FGC: «SOLIDARIETA’ CON ANDREI SOKOLOV (PCOR)».

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Oggi, 1 Maggio 2015, Festa dei Lavoratori, a pochi giorni dalla partenza ufficiale della Carovana Antifascista in Donbass e ad una settimana dal 70° anniversario della vittoria Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, il Fronte della Gioventù Comunista esprime la propria solidarietà e complicità al compagno Andrei Sokolov, membro del Partito Comunista Operaio Russo. In queste ore viene istruito un processo farsa contro di lui nelle prigioni fasciste di Mariupol. Andrei, ingegnere e comunista, ha raggiunto diversi mesi fa la Repubblica popolare di Donetsk per aiutare la popolazione a sviluppare la produzione industriale, mettendo al servizio della collettività le proprie conoscenze tecniche. Fatto prigioniero ad un posto di blocco dell’Esercito Ucraino, è stato accusato di voler “creare un’organizzazione terroristica” (Art. 258 del Codice Penale Ucraino). Dalle sue testimonianze sappiamo che i detenuti del carcere di Mariupol vengono malnutriti mentre i prigionieri membri delle Milizie Popolari vengono continuamente torturati. Andrei conosce bene le galere, in quanto è stato oppositore dei governi di Yelstin prima e di Putin successivamente, scontando 9 anni di carcere per motivi politici. Anche per questa ragione, egli è un ardente sostenitore dell’insurrezione popolare del Donbass. Questo è ciò che scirve dal carcere: “Oggi c’è stata la  prima sessione della Corte. Il tribunale di Berdyansk (giudice istruttore O.G. Pakhomenko) ha organizzato una videoconferenza dal carcere negandomi persino la possibilità di essere presente di fronte al giudice. Vogliono condannarmi a distanza. Oggi alle ore 10 ci sarà la successiva udienza. Ho chiesto un traduttore e un avvocato presentando una petizione, ma hanno proseguito l’udienza senza inviarmeli. E’ necessario informare i mezzi di comunicazione per ottenere la massima pubblicità, poiché essi intendono giudicarmi in silenzio secondo l’articolo 258 del codice penale Ucraino, che prevede una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione, con un mare di prove false costruite ad arte e di violazioni processuali. Aiutatemi in ogni modo possibile per porre l’attenzione su questo processo.”

FGC: «EQUIPARAZIONE TRA NAZISMO E COMUNISMO FALSO STORICO FUNZIONALE A INTERESSI DEL CAPITALE.»

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E’ giunta la notizia della legge approvata dal Parlamento dell’Ucraina che equipara nazismo e comunismo condannando l’esperienza sovietica e equiparandola all’occupazione nazista dell’Ucraina, vietando utilizzo di simboli, propaganda e attività delle organizzazioni comuniste nel Paese con pene severe. Nell’esprimere la nostra solidarietà al partito comunista e alla gioventù comunista ucraina contro questa vergognosa legge facciamo le seguenti considerazioni:

-       ogni tentativo di equiparazione tra nazi-fascismo e comunismo è un falso storico, rappresenta l’espressione più forte della lotta ideologica che il capitale conduce contro i movimenti popolari e la loro aspirazione alla liberazione dallo sfruttamento del lavoro. Una ideologia funzionale al mantenimento di quella vecchia società marcia e moribonda che ancora oggi opprime le masse popolari, costringe la nostra generazione ad un futuro di sfruttamento e precarietà;

-       i tentativi di equiparazione non sono nuovi. Fin dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale – che ha visto la sconfitta del nazifascismo grazie all’eroico sforzo dell’Armata Rossa e di centinaia di migliaia di partigiani comunisti nell’Europa – c’è stato il tentativo di equiparare sotto la fuorviante definizione di “totalitarismi” l’esperienza del socialismo reale con il nazi-fascismo. Questa definizione largamente utilizzata oggi negli ambienti scolastici, accademici e ripetuta continuamente dai media, è priva di qualsiasi fondamento reale ed è stata utilizzata solamente come strumento per ridurre l’influenza dell’URSS nel dopoguerra, e diffondere contrariamente l’idea di una presunta “libertà” nei paesi occidentali, che altro non è che la libertà dei grandi capitalisti di fare profitto, la libertà di sfruttamento, la libertà di essere disoccupati;

