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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; diritti</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>DDL 1660. RISPONDIAMO ALL’ATTACCO REPRESSIVO E DI CLASSE DEL GOVERNO MELONI CON LA LOTTA. Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 07:47:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il DDL Sicurezza rappresenta un salto di qualità dal punto di vista repressivo, da non sottovalutare. Il Governo, dopo aver approvato in prima battuta alla Camera dei deputati lo scorso settembre il Decreto Legge 1660, si prepara ad avanzare come un treno da una parte contro le lotte dei lavoratori e sociali, e dall’altra, in termini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il DDL Sicurezza rappresenta un salto di qualità dal punto di vista repressivo, da non sottovalutare. </strong>Il Governo, dopo aver approvato in prima battuta alla Camera dei deputati lo scorso settembre il Decreto Legge 1660, si prepara ad avanzare come un treno da una parte contro le lotte dei lavoratori e sociali, e dall’altra, in termini propagandistici, per gestire col pugno di ferro le contraddizioni sociali prodotte da questo sistema in putrefazione. I contenuti di questo provvedimento sono molto pericolosi e ne riportiamo quelli più significativi. In particolare, si attaccano i lavoratori rendendo il blocco stradale reato penale con condanne fino a 2 anni di carcere e istituendo il cosiddetto reato di resistenza passiva – formula per colpire direttamente gli scioperi -, dando prefigurando pene fino a 4 anni; nel contesto invece della resistenza attiva si arriva fino a 15 anni di carcere.</p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo, si colpisce, con il pretesto del terrorismo, la propaganda delle lotte, rendendo imputabili gli indagati anche solo se trovati in possesso di documenti considerati “compromettenti”, con condanne fino a 6 anni di carcere.</p>
<p style="text-align: justify;">In terzo luogo, vengono comminate pene fino a 7 anni per chi occupa una casa sfitta o addirittura solidarizza con le occupazioni. E ancora, le proteste in carcere o nei Cpr possono essere punite col carcere fino a 20 anni, medesima pena prevista per chi lotta contro le grandi opere, e viene istituito anche il carcere per le madri incinte o con figli di età inferiore a un anno. Agli immigrati senza permesso di soggiorno si vieta finanche l’uso del cellulare, vincolando l’acquisto della SIM al possesso di questo documento.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultimo, viene istituita la facoltà per le forze dell’ordine di detenere una seconda arma personale al di fuori di quella d’ordinanza, portabile con sé anche se non in servizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La spirale reazionaria in cui ci sta precipitando il Governo è il momentaneo culmine di un processo in atto da ben prima della presentazione del DDL 1660.</strong> Dal Decreto Rave al Decreto Caivano fin da subito è emersa la natura di un esecutivo pronto a governare le contraddizioni sociali attraverso il pugno duro. Abbiamo assistito a questo atteggiamento durante questi anni, a partire dalle violenze della polizia nei confronti del movimento studentesco quando 200.000 studenti scesero in piazza contro i morti in alternanza. Lo abbiamo vissuto davanti ai cancelli della logistica dove facchini e drivers in sciopero subivano aggressioni squadriste da parte di aziende di sicurezza privata al soldo dei padroni e forze dell’ordine. Lo sperimentano quotidianamente le famiglie operaie sotto sfratto che non possono permettersi di pagare un affitto a causa di disoccupazione e bassi salari. In particolare, in un contesto in cui si acuiscono le contraddizioni inter-imperialistiche, le manifestazioni per la Palestina e il movimento di sostegno che si è generato è stato vittima in prima fila di questo processo, come dimostra, in ultima istanza, la pesante repressione a cui abbiamo assistito in occasione della manifestazione del 5 ottobre a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Governo Meloni, con questo decreto-legge, cerca di sferrare un attacco spregiudicato nei confronti di chi lotta, in particolare contro il diritto di sciopero e di protesta dei lavoratori. </strong>È evidente, nonostante la trasversalità di queste misure, che vi è un occhio particolare per le proteste dei lavoratori, in particolare quelli della logistica, citati apertamente, assieme al SI Cobas, dal ministro Piantedosi in una delle ultime interrogazioni parlamentari. L’istituzione della resistenza passiva e il rafforzamento del reato di blocco stradale puntano proprio a colpire con la paura e con pene dure quei lavoratori che, in particolare negli ultimi anni, hanno dimostrato di poter fermare la produzione e la circolazione delle merci, oltre che il traffico di armi nei porti. Un attacco di classe chiaro e diretto soprattutto verso chi mette in discussione con maggiore forza e combattività gli attuali rapporti di produzione colpendo i profitti dei capitalisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ipocrisia delle forze politiche all’opposizione non si ferma neanche in questo caso. </strong>Dalle dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, degli esponenti del centrosinistra e di Conte la prima preoccupazione che traspare è relativa all’impatto che questo decreto avrà sui gruppi imprenditoriali legati al commercio della “cannabis legale”, mostrando ancora una volta la distanza con il popolo e i lavoratori. Le forze politiche, che oggi si pongono a parole contro questo decreto, sono le stesse che negli scorsi anni si sono rese corresponsabili dell’acuirsi dell’attacco repressivo dello stato borghese, a partire dall’approvazione dei Decreti Minniti targati PD e dei Decreti Sicurezza a firma 5Stelle-Lega, che hanno istituito reati come quello di blocco stradale per colpire innanzitutto i lavoratori in lotta, o che hanno rafforzato il regime di detenzione dei CPR. Decreti il cui impianto è stato mantenuto complessivamente in piedi anche dai governi di centro sinistra formatisi dopo la caduta dell’esecutivo a guida Movimento 5 Stelle e Lega. Oggi, provando a rifarsi una verginità politica e a macinare consenso elettorale, nascondono queste stesse responsabilità e provano a presentarsi con una nuova faccia nei confronti di quegli strati sociali che per primi sono stati colpiti dalle loro leggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo contesto, sosteniamo e promuoviamo lo sciopero generale del 18 Ottobre indetto dal SI Cobas e le manifestazioni del 19 Ottobre contro il DDL 1660.