NO AL RICATTO TRA SALUTE E LAVORO. Sulle misure restrittive e le proteste

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Comunicato della segreteria nazionale del FGC

Nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio ha firmato il terzo DPCM nell’arco di due settimane. La situazione è critica, i contagi registrano un aumento costante e diffuso in tutto il paese. Come avvenuto lo scorso marzo, il governo prende tempo e spaccia misure parziali per atti di responsabilità. In primavera si era parlato di “lockdown totale” nonostante l’apertura di settori non essenziali, oggi il decreto Conte annuncia un semi-lockdown a fronte di misure parziali e inadeguate a contrastare effettivamente la diffusione del virus.

Un semi-lockdown destinato a irrigidire progressivamente le misure restrittive nelle prossime settimane, una condizione che sarebbe stata evitabile se il governo non avesse risposto in questi mesi con indifferenza o con la repressione alle richieste dei lavoratori di far rispettare le norme di sicurezza nelle proprie fabbriche e nei propri magazzini, se non avesse imposto agli studenti un rientro a scuola senza nessun intervento concreto per garantirne la sicurezza, se non avesse fatto nulla per potenziare il SSN già da mesi in sofferenza. Leggi il resto

«NON SIAMO CARNE DA MACELLO». LAVORATORI COMBATTIVI E STUDENTI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA

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In tutta Italia oggi ci mobilitiamo al fianco dei lavoratori e dei sindacati di lotta che aderiscono al percorso per la costruzione di un Fronte Unico di Classe, nella giornata di mobilitazione lanciata dall’Assemblea dei Lavoratori Combattivi dello scorso 27 settembre. In questo momento a Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e altre città si tengono proteste sotto le sedi della Confindustria, per lanciare ai padroni un messaggio chiaro: «NON SIAMO CARNE DA MACELLO».

Nel pieno della seconda ondata di contagi emergono oggi tutti i limiti di questo sistema e le responsabilità politiche di un governo che ha avuto come unico obiettivo primario quello di tutelare i profitti dei padroni, che per mesi si è cercato di coprire con appelli alla responsabilità individuale e parlando della movida. In otto mesi si è fatto pochissimo per preparare la sanità, la scuola, i trasporti a questa situazione, mentre si regalavano miliardi alle imprese. Nei luoghi di lavoro l’attacco padronale si abbatte sui lavoratori, e si intensificherà con lo sblocco dei licenziamenti a gennaio. Il piano dei padroni e dei loro governi è stato chiaro, sin dall’inizio: scaricare il costo della crisi sui lavoratori e le classi popolari. Oggi a questo si sommano, di nuovo, le pressioni di chi vuole anteporre i profitti al diritto alla salute.

Non staremo a guardare mentre la pandemia viene tramutata nell’occasione per un nuovo attacco ai nostri diritti. Per questo è necessario organizzarci, unire i lavoratori, gli studenti, i precari, i disoccupati in un Fronte Unico di Classe. Non pagheremo di nuovo noi questa crisi. Paghino i padroni.

STUDENTI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA: «CLASSI POLLAIO E POCHI DOCENTI, VOGLIAMO UN RIENTRO IN SICUREZZA»

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Oggi in decine di città italiane gli studenti sono scesi in piazza per rivendicare un rientro a scuola che sia realmente in sicurezza. Dopo mesi di didattica a distanza, si è tornati a scuola con la mascherina e banchi monoposto per limitare i contagi, ma gli studenti con azioni di protesta davanti le proprie scuole hanno da subito denunciato: troppe classi pollaio, bus affollati e pochi professori. Leggi il resto

VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI

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Il 20 e il 21 settembre si terranno le votazioni per il referendum confermativo per la riforma costituzionale che prevede il taglio del numero dei parlamentari. Il Fronte della Gioventù Comunista invita tutti i giovani proletari, i lavoratori, gli studenti, i propri simpatizzanti a votare NO.

