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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; crisi</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>Renzi, crisi di governo, rimpasti e trattative. La risposta è comunque lo sciopero!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 15:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato della Segreteria Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista sulla crisi di governo. 18/01/2021 In seguito ad una polemica di settimane su ogni organo di stampa, la scorsa settimana Italia Viva &#8211; il partito di Matteo Renzi &#8211; ha aperto ufficialmente una crisi di governo, ritirando le ministre Bellanova (Agricoltura) e Bonetti (Famiglia) dall’esecutivo. Le]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2021/01/la-risposta-è-lo-sciopero.png" rel="lightbox[3252]" title="la-risposta-e%cc%80-lo-sciopero"><img class="aligncenter size-full wp-image-3253" title="la-risposta-e%cc%80-lo-sciopero" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2021/01/la-risposta-è-lo-sciopero.png" alt="" width="1076" height="1078" /></a></em></p>
<p><em>Comunicato della Segreteria Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista sulla crisi di governo. 18/01/2021</em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;">In seguito ad una polemica di settimane su ogni organo di stampa, la scorsa settimana Italia Viva &#8211; il partito di Matteo Renzi &#8211; ha aperto ufficialmente una crisi di governo, ritirando le ministre Bellanova (Agricoltura) e Bonetti (Famiglia) dall’esecutivo. Le dimissioni sono arrivate ufficialmente dopo l’astensione delle ministre renziane nella votazione per l’approvazione del Recovery Plan nell’ultima seduta del Consiglio dei Ministri. La situazione merita un approfondimento maggiore rispetto a molte letture semplificate circolate anche a sinistra, viste anche le conseguenze politiche che ne stanno derivando.</span></span></p>
<p align="justify"> <span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Lo scontro tra Italia Viva ed il resto della maggioranza di governo è cominciato sulla legge di bilancio e si è ulteriormente acuito sulla ripartizione dei fondi del Recovery Plan. Consapevole dei futuri rischi elettorali del suo piccolo partito, Renzi ha cercato in modo spregiudicato di rappresentare nel dibattito interno al governo gli interessi dei settori più aggressivi del campo padronale. Non è casuale in questa direzione il consenso che ha incassato da un personaggio come Briatore, che ha plaudito apertamente alla crisi di governo sottolineando particolarmente di riconoscersi nella richiesta renziana di fare ricorso al MES. Il futuro politico di Italia Viva e dello stesso Renzi dipende effettivamente in modo maggiore dal successo nell’operazione di risultare rappresentanti credibili per alcuni settori capitalistici insoddisfatti, piuttosto che da clamorose inversioni dei sondaggi. Renzi è perfettamente consapevole che il suo tempo per tenere aperte prospettive future è ora e che difficilmente avrà al suo arco frecce diverse dal peso specifico della sua piccola truppa di parlamentari, che tirando la corda anche fino all’apertura della crisi di governo ha proprio la possibilità di smuovere qualche miliardo e permettergli di incassare sostegno per il futuro.<span id="more-3252"></span></span></span></p>
<p align="justify"> <span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Un ulteriore tassello al mosaico si aggiunge osservando lo scontro aperto da Renzi circa un mese fa direttamente contro il premier Conte, per la decisione di quest’ultimo di mantenere per sé la delega ai servizi segreti. La polemica era accompagnata dalla richiesta, accolta dal governo, di revocare l’istituzione di una nuova fondazione nell’ambito di servizi segreti e cybersecurity. L’argomento è stato ripescato da Renzi nei giorni della rottura con il governo con l’accusa rivolta a Conte di essere stato troppo timido nella condanna a Trump per i fatti di Capitol Hill, accompagnata da una nuova richiesta di lasciare la delega ai servizi segreti motivata dal supporto degli agenti italiani concesso dall’allora governo Lega-M5S al presidente uscente americano nel “caso Barr”, una controinchiesta che colpiva i democratici USA per rispondere al “Russiagate”. Facendo un salto indietro di alcuni mesi, effettivamente il precedente picco di presenza mediatica di Renzi era stato durante la campagna elettorale negli USA, quando a più riprese era circolato il suo nome come papabile prossimo segretario generale della NATO in caso di vittoria di Biden. Collegando questi elementi, è possibile che almeno una parte degli argomenti di attrito di Renzi con il governo dipendano dalla sua volontà di dimostrarsi un interlocutore credibile in Italia per la nuova amministrazione Biden, che da una parte potrebbe non ritenere particolarmente affidabili gli scudieri atlantici di Fratelli d’Italia per i loro rapporti con Trump e che d’altra parte potrebbe non trovare una corrispondenza totale con un governo che ha sottoscritto un accordo con la Cina per la “Nuova Via della Seta” e ha affidato la “task force” per la “Fase 2” durante il primo lockdown ad un manager come Vittorio Colao, che negli anni ha costruito rapporti più che cordiali con i cinesi. Le attenzioni su questi argomenti ed un eventuale maggiore peso da conquistare nel governo in caso di rimpasto, da rivolgere eventualmente nel contenere gli spazi conquistati da monopoli cinesi in Italia, potrebbero essere per Renzi le carte da giocare per assicurarsi il sostegno effettivo di Biden per la sua elezione a segretario generale della NATO nel 2022.</span></span></p>
