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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; Senza categoria</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>Ex Ilva di Taranto. Basta profitti e devastazione ambientale. Tra salute e lavoro, scegliamo entrambi.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Ufficio Politico del Fronte Comunista e la Segreteria Nazionale del FGC esprimono la massima solidarietà ai lavoratori dell&#8217;ex-Ilva in sciopero per la difesa del proprio posto di lavoro. La decisione della Corte d&#8217;Appello di Milano, che impone la chiusura dell&#8217;area a caldo dell&#8217;acciaieria entro 90 giorni, è l&#8217;ennesimo tassello di un processo disastroso che ha]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Ufficio Politico del Fronte Comunista e la Segreteria Nazionale del FGC esprimono la massima solidarietà ai lavoratori dell&#8217;ex-Ilva in sciopero per la difesa del proprio posto di lavoro. La decisione della Corte d&#8217;Appello di Milano, che impone la chiusura dell&#8217;area a caldo dell&#8217;acciaieria entro 90 giorni, è l&#8217;ennesimo tassello di un processo disastroso che ha impattato sulla salute di migliaia di lavoratori e cittadini di Taranto, che ha garantito profitti miliardari ai precedenti proprietari dell&#8217;acciaieria e che oggi volge al termine, scaricando tutto il proprio peso sulle spalle dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Denunciamo l&#8217;operato del governo Meloni, che, in linea con i governi precedenti, opera per garantire i profitti provenienti dall&#8217;ex-Ilva, senza prendere nessuna misura concreta e definitiva sul piano ambientale. Nonostante da decenni i danni ambientali e il loro impatto sulla salute dei lavoratori e degli abitanti di Taranto siano conclamati, i governi che si sono susseguiti hanno agito in modo assolutamente insufficiente a contrastare tutto ciò. Quello dell’ex-Ilva è un modello produttivo obsoleto che, avendo disperso nell&#8217;ambiente quantità enormi di inquinanti ed esposto i lavoratori a rischi altissimi, ha consentito per anni ai suoi proprietari e alle aziende dell&#8217;indotto enormi profitti. Il prezzo di tutto questo lo hanno pagato e continuano ancora a pagarlo i lavoratori e gli abitanti di Taranto, con morti sul lavoro, infortuni e innalzamento del livello di malattie croniche.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione ai problemi ambientali non può essere semplicemente la chiusura dell&#8217;acciaieria e il sacrificio dei posti di lavoro. Questa soluzione semplicistica percorsa dal governo Meloni, che continua a non agire in modo deciso per una bonifica e una ristrutturazione degli impianti, fa pagare doppiamente i lavoratori, prima mettendo a rischio la loro salute sul posto di lavoro, poi licenziandoli. Le moderne tecniche di produzione dell&#8217;acciaio garantirebbero pienamente una produzione sicura, con emissioni di inquinanti drasticamente ridotte e mantenute entro livelli compatibili con la tutela della salute e dell&#8217;ambiente. Il governo Meloni preferisce, invece, percorrere la strada della assoluta mancanza di responsabilità, rischiando di lasciare a casa. tra ex-Ilva e indotto, 20.000 lavoratori, chiudendo la più grande acciaieria d&#8217;Europa, riducendo ancora di più la capacità produttiva italiana e portando al capolinea la stessa filiera siderurgica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratterebbe di un tragico epilogo dopo anni di politiche scellerate. Dalla privatizzazione negli anni &#8217;90, con la proprietà della famiglia Riva, che ha incassato profitti miliardari, senza pagare né in sede penale né in sede civile per i danni arrecati alla salute pubblica; alla svendita ad Arcelor Mittal, la cui gestione privata ancora una volta non ha saputo, né voluto, affrontare e risolvere le gravi ripercussioni ambientali. I proprietari privati, dopo avere spremuto dall&#8217;ex-ILVA tutti i profitti possibili senza investire in innovazione tecnologica e di processo, hanno lasciato una situazione di profondo dissesto. La “nazionalizzazione” che ne è seguita, ha socializzato perdite e debiti per risanare l&#8217;azienda a carico del bilancio pubblico e cederla a una nuova gestione privata. L&#8217;ipotesi di vendita alla