</strong> Ci rendiamo conto che, a maggior ragione adesso, l’arretramento del movimento operaio e della sinistra di classe impone a tutte le realtà di lotta un cambio di passo. Proprio perché questo attacco è generalizzato e &#8211; nonostante colpisca le realtà di lotta in maniera trasversale – colpisce in particolar modo il movimento operaio, occorre che soprattutto sul fronte del sindacalismo di base e conflittuale e delle mobilitazioni si eserciti la massima unità d’azione. Per difendere i diritti, in particolare quello di sciopero, bisogna praticarli. Non si può combattere questo decreto semplicemente con una battaglia d’opinione: quando i margini di agibilità politica e gli spazi democratici si restringono possono essere difesi solo dalle lotte che esistono e possono svilupparsi nel movimento reale, a partire da quello dei lavoratori. E queste lotte devono scorrere in un unico fiume, che possa fare da argine alle mire di pacificazione sociale di governo e padroni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’acuirsi dell’attacco repressivo e di classe del governo impone l’urgenza della ricostruzione del partito rivoluzionario della classe operaia in Italia</strong>, del fattore soggettivo che organizzi la risposta non solo a questo ennesimo tentativo di colpire i lavoratori e le sue avanguardie, ma complessivamente ad un sistema fatto di morte e sfruttamento, che antepone i profitti di pochi al benessere di tutti. Siamo in prima fila per sostenere questa prospettiva e per gettare la basi affinchè si sviluppi.</p>
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		<title>STUDENTI IN PIAZZA IL 13 OTTOBRE. «VOGLIAMO SALARIO E DIRITTI IN ALTERNANZA»</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 09:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi l’istruzione pubblica nel nostro paese è sempre più lontana dagli interessi e dai bisogni degli studenti e piegata alle esigenze del profitto di pochi. È una scuola che esclude chi non può permettersi di proseguire gli studi, che sembra più una corsa a ostacoli piuttosto che un percorso veramente formativo. La situazione che viviamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/09/Corteo-studentesco-roma1.jpg" rel="lightbox[2455]" title="corteo-studentesco-roma"><img class="alignleft size-full wp-image-2459" title="corteo-studentesco-roma" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/09/Corteo-studentesco-roma1.jpg" alt="" width="2048" height="1365" /></a>Oggi l’istruzione pubblica nel nostro paese è sempre più lontana dagli interessi e dai bisogni degli studenti e piegata alle esigenze del profitto di pochi. È una scuola che esclude chi non può permettersi di proseguire gli studi, che sembra più una corsa a ostacoli piuttosto che un percorso veramente formativo. La situazione che viviamo oggi non è frutto del caso o dell’incuria nei confronti del sistema educativo, ma di precise politiche da parte dei governi di centrodestra e centrosinistra che si sono alternati in questi anni. Dalla fine del secolo scorso i più potenti industriali del continente hanno chiesto ai governi, tramite l’Unione Europea, di adattare i sistemi d’istruzione per renderli più competitivi e vicini alle esigenze di flessibilità nel mondo lavorativo. Le riforme che si sono succedute nel nostro paese spingono tutte in questa direzione, e passo dopo passo hanno costruito una scuola sempre più di classe.</p>
<p>Dalla crisi economica del 2008 in poi sono stati tagliati più di 20 miliardi di euro alla scuola, per salvare grandi banche e rispettare i vincoli imposti dall’Unione Europea, oppure per investire nelle spese militari. Il peso di questi tagli in parte è stato scaricato sulle spalle delle famiglie con la sistematica estorsione di contributi “volontari” sempre più alti, dall’altro ha messo in ginocchio le scuole privandole dei fondi essenziali per il funzionamento quotidiano. Nel frattempo il costo dei libri di testo, del materiale scolastico e dei trasporti costringe le nostre famiglie a sborsare migliaia di euro ogni anno. Tutte queste barriere di carattere economico fanno sì che uno studente su sei in Italia non riesca a finire gli studi, e condizionano pesantemente la scelta della scuola superiore in base alle proprie possibilità di partenza. È questo il vero volto della meritocrazia di cui si riempiono la bocca i Ministri di turno, un sistema che premia i figli dei ricchi e lascia indietro chi non ce la fa, mentre lo Stato si svincola dalla propria responsabilità di finanziare completamente l’istruzione.</p>
<p>Questo governo, così come il precedente, parla di “inversione di rotta” rispetto alle politiche di taglio all’istruzione e di maggiore attenzione all’istruzione. A ben vedere gli investimenti e le misure adottate che ci sono stati hanno tutti un denominatore comune, ossia l’asservimento dell’istruzione alle richieste dei padroni. La “Buona Scuola”, una riforma voluta dalla Confindustria per accelerare questo processo, ha dato la possibilità alle aziende di finanziare direttamente gli istituti e di sfruttare il lavoro non pagato degli studenti, dietro l’illusione di maggiori garanzie sul futuro lavorativo dei giovani. Ha segnato un tassello importante</p>