<p align="justify"> <span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;">La risposta delle altre forze di governo (M5S-PD-LEU) è stata compatta nell’accusare Renzi di irresponsabilità per l’aver aperto una crisi di governo in un momento in cui i contagi giornalieri oscillano intorno ai 15.000 e i morti intorno ai 500, senza contrazioni importanti dall’inizio della seconda ondata. Le mosse spregiudicate di Renzi, il misto di calcoli puramente politici e rispondenza ad interessi non percepiti, sono risultate incomprensibili per la maggior parte degli italiani, generando un’indignazione diffusa come prezzo da pagare nell’immediato per il leader di Italia Viva e fornendo facili argomenti da cavalcare per Conte e i partiti che lo sostengono. Le restanti forze di governo si sono presentate con la retorica della “responsabilità nei confronti del Paese” per affrontare la pandemia e la crisi economica, come le forze mature che al contrario del capriccioso Renzi “capiscono la gravità del momento” e ne hanno incassato un incremento sensibile di sostegno nel dibattito pubblico, rinnovando anche la propaganda sull’essere un governo “di sinistra” unica alternativa alla destra. In questa ottica M5S, PD e LEU alla ricerca di una ricomposizione della crisi sono stati soccorsi da un appello promosso dall’ANPI intitolato “Uniamoci per salvare l’Italia”, sottoscritto da varie associazioni, CGIL,CISL e UIL, ma anche da Rifondazione Comunista che sembra non aver ancora imparato la lezione di cosa comporti sostenere i governi borghesi e che vede comparire la sua senatrice Paola Nugnes tra i senatori “responsabili” disposti a votare la fiducia al governo secondo quanto riportano diversi articoli giornalistici. Con questo appello viene giocata la carta dell’antifascismo strumentale come collante di una coalizione che si richiama all’unità nazionale interclassista per sostenere un governo che ha gestito la crisi in modo smaccatamente favorevole alla Confindustria e ai padroni italiani, cercando di porre le basi di un rinnovato centrosinistra allargato che includa stabilmente anche i 5 stelle.</span></span></p>
<p align="justify"> <span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Se Renzi mira per il suo tornaconto a rappresentare alcuni interessi particolari di settori della borghesia italiana nelle trattative, questo non significa che finora il governo M5S-PD-LEU-IV non abbia governato sempre e comunque per l’interesse dei padroni. Il governo di Conte è stato anzi estremamente capace nel far svolgere allo stato la funzione di “capitalista collettivo” in grado di portare avanti una strategia complessiva più lungimirante delle singole spinte più aggressive di Confindustria ed evitando che richieste eccessive nell’immediato si tramutassero in errori strategici come con il caso del blocco dei licenziamenti prorogato finora, che ad un piccolo prezzo economico ha evitato l’incremento della conflittualità nei luoghi di lavoro garantendo la stabilità necessaria per continuare ad erogare un vero e proprio fiume di centinaia di miliardi di finanziamenti a fondo perduto alle imprese. Che si tratti al massimo di uno scontro di specifiche tendenze per la ripartizione di parte del Recovery Plan lo dimostra anche la stabilità delle borse in questi giorni, ma anche il mancato endorsement a Renzi da parte di Bonomi, che si è limitato a sottolineare una parziale insoddisfazione e che non si è di certo astenuto dalle dichiarazioni roboanti nei mesi passati. Del resto si tratta sempre di quella particolare “insoddisfazione” dei padroni di fronte ad un Recovery Plan che all’80% è modellato direttamente sulle specifiche richieste avanzate da Confindustria per sostenere la ristrutturazione capitalistica in Italia attraverso l’ampio ricorso alla spesa pubblica, e per il restante 20% “solo” indirettamente.</span></span></p>
<p align="justify"> <span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sul piano istituzionale le conseguenze sembrano essere contenute dal momento che il Presidente della Repubblica Mattarella sembra escludere in maniera piuttosto chiara la possibilità di andare al voto in questo contesto, come invece richiesto dai partiti di destra che in queste occasioni “riscoprono” sempre in modo stucchevole una retorica democratico-libertaria in salsa vittimista piccolo borghese. Martedì in Senato ci sarà il voto di fiducia in cui il governo proverà la costituzione di una maggioranza alternativa, ma con ogni probabilità si tratta di stabilire solo quali saranno le condizioni esatte – comprese ipotesi di sostituzione del premier &#8211; per un rimpasto di governo che includa Italia Viva, che potrebbe trovare ostacoli solo nella volontà di Conte di riportare una completa vittoria d’immagine. </span></span></p>
<p align="justify"> <span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Uno sforzo di analisi per sistematizzare questi elementi non è certo uno sforzo di retorica, anche se sicuramente è largamente frustrato dalla debolezza dei comunisti e del movimento operaio in Italia che in questo momento storico non sono in grado di mettere all’ordine del giorno lo sfruttare a proprio favore una crisi di governo e gli scontri interni al campo borghese. Ma proprio per questo è necessario evitare sbandamenti, rivendicare il fatto che l’opposizione a Renzi l’abbiamo fatta quando era lui a dirigere il governo e a promuovere misure antipopolari come Jobs Act e Buona Scuola, ma respingere nettamente e sonoramente al mittente le sirene filogovernative, la becera retorica del “governo di sinistra” e anche l’appello “Uniamoci per salvare l’Italia” promosso dall’ANPI. Rimpasto o meno, l’indirizzo rimarrà quello di scaricare il costo della crisi sulle spalle dei lavoratori. Sta a noi metterci in gioco per costruire realmente un’alternativa credibile per i lavoratori e le classi popolari, un’alternativa di lotta organizzata per respingere l’offensiva padronale. Non è facile e nemmeno dietro l’angolo, ma è l’unica strada che si può percorrere a cominciare dalle lotte che possiamo condurre oggi. Per noi l’unica risposta possibile alla crisi di governo è rafforzare ulteriormente gli sforzi del Fronte della Gioventù Comunista per sostenere lo sciopero generale e la mobilitazione studentesca del 29 gennaio.</span></span></p>
