MILANO. VITTORIA FGC ALLE ELEZIONI STUDENTESCHE. FIORUCCI PRESIDENTE CPS

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Vittoria comunista alle elezioni studentesche di Milano. Alessandro Fiorucci è il nuovo presidente della consulta provinciale degli studenti nel capoluogo lombardo. Con il 36% dei voti ricevuti il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) si conferma la prima forza politica tra gli studenti di Milano e provincia.

Fiorucci, rappresentante del Liceo Cremona, è membro del Comitato Centrale e della commissione nazionale scuola del FGC. A seguire il candidato presentato dall’Unione degli Studenti (27%), e quello legato a Comunione e Liberazione (18,7%). Nel consiglio di presidenza il FGC elegge anche Chiara Maistrelli (Liceo Fontana) e Rita Di Sica (Liceo Quasimodo). Il risultato del FGC arriva a confermare il grande lavoro svolto a Milano in questi mesi nel radicamento all’interno delle scuole e nelle mobilitazioni contro la riforma del governo.

«Le prime questioni di cui ci occuperemo – ha dichiarato Fiorucci – riguardano il diritto allo studio, la situazione dell’alternanza scuola-lavoro e l’edilizia scolastica. In Consulta portiamo le nostre battaglie per la gratuità dell’istruzione, contro il contributo ed il caro libri. Non vogliamo una consulta istituzione per giovani politicanti, ma un megafono per le richieste degli studenti, che oggi chiedono a gran voce un cambio di rotta rispetto alla politica del governo. Non si può tagliare sulla scuola, come fa questa legge di stabilità, bisogna investire nell’edilizia scolastica per rendere le scuole posti sicuri e adeguati. L’alternanza scuola-lavoro non può essere sfruttamento e lavoro a costo zero per le imprese, ma un momento formativo per i futuri lavoratori.» Pronte anche richieste per gli enti locali a partire dalla situazione dei trasporti «Non si può garantire il diritto allo studio senza reali agevolazioni per gli studenti nei trasporti. Invieremo nelle prossime settimane le nostre richieste agli enti locali.»

Il FGC milanese intanto rilancia la mobilitazione del 13 novembre in occasione dello sciopero proclamato dai sindacati di base contro i tagli alla scuola pubblica e la scuola di classe. A Fiorucci e a tutti i compagni di Milano sono giunte le congratulazioni della segreteria nazionale per l’importante risultato, a conferma dell’ottimo lavoro svolto dalla federazione milanese del FGC in questi mesi.

 

NON BISOGNA FARE IL GIOCO DELLA REAZIONE E DEL CAPITALE.

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La segreteria nazionale del Fronte della Gioventù Comunista esprime il suo disappunto per quanto accaduto oggi a Milano durante il corteo contro l’Expo. Questa nostra considerazione non ha nulla a che vedere con i discorsi benpensanti che anche settori della sinistra da tempo hanno sposato, ma parte dalla consapevolezza che una condotta di tale genere non produce alcun consenso nella popolazione e crea il miglior terreno di avanzata per le forze reazionarie. Quanto accaduto oggi a Milano è un piccolo graffio se paragonato ai danni che le grandi multinazionali che sponsorizzano e monopolizzano l’esposizione, i governi che vi partecipano producono ogni giorno nei confronti della popolazione mondiale. Per questa realtà prima di tutto noi ci indigniamo e ben  farebbero a fare altrettanto tutti coloro che oggi gridano dopo i fatti di Milano.

Tuttavia una condotta di tale genere, non solo non scalfisce in alcun modo il potere dei grandi gruppi finanziari e dei governi capitalistici che sostengono i loro interessi, ma genera in ampi strati della popolazione un sentimento di sdegno e ripugnanza che è il miglior terreno di coltura delle  forze reazionarie , che da domani invocheranno  - con il consenso popolare e nuova forza-  misure ancora più restrittive sulla libertà di espressione, manifestazione e ogni tipo di attività repressive contro le forze che si pongono realmente l’obiettivo dell’abbattimento del capitalismo.