-       recentemente l’Unione Europea si è fatta promotrice di una forte campagna anticomunista, che ha incontrato l’avvallo  di settori della Sinistra Europea, la quale si è macchiata di corresponsabilità in queste politiche. L’Ucraina è solo l’ultima di diversi paesi ex sovietici che hanno approvato legislazioni simili, e tutto ciò è in stretta correlazione con gli interessi imperialistici nella regione dell’est Europa e le politiche di avvicinamento alla Nato e alla UE: Leggi il resto

FGC: «AL FIANCO DELLA CAROVANA DELLA BANDA BASSOTTI»

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A circa un mese dalla partenza della Carovana Antifascista per il Donbass rinnoviamo il nostro sostegno ed il nostro supporto a questa importante iniziativa anti-imperialista e antifascista. Siamo convinti che questo importante appuntamento di solidarietà con il popolo del Donbass possa rafforzare la posizione degli uomini e le donne che oggi combattono e lottano per la propria terra e le forze popolari che all’interno di questo complesso scenario svolgono un importante ruolo di organizzazione della lotta contro il governo golpista di Kiev e per l’avanzamento delle posizioni più progressiste all’interno delle repubbliche popolari.

L’iniziativa organizzata dalla Banda Bassotti sarà sicuramente un momento di forte sostegno ai lavoratori ed al popolo del Donbass che eroicamente continua a combattere una guerra che non ha voluto né desiderato ma che nonostante ciò combatte da mesi senza sosta contro i mercenari fascisti al soldo della borghesia oligarca e dell’Unione Europea. Lo sviluppo del capitalismo e la lotta tra monopoli genera con una sempre maggiore accelerazione lo scontro fra imperialismi. Le collissioni sempre maggiori degli interessi delle borghesie contrapposte portano la guerra ai confini dell’Unione Europea e nel resto del mondo. Quest’anno è il 70esimo anniversario della Vittoria dei popoli sul nazi-fascismo; una vittoria costruita con il sacrificio di contadini ed operai che indossando la divisa dell’Armata Rossa oppure inquadrati nelle formazioni partigiane di tutto il continente hanno messo fine alla seconda grande guerra prodotta dal capitalismo e dalla lotta tra imperialismi.

Oggi si combatte in Donbass per le stesse ragioni . La via d’uscita per gli uomini e le donne di tutto il mondo da questo futuro di miseria, guerra e sfruttamento rimane una ed una soltanto; il rovesciamento del capitalismo e la costruzione di una nuova società socialista. Per questo inviamo alla Banda Bassotti tutto il sostegno del Fronte della Gioventù Comunista alla carovana.

FGC: «SOLIDALI CON VENEZUELA CONTRO INGERENZE USA»

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Gli Stati Uniti minacciano nuovamente la sovranità del Venezuela; negli scorsi giorni una dichiarazione di Obama definisce il Paese bolivariano “una minaccia per la sicurezza nazionale”. Questa è l’ennesima provocazione che il governo statunitente lancia verso quegli stati che si oppongono con forza alle politiche imperialiste. La verità è che per tutti quei Paesi che resistono all’imperialismo è proprio il governo USA a rappresentare “una minaccia per la sicurezza nazionale”; lo testimonia la storia con il tentato colpo di stato del 2002 orchestrato dalla CIA per bloccare il processo bolivariano ed il sostegno dato a tutte le provocazioni con cui la borghesia venezuelana in questi anni ha cercato di sovvertire la volontà popolare. Il nostro dovere è quello di smascherare l’imperialismo e le sue macchinazioni vergognosamente sostenute dai media. Sappiamo che nel mondo dei monopoli in lotta non esiste limite alla menzogna pur di ragiungere i propri obiettivi di controllo ed influenza sugli stati. Esprimiamo la nostra solidarietà al Presidente Maduro ed al popolo venezuelano che resistono ai tentativi di destabilizzazione che quotidianamente vengono loro rivolti.

DICHIARAZIONE COMUNE DELLE GIOVENTU’ COMUNISTE EUROPEE

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Il 7 e 8 marzo 2015, a Francoforte si è svolto l’11° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee con il titolo “70 anni dopo la vittoria Antifascista dei popoli: il capitalismo genera ancora crisi, fascismo, guerre. La speranza per la gioventù è riposta nel futuro socialista”. Come organizzazioni partecipanti, abbiamo sottoscritto la seguente dichiarazione comune:

L’8 e il 9 Marzo del 1945, il fascismo è stato sconfitto ed è stata posta fine ai più grandi crimini dell’umanità. La caduta del fascismo è riuscita dopo un lungo processo di lotta da parte delle forze antifasciste, specialmente l’Unione Sovietica, dei movimenti di liberazione nazionale, del ruolo importante giocato dai partiti comunisti e del decisivo contributo della gioventù. I soldati dell’Armata Rossa e l‘intero popolo Sovietico hanno contribuito con grandi sacrifici, e hanno pagato il più prezzo per raggiungere tale vittoria. Con la vittoria antifascista, l’Unione Sovietica ha guadagnato grande prestigio internazionale.

