Messaggio di solidarietà con il Partito Comunista (PCM) e la Federazione dei Giovani Comunisti (FJC) del Messico per l’arresto del compagno Guillermo Bonilla

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Cari compagni,

A nome del Comitato Centrale e di tutti i militanti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), esprimiamo la nostra solidarietà al Partito Comunista del Messico (PCM) e alla Federazione dei Giovani Comunisti del Messico (FJC) di fronte all’arresto del compagno Guillermo Bonilla, dirigente sindacale e membro del CC del PCM, e alla prosecuzione e intensificazione dell’ondata di repressione e violenza che il popolo messicano sta subendo sotto il mandato del governo di Enrique Peña Nieto.

Gli eventi degli ultimi anni in Messico dimostrano il chiaro e totale impegno dello Stato e di tutte le forze politiche borghesi che compongono il cosiddetto “Patto per il Messico”, nel garantire e difendere ad ogni costo gli interessi dei monopoli e della classe padronale mediante l’uso degli apparati repressivi di stato, del paramilitarismo e persino della criminalità organizzata. Leggi il resto



MESSAGGIO AL X CONGRESSO DELLA UJC (CUBA)

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Cari compagni,

vi invio a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) un fraterno saluto rivoluzionario per il vostro X congresso. Seguiamo con interesse e costante scambio di informazioni le vicende che riguardano Cuba, che è sempre nei nostri cuori come in quelli di tutti i rivoluzionari del mondo. Siamo consapevoli delle grandi sfide che attendono il futuro del Paese, per migliorare e rafforzare il sistema socialista, per lottare contro l’imperialismo anche quando questo si presenta in modo più subdolo. Una gioventù rivoluzionaria e unita è l’argine più invalicabile per i nemici della rivoluzione, la premessa indispensabile per qualsiasi processo di rafforzamento del socialismo e approfondimento del processo rivoluzionario.

Sebbene negli anni passati il socialismo abbia subito nel mondo una battuta d’arresto, oggi sempre più lavoratori, sempre più giovani si accorgono della vera natura del capitalismo. In Italia e in Europa milioni di giovani non hanno lavoro; la maggior parte dei lavoratori sono precari e senza diritti, con salari bassi e orari di lavoro elevati; l’accesso all’istruzione è legato a fattori di classe, sempre più giovani non possono accedervi per i costi delle tasse, dei libri; tutti i diritti conquistati con le lotte del movimento operaio vengono cancellati in nome del profitto, come nel caso della salute. Milioni di famiglie non hanno una casa. Aumenta il consumo di droga e di alcol tra i giovani, le attività sportive e culturali sono soggette in larga parte agli interessi economici dei gruppi privati e non alle necessità dei popoli. La vicenda greca ha dimostrato ancora una volta che le opzioni riformiste sono destinate a fallire e che la premessa per la liberazione dei popoli europei non può attuarsi all’interno di un campo imperialista, ma ha nel disimpegno dall’Unione Europea e dalla Nato, nel ripudio del ricatto del debito pubblico, nella rottura con il potere dei grandi monopoli, la premessa indispensabile per una vera liberazione. Leggi il resto



MUSTILLO (FGC): «LA GIOVENTU’ DEVE LOTTARE CONTRO LA UE E LA DITTATURA DEL CAPITALE».

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 «Le vicende di queste ore dimostrano chiaramente che l’Unione Europea non è riformabile, non esiste un’Europa dei popoli, ma solo l’Europa del capitale – così ha dichiarato il Segretario nazionale del Fronte della Gioventù, Alessandro Mustillo –  La trattativa con la Grecia non ha lo scopo di modificare misure che sono già una capitolazione per il governo Tsipras, ma quello di impedire che i popoli europei alzino la testa. Si colpisce il popolo greco per educare quello spagnolo, italiano, francese, per dare una lezione ai lavoratori di tutto il continente, per dividerli e renderli ancora più schiavi. Ma tutto ciò otterrà l’effetto opposto. La vera lezione per la classe operaia e le masse popolari è che esse potranno liberarsi dalla propria condizione di schiavitù solo attraverso una lotta diretta contro l’Unione Europea ed il capitalismo. Le vicende di queste ore dimostrano che è finito il tempo delle illusioni della sinistra riformista o più o meno radicale, che il presupposto necessario per ogni atto di liberazione è la rottura della gabbia della UE.

La condotta fino ad oggi intrapresa dal governo Tsipras ha grandi responsabilità. L’illusione della riformabilità della UE, della costruzione dell’Altra Europa all’interno dei vincoli di bilancio, dell’euro, del controllo delle “tre istituzioni” è stata un’illusione disarmante per milioni di lavoratori e giovani non solo in Grecia ma in tutta Europa. Una campagna referendaria gestita tra due opzioni che solo apparentemente divergevano, ma che in realtà proponevano entrambe l’accettazione di un nuovo memorandum ha garantito la stabilità della UE e del sistema di ricatto della Troika. I grandi capitalisti greci hanno da tempo messo a riparo i loro capitali all’estero , mentre nuove e vecchie politiche antipopolari flagellano le masse popolari.