Le aspettative pre manifestazione e le notizie dei media avevano già contribuito a diminuire la partecipazione popolare al corteo. La condotta di oggi finirà per coprire nella coscienza popolare gli scandali, la corruzione, le ingiustizie, tutte le contraddizioni dell’Expo, che pure sono sentite profondamente dalla classe lavoratrice, dai disoccupati, dalla gioventù, con la cronaca dell’ennesima giornata in cui il tema è solamente l’ordine pubblico. Chi agisce in questo modo, quali siano le intenzioni di partenza, finisce per fare il gioco del capitale e della reazione, fornendogli modo per affinare i propri strumenti di consenso e di oppressione. Contribuisce ad alienare il consenso popolare, crea un argine potente contro l’azione quotidiana delle forze rivoluzionarie che nelle masse popolari cercano di ottenere giorno dopo giorno consenso e radicamento. Chi fa il gioco della reazione e del capitale, indipendentemente dalle intenzioni, non può che essere nostro nemico.

FGC: «OPERATO DELLA DIGOS A MILANO CANCELLA NOSTRO DIRITTO A MANIFESTARE».

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Questa mattina in occasione delle manifestazioni studentesche, la polizia ha sequestrato le aste delle bandiere del Fronte della Gioventù in piazza impedendo di fatto la riconoscibilità del nostro spezzone, limitando la libertà di manifestazione e minacciando gli studenti di denunce e provvedimenti. Per due anni il FGC ha manifestato a Milano ed in tutta Italia (nella stessa giornata anche a Roma e in altre piazze) con le stesse modalità senza che alcun provvedimento simile fosse imposto. Non riteniamo casuale che questa situazione avvenga proprio in una giornata di mobilitazione studentesca dove in piazza c’erano solo ed esclusivamente studenti delle scuole superiori, tutti minorenni. L’azione della polizia ha quindi un evidente scopo intimidatorio che denunciamo con forza.

Diciamo fin da subito che non siamo disposti a prestare il fianco a teoremi accusatori di alcun tipo sulla natura di bandiere che sono sempre state utilizzate a solo scopo di riconoscimento dell’organizzazione nelle piazze, come tutti i precedenti di manifestazioni dimostrano. Respingiamo preventivamente ogni tentativo di criminalizzare l’attività politica che il FGC svolge a Milano, tentando di impedire e fermare la crescita della nostra organizzazione specie tra gli studenti delle scuole. L’attività della polizia oggi oltre ad essere ingiustificata e priva di qualsiasi ragione effettiva, ha leso il nostro diritto di manifestare. Un diritto protetto dalla Costituzione che purtroppo va sempre più restringendosi insieme ad una serie di libertà oggi ridotte dall’evidente svolta autoritaria che si sta costruendo in Italia.

FGC CONTRO MISURE SULLA SCUOLA IN LOMBARDIA.

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Ancora tagli all’Istruzione pubblica in Lombardia: rispetto all’anno appena passato ci sarà una riduzione di bilancio sull’assessorato all’Istruzione della Regione Lombardia del 21%, ovvero 38 milioni di euro in meno. Nel frattempo i contributi per le famiglie che decidono di iscrivere i figli ad una scuola privata non solo non diminuiscono, ma addirittura aumentano. Dai 500 euro per la scuola primaria si passa a 700, mentre per la secondaria da 1200 a 1300.

L’assessore Aprea cerca di difendersi affermando che a causa dei consistenti tagli del Governo alle Regioni, la situazione sarebbe potuta essere di gran lunga peggiore. Per anni il sostegno da parte dello Stato alle scuole paritarie è stato giustificato appellandosi ad una fantomatica “libertà di scelta delle famiglie”, le quali avrebbero tutto il diritto di decidere se mandare i propri figli ad una scuola statale o privata. Ma diritto di scelta per chi? Soltanto per i ricchi! Chi può permettersi di spendere decine di migliaia di euro per l’iscrizione a scuola?

Tutto questo accade mentre da anni è in atto un devastante processo di smantellamento dell’istruzione pubblica, una sostanziale negazione del diritto allo studio, si continuano quindi a finanziare le scuole private che, secondo Costituzione, non dovrebbero essere un onere per lo Stato. Proprio mentre le famiglie delle classi popolari sono costrette a sopperire tramite quel vero e proprio furto chiamato contributo volontario agli ingenti tagli operati dai governi di centro-destra e centro-sinistra, mentre il costo dei libri di testo e dei trasporti pubblici cresce, mentre le strutture scolastiche statali crollano letteralmente a pezzi, mettendo in serio pericolo l’incolumità dei ragazzi.

