Reggio Emilia. Vittoria comunista alle elezioni studentesche: Cotti (FGC) eletto Presidente della CPS

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La gioventù comunista vince le elezioni alla Consulta Provinciale Studentesca di Reggio Emilia, l’organo di rappresentanza di tutti gli studenti della provincia. Con il 40% delle preferenze, Emanuele Cotti è stato eletto Presidente della CPS, durante l’assemblea plenaria di lunedì 13 novembre. Un risultato che arriva a confermare una crescita di consensi per i giovani comunisti nelle scuole di Reggio, grazie al lavoro di propaganda e agitazione promosso fin ai primi giorni dell’anno scolastico. Leggi il resto

LA FGCI-FROSINONE ADERISCE AL FRONTE DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA

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*Comunicato della (ex) Fgci – Frosinone

Con decisione unanime e condivisa, come federazione provinciale della Federazione Giovanile Comunista d’Italia annunciamo la nostra adesione al Fronte della Gioventù Comunista e alla già esistente federazione del FGC di Frosinone. Una scelta maturata nel corso di questi mesi, che hanno visto il nostro (ormai ex) partito di riferimento – il Pcdi – tradire tutto ciò che a parole si diceva di voler fare per ricostruire una presenza dei comunisti in Italia.

Le ragioni fondamentali della nostra scelta sono le considerazioni che abbiamo maturato dopo due anni di militanza nel Pcdi (ex Pdci). Abbiamo constatato di essere una delle poche federazioni della Fgci rimaste attive, all’interno di una organizzazione giovanile ormai ridotta a poche decine di militanti reali in tutta Italia. Il nostro ormai ex partito, anch’esso ridotto all’osso, ha scelto di cambiare nome per la seconda volta nell’arco di tre anni, questa volta riprendendo il nome del PCI in un ultimo (e disperato) tentativo di restare in vita con una “operazione nostalgia” del tutto fine a sé stessa, che non affronta nessuno dei problemi reali – primo fra tutti l’opportunismo – che hanno causato il disastro di questi anni. Si lancia una “costituente comunista” in modo del tutto isolato, spesso ostentando superiorità nei confronti di altri partiti comunisti più radicati, mentre nel concreto si sostiene Fassina (o peggio si va in coalizione col PD, come accaduto alle elezioni di Cagliari) e si continua ad avere una generica “sinistra” come unico orizzonte politico: una contraddizione troppo grande per essere ignorata.

Quello che ci preme ribadire è che la nostra adesione al FGC non è assolutamente un “cambio di bandiera”, ma una scelta dettata dalla reale convinzione della necessità di fare questo passo. Negli ultimi tempi sono caduti molti dei pregiudizi che nutrivamo nei confronti di questa organizzazione, che ci era stata descritta come “settaria” e interessata solamente alla denigrazione del nostro ex-partito e della sua giovanile. Oggi, dinanzi al lavoro che il FGC porta avanti nel movimento studentesco e fra i giovani più in generale, riteniamo innegabile l’assoluta centralità di questa organizzazione nel processo di ricostruzione comunista in Italia. Non riconoscere questo e restare chiusi nella propria nicchia significa, questo sì, essere settari. Con questa decisione scegliamo di voltare pagina, senza vergognarci del nostro passato, con la consapevolezza che da domani il nostro impegno e le nostre energie non andranno sprecati, ma serviranno realmente alla costruzione della gioventù comunista e di un forte Partito comunista in Italia.

