FGC SICILIA: «BLOCCARE IL MUOS, SABOTARE LA GUERRA, CACCIARE CROCETTA!»

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“Bloccare il MUOS, sabotare la guerra, cacciare Crocetta!” sono le parole d’ordine che accomunano tutti i coordinamenti e le realtà politiche che saranno presenti il 28 settembre a Palermo per la manifestazione nazionale NOMUOS. Il Fronte della Gioventù Comunista sarà presente alla manifestazione per rivendicare la sovranità popolare ed il valore fondamentale dell’antimperialismo, legati indissolubilmente alla lotta contro il capitalismo.
Nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle università adesso si parla di MUOS, della presenza illegittima degli americani sul nostro territorio e la pressante necessità popolare di riappropriazione della terra a noi espropriata. Come era ben prevedibile, il governatore Rosario Crocetta, dopo aver parlato di infiltrazioni mafiose nel movimento, ha alzato il tasso repressivo nei confronti dei compagni e della popolazione niscemese (il tutto unito a un’amministrazione comunale anch’essa infame, quella di Niscemi), confermando ciò che noi abbiamo sempre affermato: l’apparato istituzionale è l’arma borghese alla quale il popolo non può fare affidamento. Il 28 settembre, a scendere in piazza saranno moltissimi comitati e realtà politiche, tutti uniti sotto l’unico stendardo di lotta che è quello NOMUOS, a testimonianza del fatto che i valori sopracitati unificano il popolo e lo portano verso un’unica direzione che è quella del socialismo.

FGC PALERMO: «INACCETTABILE PATROCINIO USA AL PRIDE» 

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Riteniamo inaccettabile il patrocinio degli USA al Pride che si sta svolgendo a Palermo in questi giorni. Lottare per i diritti LGBTIQ non vuol dire aderire tout court ad ogni tipo di evento o iniziativa in nome dei diritti civili, che non possono essere considerati estranei rispetto alla lotta di classe. L’opera di”repulisti” attuata dal governo americano in questa occasione è uno squallido tentativo, come del resto squallida è ogni tipo di azione di stampo capitalista e imperialista, di riacquisire credibilità agli occhi del popolo siciliano.

Popolo che, e ci piace ricordarlo con forza, lotta ormai da mesi contro l’installazione del MUOS a Niscemi e la militarizzazione di tutta la regione, affinché questa non si trasformi in un avamposto militare nelle mani degli USA e della NATO. È dunque possibile che gli organizzatori del Pride siano totalmente miopi e vedano con totale leggerezza la scelta di far patrocinare un evento di così grande impatto mediatico dall’ambasciata americana?

Una cosa è certa: noi non avremo nulla a che fare con chi vuole occupare la nostra regione per continuare le proprie politiche imperialiste, con chi negli ultimi anni ha direttamente (e militarmente) sostenuto attacchi a Iraq, Afghanistan, Libia ed ora Siria, dove tra l’altro si appresta ad iniziare una vera e propria campagna militare, con chi cerca quotidianamente di destabilizzare paesi sovrani, quali il Venezuela del neo-eletto Presidente Maduro, Cuba, Corea del Nord, Iran, con chi sostiene il sionismo in Israele e il genocidio del popolo palestinese, con chi sostiene il fascismo-islamista di Erdogan in Turchia che in nome del progresso e dello sviluppo capitalista reprime nel sangue la rivolta delle masse popolari turche, con chi appoggia i regimi islamici-monarchici del Qatar, Arabia Saudita e Bahrein dove di diritti civili non vi è traccia come non vi è traccia a Guantanámo, con chi implementa un sistema anti-operaio, anti-popolare e liberticida.

Gli organizzatori del Pride sanno tutto questo e la loro scelta è una chiara volontà di prestarsi a questa deliberata operazione di facciata degli USA che non possiamo che denunciare. Noi siamo con i proletari oppressi di tutto il mondo e per la parità di diritti civili, sociali e politici di ogni cittadino nella consapevolezza che l’unica società veramente libera da discriminazioni classiste e sessiste è la società socialista!

