SAVINO: « FONDAMENTALE IL RUOLO DELLE DONNE COMUNISTE»

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Troppo spesso i media e la politica riempiono i loro palinsesti e le loro vuote dichiarazioni di sdegno e di dissenso nei confronti di quella che è una enorme piaga della nostra società attuale: la violenza contro le donne e in particolare quello che è stato definito femminicidio. Ci si dimentica invece di frequente di ricordare il ruolo dei comunisti nelle lotte portate avanti dalle donne e dagli uomini in favore di una parità di genere che, in questo sistema, non sembra essere in fondo ben vista e realmente auspicata. Infatti la donna è ancora, innegabilmente, vittima di un immaginario che la rende schiava o della propria condizione di moglie e madre o peggio del proprio corpo. Non sono né le quote rose né tanto meno una semplice carica istituzionale che risolvono un problema di ben più profonda radice politica, economica, sociale e culturale. Come si può affermare perciò che, nonostante tutto, le socialdemocrazie occidentali siano riuscite a raggiungere una accettabile parità dei sessi, se ancora oggi, nel 2013, si vieta invece un corteo in ricordo di una giovane studentessa freddata a Roma il 12 Maggio 1977 perché manifestava, anche, in nome di quella parità di genere di cui oggi tutti e troppi si fanno portavoce, in favore di un corteo organizzato da fascisti e rappresentati di un becero mondo cattolico con slogan e istanze svilenti e offensive per le donne e la società intera?

Le giovani donne del Fronte della Gioventù Comunista lottano e lotteranno per difendere le conquiste ottenute in questi anni e rivendicare il ruolo rivoluzionario che abbiamo nella lotta per superare questo sistema economico fondato sullo sfruttamento dell’uomo e della donna. Consce del fatto che solo in una società socialista otterremo la piena autonomia e libertà!

Federica Savino (Resp. naz. Donne, Comitato Centrale FGC )

NEL RICORDO DI PEPPINO IMPASTATO, MILITANTE COMUNISTA RIVOLUZIONARIO.

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Il 9 Maggio 2013 ricorre il 35° anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato, militante comunista rivoluzionario. Come Fronte della Gioventù Comunista riteniamo dovere per una nuova generazione di rivoluzionari siciliani liberare l’immagine di Peppino da quelle incrostazioni idealiste, radical-chic e romantiche che trasformano il compagno Peppino Impastato in un “ragazzo idealista poeta e giornalista che si scagliava contro l’ingiustizia della Mafia decantando la bellezza”. Il capitalismo può tollerare solo quelle figure di “grandi idealisti” destinati alla sconfitta e che non intaccano nella pratica la leggi del suo sistema, per cui si adopera a trasformare e idealizzare dopo la loro morte grandi figure rivoluzionarie (ad altri è toccata la demonizzazione). E’ il caso di Peppino Impastato, adattato alle esigenze di quell’antimafia istituzionale, delle procure e della “legalità borghese” con un’immagine buona per ogni stagione sfruttabile ai propri fini opportunisti da gruppi, movimenti e formazioni politiche anticomuniste, che abusano del suo nome in chiave elettoralistica e della bella immagine mediatica. Come Fronte della Gioventù Comunista, rivendichiamo il vero Peppino Impastato ed assumiamo il suo reale insegnamento di lotta militante contro il sistema capitalista per la nuova e superiore società socialista-comunista; solo la lotta contro il capitalismo vuol dire lottare la mafia. Leggi il resto

DA BENIGNI COMIZIO PER MONTI E VERITA’ STORICA CANCELLATA.

