SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE.

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In queste ore ribadiamo la piena solidarietà del FGC al popolo palestinese e alla causa della liberazione della Palestina dall’imperialismo israeliano. Il rapimento dei tre giovani israeliani, del quale non è verificata la matrice palestinese, è divenuto un pretesto per condurre una vera e propria operazione militare finalizzata all’occupazione permanente dei territori palestinesi. Diversi civili hanno perso la vita in queste ore a causa dei raid israeliani, centinaia i feriti, mentre la comunità internazionale tace sull’accaduto. Non possiamo rimanere a guardare quanto accade senza contribuire a denunciare il crimine che viene perpetrato in questi giorni dalle autorità israeliane.

TEST INVALSI: APPELLO A STUDENTI E PROFESSORI A BOICOTTARE LE PROVE.

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Parte in questi giorni la protesta contro i test Invalsi, che il 13 maggio saranno somministrati a migliaia di studenti del secondo anno delle scuole superiori. Il Fronte della Gioventù Comunista organizzerà proteste nelle maggiori città italiane: a Roma, Milano, Firenze, Torino, Palermo e molti capoluoghi di regione e provincia sono previste iniziative di informazione sotto le scuole per invitare gli studenti al boicottaggio di questi test.

«I test Invalsi sono funzionali allo smantellamento della scuola pubblica – afferma Paolo Spena, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista – dietro le graduatorie stilate dall’INVALSI si cela il progetto di finanziare le scuole in proporzione al rendimento, e cioè alla posizione in graduatoria. Un “Robin Hood” al contrario, lì dove sarebbe invece necessario intervenire per livellare le differenze fra istituti diversi e creare una situazione omogenea e di qualità. Inoltre – aggiunge Spena –  i test preparati dall’Invalsi sono figli della cultura dei quiz che non lascia alcuno spazio all’elaborazione critica da parte dello studente, non tengono conto delle differenziazioni tra indirizzi di istituti e licei, generano un cambiamento nella tipologia dell’insegnamento, che si sposta sempre di più sul modello nozionistico tipico dei quiz, proprio in preparazione dell’Invalsi.»

Per queste motivazioni il Fronte della Gioventù Comunista invita gli studenti a boicottare le prove, consegnando in bianco o dando risposte che rendano il test inservibile, precisando che Dirigenti Scolastici e Professori non hanno alcun potere di imporre le prove agli studenti, e che le eventuali minacce di sanzioni disciplinari che si stanno registrando in molti casi, sono prive di qualsiasi fondamento legale.  Leggi il resto

FGC ROMA: «EATALY E’ SFRUTTAMENTO E PRECARIETA’. FARINETTI VECCHIO PADRONE.»

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Per la ricorrenza della festa dei lavoratori abbiamo deciso di intraprendere un’azione simbolica con un volantinaggio ad Eataly, alla Stazione Ostiense. Eataly è la catena alimentare fondata da Farinetti, che fa dell’eccellenza italiana la sua forza. Ma il vero motivo per cui si contraddistingue il “made in eataly” è la precarietà sul lavoro, portata a livelli esasperati, con salari bassi e alto sfruttamento dei lavoratori, sottoposti perfino a controlli all’uscita dal lavoro. Il nuovo modello d’impresa tanto caro al centrosinistra italiano, altro non è che la riproposizione dei vecchi metodi del capitalismo da sfruttamento, cancellando le conquiste dei lavoratori ottenute con la lotta nel secolo scorso. Nel volantino abbiamo rappresentato Farinetti come un vecchio capitalista con la pancia e il cilindro, che ingrassa sulle spalle dei suoi lavoratori. Ad Eataly si lavora anche il primo maggio  e i lavoratori, hanno ben poco da festeggiare. «Eataly – ha dichiarato Lorenzo Lang, vicesegretario FGC, presente all’iniziativa – è uno dei luoghi di lavoro da cui iniziamo la campagna di mobilitazione del Fronte della Gioventù Comunista contro la precarietà e la disoccupazione. Una campagna che prevede in tutto il paese la massima mobilitazione dei nostri militanti per tornare sui luoghi di lavoro e organizzare la lotta dei lavoratori. Al Jobs Act di Renzi contrapponiamo l’idea di un salario minimo garantito che permetta un’esistenza dignitosa ed abbia natura intercategoriale e la cancellazione delle leggi Treu, Biagi e Fornero sulla precarietà del lavoro. Iniziamo il primo maggio per ricordare che solamente con la lotta i lavoratori potranno conquistare i propri diritti. Un messaggio importante al giorno d’oggi, che rimette al centro il conflitto di classe e la necessità di lanciare un contrattacco, anche contro quella sinistra che si è fatta portatrice principale degli interessi dei padroni, come Farinetti.» Non si tratta dell’unica iniziativa promossa a Roma. Per Riccardo Beschi, segretario romano FGC «nelle prossime ore continueremo azioni simili nei luoghi di lavoro aperti nella festività del primo maggio e nei prossimi giorni altri luoghi di lavoro saranno interessati dalla campagna sul lavoro, per contrastare la politica del governo e informare i giovani lavoratori sulla reale natura del Jobs Act e delle riforme targate Renzi.»

