LA CLASSE OPERAIA HA BISOGNO DEL SUO PARTITO, NON DI ALTRE ILLUSIONI.

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In questi anni la classe operaia e le masse popolari hanno visto progressivamente esaurirsi ogni spazio di partecipazione attiva alla vita democratica del Paese. La distruzione dei partiti di massa e la loro conversione in comitati d’affari del capitale, il ruolo sempre più subalterno dei sindacati, l’assenza nelle istituzioni di lavoratori salariati, disoccupati, spariti anche dai partiti della sinistra, ridotti ormai a gruppi di burocrati di professione, tutto questo è un dato oggettivo che marca la realtà dei nostri tempi. La crisi a partire dal 2009 ha segnato un’accelerazione del processo di riduzione dei diritti dei lavoratori. Centinaia di lotte sono state perse perché gestite singolarmente, anche per complicità e inadeguatezze nei sindacati. Non stupisce allora che una parte importante dei quadri sindacali dei settori più politicizzati della classe operaia, senta con forza la necessità di una fase diversa, che punti a superare la fase di stallo attuale.

In questo senso la proposta di Landini e della FIOM evidenzia chiaramente una fase di maturazione di consapevolezza della necessità di una svolta, ma ancora una volta indica un percorso sbagliato. Un percorso fumoso, che sembra riemergere da nebbie bertinottiane e da vocazioni movimentiste, già sconfitte dalla storia, che non chiarisce la sua natura sindacale o politica, che non garantisce reali prospettive politiche alla classe operaia. La stessa scelta degli interlocutori testimonia questa confusione e l’arretratezza di posizioni che va a sciogliersi in un calderone di legalitarismo, pacifismo e movimentismo di ogni genere. Leggi il resto



LA “BUONA SCUOLA” PER CONFINDUSTRIA. ANALISI DEL DDL SULLA SCUOLA.

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Come era prevedibile, il ddl presentato in Consiglio dei Ministri lo scorso 12 marzo non inverte minimamente la rotta rispetto al progetto della “Buona Scuola” pubblicato dal governo lo scorso autunno. Quella delineata nel disegno di legge è una vera e propria scuola-azienda che scavalca persino i progetti dell’ultimo governo Berlusconi. L’autonomia scolastica diventa sinonimo di gestione manageriale da parte del Dirigente Scolastico, che avrà non solo il compito di cercare finanziamenti da parte di privati, ma addirittura quello di scegliere gli insegnanti. Viene introdotta una pianificazione triennale, da affiancare al POF (definito annualmente), nella quale si individuerà l’organico, da scegliere fra i nomi inseriti in appositi albi, nei quali rientreranno tutti gli assunti a partire dal prossimo autunno. Un capitolo a parte, quello delle assunzioni, che dietro l’esaurimento delle GAE (graduatorie ad esaurimento) mascherano l’abbandono di migliaia di precari “colpevoli”, certo non per propria colpa, di aver lavorato poco. Rimandata per adesso la proposta di inserire gli scatti degli stipendio in base al merito: restano gli scatti d’anzianità, a cui si affianca un fondo di 200 milioni per un bonus agli stipendi dei docenti più meritevoli, che sarà assegnato a discrezione del Dirigente al 5% degli insegnanti della scuola. Il trionfo del clientelismo, se si pensa che manca ancora una definizione dei criteri con cui il Dirigente sceglierà gli insegnanti da “assumere”. In compenso, cresce il fondo nazionale per la retribuzione dei Dirigenti Scolastici, anche qui secondo una logica di premialità per quei Dirigenti che più sapranno distinguersi per la propria attività manageriale.

Questa idea del Dirigente che sceglie i docenti più adatti ai suoi progetti e agli insegnamenti che intende offrire avalla la proposta del “curriculum studentesco” (citato in alcuni passaggi del ddl) e svuota di significato il valore legale del titolo di studio, che sebbene non sia esplicitamente abolito si riduce ormai a mera formalità. Dal momento che ogni scuola offrirà insegnamenti diversi, più o meno qualificati o specifici in base alle proprie disponibilità materiali ed economiche, è chiaro che non avrà più senso parlare di uguaglianza formale di tutti i diplomi conseguiti per lo stesso indirizzo di studio. È necessario chiarire che va assolutamente rigettata l’idea per cui difendere il valore legale del titolo di studio e opporsi al curriculum studentesco significa battersi per un livellamento al ribasso dell’istruzione, voler “tappare le ali” alle scuole d’eccellenza. Al contrario chiediamo che l’istruzione di qualità sia offerta da tutti gli istituti, e non solo da poche scuole “di serie A” che avranno le risorse per farlo, con un livellamento al ribasso, stavolta per davvero, fra le altre scuole. Leggi il resto



