NON CHIAMATELI COMUNISTI. Comunicato sull’aggressione di “Lotta Comunista” contro gli studenti all’Università di Milano.

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Da settimane si registrano episodi di provocazione contro il movimento studentesco e da parte della sedicente organizzazione “Lotta Comunista” (LC). Questi episodi sono culminati qualche giorno fa in una vera e propria aggressione, con metodi squadristi, contro gli studenti e le studentesse che portano avanti l’accampata in solidarietà al popolo palestinese all’Università Statale di Milano.

I video dell’aggressione sono diventati di dominio pubblico; vengono utilizzati da esponenti di governo per invocare l’intervento delle forze dell’ordine nelle università e dai giornali filo-governativi per screditare il movimento studentesco pro-Palestina, diffondendo l’idea di una “rissa” tra esponenti dello stesso movimento o, peggio, l’idea che ci sia stato un attacco “dei comunisti” contro gli studenti. È questa narrazione che vogliamo smentire con forza.

Vogliamo segnalare due dati.

Il primo è che le organizzazioni giovanili che si richiamano alla tradizione del movimento operaio e comunista, come il FGC, sono parte integrante del movimento studentesco e delle agitazioni nelle università; in alcuni casi sono tra le principali forze propulsive assieme alle associazioni degli studenti palestinesi.

La seconda è che LC, organizzazione di matrice bordighista nota a chiunque frequenti le università per il suo carattere del tutto assimilabile a quello di una setta religiosa, è in realtà una sigla totalmente estranea al movimento comunista italiano e alle forze di classe più largamente intese.

Pertanto, parlare di “comunisti contro gli studenti pro-pal” è pura macchinazione mediatica.

Le ragioni dell’insofferenza di LC nei confronti del movimento pro-Palestina risiedono proprio nella sua natura politica infantile ed estremistica. LC nega il carattere progressivo della lotta contro l’imperialismo e la guerra imperialista, contro l’occupazione e il genocidio commesso oggi da Israele; ritiene che la liberazione del popolo palestinese dall’oppressione e dall’occupazione sia una causa meramente “nazionalista” e, in quanto tale, impura e reazionaria. L’ideologia di LC, a discapito del suo stesso nome, rifiuta dichiaratamente la necessità della “lotta”, ritenendo utile unicamente la difesa di una presunta purezza dell’ideologia nell’attesa che il moto della storia sviluppi da sé un processo di trasformazione sociale.

Nei giorni antecedenti all’aggressione, LC ha cercato di diffondere volantini apertamente provocatori, in cui “bacchettava” dall’esterno il movimento studentesco, del quale rifiuta di essere parte. Non incontrando terreno favorevole tra gli studenti in mobilitazione, hanno deciso di “passare all’attacco” nella forma che oggi è di dominio pubblico, che purtroppo si somma agli altri episodi di attacchi squadristi contro il movimento di solidarietà alla Palestina, come l’aggressione subita da Chef Rubio.

Le azioni di LC sono oggi un grande favore al governo Meloni e ai circoli filo-israeliani. Un favore che si aggiunge alla lista di esempi storici in cui l’estremismo infantile si è dimostrato uno dei più fedeli alleati della reazione e dello status-quo.

Nel ribadire che il movimento studentesco nelle università deve adottare misure necessarie a evitare di lasciare spazio a ulteriori provocazioni, facciamo appello a tutti affinché non si lasci passare la falsificazione che alcuni media vorrebbero promuovere.

Ribadiamo che i comunisti sono oggi al fianco di tutti gli studenti progressisti e antimperialisti che si schierano dalla parte del popolo palestinese. Denunciano il genocidio che il governo di Israele sta commettendo, così come la complicità degli atenei italiani e del nostro governo, della NATO e dell’UE; denunciamo l’occupazione e il regime di apartheid imposti da Israele nei territori palestinesi; sosteniamo la legittima lotta dei palestinesi per uno Stato libero e indipendente, per il diritto al ritorno dei profughi e rifugiati, per la liberazione dei prigionieri politici.