LA FGCI-FROSINONE ADERISCE AL FRONTE DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA

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*Comunicato della (ex) Fgci – Frosinone

Con decisione unanime e condivisa, come federazione provinciale della Federazione Giovanile Comunista d’Italia annunciamo la nostra adesione al Fronte della Gioventù Comunista e alla già esistente federazione del FGC di Frosinone. Una scelta maturata nel corso di questi mesi, che hanno visto il nostro (ormai ex) partito di riferimento – il Pcdi – tradire tutto ciò che a parole si diceva di voler fare per ricostruire una presenza dei comunisti in Italia.

Le ragioni fondamentali della nostra scelta sono le considerazioni che abbiamo maturato dopo due anni di militanza nel Pcdi (ex Pdci). Abbiamo constatato di essere una delle poche federazioni della Fgci rimaste attive, all’interno di una organizzazione giovanile ormai ridotta a poche decine di militanti reali in tutta Italia. Il nostro ormai ex partito, anch’esso ridotto all’osso, ha scelto di cambiare nome per la seconda volta nell’arco di tre anni, questa volta riprendendo il nome del PCI in un ultimo (e disperato) tentativo di restare in vita con una “operazione nostalgia” del tutto fine a sé stessa, che non affronta nessuno dei problemi reali – primo fra tutti l’opportunismo – che hanno causato il disastro di questi anni. Si lancia una “costituente comunista” in modo del tutto isolato, spesso ostentando superiorità nei confronti di altri partiti comunisti più radicati, mentre nel concreto si sostiene Fassina (o peggio si va in coalizione col PD, come accaduto alle elezioni di Cagliari) e si continua ad avere una generica “sinistra” come unico orizzonte politico: una contraddizione troppo grande per essere ignorata.

Quello che ci preme ribadire è che la nostra adesione al FGC non è assolutamente un “cambio di bandiera”, ma una scelta dettata dalla reale convinzione della necessità di fare questo passo. Negli ultimi tempi sono caduti molti dei pregiudizi che nutrivamo nei confronti di questa organizzazione, che ci era stata descritta come “settaria” e interessata solamente alla denigrazione del nostro ex-partito e della sua giovanile. Oggi, dinanzi al lavoro che il FGC porta avanti nel movimento studentesco e fra i giovani più in generale, riteniamo innegabile l’assoluta centralità di questa organizzazione nel processo di ricostruzione comunista in Italia. Non riconoscere questo e restare chiusi nella propria nicchia significa, questo sì, essere settari. Con questa decisione scegliamo di voltare pagina, senza vergognarci del nostro passato, con la consapevolezza che da domani il nostro impegno e le nostre energie non andranno sprecati, ma serviranno realmente alla costruzione della gioventù comunista e di un forte Partito comunista in Italia.

ROMA. FGC: «MANIFESTAZIONE PD IPOCRITA. NON SI USI FIGURA DI IMPASTATO».

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«La manifestazione del PD a Roma sarà la sagra dell’ipocrisia, un becero tentativo di mascherare agli occhi dei romani le responsabilità del Partito Democratico nella gestione del Comune di Roma. Metà degli inquisiti per le inchieste di Mafia Capitale sono esponenti del Partito Democratico. Cavalcare l’indignazione dei romani per la vicenda del funerale dei Casamonica non permetterà al PD di rifarsi la verginità politica, rispetto alle sue chiare responsabilità.» Con queste parole il Fronte della Gioventù Comunista attacca il PD e annuncia che non parteciperà alla manifestazione di oggi. Il FGC accusa inoltre le associazioni giovanili che prenderanno parte alla manifestazione: «Troviamo del tutto discutibile la partecipazione dell’Unione degli Studenti e della Rete degli studenti medi a questa pagliacciata, l’ennesimo modo per mettere gli studenti alla coda degli interessi del PD. Intollerabile poi l’utilizzo della figura di Peppino Impastato, militante comunista, per una manifestazione del genere. Di certo Impastato non sarebbe stato ad una manifestazione convocata da un partito che distrugge i diritti dei lavoratori e i cui esponenti risultano collusi con le associazioni criminali mafiose.»