TAGLI A UNIVERSITÀ E RICERCA. FGC: «NESSUNA SORPRESA»

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Nel Documento di Economia e Finanza (DEF) del Governo Renzi spuntano nuovi tagli all’istruzione. Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) degli atenei italiani compare infatti fra le coperture delle spese previste dal DEF, per un valore di 30 milioni di euro per il 2014 e 45 milioni di euro per ogni anno a partire dal 2015. Ben 75 milioni di tagli secchi in soli due anni, che peseranno costantemente negli anni successivi e da sommare ai tagli del quinquennio 2008-2013 che si sono già ripercossi in modo drastico sul funzionamento dell’università pubblica e soprattutto sull’effettiva garanzia del diritto allo studio. Il Ministro Giannini che, non potendo negare l’evidenza, si sta già applicando per trovare un nuovo nome a questi tagli (“accantonamenti tecnici”, “contributi figurativi”, ecc) sembra quasi una riedizione delle “minori spese” della Gelmini, che farebbe ridere se non facesse piangere e dimostra come una politica compromessa non può che reggersi sui proclami, sui giochetti di parole e sulla propaganda per celare la sua vera natura.

«Non siamo per nulla sorpresi – ha commentato Paolo Spena, responsabile scuola e università del FGC – la questione vera è che il Governo Renzi, dietro le operazioni mediatiche condotte a colpi di “80 euro”, cela una sostanziale continuità con i governi Letta, Monti e Berlusconi su tutti i temi fondamentali, dimostrando il totale asservimento alle politiche imposte dal grande capitale e dall’Unione Europea. Non abbiamo mai nutrito illusioni nei confronti del Governo Renzi e siamo pronti alla mobilitazione nelle università, coscienti che la battaglia per il diritto allo studio e per un’istruzione di massa realmente pubblica e gratuita debba tradursi, oggi più che mai, nella lotta organizzata contro questo sistema.»

NASCE IL FGC A GENOVA.

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La crisi del capitalismo avanza in modo costante, mietendo vittime tra la classe lavoratrice. L’unica possibilità per combattere questa crisi sistematica è la creazione di una forza comunista compatta, basata sul marxismo-leninismo, che possa riportare in auge l’unica vera alternativa al sistema capitalistico. Fondamentale è che questa forza comunista riparta anche dai giovani, con la creazione di una formazione giovanile pronta a combattere il programma di austerity con cui l’Unione Europea ci obbliga a una vita di miseria e schiavitù. La scuola e l’università, sempre più inaccessibili per i costi, e l’aumento crescente dei contratti di lavoro precari, spesso spacciati per attività formative, sono alcune tra le conseguenze di questo programma di austerità imposto dall’Europa.

La necessità di questa forza giovanile comunista sorge anche dal fatto che le lotte portate avanti dai vari movimenti si sono rivelate inconcludenti o di poco respiro, sia per quanto riguarda la questione scolastica, universitaria, sia su quella abitativa e lavorativa. Nostro dovere è quindi ripartire, rilanciarci, e unire le lotte verso un unico obiettivo.

Per questa ragione sentiamo la necessità che il Fronte della Gioventù Comunista nasca anche a Genova, storica città di lotta, per ripartire sotto un’unica bandiera verso un solo obiettivo: il socialismo. La stessa Genova Medaglia d’Oro al valor militare per la lotta partigiana, la medesima che si è sollevata contro il Congresso del MSI, dando vita a scioperi e manifestazioni, la stessa città che si è confrontata apertamente nelle tristi giornate estive del luglio del 2001, in occasione del summit del G8. La stessa Genova che, recentemente, ha bloccato i mezzi pubblici cittadini a causa delle privatizzazioni selvagge.

