SCUOLA, FGC: «LA VERA BATTAGLIA E’ APPENA INIZIATA»

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Appare ormai chiaro che non c’è una maggioranza parlamentare sufficiente per approvare il ddl ex Aprea. Si tratta della seconda vittoria ottenuta dalla mobilitazione di studenti e lavoratori della scuola, dopo l’accantonamento della proposta dell’aumento a 24 ore dell’orario dei docenti. Una protesta che ha costretto il partito democratico, perno dell’attuale maggioranza di governo a ritirare il suo appoggio al provvedimento.  Una vittoria che serviva, che trasmette finalmente l’idea che i diritti non si mendicano, ma si conquistano con la lotta. Sarebbe tuttavia un errore imperdonabile credere che la partita sulla difesa della scuola pubblica sia terminata qui. In primo luogo perché sono ancora intatti i provvedimenti economici, che in relazione con la “spendig review“ tagliano fondi alla scuola pubblica che sono l’ossatura economica del progetto di privatizzazione della scuola. In secondo luogo perché quello che la protesta di studenti ed insegnanti è riuscita ad ottenere è un arresto (parziale) di politiche che sicuramente verranno riproposte nei prossimi anni, sotto mutate forme, nuovi firmatari e nuove coalizioni di governo, sulle base delle imposizioni economiche e politiche che vengono dall’Unione Europea. Leggi il resto

VALUTAZIONI DEL CN DEL FGC SULLO SCIOPERO GENERALE E SULLA FASE ATTUALE

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La fase che stiamo attraversando è caratterizzata dall’acuirsi della crisi economica, accompagnata dalla totale sfiducia di strati sempre più vasti della popolazione nei confronti del sistema politico parlamentare e delle organizzazioni sindacali. Nonostante le rassicurazioni del governo e delle forze politiche principali, la maggioranza dei lavoratori, degli studenti italiani, dei giovani disoccupati, percepisce chiaramente che non c’è via d’uscita dal tunnel della crisi nelle proposte e nelle misure portate avanti in questi mesi. A questo si aggiunge una consapevolezza iniziale, ancora priva della giusta coscienza politica, del ruolo dell’Unione Europea. Lo sciopero generale del 14 novembre è stato promosso per la prima volta a livello europeo, sebbene le sue parole d’ordine fossero molto arretrate e legate alla visione riformista dei sindacati concertativi europei.

Il primo dato che emerge dalla valutazione dello sciopero generale in Italia è stata la quasi totale assenza del soggetto principale, i lavoratori, dalle mobilitazioni più importanti avvenute a livello nazionale. Il principale sindacato italiano, la CGIL, ha assunto da tempo i connotati evidenti di forza contigua al sistema capitalistico, e politicamente legata in quasi la totalità delle sue componenti ad un progetto di sostegno al partito democratico o a partiti che a loro volta lo sostengono. La stessa dirigenza della FIOM, ritrovata l’intesa con la maggioranza della confederazione in nome di una comune visione politica generale, rientra ormai in questo disegno. D’altra parte i sindacati di base non riescono ancora ad intercettare grandi masse di lavoratori, colpiti dalla critica al sindacato in sé, fenomeno parallelo all’antipolitica, che spinge a ridurre tutto alla stessa matrice concertativa, inefficace, dannosa, rovesciando la critica alle finalità sullo strumento sindacale stesso. Leggi il resto

LATINA. «IL FRONTE CONQUISTA LA PRESIDENZA DELLA CONSULTA DEGLI STUDENTI. »

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Alle elezioni tenutesi questa mattina il Fronte della Gioventù Comunista ha conquistato la presidenza della consulta provinciale degli studenti di Latina, eleggendo Paolo Spena, rappresentante del Liceo Scientifico Alberti, primo militante del Fronte ad essere eletto a questa carica in Italia.  Un segnale molto importante in una provincia tradizionalmente di destra in un’elezione che ha visto il nostro candidato conquistare, quattro volte i voti conseguiti da Blocco Studentesco. Il merito va certamente al programma presentato, chiaramente orientato alla difesa della scuola pubblica e alla lotta contro lo scuola di classe. Un programma che parla di caro libri, contributi studenteschi, edilizia scolastica ed impegna la consulta provinciale ad un lavoro d’inchiesta e di lotta in difesa dei diritti degli studenti. A Paolo Spena vanno le congratulazioni di tutta l’organizzazione nazionale e i migliori auguri per il lavoro che lo aspetta.