«Per tutti questi motivi – conclude la nota – non parteciperemo alla manifestazione e invitiamo i giovani a non cadere nella trappola del PD. Per noi non ci può essere lotta alla mafia senza lotta al capitalismo e dunque senza lotta al principale partito che ne rappresenta gli interessi. Siamo e saremo sempre contro ogni organizzazione mafiosa, ma non marceremo mai in manifestazioni che hanno alla testa il nostro nemico.»

FGC ROMA: «VERGOGNOSO SILENZIO DELLA CONSULTA DEGLI STUDENTI SUL DDL SCUOLA.»

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Mentre il governo Renzi prosegue spedito l’iter di approvazione del ddl scuola, prospettando la questione di fiducia sulla votazione della riforma, è assordante il silenzio della Consulta Provinciale degli studenti di Roma. Dopo settimane di rinvii ritardi, giustificazioni e assenze, sembra chiaro che la Consulta Provinciale degli Studenti di Roma non intende approvare nessun ordine del giorno per chiedere il ritiro della riforma della scuola, fornendo così l’ennesimo assist al governo.

Questo nonostante i rappresentanti del FGC abbiano proposto in plenaria e in Consiglio di Presidenza un testo che chiedesse  il ritiro della riforma, superando il precedente e non più attuale documento approvato a marzo, nel quale la CPS di Roma chiedeva modifiche poi non realizzate.

Non possiamo più tollerare continue prese in giro, continui rinvii e ritardi. E’ evidente che la maggioranza della Consulta, in mano ai giovani democratici e al centrosinistra stia negando strumentalmente una presa di posizione necessaria in difesa dei diritti degli studenti. Il Presidente Spataro e gli altri membri della giunta di centrosinistra impedendo una presa di posizione netta della Consulta usano questo organo a difesa del Governo Renzi, a danno di migliaia di studenti scesi in piazza in questi mesi per contrastare il carattere classista e della riforma.

L’unica volontà che si è resa evidente in questi mesi è quella di assecondare l’atteggiamento del governo, facendo critiche di facciata e lasciando trascorrere più tempo possibile in attesa dell’approvazione della riforma. Da sempre il FGC ha invitato a non sperare in trattative di facciata, emendamenti parziali e non risolutivi, chiedendo una presa di posizione netta per il ritiro. Oggi temporeggiamenti e compromessi si mostrano in tutta la loro inutilità di fronte alla dichiarata volontà del governo di procedere al voto di fiducia. Ma purtroppo la Consulta ancora tace.

Se l’obiettivo della giunta Spataro e di tutti quelli che a sinistra la sostengono è quello di difendere il governo, noi, da comunisti, non possiamo che denunciare questo atteggiamento di chi ha gestito la CPS di Roma negli ultimi due anni. Tutto ciò dimostra la giustezza delle nostre posizioni e la responsabilità di tutte quelle organizzazioni, sindacati studenteschi e collettivi che due anni fa hanno sostenuto una colazione egemonizzata dai giovani democratici e che oggi, mentre manifestano contro il ddl, non muovono un dito in Consulta contro la loro stessa maggioranza.

 

FGC: SOLIDALI CON IMPUTATI 14 DICEMBRE. FORTI RESPONSABILITA’ POLITICHE DI SEL.

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Il 2 aprile, salvo rinvii, è attesa la sentenza per il processo sui fatti del 14 dicembre 2010. In quell’occasione, molti lo ricorderanno, una grande manifestazione dimostrò il dissenso degli studenti e non solo, contro i provvedimenti dell’allora governo Berlusconi. Una manifestazione che avvenne nel giorno della fiducia al governo, fiducia che come accertato successivamente, avvenne al termine di una lunga compravendita di voti avvenuta in Parlamento, con uno dei momenti più bassi della storia repubblicana. Quella manifestazione sfociò in scontri aperti tra i manifestanti e le forze di polizia; scontri che dimostrarono chiaramente il tasso di esasperazione di una parte rilevante del popolo italiano. Se si considera quello che avvenne in quell’aula e cosa accadde fuori, oltre le logiche ristrette dell’ordine pubblico, bisognerà ammettere che decine di migliaia di manifestanti difesero in ogni modo la dignità e l’effettività di un ordinamento democratico che in quell’aula in quel momento e non solo, veniva platealmente tradito. La compravendita di deputati, lo scempio della Costituzione perpetrato in questi anni dai governi di ogni colore politico, è un crimine rimasto impunito e tale rimarrà. L’accanimento giudiziario si concentra al contrario su chi manifestò fuori da quel Parlamento corrotto e sordo alle richieste di un movimento studentesco enorme come quello del 2010, che rimase quel giorno a manifestare fino a sera inoltrata in una Roma blindata come non mai.