multinazionale indiana Jindal continua nella stessa direzione di queste politiche disastrose: mettere una pezza temporanea a un problema strutturale, garantendo a un&#8217;azienda privata nuovi profitti, dopo che lo Stato si è fatto carico di debiti e ristrutturazione, senza nessuna garanzia per la continuità occupazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste politiche fallimentari hanno un filo conduttore: la tutela degli interessi dei padroni, italiani e non. La produzione industriale è compatibile con la protezione dell&#8217;ambiente, della salute dei lavoratori e di chi vive vicino a un sito produttivo. Il profitto di pochi parassiti, invece, non lo è.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo il Fronte Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista rivendicano un piano straordinario per il mantenimento di tutti i posti di lavoro: immediata nazionalizzazione sotto il controllo operaio e investimenti in moderne tecnologie produttive che riducano drasticamente le emissioni di inquinanti, aumentino la produttività e garantiscano elevati standard di sicurezza per i lavoratori. Sono necessarie, senza ulteriori tentennamenti, opere di bonifica e misure compensative per gli abitanti di Taranto e dintorni. Rivendichiamo l&#8217;esproprio senza indennizzo di tutti i beni dei precedenti proprietari delle acciaierie, in particolare della famiglia Riva, a titolo di compensazione parziale dei danni causati ai lavoratori e agli abitanti di Taranto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci schieriamo a fianco della lotta dei lavoratori delle acciaierie e degli abitanti di Taranto per il posto di lavoro, per la difesa dell&#8217;ambiente e della propria salute. Saremo al fianco dei lavoratori in sciopero in queste ore e in tutte le attività sindacali per portare il nostro massimo sostegno alla vertenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Rompiamo il ricatto tra salute e lavoro. O le nostre vite o i loro profitti!</p>
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		<title>Tregua a Gaza &#8211; Dichiarazione della Segreteria Nazionale del FGC</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 14:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[DICHIARAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[fgc]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[La tregua a Gaza è, nell’immediato, una boccata d’ossigeno per i palestinesi che hanno sopportato oltre un anno di guerra genocida e per chi esce dalle carceri del regime di Tel Aviv. Su questa tregua fragile già incombono la minaccia dell’instabilità del governo di Netanyahu ricattato dalle fazioni ancor più fanatiche dell’estrema destra, che chiedono]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tregua a Gaza è, nell’immediato, una boccata d’ossigeno per i palestinesi che hanno sopportato oltre un anno di guerra genocida e per chi esce dalle carceri del regime di Tel Aviv.<br />
Su questa tregua fragile già incombono la minaccia dell’instabilità del governo di Netanyahu ricattato dalle fazioni ancor più fanatiche dell’estrema destra, che chiedono a gran voce di prendere il totale controllo della striscia di Gaza, e la prospettiva di un rafforzamento del regime di occupazione.<br />
Nonostante la tregua, restano intatte tutte le ragioni che hanno portato al massacro dell’ultimo anno, dalle ragioni della lotta per la libertà del popolo palestinese contro l’occupazione, alla competizione imperialista in Medio Oriente che minaccia l’esplosione di nuove escalation nella regione.<br />
Dall’ottobre 2023 ad oggi, Israele ha dimostrato quotidianamente al mondo intero che la vita dei palestinesi non vale nulla. Una realtà che esiste da decenni e che ormai può essere negata solo dai più irriducibili propagandisti.<br />
L’ipocrisia dei governi europei, degli USA e dei loro alleati, che hanno sostenuto e difeso i crimini di Israele, è diventata evidente agli occhi di milioni di persone in tutto il mondo.<br />
Il governo italiano ha coperto il nostro paese di vergogna, rendendo l’Italia complice di crimini di genocidio per la prima volta nella storia repubblicana.<br />
Sappiamo bene che la pace imperialista non sarà mai una pace giusta, né una vera pace.<br />