FGC: «SOLIDALI CON VENEZUELA CONTRO INGERENZE USA»

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Gli Stati Uniti minacciano nuovamente la sovranità del Venezuela; negli scorsi giorni una dichiarazione di Obama definisce il Paese bolivariano “una minaccia per la sicurezza nazionale”. Questa è l’ennesima provocazione che il governo statunitente lancia verso quegli stati che si oppongono con forza alle politiche imperialiste. La verità è che per tutti quei Paesi che resistono all’imperialismo è proprio il governo USA a rappresentare “una minaccia per la sicurezza nazionale”; lo testimonia la storia con il tentato colpo di stato del 2002 orchestrato dalla CIA per bloccare il processo bolivariano ed il sostegno dato a tutte le provocazioni con cui la borghesia venezuelana in questi anni ha cercato di sovvertire la volontà popolare. Il nostro dovere è quello di smascherare l’imperialismo e le sue macchinazioni vergognosamente sostenute dai media. Sappiamo che nel mondo dei monopoli in lotta non esiste limite alla menzogna pur di ragiungere i propri obiettivi di controllo ed influenza sugli stati. Esprimiamo la nostra solidarietà al Presidente Maduro ed al popolo venezuelano che resistono ai tentativi di destabilizzazione che quotidianamente vengono loro rivolti.



DICHIARAZIONE COMUNE DELLE GIOVENTU’ COMUNISTE EUROPEE

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Il 7 e 8 marzo 2015, a Francoforte si è svolto l’11° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee con il titolo “70 anni dopo la vittoria Antifascista dei popoli: il capitalismo genera ancora crisi, fascismo, guerre. La speranza per la gioventù è riposta nel futuro socialista”. Come organizzazioni partecipanti, abbiamo sottoscritto la seguente dichiarazione comune:

L’8 e il 9 Marzo del 1945, il fascismo è stato sconfitto ed è stata posta fine ai più grandi crimini dell’umanità. La caduta del fascismo è riuscita dopo un lungo processo di lotta da parte delle forze antifasciste, specialmente l’Unione Sovietica, dei movimenti di liberazione nazionale, del ruolo importante giocato dai partiti comunisti e del decisivo contributo della gioventù. I soldati dell’Armata Rossa e l‘intero popolo Sovietico hanno contribuito con grandi sacrifici, e hanno pagato il più prezzo per raggiungere tale vittoria. Con la vittoria antifascista, l’Unione Sovietica ha guadagnato grande prestigio internazionale.

Abbiamo ogni ragione e responsabilità per prendere insegnamento dalla storia, per imparare la verità e lottare per essa. Dobbiamo imparare dall’esperienza e dalle conclusioni della lotta titanica dei popoli per la liberazione sociale e per i consistenti miglioramenti di vita e condizioni lavorative per i giovani e per il popolo tutto. Dobbiamo integrarli nella nostra lotta contemporanea.

Oggi, e specialmente dopo la vittoria della Controrivoluzione in Unione Sovietica e negli altri paesi socialisti, uno sforzo coordinato a livello internazionale ha iniziato la revisione e la riscrittura della storia. L’Unione Europea, con la sua politica ufficiale anticomunista, si trova in prima linea in questo attacco. Dichiarando il 9 Maggio come “Il giorno dell’Europa”, l’Unione Europea tenta di cancellare questo giorno come vittoria antifascista dei popoli d’Europa con la partecipazione determinante dell’Unione Sovietica e dei comunisti di tutti i paesi occupati. Essa coltiva il proprio selvaggio anticomunismo come ideologia ufficiale. Promuove la teoria antiscientifica e reazionaria dell’equazione tra fascismo e comunismo tentando di acclamare l’innocenza del sistema capitalista, del quale l’ideologia fascista è parte integrante. Allo stesso tempo, diffama il socialismo-comunismo, che rappresenta la vera minaccia ai suoi interessi. In questo modo, l’Unione Europea rivela il suo vero volto, un’unione interstatale capitalista che favorisce gli interessi dei monopoli. Leggi il resto