Chiediamo pertanto l’immediato ritiro dei fondi alle scuole private, un adeguato finanziamento all’istruzione statale che garantisca una scuola gratuita e accessibile a tutti.

MILANO. STUDENTI IN PROTESTA AL LICEO CREMONA. FGC: «INACCETTABILE IMPOSIZIONE CONTRIBUTO SCOLASTICO»

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Email a tutte le famiglie: «”lista nera”, niente laboratori per chi non paga». Ma gli studenti non ci stanno. Questa mattina gli studenti del Liceo Cremona hanno tenuto un presidio di protesta davanti l’entrata della scuola. “Nessun ricatto agli studenti”, “no al contributo, la scuola deve essere gratuita”: questi gli slogan della protesta, scatenata da una e-mail inviata a tutte le famiglie dalla rappresentante del comitato genitori. Nella mail si invitava con insistenza al pagamento del contributo scolastico di 150 euro, affermando ben poco velatamente che si sarebbe potuti “arrivare ad un’offerta selettiva di servizi sulla base di chi ha pagato e chi no”: in un passaggio successivo della mail si parlava addirittura di “liste nere” per impedire a chi non paga di accedere ai laboratori. L’invio della mail è avvenuto qualche giorno dopo un volantinaggio contro il contributo scolastico organizzato dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), organizzazione che conta diversi militanti all’interno dell’Istituto. Immediata la reazione degli studenti, che hanno dato il via alla protesta, ritenendo le affermazioni riportate un vero e proprio ricatto contrario alla natura di una scuola pubblica. «È sempre più evidente che ci troviamo dinanzi a una vera e propria tassa mascherata da contributo “volontario”» – ha affermato Alessandro Fiorucci, segretario milanese del FGC e studente del Cremona – «anno dopo anno siamo abituati all’idea di dover finanziare di tasca nostra la scuola pubblica, mentre le scuole private ricevono centinaia di milioni di euro dallo Stato. La verità è che dal 2008 i governi hanno tagliato più di 20 miliardi alla scuola pubblica pur di salvare le banche e le grandi imprese, assecondando i dettami della UE. La conseguenza è stata una crescita smisurata dei contributi chiesti sempre più insistentemente alle famiglie, sulle quali è stato scaricato il costo di questa operazione.» Secondo Fiorucci, «oggi pagare il contributo non significa aiutare la propria scuola, ma rendersi complici della dismissione della scuola pubblica. Non ci stiamo più a sopperire di tasca nostra alla carenza di fondi: il governo deve assumersi le sue responsabilità e intervenire affinché la scuola possa essere realmente gratuita e accessibile a tutti».

VENETO: FGC «IMMEDIATE DIMISSIONI ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE»

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Richiesta immediata di dimissioni  senza alcun appello – questa la nota del Fronte della Gioventù Comunista -  per l’Assessore regionale all’istruzione della regione Veneto Elena Donazzan che nella giornata di ieri ha ben pensato di inviare una circolare nella quale invitava le scuole a chiedere dalle famiglie degli studenti musulmani una presa di distanza esplicita dall’attentato terroristico di Parigi. Per la precisione nella circolare veniva scritto: «È infatti una esigenza necessaria anche per la presenza di tanti alunni stranieri e dei loro genitori nella nostra comunità. Soprattutto a loro dobbiamo rivolgere il messaggio di richiesta di una condanna di questi atti, perché se hanno deciso di venire a vivere in Europa, in Italia, in Veneto, devono sapere che sono accolti in una civiltà con principi e valori». Un tale comportamento non può passare inosservato e chiediamo le immediate dimissioni dell’Assessore. Se ciò non avverrà riteniamo che le scuole debbano chiedere formalmente agli studenti figli di leghisti di dissociarsi quotidianamente dalle idiozie dette e realizzate dai loro genitori. Potrebbe essere una buona soluzione.

