GRANDE ADESIONE AL BOICOTTAGGIO DEI TEST INVALSI. LA GIOVENTÙ COMUNISTA IN PRIMA LINEA NELLE PROTESTE.

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«Grande adesione al boicottaggio delle Invalsi, prove boicottate in tutta Italia» – lo afferma in una nota il Fronte della Gioventù Comunista, fra le principali organizzazioni promotrici del boicottaggio, che ha mobilitato gli studenti aderendo alla manifestazione dei sindacati di base sotto il Ministero dell’Istruzione. «Ottimi i risultati nelle scuole di Roma, con picchi massimi al Liceo Darwin (dove ha boicottato più dell’80% degli studenti), al Liceo Archimede (più del 70%), all’Orazio e al Socrate (oltre il 50%). A Milano adesione quasi totale (oltre il 90%) al Liceo Brera, picchi del 60% e 80% nelle classi seconde del Liceo Linguistico Manzoni; a Torino 75% all’IIS Boselli, al Liceo Gobetti picchi massimi sopra l’80% e complessivamente boicottaggio al 40%, mentre al Primo Liceo Artistico, sempre a Torino, boicottaggio oltre il 50%. Al Liceo Classico Foscarini di Venezia l’adesione alla protesta supera l’80% mentre al Berto siamo al 60%, al Majorana al 50% e oltre il 30% negli Istituti Tecnici “Ponti” e “8 marzo”. A Palermo picchi altissimi di adesione, come al Liceo Scientifico “Einstein” dove oltre il 95% degli studenti boicotta le invalsi, e al Liceo Classico “Meli” dove aderisce alla protesta più del 70% degli studenti». Leggi il resto

IL 12 MAGGIO BOICOTTIAMO I TEST INVALSI

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Il 12 maggio, come avviene ormai dal 2011, agli studenti del secondo anno delle scuole superiori saranno somministrati i test INVALSI. Mentre le scuole italiane sono ridotte in ginocchio da anni di tagli scellerati, ogni anno si spendono milioni per questi test, presentati come una valutazione del sistema di istruzione ma in realtà funzionali allo smantellamento della scuola pubblica. Le valutazioni INVALSI generano una crescente differenziazione fra scuole di serie A e di serie B e anticipano il progetto di finanziare le scuole – incluse le scuole private -in base alla loro posizione in graduatoria. Una sorta di Robin Hood al contrario, che premia le scuole più prestigiose invece di intervenire su quelle in difficoltà, e che trascinerà le scuole verso una competizione sfrenata pur di accaparrarsi le poche briciole rimaste dopo i tagli di questi anni. Leggi il resto

BOICOTTARE I CONTRIBUTI SCOLASTICI: PARTE IN TUTTA ITALIA LA CAMPAGNA DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA

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I contributi che le scuole chiedono ogni anno agli studenti e alle loro famiglie sono ormai un dato strutturale del nostro sistema scolastico, una vera e propria tassa mascherata e “volontaria” solo di nome, spesso imposta attraverso minacce ed intimidazioni. Nonostante ciò, nella “Buona Scuola” di Renzi si continua ad equiparare i contributi scolastici alle generiche “donazioni” erogate alle scuole da soggetti privati, con la precisa volontà di non affrontare questo problema. La verità è che il contributo scolastico in questi anni è stato la leva per imporre tagli sempre maggiori all’istruzione pubblica, che veniva ridotta in ginocchio mentre le famiglie sono state costrette a finanziarla sempre più di tasca propria. Dal 2008 ad oggi sono stati tagliati oltre 20 miliardi di euro alle scuole, e il Governo Renzi non ha portato nessuna inversione di rotta (con la legge di stabilità sono stati tagliati altri 660 milioni all’istruzione). Come conseguenza dei tagli scellerati imposti alla scuola, i contributi sono aumentati del 200% in dieci anni, e oggi ammontano in media a 150 euro. In nome della “autonomia scolastica” (che in realtà significa il disimpegno dello Stato dalla gestione delle scuole pubbliche), le scuole cercano sempre più di “istituzionalizzare” il contributo, legandolo all’iscrizione a determinati indirizzi di studio o vincolando l’accesso a determinate attività formative al pagamento di questa somma. Tutto questo avviene nell’assoluto silenzio complice dei governi che si susseguono.

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«SALARIO E TUTELE PER GLI STUDENTI IN STAGE»: PARTE LA CAMPAGNA DEL FGC CONTRO LO SFRUTTAMENTO IN ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO.

