IL FGC ACCOGLIE L’APPELLO DELLA BANDA BASSOTTI.

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Accogliamo l’appello della Banda Bassotti per la carovana antifascista nel Donbas. Il sostegno alla resistenza antifascista nell’est Ucraina e l’opposizione alle politiche imperialistiche è oggi fondamentale. Per questo motivo il FGC sosterrà l’iniziativa attraverso un versamento economico nazionale e devolvendo interamente il ricavato di una maglietta che sarà disponibile da fine agosto al campeggio nazionale e da settembre in tutte le nostre federazioni.

DICHIARAZIONE COMUNE DELLE ORGANIZZAZIONI GIOVANILI COMUNISTE SUL GENOCIDIO ISRAELIANO DEL POPOLO PALESTINESE

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Le organizzazioni giovanili firmatarie del presente appello condannano fermamente le operazioni militari dello Stato d’Israele contro il popolo Palestinese, che hanno comportato la perdita di centinaia di vite.

Gli Stati Uniti d’America, ma anche l’Unione Europea, che incoraggiano le attività criminali di Israele mediante il loro totale appoggio, equiparando i colpevoli con le vittime, incrementando le loro relazioni politiche, finanziarie e militari con Israele in vario modo, organizzando esercitazioni militari congiunte con le forze armate di Israele, hanno una grave responsabilità rispetto al crimine continuo contro il popolo palestinese e la sua gioventù.

Le gioventù comuniste chiamano i giovani uomini e le giovani donne del mondo a bloccare con la nostra lotta e solidarietà internazionalista il nuovo genocidio di Israele contro il popolo palestinese e i suoi giovani, che sono nel punto cruciale dell’aggressione imperialista, nel mezzo dei piani imperialistici generali che esistono e vengono promossi nella regione del Medio Oriente e del Mediterraneo Orientale.

Noi esigiamo:

-       che le continue azioni militari dell’esercito israeliano contro il popolo palestinese cessino immediatamente;

-       che le forze di occupazione israeliana e tutti i coloni abbandonino i territori palestinesi;

-       la liberazione dei prigionieri politici dalle prigioni israeliana e la libertà per tutti i palestinesi di poter tornare nelle proprie case. La soluzione del problema dei rifugiati palestinesi come stabilito dalla risoluzione dell’ONU;

-       la cancellazione delle esercitazioni militari congiunte e degli accordi di cooperazione militare con Israele;

-       uno stato indipendente Palestinese nei confini del 1967 con capitale Gerusalemme Est. Leggi il resto

SALUTO ALLA NASCITA DELLA FGC MESSICO.

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Cari compagni,

vi invio a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) i nostri più fraterni saluti in occasione del vostro congresso e della nascita della Federazione dei Giovani Comunisti del Messico. Nonostante migliaia di chilometri che ci separano sentiamo di parlare la stessa lingua; comprendiamo l’importanza del passo che state compiendo nella direzione della costruzione di una forte e radicata gioventù marxista-leninista in Messico.

Il fatto che diverse organizzazioni giovanili comuniste, di ispirazione marxista-leninista, si uniscano in una unica federazione è un segnale importante non solo per il Messico. L’unità è un fattore prezioso, quando è realizzato tra veri rivoluzionari, e lo è ancora di più oggi, considerando quanta confusione è stata fatta in questi anni sulla parola d’ordine dell’unità. Un grande comunista italiano, Pietro Secchia ricordando il ruolo dei giovani nella fondazione del PCI scrisse: «L’unità non è mai un valore assoluto. Di per sé può essere un bene o un male. Unità sì, ma bisogna sempre domandarsi: con chi e per che cosa?» In questi anni al contrario è stato attribuito all’unità quel carattere di valore assoluto indipendentemente dalla base politica di chi realizzava questa unità. Così è stato in tutti casi di unità dei comunisti con forze anticomuniste, socialdemocratiche o opportuniste, per l’unità delle coalizioni di governo di centro-sinistra con il supporto colpevole  di tanti partiti comunisti. In tutti questi casi l’unità è stata usata come feticcio per mascherare la reale intenzione della capitolazione ideologica e politica di una parte del movimento comunista. Questa unità non solo è dannosa nell’immediato, ma porta direttamente alla distruzione delle organizzazioni comuniste perché ne recide alla radice le basi. Contribuisce a rompere quelle barriere teoriche che devono rendere – per dirla con Gramsci – il Partito Comunista un campo impenetrabile alle idee e agli interessi dell’avversario di classe. Alla fine si perde il senso del proprio compito storico e la propria ragione d’essere, trasformandosi in altro, divenendo inevitabilmente un sostegno al sistema capitalistico che prima si voleva combattere.

