SCUOLA, FGC: «LA VERA BATTAGLIA E’ APPENA INIZIATA»

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Appare ormai chiaro che non c’è una maggioranza parlamentare sufficiente per approvare il ddl ex Aprea. Si tratta della seconda vittoria ottenuta dalla mobilitazione di studenti e lavoratori della scuola, dopo l’accantonamento della proposta dell’aumento a 24 ore dell’orario dei docenti. Una protesta che ha costretto il partito democratico, perno dell’attuale maggioranza di governo a ritirare il suo appoggio al provvedimento.  Una vittoria che serviva, che trasmette finalmente l’idea che i diritti non si mendicano, ma si conquistano con la lotta. Sarebbe tuttavia un errore imperdonabile credere che la partita sulla difesa della scuola pubblica sia terminata qui. In primo luogo perché sono ancora intatti i provvedimenti economici, che in relazione con la “spendig review“ tagliano fondi alla scuola pubblica che sono l’ossatura economica del progetto di privatizzazione della scuola. In secondo luogo perché quello che la protesta di studenti ed insegnanti è riuscita ad ottenere è un arresto (parziale) di politiche che sicuramente verranno riproposte nei prossimi anni, sotto mutate forme, nuovi firmatari e nuove coalizioni di governo, sulle base delle imposizioni economiche e politiche che vengono dall’Unione Europea. Leggi il resto

LA FOTO DELL’ESQUILINO, L’ILLUSIONE “GIOVANE” DEL CENTROSINISTRA.

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Si è tenuta a Roma la riunione dei segretari delle organizzazioni giovanili del centrosinistra, l’ennesimo tentativo di illudere i giovani italiani, a pochi giorni dall’inutile balletto delle primarie. La “foto dell’esquilino” come è stata definita – in analogia con la foto di Vasto – riunisce i giovani del Pd, di Sel e del PdCI, pronti a correre insieme per un futuro governo di centrosinistra.

Tra bei propositi e tante belle parole, Raciti, Frurfaro ed Arzarello non dicono nulla sul fatto che a partire dal prossimo anni i vincoli europei dettati dal Fiscal Compact, renderanno impossibile qualsiasi politica economica che esca dai dettami della Troika, in modo ancora più stringente di quanto accada oggi. Come se vivessero in un mondo separato snocciolano i loro sogni per il nuovo governo: battaglia sulla precarietà, diritto alla libera informazione, avanzamento dei diritti, dignità del lavoro, fondi per l’istruzione pubblica, reintroduzione dell’articolo 18, patrimoniale (suggerita dalla platea e subito inserita, tanto vale come le altre…). In politica internazionale riconoscimento dello Stato di Palestina, e “modificare l’edificio europeo riportandolo al Manifesto di Ventotene”. Leggi il resto

MUSTILLO (FGC): «LE PAROLE DELLA CANCELLIERI SONO UN GOLPE»

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«Le parole del ministro Cancellieri suonano come una dichiarazione di guerra contro le manifestazioni in programma nei prossimi giorni  – questo il commento a caldo di Alessandro Mustillo, segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, una delle organizzazioni impegnate in queste settimane nelle proteste contro il governo Monti – L’idea di arresti preventivi e misure di allontanamento dei manifestanti hanno il sapore di un vero e proprio golpe contro quel poco che rimane della Costituzione, fatto da un governo non eletto da nessuno e sostenuto da forze politiche totalmente prive della fiducia della maggioranza degli italiani.  Le piazze a cui il ministro Cancellieri non vuole consentire di “fare scelte politiche” sono le piazze di lavoratori licenziati, esodati, giovani precari ricattati, disoccupati, studenti senza futuro a cui questo governo e questa politica non sono in grado di dare risposte vere. Ancora una volta il governo pensa che basti una risposta di ordine pubblico a problemi di natura sociale, non capendo che chi perde un lavoro con una famiglia a carico, chi non ha un futuro davanti a sé, non ha più nulla da perdere. Noi dal canto nostro – conclude Mustillo – invitiamo tutti i lavoratori e gli studenti a proseguire nella lotta, più forti e più uniti di prima.»

