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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; bussetti</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE IN PIÙ DI 50 CITTÀ: «BOCCIAMO IL GOVERNO»</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 09:27:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cortei studenteschi in tutta Italia contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola. Sono più di 50 le città attraversate dalle manifestazioni, nella prima giornata di proteste dopo la manovra gialloverde. Da Torino, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Cagliari e decine di altri capoluoghi gli studenti attaccano l’esecutivo e le politiche scolastiche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/02/roma2.jpeg" rel="lightbox[2805]" title="roma2"><img class="aligncenter size-full wp-image-2806" title="roma2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/02/roma2.jpeg" alt="" width="1600" height="853" /></a>Cortei studenteschi in tutta Italia contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola. Sono più di 50 le città attraversate dalle manifestazioni, nella prima giornata di proteste dopo la manovra gialloverde. Da Torino, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Cagliari e decine di altri capoluoghi gli studenti attaccano l’esecutivo e le politiche scolastiche con una sonora bocciatura. Nel mirino delle proteste «un esame di maturità stravolto e 4 miliardi di tagli all’istruzione, e ancora il piano “Scuole Sicure” di Salvini che aumenta la repressione». La giornata di protesta, appoggiata dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), ha raccolto decine di migliaia di adesioni a partire da un video appello dei Presidenti delle Consulte studentesche.<span id="more-2805"></span></p>
<p>«Gli studenti di tutta Italia bocciano il governo» dichiara a sostegno delle proteste Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «Il cambiamento annunciato da Salvini e di Maio è un’enorme presa in giro. Sulla scuola la manovra gialloverde prevede 4 miliardi di tagli e la nuova maturità è la stessa voluta dal PD. Dietro agli slogan di governo c’è la realtà concreta fatta di continui crolli nelle scuole e milioni di studenti in pericolo, ma Salvini preferisce aumentare la repressione con le telecamere e i controlli di polizia. Cercano di dividerci con la propaganda razzista per coprire le loro responsabilità politiche, ma sappiamo bene che non c’è alcuna inversione di rotta rispetto al passato. Oggi le piazze piene di studenti parlano chiaro: questo governo è nemico dei giovani»</p>
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		<title>Esame di maturità. FGC: «Studenti come cavie per un esame svuotato»</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2019 16:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato oggi a mezzogiorno le materie d’esame alla seconda prova di maturità del 2019. La modalità scelta è del tutto inedita e prevede la cosiddetta “doppia materia”: non sarà più estratta a sorte una delle discipline di indirizzo, ma figureranno insieme in una prova mai sperimentata. Al liceo scientifico l’esame verterà]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/01/esame-maturita.jpg" rel="lightbox[2790]" title="ESAMI DI MATURITA'"><img class="aligncenter size-full wp-image-2791" title="ESAMI DI MATURITA'" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/01/esame-maturita.jpg" alt="" width="3072" height="2044" /></a>Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato oggi a mezzogiorno le materie d’esame alla seconda prova di maturità del 2019. La modalità scelta è del tutto inedita e prevede la cosiddetta <strong>“doppia materia”</strong>: non sarà più estratta a sorte una delle discipline di indirizzo, ma figureranno insieme in una prova mai sperimentata. Al liceo scientifico l’esame verterà quindi su matematica-fisica, al classico su latino-greco e così via. Una novità che ha suscitato le giuste e immediate critiche di studenti e professori per il suo carattere dequalificante e per le modalità con cui è stata introdotta.<span id="more-2790"></span></p>
<p>«<strong>Il nuovo esame di stato danneggia la scuola e chi la vive ogni giorno</strong>» dichiara Alessandro Fiorucci, resp. scuola del FGC «<strong>I maturandi del 2019 vengono utilizzati come cavie da laboratorio, per sperimentare una modalità d’esame con pochi mesi di preavviso</strong>. La nuova tipologia di seconda prova <strong>spingerà gli insegnanti a modificare i programmi in fretta per fornire una preparazione adeguata</strong> in vista dell’esame. Una corsa contro il tempo a tutto discapito dei contenuti, perché fin dalle simulazioni fornite agli studenti questa modalità dimostra un carattere schematico e semplicistico, che privilegia l’apprendimento nozionistico alla comprensione critica. Non stupisce che dall’anno prossimo i test INVALSI saranno requisito per accedere all’esame, che le “tesine” dei maturandi oggi siano sostituite da temi a scatola chiusa e la terza prova sia stata eliminata. Insomma, un passo avanti per adeguarsi agli standard europei – come ha chiarito il MIUR – e un grande passo indietro per una formazione completa dei giovani»</p>
