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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; 25 aprile</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>PARTIGIANI DELLA PACE. Per un 25 aprile contro guerra e riarmo nell’80° della Liberazione.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 10:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’anniversario degli 80 anni della Liberazione cade in un momento storico in cui, forse più che in ogni altro, la lotta partigiana viene tradita da un’Italia che è lontana anni luce da ciò per cui i nostri partigiani hanno combattuto. La situazione nel mondo sta precipitando. Il rischio di una guerra imperialista generalizzata è sempre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’anniversario degli 80 anni della Liberazione cade in un momento storico in cui, forse più che in ogni altro, la lotta partigiana viene tradita da un’Italia che è lontana anni luce da ciò per cui i nostri partigiani hanno combattuto.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione nel mondo sta precipitando. Il rischio di una guerra imperialista generalizzata è sempre più concreto. La competizione tra i monopoli, le oligarchie finanziarie e i capitalisti di tutti i paesi si inasprisce – come dimostra anche la “guerra dei dazi” in corso con gli USA &#8211; e minaccia di trascinare con sé i popoli di tutto il mondo. Torna la corsa agli armamenti, con l’UE che annuncia un piano di riarmo per 800 miliardi.</p>
<p style="text-align: justify;">La guerra in Ucraina tra la Russia e il blocco USA-UE-NATO, il massacro in corso in Medio Oriente e tutti gli altri scenari di conflitto armato dimostrano che la competizione tra le potenze capitalistiche per il controllo dei mercati, delle quote di mercato, delle risorse energetiche e minerarie, delle rotte commerciali e di approvvigionamento, di territori e sfere di influenza, si sta spostando sempre più dal terreno economico e politico a quello militare. “La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi”, e oggi per la prima volta dopo decenni, i governi e le istituzioni sovranazionali dichiarano apertamente che questa è di nuovo un’opzione sul tavolo, e che i suoi costi saranno scaricati sui popoli e i lavoratori in nome dell’“economia di guerra”, di cui pure si parla apertamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli scorsi anni abbiamo iniziato a promuovere nelle manifestazioni del 25 aprile lo slogan “Partigiani della Pace”, richiamando l’esperienza dell’omonimo movimento di massa che, a cavallo tra gli anni ’40 e ’50 del XX secolo, vide i protagonisti e combattenti delle guerre partigiane d’Italia e di tutta Europa mobilitarsi contro la nascita della NATO e contro l’imperialismo, assieme ai comunisti di oltre 70 paesi del mondo, coinvolgendo milioni di persone. Una storia colpevolmente ignorata, che sarebbe la migliore risposta ai sermoni sulla necessità di riscoprirsi “guerrieri d’Europa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dinanzi ai venti di guerra, l’attualità di questa scelta trova di nuovo conferma. Chiamiamo tutti a scendere in piazza dietro questa parola d’ordine, a farla propria, a promuoverla e contrapporla ai tentativi di strumentalizzare il 25 aprile e distorcerne il significato a uso e consumo delle strategie del grande capitale e dei guerrafondai. Da anni assistiamo a questi tentativi: la mistificazione dei “partigiani d’Europa” con le bandiere dell’UE, gli appelli a un ipocrita “antifascismo” da parte di quel centro-sinistra che da decenni governa facendo cose di destra, o i tentativi di strumentalizzare a sostegno delle politiche genocide dello Stato di Israele la vicenda della “brigata ebraica”, reparto dell’esercito britannico che nulla ebbe a che vedere con la Resistenza italiana, nelle cui brigate combatterono davvero centinaia di ebrei . I partigiani si rivolterebbero nella tomba vedendo un’Italia in cui governano gli eredi del MSI e un centro-sinistra che li utilizza per sostenere i piani imperialisti del grande capitale e che canta “Bella Ciao” mentre difende gli interessi di industriali, padroni e grande finanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Porteremo questo slogan e i nostri spezzoni comunisti all’interno dei cortei del 25 aprile in tutte le città, nella convinzione che il migliore regalo che possiamo fare oggi ai guerrafondai e ai nostri avversari politici sia abbandonare il campo, come purtroppo anche alcuni a sinistra hanno deciso di fare da qualche anno, regalando ai nostri nemici la possibilità di utilizzare come meglio credono la data del 25 aprile, che ha ancora un significato per le masse popolari del nostro paese. Esistono le condizioni per sfilare nei cortei del 25 aprile a testa alta, difendendo e onorando la resistenza partigiana, le sue idee, le sue bandiere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CONTRO IL RIARMO E LA GUERRA IMPERIALISTA, PARTIGIANI DELLA PACE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">FRONTE COMUNISTA &#8211; L&#8217;Ufficio politico del Comitato Centrale</p>