UN NEMICO, UN FRONTE, UNA LOTTA.

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Sciopero generale del 14 novembre

Il 14 novembre i lavoratori di tutta Europa scenderanno in piazza contro le politiche dell’Unione Europea, l’imposizione di tagli, sacrifici, austerità. Anche in Italia, nonostante il tentativo della CGIL di frenare la protesta con l’indizione di uno sciopero di sole quattro ore, centinaia di migliaia di lavoratori sciopereranno e manifesteranno nelle vie delle città italiane. Con loro anche gli studenti medi ed universitari che in queste settimane stanno protestando contro i tagli all’istruzione pubblica portati avanti dal governo Monti.

Il Fronte della Gioventù Comunista parteciperà attivamente allo sciopero e alle manifestazioni di protesta previste per il 14 novembre, invitando tutti i lavoratori e gli studenti a scendere in piazza per manifestare la propria opposizione alle misure lacrime e sangue del governo Monti, imposte dall’Unione Europea. Lo faremo insieme alla gioventù comunista di tutta Europa, dalla Grecia alla Spagna al Portogallo che nelle stesse ore manifesterà nei rispettivi paesi.

Superare l’arretratezza delle posizioni sindacali e politiche dominanti in questa fase è l’obiettivo principale del lavoro della nostra organizzazione.  Di fronte alla volontà di cambiamento che sempre più forte si manifesta tra i lavoratori e gli studenti italiani è palese la funzione contraria che svolgono quotidianamente i sindacati concertativi, così come molte delle organizzazioni studentesche, entrambi legati direttamente o indirettamente a partiti che sostengono l’attuale governo, o che orbitano in quell’area in modo contiguo. Leggi il resto

FGC LATINA: «PRESIDE SOSPENDE STUDENTI LISTA SENZA TREGUA»

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È successo venerdì 26 Ottobre al Liceo Scientifico “L.B. Alberti” di Minturno. Cinque ragazzi candidati per le elezioni in Consiglio di Istituto nella lista “Senza Tregua” sono stati sospesi arbitrariamente dal Dirigente Scolastico Prof. Amato Polidoro il quale, dopo aver visto il programma di candidatura presentato in ogni classe dai candidati e affisso con il nastro adesivo nel lato interno delle aule al fianco dei programmi delle altre liste, ha ordinato ai collaboratori scolastici di rimuovere i programmi di quella lista e di prelevare i Registri delle classi dei candidati per apporre su ognuno un’annotazione in cui si decretano arbitrariamente tre giorni di sospensione con obbligo di frequenza a tutti i candidati per “affissione non autorizzata di manifesti “, in violazione al Regolamento Disciplinare che assegna al Consiglio di Classe, e non al Dirigente, la facoltà di sospendere dalle lezioni per un periodo non superiore ai cinque giorni, e a quanto sembra anche in contraddizione con le normative in merito alla propaganda elettorale, che sarebbe autorizzata dal 18° al 2° giorno antecedente le elezioni. Nelle classi restano inoltre affissi i programmi di candidatura delle altre liste, in particolare di una, poichè a detta del Dirigente i candidati di quella lista avrebbero condiviso con lui i punti del programma: nessun candidato delle altre liste ha ricevuto la stessa sanzione, nonostante i loro programmi fossero affissi perfino sulla porta di vetro che dà l’ingresso all’edificio. Gli studenti hanno inizialmente reagito con tentativi di occupare l’ingresso dell’Aula Magna nella quale doveva tenersi una conferenza.L’opinione comune di tutti gli studenti dell’Istituto, confermata dalle dichiarazioni del Dirigente, è che le sospensioni non derivano da alcuna violazione del Regolamento Disciplinare, ma sono al contrario state impartite per i temi trattati nel programma di candidatura che non sarebbero piaciuti al Dirigente poichè troppo “scomodi”: superamento dei tetti di spesa nelle adozioni dei libri di testo, contributi scolastici, boicottaggio dei test INVALSI. I ragazzi esprimono perplessità, e si chiedono perchè dovrebbe essere necessario condividere il programma di candidatura con il Dirigente prima di presentarlo agli studenti, che ne sono i destinatari. Il Dirigente, in ogni caso, non avrebbe prove del fatto che siano stati i cinque candidati ad effettuare l’affissione.  Gli studenti, che non hanno avuto modo di leggere i programmi censurati se non reperendoli via Internet, promettono mobilitazioni. Giunge l’appoggio dei professori e di alcuni Dirigenti delle scuole del Golfo, che si dicono indignati.

