VENEZUELA. FGC«A CARACAS PER SOLIDARIETA’ CON GOVERNO BOLIVARIANO».

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Una delegazione del Fronte della Gioventù Comunista parteciperà in questi giorni alla brigata di solidarietà internazionale promossa dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica dal 20 al 28 febbraio in Venezuela, per manifestare il sostegno della gioventù del mondo con la rivoluzione bolivariana ed il governo socialista di Maduro. Mentre oggi la guerra economica condotta dai paesi imperialisti e dalla borghesia venezuelana, con l’abbassamento del prezzo del petrolio, serrate e ritiro di beni di prima necessità, i tentativi di colpi di stato appoggiati dagli USA rischiano di far precipitare il Venezuela nella guerra civile, non dimentichiamo gli straordinari risultati dei governi di Chàvez e Maduro in termini di conquiste sociali per le classi subalterne.

Siamo in Venezuela per sostenere con forza il diritto del popolo venezuelano a marciare nella direzione della costruzione di una società socialista senza ingerenze esterne da parte degli Stati Uniti e degli altri paesi imperialisti. Siamo in Venezuela per sostenere le politiche a favore delle classi popolari mentre in Europa e nei paesi a capitalismo avanzato diritti come l’istruzione, la sanità, la casa, diventano privilegi per pochi e la nostra generazione è destinata ad un futuro di disoccupazione e precarietà.

Lanciamo l’appello a tutti i giovani, ai collettivi, le associazioni studentesche e sindacali, i movimenti di lotta per unirsi a noi e costruire insieme un comitato per la solidarietà al Venezuela Bolivariano, contribuendo a combattere la propaganda anti-chavista dei media occidentali, organizzando insieme iniziative, conferenze, assemlee di discussione e dibattito, e azioni concrete di sostegno e solidarietà. 

info su www.gioventubolivariana.it Leggi il resto

FGC CONTRO MISURE SULLA SCUOLA IN LOMBARDIA.

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Ancora tagli all’Istruzione pubblica in Lombardia: rispetto all’anno appena passato ci sarà una riduzione di bilancio sull’assessorato all’Istruzione della Regione Lombardia del 21%, ovvero 38 milioni di euro in meno. Nel frattempo i contributi per le famiglie che decidono di iscrivere i figli ad una scuola privata non solo non diminuiscono, ma addirittura aumentano. Dai 500 euro per la scuola primaria si passa a 700, mentre per la secondaria da 1200 a 1300.

L’assessore Aprea cerca di difendersi affermando che a causa dei consistenti tagli del Governo alle Regioni, la situazione sarebbe potuta essere di gran lunga peggiore. Per anni il sostegno da parte dello Stato alle scuole paritarie è stato giustificato appellandosi ad una fantomatica “libertà di scelta delle famiglie”, le quali avrebbero tutto il diritto di decidere se mandare i propri figli ad una scuola statale o privata. Ma diritto di scelta per chi? Soltanto per i ricchi! Chi può permettersi di spendere decine di migliaia di euro per l’iscrizione a scuola?

Tutto questo accade mentre da anni è in atto un devastante processo di smantellamento dell’istruzione pubblica, una sostanziale negazione del diritto allo studio, si continuano quindi a finanziare le scuole private che, secondo Costituzione, non dovrebbero essere un onere per lo Stato. Proprio mentre le famiglie delle classi popolari sono costrette a sopperire tramite quel vero e proprio furto chiamato contributo volontario agli ingenti tagli operati dai governi di centro-destra e centro-sinistra, mentre il costo dei libri di testo e dei trasporti pubblici cresce, mentre le strutture scolastiche statali crollano letteralmente a pezzi, mettendo in serio pericolo l’incolumità dei ragazzi.

Chiediamo pertanto l’immediato ritiro dei fondi alle scuole private, un adeguato finanziamento all’istruzione statale che garantisca una scuola gratuita e accessibile a tutti.

FGC: «CASTELLINO GIU’ LE MANI DAL NOME FDG»

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Apprendiamo dai giornali romani che il gruppo neofascista di Castellino avrebbe utilizzato per i suoi giovani il nome Fronte della Gioventù. Non riteniamo che tale scelta sia casuale, a tre anni dalla costituzione del Fronte della Gioventù Comunista. Ricordiamo che prima che i missini si appropriassero senza titolo di quel nome, il Fronte della Gioventù è stata l’organizzazione dei giovani partigiani che hanno lottato contro il fascismo. Il FdG fu fondato e diretto da Eugenio Curiel, giovane comunista, fino alla sua morte, a causa di un agguato da parte delle brigate nere. Nelle sue fila si contano centinaia e centinaia di giovani partigiani uccisi per la liberazione del Paese. Non siamo disponibili a vedere ancora una volta il nome di un’eroica organizzazione antifascista utilizzato dai neofascisti. Una mossa inoltre che sappiamo bene essere dettata dalla volontà di creare confusione, dal momento che da due anni la gioventù comunista in Italia si è riunita e riorganizzata sotto il nome di Fronte della Gioventù Comunista, proprio per riappropriarsi dello storico nome della formazione partigiana.Castellino e fascisti vari, giù le mani dalla gioventù! Il Fronte della Gioventù è quello antifascista di Curiel!

