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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; comunicato</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>Sulle elezioni regionali dell’autunno 2025. Una posizione comunista</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 07:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulle elezioni regionali dell’autunno 2025. Una posizione comunista Comunicato dell’UP del Fronte Comunista e della Segreteria nazionale del FGC Le elezioni regionali che si avvicinano saranno un banco di prova non solo per le forze di governo nazionali e regionali, ma soprattutto per il tentativo del centro-sinistra di articolare elettoralmente il cosiddetto “campo largo”, cioè]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sulle elezioni regionali dell’autunno 2025. Una posizione comunista</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Comunicato dell’UP del Fronte Comunista e della Segreteria nazionale del FGC</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le elezioni regionali che si avvicinano saranno un banco di prova non solo per le forze di governo nazionali e regionali, ma soprattutto per il tentativo del centro-sinistra di articolare elettoralmente il cosiddetto “campo largo”, cioè la stabile alleanza elettorale che va dal Partito Democratico all’Alleanza Verdi-Sinistra passando per il Movimento Cinque Stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là di questa contingenza politica, va tenuto a mente che nell’odierno assetto costituzionale italiano che riconosce ampi poteri legislativi alle regioni, le elezioni regionali non sono mai un mero affare “locale” e non possono essere trattate come tali. Con questo criterio una forza comunista oggi deve affrontare la questione, nell’ambito della propria strategia politica generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le imminenti elezioni nelle Marche (28-29 settembre), in Calabria (5-6 ottobre) e Toscana (12-13 ottobre) vedono già il polarizzarsi delle alleanze di centro-destra e centro-sinistra, rispettivamente attorno alle candidature di Francesco Acquaroli e Matteo Ricci nelle Marche, Francesco Occhiuto e Pasquale Tridico in Calabria, di Carlo Giraldi ed Eugenio Giani in Toscana. Nella stessa direzione vanno le trattative per le elezioni in Campania, Veneto e Puglia, previste nel mese di novembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la sola eccezione della Valle d’Aosta, in cui pesano altre logiche locali, si conferma in tutte le regioni interessate dal voto la saldatura dell’alleanza tra PD, Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dinanzi a questo scenario, <strong>siamo convinti che i comunisti debbano affermare e difendere la propria indisponibilità a prendere parte ai cosiddetti governi “di sinistra”, alle coalizioni “progressiste” di ispirazione socialdemocratica</strong> che, in nome della retorica sulla “opposizione alla destra”, vengono costruite senza nessun principio di classe né protagonismo dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esperienza degli ultimi decenni ha dimostrato che queste forze, tanto nei governi nazionali che in quelli regionali, possono arrivare a fare peggio della destra. Questo non perché sono “cattive”, ma semplicemente perché non si pongono su un piano realmente alternativo alla destra, rappresentando al più la “stampella sinistra” dell’amministrazione quotidiana del capitalismo e della sua ingiustizia, promuovendo l’illusione che questo sistema possa essere governato e amministrato in favore dei lavoratori e degli strati popolari senza metterne in discussione i fondamenti e i paletti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il vecchio argomento secondo cui non votando il centro-sinistra si fa il gioco delle destre risale agli anni del berlusconismo</strong>. Il suo risultato sono stati governi “di sinistra” che hanno votato il pacchetto Treu, la riforma del titolo V, l’autonomia scolastica, l’aggressione NATO alla Jugoslavia, il rifinanziamento delle missioni militari come quella in Afghanistan. È una polpetta avvelenata che i lavoratori italiani hanno già mangiato.</p>
