SOLIDARIETA’ SOSPENSIONE STUDENTE DI BARI

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Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Nicolò Ceci, studente e rappresentante d’istituto del liceo Salvemini di Bari sospeso per 8 giorni e denunciato assieme ad altri due studenti per aver tentato di occupare la scuola. Vergognosa la complicità con la Preside degli altri tre rappresentanti di istituto, che siedono al tavolo degli accusatori in una conferenza stampa che sembra un processo e si dichiarano a favore delle sanzioni fra gli applausi della platea. Uno scenario agghiacciante che ci mostra come nella “Buona Scuola” di Renzi gli studenti vengano divisi e messi gli uni contro gli altri. Oggi nelle scuole di tutta Italia si scatena un’ondata di repressione senza precedenti in cui chi protesta viene denunciato, minacciato di sospensioni o provvedimenti in condotta e trattato alla stregua di un criminale o un teppista. Serriamo i ranghi e continuiamo la lotta contro la scuola di classe che vogliono costruire. Uniti e organizzati possiamo vincere!

Commissione scuola FGC

SCUOLA. MUSTILLO (FGC): «IL GOVERNO RIFIUTA IL CONFRONTO CON GLI STUDENTI. LI CACCEREMO DALLE SCUOLE ».

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«Questa mattina nonostante la pioggia battente un migliaio di studenti hanno manifestato fino al Ministero dell’Istruzione chiedendo finanziamenti adeguati per l’edilizia scolastica, la sicurezza e l’adeguatezza delle strutture scolastiche; il ritiro dei fondi alle private e della riforma della scuola, l’utilizzo dei soldi destinati alle scuole militare per il diritto allo studio e l’istruzione.»

Questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, organizzazione promotrice della protesta di oggi e di un’inchiesta sull’edilizia scolastica presentata negli scorsi giorni.

«Nonostante il governo Renzi abbia dichiarato di voler aprire un dialogo sulla riforma, al termine della manifestazione dal MIUR hanno rifiutato di ricevere una delegazione studentesca, sostenendo che al Ministero non era presente nessuno in grado di riceverci. Per due ore siamo rimasti ad aspettare sotto la pioggia chiedendo un incontro per spiegare le nostre ragioni, ma abbiamo trovato davanti solo un muro di polizia. Avevamo un dossier sull’edilizia da consegnare al Ministro con foto di scuole che crollano a pezzi, e le richieste per la riforma della scuola, in particolare sui contributi, sui libri di testo e sul diritto allo studio.

E’ evidente che il Governo Renzi non vuole il dialogo con gli studenti, e che l’unico dialogo che ricerca è con la confindustria, con le banche e con i sindacati filo-padronali. La consultazione per la riforma della scuola è una farsa, fatta solo con i poteri forti, senza ascoltare il parere di insegnanti e studenti. Sia chiaro fin da ora – conclude Mustillo – che ad un atteggiamento del genere si risponderà con altrettanta determinazione. Non si azzardino esponenti del governo a fare passerelle elettorali con telecamere al seguito nelle scuole e nelle facoltà perché li cacceremo a pedate.»

SCUOLA. FGC« VENERDI’ 5/12, STUDENTI IN PIAZZA PER EDILIZIA SCOLASTICA E FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA»

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Studenti in piazza a Roma venerdì 5 dicembre per protestare contro la condizione dell’edilizia scolastica e la proposta di riforma della scuola e richiedere al governo finanziamento adeguati per rimettere in sicurezza le scuole. Il corteo promosso dal Fronte della Gioventù Comunista partirà alle 9:30 a Piramide per arrivare fino al Ministero dell’Istruzione, dove si terrà un sit in conclusivo. Una manifestazione che avviene al termine di un lungo periodo di occupazioni che ha coinvolto decine di scuole romane, come forma di protesta contro la politica del governo Renzi sulla scuola e sul futuro della nostra generazione.

