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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; Alluvione</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>ALLUVIONE, DEVASTAZIONE, MASSACRO SOCIALE: QUESTO SISTEMA E’ INSOSTENIBILE  Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 13:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ALLUVIONE, DEVASTAZIONE, MASSACRO SOCIALE: QUESTO SISTEMA E’ INSOSTENIBILE Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC 1. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dall’ennesima alluvione che nei giorni scorsi ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche, oltre che ai volontari e ai vigili del fuoco impegnati in queste ore a fornire sostegno concreto sul]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-635b89a9-7fff-3764-f4fd-f65d57ccb607" style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>ALLUVIONE, DEVASTAZIONE, MASSACRO SOCIALE: QUESTO SISTEMA E’ INSOSTENIBILE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">1. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dall’ennesima alluvione che nei giorni scorsi ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche, oltre che ai volontari e ai vigili del fuoco impegnati in queste ore a fornire sostegno concreto sul campo. Siamo di fronte ad un evento simile, anche se fortunatamente più circoscritto, a quello degli scorsi mesi: case distrutte, campi inservibili e migliaia di persone che hanno perso tutto. In particolare, risultano maggiormente colpite le aree del Boncellino, di Bagnacavallo, in generale del ravennate, già tristemente note per gli eventi di maggio 2023. La mancanza di un intervento sistematico sul territorio ha portato i medesimi fiumi a straripare, rompendo gli argini, e a definire lo scenario desolante che abbiamo potuto constatare in questi giorni. Migliaia di sfollati vivono in accampamenti di fortuna, in una situazione igienico sanitaria estremamente grave, che pone seriamente il problema dell’emersione di epidemie diffuse. La situazione è tragica e a pagarne le spese è il popolo, ancora una volta.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">2. Non parlateci di fatalità. Lo ripetiamo ancora: di fronte a scenari come questi non stiamo parlando di una sfortunata casualità, ma di conseguenze causate dall’inquinamento, dal surriscaldamento globale e dal cambiamento climatico, a loro volta prodotto di uno sviluppo capitalistico che, in nome del profitto, genera unicamente devastazione e morte per i popoli. Nelle scelte degli indirizzi economici emerge in maniera evidente la natura di classe dello Stato: pronto a soddisfare le esigenze del capitale monopolistico e dei padroni, disposto a lasciare da solo il popolo di fronte all’ennesima devastazione. Anche stavolta, se non fosse stato per i molti volontari e per l’intervento spontaneo, migliaia di persone sarebbero state lasciate a loro stesse, in balia degli effetti disastrosi delle scelte condotte dai vari governi. Siamo di fronte ad una serie di disastri preannunciati che mostrano in maniera lampante che non vi può essere alcun futuro in un sistema che è disposto ad anteporre i profitti di un pugno di parassiti di fronte alle esigenze della maggioranza del popolo. Lo dimostrano situazioni come quella di Conselice, abbandonata senza alcun intervento e sommersa da metri di acqua lo scorso anno per due settimane. Un quadro che non solo espone la popolazione a batteri e malattie molto gravi, ma che rende, nei fatti, inservibili abitazioni e campi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">3. Le responsabilità sono di governo ed amministrazioni locali. Da una parte, al di là di singole dichiarazioni di intenti, in questo anno nulla è stato fatto da regioni ed enti locali sul piano della messa in sicurezza del territorio in termini strutturali. Tutto ciò fa rabbia proprio per la predisposizione di queste zone al rischio alluvionale, la quale è ben nota e che nel corso degli anni precedenti ha messo di fronte sistematicamente la popolazione a questi scenari tragici. I danni sono stati ingenti e hanno messo migliaia di persone nella condizione di essere costrette, nei fatti, andare definitivamente via dalla propria casa, perdendo tutto. L’ipocrisia degli amministratori locali si è palesata ancora di più nella mancanza assoluta di un intervento capillare almeno nelle zone più critiche, tra le cause dirette della situazione verificatasi nei giorni scorsi.