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		<title>TEST MEDICINA, PROTESTE IN TUTTA ITALIA. FGC: «VIA IL NUMERO CHIUSO»</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:21:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La giornata dei test di medicina si apre tra le proteste degli studenti, che chiedono l’eliminazione del numero chiuso. Agli ingressi degli atenei di tutta Italia, tra le file dei candidati in attesa di sostenere la prova, la contestazione del Fronte della Gioventù Comunista con uno slogan a caratteri cubitali: “La pandemia lo ha dimostrato,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpg" rel="lightbox[3123]" title="1"><img class="aligncenter size-full wp-image-3124" title="1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpg" alt="" width="1600" height="1200" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="center">La giornata dei test di medicina si apre tra le proteste degli studenti, che chiedono l’eliminazione del numero chiuso. Agli ingressi degli atenei di tutta Italia, tra le file dei candidati in attesa di sostenere la prova, la contestazione del Fronte della Gioventù Comunista con uno slogan a caratteri cubitali: “La pandemia lo ha dimostrato, il numero chiuso va abrogato!”<span id="more-3123"></span></p>
<p style="text-align: left;">La pandemia di COVID-19 ha mostrato le conseguenze disastrose dei tagli e della privatizzazione nella sanità. Durante l’emergenza la mancanza di personale ha costretto i medici a sforzi incredibili in reparti al collasso. Nonostante questo la selezione con i test di ingresso per medicina e professioni sanitarie non viene messa in discussione: quest’anno 66.000 candidati competeranno per poco più di 13.000 posti, e tantissimi altri tenteranno quello per professioni sanitarie il prossimo 8 settembre.</p>
<p style="text-align: left;">«Il governo crede davvero che aggiungendo 5.000 posti solo per quest’anno, si risolverà il problema di un SSN al collasso? I lavoratori della sanità in questi mesi hanno sostenuto il peso di anni di tagli e le carenze di organico moltiplicando i turni e la fatica. Prima tutti li hanno chiamati eroi, ma oggi il sistema del numero chiuso resta in piedi. Non si tratta di cento o mille posti in più, ma di eliminare questa selezione di classe e salvare davvero il SSN», spiega Lorenzo Lang, segretario generale del FGC.</p>
<p style="text-align: left;">«Da tempo si denuncia la mancanza di almeno 50.000 infermieri e di decine di migliaia di medici, tagli sistematici al SSN e sostegno alle cliniche private che lucrano sulla salute e di fronte al virus hanno fatto finta di niente. Proprio il numero chiuso per la facoltà di medicina è una di quelle misure che hanno distrutto la sanità pubblica, tagliando il numero di lavoratori in corsia per favorire la speculazione sulla salute della popolazione intera. Il disastro di questi mesi ci ha dimostrato che serve una sanità davvero pubblica, gratuita e accessibile a tutti»</p>
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		<title>Common Announcement of XII Meeting of European Communist Youth Organizations &#8211; Annuncio Comune del XII Incontro delle Gioventù Comuniste Europee</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 09:12:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The situation of the youth in our countries continues to deteriorate under the weight of the Capital’s unified policy, the EU and their governments. Unemployment, exploitation, insecurity, cutting the rights and protections achieved in years of the workers movement struggles. Education, health and all forms of social support are transformed into new profit fields for]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/03/CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large.jpg" rel="lightbox[1897]" title="CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" title="CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/03/CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large.jpg" alt="" width="1024" height="683" /></a>The situation of the youth in our countries continues to deteriorate under the weight of the Capital’s unified policy, the EU and their governments. Unemployment, exploitation, insecurity, cutting the rights and protections achieved in years of the workers movement struggles. Education, health and all forms of social support are transformed into new profit fields for the monopolies and into privileges for those who can afford them. This is the present and the future that capitalism is organizing for the youth of the working class and the popular strata. A present and a future that corresponds to the bourgeoisie need to respond to the capitalist economic crisis trying to increase their profits and their power system.</p>