VALUTAZIONI DEL CN DEL FGC SULLO SCIOPERO GENERALE E SULLA FASE ATTUALE

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La fase che stiamo attraversando è caratterizzata dall’acuirsi della crisi economica, accompagnata dalla totale sfiducia di strati sempre più vasti della popolazione nei confronti del sistema politico parlamentare e delle organizzazioni sindacali. Nonostante le rassicurazioni del governo e delle forze politiche principali, la maggioranza dei lavoratori, degli studenti italiani, dei giovani disoccupati, percepisce chiaramente che non c’è via d’uscita dal tunnel della crisi nelle proposte e nelle misure portate avanti in questi mesi. A questo si aggiunge una consapevolezza iniziale, ancora priva della giusta coscienza politica, del ruolo dell’Unione Europea. Lo sciopero generale del 14 novembre è stato promosso per la prima volta a livello europeo, sebbene le sue parole d’ordine fossero molto arretrate e legate alla visione riformista dei sindacati concertativi europei.

Il primo dato che emerge dalla valutazione dello sciopero generale in Italia è stata la quasi totale assenza del soggetto principale, i lavoratori, dalle mobilitazioni più importanti avvenute a livello nazionale. Il principale sindacato italiano, la CGIL, ha assunto da tempo i connotati evidenti di forza contigua al sistema capitalistico, e politicamente legata in quasi la totalità delle sue componenti ad un progetto di sostegno al partito democratico o a partiti che a loro volta lo sostengono. La stessa dirigenza della FIOM, ritrovata l’intesa con la maggioranza della confederazione in nome di una comune visione politica generale, rientra ormai in questo disegno. D’altra parte i sindacati di base non riescono ancora ad intercettare grandi masse di lavoratori, colpiti dalla critica al sindacato in sé, fenomeno parallelo all’antipolitica, che spinge a ridurre tutto alla stessa matrice concertativa, inefficace, dannosa, rovesciando la critica alle finalità sullo strumento sindacale stesso. Leggi il resto

Blocco dei contributo

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COMUNICATO DEL FGC SUL 14 NOVEMBRE.

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In tutta Italia e in tutta Europa oggi centinaia di migliaia di lavoratori e studenti hanno manifestato contro le politiche dell’Unione Europea e dei rispettivi governi nazionali. Questa verità non può essere ridotta ad un discorso di ordine pubblico, ai divieti di manifestazioni invocati a gran voce, alle risposte di repressione che vediamo in piazza; non può essere accumunata alle provocazioni e ai goffi tentativi delle organizzazioni neofasciste di infiltrarsi nelle mobilitazioni. Questa protesta non può avere risposte dalle forze politiche che sostengono il governo e l’Unione Europea. Il nostro compito oggi è lavorare per la ricostruzione di un vasto fronte di classe, per l’unità tra lavoratori e studenti, per combattere quelle forze sindacali che frenano le giuste richieste dei lavoratori, per far avanzare la coscienza collettiva che solo un cambiamento rivoluzionario può essere la soluzione alla crisi del capitalismo e dare a questa certezza la forza e l’organizzazione con cui marciare verso la vittoria.

UN NEMICO, UN FRONTE, UNA LOTTA.

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Sciopero generale del 14 novembre

Il 14 novembre i lavoratori di tutta Europa scenderanno in piazza contro le politiche dell’Unione Europea, l’imposizione di tagli, sacrifici, austerità. Anche in Italia, nonostante il tentativo della CGIL di frenare la protesta con l’indizione di uno sciopero di sole quattro ore, centinaia di migliaia di lavoratori sciopereranno e manifesteranno nelle vie delle città italiane. Con loro anche gli studenti medi ed universitari che in queste settimane stanno protestando contro i tagli all’istruzione pubblica portati avanti dal governo Monti.

Il Fronte della Gioventù Comunista parteciperà attivamente allo sciopero e alle manifestazioni di protesta previste per il 14 novembre, invitando tutti i lavoratori e gli studenti a scendere in piazza per manifestare la propria opposizione alle misure lacrime e sangue del governo Monti, imposte dall’Unione Europea. Lo faremo insieme alla gioventù comunista di tutta Europa, dalla Grecia alla Spagna al Portogallo che nelle stesse ore manifesterà nei rispettivi paesi.