FGC: «SOLIDALI CON LA LOTTA DI CLASSE DEL POPOLO GRECO, NON CON TSIPRAS.»

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Come Fronte della Gioventù Comunista non scenderemo nelle piazze italiane previste per le manifestazioni del 14 febbraio con lo slogan “solidarietà con il popolo greco”, che riteniamo fuorviante rispetto ai reali obiettivi delle manifestazioni e alla condizione del popolo greco. Riteniamo infatti che questa campagna internazionale promossa dalla Sinistra Europea e rilanciata in Italia da tutta una serie di sigle e personalità in cerca di un posto in Parlamento a qualunque costo, sia fuorviante e dannosa. Il giudizio sul governo Tsipras lungi dall’essere ancorato ai fatti reali che si stanno producendo, è condotto a partire da illusioni e false speranze, che alimentano di fatto il sostegno delle masse popolari all’Unione Europea e al sistema capitalistico.

In pochi giorni il governo SYRIZA-ANEL ha già fatto molti passi indietro sulle sue promesse elettorali, come era inevitabile data l’accettazione della permanenza nella UE e nell’euro. Passi indietro che si sommano alla revisione del programma di Syriza già effettuata in vista delle recenti elezioni (nonostante in Italia si spacci ancora per programma del governo Tsipras quello iniziale della formazione politica). Solo per ricapitolare alcuni fatti recenti: Tsipras e Varoufakis hanno dichiarato di accettare il 70% del vecchio memorandum e di voler sostituire il restante 30% con nuovi accordi con le istituzioni europee e l’OCSE, accordi che prevedono il pagamento del debito. Più volte il governo greco ha dichiarato che il popolo onorerà i suoi impegni con i creditori, limitandosi a giocare con le parole sostituendo alla “troika” le istituzioni internazionali che la compongono (UE, BCE, FMI). Nuove riforme e pareggio di bilancio porteranno effetti del tutto simili a quelli già sperimentati in questi anni dai greci. Le dichiarazioni dei primi giorni sono state tutte successivamente smentite dai fatti: dalle privatizzazioni, alla natura delle riforme sul lavoro, passando per la politica internazionale. Leggi il resto

MILANO. STUDENTI IN PROTESTA AL LICEO CREMONA. FGC: «INACCETTABILE IMPOSIZIONE CONTRIBUTO SCOLASTICO»

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Email a tutte le famiglie: «”lista nera”, niente laboratori per chi non paga». Ma gli studenti non ci stanno. Questa mattina gli studenti del Liceo Cremona hanno tenuto un presidio di protesta davanti l’entrata della scuola. “Nessun ricatto agli studenti”, “no al contributo, la scuola deve essere gratuita”: questi gli slogan della protesta, scatenata da una e-mail inviata a tutte le famiglie dalla rappresentante del comitato genitori. Nella mail si invitava con insistenza al pagamento del contributo scolastico di 150 euro, affermando ben poco velatamente che si sarebbe potuti “arrivare ad un’offerta selettiva di servizi sulla base di chi ha pagato e chi no”: in un passaggio successivo della mail si parlava addirittura di “liste nere” per impedire a chi non paga di accedere ai laboratori. L’invio della mail è avvenuto qualche giorno dopo un volantinaggio contro il contributo scolastico organizzato dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), organizzazione che conta diversi militanti all’interno dell’Istituto. Immediata la reazione degli studenti, che hanno dato il via alla protesta, ritenendo le affermazioni riportate un vero e proprio ricatto contrario alla natura di una scuola pubblica. «È sempre più evidente che ci troviamo dinanzi a una vera e propria tassa mascherata da contributo “volontario”» – ha affermato Alessandro Fiorucci, segretario milanese del FGC e studente del Cremona – «anno dopo anno siamo abituati all’idea di dover finanziare di tasca nostra la scuola pubblica, mentre le scuole private ricevono centinaia di milioni di euro dallo Stato. La verità è che dal 2008 i governi hanno tagliato più di 20 miliardi alla scuola pubblica pur di salvare le banche e le grandi imprese, assecondando i dettami della UE. La conseguenza è stata una crescita smisurata dei contributi chiesti sempre più insistentemente alle famiglie, sulle quali è stato scaricato il costo di questa operazione.» Secondo Fiorucci, «oggi pagare il contributo non significa aiutare la propria scuola, ma rendersi complici della dismissione della scuola pubblica. Non ci stiamo più a sopperire di tasca nostra alla carenza di fondi: il governo deve assumersi le sue responsabilità e intervenire affinché la scuola possa essere realmente gratuita e accessibile a tutti».