Unirsi sotto un’unica bandiera, quella del marxismo-leninismo permette di catalizzare le lotte contro l’Europa delle banche e del grande capitale finanziario, dell’imperialismo e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, non solo verso piccolo obiettivi che, seppure importanti, sono solo temporanei. Ripartire dai giovani per creare i futuri quadri comunisti di domani, in ogni paese in ogni città: anche Genova, adesso, è presente!

Info e adesioni a: fgcgenova@gmail.com

FGC MILANO: «APPOGGIO AD OPERAI MARCEGAGLIA»

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Ieri 169 operai sono stati informati della chiusura dello stabilimento Marcegaglia Buildtech di Viale Sarca  nell’ ex “cuore industriale” di Milano. Per mantenere il posto i lavoratori dovranno trasferirsi nella sede di Pozzolo Formigaro, distante 120 km dal capoluogo lombardo. Emma Marcegaglia, prima Presidente di Confindustria ha voluto “festeggiare” così la nomina da parte del Governo Renzi a presidente di ENI. La reazione dei lavoratori non ha tardato a farsi sentire: blocco di Viale Sarca; gli operai sono in assemblea permanente. “I Marcegaglia nuotano nell’oro, e noi nuotiamo nella merda, ecco la differenza.” Le parole degli operai sono chiare. Il motivo di questa scelta non è ufficialmente chiaro poiché non c’è stata alcuna dichiarazione dai vertici dell’azienda, ma considerando il fatto che la zona di Bicocca e Viale Sarca è di grande interesse dal punto di vista edilizio, non è difficile immaginare che l’operazione abbia fini speculativi in quest’area. Inoltre nella sede di Pozzolo Formigaro sono recentemente stati annunciati 40 esuberi. Da un lato si licenzia, e dall’altro sono necessari altri lavoratori? Ecco un esempio della reale natura dei personaggi nominati dal Governo, guidato dal Partito Democratico, che si dimostra ancora una volta difensore degli interessi delle classi dominanti, esecutivo della grande industria, della finanza, dei monopoli.  Come Federazione di Milano del Fronte della Gioventù Comunista esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli operai a cui non mancheremo di portare il nostro sostegno. Contrattaccare, organizzare la lotta di classe, unica vera garanzia di diritti per i lavoratori.

FGC ROMA: « SOLIDARIETA’ CON MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA»

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Come federazione romana del Fronte della Gioventù Comunista esprimiamo la nostra piena solidarietà alle famiglie e ai compagni sgomberati e caricati  la scorsa mattina a Montagnola. Ancora una volta le istituzioni, anche di centro sinistra, portano avanti duri attacchi verso chi lotta per dare una casa a chi ne ha bisogno, favorendo sempre palazzinari e speculatori. Il Partito Democratico e i partiti che appoggiano la giunta Marino si rendono responsabili in queste settimane di un forte incremento delle attività repressive sul territorio. Un livello che non ha nulla da invidiare a quanto fatto negli anni precedenti dalla giunta Alemanno. Al contrario le politiche sociali vengono ridotte sulla base degli obblighi e dei parametri europei generando vere e proprie emergenze, come nel caso delle abitazioni. Migliaia di immobili sfitti di proprietà di grandi gruppi finanziari e società imprenditoriali sono l’altra faccia della medaglia di centinaia di migliaia di romani privi di una casa, in una città dove costruire vuol dire solo profitto a scapito delle esigenze reali collettive. La lotta per la casa non può essere concepita come fronte di lotta isolato, come mera rivendicazione vertenziale, come lotta di natura puramente economica, fronte sul quale le classi subalterne saranno sempre perdenti. Al contrario è necessario far avanzare la consapevolezza che solo la lotta politica diretta contro questo modello di sistema, contro l’Unione Europea che ne rappresenta l’organizzazione pù conseguente, e contro il governo Renzi e i partiti che lo appoggiano, può portare ad un cambiamento reale delle cose.

FGC:«FUNZIONARIO DI POLIZIA RESPONSABILE DI GRAVE ATTO DI VIOLENZA DOCUMENTATA DA SERVIZIO PUBBLICO.»