<p style="text-align: justify;">I governi regionali non fanno differenza. Basterebbe menzionare, tra tutti, le responsabilità delle giunte di centro-sinistra nella svendita del porto di Goia Tauro o nella vicenda dell’Ilva di Taranto. <strong>Tutte le forze candidate nei due schieramenti condividono profonde responsabilità</strong> nell’aver gestito o compartecipato alle politiche regionali di dismissione della sanità pubblica, dei piani per il diritto allo studio, della svendita del patrimonio industriale in nome della difesa dei profitti capitalistici.</p>
<p style="text-align: justify;">Non siamo indifferenti o ignari del fatto che oggi l’operazione di ricostruzione di consenso elettorale attorno al “campo largo”, oltre che alla generica chiamata alle armi contro la destra, comprende in sé anche i tentativi del M5S e di AVS di intercettare da un lato il malcontento sulle questioni sociali e del lavoro, e dall’altro il vasto sentimento popolare contro la guerra imperialista, presentandosi come le forze “in favore della pace”. Sappiamo bene anche che esiste una enorme contraddizione tra il dire e il fare, o tra ciò che si urla nelle piazze e ciò che si scrive nei programmi o che si vota. Basti pensare che sia il M5S che AVS sono a favore dell’esercito comune europeo e della permanenza dell’Italia nella NATO, ma questi dettagli vengono convenientemente omessi dalle ragioni per cui esprimono “contrarietà” al piano “Rearm EU” di 800 miliardi della Commissione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che oggi esistano illusioni diffuse sul carattere del centro-sinistra, anche in settori a noi contigui, non ci autorizza a pensare che si possa sostenere “da sinistra” queste forze o alimentare queste illusioni nella ricerca dell’immediato ritorno elettorale. Riteniamo grave e non giustificabile la scelta del PRC che, in coerenza con la linea uscita vincitrice dal suo ultimo congresso, in alcune regioni sta presentando liste all’interno della coalizione di centro-sinistra, o esprimendo sostegno a candidati nelle liste di quella coalizione. Questa scelta, che ha come immediata conseguenza l’accostamento della falce e martello al PD e ai suoi alleati, non rafforzerà i comunisti, né farà avanzare una prospettiva comunista nella società, né tantomeno “sposterà a sinistra” le forze del centro-sinistra. L’unica scelta che può pagare, nel lungo periodo, è quella della coerenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Discorso diverso meritano le liste che in alcune regioni si stanno organizzando “a sinistra” del campo largo, come sta avvenendo in Toscana o in Puglia, da parte di sigle che si richiamano alla tradizione comunista o della c.d. “sinistra di classe”. Come è noto, esistono divergenze politiche e strategiche tra noi e queste forze, e anche tra ciascuna di queste forze nei confronti degli altri. Non potrebbe non essere così, altrimenti si starebbe nello stesso partito. Ma non è questo il punto che vogliamo evidenziare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto di aprire una discussione seria sull’idea di una flessibilità tattica in materia elettorale potrebbe avere una sua dignità sulla base di una strategia chiara e senza cedimenti sui principi fondamentali. Ci sembra però che le coalizioni elettorali che vengono messe in campo non siano espressione di un reale protagonismo operaio-popolare, ma piuttosto la mera sommatoria di settori politici, senza un legame con le masse, per logiche che non vanno oltre la mera sopravvivenza e l’autorappresentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esperienza degli ultimi decenni, in cui gli sforzi profusi – anche da noi stessi – per presentare una falce e martello sulla scheda elettorale hanno avuto come principale risultato quello di evidenziare la marginalità politica dei comunisti in Italia, dovrebbero spingere a una seria riflessione collettiva su quanto sia opportuno o meno saltare da un appuntamento elettorale all’altro in assenza di una vera strategia per risolvere sul piano reale, prima che su quello della facciata elettorale, il problema della ricostruzione di una grande forza comunista in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indicazione di voto che riteniamo di dare, in questo frangente, è quella dell’astensione in tutte le tornate elettorali.  