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Dall’altra, solo nel 2024 la spesa militare supererà i 29 miliardi di euro, con una crescita del 5,1% rispetto al 2023 e del 12,5% rispetto agli ultimi due anni. Recentemente il Parlamento europeo si è espresso a favore dell’uso di armi a lungo raggio nel territorio russo, coinvolgendo il nostro Paese sempre più apertamente nel conflitto imperialista. In questo contesto molto grave si inserisce anche l’approvazione dell’Autonomia Differenziata, che andrà non solo ad esacerbare le problematiche delle regioni del sud Italia, ma anche a differenziare ed indirizzare in maniera ulteriormente antipopolare gli investimenti. Le voci di spesa su materie “costose” e il cui finanziamento è utile a garantire diritti, più che ad incrementare i margini di profitto, come la messa in sicurezza del territorio e gli interventi strutturali in questo ambito, saranno ulteriormente tralasciate a favore di altre considerate più redditizie. La direzione verso cui il governo Meloni ci sta spingendeo è chiara: soldi per le armi e la guerra, per i profitti dell’indotto bellico e dei monopoli e, di pari passo, tagli a sanità, istruzione e spesa sociale. Ancora di più, lo spettacolo pietoso fornito dal ministro della Protezione Civile, Musumeci, e dai vari presidenti di Regioni o esponenti del centrosinistra, nel rimbalzarsi le colpe di quanto accaduto, mostrano ancora più chiaramente quanto la politica borghese non possa più salvarsi la faccia di fronte alla medesima emergenza sociale a pochi mesi di distanza. L’inaccettabile condizione di migliaia di persone è ridotta a mero terreno di scontro e campagna elettorale. Non solo non è stato fatto nulla in precedenza, ma si continua a procedere nella medesima direzione antipopolare. Gli argini rotti non sono solo quelli dei fiumi, ma anche quelli di un sistema putrescente che è incapace di coniugare la fame illimitata di profitto con le necessità di lavoratori e strati popolari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">4. Occorre fare un salto di qualità. Saremo di nuovo in prima linea con i nostri militanti, fin dalle prossime ore, nel sostenere attivamente la popolazione dei territori alluvionati, andando a scavare nel fango. Invitiamo tutti a dare il proprio contributo, perché ogni mano che si tende verso chi ha perso tutto può fare la differenza. Non basta però unicamente la solidarietà: occorre organizzarci su un piano collettivo per mettere enti locali e governo di fronte alle proprie responsabilità, al fine di garantire non solo un intervento strutturale che possa ridurre il più possibile l’impatto di futuri eventi climatici estremi, ma anche e soprattutto per garantire un sostegno concreto alle famiglie che hanno vista la propria casa e la vita distrutte. Non si può delegare ai partiti borghesi questo compito: come comunisti ci faremo carico di portare avanti questa lotta, perché solo il popolo salva il popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>ALLUVIONE IN TOSCANA: NON CHIAMATELA FATALITÀ! Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Nov 2023 15:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Da giovedì sera molte zone della Toscana si trovano sommerse dall&#8217;acqua e dal fango. Particolarmente colpite le zone della piana tra Firenze e Prato, con l&#8217;esondazione del fiume Bisenzio, ma allagamenti e alluvioni si sono verificati anche in alcuni comuni delle province di Pistoia, Pisa e Livorno. Le situazioni più critiche sono quelle del comune]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" dir="auto">Da giovedì sera molte zone della Toscana si trovano sommerse dall&#8217;acqua e dal fango. Particolarmente colpite le zone della piana tra Firenze e Prato, con l&#8217;esondazione del fiume Bisenzio, ma allagamenti e alluvioni si sono verificati anche in alcuni comuni delle province di Pistoia, Pisa e Livorno. Le situazioni più critiche sono quelle del comune di Campi Bisenzio quasi interamentesommerso dall&#8217;acqua e del comune di Montemurlo in provincia di Prato. Ad ora si registrano 6 vittime e centinaia di sfollati.</div>