<p>«<strong>Il governo vuole trascinare la scuola nel baratro, a suon di tagli</strong> sui fondi e sulla didattica» conclude Fiorucci «Non possiamo accettare questa svendita della nostra educazione, che prosegue da decenni.<strong> Abbiamo il dovere di alzare la voce</strong> contro chi colpisce l’istruzione con manovre folli, perché subire a testa bassa non cambierà le cose»</p>
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		<title>Numero chiuso? Dal Governo solo fumo negli occhi. Abolire la selezione di classe!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 16:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul numero chiuso all’università il governo sta giocando con le parole. E come sempre ad una propaganda roboante, ripresa integralmente da una stampa disposta a qualsiasi cosa per un titolo acchiappa-click, segue una sostanza completamente diversa. L&#8217;abolizione nel numero chiuso a medicina è stata inserita stamattina in una brevissima nota di presentazione della manovra da]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2018/10/numero-chiuso.jpg" rel="lightbox[2721]" title="numero-chiuso"><img class="aligncenter size-full wp-image-2723" title="numero-chiuso" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2018/10/numero-chiuso.jpg" alt="" width="960" height="720" /></a></p>
<p>Sul numero chiuso all’università il governo sta giocando con le parole. E come sempre ad una propaganda roboante, ripresa integralmente da una stampa disposta a qualsiasi cosa per un titolo acchiappa-click, segue una sostanza completamente diversa.</p>
<p>L&#8217;abolizione nel numero chiuso a medicina è stata inserita stamattina in una brevissima nota di presentazione della manovra da parte del Consiglio dei Ministri, come se si trattasse di una misura già inserita nel testo della manovra. Peccato che subito dopo il ministro Bussetti ha dichiarato semplicemente <strong>&#8220;non mi risulta&#8221;</strong>.<span id="more-2721"></span></p>
<p>A questo dichiarazione è seguita un&#8217;ulteriore nota del Consiglio dei Ministri che parlava dell&#8217;abolizione del numero chiuso come un &#8220;obiettivo politico di medio periodo&#8221; di cui discutere con i tecnici del ministero e con le associazioni dei medici, e non come di una misura immediata.</p>
<p>Quindi ad ora, <strong>al contrario di quello che hanno titolato i giornali, il numero chiuso resta</strong>. Invece di giocare con le parole il governo dovrebbe dire chiaramente qual è la sua posizione sul numero chiuso. Perché oltre all&#8217;abolizione conta il sistema che si vuole implementare. Se il governo pensa di sostituire il sistema attuale con un modello cosiddetto &#8220;alla francese&#8221;, in cui semplicemente si sposta la selezione al secondo anno invece che al primo, significa cambiare la forma ma non la sostanza della selezione di classe. Ci dispiace, ma non ci caschiamo.</p>
<p><strong>La lotta contro il numero chiuso è una battaglia che portiamo avanti da anni con la finalità di garantire parità di possibilità di accesso all’università contro la selezione di classe che è inevitabile conseguenza delle disuguaglianze economiche.</strong> Una lotta per andare ad intervenire a monte sul numero di medici necessari al Sistema Sanitario Nazionale, in modo da garantire a tutti il diritto alle cure mediche, contro il progressivo smantellamento del servizio pubblico favorito dalla carenza di personale.</p>
<p>Ora vediamo solo l&#8217;<strong>ennesima presa in giro da parte di un governo che cerca consenso solo sulla propaganda</strong>. Ma i fatti hanno la testa dura. Ci troveranno al nostro posto a lottare.</p>
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		<title>12 OTTOBRE: STUDENTI IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 13:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2018/09/foto-sito-2.jpeg" rel="lightbox[2694]" title="foto-sito-2"><img class="aligncenter size-full wp-image-2699" title="foto-sito-2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2018/09/foto-sito-2.jpeg" alt="" width="1600" height="900" /></a></p>
