TRUMP CONTESTATO, STRISCIONE AL COLOSSEO: «NOT WELCOME»

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Chi firma accordi per 100 miliardi di forniture di armi all’Arabia Saudita, principale sponsor del terrorismo; chi bombarda la Siria; chi tenta di rovesciare il governo venezuelano di Maduro; chi intende confermare e appesantire la politica di blocco economico contro Cuba; chi minaccia la guerra con la Corea del Nord; chi sostiene gli interessi imperialistici dell’oligarchia finanziaria americana in tutto il mondo non è il benvenuto a Roma.

NO ALLA GUERRA IN SIRIA!

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Il Fronte della Gioventù Comunista condanna fermamente l’aggressione imperialista avvenuta nei confronti della Siria da parte delle forze armate degli Stati Uniti. L’attacco missilistico contro la base di Al Shayrat è la dimostrazione che negli scorsi giorni abbiamo assistito ad una battente campagna mediatica volta giustificare un intervento militare diretto contro la Siria dietro lo spauracchio dell’utilizzo delle armi chimiche anche in assenza di prove, come già tentato nel 2013 e come accaduto nel caso dell’aggressione imperialista all’Iraq nel 2003.

Condanniamo, come abbiamo fatto sin dall’inizio dell’esplosione del conflitto, i piani di spartizione della Siria e gli enormi interessi monopolistici, legati soprattutto alla posizione strategica di quel paese sul tracciato del progetto del più grande gasdotto del mondo, alla base di un potenziale escalation militare e nel complesso le politiche imperialiste di USA e UE che hanno condotto alla guerra civile in Siria tramite il finanziamento di forze islamiste e terroriste, con gravissime conseguenze per il popolo siriano. Ribadiamo la nostra piena solidarietà al Partito Comunista Siriano, all’Unione della Gioventù Comunista Siriana – Khaled Bagdash e a tutto il popolo siriano, e il sostegno alla loro lotta condotta da anni in condizioni durissime.

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25 MARZO IN PIAZZA CONTRO L’UNIONE EUROPEA CON IL PARTITO COMUNISTA

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Il 25 marzo il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) sarà in piazza a Roma al fianco del Partito Comunista per manifestare contro l’Unione Europea in occasione dei 60 anni dei trattati istitutivi della CEE, della Ceca e dell’Euratom, le tre antenate dell’Unione Europea. In quell’occasione i primi ministri e i capi di stato europei saranno a Roma per celebrare l’anniversario e ribadire il loro accordo alle politiche antipopolari della UE. I lavoratori e i popoli europei subiranno in quei giorni il culmine di una campagna di disinformazione e propaganda a favore della UE che va avanti da mesi, con spot televisivi, concorsi pubblici, iniziative nelle scuole e nelle università, con lo scopo di conquistare consenso popolare alle politiche europee e convincere le classi popolari che non esiste alcuna alternativa alla UE e a questo sistema. Il Partito Comunista scenderà in piazza il 25 marzo alla fine di una campagna di informazione sulla natura reale della UE che i militanti stanno conducendo in tutta Italia nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università. In questi sessant’anni l’Unione Europea ha: Leggi il resto

8 MARZO DI LOTTA

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Comunicato congiunto della Commissione Femminile del Partito Comunista e della Commissione Donne del Fronte della Gioventù Comunista

Ciò che sta avvenendo oggi a danno delle donne, dallo sfruttamento ai licenziamenti, dai femminicidi ai maltrattamenti, è il segno chiaro dei tempi di una crisi sociale ed economica, dove tutto ciò che era stato conquistato prima, con decenni di lotta e di rivendicazione di classe, sempre più velocemente scivola via. Senza freni si arriva alla costruzione di un contesto sociale dove arretramento ed imbarbarimento dei rapporti umani, in generale e anche dentro le classi popolari sono sempre peggiori, improntati alla violenza ed alla prevaricazione e dove permangono concezioni patriarcali organiche ad una società improntata ai valori fondanti del capitalismo, quelli dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’accaparramento del profitto in capo a pochi individui. Leggi il resto

STUDENTI IN PIAZZA IL 17 NOVEMBRE. VIA L’ACCORDO MIUR – GRANDI IMPRESE!

