FGC ROMA: «GRAVI LE DICHIARAZIONI DI PACIFICI»

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Le dichiarazioni di Riccardo Pacifici, riportate dai principali quotidiani italiani, sul «vietare le manifestazioni a Roma» mettendo sullo stesso piano una manifestazione neofascista come quella di pochi giorni fa, con il corteo di oggi sono estremamente gravi, e stupisce che provengano proprio da chi dovrebbe conoscere bene la differenza. Un ennesimo favore ad Alemanno, ed un precedente gravissimo per la sostanza di quello che è stato affermato.

CONTRO MONTI E UE, 27 OTTOBRE.

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Un blocco di bandiere rosse dietro uno striscione: “Il comunismo è la gioventù del mondo”. Il Fronte della Gioventù Comunista scende in piazza a Roma insieme ai sindacati di base e alle organizzazioni che hanno aderito all’appello del comitato No Debito per dire chiaramente: no al governo Monti, no all’Unione Europea. Il nostro futuro non è il capitalismo, noi lottiamo per il socialismo!

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FGC: «12 OTTOBRE CONTRO MONTI E UE»

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“In piazza contro il governo Monti e l’Unione europea”. Così in una nota del Fronte della gioventù comunista, “che parafrasando il testo del trattato Ce è sceso in piazza, nonostante il maltemp o, in diverse città italiane con lo slogan ‘una scuola per pochi la impone l’Europa. Ribellati!’. Un blocco di bandiere rosse con studenti delle scuole al seguito sta iniziando a muoversi nelle vie di Roma, intonando slogan e canzoni”. “Siamo qui per manifestare contro la condizione della scuola e dell’università in Italia – dichiara Lorenzo Lang, responsabile nazionale scuola Fgc – contestando i tagli e il processo di dismissione della scuola e dell’università pubblica, e con esso del diritto allo studio che questo governo sta portando avanti, per osservare le imposizioni dell’Unione europea. La scuola è sempre più una scuola per pochi, con costi insostenibili per le famiglie, dai libri di testo ai contributi”. Leggi il resto

FGC MOLISE: «IL TIRBUNALE DI ISERNIA NON CONOSCE LA COSTITUZIONE»

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Dopo la condanna ad un gruppo di antifascisti che avevano contestato una manifestazione promossa da Casapound intonando “Bella Ciao” nelle vie di Isernia, il tribunale del capoluogo provinciale molisano ha condannato a sette giorni di reclusione  un gruppo di manifestanti che protestavano contro lo sperpero di denaro pubblico per la costruzione di un auditorium. La vicenda era balzata alle cronache nazionali per un servizio di una nota trasmissione televisiva, che imputava al governatore Iorio la diretta responsabilità nella faccenda, con un aumento dei costi per la realizzazione dell’opera che da 5 milioni previsti, erano passati a 55, dei quali solo 28 spesi. I manifestanti sono stati condannati per non aver chiesto l’autorizzazione a manifestare, con applicazione del TULPS, è bene ricordarlo “regio decreto” approvato negli anni del fascismo! Ci chiediamo quando il tribunale di Isernia riconoscerà la presenza della Costituzione in Italia e quando inizierà ad indagare sulla gestione Iorio e sullo sperpero di denaro pubblico, al posto che reprimere chi giustamente lotta contro questa situazione.

Il nostro Antifascismo.

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Scegliendo il nome della nostra organizzazione sapevamo di dare adito a qualche fraintendimento, così come sapevamo di poter prestare il fianco ad alcune “accuse” provenienti da ambienti vicini, per i quali additare la nostra organizzazione come “ambigua” costituisce l’ultima e momentanea scialuppa di salvataggio. Con la scelta di questo nome abbiamo voluto compiere un’operazione di riappropriazione storica di un elemento che come tanti appartiene alla storia della sinistra, che negli anni ha lasciato che l’estrema destra se ne appropriasse. Il «Fronte della Gioventù» era infatti l’organizzazione dei giovani durante la Resistenza. Il suo nome è legato indissolubilmente a quello di Eugenio Curiel, giovane dirigente comunista, assassinato dai fascisti poco prima della liberazione nazionale. Nelle fila del «Fronte della Gioventù» militarono personaggi del calibro di Pajetta e Longo, e decine di migliaia di giovani, studenti, intellettuali, operai, che diedero alla causa della Liberazione nazionale dedizione, sacrificio e spesso la vita. I militanti del Fronte della Gioventù impressionavano i nazisti ei fascisti per la loro dedizione nonostante la giovane età: erano i più tenaci a resistere, la loro idea più forte di sevizie e torture di ogni genere. Per capire come sia stato possibile che un tale patrimonio sia andato disperso nella coscienza collettiva e nella stessa memoria storica di questo paese, basta vedere con quanta facilità oggi l’estrema destra è in grado di appropriarsi persino di figure rivoluzionarie come quella di Che Guevara, snobbate da un certo atteggiamento a sinistra. Leggi il resto