<p>L’alternanza scuola-lavoro obbligatoria è il fulcro attorno al quale ruota questo processo di svendita dell’istruzione pubblica a favore del profitto. Con essa si offre il lavoro gratuito di un milione e mezzo di studenti l’anno al servizio delle imprese, e si regala la possibilità di risparmiare sulla formazione aziendale. Nella maggior parte dei casi gli studenti svolgono le stesse mansioni dei lavoratori assunti, e sono molte le imprese che bloccano le assunzioni e cominciano a licenziare perché possono contare su manodopera a costo zero.</p>
<p>Nelle ultime settimane il Ministro Fedeli ha parlato di attenzione da parte del Governo alle condizioni degli studenti in alternanza, annunciando per l’ennesima volta l’emanazione della fantomatica “Carta dei Diritti e dei Doveri degli studenti in alternanza”. Non ci prendano in giro: se si aspettano due anni dall’introduzione dell’obbligo di svolgere gli <em>stage</em> prima di pubblicare un pezzo di carta e a garantire l’assicurazione agli studenti, significa che non c’è il minimo interesse a tutelare i giovani in alternanza. Per di più la redazione di questa Carta non ha preso in considerazione l’opinione di nessuno studente, ossia chi si trova materialmente obbligato a lavorare. Di fronte a questa situazione non possiamo restare indifferenti: questa alternanza significa sfruttamento del nostro lavoro, ed è ora che rispondiamo compatti a questo attacco. Lottiamo per un giusto salario in base alle ore lavorate, limitazioni agli orari giornalieri e settimanali e diritti effettivi. Battiamoci per introdurre in ogni scuola una commissione paritetica in cui possiamo valutare e scegliere i progetti in base al loro valore formativo.</p>
<p>Vogliamo gridare a gran voce che non è questa la scuola di cui abbiamo bisogno, non è questa l’istruzione che serve a noi futuri lavoratori. Questo è un sistema educativo che ci educa alla precarietà e all’assenza di diritti. È una scuola in cui anche la didattica è modellata sulle esigenze del profitto e viene sempre più dequalificata in nome di competenze specifiche. È un sistema d’istruzione che spinge alla competizione gli istituti per accaparrarsi i finanziamenti, creando scuole di prestigio e abbandonando a loro stessi gli istituti di periferia.</p>
<p>Per questo la gioventù comunista chiama tutti gli studenti a scendere in piazza il 13 ottobre, per dire no a questa scuola di classe e rivendicare un’istruzione diversa. Scioperiamo dall’alternanza scuola-lavoro e dimostriamo che non siamo disposti a chinare la testa, che non saremo i futuri schiavi senza diritti! Organizziamoci da ogni scuola per costruire una grande mobilitazione studentesca, che in tutte le città d’Italia faccia sentire la voce degli studenti che lottano per un presente e un futuro dignitosi, contro una scuola buona solo per il profitto di pochissimi!</p>
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		<title>Common Announcement of XII Meeting of European Communist Youth Organizations &#8211; Annuncio Comune del XII Incontro delle Gioventù Comuniste Europee</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 09:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The situation of the youth in our countries continues to deteriorate under the weight of the Capital’s unified policy, the EU and their governments. Unemployment, exploitation, insecurity, cutting the rights and protections achieved in years of the workers movement struggles. Education, health and all forms of social support are transformed into new profit fields for]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/03/CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large.jpg" rel="lightbox[1897]" title="CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" title="CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/03/CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large.jpg" alt="" width="1024" height="683" /></a>The situation of the youth in our countries continues to deteriorate under the weight of the Capital’s unified policy, the EU and their governments. Unemployment, exploitation, insecurity, cutting the rights and protections achieved in years of the workers movement struggles. Education, health and all forms of social support are transformed into new profit fields for the monopolies and into privileges for those who can afford them. This is the present and the future that capitalism is organizing for the youth of the working class and the popular strata. A present and a future that corresponds to the bourgeoisie need to respond to the capitalist economic crisis trying to increase their profits and their power system.</p>
<p style="text-align: justify;">This dynamic doesn’t know any borders between our countries and is common across the continent. We say clearly to the youth of the working class and the popular strata, that in the context of capitalism we cannot hope for anything better than to become the next generation from whom the bourgeois class is enriched by its work, by its sacrifice, from its blood . Our struggle must start from this condition, developing common struggles appropriate to the current phase to repel the attack and prepare the conditions for the reconstruction of the working movement with a mass participation of youth in order to change the balance of forces.</p>
<p style="text-align: justify;">In the years of the crisis the social inequality has further worsened. On the one hand those who have ownership of the means of production, holding the wealth, and on the other one a huge mass of people who produce that wealth. Through the expansion of the big monopolies at international level, of all the productive sectors, will increase the processes of centralization and concentration of capital in a few hands, and at the same time extends the poverty of the working classes. Youth unemployment is increasing, leaving millions of young people a life of misery. Our enemy is the capitalistic system, the monopoly power, which currently holds the real sovereignty of our lives, and the international imperialist alliances such as the EU and NATO, which are instruments of defense of the interests of Great Capital.<span id="more-1897"></span></p>