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La gioventù comunista chiama gli studenti di tutta Italia a scendere in piazza il 17 novembre in occasione della Giornata Internazionale degli Studenti. Già lo scorso 7 ottobre ci siamo mobilitati per rivendicare una scuola diversa, fatta su misura degli studenti e dei futuri lavoratori, e non modellata in base agli interessi delle grandi imprese, della Confindustria e dei padroni. Le risposte del Governo Renzi sono state una legge di stabilità in cui non si inverte in alcun modo la tendenza di questi anni, con pochi spiccioli per il diritto allo studio, e un accordo con 16 grandi imprese e multinazionali sull’alternanza scuola-lavoro, che trasformerà 27mila studenti in manodopera a basso costo su cui fare profitti. È significativo che di questi ben 10mila studenti saranno mandati a lavorare da McDonald, in barba alla retorica che parla di alternanza come esperienza formativa che serve a combattere la disoccupazione e la precarietà. Una “buona scuola” sì, ma per i padroni, non per gli studenti. Leggi il resto

SALUTO ALL’ASSEMBLEA DI RICOSTITUZIONE DELLA FGCI

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*Testo dell’intervento di Paolo Spena, Vice Segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, al congresso della FGCI del 24/25 settembre 2016.

Cari compagni e care compagne,

vorrei portare il saluto del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista alla vostra iniziativa di oggi, con l’augurio che essa possa essere un contributo positivo alla ricostruzione comunista in Italia.

Il Fronte della Gioventù Comunista ha impostato da sempre la propria attività nella direzione dell’unità comunista, a partire dal percorso che ha portato alla nascita della nostra organizzazione. Oggi l’unità dei comunisti è una necessità storica, è necessario unire le forze realmente marxiste-leniniste e garantire alla classe operaia, alle classi popolari e alla gioventù la presenza di un forte e radicato partito comunista, unico strumento per un cambiamento reale e vittorioso.

La nostra generazione ha un compito fondamentale: superare gli errori del passato e procedere in questo cammino lungo e importante. Per farlo dovremo essere capaci di combattere tanto le divisioni, quanto gli opportunismi e gli errori politici. Dovremo impegnarci affinché il processo di ricostruzione comunista sia messo sul giusto binario, evitando di ricommettere nuovamente gli sbagli del passato.

Pensiamo che nell’immediato i comunisti debbano rifiutare ogni forma di alleanza con il Partito Democratico, partito che risponde agli interessi dei settori maggioritari del grande capitale e che è responsabile delle politiche antipopolari. E ovviamente rifiutare ogni forma di alleanze con la gioventù del Partito Democratico. Ma siamo convinti che i comunisti debbano anche rompere con quella sinistra che oggi è interprete e portatrice di illusioni sulla riformabilità del capitalismo, sulla riformabilità di istituzioni imperialiste come la UE e la Nato… posizioni che rendono la sinistra cosiddetta radicale una parte integrante dello schieramento delle forze borghesi. Parliamo di quella sinistra che ha gioito per l’elezione di Tsipras e che oggi porta su di sé tutte le responsabilità delle politiche antipopolari condotte nel quadro del mantenimento del sistema di compatibilità con la UE, con l’euro e con il sistema capitalistico.

Compagni e compagne, il movimento comunista, non dobbiamo nascondercelo, attraversa una fase di debolezza, che è frutto della sconfitta storica subita con la controrivoluzione in Unione Sovietica. A questo però si somma, in Italia, la mancata analisi degli errori strategici del processo della cosiddetta “rifondazione comunista”. Manca un giudizio che sia oggettivo, e non animato da religiosità e santificazione, categorie che non appartengono ai comunisti, su quella che fu chiamata la “via italiana al socialismo”, sui limiti e le contraddizioni che lo stesso Partito Comunista Italiano ha avuto nella storia del dopoguerra.