GIORNO DEL RICORDO. FGC: «VERGOGNOSA OPERAZIONE REVISIONISTA. UNA GIORNATA CHE NON DOVREBBE ESISTERE.»

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Quella del 10 febbraio è una giornata che non dovrebbe esistere, frutto della vergognosa operazione revisionistica di questi anni. Non certo per le tante persone che furono vittime delle conseguenze della guerra, ma per la precisa volontà politica di scambiare i responsabili con le vittime. Lo Stato italiano non ha fatto i conti con le proprie responsabilità sul fascismo. Si dimentica sistematicamente cosa il fascismo fece nei territori jugoslavi. In un unico calderone vengono inseriti fatti storici diversi e complessi tenuti insieme da una presunta, ed inconsistente dal punto di vista storico, matrice comune di “anti-italianità” che ha l’unico scopo di costruire un nuovo nazionalismo imperialista nato sulla falsità accettata a livello di stato. La giornata del ricordo, e specialmente la retorica che la accompagna e le premesse politiche sulla base delle quali fu istituita, sono un insulto alla memoria storica che ogni anno viene perpetrato dalle autorità di uno Stato che non ha mai fatto i conti fino in fondo con le responsabilità storiche del fascismo.

FGC: «NON PRESTIAMO LA NOSTRA IMMAGINE PER INCONTRI CON SEL E PD»

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Una iniziativa promossa in questi giorni dal Pcdi (ex Comunisti Italiani) dal titolo “Unire la Sinistra” con la partecipazione di esponenti del Partito Democratico e di SEL utilizza impropriamente la foto di un nostro spezzone ad un corteo di alcuni anni fa. Come FGC non abbiamo mai chiuso la porta al dialogo con le organizzazioni comuniste nella direzione di un’unità sostanziale del movimento comunista in Italia, sulla base di alcuni elementi fermi. Uno di questi è proprio l’alternatività al PD e ai movimenti, come SEL, che sono compromessi con la gestione di potere del Partito Democratico, specialmente a livello regionale e locale.

L’utilizzo di una nostra immagine, nella quale per giunta sono presenti diversi ragazzi minorenni, è assolutamente inappropriata dal momento che viene utilizzata per pubblicizzare un’iniziativa che promuove una linea politica opposta a quella della nostra organizzazione. Se proprio il Pcdi vuole l’immagine di giovani ricorra a quelli della sua organizzazione giovanile, di cui – stando a quanto spesso detto specialmente nelle sedi internazionali – non sarà difficile trovare iniziative e mobilitazioni di altrettanto, se non maggiore, impatto. Chiediamo pertanto al Pcdi di rimuovere immediatamente quell’immagine che nulla ha a che vedere con quell’iniziativa riservandoci ovviamente di procedere per tutte le vie possibili, anche per tutelare i ragazzi minorenni presenti nella foto.

SCUOLA: CONTRIBUTI IN AUMENTO. FGC AGLI STUDENTI: «NON PAGATELI»

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Parte la campagna di boicottaggio dei contributi studenteschi lanciata dal Fronte della Gioventù Comunista in tutte le scuole italiane con lo slogan “Difendi la scuola pubblica. Blocca il contributo”. In questi giorni infatti sono aperte le procedure di iscrizione alle scuole superiori e con esse viene richiesto alle famiglie il pagamento del contributo.

Secondo i giovani del FGC «i dati dimostrano che in questi anni i contributi sono aumentati del 200% arrivando ormai a toccare la media di 150 euro. In più in diverse scuole sono partite sperimentazioni e introduzioni di percorsi formativi ulteriori nelle ore curriculari con la richiesta alle famiglie di contributi aggiuntivi. Un costo sempre più alto per le famiglie che va sommato ai libri di testo, alle spese di trasporto che crescono sempre di più, creando un vero e proprio ostacolo economico per l’accesso all’istruzione. La crescita dell’abbandono scolastico è il primo campanello d’allarme significativo sul fatto che l’istruzione per molti sta diventando un lusso.» Tutto questo dicono gli studenti comunisti mentre: «nella Buona Scuola – la proposta di riforma del governo Renzi –  non c’è traccia di interventi significativi su questo aspetto. Il contributo delle famiglie semplicemente non viene nominato.»