FGC NAPOLI: «CON OPERAI POMIGLIANO, CONTRO SABATI LAVORATIVI»

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La FIAT prosegue la politica padronale d’eliminazione dei diritti imponendo sabato di lavoro straordinario accolto col tacito assenso dai sindacali confederali. Ciò s’inquadra perfettamente nella politica di graduale annientamento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori perseguita dagli Agnelli-Elkann ai quali sono stati regalati negli ultimi anni dallo Stato e quindi dalle tasche dei lavoratori stessi decine di miliardi di euro. Straordinari del sabato imposti ai soli lavoratori di fascia A senza la chiamata di nessuno dei 1900 operai  in cig. Straordinari che riflettono con chiarezza la strategia di Marchionne nel prender tempo e preparare la chiusura di Pomigliano come successo per Termini Imerese e Iris bus per delocalizzare in paesi i cui la classe lavoratrice è pressoché ridotta a semi-schiavitù. Tutto ciò avviene mentre CIGL,CISL e UIL hanno messo il bavaglio ai sindacati di lotta firmando un accordo con i padroni della confindustria che ‘’non si vedeva da 60 anni’’ come affermato dalla Camusso (guarda caso dalla caduta del corporativismo fascista). Tale criminale disegno padronale in un luogo simbolo come Pomigliano non è nient’altro che il paradigma di ciò che i grandi capitalisti italiani e internazionali stanno portando avanti spinti anche dalla pressione dell’UE:  flessibilità e mancanza dei più elementari diritti conquistati in anni di lotte operaie in cambio d’occupazione.

Questa mattina un presidio indetto dallo Slai Cobas e dal comitato Cassintegrati della FIAT davanti ai cancelli dello stabilimento è stato oggetto di un esposto della Fiat alla procura di Nola nel quale si chiedeva l’intervento delle forze di polizia contro «il dilagare di dichiarazioni minacciose e promesse di sabotaggio dell’attività produttiva». Il risultato è stato che ai sindacati non accondiscendenti e ai gruppi di lavoratori contrari non è stato concesso di avvicinare gli operai predisposti al turno del sabato, con scontri con la polizia.

In quanto gioventù comunista esprimiamo la piena solidarietà a tutti i lavoratori FIAT ed ex Ergom e non possiamo che sottolineare la natura di classe di ciò che subiscono ogni giorno gli operai fuori la fabbrica e quelli sulle linee. Conflitto che per ora è portato avanti solo dalla proprietà e dai suoi adepti (delegati sindacali confederali in primis) e che ha bisogno d’immediata organizzazione e quindi contrattacco mediante un fronte unito dei lavoratori che, di fronte alle minacce di chiusura dello stabilimento e alla condotta dell’amministrazione Marchionne, dovrà rivendicare con forza la nazionalizzazione senza indennizzo e gestione operaia della FIAT.

COSTITUITO IL FGC A LIVORNO

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Si riporta il comunicato dei compagni livornesi che hanno costituito la federazione del Fronte della Gioventù Comunista nella città di Livorno. «Consapevoli del fatto che in questo momento storico dove il capitalismo è fallito, e non ha portato altro che sfruttamento,miseria,precarietà e disoccupazione, è di fondamentale importanza unire a livello nazionale tutti i comunisti, creando un’ organizzazione di classe partendo dai giovani, dagli studenti, dai giovani lavoratori, dai giovani senza lavoro, il cui obiettivo è quello organizzarsi e portare avanti uniti sotto un unico fronte le lotte che ci accomunano, contro il capitalismo, contro l’imperialismo e per una nuova società socialista.
Dopo aver preso visione del documento approvato alla fine del 1 congresso e averne condiviso tutti i punti fondamentali, riconosciamo l’importanza dell’autonomia di questa organizzazione che intende ricostruire un progetto unitario con lo scopo di formare futuri quadri di partito, utilizzando insieme a questo percorso di formazione l’ideologia del proletariato, il marxismo-leninismo. Per questi motivi abbiamo deciso di aderire al FRONTE DELLA GIOVENTU’ COMUNISTA creando una nuova sezione nella nostra città Livorno, e lavorando nel tempo per un radicamento sempre maggiore all interno del nostro territorio. UN NEMICO UN FRONTE UNA LOTTA!»

FGC ROMA. ELEZIONI UNIVERSITARIE: UN ELETTO AL CDS A ROMA TRE. 4% ALLA SAPIENZA.