No Muos: solidarietà a Salvatore

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Il nostro compagno Salvatore Vicario, è stato raggiunto da un avviso di garanzia per l’occupazione della base No Muos del 9 agosto 2014 e 8 agosto 2015.  Le occupazioni delle basi militari sono avvenute al seguito di sentenze che hanno dichiarato l’illegittimità del MUOS e costituiscono a tutti gli effetti un atto di resistenza popolare contro la barbarie imperialista, che mira a trasformare la Sicilia in una piattaforma militare, a danno della salute degli abitanti e contro la volontà di pace espressa dal popolo siciliano e da tutto il popolo italiano. Una volontà che la politica regionale e nazionale continua ad ignorare, concedendo il territorio italiano al servizio della guerra imperialista. Il FGC rinnova la sua solidarietò a Salvatore e agli attivisti NoMuos colpiti dalle misure giudiziarie, ribadendo che le ragioni della lotta NO MUOS sono più forti di ogni tentativo intimidatorio e repressivo. No al Muos, fuori l’Italia dalla Nato, fuori la nato dall’Italia. Leggi il resto

MILANO. VITTORIA FGC ALLE ELEZIONI STUDENTESCHE. FIORUCCI PRESIDENTE CPS

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Vittoria comunista alle elezioni studentesche di Milano. Alessandro Fiorucci è il nuovo presidente della consulta provinciale degli studenti nel capoluogo lombardo. Con il 36% dei voti ricevuti il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) si conferma la prima forza politica tra gli studenti di Milano e provincia.

Fiorucci, rappresentante del Liceo Cremona, è membro del Comitato Centrale e della commissione nazionale scuola del FGC. A seguire il candidato presentato dall’Unione degli Studenti (27%), e quello legato a Comunione e Liberazione (18,7%). Nel consiglio di presidenza il FGC elegge anche Chiara Maistrelli (Liceo Fontana) e Rita Di Sica (Liceo Quasimodo). Il risultato del FGC arriva a confermare il grande lavoro svolto a Milano in questi mesi nel radicamento all’interno delle scuole e nelle mobilitazioni contro la riforma del governo.

«Le prime questioni di cui ci occuperemo – ha dichiarato Fiorucci – riguardano il diritto allo studio, la situazione dell’alternanza scuola-lavoro e l’edilizia scolastica. In Consulta portiamo le nostre battaglie per la gratuità dell’istruzione, contro il contributo ed il caro libri. Non vogliamo una consulta istituzione per giovani politicanti, ma un megafono per le richieste degli studenti, che oggi chiedono a gran voce un cambio di rotta rispetto alla politica del governo. Non si può tagliare sulla scuola, come fa questa legge di stabilità, bisogna investire nell’edilizia scolastica per rendere le scuole posti sicuri e adeguati. L’alternanza scuola-lavoro non può essere sfruttamento e lavoro a costo zero per le imprese, ma un momento formativo per i futuri lavoratori.» Pronte anche richieste per gli enti locali a partire dalla situazione dei trasporti «Non si può garantire il diritto allo studio senza reali agevolazioni per gli studenti nei trasporti. Invieremo nelle prossime settimane le nostre richieste agli enti locali.»

Il FGC milanese intanto rilancia la mobilitazione del 13 novembre in occasione dello sciopero proclamato dai sindacati di base contro i tagli alla scuola pubblica e la scuola di classe. A Fiorucci e a tutti i compagni di Milano sono giunte le congratulazioni della segreteria nazionale per l’importante risultato, a conferma dell’ottimo lavoro svolto dalla federazione milanese del FGC in questi mesi.

 

ROMA. FGC: «MANIFESTAZIONE PD IPOCRITA. NON SI USI FIGURA DI IMPASTATO».

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«La manifestazione del PD a Roma sarà la sagra dell’ipocrisia, un becero tentativo di mascherare agli occhi dei romani le responsabilità del Partito Democratico nella gestione del Comune di Roma. Metà degli inquisiti per le inchieste di Mafia Capitale sono esponenti del Partito Democratico. Cavalcare l’indignazione dei romani per la vicenda del funerale dei Casamonica non permetterà al PD di rifarsi la verginità politica, rispetto alle sue chiare responsabilità.» Con queste parole il Fronte della Gioventù Comunista attacca il PD e annuncia che non parteciperà alla manifestazione di oggi. Il FGC accusa inoltre le associazioni giovanili che prenderanno parte alla manifestazione: «Troviamo del tutto discutibile la partecipazione dell’Unione degli Studenti e della Rete degli studenti medi a questa pagliacciata, l’ennesimo modo per mettere gli studenti alla coda degli interessi del PD. Intollerabile poi l’utilizzo della figura di Peppino Impastato, militante comunista, per una manifestazione del genere. Di certo Impastato non sarebbe stato ad una manifestazione convocata da un partito che distrugge i diritti dei lavoratori e i cui esponenti risultano collusi con le associazioni criminali mafiose.»