Oggi nel momento in cui il capitalismo mostra tutte le sue contraddizioni, assistiamo all’impoverimento delle grandi masse lavoratrici di fronte all’arricchimento di pochi individui; assistiamo a un incremento del processo di centralizzazione e concentrazione del capitale. Oggi più che mai c’è bisogno dei comunisti e l’analisi di Marx risulta attuale e reale. Le nuove generazioni, pur immerse nel sistema dell’egemonia del pensiero unico capitalistico, vedono ogni giorno avanzare le ragioni materiali delle nostre idee, sentono sulla pelle il carattere reale dello sfruttamento e percepiscono l’insicurezza di un futuro sempre più incerto.
Nel mondo aumenta la corsa agli armamenti, perché il contrasto tra le potenze imperialiste per il controllo dei mercati e delle risorse è un contrasto senza scrupoli, che arma le guerre, che fomenta e finanzia il terrorismo, conflitti, spinge milioni di persone ad abbandonare la propria terra. E in Europa – anche a causa della perdita di radicamento e di ottica di classe della sinistra – si rianimano vecchi e nuovi fascismi, che abbiamo il dovere di combattere.

Alle nuove generazioni di comunisti spettano questi compiti enormi ma avvincenti. Uno di questi compiti è anche ricostruire e rafforzare i legami internazionali. Siamo convinti che nella fase imperialista del capitalismo, di fronte alla globalizzazione che avanza sempre di più, sia tanto più necessario che i comunisti riconquistino strumenti di discussione e di azione unitaria a livello internazionale, che rompano isolamenti e superino i semplici contatti bilaterali, che sono del tutto insufficienti.

Abbiamo sempre operato in questa direzione, lo stiamo facendo in queste ore ad Atene con incontri che stiamo tenendo in occasione del festival della KNE, lo facciamo nelle iniziative internazionali, come l’Incontro delle Gioventù Comuniste Europee ospitato proprio alcuni mesi fa a Roma dalla nostra organizzazione. Lo facciamo nel lavoro della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica anche a partire dal prossimo Festival Mondiale della Gioventù: in merito a questo vi invitiamo a prendere parte nel Comitato promotore del Festival per l’Italia che abbiamo ricevuto l’onere e l’onore di organizzare.

Vi rinnoviamo i nostri saluti, convinti che si possa sviluppare un lavoro comune, che contribuisca fattivamente alla ricostruzione comunista in Italia, che sia foriero di discussioni per far avanzare il livello teorico e politico comune. Non per forza le gioventù devono ricommettere i medesimi errori del passato, anzi dal canto nostro siamo coscienti di avere il dovere rivoluzionario di fronte alla classe operaia e alla storia, di superare gli errori, dotare questo paese di un forte partito e di una forte gioventù comunista, impegnare ogni nostra energia e lavoro nella direzione della lotta rivoluzionaria per conquistare l’avvenire socialista del nostro paese.

Grazie, compagni.

DISOCCUPAZIONE, SFRUTTAMENTO, PRECARIETÀ… NON È QUESTIONE DI FERTILITÀ!

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Oggi il governo si rivolge alle giovani coppie, con il Fertility Day, esortandole a fare figli finché si trovano ancora nell’età biologica adatta a procreare. Secondo il Ministro della Salute Lorenzin il tasso di natalità in Italia sarebbe diminuito a causa di problemi legati alla fertilità dei giovani, che dovrebbero dunque fare in modo di preservarla. Tagli alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, un welfare sociale sempre più scricchiolante, un sistema sanitario schiacciato da una parte dalla scarsità di personale e di risorse economiche (che vengono invece investite per nuove spese militari e per ripianare i debiti delle banche); dall’altra dagli obiettori di coscienza che minano alle base l’universalità del sistema sanitario: di tutti questi fattori che certo influiscono negativamente sulla natalità non si fa parola!

