5 ANNI DI LOTTA, 5 ANNI DI IMPEGNO, UN FUTURO DA CONQUISTARE

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Il 10 giugno di cinque anni fa si concludeva l’assemblea fondativa nazionale del Fronte della Gioventù Comunista. Intorno a noi, in pochi avrebbero scommesso che cinque anni dopo saremmo stati qui a tracciare un bilancio decisamente positivo del nostro lavoro. Anzi, anche all’interno di alcuni settori del movimento comunista e della sinistra molti sono convinti che l’unico modo per mantenere qualche forma di consenso sia rinunciare ai propri principi, e per questo ritenevano quasi antistorica l’idea di costruire una gioventù comunista su posizioni coerentemente rivoluzionarie. Leggi il resto

OLTRE 80% PER IL NO. DAI GIOVANI SCHIAFFO A RENZI, UE E CONFINDUSTRIA

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Il risultato del referendum costituzionale ha segnato a livello giovanile una sconfitta ancora più dura per Renzi ed il suo governo. Alcune stime attestano all’81% il no tra i giovani: un no ad una riforma che sarebbe andata a rafforzare gli interessi del grande capitale, un no alla forza politica in questo momento più conseguente a quegli interessi, un no alle politiche antipopolari imposte dall’Unione Europea e all’idea che queste potessero andare avanti senza intoppi con il “pilota automatico”. Un dato, questo del voto giovanile, che smonta in partenza ogni tentativo di affibbiare la responsabilità del risultato ai “vecchi” ignoranti e retrogradi come è stato fatto sulla Brexit, e che è indice di un rifiuto netto per un governo ed un sistema di potere che hanno colpito duramente le condizioni di vita della gioventù proletaria in Italia, con riforme come Jobs Act e Buona Scuola. Un rifiuto che arriva nonostante mesi di terrorismo mediatico sui possibili effetti di questo rifiuto e con un’affluenza estremamente elevata considerando anche l’aspetto tecnico della riforma mai spiegato adeguatamente durante la campagna referendaria. Leggi il resto

MORTE DI FIDEL CASTRO. FGC: «UN ESEMPIO PER LA GIOVENTÙ DI TUTTO IL MONDO»

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Con immensa tristezza abbiamo appresso in queste ore della scomparsa del comandante Fidel Castro. Per questa perdita dal peso incalcolabile che colpisce profondamente Cuba e tutto il movimento comunista internazionale inviamo condoglianze fraterne all’Unione dei Giovani Comunisti di Cuba, al Partito Comunista Cubano e a tutto il popolo cubano. Leggi il resto

APPELLO DELLA FMGD (WFDY) PER UNA CAMPAGNA CONTRO IL “BLOQUEO” A CUBA.

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Il prossimo 26 ottobre all’Assemblea Generale della Nazioni Unite voterà per la 25° occasione la relazione presentata da Cuba “Necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”.

La Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMGD – WFDY) condanna il blocco economico, commerciale e finanziario del governo degli Stati Uniti contro il popolo cubano per oltre mezzo secolo. Il “Bloqueo” è una politica unilaterale degli Stati Uniti nei confronti di Cuba e unilateralmente dovrà essere eliminata dal governo Nordamericano senza condizionamenti o dilazioni. Leggi il resto

LA GIOVENTÙ COMUNISTA IN PIAZZA PER LA SCUOLA E IL FUTURO

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Nella mobilitazione studentesca del 7 ottobre, gli spezzoni contro la scuola di classe promossi dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC) sono presenti con lo slogan «Sferriamo il contrattacco» in 11 città italiane, fra le quali spiccano importanti piazze come Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Padova e Reggio Calabria.

«In Italia servirebbero misure strutturali per il diritto allo studio, pesate in miliardi per far fronte alla piaga dell’abbandono scolastico» – lo afferma Alessandro Fiorucci, resp. Scuola del FGC, che attacca lo “Student Act” di Renzi – «Il Governo vuole vincere un referendum e si dà alla politica spot pur di raccattare voti fra gli studenti, senza risolvere nessun problema reale. Libri, trasporti e contributi imposti dalle scuole sono una spesa ormai insostenibile, le scuole cadono a pezzi e l’istruzione è sempre più dequalificata, gli studenti in alternanza vengono sfruttati come semplice manodopera… ma il Governo pensa ai bonus per “geni” e diciottenni o agli sgravi fiscali per le imprese private che lo sostituiscono nel finanziare la scuola».

«Renzi era convinto di aver chiuso i giochi con la “buona scuola” ma si sbagliava» – conclude il comunicato – «Questa è una buona scuola per la Confindustria e per la UE, ma non per gli studenti che la vivono ogni giorno. Oggi lanciamo il nostro contrattacco per rivendicare una scuola gratuita, di qualità e al servizio dei futuri lavoratori, che sappia garantirci il futuro che meritiamo».