Poiché abbiamo chiara la lezione leninista sui compiti dei comunisti anche nel terreno elettorale, ben lontani dall’astensionismo dei settori estremisti, riconosciamo tutti i limiti di questa indicazione di voto. Non porteremo avanti una campagna di massa per l’astensione, perché non la riteniamo utile a costruire un reale avanzamento nella coscienza della classe operaia e dei settori popolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo convinti che oggi esista l’urgenza di ricostruire una forza comunista credibile, di uscire dall’irrilevanza, di rendere riconoscibile e riconosciuto un partito comunista serio, moderno, organizzato, all’altezza delle sfide del nostro tempo. Questa partita, nelle condizioni attuali, non si gioca sul terreno elettorale e soprattutto non parte da questo. Anteporre il tatticismo esasperato e le alchimie elettorali prive di reale prospettiva a una riflessione strategica sul che fare, su come articolare realmente la costruzione di un partito d’avanguardia, è un errore che non siamo intenzionati a commettere. Tanto lavoro c’è da fare, e tanto resterà da fare anche all’indomani di queste elezioni regionali, da cui allo stato attuale non può emergere nessuna alternativa politica per i lavoratori e gli strati popolari. Ciò che spetta oggi fare ai comunisti è, come disse Gramsci a suo tempo, “rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Politico – Fronte Comunista (FC) &#8211; Segreteria Nazionale – Fronte della Gioventù Comunista (FGC)</p>
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		<title>ALLUVIONE, DEVASTAZIONE, MASSACRO SOCIALE: QUESTO SISTEMA E’ INSOSTENIBILE  Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 13:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ALLUVIONE, DEVASTAZIONE, MASSACRO SOCIALE: QUESTO SISTEMA E’ INSOSTENIBILE Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC 1. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dall’ennesima alluvione che nei giorni scorsi ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche, oltre che ai volontari e ai vigili del fuoco impegnati in queste ore a fornire sostegno concreto sul]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-635b89a9-7fff-3764-f4fd-f65d57ccb607" style="text-align: justify;" dir="ltr"><strong>ALLUVIONE, DEVASTAZIONE, MASSACRO SOCIALE: QUESTO SISTEMA E’ INSOSTENIBILE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr"><em>Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">1. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dall’ennesima alluvione che nei giorni scorsi ha colpito l’Emilia Romagna e le Marche, oltre che ai volontari e ai vigili del fuoco impegnati in queste ore a fornire sostegno concreto sul campo. Siamo di fronte ad un evento simile, anche se fortunatamente più circoscritto, a quello degli scorsi mesi: case distrutte, campi inservibili e migliaia di persone che hanno perso tutto. In particolare, risultano maggiormente colpite le aree del Boncellino, di Bagnacavallo, in generale del ravennate, già tristemente note per gli eventi di maggio 2023. La mancanza di un intervento sistematico sul territorio ha portato i medesimi fiumi a straripare, rompendo gli argini, e a definire lo scenario desolante che abbiamo potuto constatare in questi giorni. Migliaia di sfollati vivono in accampamenti di fortuna, in una situazione igienico sanitaria estremamente grave, che pone seriamente il problema dell’emersione di epidemie diffuse. La situazione è tragica e a pagarne le spese è il popolo, ancora una volta.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">2. Non parlateci di fatalità. Lo ripetiamo ancora: di fronte a scenari come questi non stiamo parlando di una sfortunata casualità, ma di conseguenze causate dall’inquinamento, dal surriscaldamento globale e dal cambiamento climatico, a loro volta prodotto di uno sviluppo capitalistico che, in nome del profitto, genera unicamente devastazione e morte per i popoli. Nelle scelte degli indirizzi economici emerge in maniera evidente la natura di classe dello Stato: pronto a soddisfare le esigenze del capitale monopolistico e dei padroni, disposto a lasciare da solo il popolo di fronte all’ennesima devastazione. Anche stavolta, se non fosse stato per i molti volontari e per l’intervento spontaneo, migliaia di persone sarebbero state