Il nostro Antifascismo.

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Scegliendo il nome della nostra organizzazione sapevamo di dare adito a qualche fraintendimento, così come sapevamo di poter prestare il fianco ad alcune “accuse” provenienti da ambienti vicini, per i quali additare la nostra organizzazione come “ambigua” costituisce l’ultima e momentanea scialuppa di salvataggio. Con la scelta di questo nome abbiamo voluto compiere un’operazione di riappropriazione storica di un elemento che come tanti appartiene alla storia della sinistra, che negli anni ha lasciato che l’estrema destra se ne appropriasse. Il «Fronte della Gioventù» era infatti l’organizzazione dei giovani durante la Resistenza. Il suo nome è legato indissolubilmente a quello di Eugenio Curiel, giovane dirigente comunista, assassinato dai fascisti poco prima della liberazione nazionale. Nelle fila del «Fronte della Gioventù» militarono personaggi del calibro di Pajetta e Longo, e decine di migliaia di giovani, studenti, intellettuali, operai, che diedero alla causa della Liberazione nazionale dedizione, sacrificio e spesso la vita. I militanti del Fronte della Gioventù impressionavano i nazisti ei fascisti per la loro dedizione nonostante la giovane età: erano i più tenaci a resistere, la loro idea più forte di sevizie e torture di ogni genere. Per capire come sia stato possibile che un tale patrimonio sia andato disperso nella coscienza collettiva e nella stessa memoria storica di questo paese, basta vedere con quanta facilità oggi l’estrema destra è in grado di appropriarsi persino di figure rivoluzionarie come quella di Che Guevara, snobbate da un certo atteggiamento a sinistra. Leggi il resto