OGNI SCUOLA SARA’ UNA BARRICATA.

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Con l’approvazione del ddl ex Aprea il governo si appresta a dare il colpo mortale alla scuola pubblica, portando avanti il processo di privatizzazione in atto da decenni. Potenziamento dell’autonomia, rafforzamento dei poteri dei Dirigenti Scolastici, depotenziamento del collegio docenti e del ruolo dei consigli d’istituto, con il possibile ingresso dei privati nei nuovi “consigli delle autonomie” e conseguente riduzione del peso degli studenti nelle decisioni della scuola; queste le misure che il governo Monti con la complicità delle forze politiche che lo sostengono si appresta a varare.  Da tempo denunciamo la situazione della scuola in Italia. La verità è che nel nostro paese è difficile parlare di scuola pubblica quando i suoi principali finanziatori sono ormai le famiglie degli studenti, costrette ogni anno a pagare delle vere e proprie rette, i contributi studenteschi volontari. Questa è la prima privatizzazione. I costi della scuola aumentano e sono sempre più insostenibili, a partire dai libri i testo, vera e propria mannaia economica che colpisce ogni autunno. L’abbandono scolastico dilaga ed è sempre più chiaro come in Italia un ragazzo, a 14 anni, è costretto a scegliere la scuola da frequentare non in base alle sue attitudini, ma in base al reddito della sua famiglia. A 14 anni il nostro futuro è già segnato, le porte della selezione di classe ci vengono già sbattute in faccia.
A fronte di questa situazione disastrosa il ministro Profumo propone l’innalzamento dell’orario degli insegnanti dal 18 a 24 ore a parità di salario, andando a colpire quello che per il governo è il capitolo di spesa più alto nel mondo dell’istruzione, i salari del corpo docente. Un colpo durissimo alla scuola pubblica ed un serio incentivo -  l’ennesimo –  alla disoccupazione. Non possiamo che esprimere la nostra ferma solidarietà alla lotta degli insegnanti che si sta sviluppando.
E non c’è da credere ad una sola parola del ministro quando parla di fare un passo indietro, hanno già trovato un trucco per calmare le acque e attuare questa misura più avanti, con le mani libere: basta far ricadere i tagli sulle “altre voci di spesa” per la scuola. Come al solito il governo è celere ed impassibile nel tagliare fondi all’istruzione pubblica, proprio quando il suo primo intervento nel settore è stato quello di regalare altri 200 milioni di euro alle scuole private. Vergogna! Non un euro alle private! No alla selezione di classe! Leggi il resto

FGC: «12 OTTOBRE CONTRO MONTI E UE»

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“In piazza contro il governo Monti e l’Unione europea”. Così in una nota del Fronte della gioventù comunista, “che parafrasando il testo del trattato Ce è sceso in piazza, nonostante il maltemp o, in diverse città italiane con lo slogan ‘una scuola per pochi la impone l’Europa. Ribellati!’. Un blocco di bandiere rosse con studenti delle scuole al seguito sta iniziando a muoversi nelle vie di Roma, intonando slogan e canzoni”. “Siamo qui per manifestare contro la condizione della scuola e dell’università in Italia – dichiara Lorenzo Lang, responsabile nazionale scuola Fgc – contestando i tagli e il processo di dismissione della scuola e dell’università pubblica, e con esso del diritto allo studio che questo governo sta portando avanti, per osservare le imposizioni dell’Unione europea. La scuola è sempre più una scuola per pochi, con costi insostenibili per le famiglie, dai libri di testo ai contributi”. Leggi il resto

FGC: IN PIAZZA CONTRO MONTI E UNIONE EUROPEA.