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«Il video della manifestazione del 12 aprile realizzato da Servizio Pubblico costituisce una prova inconfutabile di un atto di violenza gratuita e del tutto ingiustificata commessa da un funzionario di polizia ai danni di due manifestanti inermi che si trovavano già immobilizzati a terra. Tra il minuto 2.30 e 3.00 si vede chiaramente un funzionario di polizia, salire intenzionalmente sul corpo dei due manifestanti già bloccati a terra. La dinamica degli avvenimenti in piazza è tale da escludere chiaramente che i due manifestanti siano coinvolti negli scontri di Via Veneto, circostanza che in caso contrario non avrebbe influenza diretta sul fatto. La carica giunta alle spalle del corte in Piazza Barberini ha infatti – come spesso accade – lasciato nelle vicinanze dei reparti delle forze dell’ordine che caricavano manifestanti provenienti da ogni parte del corteo. Ciò che risulta assolutamente inaccettabile è che un funzionario di piazza – come si vede chiaramente nel documentario giornalistico citato – compia un tale atto, in modo evidentemente intenzionale come emerge dalla sequenza completa.

Il poliziotto guarda in basso, si accorge dei corpi distesi a terra dei due manifestanti e intenzionalmente calpesta la ragazza salendole a giudicare dal video sul torace, prima con un piede poi alzando l’altro in modo da far pesare tutto il proprio corpo su quello della ragazza, in una scena che trasmette l’idea della volontà di “dare una lezione” a manifestanti inermi e già immobilizzati. Il funzionario di polizia in questione è in borghese con il solo casco di protezione, vestito in modo differente dal resto del reparto. Questo porta a due conclusioni: in primo luogo si tratta con tutta probabilità di un funzionario predisposto al comando, o a un ruolo di direzione di reparto, il che aggrava ulteriormente la portata del gesto, e in secondo luogo risulta facilmente identificabile dato l’abbigliamento completamente differente da quello dei suoi colleghi.

Ci auguriamo che nelle dichiarazioni rilasciate da Ministero degli Interni, Prefetto e Questore che abbiamo appreso sulla stampa, circa le indagini in corso per l’identificazione degli autori di reati, sia compresa l’intenzione di perseguire con altrettante fermezza, diligenza e dovizia di particolari con cui si procede solitamente nel caso dei manifestanti, l’autore di un atto tanto palese, quanto gratuito e totalmente ingiustificato, che integra un evidente abuso della propria funzione, nonché ipotesi di lesioni nei confronti dei manifestanti vigliaccamente aggrediti. Data l’obbligatorietà dell’azione penale nel nostro sistema giudiziario riteniamo che le numerose denunce che sul web stanno emergendo in queste ore e a cui ci associamo, nonché le stesse immagini pubbliche documentate dalla trasmissione servizio pubblico e reperibili all’indirizzo web  http://www.serviziopubblico.it/2014/04/guerriglia-a-roma/ siano elementi sufficienti affinché si proceda all’identificazione e alle dovute indagini sul funzionario di polizia responsabile di tali atti, dovendosi considerare ogni contraria ipotesi come volontaria omissione di un atto dovuto, la cui unica reale motivazione non potrebbe che risiedere in ragioni squisitamente politiche e di tutela dell’apparato repressivo dello Stato.»

Segreteria nazionale FGC

UNIVERSITÀ. FGC: «NO AI TEST DELL’UNIVERSITÀ DI CLASSE, PROTESTE NEGLI ATENEI»

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Per la prima volta, quest’anno, i test di ammissione all’università per le principali facoltà a numero chiuso sono stati anticipati ad aprile, favorendo inevitabilmente chi ha avuto la possibilità di pagare costosi corsi privati per prepararsi. Da domani, giornata dei test di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista promuoverà una serie di azioni di protesta contro il numero chiuso implementato nel nostro paese. Nelle principali città universitarie, i partecipanti ai test saranno accolti dai nostri militanti con striscioni, megafoni, volantini e slogan di protesta. Secondo Paolo Spena, responsabile Scuola e Università del FGC: «il numero chiuso in Italia, oltre ad essere funzionale ad ulteriori smantellamenti dello stato sociale in favore del settore privato (meno medici servono a chiudere presidi sanitari pubblici in tutto il paese), oggi “fotografa” una selezione di classe che inizia molto prima dell’entrata all’università. Mentre tutti parlano di “meritocrazia” la verità è che si parte da condizioni diverse a seconda della situazione economica della propria famiglia, e sempre più studenti sono costretti ad abbandonare gli studi perché non possono permetterseli – 50.000 studenti in meno soltanto dal 2011 al 2012!»