Per i reali obiettivi che la animano, questa riforma si pone in totale continuità con quella promossa dal governo Renzi nel 2016, che allora fu bocciata da un referendum. Entrambe sono figlie di una tendenza osservabile in tutti i paesi d’Europa, in base a cui si sostiene la necessità di riformare le istituzioni democratiche borghesi e le forme della rappresentanza politica in base all’obiettivo della cosiddetta “governabilità”, cioè della maggior facilità per i grandi monopoli di esprimere i propri interessi riducendo al minimo la dialettica tra le forze politiche ed eventuali ostacoli ai processi decisionali. Al netto del peculiare sviluppo del Movimento Cinque Stelle e della sua retorica politica “anti-casta”, che oggi accompagna il tentativo dei grillini di recuperare il consenso elettorale con questa riforma, il dato fondamentale resta questo. Leggi il resto

Contro la criminalizzazione della lotta NoTav, Dana Libera!

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Ieri il tribunale di Torino ha condannato a due anni di carcere Dana Lauriola, compagna NoTav da anni impegnata nella lotta contro le grandi opere inutili e la devastazione dei territori. I motivi del rifiuto di ogni misura alternativa alla detenzione parlano chiaro: Dana non si è dissociata dalla lotta contro la Tav e non ha lasciato la sua abitazione in Val di Susa.

Una condanna che arriva a 8 anni di distanza dai fatti contestati e si somma ad altre decine di sentenze e provvedimenti restrittivi con l’obiettivo di criminalizzare una battaglia giusta. Ancora una volta si ricorre alla repressione come unica forma di risposta alle istanze dei movimenti di lotta, per difendere a tutti i costi le politiche di devastazione ambientale e di speculazione. La repressione non fermerà la lotta, solidarietà a Dana e al movimento NoTav!

 

TEST MEDICINA, PROTESTE IN TUTTA ITALIA. FGC: «VIA IL NUMERO CHIUSO»

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La giornata dei test di medicina si apre tra le proteste degli studenti, che chiedono l’eliminazione del numero chiuso. Agli ingressi degli atenei di tutta Italia, tra le file dei candidati in attesa di sostenere la prova, la contestazione del Fronte della Gioventù Comunista con uno slogan a caratteri cubitali: “La pandemia lo ha dimostrato, il numero chiuso va abrogato!” Leggi il resto

Una importante giornata di lotta. Avanti verso il Fronte Unico di Classe

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Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC

La mobilitazione del 6 giugno lanciata dalle forze sindacali e di classe che convergono sulla prospettiva della costruzione di un fronte unico di classe è stata un successo, segnando una tappa importante nel processo di unione delle lotte dei lavoratori, degli studenti, dei disoccupati. Molto partecipata la piazza a Roma, importanti i cortei a Milano, Bologna, Napoli e Piacenza, accompagnati da manifestazioni e presidi a Torino, Genova, Bergamo, Venezia, Ravenna, Pisa, Cosenza, Taranto, Palermo, Messina, Catania e Olbia. Una boccata d’ossigeno importante in un paese che oggi sconta una forte arretratezza del movimento operaio e delle forze rivoluzionarie. Leggi il resto

SCUOLA, STUDENTI IN PIAZZA CONTRO IL MINISTRO. «NO ALLE BOCCIATURE, DIDATTICA A DISTANZA NON FUNZIONA»

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Parte in tutta Italia la mobilitazione nazionale degli studenti lanciata dal Fronte della Gioventù Comunista e da diversi Presidenti delle Consulte Provinciali degli studenti, tra cui spiccano quelli di Torino e Firenze. Gli studenti hanno realizzato presidi e manifestazioni sotto gli Uffici Scolastici Regionali e i provveditorati agli studi, nel rispetto delle norme di sicurezza e del distanziamento. A Roma manifestazione sotto il MIUR; tra le altre città spiccano Milano, Torino, Firenze, Napoli, Perugia, Venezia, Bari, Reggio Calabria, Palermo e decine di capoluoghi di provincia. Sostegno anche dagli universitari che in molte città sono scesi al fianco degli studenti medi chiedendo il rimborso delle quote degli studentati e delle rate universitarie. Leggi il resto

“Emergenza università”, migliaia di firme in tutta Italia: «in piazza il 28 maggio»

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#Emergenzauniversità, migliaia di firme raccolte in tutti gli atenei d’Italia per difendere il diritto allo studio. Finisce il lockdown, inizia la lotta: “il 28 Maggio manifestazioni in tutta italia”.