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I dati delle elezioni universitarie della Sapienza e di Roma Tre dimostrano che un primo passo è stato condotto dalla nostra organizzazione anche sull’università. A Roma Tre eleggiamo un nostro rappresentante nel CDS, risultato importante e non scontato. Sempre nella terza università si segnala un ottimo risultato nella facoltà di lettere. Alla Sapienza il dato medio (tra elezioni del cda, del senato accademico e del comitato per lo sport e dell’agenzia regionale per il diritto allo studio) è del 4%. Si segnalano buoni risultati nelle facoltà scientifiche dove il Fronte ottiene il 12% ed in generale nella Città Universitaria e nelle facoltà che hanno sede a Roma, dove la nostra presenza –  sebbene la nostra organizzazione sia nata da poco meno di un anno –  è riconosciuta. Più bassi come previsto i voti nelle sedi distaccate nel resto della regione Lazio, dove i vari potentati accademici e logiche clientelari hanno ancora una volta spadroneggiato. Anche il risultato di medicina, che pesa molto sul totale, vede la vittoria delle liste vicine all’attuale Rettore, che ancora una volta ottengono proprio da medicina un bacino importante di voti. In questo quadro consideriamo certamente positivo il risultato ottenuto da Link, organizzazione universitaria che si è opposta alle politiche del governo Monti in questi mesi. Nel complesso le tre liste di sinistra che si pongono in aperta opposizione a questo governo ottengono circa 4.000 voti, a testimonianza di un crescente disillusione tra i giovani verso le politiche di questi anni. Adesso il nostro compito è trasformare quei voti in vera opposizione, in protagonismo diretto, da ogni facoltà nelle strade e nelle piazze, per portare avanti la lotta con ancora più slancio; rompere ogni posizione attendista e ogni residuo di logiche opportuniste passate, per sfociare in una lotta aperta senza compromessi, contro questo sistema di sfruttamento.

Come abbiamo spesso detto per noi le elezioni non sono un obiettivo, ma un momento attraverso il quale continuare l’attività di radicamento dell’organizzazione nei luoghi di lavoro e di studio. Questo obiettivo è stato certamente raggiunto con molti studenti che si sono avvicinati alla nostra organizzazione e che chiedono di entrarne a far parte. Il risultato che abbiamo ottenuto ieri, è già passato. Oggi siamo già molti di più.

FGC ROMA: «ALLA SAPIENZA E ROMA TRE VOTA COMUNISTA».

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Per il primo anno il Fronte della Gioventù Comunista sarà presente con sue liste alle elezioni per le rappresentanze studentesche dell’Universita La Sapienza e dell’Università Roma Tre. Ieri dopo una iniziale contestazione da parte dell’Ufficio elettorale di Roma Tre sull’utilizzo della falce e martello, rientrata a seguito del nostro ricorso, c’è stato il via libera definitivo all’ammissione delle liste. Partecipiamo per il primo anno alle elezioni universitarie ben coscienti delle forti difficoltà e della natura di queste elezioni. Potentati accademici, catene ininterrotte di interessi di ogni tipo, anche e soprattutto economici, clientelismo, scarsa affluenza degli studenti, sono caratteristiche che ben conosciamo per queste elezioni, e contro cui andremo certamente a scontrarci. Sappiamo anche che le elezioni negli organi centrali delle Università hanno ben poco valore in un contesto in cui il processo di dismissione dell’università pubblica in atto viene imposto a tappe forzate, attraverso tagli economici e manovre di bilancio, su diretta imposizione di UE, BCE, FMI. La riduzione della rappresentanza studentesca, per far posto ai privati, nei Consigli di Amministrazione delle Università, fa venire ulteriormente meno le possibilità di far valere la voce degli studenti.

Noi spieghiamo chiaramente tutto questo agli studenti con cui parliamo. Perché non possiamo illudere, ma non ci rassegniamo a condurre all’università battaglie marginali rispetto ai problemi che oggi interessano migliaia di studenti. Per questo chiediamo un voto di lotta, di utilizzare il proprio voto come ulteriore strumento per rafforzare la lotta dentro e fuori l’università. Una lotta che è prima di tutto contro il processo di costruzione di un’università di classe, in cui solo chi può permetterselo può accedere e mantenersi agli studi. I dati confermano chiaramente questa situazione, con oltre 50 mila studenti in meno in un solo anno nelle università e percentuali di laureati che scendono.