Abbiamo ogni ragione e responsabilità per prendere insegnamento dalla storia, per imparare la verità e lottare per essa. Dobbiamo imparare dall’esperienza e dalle conclusioni della lotta titanica dei popoli per la liberazione sociale e per i consistenti miglioramenti di vita e condizioni lavorative per i giovani e per il popolo tutto. Dobbiamo integrarli nella nostra lotta contemporanea.

Oggi, e specialmente dopo la vittoria della Controrivoluzione in Unione Sovietica e negli altri paesi socialisti, uno sforzo coordinato a livello internazionale ha iniziato la revisione e la riscrittura della storia. L’Unione Europea, con la sua politica ufficiale anticomunista, si trova in prima linea in questo attacco. Dichiarando il 9 Maggio come “Il giorno dell’Europa”, l’Unione Europea tenta di cancellare questo giorno come vittoria antifascista dei popoli d’Europa con la partecipazione determinante dell’Unione Sovietica e dei comunisti di tutti i paesi occupati. Essa coltiva il proprio selvaggio anticomunismo come ideologia ufficiale. Promuove la teoria antiscientifica e reazionaria dell’equazione tra fascismo e comunismo tentando di acclamare l’innocenza del sistema capitalista, del quale l’ideologia fascista è parte integrante. Allo stesso tempo, diffama il socialismo-comunismo, che rappresenta la vera minaccia ai suoi interessi. In questo modo, l’Unione Europea rivela il suo vero volto, un’unione interstatale capitalista che favorisce gli interessi dei monopoli. Leggi il resto

VENEZUELA. FGC«A CARACAS PER SOLIDARIETA’ CON GOVERNO BOLIVARIANO».

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Una delegazione del Fronte della Gioventù Comunista parteciperà in questi giorni alla brigata di solidarietà internazionale promossa dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica dal 20 al 28 febbraio in Venezuela, per manifestare il sostegno della gioventù del mondo con la rivoluzione bolivariana ed il governo socialista di Maduro. Mentre oggi la guerra economica condotta dai paesi imperialisti e dalla borghesia venezuelana, con l’abbassamento del prezzo del petrolio, serrate e ritiro di beni di prima necessità, i tentativi di colpi di stato appoggiati dagli USA rischiano di far precipitare il Venezuela nella guerra civile, non dimentichiamo gli straordinari risultati dei governi di Chàvez e Maduro in termini di conquiste sociali per le classi subalterne.

Siamo in Venezuela per sostenere con forza il diritto del popolo venezuelano a marciare nella direzione della costruzione di una società socialista senza ingerenze esterne da parte degli Stati Uniti e degli altri paesi imperialisti. Siamo in Venezuela per sostenere le politiche a favore delle classi popolari mentre in Europa e nei paesi a capitalismo avanzato diritti come l’istruzione, la sanità, la casa, diventano privilegi per pochi e la nostra generazione è destinata ad un futuro di disoccupazione e precarietà.

Lanciamo l’appello a tutti i giovani, ai collettivi, le associazioni studentesche e sindacali, i movimenti di lotta per unirsi a noi e costruire insieme un comitato per la solidarietà al Venezuela Bolivariano, contribuendo a combattere la propaganda anti-chavista dei media occidentali, organizzando insieme iniziative, conferenze, assemlee di discussione e dibattito, e azioni concrete di sostegno e solidarietà. 

info su www.gioventubolivariana.it Leggi il resto

FGC: «SOLIDALI CON LA LOTTA DI CLASSE DEL POPOLO GRECO, NON CON TSIPRAS.»

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Come Fronte della Gioventù Comunista non scenderemo nelle piazze italiane previste per le manifestazioni del 14 febbraio con lo slogan “solidarietà con il popolo greco”, che riteniamo fuorviante rispetto ai reali obiettivi delle manifestazioni e alla condizione del popolo greco. Riteniamo infatti che questa campagna internazionale promossa dalla Sinistra Europea e rilanciata in Italia da tutta una serie di sigle e personalità in cerca di un posto in Parlamento a qualunque costo, sia fuorviante e dannosa. Il giudizio sul governo Tsipras lungi dall’essere ancorato ai fatti reali che si stanno producendo, è condotto a partire da illusioni e false speranze, che alimentano di fatto il sostegno delle masse popolari all’Unione Europea e al sistema capitalistico.