lasciate a loro stesse, in balia degli effetti disastrosi delle scelte condotte dai vari governi. Siamo di fronte ad una serie di disastri preannunciati che mostrano in maniera lampante che non vi può essere alcun futuro in un sistema che è disposto ad anteporre i profitti di un pugno di parassiti di fronte alle esigenze della maggioranza del popolo. Lo dimostrano situazioni come quella di Conselice, abbandonata senza alcun intervento e sommersa da metri di acqua lo scorso anno per due settimane. Un quadro che non solo espone la popolazione a batteri e malattie molto gravi, ma che rende, nei fatti, inservibili abitazioni e campi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">3. Le responsabilità sono di governo ed amministrazioni locali. Da una parte, al di là di singole dichiarazioni di intenti, in questo anno nulla è stato fatto da regioni ed enti locali sul piano della messa in sicurezza del territorio in termini strutturali. Tutto ciò fa rabbia proprio per la predisposizione di queste zone al rischio alluvionale, la quale è ben nota e che nel corso degli anni precedenti ha messo di fronte sistematicamente la popolazione a questi scenari tragici. I danni sono stati ingenti e hanno messo migliaia di persone nella condizione di essere costrette, nei fatti, andare definitivamente via dalla propria casa, perdendo tutto. L’ipocrisia degli amministratori locali si è palesata ancora di più nella mancanza assoluta di un intervento capillare almeno nelle zone più critiche, tra le cause dirette della situazione verificatasi nei giorni scorsi.</p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Dall’altra, solo nel 2024 la spesa militare supererà i 29 miliardi di euro, con una crescita del 5,1% rispetto al 2023 e del 12,5% rispetto agli ultimi due anni. Recentemente il Parlamento europeo si è espresso a favore dell’uso di armi a lungo raggio nel territorio russo, coinvolgendo il nostro Paese sempre più apertamente nel conflitto imperialista. In questo contesto molto grave si inserisce anche l’approvazione dell’Autonomia Differenziata, che andrà non solo ad esacerbare le problematiche delle regioni del sud Italia, ma anche a differenziare ed indirizzare in maniera ulteriormente antipopolare gli investimenti. Le voci di spesa su materie “costose” e il cui finanziamento è utile a garantire diritti, più che ad incrementare i margini di profitto, come la messa in sicurezza del territorio e gli interventi strutturali in questo ambito, saranno ulteriormente tralasciate a favore di altre considerate più redditizie. La direzione verso cui il governo Meloni ci sta spingendeo è chiara: soldi per le armi e la guerra, per i profitti dell’indotto bellico e dei monopoli e, di pari passo, tagli a sanità, istruzione e spesa sociale. Ancora di più, lo spettacolo pietoso fornito dal ministro della Protezione Civile, Musumeci, e dai vari presidenti di Regioni o esponenti del centrosinistra, nel rimbalzarsi le colpe di quanto accaduto, mostrano ancora più chiaramente quanto la politica borghese non possa più salvarsi la faccia di fronte alla medesima emergenza sociale a pochi mesi di distanza. L’inaccettabile condizione di migliaia di persone è ridotta a mero terreno di scontro e campagna elettorale. Non solo non è stato fatto nulla in precedenza, ma si continua a procedere nella medesima direzione antipopolare. Gli argini rotti non sono solo quelli dei fiumi, ma anche quelli di un sistema putrescente che è incapace di coniugare la fame illimitata di profitto con le necessità di lavoratori e strati popolari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">4. Occorre fare un salto di qualità. Saremo di nuovo in prima linea con i nostri militanti, fin dalle prossime ore, nel sostenere attivamente la popolazione dei territori alluvionati, andando a scavare nel fango. Invitiamo tutti a dare il proprio contributo, perché ogni mano che si tende verso chi ha perso tutto può fare la differenza. Non basta però unicamente la solidarietà: occorre organizzarci su un piano collettivo per mettere enti locali e governo di fronte alle proprie responsabilità, al fine di garantire non solo un intervento strutturale che possa ridurre il più possibile l’impatto di futuri eventi climatici estremi, ma anche e soprattutto per garantire