Con il voto al Fronte della Gioventù Comunista si rivendica l’idea di una università pubblica, gratuita e di massa. La nostra lotta sarà in primo luogo contro le tasse universitarie sempre più alte, gli aumenti stabiliti per i fuori corso, che spesso sono studenti lavoratori, contro il prestito d’onore che costringe gli studenti ad indebitarsi a tutto vantaggio delle banche, contro il numero chiuso, ultimo passaggio di questa catena di esclusione, funzionale allo smantellamento dei servizi sociali, oggi garantiti dallo Stato. A questa situazione contrapponiamo un modello di università accessibile a tutti, senza ostacoli economici, come la tassazione elevata, con la gratuità dei libri di testo, borse di studio per rimuovere gli ostacoli economici.

Chiediamo un piano di alloggi per i fuori sede, anche attraverso la mappatura e l’utilizzo degli immobili di proprietà delle università, delle fondazioni e delle società ad esse collegate, che non vengono adibiti a fini didattici, mediante riconversione da assegnare agli studenti fuori sede. Sul fronte del lavoro è necessario parlare di quelle forme di tirocinio che oggi mascherano vere e proprie forme di lavoro non pagato, con studenti utilizzati in forme di vero e proprio sfruttamento. Queste forme di lavoro vero e proprio, devono essere retribuite, e gli studenti tutelati adeguatamente. Così come è necessario mettere un freno alle esternalizzazioni dei servizi, dalle pulizie, alle mense, che costringono i lavoratori a contratti sempre peggiori.

Infine uno sguardo alla didattica, con la valorizzazione dei test a solo scopo orientativo, abbattendo le tasse d’iscrizione e impostando un’unica quota valida per tutti i test, la loro rimodulazione didattica, in modo da consentire una reale funzione orientativa. In ultimo la possibilità di aprire a erasmus, master e specializzazioni verso nuovi paesi, con veri e propri settori d’eccellenza, come quello medico cubano, oggi vietati per sole ragioni politiche.

Siamo coscienti che la strada intrapresa non sarà semplice, ma siamo altrettanto convinti che sia quella giusta. Per noi le elezioni non sono un fine, ma un momento ulteriore per veicolare le nostre idee e i nostri fini, ed aumentare il numero di studenti disposti a lottare fianco a fianco con noi. La presentazione di una lista indipendente dalle altre ci farà confrontare in molti casi con aggregazioni di liste, anche a sinistra. La nostra indipendenza non è dettata da settarismi o volontà di divisione, ma da precise ragioni politiche. Ci chiediamo come sia possibile ad esempio che a Roma Tre associazioni che hanno partecipato al movimento di questi anni, siano nella stessa lista con i giovani del Partito Democratico, che oggi sono al governo con Monti e Berlusconi, in un esecutivo che si appresta a compiere ulteriori passi avanti nella distruzione della scuola e dell’università pubblica. Non svendiamo le nostre idee per una spartizione di poltrone!

Il 21 e 22 maggio, alla Sapienza e a Roma Tre, per cambiare davvero, per dare un voto alla lotta contro l’università di classe, vota e fai votare Fronte della Gioventù Comunista. Dai un voto alla tua lotta, VOTA COMUNISTA!

 Info: www.gioventucomunista.it

Fb: Fronte della Gioventù Comunista   – Fronte della Gioventù Comunista Roma

Evento elezioni: https://www.facebook.com/events/157955054378961/?fref=ts

NEL RICORDO DI PEPPINO IMPASTATO, MILITANTE COMUNISTA RIVOLUZIONARIO.