«Nelle comunicazioni dalle scuole – afferma Paolo Spena, resp scuola FGC – il carattere volontario del contributo viene omesso, o altrimenti si ricorre alla definizione di “contributo volontario obbligatorio” per confondere le famiglie. Contemporaneamente aumentano minacce e ritorsioni nei confronti degli studenti che non pagano, una situazione intollerabile, specialmente in questo momento di crisi per cui molte famiglie non sono effettivamente in grado di sostenere le spese per l’istruzione, e i sussidi delle istituzioni pubbliche per le famiglie bisognose sono ridotti a briciole. Si crea così una lotta tra poveri tra le scuole, strozzate dalla cronica mancanza di fondi e le famiglie in difficoltà per la crisi.»

«Per questi motivi – conclude la nota – invitiamo gli studenti e le famiglie a non pagare i contributi e il governo ad assumere immediatamente i provvedimenti necessari per assicurare il diritto ad un’istruzione gratuita ed accessibile a tutti, come scritto nella Costituzione.»

MESSAGGIO DI AUGURI AI COMPAGNI DEL CJC (SPAGNA)

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Cari Compagni,

a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) vi invio i più sinceri e sentiti auguri per i trent’anni di attività della vostra organizzazione che celebrerete nel mese di gennaio. Trent’anni spesi nella lotta rivoluzionaria per il socialismo-comunismo, nella fase delicata della ricostruzione del movimento comunista a livello internazionale, dell’affermazione dei principi del marxismo-leninismo contro il dilagare dell’opportunismo. Una lotta non facile, con momenti di avanzamento e regressione in questi anni, ma che oggi consegna una organizzazione giovanile forte e combattiva, insieme ad un partito, il PCPE, di cui riconosciamo il ruolo fondamentale in ambito teorico e politico a livello europeo. Se questo è stato possibile è grazie alla determinazione che CJC e il PCPE hanno dimostrato in questi anni, al lavoro di studio e analisi politica, al lavoro quotidiano per la costruzione dell’organizzazione e del suo radicamento nei luoghi di lavoro, di studio, nei territori.

Siamo particolarmente debitori alla vostra organizzazione per il contributo e il sostegno dato al FGC fin dalla sua nascita e più recentemente per il pieno riconoscimento della nostra organizzazione a livello internazionale. Da voi abbiamo avuto la conferma di cosa significa nei fatti l’internazionalismo proletario, di come sia fondamentale che la lotta dei comunisti proceda insieme indipendentemente dai confini nazionali, oltre l’insufficienza dei tradizionali rapporti bilaterali limitati ad incontri e scambi di opinioni, ma nella volontà di costruire un’unità reale, una coesione politica effettiva, premessa di una fase superiore di lavoro comune che dovrà caratterizzare le gioventù comuniste marxiste-leniniste. Leggi il resto

CONTRIBUTI SCOLASTICI. FGC: «BRICIOLE NON BASTANO, GIANNINI NON CI PRENDA IN GIRO»

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Il Ministro dell’Istruzione Giannini ha recentemente annunciato lo stanziamento di 50 milioni di euro aggiuntivi per le spese di funzionamento delle scuole, affermando tra l’altro che serviranno a «rendere il contributo chiesto ai genitori un “ contributo” a spese di qualità» e che «il contributo volontario non può essere una vessazione per le famiglie». Come sempre il Governo è bravissimo nella comunicazione, e lo stanziamento di una cifra irrisoria serve a mascherare la precisa volontà di non affrontare uno dei problemi più urgenti della scuola pubblica italiana: la richiesta del contributo scolastico, quasi per nulla disciplinata dalla legge, se si esclude la possibilità di detrarlo dalle tasse.

La verità è che dal 2008 sono stati tagliati più di 20 miliardi alla scuola pubblica, e il costo di questa operazione è stato scaricato sulle famiglie tramite la richiesta di un contributo sempre meno “volontario” e sempre più somigliante a una tassa imposta dalle scuole, delle quali è ormai diventato la principale fonte di finanziamento. La maggior parte delle scuole italiane già dipende totalmente dai contributi versati dalle famiglie. Il “contributo a spese di qualità” di cui parla la Giannini è una beffa vera e propria se si pensa, ad esempio, che decine di istituti alberghieri, non riuscendo più a coprire i costi dei laboratori di cucina (che spesso vengono sospesi), ormai arrivano a pretendere più di 200 euro dalle famiglie. Di fatto la scuola pubblica gratuita non esiste più e anno dopo anno siamo abituati all’idea che l’istruzione si debba pagare. Il Governo è certamente a conoscenza di questa situazione ma si guarda bene dall’affrontare la questione: nella “Buona Scuola” di Renzi non vi si fa il minimo accenno! Come già avvenuto negli anni precedenti, una semplice dichiarazione del Ministro non impedirà alle scuole di imporre il pagamento del contributo con metodi spesso al limite della legalità. Leggi il resto