 

MILANO. CROLLO IN SCUOLA MATERNA, FGC: “GOVERNO SI ASSUMA RESPONSABILITÀ”

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Questa mattina sei bambini sono rimasti feriti a causa del crollo di un intonaco nella scuola materna statale “Vittorino da Feltre”, alla periferia di Sesto San Giovanni (MI). Una bambina di tre anni è in codice giallo per una ferita alla testa causata dai calcinacci caduti. Già ci si affanna a sostenere che il crollo non dipenderebbe da “problemi strutturali”, ma da un “fenomeno non prevedibile” e cioè una “dilatazione termica”. È tuttavia evidente che qualsiasi tentativo di dissimulare o sminuire la gravità dell’accaduto sia mirato ad assolvere dalle sue responsabilità l’attuale Governo. Quello di stamattina è invece l’ennesimo di tanti episodi analoghi, che non sempre si concludono bene – pensiamo a quello del 2008 in una scuola di Rivoli, in cui ha perso la vita uno il 17enne Vito Scafidi.

Tutto ciò avviene in un paese che si trova agli ultimi posti nel continente per percentuale di PIL investito nell’istruzione, mentre il 37% delle scuole italiane necessita interventi di manutenzione urgente. La “Buona Scuola” del Governo Renzi, propagandata anche in questi giorni con toni idillici al limite del ridicolo, prevede poco più di 700 milioni di euro per piccoli interventi ininfluenti riguardanti l’edilizia scolastica. Si cerca di alimentare il sentore comune per cui “i soldi non ci sono” mentre si spendono 9 miliardi per l’acquisto dei cacciabombardieri F-35, e 100 miliardi all’anno per pagare i soli interessi sul debito pubblico. Può definirsi civile un paese che antepone i profitti dei grandi monopoli europei e gli interessi militari alla sicurezza dei propri cittadini e addirittura degli studenti nelle scuole? Oggi più che mai trova riscontro lo slogan di un corteo studentesco promosso a Roma dal FGC lo scorso dicembre, in cui si chiedeva un piano di interventi serio sull’edilizia scolastica: “SOLDI ALLA SCUOLA, NON ALLA GUERRA”.

FGC MILANO: «NO ALL’ABBATTIMENTO DELL’ ALFA DI ARESE! LAVORO AGLI OPERAI.»

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In questi giorni la società AGLAR S.P.A ha presentato alla Regione Lombardia la richiesta di assoggettabilità a VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per l’area dell’Alfa Romeo di Arese (MI). Il progetto consiste nell’abbattere i capannoni per creare 11mila parcheggi auto, in vista di EXPO 2015. In primis, l’area Alfa dispone di numerosi parcheggi(che ora sono in uso ai comuni di Arese, Garbagnate, Lainate e Rho), nel complesso 300000 mq, che un tempo bastavano per tutti i 20000 lavoratori. Perché dunque abbattere capannoni ancora utilizzabili e radere al suolo tutto se i parcheggi già ci sono? E poniamo anche il caso che ci sia necessità di ulteriori posti auto: potrebbero essere utilizzate le strutture industriali stesse. Come detto, i capannoni sono strutture industriali solide e robuste, che sarebbero immediatamente utilizzabili dopo un intervento di manutenzione. La realtà è che dietro a tutto ciò si nasconde il solito tentativo di cementificazione e speculazione in questa area. I tetti tuttavia sono in eternit, contengono l’amianto. Così alcuni giustificano l’abbattimento totale delle strutture. Basterebbe semplicemente sostituire l’eternit, con un serio intervento. Un ulteriore danno che porterebbe la demolizione è la distruzione del Consiglio di Fabbrica, attuale sede dello SLAI COBAS, primo sindacato nell’area Alfa di Arese. Le promesse fatte dal sindaco di Garbagnate, che assicurava che il CdF non sarebbe stato toccato (anzi, che sarebbe stata riattivata energia elettrica e rete telefonica), non si sono verificate, nulla è cambiato. Nel frattempo gli operai licenziati illegalmente da Innova Service, nonostante la sentenza di un anno fa che ordina il loro reintegro, si trovano ancora senza posto di lavoro. Come federazione milanese del Fronte della Gioventù Comunista denunciamo fortemente il tentativo di abbattere le strutture industriali Alfa ed esprimiamo la nostra solidarietà agli operai. La gioventù comunista sta con i lavoratori! La lotta è di classe.