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Il 9 Maggio 2013 ricorre il 35° anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato, militante comunista rivoluzionario. Come Fronte della Gioventù Comunista riteniamo dovere per una nuova generazione di rivoluzionari siciliani liberare l’immagine di Peppino da quelle incrostazioni idealiste, radical-chic e romantiche che trasformano il compagno Peppino Impastato in un “ragazzo idealista poeta e giornalista che si scagliava contro l’ingiustizia della Mafia decantando la bellezza”. Il capitalismo può tollerare solo quelle figure di “grandi idealisti” destinati alla sconfitta e che non intaccano nella pratica la leggi del suo sistema, per cui si adopera a trasformare e idealizzare dopo la loro morte grandi figure rivoluzionarie (ad altri è toccata la demonizzazione). E’ il caso di Peppino Impastato, adattato alle esigenze di quell’antimafia istituzionale, delle procure e della “legalità borghese” con un’immagine buona per ogni stagione sfruttabile ai propri fini opportunisti da gruppi, movimenti e formazioni politiche anticomuniste, che abusano del suo nome in chiave elettoralistica e della bella immagine mediatica. Come Fronte della Gioventù Comunista, rivendichiamo il vero Peppino Impastato ed assumiamo il suo reale insegnamento di lotta militante contro il sistema capitalista per la nuova e superiore società socialista-comunista; solo la lotta contro il capitalismo vuol dire lottare la mafia. Leggi il resto

COLLETTIVO PUTILOV: «COSTRUIAMO FGC A FIRENZE.» 

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Mai come in questo momento si è mostrata su scala globale tutta la potenza e la violenza dell’avversario di classe nei confronti del proletariato internazionale, un proletariato che si presenta oggi in forme e composizioni tecniche estremamente complesse, non più riconducibile solo all’operaio di linea ma a settori sempre più estesi di lavoratori del terziario, del pubblico impiego, della scuola e dell’università. La crisi che stiamo vivendo e pagando è la crisi strutturale di un sistema nella sua fase estrema (quella dell’imperialismo e del capitalismo finanziario), che per salvare la propria armatura economico-statale è disposto a distruggere e a decimare i suoi stessi fattori produttivi: uno sterminio che oggi si chiama precarizzazione; impoverimento; smantellamento di diritti conquistati in anni e anni di lotte; distruzione delle forme di rappresentanza, della sicurezza sul lavoro; taglio di fondi all’istruzione, alla ricerca, alla spesa pubblica, alla sanità; annientamento progressivo dello stato sociale fino alla messa in discussione e sovvertimento delle stesse leggi della democrazia formale e sostanziale borghese.  Leggi il resto

MILANO: I COMPAGNI DELLE TREFRECCE CONFLUISCONO NEL FRONTE.

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Nella giornata del 9 febbraio i ragazzi e le ragazze delle (///), insieme alla dirigenza provinciale del Fronte della Gioventù Comunista di Milano, si incontrano per discutere del processo politico da portare avanti insieme. Il FGC e le trefrecce portano avanti lotte insieme da lungo tempo ed è giunta l’ora di organizzarsi in maniera strutturata; il Fronte della Gioventù Comunista è un’organizzazione formata e riconosciuta in tutta Italia, portiamo avanti lotte politiche simili e combattiamo un nemico conune, ed è quindi giunta l’ora di decidere il futuro della nostra vita politica.

In questo giorno proponiamo ai compagni e alle compagne delle trefrecce di confluire nel FGC affinchè si possa continuare ad organizzarsi in ogni paese ed in ogni città, creando un fronte unico di resistenza. A Milano la questione politica è sempre più complicata, le elezioni politiche alla regione dimostrano ormai una continuità tra mafia e politica, e noi vogliamo creare un’alternativa a tutto ciò, ripartendo dai quartieri, dalla gente, perché la politica si fa con il popolo. Partendo da Quarto Oggiaro dove verrà aperta entro pochi mesi una nostra sede, riportando la politica nelle strade e avviando insieme progetti dal basso per il bene del quartiere, restituendo dignità ai valori dell’antirazzismo, antifascismo e solidarietà. Insieme ci impegnamo a rafforzare e far crescere il Fronte della Gioventù Comunista a Milano e in tutta Italia, lanciando un appello a tutti i compagni aderenti alle trefrecce affinchè confluiscano nelle sezioni locali del FGC per rafforzare la nostra vicinanza politica e la nostra comune lotta.

A TERAMO CONTRO LA REPRESSIONE.

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Una delegazione del Fronte della Gioventù Comunista parteciperà domani al corteo contro la repressione a Teramo, per manifestare la nostra solidarietà con i compagni che hanno ricevuto condanne in relazione a giornate ed episodi di lotta. Condividiamo la richiesta dei compagni teramani di realizzare un corteo pacifico senza cadere in provocazioni e tentativi di criminalizzare ulteriormente la nostra lotta. Contro la repressione è ora di dare una risposta unita e compatta.