<p style="text-align: justify;">The EU and the promoted agreements meets the need of the creation of larger markets without barriers and obstacles to the action of the monopolies. They are presented to young people as achievements and opportunities for a peaceful future, development, progress and prosperity.. Freedom of movement through european countries has nothing to do with these promises, but allows the full freedom movement of capital and the use of immigration as a way to ensure the required workforce and downward competition between workers. Every capitalist state necessarily distinguishes between useful and not useful migrant and has the control over permitting the citizenship. We, as communist youths want to overcome this logic and reject in particular the cuts in asylum rights/restrictive migration policies.  Especially in times of crisis therewith reactionary and neo-fascist forces are strengthening and poisoning the minds of the youth with false myths and new forms of nationalism producing wars among poors that weaken the class struggle. The communist youth reject all forms of racism, always an instrument of division of the oppressed classes, an instrument of submission to the ruling class. We fight all forms of discrimination, we build the unity of the working class and the popular strata giving organization to advance together towards new class conflicts with an objective : the satisfaction of our contemporary needs.</p>
<p style="text-align: justify;">The inter-imperialist contradictions and the uneven development in each country, but also among the world, do not debar the existence of a common process that aims to the general reduction of wages, to the increased of productivity and of the exploitation as the only way to compete with new emerging imperialist centers. The competition for the contention of market control exacerbates scenarios of conflict and is likely to lead the new generations and all humanity once again on the brink of a world war. It is not possible in the imperialist stage of capitalism to reach the peace for the peoples. It will be only the peace with the gun : the imperialist peace, in constant coexistence with the imperialist war, as It shows the history of the last century but also the recent developments in Syria, Ukraine and other fronts around the world. Bourgeois classes are competing each other for the wealth and the energy resources, which transportation will be structured, which imperialist power will finally economically and politically prevail in the region, that couldn’t in anyway mistaken for an international stabilizing factor. The dynamics triggered by the capitalist economic relations is incompatible with the peace that the people need for a future of progress and prosperity for the working class and for the youth. We condemn military actions of our governments, we struggle against plans and the interventions of the imperialist alliances. The future of youth couldn’t be within NATO an EU, we struggle in conflict with every imperialist alliances until their final break. We express our solidarity and we participate in popular movements struggling against the construction of new military bases asking for the end of military spending for imperialist operations. We contribute to the reinforcement of WFDY and the deepening of its anti-imperialist character.</p>
<p style="text-align: justify;">We look with concern to the policy of governments for the rights of youth, whom have as objective all over the continent the interests of the bourgeois class. The changes in the strategy of the education system in each country reflect the needs for flexible workforce and low cost in the near future. Anywhere the access to education follows the class divisions. The European directives and national States create a privileged education systems for the young of the bourgeoisie to whom oppose schools increasingly disqualified and deprived of funding for youth of the working class and the popular strata. In every educational level class barriers are raised and education becomes a privilege and not a right. All statistics agree that our generation will have fewer rights and a lower standard of living than their parents. It is a reality that we already are living, not only in the workplace and in schools, but also in everyday life. The majority of young people today have difficulties to have a dignified existence. Against this condition we must fight to break the passivity of the majority of the young population against the total acceptance of this model of exploitation and misery as a natural order of things and the only views for our future.</p>
<p>It would be wrong facing all this just looking back simply claiming the rights lost in these years. History has shown that any conquest achieved has only partial and temporary value, as long as we do not achieve a complete break with the capitalistic system. As soon as the balance of power, both in individual countries and globally, are aggravated to the detriment of the working class every advance has been systematically erased. The illusion of the social democratic vision and his compromise strategy for the management of bourgeois power, it is now definitely established as loser. Who still pursues this way, in the fact is deceiving the youth of the working class towards solutions that have as unique purpose and result the strengthening of the bourgeoisie power. For this reason, the struggle against opportunism is today more necessary than ever in the labour movement ranks and among the youth. It’s necessary to fight the illusions of reformability of the imperialist alliances (such as the EU and NATO), position advocated today by the new socialdemocratic and opportunistic forces as the European Left. It is an utopia and a fictions that have nothing to do with a real analysis of the role and function of these alliances.</p>