<p style="text-align: justify;">This dynamic doesn’t know any borders between our countries and is common across the continent. We say clearly to the youth of the working class and the popular strata, that in the context of capitalism we cannot hope for anything better than to become the next generation from whom the bourgeois class is enriched by its work, by its sacrifice, from its blood . Our struggle must start from this condition, developing common struggles appropriate to the current phase to repel the attack and prepare the conditions for the reconstruction of the working movement with a mass participation of youth in order to change the balance of forces.</p>
<p style="text-align: justify;">In the years of the crisis the social inequality has further worsened. On the one hand those who have ownership of the means of production, holding the wealth, and on the other one a huge mass of people who produce that wealth. Through the expansion of the big monopolies at international level, of all the productive sectors, will increase the processes of centralization and concentration of capital in a few hands, and at the same time extends the poverty of the working classes. Youth unemployment is increasing, leaving millions of young people a life of misery. Our enemy is the capitalistic system, the monopoly power, which currently holds the real sovereignty of our lives, and the international imperialist alliances such as the EU and NATO, which are instruments of defense of the interests of Great Capital.<span id="more-1897"></span></p>
<p style="text-align: justify;">The EU and the promoted agreements meets the need of the creation of larger markets without barriers and obstacles to the action of the monopolies. They are presented to young people as achievements and opportunities for a peaceful future, development, progress and prosperity.. Freedom of movement through european countries has nothing to do with these promises, but allows the full freedom movement of capital and the use of immigration as a way to ensure the required workforce and downward competition between workers. Every capitalist state necessarily distinguishes between useful and not useful migrant and has the control over permitting the citizenship. We, as communist youths want to overcome this logic and reject in particular the cuts in asylum rights/restrictive migration policies.  Especially in times of crisis therewith reactionary and neo-fascist forces are strengthening and poisoning the minds of the youth with false myths and new forms of nationalism producing wars among poors that weaken the class struggle. The communist youth reject all forms of racism, always an instrument of division of the oppressed classes, an instrument of submission to the ruling class. We fight all forms of discrimination, we build the unity of the working class and the popular strata giving organization to advance together towards new class conflicts with an objective : the satisfaction of our contemporary needs.</p>
<p style="text-align: justify;">The inter-imperialist contradictions and the uneven development in each country, but also among the world, do not debar the existence of a common process that aims to the general reduction of wages, to the increased of productivity and of the exploitation as the only way to compete with new emerging imperialist centers. The competition for the contention of market control exacerbates scenarios of conflict and is likely to lead the new generations and all humanity once again on the brink of a world war. It is not possible in the imperialist stage of capitalism to reach the peace for the peoples. It will be only the peace with the gun : the imperialist peace, in constant coexistence with the imperialist war, as It shows the history of the last century but also the recent developments in Syria, Ukraine and other fronts around the world. Bourgeois classes are competing each other for the wealth and the energy resources, which transportation will be structured, which imperialist power will finally economically and politically prevail in the region, that couldn’t in anyway mistaken for an international stabilizing factor. The dynamics triggered by the capitalist economic relations is incompatible with the peace that the people need for a future of progress and prosperity for the working class and for the youth. We condemn military actions of our governments, we struggle against plans and the interventions of the imperialist alliances. The future of youth couldn’t be within NATO an EU, we struggle in conflict with every imperialist alliances until their final break. We express our solidarity and we participate in popular movements struggling against the construction of new military bases asking for the end of military spending for imperialist operations. We contribute to the reinforcement of WFDY and the deepening of its anti-imperialist character.</p>
<p style="text-align: justify;">We look with concern to the policy of governments for the rights of youth, whom have as objective all over the continent the interests of the bourgeois class. The changes in the strategy of the education system in each country reflect the needs for flexible workforce and low cost in the near future. Anywhere the access to education follows the class divisions. The European directives and national States create a privileged education systems for the young of the bourgeoisie to whom oppose schools increasingly disqualified and deprived of funding for youth of the working class and the popular strata. In every educational level class barriers are raised and education becomes a privilege and not a right. All statistics agree that our generation will have fewer rights and a lower standard of living than their parents. It is a reality that we already are living, not only in the workplace and in schools, but also in everyday life. The majority of young people today have difficulties to have a dignified existence. Against this condition we must fight to break the passivity of the majority of the young population against the total acceptance of this model of exploitation and misery as a natural order of things and the only views for our future.</p>
