FGC: « NO AD AUMENTO TRUPPE. RITIRO DALL’AFGHANISTAN»

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Il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi ha annunciato in aula alla Camera la permanenza e l’aumento del contingente militare italiano in Afghanistan, prodigandosi in una lode dell’occupazione militare occidentale del paese, parlando in particolare di come le forze armate italiane difendano la “partecipazione democratica” e la pace. Sotto l’intramontabile menzogna della democrazia, l’Alleanza Atlantica prosegue la sua politica imperialista in Afghanistan. Questo aumento nello stanziamento di truppe, che ha l’obiettivo di compensare il ritiro di quella parte del contingente spagnolo dedicata alla Force Protection, conferma la volontà, già dimostrata dal governo italiano nel proporsi come guida del “processo di pacificazione” in Libia, di assumente un ruolo di sempre maggior importanza nel quadro dell’alleanza imperialista della NATO e delle sue avventure militari. L’Italia ospita tra l’altro in questi giorni insieme a Spagna e Portogallo la Trident Juncture, la più grande esercitazione NATO dalla caduta del Muro di Berlino, che arriva in un contesto di crescenti tensioni militari ed ha tutto l’aspetto di una vera e propria prova muscolare rivolta a quei paesi non soggetti al dominio economico dei monopoli occidentali. Condanniamo fermamente la politica aggressiva e imperialista della NATO e la partecipazione del nostro paese ad aggressioni e destabilizzazioni a stati sovrani. Il Fronte della Gioventù Comunista condanna la presenza militare italiana in Afghanistan e la politica imperialista del governo che,nell’intento di proteggere armi alla mano i profitti dei gruppi monopolistici, rinforza la presenza militare all’estero, stanziando miliardi per l’apparato bellico mentre vengono tagliati i fondi a sanità e istruzione.

ROTTURA UNILATERALE ED USCITA DALLA NATO RITIRO IMMEDIATO DEI CONTINGENTI MILITARI ALL’ESTERO SOLDI ALLA SCUOLA, NON ALLA GUERRA!

DDL STABILITA’. MUSTILLO (FGC): «INACCETTABILI 600 MILIONI DI TAGLI ALLA SCUOLA. SCIOPERO IL 13 NOVEMBRE»

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«La legge di stabilità riserva l’ennesima amara sorpresa per scuola e università. Oltre 600 milioni di euro di tagli nel triennio 2016/2018. Una situazione inaccettabile che porterà l’istruzione al collasso.» Questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, Segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista (FGC).

«La condizione dell’istruzione è drammatica, acuita dalla crisi economica, con le famiglie che non riescono più a sostenere i costi della scuola e dell’università. Le scuole sono creditrici di milioni di euro dal Ministero che non paga. L’abbandono scolastico sale, le immatricolazioni universitarie, anche grazie alla modifica dell’ISEE scendono, e il governo continua a tagliare sull’istruzione. Il tutto mentre si regalano 27 milioni alle scuole private, si spendono 34 milioni per il nuovo quartier generale della Nato a Bruxelles e l’Italia continua a investire in spese militari, basta vedere il programma FREMM che ci costerà più di due miliardi da quest’anno al 2019. Nessuno si trinceri dietro la frase “i soldi non ci sono”. E’ una questione di scelte.

Per questi motivi – conclude la nota -  mentre la legge di stabilità inizia il suo iter di discussione al Senato chiamiamo gli studenti ad una vasta mobilitazione in difesa della scuola pubblica, contro i tagli del governo e contro la buona scuola, associandoci allo sciopero promosso dai sindacati di base.»

 

 

APPELLO PER LA LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI MESSICANI DELLA FJC

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Le gioventù comuniste pretendono la liberazione di Rocìo Martìnez e Fidel Desiderio!

