. È una scuola in cui anche la didattica è modellata sulle esigenze del profitto e viene sempre più dequalificata in nome di competenze specifiche. È un sistema d’istruzione che spinge alla competizione gli istituti per accaparrarsi i finanziamenti, creando scuole di prestigio e abbandonando a loro stessi gli istituti di periferia.

Per questo la gioventù comunista chiama tutti gli studenti a scendere in piazza il 13 ottobre, per dire no a questa scuola di classe e rivendicare un’istruzione diversa. Scioperiamo dall’alternanza scuola-lavoro e dimostriamo che non siamo disposti a chinare la testa, che non saremo i futuri schiavi senza diritti! Organizziamoci da ogni scuola per costruire una grande mobilitazione studentesca, che in tutte le città d’Italia faccia sentire la voce degli studenti che lottano per un presente e un futuro dignitosi, contro una scuola buona solo per il profitto di pochissimi!

UNIVERSITÀ. «VIA IL NUMERO CHIUSO». PROTESTE FGC IN TUTTA ITALIA CONTRO IL TEST D’INGRESSO

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Oggi, in occasione del test di ingresso di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista ha realizzato azioni di protesta nelle università di tutta Italia, accogliendo gli studenti con lo slogan «Via il numero chiuso – No all’università di classe». Fra tutte spiccano le proteste realizzate nelle università di Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova, Firenze, Napoli, Bari e Palermo. Leggi il resto

LICEI BREVI, FGC: «NESSUN BENEFICIO PER STUDENTI, MISURA VOLUTA DAI PADRONI»

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«Il liceo breve è una misura voluta dai padroni, senza nessun beneficio per gli studenti». È la dichiarazione di Alessandro Fiorucci, resp. scuola del FGC, in risposta al decreto firmato pochi giorni fa dal Ministro dell’Istruzione che in oltre 100 istituti (licei e tecnici) darà via alla sperimentazione del Liceo breve, ridotto a quattro anni invece che cinque, per l’anno scolastico 2018/2019.

«Da tempo in Italia si racconta che gli studenti sono “svantaggiati” rispetto ai coetanei europei in quanto escono da scuola con un anno di ritardo. Anche volendo prendere per vero questo aspetto, il punto è che nel nostro paese servirebbe prima di tutto ripensare i cicli didattici nel loro complesso, riorganizzando e migliorando la didattica. Il progetto delle superiori in quattro anni va nella direzione opposta, dietro il pretesto di adeguare il sistema educativo italiano agli standard europei. Leggi il resto

DA GIORNALI DI DESTRA CAMPAGNA ANTICOMUNISTA CONTRO IL CAMPEGGIO DEL FGC

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Due recenti articoli, pubblicati rispettivamente dai quotidiani “Il Giornale” (link) e “Il Secolo d’Italia” (link), tentano una improbabile equiparazione tra la vicenda della spiaggia di Chioggia e il campeggio nazionale del FGC che quest’anno terrà la sua quarta edizione a Roccella Jonica. La tesi delle due testate di destra è la seguente: si polemizza sulla spiaggia di Chioggia ma non sul campeggio del FGC, l’apologia di fascismo è reato, quella di comunismo no. Leggi il resto

Appello per la costruzione di una grande mobilitazione per il Centenario della Rivoluzione d’Ottobre

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Il prossimo 7 novembre cadrà il centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Da quella rivoluzione nacque il primo Stato socialista della storia dell’umanità, governato dai lavoratori e dal loro partito. Per quasi un secolo i lavoratori e i popoli oppressi di tutto il mondo hanno guardato all’Unione Sovietica sapendo che essa incarnava le loro migliori speranze e aspirazioni. In vista di questa ricorrenza, il Fronte della Gioventù Comunista fa appello a tutta la gioventù, ai lavoratori, ai comunisti per costruire a Roma una grande mobilitazione nazionale, operaia e comunista, in occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre.

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TRUMP CONTESTATO, STRISCIONE AL COLOSSEO: «NOT WELCOME»

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Chi firma accordi per 100 miliardi di forniture di armi all’Arabia Saudita, principale sponsor del terrorismo; chi bombarda la Siria; chi tenta di rovesciare il governo venezuelano di Maduro; chi intende confermare e appesantire la politica di blocco economico contro Cuba; chi minaccia la guerra con la Corea del Nord; chi sostiene gli interessi imperialistici dell’oligarchia finanziaria americana in tutto il mondo non è il benvenuto a Roma.

PINOTTI PROPONE IL SERVIZIO CIVILE OBBLIGATORIO. FGC: «NON CI FAREMO SFRUTTARE»

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«Non siamo disposti ad accettare un servizio civile che non sarebbe altro che l’impiego obbligatorio della gioventù in lavori sottopagati» – questa la dichiarazione di Lorenzo Lang, Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, in risposta alla proposta del Ministro della Difesa Roberta Pinotti di introdurre una forma di servizio civile obbligatorio.
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FGC: CONDANNIAMO LA REPRESSIONE ANTICOMUNISTA E L’ARRESTO DEI QUADRI DEL PCOR

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Il Fronte della Gioventù Comunista condanna l’arresto del compagno Alexander Batov, membro del CC del PCOR (Partito Comunista Operaio di Russia), responsabile nella città di Mosca del Rot Front e presidente onorario della RKSM(b) (Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria Bolscevica), insieme a quello di altri compagni e quadri del PCOR e del Rot Front, tra cui il responsabile di Nizhny Novgorod.
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NO ALLA GUERRA IN SIRIA!

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Il Fronte della Gioventù Comunista condanna fermamente l’aggressione imperialista avvenuta nei confronti della Siria da parte delle forze armate degli Stati Uniti. L’attacco missilistico contro la base di Al Shayrat è la dimostrazione che negli scorsi giorni abbiamo assistito ad una battente campagna mediatica volta giustificare un intervento militare diretto contro la Siria dietro lo spauracchio dell’utilizzo delle armi chimiche anche in assenza di prove, come già tentato nel 2013 e come accaduto nel caso dell’aggressione imperialista all’Iraq nel 2003.

Condanniamo, come abbiamo fatto sin dall’inizio dell’esplosione del conflitto, i piani di spartizione della Siria e gli enormi interessi monopolistici, legati soprattutto alla posizione strategica di quel paese sul tracciato del progetto del più grande gasdotto del mondo, alla base di un potenziale escalation militare e nel complesso le politiche imperialiste di USA e UE che hanno condotto alla guerra civile in Siria tramite il finanziamento di forze islamiste e terroriste, con gravissime conseguenze per il popolo siriano. Ribadiamo la nostra piena solidarietà al Partito Comunista Siriano, all’Unione della Gioventù Comunista Siriana – Khaled Bagdash e a tutto il popolo siriano, e il sostegno alla loro lotta condotta da anni in condizioni durissime.

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SOLIDARIETÀ ALLA GIOVENTU COMUNISTA RUSSA DI FRONTE AGLI ATTACCHI TERRORISTICI DI SAN PIETROBURGO

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Alla Lega della Gioventù Comunista Leninista

Alla Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria (bolscevica)

Cari compagni,

in seguito ai brutali attacchi terroristici nella città di San Pietroburgo, vi esprimiamo la nostra solidarietà a nome della gioventù comunista italiana.

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