Il popolo palestinese ha il diritto di resistere all’occupazione illegittima e all’apartheid. Un popolo occupato ha il diritto di lottare per la propria liberazione, con ogni mezzo necessario.<br />
Continueremo a sostenere la causa del popolo palestinese per la fine dell’occupazione, per la nascita e il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente e sovrano nei confini del 1967 con Gerusalemme Est come capitale, il diritto al ritorno dei profughi, la liberazione dei prigionieri politici.<br />
Questa è la parte giusta della storia.<br />
—<br />
Segreteria nazionale FGC, 20 gennaio 2025</p>
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		<title>IL POPOLO PALESTINESE HA IL DIRITTO DI LOTTARE PER LA PROPRIA EMANCIPAZIONE</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Oct 2023 15:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Dichiarazione del Comitato Centrale del FGC. 8 ottobre 2023 &#8211; Il Fronte della Gioventù Comunista sostiene il diritto del popolo palestinese a lottare per i propri diritti e la propria liberazione. Denunciamo le politiche dello Stato di Israele e i soprusi quotidiani commessi dal suo governo contro il popolo palestinese, con il sostegno complice degli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Dichiarazione del Comitato Centrale del FGC. 8 ottobre 2023</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista sostiene il diritto del popolo palestinese a lottare per i propri diritti e la propria liberazione. Denunciamo le politiche dello Stato di Israele e i soprusi quotidiani commessi dal suo governo contro il popolo palestinese, con il sostegno complice degli USA, della UE, della NATO e dei loro alleati.</p>
<p style="text-align: justify;">Denunciamo i media e le autorità del nostro Paese, che presentano gli eventi di questi giorni come un attacco unilaterale in cui Israele è la vittima. L’ipocrisia di queste posizioni sta nel fatto che negano la brutalità quotidiana subita dal popolo palestinese in 75 anni di occupazione: la colonizzazione illegittima dei territori occupati, le famiglie espulse dalla propria terra, la tortura nelle carceri israeliane, il regime di apartheid imposto da uno Stato guidato da un’ideologia suprematista che nega ai palestinesi il diritto ad esistere.</p>
<p style="text-align: justify;">Rifiutiamo il tentativo dei media di negare l’esistenza della lotta palestinese in quanto tale, cercando di ridurla a una contrapposizione tra i terroristi islamici e la “democratica” Israele.<span id="more-3909"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’attuale governo israeliano, egemonizzato da forze ultra-nazionaliste ed estremiste, ha intensificato gli attacchi contro il popolo palestinese, con una condotta criminale anche a danno del suo stesso popolo. In questi attacchi sono morti decine di civili palestinesi, bambini compresi. Rimuovere questo contesto serve a costruire una narrazione arbitraria che legittima la condotta dello Stato di Israele e dimentica che il diritto dei popoli alla resistenza dall’occupazione è riconosciuto persino dall’ONU.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo irricevibile la posizione e la condotta del governo italiano e di diverse amministrazioni locali, che hanno espresso da subito sostegno incondizionato allo Stato di Israele, arrivando a proiettare la bandiera israeliana sui palazzi istituzionali in diverse città. Allo stesso modo, denunciamo la condotta delle forze politiche parlamentari, dalla destra nazionalista al PD di Elly Schlein, che parla ipocritamente di “necessità di dialogo” mentre sostiene apertamente Israele, evitando sistematicamente di dire che la fine dell’occupazione e dei crimini israeliani è presupposto per ogni processo di pace in Palestina.</p>
<p style="text-align: justify;">Da comunisti, ribadiamo senza timidezza e tentennamenti la nostra solidarietà e vicinanza al popolo palestinese, e il nostro sostegno alle sue organizzazioni di classe di matrice laica e progressista.</p>
<p style="text-align: justify;">È evidente che nessuna pace nella regione potrà esistere finché non si garantiranno il diritto del popolo palestinese ad avere uno Stato, la fine dell’occupazione illegittima, la liberazione delle migliaia di prigionieri politici palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane, il diritto al ritorno dei palestinesi dalla diaspora, riconosciuto anche in numerose risoluzioni delle Nazioni Unite.</p>