Noi,  organizzazioni giovanili comuniste del mondo, rendiamo pubblica la nostra condanna dell’incarcerazione dei compagni Rocìo Celeste Martinez Gregorio e Fidel Desiderio Martinez, militanti della Federazione della Gioventù Comunista, che il passato 2 ottobre sono stati picchiati, arrestati e portati in carcere per crimini che non avevano commesso.  Chiediamo al governo dello stato di Oaxaca, capeggiato da Gabino Cué Monteagudo, l’immediata liberazione di Rocìo e Fidel. Dal momento che che non vi è alcuna prova a loro carico, il loro arresto e l’incarcerazione sono imputabili solo a motivazioni politiche. I compagni oggi detenuti sono prigionieri politici dello Stato. Le gioventù comuniste sottolineano il ruolo nocivo svolto da gruppi anarchici e infiltrati nelle diverse espressioni del movimento giovanile e studentesco in Messico e nel mondo. I suddetti gruppi sono un fattore destabilizzante e disorganizzante nella lotta di classe, essi deviano e confondono il proletariato dai suoi obiettivi politici, da qui il bisogno di continuare a combatterli politicamente e ideologicamente.
Libertà per Rocìo Martinez e Fidel Desiderio!
Libertà per tutti i prigionieri politici in Messico!

Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC) – Spagna

Fronte della Gioventù Comunista (FGC) – Italia

Gioventù Comunista di Grecia (KNE) – Grecia

Unione dei giovani comunisti (UJC) – Brasile

Gioventù Comunista del Venezuela  (JCV) – Venezuela

Gioventù Comunista del Paraguay (JCP) – Paraguay

Gioventù Comunista dell’Ecuador (JCE) – Ecuador

Gioventù Comunista Avanzando  (JCA) -  Brasile

Gioventù Comunista di Bolivia (JCB) – Bolivia

FGC: NELLE PIAZZE STUDENTESCHE AZIONI CONTRO LE ESERCITAZIONI NATO.

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Nel mirino della gioventù comunista anche le esercitazioni NATO. In diversi cortei sono stati esposti striscioni contro il progetto “Trident Juncture” iniziato lo scorso 3 ottobre e sono seguiti volantinaggi contro la guerra. Oggi si spendono pochi spiccioli per il diritto allo studio e l’edilizia scolastica, ma la priorità dell’Italia è quella di giocare alla guerra contro la Russia. Il Governo mantiene stanziato un budget di 13 miliardi per gli F-35, una cifra vicina a quella che servirebbe per finanziare la ristrutturazione urgente dell’edilizia scolastica. Non accettiamo che si continui a tagliare sul nostro futuro: soldi alla scuola, non per la guerra imperialista.

FGC IN PIAZZA CON GLI STUDENTI PER LA SCUOLA PUBBLICA. CONTRO LA RIFORMA RENZI.

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Il Fronte della Gioventù Comunista partecipa alle mobilitazioni studentesche in quindici città italiane nella giornata del 9 ottobre. «Studenti in piazza contro buona scuola, Renzi e Ue», «contro la scuola di classe»: questi gli slogan degli spezzoni studenteschi organizzati dal FGC

«La Buona scuola di Renzi apre definitivamente all’ingresso dei capitali privati nelle scuole, sotto forma di finanziamenti che permetteranno alle imprese di influire sulla didattica» – ha affermato Paolo Spena, Resp. Scuola del FGC – «Inaccettabili l’aziendalizzazione delle scuole, l’attacco al titolo di studio con la differenziazione dei curriculum studenteschi, la sostituzione della formazione tecnica e professionale con un’alternanza scuola-lavoro che consegna gli studenti nelle mani di aziende private, trasformandoli in manodopera a basso costo fino a 400 ore all’anno.»

«Il FGC – conclude il comunicato – lotta per una scuola realmente gratuita e accessibile a tutti, in cui i libri di testo, i contributi , le spese chieste alle famiglie, non siano più un ostacolo al diritto allo studio, in cui uno studente possa scegliere la scuola da fare in base alle aspirazioni e non alla condizione di classe. L’opposto della scuola disegnata da questo governo.»   Leggi il resto

FGC: « CORDOGLIO PER SCOMPARSA DI INGRAO»