«Per tutti questi motivi – conclude la nota – non parteciperemo alla manifestazione e invitiamo i giovani a non cadere nella trappola del PD. Per noi non ci può essere lotta alla mafia senza lotta al capitalismo e dunque senza lotta al principale partito che ne rappresenta gli interessi. Siamo e saremo sempre contro ogni organizzazione mafiosa, ma non marceremo mai in manifestazioni che hanno alla testa il nostro nemico.»

FGC ROMA: «VERGOGNOSO SILENZIO DELLA CONSULTA DEGLI STUDENTI SUL DDL SCUOLA.»

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Mentre il governo Renzi prosegue spedito l’iter di approvazione del ddl scuola, prospettando la questione di fiducia sulla votazione della riforma, è assordante il silenzio della Consulta Provinciale degli studenti di Roma. Dopo settimane di rinvii ritardi, giustificazioni e assenze, sembra chiaro che la Consulta Provinciale degli Studenti di Roma non intende approvare nessun ordine del giorno per chiedere il ritiro della riforma della scuola, fornendo così l’ennesimo assist al governo.

Questo nonostante i rappresentanti del FGC abbiano proposto in plenaria e in Consiglio di Presidenza un testo che chiedesse  il ritiro della riforma, superando il precedente e non più attuale documento approvato a marzo, nel quale la CPS di Roma chiedeva modifiche poi non realizzate.

Non possiamo più tollerare continue prese in giro, continui rinvii e ritardi. E’ evidente che la maggioranza della Consulta, in mano ai giovani democratici e al centrosinistra stia negando strumentalmente una presa di posizione necessaria in difesa dei diritti degli studenti. Il Presidente Spataro e gli altri membri della giunta di centrosinistra impedendo una presa di posizione netta della Consulta usano questo organo a difesa del Governo Renzi, a danno di migliaia di studenti scesi in piazza in questi mesi per contrastare il carattere classista e della riforma.

L’unica volontà che si è resa evidente in questi mesi è quella di assecondare l’atteggiamento del governo, facendo critiche di facciata e lasciando trascorrere più tempo possibile in attesa dell’approvazione della riforma. Da sempre il FGC ha invitato a non sperare in trattative di facciata, emendamenti parziali e non risolutivi, chiedendo una presa di posizione netta per il ritiro. Oggi temporeggiamenti e compromessi si mostrano in tutta la loro inutilità di fronte alla dichiarata volontà del governo di procedere al voto di fiducia. Ma purtroppo la Consulta ancora tace.

Se l’obiettivo della giunta Spataro e di tutti quelli che a sinistra la sostengono è quello di difendere il governo, noi, da comunisti, non possiamo che denunciare questo atteggiamento di chi ha gestito la CPS di Roma negli ultimi due anni. Tutto ciò dimostra la giustezza delle nostre posizioni e la responsabilità di tutte quelle organizzazioni, sindacati studenteschi e collettivi che due anni fa hanno sostenuto una colazione egemonizzata dai giovani democratici e che oggi, mentre manifestano contro il ddl, non muovono un dito in Consulta contro la loro stessa maggioranza.

 

NON BISOGNA FARE IL GIOCO DELLA REAZIONE E DEL CAPITALE.