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Con il 2016 si sbloccano i 100 milioni previsti per i progetti di alternanza scuola-lavoro, che interessano gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori per un monte ore di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. Nel frattempo, tutto tace sulla “Carta” che dovrebbe definire i diritti degli studenti in stage, annunciata addirittura per lo scorso settembre.

Ci raccontano che l’alternanza scuola-lavoro serve a combattere la disoccupazione giovanile, ma in realtà a trarne vantaggio sono soltanto le imprese private. Gli studenti vengono ridotti a manodopera a basso costo a disposizione delle imprese, la cui priorità è quella di far fronte alle proprie esigenze immediate e non quella di formare dei lavoratori che abbiano competenze capaci di garantire un futuro stabile. Una realtà che nel mondo del lavoro precario del Jobs Act si traduce in una educazione alla precarietà, altro che lotta alla disoccupazione: sostituendo alla formazione professionale vera e propria la sterile esperienza in azienda con mansioni assolutamente dequalificanti, agli studenti resta solo una “formazione” estremamente parcellizzata.  Le imprese presso le quali gli studenti svolgeranno i tirocini, secondo lo schema previsto dalla riforma di Renzi, saranno in sostanza quelle che, accordandosi col Dirigente Scolastico, elargiranno finanziamenti alle scuole intendendoli come un vero e proprio investimento sulla fornitura di manodopera giovane e priva di diritti. Leggi il resto

FGC SUL CROLLO DI NAPOLI: «ECCO LO STATO DELL’EDILIZIA SCOLASTICA E UNIVERSITARIA IN ITALIA»

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«Il crollo disastroso di una intera ala della facoltà di Veterinaria della “Federico II” di Napoli è il segnale più allarmante che abbiamo ricevuto negli ultimi anni sullo stato dell’edilizia di scuole e università in tutta Italia» – questo ha affermato Paolo Spena, responsabile scuola e università del Fronte della Gioventù Comunista. «Sono passati 7 anni dalla morte di Vito Scafidi nel 2008 a causa di un crollo in una scuola, e da allora non c’è stato nessun intervento reale da parte dei governi italiani. A Napoli i morti potevano essere molti di più, e se ciò non è avvenuto è soltanto perché, fortunatamente, le prime crepe sono emerse durante la notte e sono state adottate delle misure di sicurezza. È chiaro che questi episodi continueranno finché i profitti delle grandi banche, le spese militari, i diktat europei saranno più importanti della sicurezza degli studenti.»

ALLA SAPIENZA IL MERCATO DELLE VACCHE: SILENZIO ELETTORALE VIOLATO E BANCHETTI AI SEGGI.

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Le elezioni della Sapienza sono il mercato delle vacche, nelle facoltà banchetti elettorali delle liste, nuove affissioni e distribuzione di materiale di propaganda durante le operazioni di voto in palese violazione del silenzio.

Il regolamento elettorale dell’università prevede che la propaganda elettorale termini «dalle 24 ore precedenti all’apertura dei seggi». Eppure facendosi un giro per l’università si vedono decine di rappresentanti delle tre liste principali (Sapienza in Movimento, Vento di Cambiamento-Fenix e Studenti Indipendenti) intenti a effettuare banchetti, distribuire volantini materiale di propaganda agli studenti all’ingresso delle facoltà, o addirittura davanti all’entrata dei seggi. Decine di studenti vengono letteralmente accompagnati al seggio a votare con annesso candidato che distribuisce materiale elettorale per evitare che sbaglino qualche voto di preferenza. Ogni mattina compaiono nuovi manifesti nelle facoltà e gli studenti trovano nuovi volantini e materiale di propaganda ad accoglierli sui banchi nelle aule. Una situazione intollerabile, in cui le liste principali stanno sistematicamente violando il regolamento, con un evidente danno per chi a quelle regole si sta attenendo. La nostra critica non arriva di certo a sostenere, come previsto dalla legge nazionale che sia vietata qualsiasi attività dei candidati a 200 metri dai seggi, né che alle elezioni universitarie non debba essere consentito un carattere di maggiore elasticità nella propaganda.

Non critichiamo il fatto che i candidati siano presenti nelle facoltà, che intercettino e parlino con gli studenti con cui normalmente hanno rapporti durante tutto l’anno. Ben diverso è mobilitare schiere di persone, per lo più pagate da strutture politiche, dipendenti di partiti, sindacati, che stabilmente si presentano ai seggi per condizionare continuamente il voto degli studenti. Sappiamo che dietro alle elezioni universitarie ruotano forti interessi economici e di legittimazione delle forze politiche, non solo studentesche, e per questo riteniamo intollerabile quanto sta accadendo, a palese danno di chi si oppone ad una gestione padronale dell’università, che vive di questa corruzione e complicità di settori studenteschi. Una pratica che lungi dal portare gli studenti al voto, continua ad allontanare sempre più studentesse e studenti, che sono disgustati da questi metodi che finiscono per diventare uno specchio della corruzione della politica ad altri livelli.