In pochi giorni il governo SYRIZA-ANEL ha già fatto molti passi indietro sulle sue promesse elettorali, come era inevitabile data l’accettazione della permanenza nella UE e nell’euro. Passi indietro che si sommano alla revisione del programma di Syriza già effettuata in vista delle recenti elezioni (nonostante in Italia si spacci ancora per programma del governo Tsipras quello iniziale della formazione politica). Solo per ricapitolare alcuni fatti recenti: Tsipras e Varoufakis hanno dichiarato di accettare il 70% del vecchio memorandum e di voler sostituire il restante 30% con nuovi accordi con le istituzioni europee e l’OCSE, accordi che prevedono il pagamento del debito. Più volte il governo greco ha dichiarato che il popolo onorerà i suoi impegni con i creditori, limitandosi a giocare con le parole sostituendo alla “troika” le istituzioni internazionali che la compongono (UE, BCE, FMI). Nuove riforme e pareggio di bilancio porteranno effetti del tutto simili a quelli già sperimentati in questi anni dai greci. Le dichiarazioni dei primi giorni sono state tutte successivamente smentite dai fatti: dalle privatizzazioni, alla natura delle riforme sul lavoro, passando per la politica internazionale. Leggi il resto

APPELLO DI SOLIDARIETA’ CON AYOTZINAPA

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Le Gioventù Comuniste del mondo in solidarietà con Ayotzinapa
Consapevoli della situazione che attraversa il Messico, le gioventù comuniste segnalano che il caso dei 43 normalisti scoparsi della Normale Rurale di Ayotzinapa è l’anello di una lunga catena di genocidi perpetrati dallo Stato messicano contro i suoi oppositori politici. Questi genocidi cercano di terrorizzare e immobilizzare la classe operaia e il popolo del Messico che negli ultimi anni manifesta una crescente insubordinazione nei confronti del potere dei monopoli e l’oligarchia che governa.
Le gioventù comuniste denunciano la responsabilità diretta di coloro che sono stati il braccio esecutore del massacro dei 43 normalisti di Ayotzinapa: la polizia, l’esercito e direttamente il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD). Le responsabilità politiche di questi fatti atroci includono personaggi come López Obrador, che al suo tempo hanno promosso l’ex-governatore di Guerrero (Ángel Aguirre) e il Sindaco di Iguala (José Luis Abarca) quando erano candidati. Il blocco di partiti conosciuto come “Patto per il Messico” (PRI, PAN, PRD) che hanno disposto le politiche anti-popolari e creato i meccanismi paramilitari che hanno condotto alla situazione attuale.
Esprimiamo la nostra solidarietà con il popolo del Messico. Ayotzinapa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso che precedentemente era stato riempito con la guerra e la repressione, con barbare misure per scaricare il costo della crisi sulla classe operaia e il popolo, come la riforma lavorativa, agraria, fiscale, energetica, ecc. Sosteniamo il popolo del Messico e dichiariamo che è legittima la sua parola d’ordine per il rovesciamento dell’attuale governo, così come legittime sono tutte le forme di lotta che considera necessarie per raggiungere una soluzione favorevole agli interessi popolari.
Oggi le gioventù comuniste protestano fuori le ambasciate e sedi diplomatiche del governo messicano, per aggiungere la nostra solidarietà ai genitori e famigliari dei normalisti scomparsi.
Per i nostri morti non un minuto di silenzio, tutta una vita di lotta! Leggi il resto

MESSAGGIO DI AUGURI AI COMPAGNI DEL CJC (SPAGNA)

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Cari Compagni,

a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) vi invio i più sinceri e sentiti auguri per i trent’anni di attività della vostra organizzazione che celebrerete nel mese di gennaio. Trent’anni spesi nella lotta rivoluzionaria per il socialismo-comunismo, nella fase delicata della ricostruzione del movimento comunista a livello internazionale, dell’affermazione dei principi del marxismo-leninismo contro il dilagare dell’opportunismo. Una lotta non facile, con momenti di avanzamento e regressione in questi anni, ma che oggi consegna una organizzazione giovanile forte e combattiva, insieme ad un partito, il PCPE, di cui riconosciamo il ruolo fondamentale in ambito teorico e politico a livello europeo. Se questo è stato possibile è grazie alla determinazione che CJC e il PCPE hanno dimostrato in questi anni, al lavoro di studio e analisi politica, al lavoro quotidiano per la costruzione dell’organizzazione e del suo radicamento nei luoghi di lavoro, di studio, nei territori.