Superare l’arretratezza delle posizioni sindacali e politiche dominanti in questa fase è l’obiettivo principale del lavoro della nostra organizzazione.  Di fronte alla volontà di cambiamento che sempre più forte si manifesta tra i lavoratori e gli studenti italiani è palese la funzione contraria che svolgono quotidianamente i sindacati concertativi, così come molte delle organizzazioni studentesche, entrambi legati direttamente o indirettamente a partiti che sostengono l’attuale governo, o che orbitano in quell’area in modo contiguo. Leggi il resto

27 ottobre in piazza a Roma e Milano

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Il 27 ottobre il Fronte della Gioventù Comunsita scenderà in piazza a Roma e Milano. A Roma contro il governo Monti e contro l’Unione Europea per dire che il nostro futuro non è il capitalismo. A Milano all’appuntamento indetto dall’associazione Italia-Cuba per manifestare la nostra solidarietà al popolo cubano, contro l’imperialismo americano. Non stare a guardare, lotta anche tu!

CINECITTÀ; «FGC LANCIA CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DAVANTI AI CINEMA»

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«Se dico Cincecittà tu a cosa pensi?» questo il titolo della campagna di solidarietà lanciata dal Fronte della Gioventù Comunista di Roma per difendere Cinecittà ed i suoi posti di lavoro. A partire da oggi i giovani dell’FGC distribuiranno volantini informativi davanti ai cinema della provincia di Roma. Per oggi sono previsti i primi cinque volantinaggi, che proseguiranno nei prossimi giorni, in diversi orari. «Dopo aver parlato con i lavoratori di Cinecittà nei giorni scorsi – ha dichiarato Lorenzo Lang segretario del Fronte della Gioventù Comunista di Roma, e consigliere di presidenza della Consulta degli studenti di Roma – abbiamo pensato che era necessario fare qualcosa per smuovere l’opinione pubblica ed i cittadini e far conoscere la realtà di quanto sta accadendo in questi mesi a Cinecittà.» «Il piano di Abete  - dichiara l’FGC – prevede di sparpagliare i lavoratori cedendoli o dandoli in affitto ad altre società che operano in settori diversi (possibilmente anche controllate dalla stessa holding), in modo da potersene liberare nel medio periodo, aggirando il fatto che l’attuale contratto nazionale a cui sono vincolati non prevede cassa integrazione e mobilità. Dietro la scusa della mancanza di lavoro si cela il vero interesse economico. L’area su cui sorge Cinecittà fa gola agli interessi dei costruttori e della speculazione edilizia, che stravolge Roma in nome del profitto di pochi gruppi finanziari. Così nell’area di Cinecittà si parla di costruzione di un albergo, parcheggi, piscine, palestre.  L’unico ostacolo a questo piano sono proprio i lavoratori.» Leggi il resto

FUORI LA NATO DALLA SICILIA. FUORI L’ ITALIA DALLA NATO.

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L’ennesima pedina NATO nello scacchiere siciliano è stata mossa dai signori della guerra. Con la recente decisione dell’Agenzie Industrie e Difesa del Ministero della Difesa, di trasformare l’Arsenale Militare di Messina in centro d’eccellenza per lo smaltimento delle unità navali della NATO fino a 2000 tonnellate, con l’approvazione dei partiti borghesi e dei sindacati collaborazionisti della città che si sono vigliaccamente nascosti dietro la retorica di frasi come «volano per l’occupazione e il turismo», la Sicilia si trova occupata su tutti i suoi lati da basi e centri della NATO. Il nuovo “centro d’eccellenza” di Messina, si va infatti ad aggiungere alla ormai storica base di Sigonella dove di recente hanno fatto la loro comparsa i famigerati DRONI, al sistema MUOS della marina USA a Niscemi, alla base aerea di Trapani-Birgi. Nulla potrà impedire che anche la città di Messina diventi un polo d’appoggio logistico per le sempre più prossime “avventure guerrafondaie” dell’Alleanza Atlantica, dove la Sicilia, per il suo posizionamento geografico, ricopre un ruolo determinante. Leggi il resto