<p style="text-align: justify;">FRONTE DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA &#8211; La Segreteria nazionale</p>
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		<title>25 APRILE: NON LASCIAMOLO AI COMPLICI DI GENOCIDIO E GUERRA. UN APPELLO A TUTTI I COMPAGNI. Comunicato della segreteria nazionale del FGC</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 10:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ricorrenza del 25 Aprile cade quest’anno in un clima politico che, se possibile, è ancor più teso e complesso di quello degli scorsi anni. La situazione è difficile e impone a tutti noi una riflessione seria sulla nostra azione politica. Vogliamo porre questa riflessione a tutti i compagni, alle organizzazioni a noi vicine, a]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La ricorrenza del 25 Aprile cade quest’anno in un clima politico che, se possibile, è ancor più teso e complesso di quello degli scorsi anni. La situazione è difficile e impone a tutti noi una riflessione seria sulla nostra azione politica. Vogliamo porre questa riflessione a tutti i compagni, alle organizzazioni a noi vicine, a tutta la c.d. “sinistra di classe” in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci avviciniamo al 25 aprile in un contesto caratterizzato dal massacro in corso in Palestina, dalla corsa agli armamenti che avviene sullo sfondo della guerra imperialista in Ucraina, dalla più ampia competizione tra le potenze capitalistiche a livello mondiale. Le pressioni delle forze che cercano di stravolgere il significato della lotta partigiana e di utilizzare la memoria del 25 aprile come copertura istituzionale dell’esistente saranno ancora maggiori di quelle viste gli scorsi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il FGC, come organizzazione giovanile comunista, sin dalla sua esistenza difende con orgoglio la memoria e l’esempio della Resistenza partigiana, il carattere rivoluzionario e progressivo della lotta di liberazione. Denunciamo da sempre ogni tentativo di distorcere il significato della lotta partigiana, di utilizzare la memoria e il sacrificio dei partigiani per legittimare il sistema politico, sociale ed economico dell’Italia di oggi. Ci siamo sempre opposti ai tentativi di trasformare il 25 aprile in una vuota ricorrenza istituzionale, ai tentativi del centro-sinistra di trasformarlo in una data a uso e consumo della propria proposta politica, ribadendo che i partigiani hanno lottato per un’idea di Italia e una società che non ha nulla a che vedere con quella di oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni abbiamo contestato gli slogan sui “partigiani d’Europa” promossi dal centro-sinistra, i vuoti appelli all’antifascismo di chi ha governato per anni per conto dei grandi monopoli, la strumentalizzazione della vicenda della c.d. “brigata ebraica” per legittimare inaccettabili posizioni filo-israeliane all’interno delle manifestazioni del 25 aprile.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo sempre affermato queste posizioni marciando a testa alta nelle manifestazioni del 25 aprile, organizzando i nostri spezzoni comunisti, popolari e militanti, tenendo alte le bandiere rosse della resistenza sotto gli occhi di migliaia di proletari. Ogni 25 aprile è stato preparato con decine di iniziative politiche, assemblee, eventi nelle scuole e nelle università, in cui abbiamo raccontato alle nuove generazioni una Resistenza “diversa” da quella che questo sistema vorrebbe raccontare. Lo abbiamo sempre fatto, vogliamo continuare a farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo faremo anche quest’anno, portando in quelle piazze le posizioni dei comunisti contro la guerra e i piani imperialisti di USA-UE-NATO e a sostegno delle legittime aspirazioni del popolo palestinese; denunciando le responsabilità politiche di chiunque tenterà di strumentalizzare il 25 aprile per promuovere messaggi guerrafondai, per promuovere l’arbitraria e inaccettabile identificazione tra la giusta lotta all’antisemitismo e il sostegno alle politiche criminali e genocide dello Stato di Israele, per suggerire l’antistorica equiparazione tra la lotta partigiana e le forze belligeranti nella guerra imperialista in Ucraina.