Sono 43 i giovani, esponenti di organizzazioni politiche o semplici manifestanti rinviati a guidizio con richieste di pene che arrivano fino a 4 anni di reclusione.  La stragrande maggioranza in assenza di un reale supporto probatorio e con un evidente intento repressivo, in modo particolare per quelli che figurano come organizzatori. Il PM Tescaroli con l’aiuto della DIGOS romana ha portato avanti la nota modalità di selezionare appartenenti alle varie organizzazioni per colpire tutti. Tra gli imputati anche il nostro Segretario Nazionale accusato di travisamento, in mancanza di adeguato supporto probatorio, con dichiarazioni contrastanti della polizia che non ha saputo confermare l’accusa in dibattimento, e il mancato versamento agli atti dei documenti attraverso i quali sarebbe stato “riconosciuto”. Imputazioni di questo genere si trovano in moltissimi imputati, evidenziando l’elemento persecutorio e repressivo del pubblico ministero. A tutti gli imputati va la nostra solidarietà piena, che si associa alle tante campagne condotte in queste settimane da movimenti, collettivi, associazioni per i fatti del 14 dicembre.

Ma ciò che più dimostra la gravità di quello che rappresenta il processo del 14 dicembre è la costituzione del Comune di Roma come parte civile. Il Comune non solo ha lamentato i danni materiali (richiesta non nuova in questi casi) ma ha avanzato, per la prima volta, la pretesa di risarcimenti morali per l’ammontare di 500.000 euro richiesti, nei confronti dei partecipanti imputati. Anche se la cifra venisse ridimensionata in sede di giudizio, ed eventualmente anche nei futuri gradi del processo, l’eventuale riconoscimento di questa pretesa segnerebbe un precedente pericolosissimo e privo di qualsivoglia legame di responsabilità diretta e come tale costituirebbe un attacco esplicito al diritto di manifestare nel nostro Paese. La richiesta di costituzione come parte civile del Comune fu avanzata ai tempi dell’amministrazione Alemanno ma è stata confermata dalla giunta Marino, la quale non ha chiesto all’Avvocatura dello Stato di ritirare la costituzione (ritirare la costituzione come parte civile è sempre possibile in ogni stato del processo), rendendosi così del tutto corresponsabile della scelta politica della giunta di destra.

La maggioranza del centrosinistra cittadino così ha dimostrato nei fatti ancora una volta la sua totale linearità di gestione con il centrodestra. Un evidente problema politico si pone nei rapporti con Sinistra e Libertà e le varie associazioni e organizzazioni che con essa mantengono relazioni e fanno attività politica sul territorio. Sel in quanto partecipe dell’amministrazione comunale, con Luigi Nieri vicesindaco e diversi consiglieri che appoggiano Marino, si rende corresponsabile di questa scelta. E’ chiaro che se si arriverà a una condanna per risarcimenti morali al Comune le responsabilità politiche di Sel saranno tali da non consentire più alcuna forma di relazioni con questa organizzazione di cui evidentemente non sarà più tollerabile neanche la presenza in piazza nei cortei cittadini e il lavoro politico nei territori e nei movimenti studenteschi e non solo. La stessa difesa della Costituzione effettuata da Sel appare del tutto di facciata se si pensa il livello di compromissione del diritto di manifestare che la richiesta del Comune di Roma sta introducendo nel sistema giudiziario italiano, anche in considerazione di un possibile precedente che venga da un tribunale importante come quello della capitale. L’esito del processo avrà dunque una valenza dirimente per quanto ci riguarda in questa direzione, anche se nulla muta al fatto politico in sé ch è già pienamente consumato.

Nel confermare la nostra solidarietà agli imputati del 14 dicembre, nell’associarci alle tante voci che si sono levate contro la repressione, invitiamo a non abbassare lo sguardo dalle pesanti responsabilità politiche e morali che un pezzo importante della sinistra romana ha in questa situazione.