In Italia oltre il 60% degli edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1974, anno di entrata in vigore delle normative antisismiche. Secondo le stime più recenti ancora nel 2014 il 37,6% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente, il 38,4% si trova in aree a rischio sismico ed idrogeologico, il 40% è privo di certificato di agibilità e il 60% manca di quello per la prevenzione antincendi. Ma questi dati sono solo parziali perché l’anagrafe dell’edilizia scolastica progetto del 1996 non è ancora entrata in funzione, mancando così un quadro complessivo della situazione e dei necessari investimenti.

Sempre dai dati raccolti da associazioni ed organizzazioni che lavorano in questo ambito risulta che il Lazio e la città di Roma siano tra le situazioni peggiori, anche in considerazione del vasto numero di edifici scolastici presenti. Nella classifica 2014 sull’edilizia scolastica Roma risulta oltre il sessantesimo posto a livello nazionale.

L’inadeguatezza del patrimonio edilizio delle scuole si ripercuote sulla sicurezza di milioni di studenti che ogni giorno frequentano le scuole. Pochi anni fa a Rivoli un ragazzo rimase ucciso dal crollo di un controsoffitto. Da quel giorno sono stati molti i casi di crolli, di minore intensità o avvenuti in ore notturne, in altre scuole italiane che per fortuna non hanno avuto esiti così negativi. L’inadeguatezza degli edifici, anche nei casi meno gravi, però, condiziona in negativo le possibilità degli studenti. La mancanza di laboratori e palestre impedisce un esercizio corretto dell’educazione fisica e delle ore sperimentali di alcune materie. Le classi stesse, ormai troppo spesso, non sono sufficienti ad ospitare un numero di studenti sempre più elevato. Leggi il resto

SCUOLA. INCHIESTA FGC: «PARETI PERICOLANTI E INFILTRAZIONI, LE SCUOLE CROLLANO A PEZZI.»

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In vista del corteo di venerdì 5 dicembre abbiamo realizzato un’inchiesta sulla condizione delle scuole romane, partendo dalle segnalazioni ricevute dagli studenti e documentando con fotografie le situazioni più a rischio. I risultati sono stati pressoché univoci: carenza di spazi adeguati con classi sovraffollate e mancanza di laboratori, palestre, campi esterni e spazi per la ricreazione, o casi di pessimo stato di manutenzione che mettono a rischio la sicurezza degli studenti. In molte scuole abbiamo costatato il peggioramento della condizioni dei soffitti e dei controsoffitti, con infiltrazioni di acqua, caduta di intonaci, distacco di pannelli di cartongesso, di serrande o parti di finestre. Ingressi e corridoi allagati per le piogge di questi giorni.  Abbiamo trovato anche scale inagibili per motivi di sicurezza, pareti con pericolo di crollo a pochi centimetri dai banchi degli studenti all’interno delle aule, cortili inagibili per caduta di cornicioni. In quasi tutte gli edifici abbiamo trovato bagni inagibili o inservibili, spesso come raccontano gli studenti, in questa condizione da anni, nonostante decine di segnalazioni delle scuole. E ancora: vecchie prese usurate dal tempo, cavi scoperti, mancanza di estintori, porte di sicurezza sbarrate con catene e lucchetti. Un quadro in linea con quanto descritto dai dati nazionali sulla situazione dell’edilizia, che trova un ulteriore conferma pratica dalla nostra inchiesta. Leggi il resto

Per la scuola pubblica e gratuita, 14 novembre e settimana mondiale del 17-23

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Nel mese di novembre in tutto il mondo si svolgeranno manifestazioni per rivendicare il diritto ad una scuola pubblica, gratuita ed accessibile a tutti. La mobilitazione è promossa su indicazione della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, l’organizzazione che riunisce le gioventù comuniste di tutto il mondo.