<p style="text-align: justify;">We affirm clearly that our struggle has as objective the construction of a socialist society. Of a system where there are not exploiters and exploited, in which the youth of the working class and popular strata can truly be owner of their destiny. We fight for a society in which we all have a job, right to a dignified existence, to education and universal health care, a house, to the development of our full personality through free access to culture and sport without any economical barrier. Only through the overthrow of capitalism and the construction of socialism-communism these achievements can be realized in a stable and truly universal way.</p>
<p style="text-align: justify;">Today among the society there are already all the material conditions for this to be realized. The extension of the social character of production, which constantly increases, makes the contrast with the capitalist appropriation of wealth increasingly evident. All the necessary needs are provide and satisfy by the workers in every field of our society. It is necessary that the working class and particular the younger generation become aware of the possibility and need for this change. We do not ignore that today the bourgeoisie extends its ideological attack on a large majority of the youth of the popular strata. The victory of the counterrevolution in the USSR and in the socialist countries has certainly played a primary role in this process. The smear campaign conducted against the applied socialism, the attempt of comparison with Nazi-fascism and the creation of the category of totalitarianism (wrong from every point of view), anti-communism and attempting to ban communist parties, communist youth and communist symbols have aims to transmit to the new generation a distorted view of socialism. At the same time the huge media apparatus, cultural and political at disposal of the capitalists have strengthened the possibility of influence they have in exercising their hegemony. But the crisis and the real conditions of life of the youth put today more and more contradictions with the vision provided by the ruling class and its hegemonic apparatus. The main task of the communist youth is exactly to give to the youth of the popular strata consciousness and organization. To conduct an ideological struggle by strengthening and tightening its ranks and building conscious vanguard engaged with militant spirit in the struggle for revolutionary change. This means countering point by point the work of deception carried out in recent years; fight against the individualistic logic, the attitudes of giving up and the passivity now rampant among the young people. Organize through struggles the way for a revolutionary change. We make ours the exhortation that Antonio Gramsci made to the youth &#8221; <em>Educate yourselves because we will need all your intelligence, rouse yourselves because we will need all your enthusiasm, organize yourselves because we will need all your strength.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Aware of this great task, we look to the future with optimism convinced that our age will be an age of great riots and social revolutions. We prepare at all levels to organize activities to celebrate the centenary of the Great Socialist Revolution in 2017, showing the youth the necessity and actuality of socialism, that the society for which we are struggling was realized and we can achieve it again. We declare here in Rome our willingness to continue to work towards a common path, working for the strengthening of our ties to extend the internationalist solidarity and our common struggle for the construction of socialism-communism.</p>
<p style="text-align: justify;">KJO &#8211; Communist Youth of Austria</p>
<p style="text-align: justify;">JCC &#8211; Communist Youth of Catalonia</p>
<p style="text-align: justify;">EDON &#8211; United Democratic Youth Organisation (Cyprus)</p>
<p style="text-align: justify;">Young Socialist –Young Socialists of the Socialist Workers Party of Croatia (Croatia)</p>
<p style="text-align: justify;">KSM &#8211; Communist Youth Union (Czech Republic)</p>
<p style="text-align: justify;">SDAJ &#8211; Socialist German Workers Youth (Germany)</p>
<p style="text-align: justify;">KNE &#8211; Communist Youth of Greece</p>
<p style="text-align: justify;">Left Front – Communist Youth Alliance (Hungary)</p>
<p style="text-align: justify;">FGC &#8211; Front of the Communist Youth (Italy)</p>
<p style="text-align: justify;">JCL -  Communist Youth of Luxembourg</p>
<p style="text-align: justify;">CJB &#8211; Communist Youth Movement (Netherlands)</p>
<p style="text-align: justify;">JCP &#8211; Portuguese Communist Youth</p>
<p style="text-align: justify;">RCYL (b) &#8211; Revolutionary Communist Youth League – Bolshevik (Russia)</p>
<p style="text-align: justify;">SKOJ &#8211; Young Communist League of Jugoslavia (Serbia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJC &#8211; Collectives of Young Communists (Spain)</p>
<p style="text-align: justify;">UJCE &#8211; Communist Youth Union (Spain)</p>
<p>KP &#8211; Communist Youth (Turkey)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il 27 e 28 febbraio scorso si è svolto a Roma il XII MECYO sul tema: &#8220;La lotta e il ruolo dell&#8217;organizzazione giovanile comunista nel movimento rivoluzionario, contro il potere dei monopoli e le associazioni imperialiste. Uniti e organizzati per il futuro socialista &#8220;. Le Gioventù Comuniste che hanno partecipato al XII MECYO invitano i giovani d’Europa a lottare insieme per i nostri bisogni attuali e dichiarano quanto segue:</em></p>