<p>It would be wrong facing all this just looking back simply claiming the rights lost in these years. History has shown that any conquest achieved has only partial and temporary value, as long as we do not achieve a complete break with the capitalistic system. As soon as the balance of power, both in individual countries and globally, are aggravated to the detriment of the working class every advance has been systematically erased. The illusion of the social democratic vision and his compromise strategy for the management of bourgeois power, it is now definitely established as loser. Who still pursues this way, in the fact is deceiving the youth of the working class towards solutions that have as unique purpose and result the strengthening of the bourgeoisie power. For this reason, the struggle against opportunism is today more necessary than ever in the labour movement ranks and among the youth. It’s necessary to fight the illusions of reformability of the imperialist alliances (such as the EU and NATO), position advocated today by the new socialdemocratic and opportunistic forces as the European Left. It is an utopia and a fictions that have nothing to do with a real analysis of the role and function of these alliances.</p>
<p style="text-align: justify;">We affirm clearly that our struggle has as objective the construction of a socialist society. Of a system where there are not exploiters and exploited, in which the youth of the working class and popular strata can truly be owner of their destiny. We fight for a society in which we all have a job, right to a dignified existence, to education and universal health care, a house, to the development of our full personality through free access to culture and sport without any economical barrier. Only through the overthrow of capitalism and the construction of socialism-communism these achievements can be realized in a stable and truly universal way.</p>
<p style="text-align: justify;">Today among the society there are already all the material conditions for this to be realized. The extension of the social character of production, which constantly increases, makes the contrast with the capitalist appropriation of wealth increasingly evident. All the necessary needs are provide and satisfy by the workers in every field of our society. It is necessary that the working class and particular the younger generation become aware of the possibility and need for this change. We do not ignore that today the bourgeoisie extends its ideological attack on a large majority of the youth of the popular strata. The victory of the counterrevolution in the USSR and in the socialist countries has certainly played a primary role in this process. The smear campaign conducted against the applied socialism, the attempt of comparison with Nazi-fascism and the creation of the category of totalitarianism (wrong from every point of view), anti-communism and attempting to ban communist parties, communist youth and communist symbols have aims to transmit to the new generation a distorted view of socialism. At the same time the huge media apparatus, cultural and political at disposal of the capitalists have strengthened the possibility of influence they have in exercising their hegemony. But the crisis and the real conditions of life of the youth put today more and more contradictions with the vision provided by the ruling class and its hegemonic apparatus. The main task of the communist youth is exactly to give to the youth of the popular strata consciousness and organization. To conduct an ideological struggle by strengthening and tightening its ranks and building conscious vanguard engaged with militant spirit in the struggle for revolutionary change. This means countering point by point the work of deception carried out in recent years; fight against the individualistic logic, the attitudes of giving up and the passivity now rampant among the young people. Organize through struggles the way for a revolutionary change. We make ours the exhortation that Antonio Gramsci made to the youth &#8221; <em>Educate yourselves because we will need all your intelligence, rouse yourselves because we will need all your enthusiasm, organize yourselves because we will need all your strength.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Aware of this great task, we look to the future with optimism convinced that our age will be an age of great riots and social revolutions. We prepare at all levels to organize activities to celebrate the centenary of the Great Socialist Revolution in 2017, showing the youth the necessity and actuality of socialism, that the society for which we are struggling was realized and we can achieve it again. We declare here in Rome our willingness to continue to work towards a common path, working for the strengthening of our ties to extend the internationalist solidarity and our common struggle for the construction of socialism-communism.</p>
<p style="text-align: justify;">KJO &#8211; Communist Youth of Austria</p>
<p style="text-align: justify;">JCC &#8211; Communist Youth of Catalonia</p>