Al contrario la prospettiva della creazione della Federazione dei giovani comunisti del Messico, sulla base di una coerente impostazione marxista-leninista, rappresenta quell’unità fondamentale per organizzarsi, per dare una direzione rivoluzionaria alla lotta in campo economico, politico e teorico. L’unità delle forze rivoluzionarie è un fattore indispensabile per la vittoria. Due anni fa come Fronte della Gioventù Comunista decidemmo di intraprendere lo stesso percorso, promuovendo un’unione di quelle organizzazioni giovanili, anche a carattere prettamente locale, che condividessero la stessa analisi politica, ed il riconoscimento del marxismo-leninismo. Un segnale importante in Italia, dove la presenza dei comunisti è passata in pochi anni dal più grande Partito Comunista d’occidente che contava 2 milioni e mezzo di iscritti, a poche migliaia di militanti comunisti divisi in una miriade di organizzazioni. Oggi faticosamente stiamo avviando un processo di ricostruzione difficile, che si basa proprio su queste due caratteristiche: unità delle forze realmente rivoluzionarie, che condividono una comune base marxista-leninista; studio e analisi critica della storia del Partito Comunista Italiano e di quanto si è prodotto successivamente alla fine del PCI per comprendere fino in fondo gli errori teorici, politici ed organizzativi che hanno prodotto questo disastro. Una riflessione che si intreccia in modo indissolubile con gli sviluppi del movimento comunista internazionale degli stessi anni, e che rende tanto simile il lavoro che in molti paesi partiti e organizzazioni giovanili comuniste stanno compiendo per ricostruire l’unità e allo stesso tempo il carattere marxista-leninista del movimento comunista internazionale. Un lavoro ed una prospettiva che ci unisce, oltre la nostra distanza fisica. Dalle relazioni sempre più strette che sapremo costruire tra quei partiti e quelle organizzazioni giovanili comuniste che stanno compiendo questo lavoro, dipende molto del futuro del movimento comunista internazionale.

Il compito della gioventù comunista è oggi particolarmente gravoso in Italia, come in Messico. Ma è un compito tanto più importante. In ogni passaggio storico cruciale nel movimento comunista il contributo della gioventù comunista è stato essenziale e non può che esserlo anche oggi. Dalla gioventù comunista in gran parte del mondo dipende il processo di ricostruzione del movimento comunista. Dal lavoro politico e dalle capacità organizzative della gioventù comunista, dipende il futuro di una generazione schiacciata dal capitalismo, condannata ad un futuro di disoccupazione, precarietà allo spettro di conflitti sempre più vasti scatenati per mano degli interessi imperialistici. È a noi che spetta il compito di indirizzare le lotte della gioventù proletaria nella direzione della costruzione del socialismo, nel momento più difficile per le nostre capacità teoriche, politiche ed organizzative, ma allo stesso tempo nel momento storico in cui le grandi contraddizioni del capitalismo risultano in tutta la loro evidenza.

Per questo noi crediamo con forza che «il comunismo è la gioventù del mondo». Per questo guardiamo con grande interesse e felicità alla nascita della Federazione dei Giovani Comunisti del Messico, convinti che questo processo rafforzi anche il lavoro che quotidianamente portiamo avanti in Italia.

Viva la Federazione dei Giovani Comunisti del Messico! Viva la gioventù comunista marxista-leninista di tutto il mondo! Viva l’internazionalismo proletario e la lotta per il socialismo!

 Alessandro Mustillo (Segretario Nazionale Fronte della Gioventù Comunista – Italia)

MESSAGGIO IN SPAGNOLO.

Queridos camaradas,

os envío en nombre del Comité Central del Frente de la Juventud Comunista (Italia) nuestros más fraternales saludos en ocasión de vuestro congreso y del nacimiento de la Federación de la Juventud Comunista de México. A pesar de los miles de kilometros que nos separan, podemos hablar el mismo idioma; entendemos la importancia del paso que estáis haciendo hacia la construcción de una fuerte y arraigada juventud Marxista-Leninista en México.