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Una grande operazione elettorale a favore delle politiche del governo Monti, questo è stato lo show di Benigni sulla Costituzione, dove la crisi entra di sfuggita e le uniche parole contro sono quelle riferite a Berlusconi, in un monologo che sa di vecchio e, al di là delle apparenze, di poco attuale. Non ci stupisce che in questa grande operazione di costruzione di un’opinione pubblica a senso unico a favore della “normalità” del paese, e quindi delle politiche imposte dall’Unione Europea, Benigni si lasci andare anche in un paragone storico di equiparazione tra nazifascismo e comunismo, che di queste operazioni culturali è sempre il presupposto. Al Benigni dimentico del ruolo dell’Unione Sovietica e dei comunisti rispondiamo con le parole di Thomas Mann “Collocare sul medesimo piano morale il comunismo russo e il nazifascismo, in quanto entrambi sarebbero totalitari, nel migliore dei casi è superficialità, nel peggiore è fascismo. Chi insiste su questa equiparazione può ben sentirsi un democratico, in verità e nel fondo del cuore è in realtà già fascista.” E da “sincero democratico” oggi Benigni da il suo assenso a quella forma di fascismo tecnico, che stiamo sperimentando sulla nostra pelle, che è la dittatura delle banche e dei monopoli, che si esprime in un paese senza sovranità popolare con politiche imposte dall’Unione Europea. Quelle stesse politiche che ogni giorno tradiscono le parti migliori, – e mai applicate – della Costituzione, facendone una carta morta, buona solo per le commemorazioni istituzionali. Questo Benigni non lo dice, ma lo diciamo noi.

Coordinamento Nazionale – FGC

NESSUN RAPPORTO CON I «ROSSO-BRUNI». CHIEDIAMO SMENTITA.

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L’associazione “ALBA informazione” con un articolo a firma di Ciro Brescia accuserebbe il Fronte della Gioventù Comunista – insieme con altri partiti, associazioni  – di «intrattenere rapporti, stringere relazioni, accordare fiducia, accreditare riconoscimento, condividere iniziative, a diverso titolo o in qualsiasi altro modo, con le suddette aree non conformi, generalmente definite con il termine “rosso-brune”». A riprova di tale teoria adduce un incontro pubblico organizzato dall’associazione “per il bene comune”dell’ex senatore Fernando Rossi, cui il nostro segretario nazionale Alessandro Mustillo, avrebbe partecipato, con esponenti di queste organizzazioni. Si tratta di una notizia falsa.

Mustillo non partecipò a quel convegno, ritirando la sua adesione una volta presentati gli altri ospiti, proprio per non partecipare ad un convegno in cui erano presenti esponenti neofascisti. Come dimostra il comunicato che l’allora collettivo «Senza Tregua» fece per smentire la partecipazione di Mustillo, citata impropriamente da comunicati e da una locandina web realizzata dagli organizzatori. A riprova ulteriore della non partecipazione, sta il fatto che Mustillo era a Cuba in quei giorni (25 aprile, 8 maggio) per importanti incontri con la UJC ed il PCC, e per la partecipazione alla conferenza mondiale della gioventù lavoratrice organizzata dal WFTU (Federazione Sindacale Mondiale).

Quanto alle posizioni politiche del Fronte della Gioventù Comunista, chiunque può leggere nella definizione del Fronte il ruolo che assegniamo all’antifascismo a partire dallo stesso nome dell’organizzazione, ripreso dal «Fronte della Gioventù per l’indipendenza nazionale e la libertà» organizzazione dei giovani partigiani, fondata dal comunista Curiel. Non possiamo tuttavia essere responsabili di ogni articolo, intervista, che viene inopportunamente utilizzato da organizzazioni fasciste, e neanche dell’utilizzo improprio dei nostri nomi, tattica che sappiamo essere finalizzata a creare confusione. Purtroppo non possiamo andare oltre la smentita ogni volta che questo accade, non disponendo di mezzi coercitivi per chiedere la rimozione dei nostri nomi e dei nostri articoli da questi siti.

Il Fronte della Gioventù Comunista svolge il massimo lavoro di vigilanza antifascista per evitare qualsiasi accostamento di questo tipo. Ringraziamo i compagni che svolgono quotidianamente questo lavoro, ma dimostrata la nostra estraneità ai fatti in questione, chiediamo una smentita ufficiale dai siti su cui tale infondata notizia è stata divulgata.

Ufficio stampa FGC

il comunicato di senza tregua che attesta la non partecipazione all’incontro in questione.

FGC ROMA: «GRAVI LE DICHIARAZIONI DI PACIFICI»

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Le dichiarazioni di Riccardo Pacifici, riportate dai principali quotidiani italiani, sul «vietare le manifestazioni a Roma» mettendo sullo stesso piano una manifestazione neofascista come quella di pochi giorni fa, con il corteo di oggi sono estremamente gravi, e stupisce che provengano proprio da chi dovrebbe conoscere bene la differenza. Un ennesimo favore ad Alemanno, ed un precedente gravissimo per la sostanza di quello che è stato affermato.

CONTRO MONTI E UE, 27 OTTOBRE.