In Italia la data del 14 novembre assume una valenza fondamentale per il destino della scuola. In quel giorno infatti si concluderà la consultazione del governo Renzi per la proposta di riforma della scuola, nota come “La Buona Scuola”. Il 14 novembre sarà l’ultima data utile per far sentire al governo la nostra contrarietà al progetto di riforma prima che il disegno di legge venga varato dal governo e portato in Parlamento. Un’occasione importante per rivendicare l’accessibilità reale di tutti alla scuola con l’abolizione dei contributi, la gratuità dei libri di testo e dei trasporti; per chiedere una scuola pubblica di qualità per tutti, finanziata a dovere, opponendosi al sistema invalsi e alla differenziazione dei finanziamenti alle scuole, chiedendo l’abolizione dei fondi alle scuole private.  Una data utile per ricordare ad un governo che ha approvato il piano di acquisto degli F-35 che gli studenti ripudiano la guerra e le spese militari, che chiedono che i finanziamenti dello Stato siano rivolti alla scuola e non alla guerra imperialista, all’edilizia scolastica e alla sicurezza, non all’acquisto di caccia bombardieri. Una manifestazione per chiedere diritti per gli studenti nell’alternanza scuola-lavoro e non la svendita alle grandi aziende per gli interessi del grande capitale, come fatto dal governo.

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MUSTILLO: «SU SCUOLA E JOBS ACT IL GOVERNO FACCIA MARCIA INDIETRO»

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«Le manifestazioni di oggi sono la prova della totale contrarietà degli studenti alla riforma della scuola. Il governo ne prenda atto e faccia marcia indietro. » Questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, una delle organizzazioni promotrici delle manifestazioni. «Il governo e le politiche imposte dall’Unione Europea sono bocciate senza appello da centinaia di migliaia di studenti che in tutta Italia sono scesi in piazza contro la scuola di classe e contro un futuro di precarietà e assenza di diritti. E’ un sistema complessivo che oggi viene messo in discussione da una generazione che è privata del diritto al futuro. Se questa riforma andrà avanti, se il governo continuerà sulla strada della precarietà e del Jobs Act, ogni scuola, ogni facoltà, si trasformerà in una barricata.»

10 OTTOBRE IN PIAZZA CON GLI STUDENTI

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Domani, 10 ottobre, il Fronte della Gioventù Comunista sarà in piazza nelle principali città italiane e in tutti i centri dove sono presenti nostre federazioni, al fianco degli studenti che protesteranno contro la riforma annunciata dal Governo Renzi e dal Ministro Giannini. Come abbiamo già avuto modo di affermare la riforma proposta dal governo chiude un ciclo aperto in questi venti anni con le stesse parole d’ordine e gli stessi obiettivi che i governi di centro-destra con le riforme Moratti e Gelmini hanno perseguito. L’evidente accentuazione dell’ingresso dei privati nella forma del capitale privato e dell’inserimento delle aziende nei programmi formativi, in particolare per l’alternanza scuola-lavoro, costituiscono di fatto una scuola a misura del profitto privato in tutto e per tutto. Una vera e propria scuola azienda, anche per i poteri garantiti ai Dirigenti Scolastici che faranno terminare ogni residuo di collegialità nelle scuole. L’idea del finanziamento differenziato sulla base dei livelli raggiunti dalle scuole costituisce la premessa per la definitiva capitolazione di un sistema unico di istruzione pubblica a vantaggio di una scuola a più livelli in cui le private saranno avvantaggiate sotto ogni aspetto. Non va dimenticato infatti che le scuole private (paritarie) concorrono in tutto e per tutto allo stesso livello delle pubbliche anche in tema di finanziamenti.  Leggi il resto

FGC: “BUONA SCUOLA”, GOVERNO RENZI INFIOCCHETTA L’ENNESIMO COLPO ALLA SCUOLA PUBBLICA.