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		<title>LA FGCI-FROSINONE ADERISCE AL FRONTE DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 15:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunista]]></category>
		<category><![CDATA[frosinone]]></category>
		<category><![CDATA[gioventù]]></category>

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		<description><![CDATA[*Comunicato della (ex) Fgci &#8211; Frosinone Con decisione unanime e condivisa, come federazione provinciale della Federazione Giovanile Comunista d&#8217;Italia annunciamo la nostra adesione al Fronte della Gioventù Comunista e alla già esistente federazione del FGC di Frosinone. Una scelta maturata nel corso di questi mesi, che hanno visto il nostro (ormai ex) partito di riferimento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/06/foto-comunicato-fgci-frosinone.png" rel="lightbox[1973]" title="foto comunicato fgci frosinone"><img class="alignleft size-full wp-image-1974" title="foto comunicato fgci frosinone" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/06/foto-comunicato-fgci-frosinone.png" alt="" width="1120" height="584" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>*Comunicato della (ex) Fgci &#8211; Frosinone </em></p>
<p style="text-align: justify;">Con decisione unanime e condivisa, come federazione provinciale della Federazione Giovanile Comunista d&#8217;Italia annunciamo la nostra adesione al Fronte della Gioventù Comunista e alla già esistente federazione del FGC di Frosinone. Una scelta maturata nel corso di questi mesi, che hanno visto il nostro (ormai ex) partito di riferimento &#8211; il Pcdi &#8211; tradire tutto ciò che a parole si diceva di voler fare per ricostruire una presenza dei comunisti in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ragioni fondamentali della nostra scelta sono le considerazioni che abbiamo maturato dopo due anni di militanza nel Pcdi (ex Pdci). Abbiamo constatato di essere una delle poche federazioni della Fgci rimaste attive, all&#8217;interno di una organizzazione giovanile ormai ridotta a poche decine di militanti reali in tutta Italia. Il nostro ormai ex partito, anch&#8217;esso ridotto all&#8217;osso, ha scelto di cambiare nome per la seconda volta nell&#8217;arco di tre anni, questa volta riprendendo il nome del PCI in un ultimo (e disperato) tentativo di restare in vita con una &#8220;operazione nostalgia&#8221; del tutto fine a sé stessa, che non affronta nessuno dei problemi reali &#8211; primo fra tutti l&#8217;opportunismo &#8211; che hanno causato il disastro di questi anni. Si lancia una &#8220;costituente comunista&#8221; in modo del tutto isolato, spesso ostentando superiorità nei confronti di altri partiti comunisti più radicati, mentre nel concreto si sostiene Fassina (o peggio si va in coalizione col PD, come accaduto alle elezioni di Cagliari) e si continua ad avere una generica &#8220;sinistra&#8221; come unico orizzonte politico: una contraddizione troppo grande per essere ignorata.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ci preme ribadire è che la nostra adesione al FGC non è assolutamente un &#8220;cambio di bandiera&#8221;, ma una scelta dettata dalla reale convinzione della necessità di fare questo passo. Negli ultimi tempi sono caduti molti dei pregiudizi che nutrivamo nei confronti di questa organizzazione, che ci era stata descritta come &#8220;settaria&#8221; e interessata solamente alla denigrazione del nostro ex-partito e della sua giovanile. Oggi, dinanzi al lavoro che il FGC porta avanti nel movimento studentesco e fra i giovani più in generale, riteniamo innegabile l&#8217;assoluta centralità di questa organizzazione nel processo di ricostruzione comunista in Italia. Non riconoscere questo e restare chiusi nella propria nicchia significa, questo sì, essere settari. Con questa decisione scegliamo di voltare pagina, senza vergognarci del nostro passato, con la consapevolezza che da domani il nostro impegno e le nostre energie non andranno sprecati, ma serviranno realmente alla costruzione della gioventù comunista e di un forte Partito comunista in Italia.</p>
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