El hecho de que una serie de organizaciones juveniles comunistas, marxistas-leninistas, se unan en una sola federación es un señal importante no solo para México. La unidad es un factor valioso cuando se realiza entre verdaderos revolucionarios, y lo es mas aún hoy en día, teniendo en cuenta la cantidad de confusión que se ha hecho en los ultimos años sobre las palabras de orden y unidad. Un gran comunista italiano, Pietro Secchia, recordando el papel de los jóvenes en la fundación del PCI, escribió: “La unidad no es un valor absoluto, en sí mismo puede ser una cosa buena o mala. Unidad sí, pero siempre debemos preguntarnos: ¿con quién y para qué?”. En los ultimos años, por el contrario, se ha asignado a la unidad el carácter de valor absoluto, independientemente de la base política que la produzca. Así ha sido en todos los casos de unidad de comunistas con fuerzas anticomunistas, socialdemócratas u oportunistas, por la unidad de coaliciones de centro-izquierda con el apoyo culpable de muchos partidos comunistas. En todos estos casos, la unidad ha sido utilizada como un fetiche para ocultar la verdadera intención de la capitulación ideológica y política de una parte del movimiento comunista. Esta unidad no es solo un daño en el inmediato, sino que conduce directamente a la destrucción de las organizaciones comunistas porque corta radicalmente las bases. Ayuda a romper esas barreras teóricas que deben hacer – como diría Gramsci- del Partido Comunista un campo impenetrable a las ideas y a los intereses del adversario de clase. Al final se pierde el sentido de su misión histórica y su razón de ser, convierténdose en otra, llegando a ser inevitablemente un apoyo al sistema capitalista contra el que antes se quería luchar.

Por el contrario, la perspectiva de creación de la Federación de la Juventud Comunista de México, sobre la base de un coherente enfoque marxista-leninista, representa la unidad fundamental para organizarse, para dar un sentido revolucionario a la lucha en el campo económico, político y teórico. La unidad de las fuerzas revolucionarias es un factor indispensable para la victoria. Hace dos años, como Frente de la Juventud Comunista, se decidió tomar el mismo camino, el de la promoción de la unión de las organizaciones juveniles, incluso de las de carácter puramente local, que compartían el mismo análisis político y el reconocimiento del marxismo-leninismo. Una señal importante en Italia, donde la presencia de los comunistas en los últimos años ha pasado de ser el Partido Comunista más grande de occidente con 2 miliones y medio de miembros, a ser unos pocos miles de militantes comunistas divididos en una miríada de organizaciones. Hoy estamos poniendo en marcha con mucha fatiga un proceso de reconstrucción difícil, que se basa en estas características: unidad de las fuerzas verdaderamente revolucionarias, que comparten una base común marxista-leninista; estudio y análisis crítico de la historia del Partido Comunista Italiano y de lo que se produjo después del final del PCI para comprender hasta el fondo los errores teóricos, políticos y de organización que han producido este desastre. Una reflexión que está intrínsecamente entrelazada con el desarrollo del movimiento comunista internacional en esos años, y que hace tan parecido el trabajo que en muchos países los partidos y las organizaciones juveniles comunistas están haciendo para reconstruir la unidad y a la vez el carácter del marxismo-leninismo del movimiento comunista internacional. Un trabajo y una perspectiva que nos une, más allá de nuestra distancia física. El futuro del movimiento comunista internacional  depende mucho de las relaciones cada vez más estrechas que podemos construir entre organizaciones juveniles y partidos comunistas que están haciendo este trabajo.

La tarea de la Juventud Comunista de hoy es particularmente onerosa en Italia como en México. Pero es una tarea aún más importante. En cualquier transición histórica crucial en el movimiento comunista la contribución de la juventud comunista ha sido esencial y no puede sino serlo hoy también. De la juventud comunista en gran parte del mundo depende el proceso de reconstrucción del movimiento comunista. Del trabajo político y la capacidad de organización de la juventud comunista, depende el futuro de una generación aplastada por el capitalismo, condenada a un futuro de desempleo, inseguridad laboral con el riesgo de conflictos cada vez más amplios activados por mano de intereses imperialistas. Nosotros tenemos la tarea de conducir las luchas de la juventud proletaria hacia la construcción del socialismo, en el momento más difícil para nuestras capacidades teóricas, políticas y organizativas, pero al mismo tiempo en el momento histórico en que las grandes contradicciones del capitalismo resaltan en toda su evidencia.

Por esta razón, estamos firmemente convencidos de que “el comunismo es la juventud del mundo”. Por eso miramos con gran interés y felicidad el nacimiento de la Federación de la Juventud Comunista de México, convencidos de que este proceso fortalecerá también el trabajo que llevamos a cabo todos los días en Italia.