FGC «CON “GIOVANI E RICCHI” LA RAI INSULTA MILIONI DI DISOCCUPATI E PRECARI»

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«In Italia c’è il 40% di disoccupazione giovanile, la precarietà è l’unica condizione di vita che la nostra generazione potrà conoscere. Milioni di giovani ogni giorno combattono con stipendi da fame per pagare un affitto e sopravvivere, senza possibilità di costruirsi un futuro certo. Basterebbe questo a fare di “Giovani e Ricchi” una trasmissione fuori posto.» Così in una nota il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) che si scaglia contro la trasmissione “Giovani e Ricchi” andata in onda ieri notte su Rai2. «Un programma che descrive la vita di giovani parassiti della società, che hanno avuto l’unica fortuna di nascere figli di papà, privi di ogni senso della misura e del gusto, il cui unico intento sembra ostentare sui social network il loro censo. In noi ha risvegliato un sano odio di classe, ma la preoccupazione è che programmi del genere contribuiscano ad alimentare l’illusione nei giovani che questo sistema consenta a chiunque di poter arrivare a quel livello. La Rai – conclude la nota – farebbe bene a ripensare la sua programmazione.»

1 MAGGIO: FAR AVANZARE LA COSCIENZA DI CLASSE DELLA GIOVENTU’

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Le ultime statistiche sul lavoro smascherano l’ipocrisia del discorso del Governo Renzi e dell’UE sulla necessità di flessibilizzare il mercato del lavoro e ridurre tutele e diritti per risolvere la crisi occupazionale che il nostro paese attraversa e che colpisce in modo particolare la gioventù. Il tenue aumento dell’occupazione (+0,3%) registrato a inizio di quest’anno, e tanto sbandierato dal Governo Renzi, si è dimostrato essere nient’altro che il temporaneo risultato di incentivi e decontribuzioni totali o parziali a favore delle imprese, senza le quali le assunzioni sono tornate a calare drasticamente.

L’attacco alla regolamentazione del mercato del lavoro ad opera dei governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi 25 anni (Pacchetto Treu, Legge Biagi, Riforma Fornero e infine il Jobs Act) ha reso fortemente precaria la condizione lavorativa in particolar modo dei giovani: si è triplicato il numero di contratti a termine che per la fascia di età tra i 15 e i 24 anni rappresentano il 60% dei rapporti totali, e di questi sono in continuo aumento i contratti a termine che durano meno di 6 mesi. I rapporti lavorativi che durano da 1 settimana a 6 mesi rappresentano ben il 40% del totale, e un terzo di questi non durano più di una settimana. Leggi il resto

PC e FGC: ALLE ELEZIONI GRECHE SOSTEGNO AL KKE

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Il Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista inviano il loro pieno sostegno al Partito Comunista di Grecia (KKE) in occasione delle elezioni politiche greche che si terranno il 20 settembre.

Un rafforzamento del KKE è oggi l’unica condizione per una reale avanzata dei rapporti di forza, per la liberazione del popolo greco dal ricatto della Troika, per la fine delle illusioni riformistiche e per impedire allo stesso tempo un’avanzata delle forze reazionarie ed antipopolari. Il PC e il FGC esprimono altresì il loro appoggio alla lotta della Gioventù Comunista Greca, e delle organizzazioni sindacali studentesche, che ha interessato ogni scuola ed ogni sede universitaria in Grecia. Fondamentale è il sostegno alla incessante azione condotta dal PAME nella mobilitazione dei lavoratori, a partire della direzione della classe operaia, e nella opposizione ai nuovi memoranda, manifestata in questi mesi in ogni singolo luogo di lavoro e sfociata in imponenti manifestazioni popolari di piazza.

L’esperienza di Syriza ha confermato le nostre comuni valutazioni sull’impossibilità di riformare un’unione di carattere imperialistico come la UE, e di trovare soluzioni favorevoli alla classe operaia e alle masse popolari permanendo nell’ ambito della gestione del potere borghese e di un sistema economico capitalistico. La via della liberazione del popolo greco passa inevitabilmente dalla rottura dei rapporti capitalistici di produzione, dalla piena indipendenza della Grecia da ogni organizzazione imperialistica, dal ripudio unilaterale del debito pubblico e dei meccanismi di ricatto funzionali agli interessi del grande capitale. Tutto questo sarà possibile solo rafforzando la lotta del KKE, esprimendo sostegno immediato anche attraverso il voto del 20 settembre. Leggi il resto

MUSTILLO (FGC): «LA GIOVENTU’ DEVE LOTTARE CONTRO LA UE E LA DITTATURA DEL CAPITALE».

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 «Le vicende di queste ore dimostrano chiaramente che l’Unione Europea non è riformabile, non esiste un’Europa dei popoli, ma solo l’Europa del capitale – così ha dichiarato il Segretario nazionale del Fronte della Gioventù, Alessandro Mustillo –  La trattativa con la Grecia non ha lo scopo di modificare misure che sono già una capitolazione per il governo Tsipras, ma quello di impedire che i popoli europei alzino la testa. Si colpisce il popolo greco per educare quello spagnolo, italiano, francese, per dare una lezione ai lavoratori di tutto il continente, per dividerli e renderli ancora più schiavi. Ma tutto ciò otterrà l’effetto opposto. La vera lezione per la classe operaia e le masse popolari è che esse potranno liberarsi dalla propria condizione di schiavitù solo attraverso una lotta diretta contro l’Unione Europea ed il capitalismo. Le vicende di queste ore dimostrano che è finito il tempo delle illusioni della sinistra riformista o più o meno radicale, che il presupposto necessario per ogni atto di liberazione è la rottura della gabbia della UE.