Siamo particolarmente debitori alla vostra organizzazione per il contributo e il sostegno dato al FGC fin dalla sua nascita e più recentemente per il pieno riconoscimento della nostra organizzazione a livello internazionale. Da voi abbiamo avuto la conferma di cosa significa nei fatti l’internazionalismo proletario, di come sia fondamentale che la lotta dei comunisti proceda insieme indipendentemente dai confini nazionali, oltre l’insufficienza dei tradizionali rapporti bilaterali limitati ad incontri e scambi di opinioni, ma nella volontà di costruire un’unità reale, una coesione politica effettiva, premessa di una fase superiore di lavoro comune che dovrà caratterizzare le gioventù comuniste marxiste-leniniste. Leggi il resto

ESTREMISMO RELIGIOSO E IMPERIALISMO, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. UN UNICO NEMICO CONTRO CUI COMBATTERE.

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L’attacco al giornale satirico Charlie Hebdo avvenuto a Parigi è un atto vile, figlio della cecità e dell’odio di alcuni ambienti religiosi estremistici, che condanniamo con la più ferma risolutezza e senza alcuna possibile giustificazione. La portata storica di quanto accaduto va ben oltre il singolo gesto e l’uccisione dei giornalisti e dei vignettisti del giornale francese: esso va caratterizzandosi sempre di più come preludio per un intervento massiccio degli Stati europei e della Nato in medio oriente e nord africa, come fattore scatenante di una volata delle forze reazionarie e conservatrici su tutto il continente.

Una prima riflessione è d’obbligo: la lotta contro ogni fondamentalismo religioso, quale ne sia la matrice culturale è una lotta propria di tutte le forze realmente progressiste, come lotta all’oscurantismo e all’imbarbarimento culturale che ne deriva. La religione anche oggi svolge un ruolo prezioso di tenuta dello status quo, dei rapporti economici e politici, che utilizzano in larga parte del mondo la religione come strumento culturale dell’oppressione e del mantenimento delle masse popolari in uno stato di perenne subalternità e passività. La religione è oggi più che mai oppio dei popoli e lo è prima di tutto come maschera principale dei conflitti di natura imperialistica che stanno attraversando questa fase storica. Con il pretesto delle guerre di religione si salda un insieme di forze dal carattere unitario che su fronti apparentemente opposti unisce i grandi interessi di natura imperialistica, il sentimento nazionalista e razzista proprio della gran parte delle forze reazionarie occidentali che fanno leva proprio su questi avvenimenti, e le forze più retrograde, feudali, e estremistiche islamiche che ne sono la sponda più forte nei paesi del mondo arabo e del nord Africa.

Il meccanismo è ormai chiaro. Le forze imperialiste armano presunti ribelli nei paesi arabi, ben sapendo di fornire armi, appoggio economico, sostegno nazionale ed internazionale a forze estremistiche in cambio della sovversione di equilibri di potere non allineati agli interessi dei principali centri imperialistici occidentali. Spesso nel corso della storia piccoli gruppi inconsistenti e settari sono stati trasformati in forze che hanno sconvolto gli equilibri locali, impedito quelle forme di progresso e autodeterminazione, a volte con caratteri fortemente progressisti, che miravano alla piena emancipazione dei popoli oppressi da anni di colonizzazione, e che aspiravano a detenere il controllo delle proprie risorse economiche e delle rotte di comunicazione energetiche e commerciali presenti sul loro territorio. Ovunque gli interessi imperialistici hanno applicato questa formula apparentemente magica che ha fatto ripiombare in un nuovo medioevo interi paesi, condotto a sanguinose guerre civili, alla distruzione di ogni forma di diritto di quei popoli, in cambio della garanzia del controllo dei principali distretti minerari ed energetici, necessari all’approvvigionamento economico e allo sviluppo dei paesi a capitalismo avanzato, processo diretto dagli interessi dei grandi monopoli e della borghesia monopolistica, di cui le alleanze militari come la Nato sono il braccio armato. Queste forze a loro volta, presentandosi apparentemente come elementi liberatori, contrari alle aggressioni occidentali, fanno leva sui sentimenti di resistenza delle popolazioni, deviandoli da quelle forze realmente progressiste che potrebbero costituire realmente premessa del cambiamento. A questo punto, gli alleati iniziali prendono le forme di forze mostruose a loro volta da combattere, proiettando il tutto su scala sempre maggiore. Leggi il resto