 Il governo Renzi è il governo della Buona Scuola e del Jobs Act, ligio ai dettami dell’Unione Europea, che segna il futuro della gioventù: un’occupazione all’ordine della precarietà e dello sfruttamento che non consente a noi giovani di fare progetti nemmeno a breve termine… e ci vengono a parlare di età biologica per avere figli! Per promuovere la natalità bisognerebbe garantire alle giovani coppie un lavoro, una casa, la maternità e paternità garantiti a tutti i livelli contrattuali, un’istruzione gratuita e di qualità per i propri figli. Le progressive privatizzazioni, portate avanti dai governi che si sono susseguiti in questi anni, hanno anche toccato pesantemente la sanità. Le strutture sanitarie pubbliche, a causa della scarsità delle risorse economiche investite dallo Stato, hanno ridotto drasticamente il personale o nei casi peggiori, vengono parzialmente o totalmente chiuse. Coloro che non hanno la possibilità economica di potersi curare nelle cliniche e strutture private,per raggiungere l’ospedale pubblico più vicino, sono costretti a spostarsi in altre città, e questo espone le giovani mamme e i nascituri a possibili rischi per la salute.

Bisogna rimettere al centro la questione del Lavoro e dei lavoratori, i loro diritti e la loro tutela, in un paese strozzato sempre più dalla crisi del sistema capitalista, che mostra oggi, sempre più, tutto il suo fallimento. Non venite a dirci che il nostro problema è la “fertilità”. Il Fronte della Gioventù Comunista lotta al fianco di giovani studenti e lavoratori affinché anche le famiglie popolari possano garantire un futuro dignitoso ai propri figli e la scelta di avere una famiglia sia una scelta libera da ogni costrizione imposta dalla condizione sociale.

Commissione Donne FGC

COMUNICATO FGC SULL’ASSASSINIO DI UN LAVORATORE A PIACENZA

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Il Fronte della Gioventù Comunista, esprimendo la più piena solidarietà alla famiglia, ai colleghi e ai compagni del lavoratore assassinato questa notte durante un picchetto alla SEAM di Piacenza, si associa al Partito Comunista e ai sindacati nel denunciare fermamente quanto accaduto.

Ci troviamo davanti ad una brutale dimostrazione del livello di repressione diretta che alcune aziende sono già disposte a mettere in campo pur di mantenere inviolati i loro profitti, mostrando solo arroganza e disprezzo per la vita di un lavoratore in lotta per l’assunzione a tempo indeterminato secondo un accordo già firmato che la stessa azienda si rifiuta di applicare. Siamo consapevoli che difficilmente le reali responsabilità verranno individuate a livello giudiziario, ma i responsabili possiamo indicarli chiaramente: i padroni che speculano sullo sfruttamente dei lavoratori e che incentivano il crumiraggio; i grandi monopoli come GLS (appaltatrice di SEAM) che spingono sempre di più per la compressione dei salari; tutte le forze politiche che rispondono a questi interessi direttamanete al governo o che lo fanno fomentando la divisione all’interno della classe operaia spingendo ad una lotta tra lavoratori; tutte le forze sindacali che ancora oggi sostengono la linea della concertazione e svendono ogni giorno i diritti dei lavoratori.

