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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; attentato</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>LOTTARE CONTRO IL TERRORISMO E L&#8217;IMPERIALISMO</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2015 08:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli attacchi terroristici a Parigi rappresentano un crimine senza giustificazione verso decine di giovani e lavoratori francesi.  Il terrorismo islamico rappresenta oggi una minaccia reale alla sicurezza dei popoli del mondo, che per anni si è alimentata nelle guerre condotte dagli stati imperialisti in nord africa e medio oriente, che ha potuto contare sul supporto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli attacchi terroristici a Parigi rappresentano un crimine senza giustificazione verso decine di giovani e lavoratori francesi.  Il terrorismo islamico rappresenta oggi una minaccia reale alla sicurezza dei popoli del mondo, che per anni si è alimentata nelle guerre condotte dagli stati imperialisti in nord africa e medio oriente, che ha potuto contare sul supporto politico, diplomatico, economico e militare di quegli stati che hanno agito e continuano ad agire negli interessi dei propri monopoli. Il sostegno documentato del governo europeo e statunitense a gruppi estremistici di matrice islamica che ne sono divenuti mercenari nella lotta contro alcuni dei governi non allineati, hanno avuto come risultato quello di trasformare la Siria, la Libia, l’Iraq, l’Afghanistan e territori di diversi stati, in polveriere e palestre di addestramento di centinaia di terroristi islamici. Ciò che è accaduto ieri a Parigi succede quotidianamente nei paesi mediorientali e del nord africa, grazie ai risultati degli interventi imperialisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi i partiti di governo e l’estrema destra (che si appresta a divenirlo) sono concordi nell’invocare come misure straordinarie la chiusura delle frontiere, l’incremento delle attività militari in africa e medio oriente, la restrizione dei margini delle libertà democratiche nei paesi europei. Queste misure che pure incontrano il favore di una parte della popolazione francese, italiana e di altri stati europei, non sono minimamente in grado di fermare il terrorismo. Sono invece un ottimo pretesto di legittimazione politica per partiti responsabili dell’attuale condizione, che oggi sono travolti dalla crisi economica, e che dietro la retorica dell’unità nazionale cercano di deviare l’attenzione dalle loro responsabilità.<span id="more-1749"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questi drammatici eventi, i lavoratori e i giovani europei devono avere la forza di rifiutare la retorica dell’unità nazionale con quelle forze politiche che sono dirette responsabili del sostegno alle guerre imperialiste in medio oriente e nord africa, che hanno sostenuto, finanziato e armato i terroristi islamici. Sono loro i veri responsabili dell’accaduto. La battaglia contro il terrorismo islamico deve essere condotta senza quartiere. Ma quella lotta non è nulla se non accompagnata da altrettanta lotta verso coloro che hanno sostenuto gli estremisti islamici per gli interessi economici delle grandi società capitalistiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/11/terrorista-occhi-bandiere.jpg" rel="lightbox[1749]" title="terrorista occhi bandiere"><img class="alignleft size-full wp-image-1762" title="terrorista occhi bandiere" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/11/terrorista-occhi-bandiere.jpg" alt="" width="582" height="200" /></a></p>
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		<title>La disperazione produce la rabbia. La coscienza l’organizzazione e la vittoria.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 11:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> Non sappiamo forse non sapremo mai tutto ciò che c’è da conoscere su quanto accaduto oggi a Palazzo Chigi. I media puntano da subito a dipingere l’uomo che ha sparato come un malato mentale, un “pazzo”, uno “squilibrato”. Non crediamo in questa versione iniziale, chiaramente improntata ad una strategia difensiva. Ma a prescindere dall’atto in sé, dalle motivazioni private, dalla persona, ci interessa mettere in luce come l’atto di oggi sia sintomo di un diffuso disagio sociale, frutto di anni di tagli, di disoccupazione a livelli impensabili, di assenza di prospettive future per la maggior parte della popolazione, di sfiducia complessiva nei confronti di questo sistema politico. Chiunque di noi conosce bene questi sentimenti, conosce la disperazione che sta montando tra i giovani, tra i lavoratori, tra quanti hanno perso in questi mesi il posto di lavoro. <span id="more-697"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Centinaia di persone in questi mesi si sono tolte la vita perché oppresse dalla loro condizione, una strage silenziosa che giornali e televisioni hanno solo menzionato. Ieri una manifestazione di lavoratori a Palermo è stata repressa con spari ad altezza d’uomo contro lavoratori che protestavano per la perdita del proprio posto di lavoro. A chi oggi si interroga sulle ragioni di un gesto chiediamo: cosa vi aspettavate che sarebbe accaduto?</p>
<p style="text-align: justify;">Come comunisti sappiamo che la vera violenza non è quella di un atto di disperazione, ma quella che conduce a questo atto. Ma sappiamo anche che un gesto individuale non cambia le cose, anzi le peggiora. Che da domani la repressione sarà ancora più forte, le contromisure adottate non saranno certo il mutamento delle politiche imposte dai poteri forti, ma l’inasprimento delle misure di sicurezza a tutela del sistema, la lotta contro le giuste proteste dei lavoratori, degli studenti, dei disoccupati.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutti coloro che oggi sentono sulla loro pelle l’ingiustizia di questo sistema, il peso della propria condizione, diciamo che la strada da intraprendere è quella della lotta, fuggendo dalla tentazione di adottare iniziative individuali di questo tipo, che producono solo il peggioramento ulteriore della nostra condizione. Il sistema si combatte organizzandosi, rovesciando i rapporti di classe esistenti, conquistando sempre maggiori consensi alla causa del socialismo, nelle scuole, nelle facoltà, nei posti di lavoro, nei quartieri. La storia ci ha insegnato che ogni tentativo intrapreso in altre direzioni è stato sconfitto senza appello, che la storia si cambia solo quando l’ideale di cambiamento supera la dimensione individuale, per quanto radicale essa sia, e acquisisce natura di massa.</p>
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