L’opposizione a Draghi sono i comunisti e i lavoratori!

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Oggi a Roma una bella piazza unitaria di comunisti, sindacati di lotta e forze della sinistra di classe ha lanciato l’opposizione al governo Draghi, mentre il Parlamento vota la fiducia. Nonostante il divieto imposto dalla questura, la combattività della piazza ha imposto alle forze dell’ordine di accettare che una delegazione operaia raggiungesse piazza Montecitorio. Leggi il resto

I giovani alla fondazione del PCI. Riflessioni sulle nuove generazioni e la ricostruzione comunista oggi

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Da Senza Tregua.

Paolo Spena (segreteria nazionale FGC)

Alla nascita del Partito Comunista d’Italia, 100 anni fa, un ruolo fondamentale fu giocato dai giovani. L’allora federazione giovanile socialista votò in massa l’adesione al nuovo partito e all’Internazionale Comunista, cambiando nome in federazione giovanile comunista. La rottura politica, ideologica e organizzativa con la socialdemocrazia, che portò alla nascita del movimento comunista, in Italia e in molti paesi fu anche una rottura tra due generazioni di militanti. La spina dorsale del nuovo partito comunista era composta da dirigenti che a malapena superavano la soglia dei 30 anni. Basterebbero questi dati, che saranno approfonditi in questo articolo, a fornire buone ragioni per convincerci dell’importanza di riflettere oggi sul ruolo della gioventù e sul peso che assumono una serie di questioni di natura generazionale. Leggi il resto

Renzi, crisi di governo, rimpasti e trattative. La risposta è comunque lo sciopero!

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Comunicato della Segreteria Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista sulla crisi di governo. 18/01/2021

In seguito ad una polemica di settimane su ogni organo di stampa, la scorsa settimana Italia Viva – il partito di Matteo Renzi – ha aperto ufficialmente una crisi di governo, ritirando le ministre Bellanova (Agricoltura) e Bonetti (Famiglia) dall’esecutivo. Le dimissioni sono arrivate ufficialmente dopo l’astensione delle ministre renziane nella votazione per l’approvazione del Recovery Plan nell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri. La situazione merita un approfondimento maggiore rispetto a molte letture semplificate circolate anche a sinistra, viste anche le conseguenze politiche che ne stanno derivando.

 Lo scontro tra Italia Viva ed il resto della maggioranza di governo è cominciato sulla legge di bilancio e si è ulteriormente acuito sulla ripartizione dei fondi del Recovery Plan. Consapevole dei futuri rischi elettorali del suo piccolo partito, Renzi ha cercato in modo spregiudicato di rappresentare nel dibattito interno al governo gli interessi dei settori più aggressivi del campo padronale. Non è casuale in questa direzione il consenso che ha incassato da un personaggio come Briatore, che ha plaudito apertamente alla crisi di governo sottolineando particolarmente di riconoscersi nella richiesta renziana di fare ricorso al MES. Il futuro politico di Italia Viva e dello stesso Renzi dipende effettivamente in modo maggiore dal successo nell’operazione di risultare rappresentanti credibili per alcuni settori capitalistici insoddisfatti, piuttosto che da clamorose inversioni dei sondaggi. Renzi è perfettamente consapevole che il suo tempo per tenere aperte prospettive future è ora e che difficilmente avrà al suo arco frecce diverse dal peso specifico della sua piccola truppa di parlamentari, che tirando la corda anche fino all’apertura della crisi di governo ha proprio la possibilità di smuovere qualche miliardo e permettergli di incassare sostegno per il futuro. Leggi il resto

Conquistiamo diritti in DAD. No alla scuola di classe!

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Il rientro a scuola è stato un fallimento. Il ministro Azzolina ha avuto 6 mesi per organizzarlo, ma niente di concreto è stato fatto per garantire la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. Pullman sovraffollati, classi pollaio e tracciamento dei contagi inesistente: questa è la realtà con cui ci siamo confrontati, per poi tornare alla didattica a distanza dopo poche settimane. Il Governo ha stanziato miliardi per salvare i profitti delle aziende, ma sulla scuola e sulla pelle di studenti e lavoratori ha preferito fare solo propaganda. Leggi il resto

Torino: Daniele Mongini (FGC) eletto presidente di Consulta

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