Volge al termine la campagna #Emergenzauniversità, petizione online promossa dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC) che in poche settimane ha raccolto migliaia di sottoscrizioni in oltre 40 atenei in tutto il Paese. In questi giorni la raccolta firme è stata inoltrata ai rettorati, rivendicando fin da subito l’inizio di un confronto diretto dei vertici delle università con le necessità reali degli studenti.

Tasse, caro affitti, caro libri e molto altro da anni impediscono a migliaia di giovani l’accesso ai livelli più alti dell’istruzione. I figli dei lavoratori e delle classi popolari sono da tempo vittime dell’università di classe, sempre più elitaria, che li esclude dal diritto allo studio e li priva della possibilità di potersi formare, spesso giustificando con la retorica di una finta meritocrazia le barriere economiche che ostacolano il diritto allo studio. La crisi economica e sociale generata dalla pandemia COVID 19 si sta scaricando con ancor maggiore aggressività proprio su quegli studenti che per anni il sistema universitario italiano ha ignorato. Davanti a tutto questo la risposta del governo con il DL-rilancio per l’università è stata pura demagogia. Un drago di carta che nasconde fondi insufficienti e destinati a tutto fuorché al supporto di quelle decine di migliaia di studenti che presto saranno costretti a rinunciare agli studi. Leggi il resto

PER UN FRONTE UNICO DI CLASSE. Documento del Comitato Centrale del FGC

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Una nuova fase di crisi si apre. La pandemia da Covid-19 è un evento di portata epocale, destinato a mutare profondamente il volto del mondo e dell’Europa. A poco più di un decennio dall’inizio dell’ultima crisi sistemica del capitalismo, un evento non previsto – dalla diffusione globale – ha demolito ogni speranza di stabilità e oggi trascina tutti i paesi nella crisi economica e sociale più profonda dal dopoguerra. Nei dati reali comincia a riscontrarsi una caduta del PIL ben oltre quella stimata inizialmente e che potrebbe superare il 10% o addirittura il 15% per il 2020, cifra mai vista dalla seconda guerra mondiale. Per avere un metro di paragone, nel 2009 il PIL italiano crollò del 5,5% rispetto al 2008, che a sua volta vide una contrazione del 1,2% rispetto all’anno precedente, frutto della crisi finanziaria già iniziata. In tanti stanno già pagando oggi le conseguenze economiche della pandemia, ma l’impatto sarà ancora maggiore nei prossimi mesi.

 Lo scontro tra i partiti nel Parlamento, che anima il teatro quotidiano della politica, si consuma in funzione di un solo obiettivo che accomuna tutti i partiti borghesi: accreditarsi presso i settori dominanti della borghesia italiana come i più affidabili e fedeli servitori dei loro interessi. A questo servono gli “show” di Salvini, Renzi e Meloni, che in questi giorni si fanno portavoce degli interessi delle imprese che stanno ottenendo a gran voce la riapertura. Le politiche del Governo Conte sono state tutte indirizzate alla tutela degli interessi di Confindustria e delle grandi imprese, e nonostante ciò emerge che settori importanti del capitale italiano oggi puntano su Mario Draghi, ex presidente della Banca Centrale Europea, come possibile leader di un “governo di unità nazionale”. Uno scenario possibile e che, se si verificasse, confermerebbe e rafforzerebbe la capacità del grande capitale di imprimere al Governo italiano la direzione più favorevole ai propri interessi. Leggi il resto