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«Inviamo alla famiglia di Pietro Ingrao il nostro cordoglio. Scompare oggi una figura importante della storia del movimento comunista in Italia» – questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, segretario nazionale FGC. «Non sempre abbiamo condiviso le idee di Pietro Ingrao che divergono con le nostre per la concezione del partito, del marxismo-leninismo, della funzione e del ruolo storico dell’URSS e del socialismo reale. In molti passaggi storici, dal XX congresso e gli avvenimenti successivi, al ruolo di Gorbacev, abbiamo serie differenze di vedute con il compagno Ingrao. Il nostro cordoglio – conclude la nota – non è di circostanza, ma di profondo rispetto per un dirigente comunista, di cui riconosciamo il valore e la caratura morale. Pensiamo tuttavia che compito dei comunisti sia svolgere un’analisi reale, critica, del contributo che importanti figure hanno dato al dibattito e allo sviluppo del movimento comunista, non limitando la nostra azione ad un elemento di carattere emotivo e privo di riflessi sull’oggi e sulla prospettiva della ricostruzione nel nostro paese di un forte Partito Comunista. E’ chiaro che la figura di Ingrao non rappresenta per noi un esempio politico in questa direzione.»

FGC: «INCHIESTA EPRESSO CONFERMA SITUAZIONE 194»

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L’inchiesta dell’Espresso pubblicata il 16 settembre, conferma quanto denunciamo ormai da tempo. Nel nostro Paese in media un medico su quattro è obiettore di coscienza.
Da tempo abbiamo dichiarato la nostra netta opposizione all’obiezione di coscienza, abbiamo denunciato come essa affossi il nostro sistema sanitario nazionale minando alla sua universalità e gratuità. I consultori familiari sono sempre più invasi da medici obiettori, addirittura in molte parti d’Italia trovare un consultorio pubblico è un’impresa impossibile! Nonostante la legge affermi che l’obiezione sia rilegata alla pratica dell’aborto, ci si rifiuta anche di prescriverla e non solo, non vengono prescritti neppure anticoncezionali ordinari e di emergenza, che trovano obiettori anche nelle farmacie. Troppa è l’invadenza del mondo cattolico nelle nostre strutture pubbliche con i suoi medici obiettori e l’associazionismo che controlla anche parte del nostro stato sociale.
A quarant’anni dalla sua emanazione è ancora attuale difendere la legge 194 e per questo crediamo che essa debba essere abolita l’obiezione di coscienza; difendere i consultori familiari affinché tornino alla loro funziona di prevenzione, di sostegno alla donna e alla maternità, per una sanità che sia veramente laica, quindi di tutti!

Commissione donne FGC

FGC: «SFERRIAMO IL CONTRATTACCO ». STUDENTI IN PIAZZA A OTTOBRE CONTRO BUONA SCUOLA, RENZI E UE.

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Il Fronte della Gioventù Comunista sarà in piazza con i propri spezzoni studenteschi  nelle principali città italiane nei giorni delle mobilitazioni annunciate per il mese di ottobre. Rilanciamo le date del 2 e del 9 ottobre, sebbene riteniamo questa suddivisione in due date un sintomo dell’arretratezza e dell’insufficienza delle strutture studentesche oggi esistenti dinanzi all’enorme attacco ai diritti che viene condotto.

La legge 107 approvata lo scorso luglio ha fatto diventare realtà una “buona scuola” che è buona solo per i padroni e per la Confindustria. Una pietra miliare verso la privatizzazione delle scuole pubbliche, trasformate in aziende gestite da un Preside-Manager e costrette ad elemosinare finanziamenti dalle imprese private, mentre alle scuole private vengono assegnati fondi pubblici. Una crescente ingerenza dei privati, che avranno voce in capitolo nella stesura dei nuovi Piani Triennali. Studenti dei tecnici e professionali consegnati nelle mani delle imprese tramite l’alternanza scuola-lavoro, cioè manodopera in azienda senza nessun valore formativo e che prepara solo alla precarietà (altro che lotta alla disoccupazione giovanile!). Una differenziazione dei curriculum studenteschi che di fatto sancisce lo svilimento del valore legale del titolo di studio, poiché i diplomi delle scuole “di serie B” varranno meno di quelli delle scuole “di serie A” che hanno le risorse per offrire insegnamenti opzionali di maggiore qualità. Pochi spiccioli per l’edilizia scolastica e il diritto allo studio, mentre una scuola su cinque ha lesioni strutturali e uno studente su tre abbandona la scuola a causa della crisi. Continuano a dirci che le risorse per la scuola non ci sono, ma solo quest’anno l’Italia ha speso 70 miliardi per gli interessi sul debito e continua ad acquistare gli F-35, per i quali il budget ammonta a più di 13 miliardi.