<div style="text-align: justify;" dir="auto"></div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Sono bastate poche ore di pioggia per provocare tutto questo: se è innegabile il legame esistente tra questi sempre più frequenti fenomeni atmosferici &#8220;estremi&#8221; e il cambiamento climatico, sono altrettanto innegabili le responsabilità politiche di chi in questi anni ha completamente abbandonato la manutenzione del territorio, promuovendo la speculazione edilizia e la cementificazione selvaggia anche in prossimità di fiumi e torrenti di cui sono ben noti i rischi di esondazione improvvisa.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Allo stesso tempo non possiamo non denunciare l&#8217;assoluta mancanza di un serio piano di emergenza e di evacuazione della popolazione con i cittadini abbandonati a se stessi con l&#8217;unica indicazione di &#8220;raggiungere i piani alti delle case&#8221;. La stessa inefficienza che ad ora si registra nei confronti di migliaia di abitanti della piana fiorentina rimasti da più di 24 ore isolati senza luce, acqua potabile e gas.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div>
<div style="text-align: justify;" dir="auto">Siamo vicini alla popolazioni colpita dall&#8217;alluvione, alle migliaia di proletari che in poche ore hanno visto distruggere buona parte della loro vita e che oggi si trovano a dover fronteggiare tutto questo. Non appena sarà possibile poter organizzare squadre di volontari per il soccorso alla popolazione, la gioventù comunista sarà in prima linea per fornire tutto il proprio supporto e la propria solidarietà attiva. Solo il popolo salva il popolo!</div>
</div>
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		<title>ALLUVIONE ED EMERGENZA SOCIALE NON SONO UNA FATALITÀ. Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 08:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1. Le gravi inondazioni che dagli scorsi giorni stanno duramente colpendo alcune zone delle Marche, la provincia di Bologna e parte della Romagna sono un evento terribile che finora ha causato più di quattordici morti, diversi dispersi e migliaia di persone evacuate, oltre che danni per milioni e milioni di euro. Il verificarsi di sempre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Le gravi inondazioni che dagli scorsi giorni stanno duramente colpendo alcune zone delle Marche, la provincia di Bologna e parte della Romagna sono un evento terribile che finora ha causato più di quattordici morti, diversi dispersi e migliaia di persone evacuate, oltre che danni per milioni e milioni di euro. Il verificarsi di sempre più frequenti &#8220;fenomeni estremi&#8221; – dalle alluvioni, alle siccità, passando per il dissesto idro-geologico &#8211; è diretta conseguenza dell&#8217;inquinamento, del surriscaldamento globale e del cambiamento climatico, a loro volta prodotto di uno sviluppo capitalistico che in nome del profitto genera unicamente devastazione e morte per i popoli. La barbarie e la putrescenza del sistema capitalistico si vedono chiaramente nell&#8217;impossibilità di coniugare la fame illimitata di profitto con uno sviluppo che tuteli la salubrità dei territori e le vite delle persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. Lo diciamo con forza: le inondazioni e la conseguente emergenza sociale non sono una tragica fatalità! Se da un lato è innegabile l&#8217;impatto dell&#8217;attuale modo di produzione nel più recente mutamento climatico e la connessione di questo con la maggiore frequenza di &#8220;fenomeni estremi&#8221;, dall’altro non si può derubricare il dissesto idro-geologico e la conseguente emergenza sociale ad una sfortunata casualità legata unicamente al cambiamento climatico. L&#8217;Emilia-Romagna è tra le regioni più a rischio quando si parla di alluvioni. La predisposizione di queste zone al rischio alluvionale è ben nota e nel corso degli anni precedenti le popolazioni di queste zone si sono trovate spesso di fronte a scenari tragici come quest&#8217;ultimo. Tuttavia, non esistono investimenti sistematici sufficienti a garantire il controllo e la messa in sicurezza né dei corsi d&#8217;acqua né di altri punti sensibili alle calamità naturali. Allo stesso tempo non è stato predisposto, a fronte dell&#8217;emergenza meteo preannunciata, un reale piano di evacuazione delle zone a rischio. Non è sufficiente consigliare di abbandonare la propria casa senza mettere a disposizione adeguati mezzi e strutture, oltre che un piano di emergenza che sia efficace e tempestivo nell&#8217;attivazione delle misure di salvataggio ed evacuazione. Esemplificativo di come le amministrazioni locali, regionali e il Governo vogliono affrontare l&#8217;emergenza e di quali siano le loro priorità è l&#8217;infame scelta di dirottare ingenti forze della protezione civile e di soccorsi per garantire