un sostegno concreto alle famiglie che hanno vista la propria casa e la vita distrutte. Non si può delegare ai partiti borghesi questo compito: come comunisti ci faremo carico di portare avanti questa lotta, perché solo il popolo salva il popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>STUDENTI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA: «CLASSI POLLAIO E POCHI DOCENTI, VOGLIAMO UN RIENTRO IN SICUREZZA»</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 10:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi in decine di città italiane gli studenti sono scesi in piazza per rivendicare un rientro a scuola che sia realmente in sicurezza. Dopo mesi di didattica a distanza, si è tornati a scuola con la mascherina e banchi monoposto per limitare i contagi, ma gli studenti con azioni di protesta davanti le proprie scuole]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpeg" rel="lightbox[3167]" title="1"><img class="aligncenter size-full wp-image-3168" title="1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpeg" alt="" width="1600" height="1200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi in decine di città italiane gli studenti sono scesi in piazza per rivendicare un rientro a scuola che sia realmente in sicurezza. Dopo mesi di didattica a distanza, si è tornati a scuola con la mascherina e banchi monoposto per limitare i contagi, ma gli studenti con azioni di protesta davanti le proprie scuole hanno da subito denunciato: troppe classi pollaio, bus affollati e pochi professori.<span id="more-3167"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«<strong>Mancano spazi e docenti, il rientro sicuro sbandierato da Azzolina non esiste e lo dimostrano i già troppi casi di scuole costrette a tornare alla DAD</strong>» dichiara Simon Vial, responsabile scuola del FGC «Non è possibile mantenere il metro di distanza se ci sono classi pollaio e trasporti pubblici affollati. In sei mesi di tempo il governo non ha cambiato nulla, servivano spazi e assunzioni perché le mascherine e la ricreazione in classe non bastano. <strong>La didattica a distanza ha escluso migliaia di studenti dalle lezioni e gli studenti oggi sono scesi in piazza per evitare che questa diventi la normalità</strong>: bisogna garantire davvero sicurezza e diritto allo studio. A farne le spese fin ora sono stati gli studenti dei quartieri popolari e delle periferie, i figli dei lavoratori, quegli stessi lavoratori precari su cui il governo fa solo propaganda e che in molte piazze oggi erano spalla a spalla con gli studenti»</p>
<p style="text-align: justify;">«Di fronte alla scelta tra diritto allo studio, non garantito dalla DAD, e alla salute, messa a rischio da un rientro senza spazi adeguati e professori sufficienti,<strong> oggi gli studenti hanno scelto la lotta</strong>» conclude Vial «<strong>Servono soldi alla scuola per garantire un’istruzione di qualità per tutti, la crisi legata alla pandemia non può diventare la scusa per nuovi tagli e attacchi ai diritti degli studenti e dei lavoratori.</strong> La mobilitazione di oggi è solo il primo passo di una stagione di lotta che vedrà uniti studenti e lavoratori nelle piazze!»</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Avanti con la costruzione della gioventù comunista! Risoluzione del CC del FGC</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 11:02:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avanti con la costruzione della gioventù comunista! Risoluzione approvata all&#8217;unanimità dal Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista, riunito a Roma il 3/11/2019. L’intensificazione della lotta contro il governo PD-M5S-Leu, del nostro intervento a sostegno delle lotte degli studenti contro l’implementazione delle nuove linee guida per l’alternanza scuola-lavoro, rende necessario uno sforzo ulteriore nello sviluppo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/11/fgc.jpg" rel="lightbox[2927]" title="fgc"><img class="aligncenter size-full wp-image-2933" title="fgc" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/11/fgc.jpg" alt="" width="2048" height="1365" /></a>Avanti con la costruzione della gioventù comunista!</strong></p>