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La segreteria nazionale del Fronte della Gioventù Comunista esprime il suo disappunto per quanto accaduto oggi a Milano durante il corteo contro l’Expo. Questa nostra considerazione non ha nulla a che vedere con i discorsi benpensanti che anche settori della sinistra da tempo hanno sposato, ma parte dalla consapevolezza che una condotta di tale genere non produce alcun consenso nella popolazione e crea il miglior terreno di avanzata per le forze reazionarie. Quanto accaduto oggi a Milano è un piccolo graffio se paragonato ai danni che le grandi multinazionali che sponsorizzano e monopolizzano l’esposizione, i governi che vi partecipano producono ogni giorno nei confronti della popolazione mondiale. Per questa realtà prima di tutto noi ci indigniamo e ben  farebbero a fare altrettanto tutti coloro che oggi gridano dopo i fatti di Milano.

Tuttavia una condotta di tale genere, non solo non scalfisce in alcun modo il potere dei grandi gruppi finanziari e dei governi capitalistici che sostengono i loro interessi, ma genera in ampi strati della popolazione un sentimento di sdegno e ripugnanza che è il miglior terreno di coltura delle  forze reazionarie , che da domani invocheranno  - con il consenso popolare e nuova forza-  misure ancora più restrittive sulla libertà di espressione, manifestazione e ogni tipo di attività repressive contro le forze che si pongono realmente l’obiettivo dell’abbattimento del capitalismo.

Le aspettative pre manifestazione e le notizie dei media avevano già contribuito a diminuire la partecipazione popolare al corteo. La condotta di oggi finirà per coprire nella coscienza popolare gli scandali, la corruzione, le ingiustizie, tutte le contraddizioni dell’Expo, che pure sono sentite profondamente dalla classe lavoratrice, dai disoccupati, dalla gioventù, con la cronaca dell’ennesima giornata in cui il tema è solamente l’ordine pubblico. Chi agisce in questo modo, quali siano le intenzioni di partenza, finisce per fare il gioco del capitale e della reazione, fornendogli modo per affinare i propri strumenti di consenso e di oppressione. Contribuisce ad alienare il consenso popolare, crea un argine potente contro l’azione quotidiana delle forze rivoluzionarie che nelle masse popolari cercano di ottenere giorno dopo giorno consenso e radicamento. Chi fa il gioco della reazione e del capitale, indipendentemente dalle intenzioni, non può che essere nostro nemico.

FGC: SOLIDALI CON IMPUTATI 14 DICEMBRE. FORTI RESPONSABILITA’ POLITICHE DI SEL.

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Il 2 aprile, salvo rinvii, è attesa la sentenza per il processo sui fatti del 14 dicembre 2010. In quell’occasione, molti lo ricorderanno, una grande manifestazione dimostrò il dissenso degli studenti e non solo, contro i provvedimenti dell’allora governo Berlusconi. Una manifestazione che avvenne nel giorno della fiducia al governo, fiducia che come accertato successivamente, avvenne al termine di una lunga compravendita di voti avvenuta in Parlamento, con uno dei momenti più bassi della storia repubblicana. Quella manifestazione sfociò in scontri aperti tra i manifestanti e le forze di polizia; scontri che dimostrarono chiaramente il tasso di esasperazione di una parte rilevante del popolo italiano. Se si considera quello che avvenne in quell’aula e cosa accadde fuori, oltre le logiche ristrette dell’ordine pubblico, bisognerà ammettere che decine di migliaia di manifestanti difesero in ogni modo la dignità e l’effettività di un ordinamento democratico che in quell’aula in quel momento e non solo, veniva platealmente tradito. La compravendita di deputati, lo scempio della Costituzione perpetrato in questi anni dai governi di ogni colore politico, è un crimine rimasto impunito e tale rimarrà. L’accanimento giudiziario si concentra al contrario su chi manifestò fuori da quel Parlamento corrotto e sordo alle richieste di un movimento studentesco enorme come quello del 2010, che rimase quel giorno a manifestare fino a sera inoltrata in una Roma blindata come non mai.