8 MARZO: NON UNA FESTA. DONNA PROLETARIA ALZA LA TESTA

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La Giornata Internazionale della Donna fu istituita il 14 luglio del 1921 dalla Seconda Internazionale delle donne comuniste a Mosca, a pochi giorni dall’apertura del terzo Congresso dell’Internazionale Comunista. Giornata e non festa della donna come viene mediaticamente pubblicizzata e ricordata, non al ricordo di un  incendio negli Stati Uniti, accaduto in altra data, ma a commemorare una manifestazione svoltasi nella capitale Russa, l’8 Marzo del 1917, guidata dalle donne operaie contro la tirannide zarista, per rivendicare la fine della guerra, per onorare tutte quelle donne sovietiche che combatteremo e si sacrificarono per la libertà del proprio popolo, per sottolineare i progressi assolutamente avanguardistici fatti dall’Unione Sovietica in tema di diritti e libertà, per ricordare gli enormi passi avanti compiuti dalle donne in tutto il mondo e quelli che si dovranno ancora compiere.
L’8 Marzo dovrebbe essere l’occasione per ricordare tutte quelle donne in ogni parte del mondo che si sono sacrificate, che hanno lottato per la piena libertà del proprio genere e della classi popolari; dovrebbe essere un giorno in cui poter sottolineare come la donna viva un doppio sfruttamento in questo sistema, uno sfruttamento che continua ad acuirsi e che non si risolve certo con un posto in più tra i banchi del Parlamento o con qualche ruolo istituzionale. Leggi il resto



FGC: IN PIAZZA CON GLI STUDENTI NELLE MOBILITAZIONI CONTRO LA “BUONA SCUOLA”

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Il 27 febbraio il Governo Renzi darà ufficialmente il via ai procedimenti di attuazione della riforma della scuola, depositando un decreto legge e un disegno di legge delega. L’intenzione dichiarata è quella di farla entrare in vigore già dal prossimo anno scolastico. La “Buona Scuola” di Renzi rappresenta l’ultima tappa di un progetto iniziato decenni fa, condotto al ritmo di una riforma a governo. Renzi avanza rivendicando una “consultazione” con il mondo della scuola condotta lo scorso autunno, che in realtà ha coinvolto una parte minima del mondo della scuola (e degli studenti, quasi per nulla considerati) e si è dimostrata priva di qualsiasi fondamento democratico.

La “Buona Scuola”, dietro la maschera di questa finta consultazione inscenata per l’occasione, è l’ennesimo colpo dato all’istruzione pubblica, una vera e propria privatizzazione mascherata delle scuole statali, a tutto vantaggio delle imprese private. Scuole pubbliche trasformate in scuole-aziende, finanziate non più dallo Stato ma “autonome”,  cioè guidate da un “Preside-manager” che avrà il compito di attirare nel “suo” istituto i finanziamenti privati. Una riforma che parte dal presupposto che i finanziamenti statali non basteranno mai, mentre si tace sulla responsabilità politica di un Governo che continua a regalare milioni alle scuole private. Poco più di 30 milioni investiti per il diritto allo studio e contro la dispersione scolastica, dinanzi a quasi 500 milioni di finanziamenti alle scuole private; 700 milioni all’edilizia scolastica, una miseria che non basterà a rimettere in sicurezza scuole in cui i crolli sono all’ordine del giorno, dinanzi a 9 miliardi di euro per l’acquisto degli F-35. Ogni anno 100 miliardi di soli interessi sul debito  pubblico vengono regalati alle grandi banche europee. Queste sono le cifre che il Governo nasconde, mentre afferma che i soldi “non ci sono” e che la scuola pubblica deve essere affidata nelle mani del capitale privato. Le imprese private finanzieranno le “buone scuole” di Renzi, potendo così rivendicare una didattica del tutto asservita ai propri interessi. Questa privatizzazione di fatto viene definita dal Governo un “investimento” di tutto il territorio sulla scuola, che non può essere più un peso per il governo. Nulla si dice sui contributi scolastici che ogni anno le famiglie sono costrette a pagare per tenere in piedi le scuole, e che oggi sono la vera fonte di finanziamento delle scuole statali. Leggi il resto



APPELLO ALLE FORZE COMUNISTE: MAI CON RENZI E UE, RESPINGIAMO SALVINI.

