NEL RICORDO DI PEPPINO IMPASTATO, MILITANTE COMUNISTA RIVOLUZIONARIO.

Il 9 Maggio 2013 ricorre il 35° anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato, militante comunista rivoluzionario. Come Fronte della Gioventù Comunista riteniamo dovere per una nuova generazione di rivoluzionari siciliani liberare l’immagine di Peppino da quelle incrostazioni idealiste, radical-chic e romantiche che trasformano il compagno Peppino Impastato in un “ragazzo idealista poeta e giornalista che si scagliava contro l’ingiustizia della Mafia decantando la bellezza”. Il capitalismo può tollerare solo quelle figure di “grandi idealisti” destinati alla sconfitta e che non intaccano nella pratica la leggi del suo sistema, per cui si adopera a trasformare e idealizzare dopo la loro morte grandi figure rivoluzionarie (ad altri è toccata la demonizzazione). E’ il caso di Peppino Impastato, adattato alle esigenze di quell’antimafia istituzionale, delle procure e della “legalità borghese” con un’immagine buona per ogni stagione sfruttabile ai propri fini opportunisti da gruppi, movimenti e formazioni politiche anticomuniste, che abusano del suo nome in chiave elettoralistica e della bella immagine mediatica. Come Fronte della Gioventù Comunista, rivendichiamo il vero Peppino Impastato ed assumiamo il suo reale insegnamento di lotta militante contro il sistema capitalista per la nuova e superiore società socialista-comunista; solo la lotta contro il capitalismo vuol dire lottare la mafia. Nell’immaginario funzionale alla perpetuazione del potere borghese capitalista, la mafia viene trasformata in tumore da estirpare per liberare lo Stato e l’economia di mercato per permettere idealmente al sistema di funzionare correttamente nel beneficio per tutti e tutte. Questa visione falsa, irrealistica e opportunista non era quella del compagno Impastato che correttamente individuava il capitale e la mafia come anelli della stessa catena. La mafia si forma nel feudo con la figura del “campiere”, dell’uomo del padrone contro il contadino e si sviluppa nella realtà del sistema economico-sociale capitalista, divenendo lo strato egemone della borghesia del sud, per cui è una precisa e determinata sovrastruttura che si basa e fonda nella società borghese capitalista. Di questa visione reale marxista del fenomeno mafia non vi è traccia nei molti “professionisti dell’antimafia” che abusano del suo nome, stravolgendolo e rendendolo funzionale a quest’ordine delle cose, mistificando la realtà. L’antimafia di Peppino Impastato non era quella di Ingroia, Caselli, Travaglio e Saviano, ma quella delle lotte proletarie e contadine. Nel nome e nel rispetto di Peppino Impastato, militante comunista rivoluzionario, la gioventù comunista assume e continua pertanto la lotta di classe contro capitale, stato, padroni e mafia.

FGC Sicilia.



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