<p>In questi giorni è suonata la prima campanella per milioni di studenti delle scuole superiori. <strong>Un’apertura dell’anno scolastico all’insegna della repressione e della continuità rispetto agli anni precedenti.</strong> Infatti, fin dalle primissime ore di lezione in centinaia di scuole si sono svolti blitz della polizia. Una stretta repressiva che, sotto lo slogan “Scuole Sicure”, si inserisce nella politica securitaria promossa dal Ministro Salvini e costruisce un clima asfissiante, che ci abitua a un ambiente scolastico sempre più autoritario. La ricetta del governo di fronte alle mille carenze e contraddizioni del sistema educativo sta nel sorvegliare gli studenti con nuove telecamere e controlli di polizia, sfruttando queste misure a scopo di propaganda. <span id="more-2694"></span>Uno sviluppo coerente con le basi poste dalla Buona Scuola, che vuole presidi-manager autorizzati a gestire in tutto e per tutto la vita scolastica, e che oggi si manifesta nel suo volto più preoccupante.</p>
<p><strong>Mentre il governo insiste con la propaganda razzista sull’immigrazione per alimentare una guerra tra poveri, i problemi reali che vivono gli studenti delle classi popolari restano irrisolti e crescono ogni giorno che passa.</strong> L’emergenza dell’edilizia scolastica, nonostante i proclami dei governi, mette quotidianamente in pericolo milioni di studenti, costretti a studiare in strutture fatiscenti e prive dei materiali strettamente necessari. I costi spropositati dei libri di testo e dei trasporti alzano una barriera economica insostenibile per migliaia di famiglie. L’alternanza scuola-lavoro, ormai entrata a regime, garantisce alle aziende la presenza costante di studenti non pagati, che spesso sostituiscono con mansioni di base il ruolo dei lavoratori. Una vera occasione per anticipare la formazione aziendale e risparmiare sui costi, a discapito di un’educazione complessiva dei giovani. Non è un caso che negli ultimi mesi si siano verificati numerosi infortuni a danno dei ragazzi impegnati nei progetti di scuola-lavoro, esposti al rischio e privi di tutele effettive.</p>
<p>Di fronte a tutte queste problematiche reali il ministro dell’Istruzione Bussetti conferma l’intenzione di proseguire nel solco tracciato dalla Buona Scuola di Renzi e delle precedenti riforme. La proposta di <strong>aumentare le ore di alternanza negli istituti tecnici e professionali</strong> è una dimostrazione evidente di questo indirizzo, che esige una ferma risposta degli studenti. Se esiste il cambiamento tanto sbandierato dal governo Lega-M5S, questo finora si è dimostrato soltanto in peggio.</p>
<p>Questa scuola di classe nega a milioni di studenti un futuro dignitoso, e il governo decide di incatenare il nostro presente. Sappiamo bene che la colpa di questa situazione non è dei nostri compagni di banco immigrati, come vorrebbe farci credere la propaganda razzista, che punta a dividerci e a creare falsi nemici. La responsabilità delle nostra condizione è delle politiche europee, che hanno modellato il mondo dell&#8217;istruzione sui profitti delle multinazionali. Proprio sui temi fondamentali il governo giallo-verde dimostra di non voler invertire la rotta rispetto al passato. <strong>A questo inganno dobbiamo rispondere uniti, perché gli studenti italiani e immigrati vivono la stessa condizione e hanno un solo nemico contro cui battersi: questo sistema e i suoi servi che ci vogliono divisi e a testa bassa.</strong> Di fronte a tutto questo non possiamo restare a guardare, perché ogni minuto passato in silenzio significa stringere le nostre catene. Vogliamo dire con forza che non è questa la scuola di cui abbiamo bisogno, che questo modello di istruzione piegato al profitto di pochi non lascia spazio alle nostre aspirazioni e necessità reali.</p>
<p>Per questo <strong>lanciamo un appello alla mobilitazione, rivolto a tutti gli studenti che sentono sulla loro pelle il peso di questa situazione,</strong> le barriere imposte da una scuola sempre più esclusiva. Ci rivolgiamo a tutti i giovani che non sono disposti ad accettare l’ennesimo furto sul proprio futuro.</p>
<p><strong>Il 12 ottobre costruiamo una grande mobilitazione studentesca in tutte le città d’Italia, per smascherare questo governo e lottare per una scuola diversa.</strong> Scendiamo in piazza contro le politiche dell&#8217;Unione Europea, che hanno costruito questa scuola di classe con la complicità di tutti i governi, a prescindere dal colore politico. Alziamo la voce contro lo sfruttamento in alternanza, chiedendo una giusta paga per le ore lavorate e tutele reali agli studenti. Battiamoci per poter studiare in strutture adeguate e attrezzate, con laboratori e materiali al passo coi tempi. Lottiamo per eliminare ogni finanziamento alle scuole private, per la piena copertura statale dei costi dell’istruzione pubblica. Perché tutti abbiano la possibilità di studiare senza dover spendere migliaia di euro l’anno tra libri e tasse mascherate. Scendiamo in piazza contro la repressione e i tentativi di militarizzare le nostre scuole.</p>
<p>Governo del cambiamento? Repressione e sfruttamento!<br />
Riprendiamoci il futuro!</p>
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