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Il 28 febbraio a Roma una comizio della Lega Nord, insieme con Fratelli d’Italia e varie organizzazioni dell’estrema destra neofascista italiana, daranno avvio al progetto della costituzione di un fronte nazionale sul modello di quello francese, che ormai da giorni di propone come alternativa al governo Renzi e alle politiche europee. In questo quadro di crisi organica in mancanza di una seria alternativa di carattere progressista a favore delle classi sociali subalterne, l’Italia corre il rischio di vedere una crescita di consenso attorno alle forze reazionarie che questo progetto unisce. In queste settimane due assemblea all’Università La Sapienza di Roma hanno reso evidente la volontà di costruire un corteo nella giornata del 28 contro il comizio di Salvini, per dire che la vera opposizione al governo Renzi non passa per la destra leghista e neofascista, compromessa da anni di gestione del potere con i governi di centrodestra.

Il Fronte della Gioventù Comunista aderirà a questa manifestazione, come momento utile per una discussione collettiva tra le forze sociali e politiche che parteciperanno, con l’obiettivo di fare un passo in avanti nell’analisi politica e nella prospettiva organizzativa delle lotte contro questo governo. Riteniamo un corteo assolutamente insufficiente in questa direzione, espressione dell’arretratezza degli attuali rapporti di forza e del livello politico organizzativo oggi presente. Riteniamo anche la piattaforma politica della manifestazione inconsistente sul piano politico delle rivendicazioni in particolare per quanto concerne la questione fondamentale dell’Unione Europea e dell’euro, ancora una volta ignorata in nome di pretese illusorie di modifica dell’Unione Europea dal suo interno. Proprio in queste contraddizioni si lasciano spazi all’avanzata della destra, nel momento in cui, anche a livello internazionale, appare chiaro con l’esempio della Grecia che ogni illusione sul cambiamento dall’interno della UE, ogni margine di riformismo radicale interno alla gabbia della UE e dell’euro è destinato a fallire miseramente.   Leggi il resto



VENEZUELA. FGC«A CARACAS PER SOLIDARIETA’ CON GOVERNO BOLIVARIANO».

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Una delegazione del Fronte della Gioventù Comunista parteciperà in questi giorni alla brigata di solidarietà internazionale promossa dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica dal 20 al 28 febbraio in Venezuela, per manifestare il sostegno della gioventù del mondo con la rivoluzione bolivariana ed il governo socialista di Maduro. Mentre oggi la guerra economica condotta dai paesi imperialisti e dalla borghesia venezuelana, con l’abbassamento del prezzo del petrolio, serrate e ritiro di beni di prima necessità, i tentativi di colpi di stato appoggiati dagli USA rischiano di far precipitare il Venezuela nella guerra civile, non dimentichiamo gli straordinari risultati dei governi di Chàvez e Maduro in termini di conquiste sociali per le classi subalterne.

Siamo in Venezuela per sostenere con forza il diritto del popolo venezuelano a marciare nella direzione della costruzione di una società socialista senza ingerenze esterne da parte degli Stati Uniti e degli altri paesi imperialisti. Siamo in Venezuela per sostenere le politiche a favore delle classi popolari mentre in Europa e nei paesi a capitalismo avanzato diritti come l’istruzione, la sanità, la casa, diventano privilegi per pochi e la nostra generazione è destinata ad un futuro di disoccupazione e precarietà.

Lanciamo l’appello a tutti i giovani, ai collettivi, le associazioni studentesche e sindacali, i movimenti di lotta per unirsi a noi e costruire insieme un comitato per la solidarietà al Venezuela Bolivariano, contribuendo a combattere la propaganda anti-chavista dei media occidentali, organizzando insieme iniziative, conferenze, assemlee di discussione e dibattito, e azioni concrete di sostegno e solidarietà. 

info su www.gioventubolivariana.it Leggi il resto



FGC: «SOLIDALI CON LA LOTTA DI CLASSE DEL POPOLO GRECO, NON CON TSIPRAS.»