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Il 5 ottobre il Fronte della Gioventù Comunista è sceso in piazza contro le politiche del governo Monti e dell’Unione Europea in materia di scuola e giovani, lottando per una scuola realmente gratuita, e senza ostacoli economici di nessun tipo. I nostri studenti sono stati presenti in diverse città d’Italia a manifestare la nostra opposizione reale a questo governo, alla creazione di una scuola di classe in Italia, dove chi ha i soldi va avanti, chi non li ha non può accedere all’istruzione. I costi della scuola sono sempre più insostenibili per le famiglie italiane, dai libri, ai contributi d’iscrizione. Non è un caso che l’abbandono scolastico specie nelle periferie delle grandi città e nel sud del paese, sia in costante aumento. Tutto questo non è frutto di casualità ma di un disegno chiaro che vede nell’Unione Europea l’artefice principale. I governi si alternano ma il processo di privatizzazione dell’istruzione e di creazione di una scuola di classe resta. Analizzando i testi delle direttive, delle strategie comuni, dei regolamenti in materia di istruzione viene da pensare, parafrasando il testo del trattato CE, che «una scuola di classe ce la impone l’Europa». Leggi il resto

COMUNISTI E SCUOLA, INTERVENTO AD ATENE.

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L’intervento di Lorenzo Lang, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista, al Festival della Gioventù Comunista di Grecia KNE – Odighitis, in occasione di un dibattito-seminario nell’area studenti della festa.

Per prima cosa ringrazio la Gioventù Comunista di Grecia (KNE) ed il Partito Comunista di Grecia (KKE) per l’onore di essere qui e per la splendida ospitalità. Porto il fraterno e caloroso saluto del Fronte della Gioventù Comunista al 38° Festival KNE-Odighitis e a tutti i presenti, che sono qui numerosi ad ascoltarci nonostante il cattivo tempo. Negli ultimi 30 anni nessuno nel nostro paese ha guardato il sistema educativo da un’ottica di classe, perciò abbiamo costruito la nostra analisi sulla scuola partendo da zero. Sulla base di un metodo di inchiesta a noi molto caro siamo riusciti a raccogliere dati e tendenze che ci hanno permesso di comprendere e descrivere accuratamente l’istruzione di classe in Italia, una realtà che prima avvertivamo a livello d’istinto. Non penso di dovervi spiegare cosa sia la scuola di classe, perciò entro subito nel dettaglio delle inchieste. Leggi il resto

SCUOLA. FGC: «PRIMO GIORNO DI SCUOLA CON PROTESTE DEGLI STUDENTI»

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“Inizia la scuola, riparte la lotta”. Con questo slogan oggi il Fronte della Gioventù Comunista ha dato inizio ad una campagna di protesta che proseguirà nei prossimi giorni nelle scuole di tutta Italia. In occasione del primo giorno di riapertura degli istituti superiori gli studenti del FGC hanno presidiato l’ingresso di alcune scuole con striscioni distribuendo volantini contro il caro libri, contributi studenteschi, tagli all’istruzione pubblica invitando gli studenti ad iniziare un nuovo anno di lotte per i propri diritti ed il proprio futuro.«Inizia per gli studenti un anno molto difficile – afferma Alessandro Mustillo, segretario del FGC – a partire dall’aumento dei libri di testo, sempre meno sostenibili per le famiglie, che si troveranno costrette a pagare anche contributi più alti, spesso richiesti come obbligatori. I vincoli imposti dall’Unione Europea sul pareggio di bilancio, renderanno ancora minori i finanziamenti all’edilizia scolastica, aggravando la condizione degli edifici, già fortemente compromessa.»«Tutto questo si somma, – a detta del Fronte della Gioventù Comunista – alla situazione di una generazione che vede seriamente compromesso il proprio futuro. Un’università sempre meno accessibile, un livello di disoccupazione giovanile oltre il 35%, e per il resto la prospettiva di un futuro di precarietà, senza alcun diritto e senza alcun futuro.» Per questi motivi il Fronte della Gioventà Comunista invita gli studenti « a prendere coscienza della propria condizione e a prepararsi ad un anno di lotta senza tregua, contro le politiche del governo Monti e dell’Unione Europea, per conquistare una scuola pubblica veramente gratuita, un’università per tutti ed un avvenire diverso dalla disoccupazione e dalla precarietà che questo sistema ci pone come unica possibilità di futuro».