Sono 43 i giovani, esponenti di organizzazioni politiche o semplici manifestanti rinviati a guidizio con richieste di pene che arrivano fino a 4 anni di reclusione.  La stragrande maggioranza in assenza di un reale supporto probatorio e con un evidente intento repressivo, in modo particolare per quelli che figurano come organizzatori. Il PM Tescaroli con l’aiuto della DIGOS romana ha portato avanti la nota modalità di selezionare appartenenti alle varie organizzazioni per colpire tutti. Tra gli imputati anche il nostro Segretario Nazionale accusato di travisamento, in mancanza di adeguato supporto probatorio, con dichiarazioni contrastanti della polizia che non ha saputo confermare l’accusa in dibattimento, e il mancato versamento agli atti dei documenti attraverso i quali sarebbe stato “riconosciuto”. Imputazioni di questo genere si trovano in moltissimi imputati, evidenziando l’elemento persecutorio e repressivo del pubblico ministero. A tutti gli imputati va la nostra solidarietà piena, che si associa alle tante campagne condotte in queste settimane da movimenti, collettivi, associazioni per i fatti del 14 dicembre.

Ma ciò che più dimostra la gravità di quello che rappresenta il processo del 14 dicembre è la costituzione del Comune di Roma come parte civile. Il Comune non solo ha lamentato i danni materiali (richiesta non nuova in questi casi) ma ha avanzato, per la prima volta, la pretesa di risarcimenti morali per l’ammontare di 500.000 euro richiesti, nei confronti dei partecipanti imputati. Anche se la cifra venisse ridimensionata in sede di giudizio, ed eventualmente anche nei futuri gradi del processo, l’eventuale riconoscimento di questa pretesa segnerebbe un precedente pericolosissimo e privo di qualsivoglia legame di responsabilità diretta e come tale costituirebbe un attacco esplicito al diritto di manifestare nel nostro Paese. La richiesta di costituzione come parte civile del Comune fu avanzata ai tempi dell’amministrazione Alemanno ma è stata confermata dalla giunta Marino, la quale non ha chiesto all’Avvocatura dello Stato di ritirare la costituzione (ritirare la costituzione come parte civile è sempre possibile in ogni stato del processo), rendendosi così del tutto corresponsabile della scelta politica della giunta di destra.

La maggioranza del centrosinistra cittadino così ha dimostrato nei fatti ancora una volta la sua totale linearità di gestione con il centrodestra. Un evidente problema politico si pone nei rapporti con Sinistra e Libertà e le varie associazioni e organizzazioni che con essa mantengono relazioni e fanno attività politica sul territorio. Sel in quanto partecipe dell’amministrazione comunale, con Luigi Nieri vicesindaco e diversi consiglieri che appoggiano Marino, si rende corresponsabile di questa scelta. E’ chiaro che se si arriverà a una condanna per risarcimenti morali al Comune le responsabilità politiche di Sel saranno tali da non consentire più alcuna forma di relazioni con questa organizzazione di cui evidentemente non sarà più tollerabile neanche la presenza in piazza nei cortei cittadini e il lavoro politico nei territori e nei movimenti studenteschi e non solo. La stessa difesa della Costituzione effettuata da Sel appare del tutto di facciata se si pensa il livello di compromissione del diritto di manifestare che la richiesta del Comune di Roma sta introducendo nel sistema giudiziario italiano, anche in considerazione di un possibile precedente che venga da un tribunale importante come quello della capitale. L’esito del processo avrà dunque una valenza dirimente per quanto ci riguarda in questa direzione, anche se nulla muta al fatto politico in sé ch è già pienamente consumato.

Nel confermare la nostra solidarietà agli imputati del 14 dicembre, nell’associarci alle tante voci che si sono levate contro la repressione, invitiamo a non abbassare lo sguardo dalle pesanti responsabilità politiche e morali che un pezzo importante della sinistra romana ha in questa situazione.