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Ancora una volta si confermano le nostre previsioni sull’indirizzo politico del Governo Renzi. Il documento “La buona scuola” pubblicato lo scorso 3 settembre incarna appieno l’essenza di questo Governo: mascherare con toni da televendita le politiche di totale subalternità ai progetti imposti dal sistema economico, proseguendo dritto sui binari dello smantellamento di tutti i diritti sociali. I proclami contenuti nelle 136 pagine di testo, che delineano le linee-guida della futura riforma della scuola, costruiscono un castello di carte che cade al primo soffio di vento.

Secondo Paolo Spena, Responsabile Scuola e Università del FGC: «il primo dato fondamentale non è ciò di cui si parla quanto invece ciò di cui non si parla. Caro libri in crescita, contributi scolastici ormai obbligatori per le famiglie e sempre più cari, aumento del costo dei trasporti e borse di studio erogate sempre più raramente non rientrano nell’agenda del Governo, che conferma il pieno disinteresse di questo sistema nel garantire a tutti il libero accesso all’istruzione. Gli interventi sull’edilizia scolastica sono una goccia nel mare, come ogni misura di questo tipo che si misuri in milioni e non in miliardi». Leggi il resto

CONTRO LA RIFORMA RENZI-GIANNINI: IN AUTUNNO OGNI SCUOLA SARA’ UNA BARRICATA

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Le prime indiscrezioni sul piano scuola lanciate ieri dal Ministro Giannini al Meeting di Comunione e Liberazione (luogo non casuale)  confermano le nostre previsioni. Il governo Renzi intende portare a termine il piano di dismissione della scuola pubblica in piena continuità con i precedenti governi di centrodestra, centrosinistra e tecnici. Maggiore ingresso del capitale privato nelle scuole, con la scuola che diviene strumento per il profitto dei grandi monopoli. Sgravi fiscali per le scuole private. Conferma dei contributi scolastici e nessun piano reale di finanziamento per le borse di studio, nessuna misura seria contro il caro-libri, nessun intervento sui trasporti che continuano ad aumentare nelle nostre città. Il governo Renzi vuole la scuola di classe, ma incontrerà l’opposizione congiunta di studenti ed insegnanti in questo autunno. Contro la vostra riforma, ogni scuola sarà una barricata.

TEST INVALSI: APPELLO A STUDENTI E PROFESSORI A BOICOTTARE LE PROVE.

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Parte in questi giorni la protesta contro i test Invalsi, che il 13 maggio saranno somministrati a migliaia di studenti del secondo anno delle scuole superiori. Il Fronte della Gioventù Comunista organizzerà proteste nelle maggiori città italiane: a Roma, Milano, Firenze, Torino, Palermo e molti capoluoghi di regione e provincia sono previste iniziative di informazione sotto le scuole per invitare gli studenti al boicottaggio di questi test.

«I test Invalsi sono funzionali allo smantellamento della scuola pubblica – afferma Paolo Spena, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista – dietro le graduatorie stilate dall’INVALSI si cela il progetto di finanziare le scuole in proporzione al rendimento, e cioè alla posizione in graduatoria. Un “Robin Hood” al contrario, lì dove sarebbe invece necessario intervenire per livellare le differenze fra istituti diversi e creare una situazione omogenea e di qualità. Inoltre – aggiunge Spena –  i test preparati dall’Invalsi sono figli della cultura dei quiz che non lascia alcuno spazio all’elaborazione critica da parte dello studente, non tengono conto delle differenziazioni tra indirizzi di istituti e licei, generano un cambiamento nella tipologia dell’insegnamento, che si sposta sempre di più sul modello nozionistico tipico dei quiz, proprio in preparazione dell’Invalsi.»

Per queste motivazioni il Fronte della Gioventù Comunista invita gli studenti a boicottare le prove, consegnando in bianco o dando risposte che rendano il test inservibile, precisando che Dirigenti Scolastici e Professori non hanno alcun potere di imporre le prove agli studenti, e che le eventuali minacce di sanzioni disciplinari che si stanno registrando in molti casi, sono prive di qualsiasi fondamento legale.  Leggi il resto