APPELLO ALLE FORZE COMUNISTE: MAI CON RENZI E UE, RESPINGIAMO SALVINI.

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Il 28 febbraio a Roma una comizio della Lega Nord, insieme con Fratelli d’Italia e varie organizzazioni dell’estrema destra neofascista italiana, daranno avvio al progetto della costituzione di un fronte nazionale sul modello di quello francese, che ormai da giorni di propone come alternativa al governo Renzi e alle politiche europee. In questo quadro di crisi organica in mancanza di una seria alternativa di carattere progressista a favore delle classi sociali subalterne, l’Italia corre il rischio di vedere una crescita di consenso attorno alle forze reazionarie che questo progetto unisce. In queste settimane due assemblea all’Università La Sapienza di Roma hanno reso evidente la volontà di costruire un corteo nella giornata del 28 contro il comizio di Salvini, per dire che la vera opposizione al governo Renzi non passa per la destra leghista e neofascista, compromessa da anni di gestione del potere con i governi di centrodestra.

Il Fronte della Gioventù Comunista aderirà a questa manifestazione, come momento utile per una discussione collettiva tra le forze sociali e politiche che parteciperanno, con l’obiettivo di fare un passo in avanti nell’analisi politica e nella prospettiva organizzativa delle lotte contro questo governo. Riteniamo un corteo assolutamente insufficiente in questa direzione, espressione dell’arretratezza degli attuali rapporti di forza e del livello politico organizzativo oggi presente. Riteniamo anche la piattaforma politica della manifestazione inconsistente sul piano politico delle rivendicazioni in particolare per quanto concerne la questione fondamentale dell’Unione Europea e dell’euro, ancora una volta ignorata in nome di pretese illusorie di modifica dell’Unione Europea dal suo interno. Proprio in queste contraddizioni si lasciano spazi all’avanzata della destra, nel momento in cui, anche a livello internazionale, appare chiaro con l’esempio della Grecia che ogni illusione sul cambiamento dall’interno della UE, ogni margine di riformismo radicale interno alla gabbia della UE e dell’euro è destinato a fallire miseramente.   Leggi il resto

SCUOLA. FGC« VENERDI’ 5/12, STUDENTI IN PIAZZA PER EDILIZIA SCOLASTICA E FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA»

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Studenti in piazza a Roma venerdì 5 dicembre per protestare contro la condizione dell’edilizia scolastica e la proposta di riforma della scuola e richiedere al governo finanziamento adeguati per rimettere in sicurezza le scuole. Il corteo promosso dal Fronte della Gioventù Comunista partirà alle 9:30 a Piramide per arrivare fino al Ministero dell’Istruzione, dove si terrà un sit in conclusivo. Una manifestazione che avviene al termine di un lungo periodo di occupazioni che ha coinvolto decine di scuole romane, come forma di protesta contro la politica del governo Renzi sulla scuola e sul futuro della nostra generazione.

In Italia oltre il 60% degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1974, anno di entrata in vigore delle normative antisismiche. Secondo le stime più recenti ancora nel 2014 il 37,6% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico ed idrogeologico, il 40% è privo di certificato di agibilità e il 60% manca di quello per la prevenzione antincendi. Ma questi dati sono solo parziali perché l’anagrafe dell’edilizia scolastica progetto del 1996 non è ancora entrata in funzione, mancando così un quadro complessivo della situazione e dei necessari investimenti.

Sempre dai dati raccolti da associazioni ed organizzazioni che lavorano in questo ambito risulta che il Lazio e la città di Roma siano tra le situazioni peggiori, anche in considerazione del vasto numero di edifici scolastici presenti. Nella classifica 2014 sull’edilizia scolastica Roma risulta oltre il sessantesimo posto a livello nazionale.