A partire da questo fatto, dall’uccisione di un lavoratore che lottava per uscire da una condizione di precariato, ci rivolgiamo ai giovani lavoratori e agli studenti, perché tutti acquistino la piena consapevolezza di quanto sta accadendo. Oggi il conflitto di classe esiste, ma lo vincono i padroni. E per continuare a vincere utilizzeranno mezzi sempre più forti, alzeranno il livello della repressione, contrasteranno in ogni modo le proteste e le rivendicazioni sacrosante di chi lavora. Lo sanno bene migliaia di giovani lavoratori che ogni giorno vivono sulla propria pelle salari da fame e condizioni di sfruttamento sempre maggiori. Lo conosceranno ben presto gli studenti che domani saranno lavoratori. La nostra generazione deve essere consapevole che è questo il futuro che ci attende, che nessuna lotta potrà essere vinta senza passare e saper superare la repressione e tutti gli ostacoli che verranno eretti sul nostro cammino. Solo la lotta, solo l’organizzazione e lo sforzo per garantire l’unità della classe operaia e dei settori popolari sfruttati, potrà farci avanzare.

Il Fronte della Gioventù Comunista invita alla mobilitazione in queste ore ed in questi giorni per portare sostegno secondo le richieste che arrivano dai sindacati che stanno conducendo la lotta alla SEAM di Piacenza. Con coerenza contro chi sfrutta, dalla parte di chi lavora.

FGC «CON “GIOVANI E RICCHI” LA RAI INSULTA MILIONI DI DISOCCUPATI E PRECARI»

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«In Italia c’è il 40% di disoccupazione giovanile, la precarietà è l’unica condizione di vita che la nostra generazione potrà conoscere. Milioni di giovani ogni giorno combattono con stipendi da fame per pagare un affitto e sopravvivere, senza possibilità di costruirsi un futuro certo. Basterebbe questo a fare di “Giovani e Ricchi” una trasmissione fuori posto.» Così in una nota il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) che si scaglia contro la trasmissione “Giovani e Ricchi” andata in onda ieri notte su Rai2. «Un programma che descrive la vita di giovani parassiti della società, che hanno avuto l’unica fortuna di nascere figli di papà, privi di ogni senso della misura e del gusto, il cui unico intento sembra ostentare sui social network il loro censo. In noi ha risvegliato un sano odio di classe, ma la preoccupazione è che programmi del genere contribuiscano ad alimentare l’illusione nei giovani che questo sistema consenta a chiunque di poter arrivare a quel livello. La Rai – conclude la nota – farebbe bene a ripensare la sua programmazione.»

PROTESTA IN TUTTA ITALIA CONTRO IL TEST DI MEDICINA. FGC: «NUMERO CHIUSO FUNZIONALE A TAGLIARE SULLA SANITÀ PUBBLICA A VANTAGGIO DEL PRIVATO»

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Questa mattina, nella giornata dei test di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) ha realizzato azioni di protesta nelle principali città universitarie in cui si teneva il test, fra le quali spiccano Roma, Milano, Torino, Firenze, Palermo e Padova. «Ci raccontano che il numero chiuso serve a valorizzare i meritevoli e a razionalizzare le risorse, ma nulla potrebbe essere più falso» – ha dichiarato Paolo Spena, resp. università del FGC – «Meno medici e infermieri servono e serviranno a chiudere o ridimensionare le strutture sanitarie pubbliche, che oggi sono già mandate avanti da giovani lavoratori, infermieri e specializzandi, che compiono sacrifici enormi accettando turni disumani e straordinari non pagati pur di non arrecare danno ai pazienti. Il tutto è funzionale allo smantellamento della sanità pubblica, che avviene nel contesto della dismissione dello stato sociale imposta da UE, BCE e FMI.»

«Come spesso avviene» – ha continuato Spena – «la dequalificazione di un servizio pubblico prepara il terreno per la sua privatizzazione: a trarre guadagno da queste politiche sarà infatti la sanità privata. Il numero programmato ha senso se alla base c’è l’idea di pianificare l’inserimento nel mondo del lavoro per i neolaureati, oggi invece si punta a trasformare il diritto alla salute in un lusso per pochi. Noi crediamo che la sanità pubblica debba essere difesa dalle logiche del profitto che dominano questo sistema, svincolata dagli interessi dei grandi gruppi economici, e lottiamo per una società in cui la sanità sia davvero al servizio di tutti».