Dai seggi ci vengono poi segnalati diversi casi di studenti ammessi a votare senza il documento con certificazioni di garanzia fatte da altri studenti, che non dovrebbero avere alcun valore nelle procedure elettorali.  Un dipartimento ha invitato a votare indirettamente una lista inviando agli studenti il video elettorale realizzato da «Sapienza in Movimento».

Il FGC ha presentato in queste ore un esposto alla commissione elettorale con tutte le violazioni registrate in questi giorni, documentate con fotografie e video che saranno pubblicati in queste ore.

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FGC: « NECESSARIO FISSARE SALARIO E ORARIO PER STUDENTI IN ALTERNANZA»

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«Per evitare lo sfruttamento degli studenti in stage bisogna stabilire chiaramente i loro diritti sul luogo di lavoro» – questo ha affermato Paolo Spena (resp scuola e università del Fronte della Gioventù Comunista) in seguito all’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato alla denuncia di 6 imprenditori, accusati di aver sfruttato la manodopera di 2700 studenti provenienti da 36 scuole del centro-sud. Gli studenti coinvolti, fra cui molti minorenni, ufficialmente erano in alternanza scuola-lavoro, ma nella realtà erano impiegati come manodopera a basso costo presso alberghi e ristoranti, con retribuzioni inferiori ai 60 euro settimanali.

«Tutt’altro che un caso isolato, al contrario è evidente la vera natura dell’alternanza scuola-lavoro voluta da Renzi» – ha commentato Spena – «La nostra proposta è molto semplice: chiediamo che nella Carta dei diritti degli studenti in alternanza scuola-lavoro, prevista dalla riforma, venga fissata una retribuzione minima per gli studenti in stage, che non deve essere inferiore al 60% del salario di categoria. Chiediamo anche che i turni di lavoro siano limitati ad un massimo di 4 ore giornaliere e 20 settimanali, innalzabile solo nel caso dei tirocini estivi a 6 ore e 30 ore. Infine, è chiaro che nelle scuole c’è bisogno di più collegialità e trasparenza: finché saranno i Presidi a stipulare gli accordi con le imprese, casi come questo saranno la norma.»

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COMUNISTI SECONDA FORZA ALLE ELEZIONI STUDENTESCHE A ROMA

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La lista «Contro la scuola di classe» promossa dal FGC ha ottenuto oggi alle elezioni provinciali della consulta degli studenti di Roma il 18% dei consensi, risultando la seconda lista dietro a quella di centrosinistra (31% appoggiata da Uds, Fds, Reds, Giovani Democratici, Gioventù Federalista Europea e altre sigle). Seguono le liste di destra e neofasciste. Il FGC ha eletto due consiglieri di presidenza, Francesca Palisi (Isa Roma I) e Pietro Salvan (Liceo Plauto). Un risultato importante che rafforza la nostra presenza e che incrementa il risultato rispetto alle scorse elezioni ( +3%) a testimonianza del lavoro politico che il FGC sta conducendo nelle scuole romane, in questi giorni reso evidente nelle mobilitazioni contro la riforma della scuola.

Ancora una volta sulle elezioni romane ha pesato la presenza di liste neofasciste e la possibilità di un loro incremento di voti, che nella realtà non è accaduto. Un ritornello che da anni difende la lista unitaria di centrosinistra che si avvantaggia da questa situazione, anche se in calo di voti rispetto agli anni precedenti. Il FGC ritiene che il fascismo vada sradicato dalle scuole e dai quartieri e che in nome dell’antifascismo non sia possibile nessun patto con le organizzazioni che sono allineate con la politica del governo Renzi. I sindacati e i collettivi studenteschi che sostengono le organizzazioni giovanili legate al governo sono i migliori alleati della propaganda neofascista nelle scuole.

Il FGC lavorerà nei prossimi due anni per far avanzare le rivendicazioni di una scuola pubblica, gratuita e accessibile a tutti, che da sempre ci vedono impegnati nelle scuole, confermando la propria opposizione senza tregua alle politiche del governo e a quanti le sosterranno.