L’appello che rivolgo a tutti i compagni in queste ore è di lavorare affinché la consapevolezza della necessità di lottare contro la UE, senza illusioni e compromessi, si estenda alle organizzazioni sindacali, ai collettivi e alle associazioni studentesche, alle centinaia di migliaia di giovani che sono scesi in piazza in questi mesi per protestare contro i provvedimenti del governo. Da tempo il FGC sostiene la necessità di legare ogni lotta alla prospettiva di rottura con l’Unione Europea ed il sistema capitalistico. Le vicende di questi giorni e la questione greca in modo particolare, non fanno che rafforzare in noi la convinzione della giustezza di questa posizione e della necessità di conquistare ad essa il consenso di un numero sempre maggiore di lavoratori, studenti, disoccupati. E’ necessario fare di più in questa direzione, pena vedere colpevolmente avanzare le posizioni dell’estrema destra e conquistare settori popolari in mancanza di un punto di vista e di una capacità organizzativa autonoma del proletariato. Leggi il resto



UNIVERSITÀ. L’EMENDAMENTO MELONI E IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO.

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L’emendamento al DDL sulla Pubblica Amministrazione presentato dal deputato Marco Meloni (PD) e approvato in commissione alla Camera, costituisce a tutti gli effetti l’ennesimo attacco al valore legale del titolo di studio in Italia. Da una proposta che originariamente prevedeva l’abolizione del voto minimo di laurea come requisito per la partecipazione ai concorsi pubblici, si è passati a un testo in cui si parla di utilizzare non solo il voto di laurea, ma anche il prestigio dell’ateneo di provenienza come criterio per l’accesso ai concorsi. Di fatto, l’emendamento sancisce potenzialmente la non omogeneità fra titoli di studio analoghi conseguiti in due atenei diversi. Una proposta irricevibile, che come spesso avviene giunge all’improvviso e per iniziativa parlamentare, nel tentativo di mantenere il più possibile il Governo al sicuro (si pensi al famigerato Pdl Aprea di qualche anno fa).

Condanniamo con decisione quello che già appare come l’ennesimo attacco all’istruzione, condotto sulla base di argomenti ormai invecchiati: la meritocrazia, la necessità di eliminare i privilegi e di stroncare i cosiddetti “laureifici”. Più o meno gli stessi argomenti che si utilizzano quando si parla di cancellare o ridimensionare il valore legale del titolo di studio, che resta di fatto la questione fondamentale di una proposta che potrebbe essere il primo tassello di una prossima “buona università” firmata Matteo Renzi. Leggi il resto



FGC: «AL SENATO 50.000 FIRME CONTRO DDL SCUOLA, PER GRATUITA’ ISTRUZIONE.»

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«Il Fronte della Gioventù Comunista sarà oggi alla manifestazione contro l’approvazione del DDL scuola, insieme a studenti, insegnanti e lavoratori della scuola». Ad affermarlo è Paolo Spena, responsabile scuola e università FGC.  «Con l’occasione presenteremo le 50.000 firme raccolte in queste settimane contro la proposta di legge del governo, per chiedere provvedimenti urgenti in materia di gratuità dell’istruzione, unica condizione per garantire l’effettività del diritto allo studio. Migliaia di studenti hanno firmato per mettere fine al contributo studentesco, e chiedere interventi sulla gratuità dei libri di testo e dei trasporti; il blocco dei finanziamenti alle scuole private e finanziamenti urgenti all’edilizia scolastica; la fine dell’alternanza scuola lavoro come regalo alle imprese e una forma di alternanza che sia finalizzata effettivamente all’apprendimento; la conferma del valore legale del titolo di studio e il blocco dei provvedimenti sul curriculum scolastico, e del sistema invalsi. La raccolta di firme ha impegnato la nostra organizzazione su tutto il territorio nazionale, trovando numerose adesioni in settori dei sindacati studenteschi, nei collettivi delle scuole, tra rappresentanti e semplici studenti. Le firme si sommano alle mobilitazioni di questi mesi, contro la proposta del governo. Renzi usa lo strumento della fiducia ben sapendo di portare a compimento un programma antipopolare che va nella stessa direzione dei governi di centrodestra.»