<p style="text-align: justify;">EDON &#8211; United Democratic Youth Organisation (Cyprus)</p>
<p style="text-align: justify;">Young Socialist –Young Socialists of the Socialist Workers Party of Croatia (Croatia)</p>
<p style="text-align: justify;">KSM &#8211; Communist Youth Union (Czech Republic)</p>
<p style="text-align: justify;">SDAJ &#8211; Socialist German Workers Youth (Germany)</p>
<p style="text-align: justify;">KNE &#8211; Communist Youth of Greece</p>
<p style="text-align: justify;">Left Front – Communist Youth Alliance (Hungary)</p>
<p style="text-align: justify;">FGC &#8211; Front of the Communist Youth (Italy)</p>
<p style="text-align: justify;">JCL -  Communist Youth of Luxembourg</p>
<p style="text-align: justify;">CJB &#8211; Communist Youth Movement (Netherlands)</p>
<p style="text-align: justify;">JCP &#8211; Portuguese Communist Youth</p>
<p style="text-align: justify;">RCYL (b) &#8211; Revolutionary Communist Youth League – Bolshevik (Russia)</p>
<p style="text-align: justify;">SKOJ &#8211; Young Communist League of Jugoslavia (Serbia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJC &#8211; Collectives of Young Communists (Spain)</p>
<p style="text-align: justify;">UJCE &#8211; Communist Youth Union (Spain)</p>
<p>KP &#8211; Communist Youth (Turkey)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il 27 e 28 febbraio scorso si è svolto a Roma il XII MECYO sul tema: &#8220;La lotta e il ruolo dell&#8217;organizzazione giovanile comunista nel movimento rivoluzionario, contro il potere dei monopoli e le associazioni imperialiste. Uniti e organizzati per il futuro socialista &#8220;. Le Gioventù Comuniste che hanno partecipato al XII MECYO invitano i giovani d’Europa a lottare insieme per i nostri bisogni attuali e dichiarano quanto segue:</em></p>
<p style="text-align: justify;">La situazione della gioventù dei nostri paesi continua a peggiorare sotto il peso della politica unitaria del capitale, dell’UE e dei loro governi. Disoccupazione, sfruttamento, precarietà, riduzione dei diritti e delle tutele conquistate in anni di lotte del movimento operaio. L’istruzione, la sanità e ogni forma di assistenza sociale vengono trasformati in nuovi campi di profitto per i monopoli e in privilegi di chi può permetterseli. Questo è il presente ed il futuro che il capitalismo sta organizzando per la gioventù della classe lavoratrice e degli strati popolari. Un presente e un futuro che corrispondono alla necessità della borghesia di rispondere alla crisi economica capitalistica cercando di aumentare il proprio profitto e mantenere il proprio sistema di potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa dinamica non conosce confini tra i nostri paesi ed è comune in tutto il continente. <strong>Diciamo in modo chiaro ai giovani della classe operaia e degli strati popolari che all’interno del capitalismo non possiamo sperare in niente di meglio che diventare la prossima generazione destinata ad arricchire la classe borghese con il proprio lavoro, il proprio sacrificio, il proprio sangue.</strong> La nostra lotta deve partire da questa condizione, sviluppando lotte comuni adeguate alla fase attuale per respingere l’attacco e preparare le condizioni per la ricostruzione del movimento operaio con una partecipazione di massa della gioventù, e per cambiare i rapporti di forza tra le classi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Negli anni della crisi la disuguaglianza sociale si è ulteriormente acuita. Da una parte quelli che detengono la proprietà dei mezzi di produzione e che si appropriano di tutta la ricchezza, dall’altra un’enorme massa di persone che produce quella ricchezza.</strong> Attraverso l’espansione dei grandi monopoli a livello internazionale, in tutti i settori produttivi, aumenteranno i processi di centralizzazione e concentrazione di capitale in poche mani e, allo stesso tempo, si estenderà la povertà delle classi lavoratrici. La disoccupazione giovanile sta aumentando, condannando milioni di giovani ad una vita di miseria. Il nostro nemico è il sistema capitalistico, il potere dei monopoli – che attualmente detengono la reale sovranità sulle nostre vite – e le alleanze imperialiste internazionali come l’UE e la NATO, che sono strumenti di difesa degli interessi del grande capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione Europea e gli accordi promossi corrispondono al bisogno di creare un mercato più ampio e privo di barriere e ostacoli all’azione dei monopoli. Tali unioni e accordi vengono presentati ai giovani come conquiste e opportunità per un futuro di pace, sviluppo, progresso e prosperità. La libertà di spostsamento nel continente europeo non ha niente a che fare con queste promesse, bensì consente la piena libertà di circolazione del capitale e l’utilizzo dell’immigrazione come un modo per soddisfare la richiesta di forza lavoro e innescare la competizione al ribasso tra i lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni stato capitalista necessariamente distingue tra immigrati utili e non utili, e ha il controllo sulla concessione della cittadinanza. Noi, come gioventù comuniste, vogliamo superare questa logica e rifiutare, in particolare, le limitazioni al diritto di asilo e le politiche migratorie restrittive.<br />