STUDENTI IN PIAZZA PER LO SCIOPERO GENERALE. FGC: «GOVERNO RITIRI I TAGLI ALL’ISTRUZIONE»

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In occasione dello sciopero generale della scuola proclamato dai sindacati di base, oggi migliaia di studenti hanno manifestato nelle principali città d’Italia, fra cui spiccano importanti capoluoghi come Roma, Torino, Milano, Reggio Calabria. «Soldi alla scuola, non alla guerra», «ritiro immediato dei tagli»: questi gli slogan delle proteste organizzate dal Fronte della Gioventù Comunista, unica organizzazione giovanile ad aver rilanciato questa data.

Bersaglio degli studenti sono infatti i tagli all’istruzione previsti nel ddl stabilità: «Il Governo vuole tagliare altri 660 milioni alla scuola e all’università nei prossimi tre anni, come se gli oltre 20 miliardi tagliati dal 2008 non abbiano già ridotto in ginocchio la scuola pubblica.» – ha affermato Paolo Spena, resp. scuola e università del FGC – «Mentre ci raccontano che i soldi non ci sono, si regalano 27 milioni alle scuole private, si spendono 34 milioni per il nuovo quartier generale della Nato a Bruxelles e l’Italia continua a investire in spese militari, basta vedere il programma FREMM che ci costerà più di 2 miliardi da quest’anno al 2019. I soldi per l’istruzione ci sono, è solo questione di scelte.»

Nel mirino anche la riforma della scuola approvata la scorsa estate: «Una riforma che consegna le scuole nelle mani dei privati e gli studenti alle aziende tramite l’alternanza scuola-lavoro. Vogliamo una scuola realmente gratuita e accessibile a tutti, in cui i libri di testo, i contributi scolastici, le spese chieste alle famiglie, non siano più un ostacolo al diritto allo studio. Per gli studenti in alternanza chiediamo che sia riconosciuta una giusta retribuzione per le ore passate a lavorare in azienda e che sia fissato un orario di lavoro, per impedire che i tirocini si riducano alla semplice manodopera a basso costo per le aziende.» Leggi il resto

MILANO. VITTORIA FGC ALLE ELEZIONI STUDENTESCHE. FIORUCCI PRESIDENTE CPS

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Vittoria comunista alle elezioni studentesche di Milano. Alessandro Fiorucci è il nuovo presidente della consulta provinciale degli studenti nel capoluogo lombardo. Con il 36% dei voti ricevuti il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) si conferma la prima forza politica tra gli studenti di Milano e provincia.

Fiorucci, rappresentante del Liceo Cremona, è membro del Comitato Centrale e della commissione nazionale scuola del FGC. A seguire il candidato presentato dall’Unione degli Studenti (27%), e quello legato a Comunione e Liberazione (18,7%). Nel consiglio di presidenza il FGC elegge anche Chiara Maistrelli (Liceo Fontana) e Rita Di Sica (Liceo Quasimodo). Il risultato del FGC arriva a confermare il grande lavoro svolto a Milano in questi mesi nel radicamento all’interno delle scuole e nelle mobilitazioni contro la riforma del governo.

«Le prime questioni di cui ci occuperemo – ha dichiarato Fiorucci – riguardano il diritto allo studio, la situazione dell’alternanza scuola-lavoro e l’edilizia scolastica. In Consulta portiamo le nostre battaglie per la gratuità dell’istruzione, contro il contributo ed il caro libri. Non vogliamo una consulta istituzione per giovani politicanti, ma un megafono per le richieste degli studenti, che oggi chiedono a gran voce un cambio di rotta rispetto alla politica del governo. Non si può tagliare sulla scuola, come fa questa legge di stabilità, bisogna investire nell’edilizia scolastica per rendere le scuole posti sicuri e adeguati. L’alternanza scuola-lavoro non può essere sfruttamento e lavoro a costo zero per le imprese, ma un momento formativo per i futuri lavoratori.» Pronte anche richieste per gli enti locali a partire dalla situazione dei trasporti «Non si può garantire il diritto allo studio senza reali agevolazioni per gli studenti nei trasporti. Invieremo nelle prossime settimane le nostre richieste agli enti locali.»

Il FGC milanese intanto rilancia la mobilitazione del 13 novembre in occasione dello sciopero proclamato dai sindacati di base contro i tagli alla scuola pubblica e la scuola di classe. A Fiorucci e a tutti i compagni di Milano sono giunte le congratulazioni della segreteria nazionale per l’importante risultato, a conferma dell’ottimo lavoro svolto dalla federazione milanese del FGC in questi mesi.