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche anno, alcuni compagni e sigle hanno scelto un’altra strada, iniziando a proporre una sorta di boicottaggio delle manifestazioni del 25 aprile nelle principali città, scegliendo di “disertare” le piazze e promuovere piccole manifestazioni separate. È una tattica che riteniamo errata, perdente e fondata su presupposti e valutazioni politiche errate.</p>
<p style="text-align: justify;">A nostro avviso, l’attuale condizione di irrilevanza politica dei comunisti e di tutta la sinistra “di classe” rimuove in partenza ogni possibilità che questa presa di posizione sia incisiva, conosciuta e comprensibile alle masse e nel dibattito politico. Il ritiro dal 25 aprile delle nostre piccole forze militanti non è un segnale forte per nessuno, non fa avanzare rapporti di forza reali, non produce nessuna presa di coscienza al di fuori della nostra cerchia ristretta. Per la stessa ragione, non condividiamo l’idea che sia la nostra presenza di comunisti in quelle piazze a “legittimare” la narrazione distorta delle istituzioni e del centro-sinistra sul 25 aprile. Un’affermazione del genere rischia di essere puro narcisismo intellettuale, quando il dato di fatto è che quel tipo di narrazione conquista consensi nella società perché le forze che la promuovono sono egemoni rispetto a ciò che esprimiamo tutti noi, collettivamente. In questa situazione, abbandonare quelle piazze vuol dire semplicemente lasciare campo libero e facilitare enormemente il lavoro di chi vuole trasformare il 25 aprile in una festa a uso e consumo del capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’appello che vogliamo fare a tutti i compagni e le organizzazioni di classe è di non abbandonare il campo. Il popolo che scende nei cortei del 25 aprile è, almeno in parte, lo stesso che da mesi riempie centinaia di piazze in solidarietà al popolo palestinese. Riteniamo che esistano le condizioni per stare in quei cortei a testa alta, contendendo il terreno e la legittimità politica alle forze filo-imperialiste e filo-israeliane, con l’obiettivo di smascherarle e isolarle politicamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Scendiamo nelle piazze il 25 aprile dimostrando che esiste una parte d’Italia combattiva, comunista, antimperialista, che difende e onora la memoria dei nostri partigiani, che tiene alte le loro bandiere della Resistenza e le loro idee affinché siano il fuoco vivo delle lotte di oggi.</p>
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		<title>25 APRILE, ORA E SEMPRE RESISTENZA.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 10:22:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo 25 aprile il Fronte della Gioventù Comunista sarà in piazza in molte città italiane. Sebbene per tanti di noi non sarà la prima volta, lo sarà per la nostra organizzazione, nata poco meno di un anno fa. La gioventù comunista ha oggi il compito di rilanciare un’idea della Resistenza che non sia l’appiattimento allo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/04/manifesto-fronte-25-aprile.jpg" rel="lightbox[689]" title="manifesto fronte 25 aprile"><img class="alignleft  wp-image-690" title="manifesto fronte 25 aprile" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/04/manifesto-fronte-25-aprile.jpg" alt="" width="135" height="204" /></a>Questo 25 aprile il Fronte della Gioventù Comunista sarà in piazza in molte città italiane. Sebbene per tanti di noi non sarà la prima volta, lo sarà per la nostra organizzazione, nata poco meno di un anno fa. La gioventù comunista ha oggi il compito di rilanciare un’idea della Resistenza che non sia l’appiattimento allo stato di cose presente. Per anni commemorazioni istituzionali, parate di politici di ogni schieramento, hanno contribuito a rendere il 25 aprile una data priva di significato, intrisa solo di falsa retorica istituzionale, con la perdita progressiva degli ideali e dei valori che spinsero decine di migliaia di giovani a combattere per un futuro diverso. L’Italia di oggi non è il frutto della Resistenza, ma del suo tradimento. Chi lottò, in molti casi dando la propria vita non aveva certo in mente di farlo per un’Italia in cui la libertà non coincidesse con la giustizia sociale. L’Italia del capitalismo che distrugge i diritti dei lavoratori, del futuro nero per i giovani, di un sistema politico sempre più distante dalle masse, non era certo l’idea di Italia che i partigiani volevano costruire.