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Come Fronte della Gioventù Comunista non scenderemo nelle piazze italiane previste per le manifestazioni del 14 febbraio con lo slogan “solidarietà con il popolo greco”, che riteniamo fuorviante rispetto ai reali obiettivi delle manifestazioni e alla condizione del popolo greco. Riteniamo infatti che questa campagna internazionale promossa dalla Sinistra Europea e rilanciata in Italia da tutta una serie di sigle e personalità in cerca di un posto in Parlamento a qualunque costo, sia fuorviante e dannosa. Il giudizio sul governo Tsipras lungi dall’essere ancorato ai fatti reali che si stanno producendo, è condotto a partire da illusioni e false speranze, che alimentano di fatto il sostegno delle masse popolari all’Unione Europea e al sistema capitalistico.

In pochi giorni il governo SYRIZA-ANEL ha già fatto molti passi indietro sulle sue promesse elettorali, come era inevitabile data l’accettazione della permanenza nella UE e nell’euro. Passi indietro che si sommano alla revisione del programma di Syriza già effettuata in vista delle recenti elezioni (nonostante in Italia si spacci ancora per programma del governo Tsipras quello iniziale della formazione politica). Solo per ricapitolare alcuni fatti recenti: Tsipras e Varoufakis hanno dichiarato di accettare il 70% del vecchio memorandum e di voler sostituire il restante 30% con nuovi accordi con le istituzioni europee e l’OCSE, accordi che prevedono il pagamento del debito. Più volte il governo greco ha dichiarato che il popolo onorerà i suoi impegni con i creditori, limitandosi a giocare con le parole sostituendo alla “troika” le istituzioni internazionali che la compongono (UE, BCE, FMI). Nuove riforme e pareggio di bilancio porteranno effetti del tutto simili a quelli già sperimentati in questi anni dai greci. Le dichiarazioni dei primi giorni sono state tutte successivamente smentite dai fatti: dalle privatizzazioni, alla natura delle riforme sul lavoro, passando per la politica internazionale. Leggi il resto



APPELLO DI SOLIDARIETA’ CON AYOTZINAPA

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Le Gioventù Comuniste del mondo in solidarietà con Ayotzinapa
Consapevoli della situazione che attraversa il Messico, le gioventù comuniste segnalano che il caso dei 43 normalisti scoparsi della Normale Rurale di Ayotzinapa è l’anello di una lunga catena di genocidi perpetrati dallo Stato messicano contro i suoi oppositori politici. Questi genocidi cercano di terrorizzare e immobilizzare la classe operaia e il popolo del Messico che negli ultimi anni manifesta una crescente insubordinazione nei confronti del potere dei monopoli e l’oligarchia che governa.
Le gioventù comuniste denunciano la responsabilità diretta di coloro che sono stati il braccio esecutore del massacro dei 43 normalisti di Ayotzinapa: la polizia, l’esercito e direttamente il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD). Le responsabilità politiche di questi fatti atroci includono personaggi come López Obrador, che al suo tempo hanno promosso l’ex-governatore di Guerrero (Ángel Aguirre) e il Sindaco di Iguala (José Luis Abarca) quando erano candidati. Il blocco di partiti conosciuto come “Patto per il Messico” (PRI, PAN, PRD) che hanno disposto le politiche anti-popolari e creato i meccanismi paramilitari che hanno condotto alla situazione attuale.
Esprimiamo la nostra solidarietà con il popolo del Messico. Ayotzinapa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso che precedentemente era stato riempito con la guerra e la repressione, con barbare misure per scaricare il costo della crisi sulla classe operaia e il popolo, come la riforma lavorativa, agraria, fiscale, energetica, ecc. Sosteniamo il popolo del Messico e dichiariamo che è legittima la sua parola d’ordine per il rovesciamento dell’attuale governo, così come legittime sono tutte le forme di lotta che considera necessarie per raggiungere una soluzione favorevole agli interessi popolari.
Oggi le gioventù comuniste protestano fuori le ambasciate e sedi diplomatiche del governo messicano, per aggiungere la nostra solidarietà ai genitori e famigliari dei normalisti scomparsi.
Per i nostri morti non un minuto di silenzio, tutta una vita di lotta! Leggi il resto