L’inadeguatezza del patrimonio edilizio delle scuole si ripercuote sulla sicurezza di milioni di studenti che ogni giorno frequentano le scuole. Pochi anni fa a Rivoli un ragazzo rimase ucciso dal crollo di un controsoffitto. Da quel giorno sono stati molti i casi di crolli, di minore intensità o avvenuti in ore notturne, in altre scuole italiane che per fortuna non hanno avuto esiti così negativi. L’inadeguatezza degli edifici, anche nei casi meno gravi, però, condiziona in negativo le possibilità degli studenti. La mancanza di laboratori e palestre impedisce un esercizio corretto dell’educazione fisica e delle ore sperimentali di alcune materie. Le classi stesse, ormai troppo spesso, non sono sufficienti ad ospitare un numero di studenti sempre più elevato. Leggi il resto

SCUOLA. INCHIESTA FGC: «PARETI PERICOLANTI E INFILTRAZIONI, LE SCUOLE CROLLANO A PEZZI.»

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In vista del corteo di venerdì 5 dicembre abbiamo realizzato un’inchiesta sulla condizione delle scuole romane, partendo dalle segnalazioni ricevute dagli studenti e documentando con fotografie le situazioni più a rischio. I risultati sono stati pressoché univoci: carenza di spazi adeguati con classi sovraffollate e mancanza di laboratori, palestre, campi esterni e spazi per la ricreazione, o casi di pessimo stato di manutenzione che mettono a rischio la sicurezza degli studenti. In molte scuole abbiamo costatato il peggioramento della condizioni dei soffitti e dei controsoffitti, con infiltrazioni di acqua, caduta di intonaci, distacco di pannelli di cartongesso, di serrande o parti di finestre. Ingressi e corridoi allagati per le piogge di questi giorni.  Abbiamo trovato anche scale inagibili per motivi di sicurezza, pareti con pericolo di crollo a pochi centimetri dai banchi degli studenti all’interno delle aule, cortili inagibili per caduta di cornicioni. In quasi tutte gli edifici abbiamo trovato bagni inagibili o inservibili, spesso come raccontano gli studenti, in questa condizione da anni, nonostante decine di segnalazioni delle scuole. E ancora: vecchie prese usurate dal tempo, cavi scoperti, mancanza di estintori, porte di sicurezza sbarrate con catene e lucchetti. Un quadro in linea con quanto descritto dai dati nazionali sulla situazione dell’edilizia, che trova un ulteriore conferma pratica dalla nostra inchiesta. Leggi il resto

FGC ROMA: «EATALY E’ SFRUTTAMENTO E PRECARIETA’. FARINETTI VECCHIO PADRONE.»

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Per la ricorrenza della festa dei lavoratori abbiamo deciso di intraprendere un’azione simbolica con un volantinaggio ad Eataly, alla Stazione Ostiense. Eataly è la catena alimentare fondata da Farinetti, che fa dell’eccellenza italiana la sua forza. Ma il vero motivo per cui si contraddistingue il “made in eataly” è la precarietà sul lavoro, portata a livelli esasperati, con salari bassi e alto sfruttamento dei lavoratori, sottoposti perfino a controlli all’uscita dal lavoro. Il nuovo modello d’impresa tanto caro al centrosinistra italiano, altro non è che la riproposizione dei vecchi metodi del capitalismo da sfruttamento, cancellando le conquiste dei lavoratori ottenute con la lotta nel secolo scorso. Nel volantino abbiamo rappresentato Farinetti come un vecchio capitalista con la pancia e il cilindro, che ingrassa sulle spalle dei suoi lavoratori. Ad Eataly si lavora anche il primo maggio  e i lavoratori, hanno ben poco da festeggiare. «Eataly – ha dichiarato Lorenzo Lang, vicesegretario FGC, presente all’iniziativa – è uno dei luoghi di lavoro da cui iniziamo la campagna di mobilitazione del Fronte della Gioventù Comunista contro la precarietà e la disoccupazione. Una campagna che prevede in tutto il paese la massima mobilitazione dei nostri militanti per tornare sui luoghi di lavoro e organizzare la lotta dei lavoratori. Al Jobs Act di Renzi contrapponiamo l’idea di un salario minimo garantito che permetta un’esistenza dignitosa ed abbia natura intercategoriale e la cancellazione delle leggi Treu, Biagi e Fornero sulla precarietà del lavoro. Iniziamo il primo maggio per ricordare che solamente con la lotta i lavoratori potranno conquistare i propri diritti. Un messaggio importante al giorno d’oggi, che rimette al centro il conflitto di classe e la necessità di lanciare un contrattacco, anche contro quella sinistra che si è fatta portatrice principale degli interessi dei padroni, come Farinetti.» Non si tratta dell’unica iniziativa promossa a Roma. Per Riccardo Beschi, segretario romano FGC «nelle prossime ore continueremo azioni simili nei luoghi di lavoro aperti nella festività del primo maggio e nei prossimi giorni altri luoghi di lavoro saranno interessati dalla campagna sul lavoro, per contrastare la politica del governo e informare i giovani lavoratori sulla reale natura del Jobs Act e delle riforme targate Renzi.»