l&#8217;esecuzione del concerto di Bruce Springsteen a Ferrara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. Esistono delle responsabilità e vanno indicate chiaramente per non accettare questo modello di gestione e di produzione. Denunciamo con forza lo scaricabarile tra governo ed enti locali: condanniamo l&#8217;uso strumentale fatto in questo senso da centro-destra e centro-sinistra che utilizzano eventi come quello di questi giorni per legittimare le proprie politiche nei confronti della popolazione. Dichiarazioni come quelle di Musumeci, ministro della protezione civile e per le politiche del mare, secondo cui il problema sarebbe &#8220;culturale&#8221; o ancora peggio che essendo questo un processo irreversibile, sono esemplificative di come i partiti istituzionali tentino di mascherare le reali cause di eventi come questo e non abbiano intenzione di affrontare alla radice le motivazioni che portano all&#8217;emergenza sociale che stiamo vivendo in queste ore. Se la Regione, a guida PD, ed i comuni hanno la responsabilità sul controllo territoriale, al governo Meloni – e a quelli precedenti &#8211; va certamente quella di dirottare sempre più fondi per incrementare lo sforzo bellico togliendoli alla spesa sociale e agli investimenti per la messa in sicurezza del territorio. Solo recentemente è stato annunciato l&#8217;invio di altri 3400 militari nei contingenti NATO in Europa dell&#8217;est, coinvolgendo in questo modo sempre di più l&#8217;Italia nei piani di morte USA-NATO. È sotto gli occhi di tutti: le risorse destinate al sostegno dei piani imperialisti vengono pagate quotidianamente dagli strati popolari e dai lavoratori sotto forma di devastazione, miseria e morti in nome dei profitti dei padroni. Mentre decine di migliaia di famiglie rischiano o hanno perso tutto in questo disastro, la priorità del Governo è quella di dirottare milioni e milioni di euro nella guerra. Per quello rivendichiamo che i soldi destinati per l&#8217;invio di armi e contingenti militari vengano invece utilizzati per sostenere le famiglie che rischiano di cadere in un baratro di povertà, la ricostruzione/risistemazione delle loro abitazioni, la messa in sicurezza dei territori per prevenire il più possibile futuri scenari simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. Accogliamo e rilanciamo l’indicazione dei sindacati di base e combattivi – tra cui il SI Cobas – a fermare le attività produttive finché non vengano ripristinate le condizioni meteo favorevoli allo svolgimento di questi lavori, per la tutela e la messa in sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, garantendo a questi ultimi la normale retribuzione al fine di non cadere vittima del ricatto tra salute/sicurezza e lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla popolazione marchigiana, emiliana e romagnola, ai lavoratori, ai vigili del fuoco e volontari che in queste ore stanno dando una mano concreta nelle zone colpite dalle alluvioni, salvando decine di vite e nei fatti sostituendosi allo Stato che in ultima istanza è pressoche assente. Come comunisti pensiamo che ora sia il momento della solidarietà, dello stare in prima fila e del dare un aiuto concreto a chi oggi è colpito dai risultati tragici delle politiche dei vari governi e delle varie amministrazioni locali. Contemporaneamente occorre denunciare con forza i responsabili di questi avvenimenti, combatterli politicamente per smascherare la natura degli orientamenti che vengono assunti sia per la prevenzione di questi disastri che nella gestione dell&#8217;emergenza stessa, oltre che della speculazione nei piani di ricostruzione che vengono utilizzati dalle imprese private per arricchirsi sulla pelle della popolazione. Non affrontare alla radice questo problema renderebbe vano anche il più audace intervento solidaristico, relegando ad una gestione &#8220;emergenziale&#8221; eventi che sono diretta conseguenza del modello economico e produttivo in cui viviamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle prossime ore ci mobiliteremo come volontari nel sostenere attivamente il lavoro di sostegno attivo alla popolazione delle zone colpite dall&#8217;alluvione. Invitiamo la gioventù e chi può dare una mano a fare lo stesso fin da subito, perché ogni braccio in più che scava, ogni aiuto nella distribuzione di beni di prima necessità può fare realmente la differenza. Solo il popolo salva il popolo!</p>
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