<p style="text-align: justify;">La situazione della gioventù dei nostri paesi continua a peggiorare sotto il peso della politica unitaria del capitale, dell’UE e dei loro governi. Disoccupazione, sfruttamento, precarietà, riduzione dei diritti e delle tutele conquistate in anni di lotte del movimento operaio. L’istruzione, la sanità e ogni forma di assistenza sociale vengono trasformati in nuovi campi di profitto per i monopoli e in privilegi di chi può permetterseli. Questo è il presente ed il futuro che il capitalismo sta organizzando per la gioventù della classe lavoratrice e degli strati popolari. Un presente e un futuro che corrispondono alla necessità della borghesia di rispondere alla crisi economica capitalistica cercando di aumentare il proprio profitto e mantenere il proprio sistema di potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa dinamica non conosce confini tra i nostri paesi ed è comune in tutto il continente. <strong>Diciamo in modo chiaro ai giovani della classe operaia e degli strati popolari che all’interno del capitalismo non possiamo sperare in niente di meglio che diventare la prossima generazione destinata ad arricchire la classe borghese con il proprio lavoro, il proprio sacrificio, il proprio sangue.</strong> La nostra lotta deve partire da questa condizione, sviluppando lotte comuni adeguate alla fase attuale per respingere l’attacco e preparare le condizioni per la ricostruzione del movimento operaio con una partecipazione di massa della gioventù, e per cambiare i rapporti di forza tra le classi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Negli anni della crisi la disuguaglianza sociale si è ulteriormente acuita. Da una parte quelli che detengono la proprietà dei mezzi di produzione e che si appropriano di tutta la ricchezza, dall’altra un’enorme massa di persone che produce quella ricchezza.</strong> Attraverso l’espansione dei grandi monopoli a livello internazionale, in tutti i settori produttivi, aumenteranno i processi di centralizzazione e concentrazione di capitale in poche mani e, allo stesso tempo, si estenderà la povertà delle classi lavoratrici. La disoccupazione giovanile sta aumentando, condannando milioni di giovani ad una vita di miseria. Il nostro nemico è il sistema capitalistico, il potere dei monopoli – che attualmente detengono la reale sovranità sulle nostre vite – e le alleanze imperialiste internazionali come l’UE e la NATO, che sono strumenti di difesa degli interessi del grande capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione Europea e gli accordi promossi corrispondono al bisogno di creare un mercato più ampio e privo di barriere e ostacoli all’azione dei monopoli. Tali unioni e accordi vengono presentati ai giovani come conquiste e opportunità per un futuro di pace, sviluppo, progresso e prosperità. La libertà di spostsamento nel continente europeo non ha niente a che fare con queste promesse, bensì consente la piena libertà di circolazione del capitale e l’utilizzo dell’immigrazione come un modo per soddisfare la richiesta di forza lavoro e innescare la competizione al ribasso tra i lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni stato capitalista necessariamente distingue tra immigrati utili e non utili, e ha il controllo sulla concessione della cittadinanza. Noi, come gioventù comuniste, vogliamo superare questa logica e rifiutare, in particolare, le limitazioni al diritto di asilo e le politiche migratorie restrittive.<br />
Specialmente in tempi di crisi, le forze reazionarie e neo-fasciste si stanno rafforzando e stanno avvelenando le menti della gioventù con falsi miti e nuove forme di nazionalismo, producendo guerre tra poveri che indeboliscono la lotta di classe. <strong>Le gioventù comuniste rifiutano ogni forma di razzismo, che è da sempre uno strumento di divisione delle classi oppresse, uno strumento di sottomissione nelle mani della classe dominante. Lottando contro ogni forma di discriminazione, costruiamo l’unità della classe operaia e degli strati popolari </strong>dandogli organizzazione per avanzare insieme verso nuovi duri conflitti di classe con obiettivo la soddisfazione dei nostri bisogni attuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le contraddizioni inter-imperialistiche e lo sviluppo diseguale all’interno di ogni paese ma anche a livello mondiale, non impedisono l’esistenza di un processo comune che mira alla generale riduzione dei salari, all’aumento della produttività e dello sfruttamento come unico mezzo per competere con i nuovi centri imperialistici emergenti. Una competizione che, nella contesa per il controllo dei mercati, acuisce scenari di conflitto e rischia di portare le nuove generazioni e tutta l’umanità, ancora una volta, sul baratro di una guerra mondiale. <strong>Non è possibile, nella fase imperialista del capitalismo, raggiungere la pace per i popoli. Ci può essere soltanto la pace dei fucili: la pace imperialista, in costante coesistenza con la guerra imperialista</strong>, come mostrato dalla storia dell’ultimo secolo ma anche dai recenti sviluppi in Siria, Ucraina e in altri fronti in tutto il mondo. Le classi borghesi sono in competizione fra loro per la ricchezza, per le risorse energetiche, per il controllo sulle vie di trasporto, per determinare quale potenza imperialista alla fine prevarrà economicamente e politicamente nella regione. Questa competizione non può in alcun modo essere confusa per un fattore di stabilizzazione nel quadro internazionale. Le dinamiche innescate dai rapporti economici capitalistici sono incompatibili con la pace ed il bisogno del popolo di un futuro di progresso e prosperità per la classe operaia e per la gioventù.