La reale funzione dei test d’ingresso si inserisce in un quadro già di per sé disastroso, che soprattutto dopo i tagli imposti da UE, BCE e FMI ci consegna un’università fatta di tasse universitarie sempre più alte, libri di testo dal costo insostenibile e tirocini gratuiti che oggi sono una forma mascherata dello sfruttamento selvaggio dei giovani lavoratori. A questo si aggiunge la totale assenza di garanzie per i giovani laureati di trovare lavoro, a dimostrazione di come i test oggi siano funzionali unicamente agli interessi delle classi dominanti. «Non siamo contrari per principio ad una forma di programmazione del numero dei laureati nei diversi settori, che è necessaria per i posti di lavoro.» ha precisato Spena proprio in relazione a questo tema «Questa pianificazione, da realizzare con metodi differenti rispetto al semplice test, deve tuttavia partire dalla reale possibilità di tutti di partecipare partendo dalle stesse condizioni e con gli stessi diritti. Rivendichiamo un’università di massa che sia realmente gratuita, accessibile a tutti e capace di garantire un futuro stabile, ma siamo ben coscienti che oggi più che mai, nel pieno di un attacco senza precedenti ai nostri diritti, l’unica via praticabile è la lotta cosciente e organizzata contro questo sistema.»

12 APRILE IN PIAZZA CONTRO UNIONE EUROPEA E GOVERNO RENZI

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Il nostro futuro non è la disoccupazione, non saremo gli schiavi del 21° secolo.

In tutta Europa aumenta la disoccupazione giovanile e peggiorano le condizioni dei salari e dei diritti dei lavoratori. Le nuove generazioni sono colpite in modo particolare da questo processo mentre assistiamo alla crescita dell’accumulazione di quote sempre maggiore di profitto nelle mani dei grandi gruppi monopolistici. Banche, società, grandi catene commerciali e produttive prosperano sull’impoverimento delle masse popolari.

L’Unione Europea ha un ruolo fondamentale in questo processo. Nel 2013, l’UE ha organizzato 5 conferenze sulla disoccupazione. Tuttavia, invece di diminuire, la disoccupazione è aumentata enormemente: 26 milioni di persone sono disoccupate, 120 milioni di persone vivono in questo momento sotto la soglia di povertà. La disoccupazione dei giovani di età compresa tra 18 e 30 anni, in alcuni paesi supera il 50% e nell’UE raggiunge il 25%. La “libertà di movimento” all’interno dell’Unione Europea dimostra di essere una libertà per gli uomini d’affari di sfruttarci dove hanno bisogno di noi e con ogni mezzo. L’emigrazione dei giovani dai paesi europei, interna ed esterna alla UE è una realtà, ed in ogni paese dell’Unione Europea le ricette contro la disoccupazione sono le stesse: aumento della precarietà, diminuzione dei salari e aumento degli orari di lavoro, intensificazione dello sfruttamento in qualunque modo possibile.

In Italia anche il governo Renzi presenta le stesse vecchie ricette mascherate come novità. Il “Jobs Act” non è altro che il ricorso alla precarietà e alla riduzione dei diritti in cambio di posti di lavoro temporanei e a bassa remunerazione salariale, alimentando la competizione al ribasso tra lavoratori. I piani di privatizzazioni, i tagli ai servizi sociali, il mantenimento delle precedenti riforme sull’età pensionabile dimostrano chiaramente l’intenzione del governo, sostenute dalla maggioranza assoluta delle forze politiche, della Confindustria, con l’appoggio complice dei sindacati concertativi. Renzi è una nuova illusione, ma le sue ricette sono le stesse dei governi di questi anni.

Il 12 aprile si svolgerà a Roma una manifestazione contro il governo Renzi e contro la disoccupazione giovanile a cui come Fronte della Gioventù Comunista parteciperemo. Un momento di lotta nell’ambito di una campagna politica generale sui temi del lavoro e della disoccupazione giovanile, che si inserisce nel quadro di mobilitazione svolto insieme alle altre organizzazioni giovanili comuniste europee, e che in questi mesi siamo impegnati a portare avanti. Saremo in piazza nonostante esista una forte distanza sulle parole d’ordine rivendicate dalle diverse organizzazioni nella stessa giornata del 12 aprile, su cui non rinunciamo a dire la nostra posizione, che con convinzione porteremo in tutte le mobilitazioni. Leggi il resto