Specialmente in tempi di crisi, le forze reazionarie e neo-fasciste si stanno rafforzando e stanno avvelenando le menti della gioventù con falsi miti e nuove forme di nazionalismo, producendo guerre tra poveri che indeboliscono la lotta di classe. <strong>Le gioventù comuniste rifiutano ogni forma di razzismo, che è da sempre uno strumento di divisione delle classi oppresse, uno strumento di sottomissione nelle mani della classe dominante. Lottando contro ogni forma di discriminazione, costruiamo l’unità della classe operaia e degli strati popolari </strong>dandogli organizzazione per avanzare insieme verso nuovi duri conflitti di classe con obiettivo la soddisfazione dei nostri bisogni attuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le contraddizioni inter-imperialistiche e lo sviluppo diseguale all’interno di ogni paese ma anche a livello mondiale, non impedisono l’esistenza di un processo comune che mira alla generale riduzione dei salari, all’aumento della produttività e dello sfruttamento come unico mezzo per competere con i nuovi centri imperialistici emergenti. Una competizione che, nella contesa per il controllo dei mercati, acuisce scenari di conflitto e rischia di portare le nuove generazioni e tutta l’umanità, ancora una volta, sul baratro di una guerra mondiale. <strong>Non è possibile, nella fase imperialista del capitalismo, raggiungere la pace per i popoli. Ci può essere soltanto la pace dei fucili: la pace imperialista, in costante coesistenza con la guerra imperialista</strong>, come mostrato dalla storia dell’ultimo secolo ma anche dai recenti sviluppi in Siria, Ucraina e in altri fronti in tutto il mondo. Le classi borghesi sono in competizione fra loro per la ricchezza, per le risorse energetiche, per il controllo sulle vie di trasporto, per determinare quale potenza imperialista alla fine prevarrà economicamente e politicamente nella regione. Questa competizione non può in alcun modo essere confusa per un fattore di stabilizzazione nel quadro internazionale. Le dinamiche innescate dai rapporti economici capitalistici sono incompatibili con la pace ed il bisogno del popolo di un futuro di progresso e prosperità per la classe operaia e per la gioventù.<strong> Condanniamo, per tanto, gli interventi militari dei nostri governi e combattiamo contro i piani e gli interventi delle alleanze imperialiste. Il futuro della gioventù non può essere dentro la NATO e l’UE. Combattiamo contro ogni alleanza imperialista fino alla rottura finale</strong>; esprimiamo la nostra solidarietà e partecipiamo ai movimenti popolari che lottano contro la costruzione di nuove basi militari, chiedendo che cessino le spese militari per gli interventi imperialisti; contribuiamo al rafforzamento della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) e all’approfondimento del suo carattere antimperialista.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardiamo con preoccupazione alla politica dei governi sui diritti della gioventù, che hanno come obiettivo comune, in tutto il continente, la tutela degli interessi della classe borghese. I cambiamenti nella strategia di gestione del sistema educativo in ogni paese riflettono la necessità di forza lavoro flessibile e a basso costo nel futuro prossimo. Ovunque l’accesso all’istruzione è ricalca le divisioni di classe. Le direttive europee e gli stati nazionali creano un sistema educativo privilegiato per i giovani di estrazione borghese, al quale si contrappone una scuola sempre più dequalificata e privata di fondi per la gioventù della classe operaia e degli strati popolari. Ad ogni livello di istruzione vengono alzate barriere di classe e l’educazione diventa un privilegio e non più un diritto. Tutte le statistiche concordano che la nostra generazione avrà meno diritti e un tenore di vita più basso rispetto ai propri genitori. Questa è una realtà che già stiamo vivendo, non soltanto nei luoghi di lavoro e nelle scuole, ma anche nella vita di ogni giorno. La maggior parte dei giovani oggi ha difficoltà nel condurre un’esistenza dignitosa. Contro questa condizione dobbiamo combattere per rompere la passività della maggioranza della popolazione giovane, contro la totale accettazione di questo modello di sfruttamento e miseria come naturale ordine delle cose e unica visione per il nostro futuro. Sarebbe sbagliato affrontare tutto questo soltanto guardando indietro e rivendicando i diritti persi in questi anni. <strong>La storia ha dimostrato che ogni conquista ha soltanto un valore parziale e temporaneo fin quando non raggiungeremo una totale rottura con il sistema capitalistico.</strong> Non appena i rapporti di forza, sia nei singoli paesi che a livello globale, si sono aggravati a scapito della classe operaia, ogni avanzamento è stato cancellato in modo sistematico. L’illusione della visione socialdemocratica e la sua strategia per la gestione del potere borghese si sono ormai definitivamente rivelate perdenti. Chi ancora percorre quella strada, di fatto, sta tradendo la gioventù della classe operaia con soluzioni che hanno come unico scopo e risultato il rafforzamento del potere borghese. Per questa ragione, la lotta contro l’opportunismo è oggi più necessaria che mai tra le fila del movimento operaio e nella gioventù. E’ necessario combattere le illusioni di riformabilità delle alleanze imperialiste (come l’UE e la NATO), posizione sostenuta oggi dalle forze opportuniste e della nuova socialdemocrazia come il Partito della Sinistra Europea. È un’utopia e una invenzione che non ha niente a che fare con un’analisi reale del ruolo e della funzione di queste alleanze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi affermiamo con forza e chiarezza che la nostra lotta ha come obiettivo la costruzione di una società socialista, di un sistema, cioè, in cui non esistono sfruttatori e sfruttati, in cui la gioventù della classe lavoratrice e degli strati popolari potrà veramente essere artefice del proprio destino. Lottiamo per una società nella quale tutti abbiamo un lavoro, il diritto ad un’esistenza dignitosa, all’istruzione e all’assistenza sanitaria universale, alla casa, al pieno sviluppo della propria personalità attraverso il libero accesso alla cultura e allo sport senza barriere economiche.