<p><strong>Risoluzione approvata all&#8217;unanimità dal Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista, riunito a Roma il 3/11/2019.</strong></p>
<p>L’intensificazione della lotta contro il governo PD-M5S-Leu, del nostro intervento a sostegno delle lotte degli studenti contro l’implementazione delle nuove linee guida per l’alternanza scuola-lavoro, rende necessario uno sforzo ulteriore nello sviluppo delle nostre capacità di intervento nella gioventù proletaria per la sua mobilitazione attiva. I risultati raggiunti in questi anni sono importanti e devono essere motivo d’orgoglio, ma dobbiamo essere consapevoli che per quanto questi siano positivi, il ruolo che abbiamo il dovere di esercitare è troppo grande per ritenere che i traguardi raggiunti siano sufficienti. <span id="more-2927"></span>Trarre lezioni dal passato non significa vivere nel e per il passato, ma utilizzare le conclusioni che traiamo dall’esperienza per svolgere al meglio i nostri compiti che sono qui e ora. Dobbiamo proseguire nella direzione di una crescita continua per essere all’altezza dei nostri compiti storici.</p>
<p>Il Fronte della Gioventù Comunista ha svolto e svolge tuttora una funzione strategica nel permettere con il suo impegno nella battaglia politica l’acquisizione di coscienza di classe in ampi strati della gioventù proletaria, la trasmissione ad essi di consapevolezza delle posizioni dei comunisti che altrimenti non potrebbero essere conosciute né concepite nell’orizzonte di una generazione nata dopo le controrivoluzione dei paesi del blocco socialista ed i suoi effetti nel movimento comunista internazionale. Mettere in campo questo impegno significa interpretare un ruolo di avanguardia, con l’obiettivo di orientare i giovani più combattivi verso la lotta per il socialismo, in un momento in cui le classi popolari sono soggette ad un pesantissimo bombardamento ideologico ed in cui l’arretramento politico e organizzativo del movimento operaio, dovuto al tradimento definitivo delle organizzazioni opportuniste e socialdemocratiche, rischia di porne ampie fasce alla coda degli interessi di settori della borghesia.</p>
<p>Questa consapevolezza ci porta a sottolineare l’importanza del rapporto dialettico ed indissolubile tra questo lavoro militante e il lavoro legato alla battaglia ideologica. In questa ottica il rafforzamento della discussione, della pratica della critica e dell’autocritica, è fondamentale nella costruzione di una organizzazione che sia anche un percorso di formazione per nuovi militanti comunisti che siano coscienti e in grado di impiegare nella lotta quotidiana la cassetta degli attrezzi del marxismo-leninismo. Ma è ugualmente fondamentale per consentire lo sviluppo della capacità di azione politica reale della nostra organizzazione, e di una crescita consapevole della forza del nostro intervento nella gioventù proletaria. L’unione di questi elementi è presupposto per l’avanzamento complessivo del FGC in vista del suo Terzo Congresso.</p>
<p>Fermo restando l’impegno nel supporto all’attività del Partito Comunista e alle prossime campagne elettorali regionali, coerentemente al patto d’azione tra le nostre organizzazioni, come sempre abbiamo sostenuto ribadiamo che il miglior modo che ha la gioventù per contribuire alla ricostruzione comunista rimane il lavoro da fare tra i giovani, nei licei, negli istituti tecnici e professionali, nel movimento studentesco, nelle università, nei luoghi di lavoro ad alta concentrazione di lavoro giovanile. L’impegno in questa direzione è il lavoro che ci ha consentito di costruire la nostra organizzazione fino ad ora, grazie alle caratteristiche proprie di un impegno con prospettiva di massa che ha permesso di costruire legami di reale radicamento di classe nella gioventù proletaria. Confermare questo indirizzo significa consolidare la nostra consapevolezza della necessità di continuare su questa strada, di non tagliare i ponti che hanno consentito finora l’avanzamento della nostra organizzazione e un contributo reale e non nominale alla ricostruzione comunista, grazie all’afflusso di nuovi giovani nella nostra lotta e verso le nostre idee.</p>
<p><strong>Avanti, avanti giovinezza rossa, che il rombo della nostra marcia faccia tremare di paura il cielo!</strong></p>
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