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Un blocco di bandiere rosse dietro uno striscione: “Il comunismo è la gioventù del mondo”. Il Fronte della Gioventù Comunista scende in piazza a Roma insieme ai sindacati di base e alle organizzazioni che hanno aderito all’appello del comitato No Debito per dire chiaramente: no al governo Monti, no all’Unione Europea. Il nostro futuro non è il capitalismo, noi lottiamo per il socialismo!

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FGC: «12 OTTOBRE CONTRO MONTI E UE»

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“In piazza contro il governo Monti e l’Unione europea”. Così in una nota del Fronte della gioventù comunista, “che parafrasando il testo del trattato Ce è sceso in piazza, nonostante il maltemp o, in diverse città italiane con lo slogan ‘una scuola per pochi la impone l’Europa. Ribellati!’. Un blocco di bandiere rosse con studenti delle scuole al seguito sta iniziando a muoversi nelle vie di Roma, intonando slogan e canzoni”. “Siamo qui per manifestare contro la condizione della scuola e dell’università in Italia – dichiara Lorenzo Lang, responsabile nazionale scuola Fgc – contestando i tagli e il processo di dismissione della scuola e dell’università pubblica, e con esso del diritto allo studio che questo governo sta portando avanti, per osservare le imposizioni dell’Unione europea. La scuola è sempre più una scuola per pochi, con costi insostenibili per le famiglie, dai libri di testo ai contributi”. Leggi il resto

FGC MOLISE: «IL TIRBUNALE DI ISERNIA NON CONOSCE LA COSTITUZIONE»

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Dopo la condanna ad un gruppo di antifascisti che avevano contestato una manifestazione promossa da Casapound intonando “Bella Ciao” nelle vie di Isernia, il tribunale del capoluogo provinciale molisano ha condannato a sette giorni di reclusione  un gruppo di manifestanti che protestavano contro lo sperpero di denaro pubblico per la costruzione di un auditorium. La vicenda era balzata alle cronache nazionali per un servizio di una nota trasmissione televisiva, che imputava al governatore Iorio la diretta responsabilità nella faccenda, con un aumento dei costi per la realizzazione dell’opera che da 5 milioni previsti, erano passati a 55, dei quali solo 28 spesi. I manifestanti sono stati condannati per non aver chiesto l’autorizzazione a manifestare, con applicazione del TULPS, è bene ricordarlo “regio decreto” approvato negli anni del fascismo! Ci chiediamo quando il tribunale di Isernia riconoscerà la presenza della Costituzione in Italia e quando inizierà ad indagare sulla gestione Iorio e sullo sperpero di denaro pubblico, al posto che reprimere chi giustamente lotta contro questa situazione.

Il nostro Antifascismo.

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Scegliendo il nome della nostra organizzazione sapevamo di dare adito a qualche fraintendimento, così come sapevamo di poter prestare il fianco ad alcune “accuse” provenienti da ambienti vicini, per i quali additare la nostra organizzazione come “ambigua” costituisce l’ultima e momentanea scialuppa di salvataggio. Con la scelta di questo nome abbiamo voluto compiere un’operazione di riappropriazione storica di un elemento che come tanti appartiene alla storia della sinistra, che negli anni ha lasciato che l’estrema destra se ne appropriasse. Il «Fronte della Gioventù» era infatti l’organizzazione dei giovani durante la Resistenza. Il suo nome è legato indissolubilmente a quello di Eugenio Curiel, giovane dirigente comunista, assassinato dai fascisti poco prima della liberazione nazionale. Nelle fila del «Fronte della Gioventù» militarono personaggi del calibro di Pajetta e Longo, e decine di migliaia di giovani, studenti, intellettuali, operai, che diedero alla causa della Liberazione nazionale dedizione, sacrificio e spesso la vita. I militanti del Fronte della Gioventù impressionavano i nazisti ei fascisti per la loro dedizione nonostante la giovane età: erano i più tenaci a resistere, la loro idea più forte di sevizie e torture di ogni genere. Per capire come sia stato possibile che un tale patrimonio sia andato disperso nella coscienza collettiva e nella stessa memoria storica di questo paese, basta vedere con quanta facilità oggi l’estrema destra è in grado di appropriarsi persino di figure rivoluzionarie come quella di Che Guevara, snobbate da un certo atteggiamento a sinistra. Leggi il resto