<span id="more-689"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come scrisse Eugenio Curiel nel gennaio del 1945 “ Una democrazia nuova, capace di mobilitare le masse nello sforzo e nei sacrifici della lotta di liberazione e della ricostruzione, non può essere solo il frutto e il prodotto di un mutamento istituzionale, non può esaurirsi nel semplice meccanismo di periodiche consultazioni elettorali, deve tradursi in un atteggiamento e in una partecipazione nuova delle masse al governo della cosa pubblica.” Tutto il contrario di quello che è stato realizzato. La Resistenza è stata tradita. Già nel primo dopoguerra i quadri partigiani venivano espulsi dall’apparato dello Stato, dove vennero ad uno ad uno reintrodotti esponenti fascisti, nella nuova visione della lotta anticomunista del mondo diviso in blocchi. Dietro l’apparenza del nuovo ordine il vecchio ha continuato a fornire le sue leggi, i suoi uomini, pronti ad essere utilizzati contro i lavoratori e la crescente voglia di protagonismo delle masse. Oggi di fronte alla crisi del capitalismo, all’evidenza della fine di ogni margine di compromesso con le forze della borghesia, che è testimoniato dal totale scollamento della classe dirigente del paese dalle masse, dell’inasprirsi della repressione e dalla progressiva diminuzione dei margini di libertà conquistati nel dopoguerra, oggi più che mai è necessario rilanciare gli ideali e i valori della Resistenza, per conquistare nuovi traguardi.Durante la Resistenza gli operai difesero le fabbriche dai nazisti, che volevano distruggerle o spostarle per interessi bellici. Oggi accade lo stesso con la determinazione del capitale a spostare la produzione in luoghi più convenienti, ad aumentare lo sfruttamento di milioni di lavoratori. Oggi più che mai resistere vuol dire attaccare, rilanciando con forza la parola d’ordine del controllo operaio dei luoghi di lavoro, difendere i nostri posti di lavoro, cacciando chi sfrutta.Oggi resistere vuol dire opporsi al processo di dismissione della scuola e dell’università pubblica, che i partiti borghesi portano avanti per costruire un sistema universitario per pochi. Significa rivendicare con forza una scuola ed un’università pubblica per tutti, senza limitarsi a chiedere correttivi o a condurre battaglie di retroguardia.</p>
<p style="text-align: justify;">Resistere oggi significa contrattaccare, ribaltare il tavolo e le sue regole, e con esso tutti coloro che le accettano. Per questo non vogliamo che il nostro antifascismo, la nostra Resistenza sia in nessun modo accostata a coloro che a parole si dichiarano antifascisti, che utilizzano tale accezione nel senso della difesa dello stato di cose presente, come antifascismo democratico. Come ebbe a dire Pietro Secchia pochi anni dopo, con quelle stesse parole ci rivolgiamo a loro: “la Resistenza non vi appartiene, non appartiene ai gruppi conservatori e reazionari, la Resistenza è stata lotta contro il fascismo e cioè contro i gruppi del capitale monopolista, contro le forze oscurantiste e più retrive del nostro paese.” Chi in questi anni ha promosso o appoggiato le peggiori riforme condotte in nome degli interessi dei capitalisti non ha nulla a che spartire con la Resistenza, tanto meno con noi. Questa Italia non è frutto della Resistenza, ma quegli ideali non saranno dimenticati. Il sacrificio di tanti non è stato vano. L’ideale di un’Italia libera e socialista vive e sempre vivrà nella nostra lotta di ogni giorno, fino alla vittoria.</p>
<p>PRINCIPALI APPUNTAMENTI DEL FRONTE:</p>
<p>Milano &#8211; ore 14.00 a Palestro MM Rossa</p>
<p>Reggio Emilia &#8211; ore 10.30, via Emilia S.Pietro</p>
<p>Firenze – Piazza Santo Spirito, ore 15.00 banchetti informativi, ore 17.00 corteo.</p>
<p>Roma – Arco di Costantino ore 9.30 direzione Porta San Paolo</p>
<p>Napoli – ore 9,30 in Piazza Carità</p>
<p>Palermo  - in definizione</p>
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