La condotta fino ad oggi intrapresa dal governo Tsipras ha grandi responsabilità. L’illusione della riformabilità della UE, della costruzione dell’Altra Europa all’interno dei vincoli di bilancio, dell’euro, del controllo delle “tre istituzioni” è stata un’illusione disarmante per milioni di lavoratori e giovani non solo in Grecia ma in tutta Europa. Una campagna referendaria gestita tra due opzioni che solo apparentemente divergevano, ma che in realtà proponevano entrambe l’accettazione di un nuovo memorandum ha garantito la stabilità della UE e del sistema di ricatto della Troika. I grandi capitalisti greci hanno da tempo messo a riparo i loro capitali all’estero , mentre nuove e vecchie politiche antipopolari flagellano le masse popolari.

L’appello che rivolgo a tutti i compagni in queste ore è di lavorare affinché la consapevolezza della necessità di lottare contro la UE, senza illusioni e compromessi, si estenda alle organizzazioni sindacali, ai collettivi e alle associazioni studentesche, alle centinaia di migliaia di giovani che sono scesi in piazza in questi mesi per protestare contro i provvedimenti del governo. Da tempo il FGC sostiene la necessità di legare ogni lotta alla prospettiva di rottura con l’Unione Europea ed il sistema capitalistico. Le vicende di questi giorni e la questione greca in modo particolare, non fanno che rafforzare in noi la convinzione della giustezza di questa posizione e della necessità di conquistare ad essa il consenso di un numero sempre maggiore di lavoratori, studenti, disoccupati. E’ necessario fare di più in questa direzione, pena vedere colpevolmente avanzare le posizioni dell’estrema destra e conquistare settori popolari in mancanza di un punto di vista e di una capacità organizzativa autonoma del proletariato. Leggi il resto

PROTESTA DEI “FORCONI” E RUOLO DEI COMUNISTI

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La crisi economica insieme alla crisi di direzione delle classi politiche dominanti, determinano nel nostro paese l’inizio di una vera e propria crisi organica, in cui appare chiaro che il sistema parlamentare non è in grado di farsi portatore delle istanze che provengono dalla società. Non tutti gli strati sociali reagiscono ugualmente alla crisi, e non c’è totale coincidenza di interessi tra classi differenti, anche se in lotta contro una condizione che può apparire comune. Abbiamo più volte criticato l’idea della riduzione del conflitto di classe al livello del 99% contrapposto all’1% di chi detiene le grandi ricchezze patrimoniali, derivanti dal monopolio finanziario ed economico. Lo abbiamo fatto non perché mancasse la chiarezza nell’identificazione del nemico di classe, ma perché trovavamo riduttivo ed errato qualificare in un unico fronte, in un’unica moltitudine, tutto ciò che non fosse il grande capitale monopolistico, senza cogliere le profonde differenze esistenti. L’analisi di quanto sta accadendo impegnerà la nostra organizzazione con studi approfonditi, relazioni dai territori, per comprendere le dinamiche complessive di fenomeni in atto i cui piani di lettura sono molteplici, e tutti da considerare attentamente. Tuttavia alcuni giudizi immediati possono e devono essere dati.

Le proteste di questi giorni sono proteste di persone schiacciate dalla crisi economica, e dall’incapacità della politica parlamentare di dare risposte. Uno scollamento totale, l’inizio di una crisi organica come la abbiamo definita in cui la classe politica è responsabile del disastro dei progetti storico-politici che si chiamano Unione Europea ed euro, nei quali sono coinvolti sia i partiti di centrodestra che di centrosinistra. La composizione delle proteste è dal punto di vista sociale variegata, ma nettamente egemonizzata da un elemento rivendicativo di natura piccolo-borghese, unificato da un collante nazionalistico, che riesce a portare dietro di sé, per ora in maniera limitata, pezzi di fasce sociali subalterne. L’estrema destra ha avuto un ruolo organizzativo fondamentale, come provato da varie testimonianze ed inchieste, ma rappresenta senza dubbio una minoranza nella protesta. È probabile tuttavia che visto il tenore delle rivendicazioni ed il collante nazionalistico che unisce culturalmente la protesta, le varie sigle neofasciste che si contendono un ruolo nella protesta riescano ad avere sempre maggiore presa. Alcuni atti intimidatori compiuti da queste organizzazioni sono ben noti, e meritano con estrema nettezza una condanna senza appello e chiamano ad una continua vigilanza. Così come andranno chiariti il ruolo delle forze di polizia, dei media, di importanti apparati dello Stato, e la loro posizione in relazione alla protesta. È chiaro che i media hanno svolto il ruolo di vero e proprio megafono, fatto che appare tanto più “strano” se si riflette sulla funzione tradizionalmente contrario dei media. Leggi il resto