Non è più sufficiente contestare solo la riforma di turno: bisogna rompere con la logica delle battaglie in difesa che hanno come unico risultato quello di collezionare una sconfitta dopo l’altra. Spetta a noi organizzare l’offensiva contro il modello di scuola imposto da questo sistema. Scenderemo in piazza per rivendicare la piena gratuità dell’istruzione, dai libri ai trasporti; l’abolizione dei finanziamenti alle scuole private e dei contributi scolastici imposti dalle scuole per sopperire ai tagli. Vogliamo una riqualificazione dell’istruzione tecnica e professionale e un aumento della collegialità nella gestione delle scuole, contro le ingerenze dei privati e lo strapotere dei Dirigenti Scolastici. Rivendichiamo un piano di interventi urgenti sull’edilizia scolastica e un’istruzione di qualità per tutti, contro la logica della competizione fra le scuole. Lottiamo contro la scuola di classe imposta dai dettami di UE, BCE e FMI, contro questo sistema che ci condanna a un futuro di precarietà, disoccupazione e assenza di diritti.

La gioventù comunista chiama tutti gli studenti a scendere in piazza in quest’autunno di lotte. Per rivendicare una scuola pubblica, gratuita e di qualità. Per il libero accesso all’istruzione senza ostacoli di classe. Per opporsi alla riforma e ai piani del governo. Organizziamo il contrattacco.

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SCUOLA. MUSTILLO (FGC): «SE AVESSERO VOLUTO STUDENTI PROTAGONISTI, AVREBBERO RITIRARO BUONA SCUOLA»

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«Le dichiarazioni del Ministro Giannini in occasione del primo giorno di scuola sono davvero fuori luogo. Se il governo avesse realmente voluto gli studenti protagonisti avrebbe ritirato la riforma, visto che centinaia di migliaia di studenti l’hanno duramente contestate.» Questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, segretario nazionale della gioventù comunista che in queste ore sta manifestando sotto le scuole contro la riforma e la situazione della scuola. «La verità è che anche quest’anno il protagonismo sarà quello dell’abbandono scolastico, con uno studente su tre che non riesce a terminare gli studi a causa della crisi. Sarà l’aumento delle spese chieste alle famiglie, dai libri di testo ai trasporti, passando per i contributi. Su tutto questo il governo non ha dato alcuna risposta e oggi ha la faccia tosta di presentarsi nelle scuole a fare passerelle per l’inizio dell’anno scolastico. Nella Buona Scuola non sono gli studenti a essere protagonisti ma le logiche del mercato. Il Ministro avrebbe fatto bene ad aprire l’anno scolastico nella sede della Confindustria.»

UNIVERSITA’. AZIONI FGC AI TEST D’INGRESSO «CONTRO UNIVERSITA’ DI CLASSE».

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«L’università in Italia è sempre più un’università classista» questo ha dichiarato Paolo Spena, Resp . Università del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), organizzazione che in occasione del test di medicina ha promosso una serie di azioni di protesta nelle principali città universitarie. «In tre anni sono 100.000 le immatricolazioni in meno, ma il governo non fa che creare nuove barriere di accesso. Il nuovo ISEE ad esempio, che fa sembrare tutti più ricchi, riduce l’assegnazione delle borse di studio e provocherà una ulteriore perdita di iscritti.» Presi di mira oggi dai militanti FGC i test universitari che secondo Spena «con il pretesto del merito, finiscono per fotografare nella maggior parte questa selezione di classe. La gioventù comunista – conclude la nota – rivendica un’università pubblica accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, inserita in una pianificazione nazionale che consenta il diritto effettivo delle nuove generazioni ad un lavoro senza precarietà. Non è di questi test che abbiamo bisogno, ma di ripensare radicalmente un sistema in cui l’istruzione è una questione di classe e gli indirizzi politici che vengono applicati seguono gli interessi delle imprese e i diktat della UE».