ROMA, ATAC: VOLANTINAGGI CONTRO AUMENTO BIGLIETTO.

L’aumento del biglietto dell’ATAC ad un euro e cinquanta è la prova esemplare di come in Italia si faccia pagare la crisi direttamente alle famiglie. Paghiamo in questo modo le scelte del governo, i dicktat dell’Unione Europea, il peso della speculazione dei grandi gruppi internazionali che aumenta il debito pubblico. Non è un caso che gli aumenti stiano riguardando in questi mesi molte città italiane (a Milano l’aumento è scattato a settembre) e non solo il trasporto, ma anche l’erogazione di altri servizi “pubblici”. Tra il non pagare il debito e mandare in bancarotta le famiglie italiane lo Stato ha scelto la seconda ipotesi. Tutto questo unito alla pessima gestione comunale di Alemanno, comprese le assunzioni facili ai vertici delle municipalizzate, viene scaricato direttamente sulle famiglie. Gli studenti in particolare saranno fortemente penalizzati, essendo soppresse le agevolazioni sugli abbonamenti. A questo punto invitiamo tutti a non pagare il biglietto e ribellarsi contro l’ennesima misura antipopolare. È il debito pubblico che non va pagato, e da oggi anche il biglietto dell’autobus.

A partire da questa settimana il Fronte della Gioventù Comunista è impegnato in volantinaggi nelle fermate metro ed autobus per informare sulle reali ragioni dell’aumento, che nulla hanno a che fare con l’efficienza del servizio, ed invitare tutti i lavoratori e gli studenti a ribellarsi contro questo aumento iniquo.

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