NASCE IL FGC A GENOVA.

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La crisi del capitalismo avanza in modo costante, mietendo vittime tra la classe lavoratrice. L’unica possibilità per combattere questa crisi sistematica è la creazione di una forza comunista compatta, basata sul marxismo-leninismo, che possa riportare in auge l’unica vera alternativa al sistema capitalistico. Fondamentale è che questa forza comunista riparta anche dai giovani, con la creazione di una formazione giovanile pronta a combattere il programma di austerity con cui l’Unione Europea ci obbliga a una vita di miseria e schiavitù. La scuola e l’università, sempre più inaccessibili per i costi, e l’aumento crescente dei contratti di lavoro precari, spesso spacciati per attività formative, sono alcune tra le conseguenze di questo programma di austerità imposto dall’Europa.

La necessità di questa forza giovanile comunista sorge anche dal fatto che le lotte portate avanti dai vari movimenti si sono rivelate inconcludenti o di poco respiro, sia per quanto riguarda la questione scolastica, universitaria, sia su quella abitativa e lavorativa. Nostro dovere è quindi ripartire, rilanciarci, e unire le lotte verso un unico obiettivo.

Per questa ragione sentiamo la necessità che il Fronte della Gioventù Comunista nasca anche a Genova, storica città di lotta, per ripartire sotto un’unica bandiera verso un solo obiettivo: il socialismo. La stessa Genova Medaglia d’Oro al valor militare per la lotta partigiana, la medesima che si è sollevata contro il Congresso del MSI, dando vita a scioperi e manifestazioni, la stessa città che si è confrontata apertamente nelle tristi giornate estive del luglio del 2001, in occasione del summit del G8. La stessa Genova che, recentemente, ha bloccato i mezzi pubblici cittadini a causa delle privatizzazioni selvagge.

Unirsi sotto un’unica bandiera, quella del marxismo-leninismo permette di catalizzare le lotte contro l’Europa delle banche e del grande capitale finanziario, dell’imperialismo e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, non solo verso piccolo obiettivi che, seppure importanti, sono solo temporanei. Ripartire dai giovani per creare i futuri quadri comunisti di domani, in ogni paese in ogni città: anche Genova, adesso, è presente!

Info e adesioni a: fgcgenova@gmail.com

FGC MILANO: «APPOGGIO AD OPERAI MARCEGAGLIA»

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Ieri 169 operai sono stati informati della chiusura dello stabilimento Marcegaglia Buildtech di Viale Sarca  nell’ ex “cuore industriale” di Milano. Per mantenere il posto i lavoratori dovranno trasferirsi nella sede di Pozzolo Formigaro, distante 120 km dal capoluogo lombardo. Emma Marcegaglia, prima Presidente di Confindustria ha voluto “festeggiare” così la nomina da parte del Governo Renzi a presidente di ENI. La reazione dei lavoratori non ha tardato a farsi sentire: blocco di Viale Sarca; gli operai sono in assemblea permanente. “I Marcegaglia nuotano nell’oro, e noi nuotiamo nella merda, ecco la differenza.” Le parole degli operai sono chiare. Il motivo di questa scelta non è ufficialmente chiaro poiché non c’è stata alcuna dichiarazione dai vertici dell’azienda, ma considerando il fatto che la zona di Bicocca e Viale Sarca è di grande interesse dal punto di vista edilizio, non è difficile immaginare che l’operazione abbia fini speculativi in quest’area. Inoltre nella sede di Pozzolo Formigaro sono recentemente stati annunciati 40 esuberi. Da un lato si licenzia, e dall’altro sono necessari altri lavoratori? Ecco un esempio della reale natura dei personaggi nominati dal Governo, guidato dal Partito Democratico, che si dimostra ancora una volta difensore degli interessi delle classi dominanti, esecutivo della grande industria, della finanza, dei monopoli.  Come Federazione di Milano del Fronte della Gioventù Comunista esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli operai a cui non mancheremo di portare il nostro sostegno. Contrattaccare, organizzare la lotta di classe, unica vera garanzia di diritti per i lavoratori.