FGC: «OPERATO DELLA DIGOS A MILANO CANCELLA NOSTRO DIRITTO A MANIFESTARE».

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Questa mattina in occasione delle manifestazioni studentesche, la polizia ha sequestrato le aste delle bandiere del Fronte della Gioventù in piazza impedendo di fatto la riconoscibilità del nostro spezzone, limitando la libertà di manifestazione e minacciando gli studenti di denunce e provvedimenti. Per due anni il FGC ha manifestato a Milano ed in tutta Italia (nella stessa giornata anche a Roma e in altre piazze) con le stesse modalità senza che alcun provvedimento simile fosse imposto. Non riteniamo casuale che questa situazione avvenga proprio in una giornata di mobilitazione studentesca dove in piazza c’erano solo ed esclusivamente studenti delle scuole superiori, tutti minorenni. L’azione della polizia ha quindi un evidente scopo intimidatorio che denunciamo con forza.

Diciamo fin da subito che non siamo disposti a prestare il fianco a teoremi accusatori di alcun tipo sulla natura di bandiere che sono sempre state utilizzate a solo scopo di riconoscimento dell’organizzazione nelle piazze, come tutti i precedenti di manifestazioni dimostrano. Respingiamo preventivamente ogni tentativo di criminalizzare l’attività politica che il FGC svolge a Milano, tentando di impedire e fermare la crescita della nostra organizzazione specie tra gli studenti delle scuole. L’attività della polizia oggi oltre ad essere ingiustificata e priva di qualsiasi ragione effettiva, ha leso il nostro diritto di manifestare. Un diritto protetto dalla Costituzione che purtroppo va sempre più restringendosi insieme ad una serie di libertà oggi ridotte dall’evidente svolta autoritaria che si sta costruendo in Italia.

APPELLO ALLE FORZE COMUNISTE: MAI CON RENZI E UE, RESPINGIAMO SALVINI.

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Il 28 febbraio a Roma una comizio della Lega Nord, insieme con Fratelli d’Italia e varie organizzazioni dell’estrema destra neofascista italiana, daranno avvio al progetto della costituzione di un fronte nazionale sul modello di quello francese, che ormai da giorni di propone come alternativa al governo Renzi e alle politiche europee. In questo quadro di crisi organica in mancanza di una seria alternativa di carattere progressista a favore delle classi sociali subalterne, l’Italia corre il rischio di vedere una crescita di consenso attorno alle forze reazionarie che questo progetto unisce. In queste settimane due assemblea all’Università La Sapienza di Roma hanno reso evidente la volontà di costruire un corteo nella giornata del 28 contro il comizio di Salvini, per dire che la vera opposizione al governo Renzi non passa per la destra leghista e neofascista, compromessa da anni di gestione del potere con i governi di centrodestra.

Il Fronte della Gioventù Comunista aderirà a questa manifestazione, come momento utile per una discussione collettiva tra le forze sociali e politiche che parteciperanno, con l’obiettivo di fare un passo in avanti nell’analisi politica e nella prospettiva organizzativa delle lotte contro questo governo. Riteniamo un corteo assolutamente insufficiente in questa direzione, espressione dell’arretratezza degli attuali rapporti di forza e del livello politico organizzativo oggi presente. Riteniamo anche la piattaforma politica della manifestazione inconsistente sul piano politico delle rivendicazioni in particolare per quanto concerne la questione fondamentale dell’Unione Europea e dell’euro, ancora una volta ignorata in nome di pretese illusorie di modifica dell’Unione Europea dal suo interno. Proprio in queste contraddizioni si lasciano spazi all’avanzata della destra, nel momento in cui, anche a livello internazionale, appare chiaro con l’esempio della Grecia che ogni illusione sul cambiamento dall’interno della UE, ogni margine di riformismo radicale interno alla gabbia della UE e dell’euro è destinato a fallire miseramente.   Leggi il resto