«Le nostre proposte – conclude Spena – sono ciò di cui la scuola ha urgenza immediata, insieme ad un piano straordinario di finanziamenti che inverta quanto accaduto in questi anni. Di fronte alla crisi e al numero sempre più elevato di non iscrizione a scuola e abbandono, è necessario invertire la rotta. Gli studenti non hanno nulla da guadagnare nella prosecuzione delle politiche antipopolari volute dalla UE e dai governi, con la riduzione dei finanziamenti statali, favori alle private e subalternità dell’istruzione agli interessi delle imprese private. Vogliamo cambiare la scuola ma nella direzione esattamente opposta a quella del governo Renzi, per una scuola statale di qualità che garantisca a tutti un diritto allo studio effettivo e non di facciata, che sia cioè indipendente dalla condizione economica e sociale delle famiglie.»



LEGGE 194. FGC: «37 ANNI FA APPROVAZIONE 194 MA ABORTO MINACCIATO DA OBIETTORI. CANCELLARE OBIEZIONE DI COSCIENZA»

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«A trentasette anni dall’approvazione delle legge 194 l’aumento verticale dei medici obiettori sta  cancellando il diritto delle donne ad abortire.» Questo l’allarme lanciato oggi in occasione dell’anniversario dell’approvazione della legge 194 da parte del Fronte della Gioventù Comunista (FGC).  Da tempo ormai – spiega Federica Savino, responsabile donne del FGC -  sottolineiamo come l’obiezione di coscienza stia minando sempre più le basi del nostro sistema sanitario nazionale, gratuito ed universale Per questo a partire dalla data simbolica di oggi lanciamo una campagna nazionale negli ospedali, nelle scuole, nelle università, che viaggerà anche sui social network, per sensibilizzare sul problema dell’applicazione reale della legge 194.»

«Ormai nelle strutture pubbliche si è raggiunto lo stato di emergenza. Sempre più reparti che praticano le IVG vengono chiusi o la possibilità di richiederla diviene sempre più difficile. Il numero dei medici obiettori raggiunge in alcune regioni il 90%. E’ chiaro che l’obiezione di coscienza si converte nei fatti in un vero e proprio sabotaggio di un diritto sancito dalla legge, quindi chiediamo la cancellazione dell’art. 9. I consultori familiari nascono per sostenere la maternità, la genitorialità, per informare e per prevenire; non per essere il covo dell’associazionismo cattolico e dei medici obiettori che si muove nel rispetto dei propri principi a discapito delle scelte individuali e del principio dell’universalità del servizio sanitario nazionale.» Leggi il resto



PROTESTA NELLE SCUOLE DI TUTTA ITALIA. FGC: «RITIRO IMMEDIATO DEL DDL»

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Questa mattina, in occasione del voto alla camera del ddl scuola, gli studenti di tutta Italia hanno manifestato chiedendo il ritiro del ddl. Roma, Milano, Palermo, Torino, e molte altre città in cui gli studenti nelle scuole hanno aperto striscioni, realizzato presidi e tenuto assemblee contro la riforma Renzi-Giannini. «La riforma di Renzi chiude un ciclo durato vent’anni, in cui con il ritmo di una riforma a governo si è mirato a smantellare la scuola statale e consegnarla di fatto nelle mani delle imprese» – afferma Paolo Spena, responsabile scuola e università del Fronte della Gioventù Comunista. «Nessuna illusione dinanzi alle aperture di facciata del governo. Nessun emendamento ha modificato e potrà modificare l’impianto complessivo della riforma: restano i pieni poteri al Dirigente Scolastico, le imprese private che finanzieranno le scuole pubbliche al posto dello Stato, un’alternanza scuola-lavoro che sostituisce la formazione tecnica e professionale con un contratto di apprendistato, asservendo la didattica alle singole imprese che ne ricaveranno unilateralmente vantaggio, mentre agli studenti resteranno competenze parcellizzate capaci di assicurare soltanto un futuro da precari.» «Per queste ragioni chiediamo il ritiro immediato del DDL» prosegue Spena «Oggi serve investire sul diritto allo studio, per permettere a tutti di accedere all’istruzione senza ostacoli economici; serve urgentemente un piano di interventi sull’edilizia scolastica di almeno 10 miliardi: temi quasi del tutto assenti dalla riforma di Renzi. La “buona scuola” è buona solo per Confindustria.» Leggi il resto



FGC AL MIUR: RITIRO IMMEDIATO DEL DDL SCUOLA.