<strong> Condanniamo, per tanto, gli interventi militari dei nostri governi e combattiamo contro i piani e gli interventi delle alleanze imperialiste. Il futuro della gioventù non può essere dentro la NATO e l’UE. Combattiamo contro ogni alleanza imperialista fino alla rottura finale</strong>; esprimiamo la nostra solidarietà e partecipiamo ai movimenti popolari che lottano contro la costruzione di nuove basi militari, chiedendo che cessino le spese militari per gli interventi imperialisti; contribuiamo al rafforzamento della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) e all’approfondimento del suo carattere antimperialista.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardiamo con preoccupazione alla politica dei governi sui diritti della gioventù, che hanno come obiettivo comune, in tutto il continente, la tutela degli interessi della classe borghese. I cambiamenti nella strategia di gestione del sistema educativo in ogni paese riflettono la necessità di forza lavoro flessibile e a basso costo nel futuro prossimo. Ovunque l’accesso all’istruzione è ricalca le divisioni di classe. Le direttive europee e gli stati nazionali creano un sistema educativo privilegiato per i giovani di estrazione borghese, al quale si contrappone una scuola sempre più dequalificata e privata di fondi per la gioventù della classe operaia e degli strati popolari. Ad ogni livello di istruzione vengono alzate barriere di classe e l’educazione diventa un privilegio e non più un diritto. Tutte le statistiche concordano che la nostra generazione avrà meno diritti e un tenore di vita più basso rispetto ai propri genitori. Questa è una realtà che già stiamo vivendo, non soltanto nei luoghi di lavoro e nelle scuole, ma anche nella vita di ogni giorno. La maggior parte dei giovani oggi ha difficoltà nel condurre un’esistenza dignitosa. Contro questa condizione dobbiamo combattere per rompere la passività della maggioranza della popolazione giovane, contro la totale accettazione di questo modello di sfruttamento e miseria come naturale ordine delle cose e unica visione per il nostro futuro. Sarebbe sbagliato affrontare tutto questo soltanto guardando indietro e rivendicando i diritti persi in questi anni. <strong>La storia ha dimostrato che ogni conquista ha soltanto un valore parziale e temporaneo fin quando non raggiungeremo una totale rottura con il sistema capitalistico.</strong> Non appena i rapporti di forza, sia nei singoli paesi che a livello globale, si sono aggravati a scapito della classe operaia, ogni avanzamento è stato cancellato in modo sistematico. L’illusione della visione socialdemocratica e la sua strategia per la gestione del potere borghese si sono ormai definitivamente rivelate perdenti. Chi ancora percorre quella strada, di fatto, sta tradendo la gioventù della classe operaia con soluzioni che hanno come unico scopo e risultato il rafforzamento del potere borghese. Per questa ragione, la lotta contro l’opportunismo è oggi più necessaria che mai tra le fila del movimento operaio e nella gioventù. E’ necessario combattere le illusioni di riformabilità delle alleanze imperialiste (come l’UE e la NATO), posizione sostenuta oggi dalle forze opportuniste e della nuova socialdemocrazia come il Partito della Sinistra Europea. È un’utopia e una invenzione che non ha niente a che fare con un’analisi reale del ruolo e della funzione di queste alleanze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi affermiamo con forza e chiarezza che la nostra lotta ha come obiettivo la costruzione di una società socialista, di un sistema, cioè, in cui non esistono sfruttatori e sfruttati, in cui la gioventù della classe lavoratrice e degli strati popolari potrà veramente essere artefice del proprio destino. Lottiamo per una società nella quale tutti abbiamo un lavoro, il diritto ad un’esistenza dignitosa, all’istruzione e all’assistenza sanitaria universale, alla casa, al pieno sviluppo della propria personalità attraverso il libero accesso alla cultura e allo sport senza barriere economiche.</strong> Solo attraverso l’abbattimento del capitalismo e la costruzione del Socialismo-Comunismo queste conquiste potranno essere realizzate in modo stabile e realmente universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella società attuale esistono già tutte le condizioni materiali affinché questo si possa realizzare. L’estensione del carattere sociale della produzione, che aumenta costantemente, rende sempre più evidente la contraddizione con l’appropriazione capitalistica della ricchezza. Tutti i bisogni e le necessità sono soddisfatti dai lavoratori in ogni settore della nostra società. E’ necessario che la classe operaia e in particolare le giovani generazioni, acquisiscano coscienza della possibilità e della necessità di questo cambiamento. Non ignoriamo che oggi la borghesia estende il suo attacco ideologico sulla maggior parte della gioventù degli strati popolari. La vittoria della controrivoluzione in URSS e nei paesi socialisti ha certamente giocato un ruolo primario in questo processo. La campagna denigratoria condotta contro il socialismo reale, il tentativo di equiparazione con il nazi-fascismo e la creazione della categoria dei totalitarismi (incorretta da tutti i punti di vista), l’anticomunismo e il tentativo di messa al bando di partiti comunisti, gioventù comuniste e simboli comunisti hanno lo scopo di trasmettere alla nuova generazione una visione distorta del Socialismo. Allo stesso tempo, i giganteschi apparati mediatici, culturali e politici a disposizione dei capitalisti hanno amplificato la loro capacità di influenza nell’esercitare la loro egemonia. Ma la crisi e le condizioni di vita reali della gioventù pongono oggi sempre più contraddizioni con la visione imposta dalla classe dominante e dal suo apparato di egemonia. <strong>Il principale compito della gioventù comunista, dunque, è precisamente quello di dare alla gioventù degli strati popolari coscienza e organizzazione, di condurre una lotta ideologica per rafforzare e stringere i propri ranghi e costruire un’avanguardia cosciente e animata da spirito militante nella lotta per il cambiamento rivoluzionario.