</strong> Solo attraverso l’abbattimento del capitalismo e la costruzione del Socialismo-Comunismo queste conquiste potranno essere realizzate in modo stabile e realmente universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella società attuale esistono già tutte le condizioni materiali affinché questo si possa realizzare. L’estensione del carattere sociale della produzione, che aumenta costantemente, rende sempre più evidente la contraddizione con l’appropriazione capitalistica della ricchezza. Tutti i bisogni e le necessità sono soddisfatti dai lavoratori in ogni settore della nostra società. E’ necessario che la classe operaia e in particolare le giovani generazioni, acquisiscano coscienza della possibilità e della necessità di questo cambiamento. Non ignoriamo che oggi la borghesia estende il suo attacco ideologico sulla maggior parte della gioventù degli strati popolari. La vittoria della controrivoluzione in URSS e nei paesi socialisti ha certamente giocato un ruolo primario in questo processo. La campagna denigratoria condotta contro il socialismo reale, il tentativo di equiparazione con il nazi-fascismo e la creazione della categoria dei totalitarismi (incorretta da tutti i punti di vista), l’anticomunismo e il tentativo di messa al bando di partiti comunisti, gioventù comuniste e simboli comunisti hanno lo scopo di trasmettere alla nuova generazione una visione distorta del Socialismo. Allo stesso tempo, i giganteschi apparati mediatici, culturali e politici a disposizione dei capitalisti hanno amplificato la loro capacità di influenza nell’esercitare la loro egemonia. Ma la crisi e le condizioni di vita reali della gioventù pongono oggi sempre più contraddizioni con la visione imposta dalla classe dominante e dal suo apparato di egemonia. <strong>Il principale compito della gioventù comunista, dunque, è precisamente quello di dare alla gioventù degli strati popolari coscienza e organizzazione, di condurre una lotta ideologica per rafforzare e stringere i propri ranghi e costruire un’avanguardia cosciente e animata da spirito militante nella lotta per il cambiamento rivoluzionario.</strong> Questo significa contrastare, punto per punto, l’opera di inganno svolta negli ultimi anni, combattere contro la logica individualista, l’atteggiamento di sconfitta e passività oggi dilagante tra i giovani, organizzare attraverso la lotta il nostro cammino verso un cambiamento rivoluzionario. Facciamo nostra l’esortazione che Antonio Gramsci fece alla gioventù: «<em><strong>Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.»</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Coscienti di questo grande compito, guardiamo al futuro con ottimismo convinti che la nostra epoca sarà un’epoca di grandi rivolte e rivoluzioni sociali. Ci prepariamo ad ogni livello per celebrare il centenario della Grande Rivoluzione Socialista, che cade nel 2017, per mostrare alla gioventù la necessità e l’attualità del Socialismo, che la società per la quale stiamo lottando era stata realizzata e possiamo riuscirci ancora. <strong>Quest’oggi a Roma, noi dichiariamo la nostra volontà di proseguire su un cammino comune, lavorando per rafforzare i nostri legami, estendere la solidarietà internazionalista e la nostra comune lotta per la costruzione del Socialismo-Comunismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>organizzazioni presenti e firmatarie:</em></p>
<p style="text-align: justify;">KJO &#8211; Gioventù Comunista d&#8217;Austria</p>
<p style="text-align: justify;">JCC &#8211; Gioventù Comunista di Catalogna</p>
<p style="text-align: justify;">EDON &#8211; Organizzazione della Gioventù DEmocratica Unita (Cipro)</p>
<p style="text-align: justify;">KSM  &#8211; Unione della Gioventù Comunista (Rep Ceca)</p>
<p style="text-align: justify;">SDAJ &#8211; Gioventù Socialista dei lavoratori Tedeschi (Germania)</p>
<p style="text-align: justify;">KNE &#8211; Gioventù Comunista di Grecia</p>
<p style="text-align: justify;">Fronte di sinistra &#8211; Alleanza della Gioventù Comunista (Ungheria)</p>
<p style="text-align: justify;">FGC &#8211; Fronte della Gioventù Comunista (Italia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJB &#8211; Movimento della gioventù comunista (Paesi Bassi)</p>
<p style="text-align: justify;">JCP &#8211; Gioventù Comunista Portoghese</p>
<p style="text-align: justify;">RCYL(b) &#8211; Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria &#8211; bolscevica (Russia)</p>
<p style="text-align: justify;">SKOJ &#8211; Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia (Serbia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJC &#8211; Collettivi dei Giovani Comunisti (Spagna)</p>
<p style="text-align: justify;">UJCE &#8211; Unione delle Gioventù Comuniste (Spagna)</p>
<p style="text-align: justify;">KP &#8211; Gioventù Comunista (Turchia)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>organizzazioni non presenti e firmatarie:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Gioventù Socialista &#8211; Gioventù Socialista del Partito Socialista dei lavoratori di Croazia</p>
<p style="text-align: justify;">JCL &#8211; Gioventù Comunista del Lussemburgo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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