¡Viva la Federación de la Juventud Comunista de México! ¡Viva el marxismo-leninismo de la Juventud Comunista de todo el mundo! ¡Viva el internacionalismo proletario y la lucha por el socialismo!

Alessandro Mustillo (Secretario Nacional del Frente de la Juventud Comunista – Italia)

NO AI RAID ISRAELIANI. PALESTINA LIBERA!

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In queste ore i fatti che stanno accadendo in Palestina necessitano di una presa di posizione e di una forte mobilitazione internazionale di solidarietà con il popolo palestinese. Nel fare questo ribadiamo la nostra condanna all’uccisione di tre ragazzi israeliani, come giustamente fatto dall’Autorità Nazionale Palestinese, a prescindere da chi siano i responsabili di tale evento. Riteniamo tuttavia del tutto ipocrita il cordoglio di politici e di quanti esprimendo il loro sdegno per l’omicidio dei tre israeliani, hanno dimenticato che nelle stesse ore nove cittadini palestinesi, civili innocenti ed inermi, sono caduti vittime di raid israeliani in territorio palestinese.

Mentre oggi si sprecano le affermazioni sulla civiltà di Israele ci chiediamo: in quale paese “civile” in seguito ad un omicidio, condannato dall’autorità politica che legittimamente dovrebbe esercitare la sovranità sul suo popolo, si praticano rastrellamenti, distruzione delle abitazioni dei presunti colpevoli, vendette sommarie? In quale paese “civile” alla morte di tre cittadini si risponde con l’uccisione (al momento) di nove civili, del tutto privi di qualsiasi responsabilità? La “civiltà” di un paese non si giudica solamente dal livello dei servizi, dei diritti, dei salari e dei livelli di benessere che vengono garantiti ai propri cittadini, ma sul modo in cui tali diritti sono conquistati e garantiti. Quando il benessere del proprio popolo è raggiunto a scapito di un altro, quando le conquiste sociali e politiche avvengono sulle spalle di un altro popolo, la “civiltà” cede il passo allo sfruttamento, la libertà di alcuni si converte nell’oppressione permanente per altri. Israele è questo, e tutto il resto sono favole. E’ uno stato capitalista, dal forte carattere imperialista, e come tale non avrà mai la nostra solidarietà. Leggi il resto

FGC MILANO: «NO ALL’ABBATTIMENTO DELL’ ALFA DI ARESE! LAVORO AGLI OPERAI.»

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In questi giorni la società AGLAR S.P.A ha presentato alla Regione Lombardia la richiesta di assoggettabilità a VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per l’area dell’Alfa Romeo di Arese (MI). Il progetto consiste nell’abbattere i capannoni per creare 11mila parcheggi auto, in vista di EXPO 2015. In primis, l’area Alfa dispone di numerosi parcheggi(che ora sono in uso ai comuni di Arese, Garbagnate, Lainate e Rho), nel complesso 300000 mq, che un tempo bastavano per tutti i 20000 lavoratori. Perché dunque abbattere capannoni ancora utilizzabili e radere al suolo tutto se i parcheggi già ci sono? E poniamo anche il caso che ci sia necessità di ulteriori posti auto: potrebbero essere utilizzate le strutture industriali stesse. Come detto, i capannoni sono strutture industriali solide e robuste, che sarebbero immediatamente utilizzabili dopo un intervento di manutenzione. La realtà è che dietro a tutto ciò si nasconde il solito tentativo di cementificazione e speculazione in questa area. I tetti tuttavia sono in eternit, contengono l’amianto. Così alcuni giustificano l’abbattimento totale delle strutture. Basterebbe semplicemente sostituire l’eternit, con un serio intervento. Un ulteriore danno che porterebbe la demolizione è la distruzione del Consiglio di Fabbrica, attuale sede dello SLAI COBAS, primo sindacato nell’area Alfa di Arese. Le promesse fatte dal sindaco di Garbagnate, che assicurava che il CdF non sarebbe stato toccato (anzi, che sarebbe stata riattivata energia elettrica e rete telefonica), non si sono verificate, nulla è cambiato. Nel frattempo gli operai licenziati illegalmente da Innova Service, nonostante la sentenza di un anno fa che ordina il loro reintegro, si trovano ancora senza posto di lavoro. Come federazione milanese del Fronte della Gioventù Comunista denunciamo fortemente il tentativo di abbattere le strutture industriali Alfa ed esprimiamo la nostra solidarietà agli operai. La gioventù comunista sta con i lavoratori! La lotta è di classe.