</strong> Questo significa contrastare, punto per punto, l’opera di inganno svolta negli ultimi anni, combattere contro la logica individualista, l’atteggiamento di sconfitta e passività oggi dilagante tra i giovani, organizzare attraverso la lotta il nostro cammino verso un cambiamento rivoluzionario. Facciamo nostra l’esortazione che Antonio Gramsci fece alla gioventù: «<em><strong>Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.»</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Coscienti di questo grande compito, guardiamo al futuro con ottimismo convinti che la nostra epoca sarà un’epoca di grandi rivolte e rivoluzioni sociali. Ci prepariamo ad ogni livello per celebrare il centenario della Grande Rivoluzione Socialista, che cade nel 2017, per mostrare alla gioventù la necessità e l’attualità del Socialismo, che la società per la quale stiamo lottando era stata realizzata e possiamo riuscirci ancora. <strong>Quest’oggi a Roma, noi dichiariamo la nostra volontà di proseguire su un cammino comune, lavorando per rafforzare i nostri legami, estendere la solidarietà internazionalista e la nostra comune lotta per la costruzione del Socialismo-Comunismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>organizzazioni presenti e firmatarie:</em></p>
<p style="text-align: justify;">KJO &#8211; Gioventù Comunista d&#8217;Austria</p>
<p style="text-align: justify;">JCC &#8211; Gioventù Comunista di Catalogna</p>
<p style="text-align: justify;">EDON &#8211; Organizzazione della Gioventù DEmocratica Unita (Cipro)</p>
<p style="text-align: justify;">KSM  &#8211; Unione della Gioventù Comunista (Rep Ceca)</p>
<p style="text-align: justify;">SDAJ &#8211; Gioventù Socialista dei lavoratori Tedeschi (Germania)</p>
<p style="text-align: justify;">KNE &#8211; Gioventù Comunista di Grecia</p>
<p style="text-align: justify;">Fronte di sinistra &#8211; Alleanza della Gioventù Comunista (Ungheria)</p>
<p style="text-align: justify;">FGC &#8211; Fronte della Gioventù Comunista (Italia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJB &#8211; Movimento della gioventù comunista (Paesi Bassi)</p>
<p style="text-align: justify;">JCP &#8211; Gioventù Comunista Portoghese</p>
<p style="text-align: justify;">RCYL(b) &#8211; Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria &#8211; bolscevica (Russia)</p>
<p style="text-align: justify;">SKOJ &#8211; Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia (Serbia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJC &#8211; Collettivi dei Giovani Comunisti (Spagna)</p>
<p style="text-align: justify;">UJCE &#8211; Unione delle Gioventù Comuniste (Spagna)</p>
<p style="text-align: justify;">KP &#8211; Gioventù Comunista (Turchia)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>organizzazioni non presenti e firmatarie:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Gioventù Socialista &#8211; Gioventù Socialista del Partito Socialista dei lavoratori di Croazia</p>
<p style="text-align: justify;">JCL &#8211; Gioventù Comunista del Lussemburgo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FGC PALERMO: «INACCETTABILE PATROCINIO USA AL PRIDE» </title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 07:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riteniamo inaccettabile il patrocinio degli USA al Pride che si sta svolgendo a Palermo in questi giorni. Lottare per i diritti LGBTIQ non vuol dire aderire tout court ad ogni tipo di evento o iniziativa in nome dei diritti civili, che non possono essere considerati estranei rispetto alla lotta di classe. L&#8217;opera di&#8221;repulisti&#8221; attuata dal governo americano in questa occasione è uno squallido tentativo, come del resto squallida è ogni tipo di azione di stampo capitalista e imperialista, di riacquisire credibilità agli occhi del popolo siciliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Popolo che, e ci piace ricordarlo con forza, lotta ormai da mesi contro l&#8217;installazione del MUOS a Niscemi e la militarizzazione di tutta la regione, affinché questa non si trasformi in un avamposto militare nelle mani degli USA e della NATO. È dunque possibile che gli organizzatori del Pride siano totalmente miopi e vedano con totale leggerezza la scelta di far patrocinare un evento di così grande impatto mediatico dall&#8217;ambasciata americana?</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa è certa: noi non avremo nulla a che fare con chi vuole occupare la nostra regione per continuare le proprie politiche imperialiste, con chi negli ultimi anni ha direttamente (e militarmente) sostenuto attacchi a Iraq, Afghanistan, Libia ed ora Siria, dove tra l&#8217;altro si appresta ad iniziare una vera e propria campagna militare, con chi cerca quotidianamente di destabilizzare paesi sovrani, quali il Venezuela del neo-eletto Presidente Maduro, Cuba, Corea del Nord, Iran, con chi sostiene il sionismo in Israele e il genocidio del popolo palestinese, con chi sostiene il fascismo-islamista di Erdogan in Turchia che in nome del progresso e dello sviluppo capitalista reprime nel sangue la rivolta delle masse popolari turche, con chi appoggia i regimi islamici-monarchici del Qatar, Arabia Saudita e Bahrein dove di diritti civili non vi è traccia come non vi è traccia a Guantanámo, con chi implementa un sistema anti-operaio, anti-popolare e liberticida.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli organizzatori del Pride sanno tutto questo e la loro scelta è una chiara volontà di prestarsi a questa deliberata operazione di facciata degli USA che non possiamo che denunciare. Noi siamo con i proletari oppressi di tutto il mondo e per la parità di diritti civili, sociali e politici di ogni cittadino nella consapevolezza che l&#8217;unica società veramente libera da discriminazioni classiste e sessiste è la società socialista!</p>
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