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Parte la protesta degli studenti contro l’approvazione del ddl scuola prevista oggi alla Camera dei Deputati. Il Fronte della Gioventù Comunista questa mattina ha esposto uno striscione sulla scalinata del Ministero dell’Istruzione con scritto: «Renzi come Berlusconi. Contro il ddl scuola. No alla scuola dei padroni» In questi giorni il FGC sta racccogliendo nelle scuole 50.000 firme contro il progetto di riforma, che saranno consegnate al governo nei prossimi giorni in occasione dell’arrivo del ddl al Senato. «La scuola italiana ha bisogno di una riforma che vada nella direzione esattamente opposta a quella intrapresa dal governo» dichiara Alessandro Mustillo, segretario nazionale FGC. «Renzi si pone in continuità con le riforme dei governi Berlusconi nella direzione della costruzione di una scuola azienda, con super poteri ai Dirigenti Scolastici e via libera ai privati. L’istruzione tecnica e professionale viene completamente lasciata in balìa degli interessi delle imprese. Nessuna misura reale è prevista per il diritto allo studio, nulla viene detto sul contributo studentesco, sempre più una tassa vergognosa chiesta alle famiglie per mascherare i tagli del governo. Servirebbe un investimento serio nell’istruzione per colmare i problemi di accesso al diritto allo studio di sempre maggiori fasce popolari, con uno sguardo alle grandi differenze territoriali del nostro paese. Creare scuole di serie A e serie B, concedere detrazioni fiscali a vantaggio delle private, sono misure che vanno nella direzione opposta e che mirano alla creazione di un sistema d’istruzione di classe, in cui chi può ottiene una scuola di eccellenza, e chi non ha possibilità economiche è relegato ad un’istruzione dequalificata. In relazione a questo il FGC chiede il ritiro immediato del ddl, perchè nessun emendamento di facciata può modificare l’impianto della riforma.»

 


UNIVERSITÀ. L’IMBROGLIO DEL NUOVO ISEE: SIAMO TUTTI RICCHI.

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Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 159 del 5 dicembre 2013 ha introdotto un nuovo calcolo dell’ISEE entrato in vigore nel gennaio 2015. Stando ai proclami il nuovo ISEE, mettendo in chiaro tutti i redditi, avrebbe dovuto garantire maggior trasparenza e contrastare i “falsi poveri”. E infatti sono inclusi tutti i redditi esenti dall’IRPEF (come il mantenimento versato dal genitore separato, gli assegni familiari, le pensioni di invalidità, ecc) con il risultato che, solo sulla carta, la maggior parte di noi risulterà essere più ricca.

Specie osservando le ripercussioni sugli studenti universitari emerge come il nuovo ISEE sembri appositamente pensato per operare ulteriori tagli alla spesa pubblica, a scapito del diritto allo studio. I primi dati arrivano dalla Toscana, dove secondo l’Irpet (istituto regionale programmazione economica) il 14% degli studenti assegnatari di una borsa di studio rischia di perderla o subire decurtazioni, mentre solo il 63% sarà incluso nelle assegnazioni per la stessa fascia di reddito. Leggi il resto



12 MAGGIO: VIA AL BOICOTTAGGIO DEI TEST INVALSI.

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Il 12 maggio nelle classi seconde delle scuole superiori saranno somministrati i test Invalsi, come avviene ormai annualmente dal 2011. La novità di quest’anno è che la “buona scuola” di Renzi ha definitivamente confermato ciò che affermavamo già da tempo su queste prove. Dopo più di 20 miliardi di tagli alla scuola pubblica cumulati a partire dal 2008 per fare fronte alle imposizioni della UE, il progetto ormai neanche più celato è quello di ripartire le poche briciole di finanziamenti pubblici rimasti per le scuole pubbliche sulla base di queste valutazioni nazionali. L’Invalsi stila ogni anno una graduatoria nazionale delle scuole “migliori”, che secondo questa logica diventeranno quelle “meritevoli” dei finanziamenti statali. Il progetto iniziale della “buona scuola” presentato lo scorso settembre parlava apertamente di differenziare i finanziamenti alle scuole in base a questo criterio, e già nel 2011 fu sperimentato un premio di 70.000€ per le scuole che avessero conquistato i primi posti della graduatoria. L’obiettivo della somministrazione delle prove Invalsi è, ormai dichiaratamente, l’introduzione di un finanziamento delle scuole “all’americana”. Si “premieranno” con i finanziamenti statali le scuole più prestigiose, invece di intervenire laddove c’è bisogno. Per il resto, le scuole dovranno affidarsi ai finanziamenti delle imprese private.

Un progetto scellerato, che alimenta la già crescente distinzione fra scuola “di serie A”, e scuole “di serie B”, fra le stesse scuole pubbliche. Uno stratagemma in più per finanziare le scuole paritarie (scuole private a tutti gli effetti), che saranno iscritte nelle graduatorie e potranno così accedere ai “finanziamenti-premio”. Le continue dichiarazioni su una futura somministrazione dei test Invalsi anche ai maturandi, in sostituzione della terza prova o come “quarta prova”, vanno nella direzione di una crescente istituzionalizzazione di questi test, nati come semplici sperimentazioni nelle scuole della capitale, per legarli definitivamente alla didattica e stroncare al contempo le proteste e i boicottaggi che ogni anno vengono messi in atto.

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