CON IL CONASP PER LO SPORT POPOLARE

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Il FGC saluta la creazione del progetto del CoNaSP -Coordinamento Nazionale dello Sport Popolare- nato in seguito ad una riunione nazionale svoltasi a Roma, presso la Palestra Popolare Valerio Verbano, fra moltissime realtà sportive italiane. Il lavoro prevede un messaggio di partecipazione e sviluppo delle pratiche sportive, attraverso l’abbattimento di barriere sociali e di pregiudizi che rendono inaccessibile il diritto alla pratica sportiva, il rifiuto di logiche razziste di qualsiasi tipo, il recupero, la riqualificazione e l’organizzazione di tutti gli edifici pubblici e non in disuso, abbandonati o mal gestiti, con fini sportivi amatoriali ed agonistici. Come FGC sottolineiamo l’importanza di dare valore allo sport popolare come reale alternativa alla visione capitalistica delle attività sportive, legata alla logica del profitto, dello sfruttamento a fini commerciali degli eventi sportivi e degli atleti. Lo sport, liberato da queste catene, può divenire effettivamente fattore di emancipazione sociale, specie in un momento di crisi come questa. Può costituire una valida alternativa nelle periferie delle nostre città al degrado imposto dal capitalismo, strappare le nuove generazioni proletarie dalla droga e dai falsi miti imposti dal sistema in nome della disuguaglianza e dell’ingiustizia sociale. Giusta è anche l’ambizione di fare dello sport popolare un settore in grado di competere alla pari in tutte le realtà sportive ai massimi livelli, senza nessuna limitazione aprioristica, contemplando attività per i livelli amatoriali e anche per quelli agonistici. Come FGC ribadiamo il nostro pieno sostengo e l’intenzione di contribuire materialmente alla crescita e allo sviluppo dello sport popolare attraverso il lavoro militante dei nostri compagni che partecipano alla costruzione e al lavoro di realtà sportive a livello locale.

SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE.

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In queste ore ribadiamo la piena solidarietà del FGC al popolo palestinese e alla causa della liberazione della Palestina dall’imperialismo israeliano. Il rapimento dei tre giovani israeliani, del quale non è verificata la matrice palestinese, è divenuto un pretesto per condurre una vera e propria operazione militare finalizzata all’occupazione permanente dei territori palestinesi. Diversi civili hanno perso la vita in queste ore a causa dei raid israeliani, centinaia i feriti, mentre la comunità internazionale tace sull’accaduto. Non possiamo rimanere a guardare quanto accade senza contribuire a denunciare il crimine che viene perpetrato in questi giorni dalle autorità israeliane.

TEST INVALSI: APPELLO A STUDENTI E PROFESSORI A BOICOTTARE LE PROVE.

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Parte in questi giorni la protesta contro i test Invalsi, che il 13 maggio saranno somministrati a migliaia di studenti del secondo anno delle scuole superiori. Il Fronte della Gioventù Comunista organizzerà proteste nelle maggiori città italiane: a Roma, Milano, Firenze, Torino, Palermo e molti capoluoghi di regione e provincia sono previste iniziative di informazione sotto le scuole per invitare gli studenti al boicottaggio di questi test.

«I test Invalsi sono funzionali allo smantellamento della scuola pubblica – afferma Paolo Spena, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista – dietro le graduatorie stilate dall’INVALSI si cela il progetto di finanziare le scuole in proporzione al rendimento, e cioè alla posizione in graduatoria. Un “Robin Hood” al contrario, lì dove sarebbe invece necessario intervenire per livellare le differenze fra istituti diversi e creare una situazione omogenea e di qualità. Inoltre – aggiunge Spena –  i test preparati dall’Invalsi sono figli della cultura dei quiz che non lascia alcuno spazio all’elaborazione critica da parte dello studente, non tengono conto delle differenziazioni tra indirizzi di istituti e licei, generano un cambiamento nella tipologia dell’insegnamento, che si sposta sempre di più sul modello nozionistico tipico dei quiz, proprio in preparazione dell’Invalsi.»

Per queste motivazioni il Fronte della Gioventù Comunista invita gli studenti a boicottare le prove, consegnando in bianco o dando risposte che rendano il test inservibile, precisando che Dirigenti Scolastici e Professori non hanno alcun potere di imporre le prove agli studenti, e che le eventuali minacce di sanzioni disciplinari che si stanno registrando in molti casi, sono prive di qualsiasi fondamento legale.  Leggi il resto

FGC ROMA: «EATALY E’ SFRUTTAMENTO E PRECARIETA’. FARINETTI VECCHIO PADRONE.»

