Venezia. Alle elezioni studentesche vincono i comunisti: Colombo (FGC) eletto presidente della Consulta.

I comunisti vincono le elezioni studentesche a Venezia. Raji Colombo è il nuovo presidente della Consulta Provinciale degli Studenti nel capoluogo veneto. Con il 55% dei voti il candidato del Fronte della Gioventù Comunista (FGC) si afferma come primo eletto nell’organo di rappresentanza degli studenti di Venezia e provincia, con un programma di forte rottura rispetto alle politiche del governo.

Una ferma opposizione all’alternanza scuola-lavoro, la lotta per una scuola gratuita e accessibile a tutti: questi i punti cardine del programma dei comunisti alle elezioni studentesche, che puntano a uno scontro frontale con le forze di governo. Resta indietro il candidato avversario, vicino al Partito Democratico. Una sonora bocciatura alla riforma della scuola del Governo PD e alle politiche di asservimento dell’istruzione agli interessi di banche e grandi imprese.

«Per anni la Consulta è stata solo un trampolino per qualche giovane rampante della politica. È ora di dire basta a questa vergogna e cambiare rotta – ha dichiarato Colombo – Usare la Consulta degli Studenti per coprire le politiche dei governi significa tradire gli studenti in nome di sporchi interessi di carriera personale. Vogliamo trasformare quest’organo in un megafono delle lotte studentesche, per dare un senso alla rappresentanza facendo avanzare le nostre rivendicazioni. Vogliamo discutere e affrontare apertamente tutte le problematiche reali che gli studenti della provincia vivono sulla loro pelle, dallo sfruttamento in alternanza alla condizione degli edifici scolastici e dei trasporti. Via ogni forma di tassazione alle famiglie mascherata da contributo volontario. La scuola deve essere gratuita e di qualità per tutti»

«Ci metteremo subito al lavoro per avviare la discussione e stabilire un rapporto diretto tra la CPS e le scuole di Venezia e provincia. – ha concluso Colombo, annunciando le prime attività – Prepareremo inchieste e dossier sullo sfruttamento in alternanza e il costo dei trasporti, ma non ci facciamo illusioni. Le istituzioni potranno chiudere le porte alle nostre richieste, ma non fermare il percorso che abbiamo intrapreso. Ci aspettano due anni densi di impegno»

 

 


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