FGC ROMA: « SOLIDARIETA’ CON MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA»

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Come federazione romana del Fronte della Gioventù Comunista esprimiamo la nostra piena solidarietà alle famiglie e ai compagni sgomberati e caricati  la scorsa mattina a Montagnola. Ancora una volta le istituzioni, anche di centro sinistra, portano avanti duri attacchi verso chi lotta per dare una casa a chi ne ha bisogno, favorendo sempre palazzinari e speculatori. Il Partito Democratico e i partiti che appoggiano la giunta Marino si rendono responsabili in queste settimane di un forte incremento delle attività repressive sul territorio. Un livello che non ha nulla da invidiare a quanto fatto negli anni precedenti dalla giunta Alemanno. Al contrario le politiche sociali vengono ridotte sulla base degli obblighi e dei parametri europei generando vere e proprie emergenze, come nel caso delle abitazioni. Migliaia di immobili sfitti di proprietà di grandi gruppi finanziari e società imprenditoriali sono l’altra faccia della medaglia di centinaia di migliaia di romani privi di una casa, in una città dove costruire vuol dire solo profitto a scapito delle esigenze reali collettive. La lotta per la casa non può essere concepita come fronte di lotta isolato, come mera rivendicazione vertenziale, come lotta di natura puramente economica, fronte sul quale le classi subalterne saranno sempre perdenti. Al contrario è necessario far avanzare la consapevolezza che solo la lotta politica diretta contro questo modello di sistema, contro l’Unione Europea che ne rappresenta l’organizzazione pù conseguente, e contro il governo Renzi e i partiti che lo appoggiano, può portare ad un cambiamento reale delle cose.

ALLE ELEZIONI STUDENTESCHE AVANZATA DEI COMUNISTI.

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Si sono da poco concluse le elezioni studentesche nella maggioranza delle province italiane, ne mancano davvero poche all’appello, ed è possibile tirare un primo bilancio nazionale dei risultati riportati dalle liste collegate e dei nostri candidati. Come Fronte della Gioventù Comunista eleggiamo rappresentanti d’istituto e della consulta provinciale in molte regioni d’Italia, frutto della piattaforma politica di rivendicazione sulla scuola pubblica avanzata dal Fronte a settembre e del lavoro condotto dalle nostre federazioni a livello provinciale. Un risultato non scontato se si considera che la nostra organizzazione è nata da meno di due anni, e che una parte rilevante degli stessi studenti delle scuole superiori è impegnata direttamente nella costruzione dell’organizzazione. In tutti i casi il Fronte della Gioventù Comunista ha escluso qualsiasi alleanza con forze politiche di centrosinistra coinvolte nell’attuale governo, presentandosi autonomamente, o promuovendo liste comuni con collettivi e organizzazioni studentesche che condividono la piattaforma politica promossa dal FGC.

Vogliamo segnalare in modo particolare alcuni risultati che ci sembrano meritevoli di menzione specifica, specie nelle grandi città e nei capoluoghi dove otteniamo risultati considerevoli. A Milano il Fronte della Gioventù Comunista conquista la presidenza della Consulta Provinciale degli Studenti, eleggendo Brian Barlocchi, già membro della segreteria nazionale, come presidente. Nella seconda città d’Italia Barlocchi (FGC) ottiene il 55% dei voti, superando il candidato legato a Comunione e Liberazione fermo al 24%, una lista di centrosinistra che raggiunge il 12%, mentre la destra non supera il 10%. Straordinario risultato anche a Latina, provincia storicamente di destra, espugnata lo scorso anno. Il Fronte conferma la presidenza della consulta provinciale di Latina, ottenendo il 51% dei voti ed eleggendo Gianmarco Lucreziano (FGC) come presidente. Leggi il resto