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Per la ricorrenza della festa dei lavoratori abbiamo deciso di intraprendere un’azione simbolica con un volantinaggio ad Eataly, alla Stazione Ostiense. Eataly è la catena alimentare fondata da Farinetti, che fa dell’eccellenza italiana la sua forza. Ma il vero motivo per cui si contraddistingue il “made in eataly” è la precarietà sul lavoro, portata a livelli esasperati, con salari bassi e alto sfruttamento dei lavoratori, sottoposti perfino a controlli all’uscita dal lavoro. Il nuovo modello d’impresa tanto caro al centrosinistra italiano, altro non è che la riproposizione dei vecchi metodi del capitalismo da sfruttamento, cancellando le conquiste dei lavoratori ottenute con la lotta nel secolo scorso. Nel volantino abbiamo rappresentato Farinetti come un vecchio capitalista con la pancia e il cilindro, che ingrassa sulle spalle dei suoi lavoratori. Ad Eataly si lavora anche il primo maggio  e i lavoratori, hanno ben poco da festeggiare. «Eataly – ha dichiarato Lorenzo Lang, vicesegretario FGC, presente all’iniziativa – è uno dei luoghi di lavoro da cui iniziamo la campagna di mobilitazione del Fronte della Gioventù Comunista contro la precarietà e la disoccupazione. Una campagna che prevede in tutto il paese la massima mobilitazione dei nostri militanti per tornare sui luoghi di lavoro e organizzare la lotta dei lavoratori. Al Jobs Act di Renzi contrapponiamo l’idea di un salario minimo garantito che permetta un’esistenza dignitosa ed abbia natura intercategoriale e la cancellazione delle leggi Treu, Biagi e Fornero sulla precarietà del lavoro. Iniziamo il primo maggio per ricordare che solamente con la lotta i lavoratori potranno conquistare i propri diritti. Un messaggio importante al giorno d’oggi, che rimette al centro il conflitto di classe e la necessità di lanciare un contrattacco, anche contro quella sinistra che si è fatta portatrice principale degli interessi dei padroni, come Farinetti.» Non si tratta dell’unica iniziativa promossa a Roma. Per Riccardo Beschi, segretario romano FGC «nelle prossime ore continueremo azioni simili nei luoghi di lavoro aperti nella festività del primo maggio e nei prossimi giorni altri luoghi di lavoro saranno interessati dalla campagna sul lavoro, per contrastare la politica del governo e informare i giovani lavoratori sulla reale natura del Jobs Act e delle riforme targate Renzi.»

TAGLI A UNIVERSITÀ E RICERCA. FGC: «NESSUNA SORPRESA»

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Nel Documento di Economia e Finanza (DEF) del Governo Renzi spuntano nuovi tagli all’istruzione. Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) degli atenei italiani compare infatti fra le coperture delle spese previste dal DEF, per un valore di 30 milioni di euro per il 2014 e 45 milioni di euro per ogni anno a partire dal 2015. Ben 75 milioni di tagli secchi in soli due anni, che peseranno costantemente negli anni successivi e da sommare ai tagli del quinquennio 2008-2013 che si sono già ripercossi in modo drastico sul funzionamento dell’università pubblica e soprattutto sull’effettiva garanzia del diritto allo studio. Il Ministro Giannini che, non potendo negare l’evidenza, si sta già applicando per trovare un nuovo nome a questi tagli (“accantonamenti tecnici”, “contributi figurativi”, ecc) sembra quasi una riedizione delle “minori spese” della Gelmini, che farebbe ridere se non facesse piangere e dimostra come una politica compromessa non può che reggersi sui proclami, sui giochetti di parole e sulla propaganda per celare la sua vera natura.

«Non siamo per nulla sorpresi – ha commentato Paolo Spena, responsabile scuola e università del FGC – la questione vera è che il Governo Renzi, dietro le operazioni mediatiche condotte a colpi di “80 euro”, cela una sostanziale continuità con i governi Letta, Monti e Berlusconi su tutti i temi fondamentali, dimostrando il totale asservimento alle politiche imposte dal grande capitale e dall’Unione Europea. Non abbiamo mai nutrito illusioni nei confronti del Governo Renzi e siamo pronti alla mobilitazione nelle università, coscienti che la battaglia per il diritto allo studio e per un’istruzione di massa realmente pubblica e gratuita debba tradursi, oggi più che mai, nella lotta organizzata contro questo sistema.»