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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; docenti</title>
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		<title>STUDENTI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA: «CLASSI POLLAIO E POCHI DOCENTI, VOGLIAMO UN RIENTRO IN SICUREZZA»</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 10:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi in decine di città italiane gli studenti sono scesi in piazza per rivendicare un rientro a scuola che sia realmente in sicurezza. Dopo mesi di didattica a distanza, si è tornati a scuola con la mascherina e banchi monoposto per limitare i contagi, ma gli studenti con azioni di protesta davanti le proprie scuole]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpeg" rel="lightbox[3167]" title="1"><img class="aligncenter size-full wp-image-3168" title="1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpeg" alt="" width="1600" height="1200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi in decine di città italiane gli studenti sono scesi in piazza per rivendicare un rientro a scuola che sia realmente in sicurezza. Dopo mesi di didattica a distanza, si è tornati a scuola con la mascherina e banchi monoposto per limitare i contagi, ma gli studenti con azioni di protesta davanti le proprie scuole hanno da subito denunciato: troppe classi pollaio, bus affollati e pochi professori.<span id="more-3167"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«<strong>Mancano spazi e docenti, il rientro sicuro sbandierato da Azzolina non esiste e lo dimostrano i già troppi casi di scuole costrette a tornare alla DAD</strong>» dichiara Simon Vial, responsabile scuola del FGC «Non è possibile mantenere il metro di distanza se ci sono classi pollaio e trasporti pubblici affollati. In sei mesi di tempo il governo non ha cambiato nulla, servivano spazi e assunzioni perché le mascherine e la ricreazione in classe non bastano. <strong>La didattica a distanza ha escluso migliaia di studenti dalle lezioni e gli studenti oggi sono scesi in piazza per evitare che questa diventi la normalità</strong>: bisogna garantire davvero sicurezza e diritto allo studio. A farne le spese fin ora sono stati gli studenti dei quartieri popolari e delle periferie, i figli dei lavoratori, quegli stessi lavoratori precari su cui il governo fa solo propaganda e che in molte piazze oggi erano spalla a spalla con gli studenti»</p>
<p style="text-align: justify;">«Di fronte alla scelta tra diritto allo studio, non garantito dalla DAD, e alla salute, messa a rischio da un rientro senza spazi adeguati e professori sufficienti,<strong> oggi gli studenti hanno scelto la lotta</strong>» conclude Vial «<strong>Servono soldi alla scuola per garantire un’istruzione di qualità per tutti, la crisi legata alla pandemia non può diventare la scusa per nuovi tagli e attacchi ai diritti degli studenti e dei lavoratori.</strong> La mobilitazione di oggi è solo il primo passo di una stagione di lotta che vedrà uniti studenti e lavoratori nelle piazze!»</p>
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		<title>SCUOLA, FGC: «LA VERA BATTAGLIA E’ APPENA INIZIATA»</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 17:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appare ormai chiaro che non c’è una maggioranza parlamentare sufficiente per approvare il ddl ex Aprea. Si tratta della seconda vittoria ottenuta dalla mobilitazione di studenti e lavoratori della scuola, dopo l’accantonamento della proposta dell’aumento a 24 ore dell’orario dei docenti. Una protesta che ha costretto il partito democratico, perno dell’attuale maggioranza di governo a]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Appare ormai chiaro che non c’è una maggioranza parlamentare sufficiente per approvare il ddl ex Aprea. Si tratta della seconda vittoria ottenuta dalla mobilitazione di studenti e lavoratori della scuola, dopo l’accantonamento della proposta dell’aumento a 24 ore dell’orario dei docenti. Una protesta che ha costretto il partito democratico, perno dell’attuale maggioranza di governo a ritirare il suo appoggio al provvedimento.  Una vittoria che serviva, che trasmette finalmente l’idea che i diritti non si mendicano, ma si conquistano con la lotta. Sarebbe tuttavia un errore imperdonabile credere che la partita sulla difesa della scuola pubblica sia terminata qui. In primo luogo perché sono ancora intatti i provvedimenti economici, che in relazione con la “spendig review“ tagliano fondi alla scuola pubblica che sono l’ossatura economica del progetto di privatizzazione della scuola. In secondo luogo perché quello che la protesta di studenti ed insegnanti è riuscita ad ottenere è un arresto (parziale) di politiche che sicuramente verranno riproposte nei prossimi anni, sotto mutate forme, nuovi firmatari e nuove coalizioni di governo, sulle base delle imposizioni economiche e politiche che vengono dall’Unione Europea. <span id="more-510"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non saremmo onesti se non dicessimo questa verità, se cantassimo alla vittoria, dimenticando il contesto in cui ci troviamo. Per questo crediamo che la lotta debba proseguire più forte di prima contro i tagli alla scuola, e che questa lotta debba essere una lotta unitaria tra studenti e lavoratori della scuola, superando divisioni e “giochi dei ruoli” scolastici. Tutti gli studenti hanno potuto constatare come l’atteggiamento di molti insegnanti sia mutato una volta accantonato il provvedimento sulle 24 ore, che li colpiva direttamente. Invitiamo quegli insegnanti a rompere ogni indugio, ad abbandonare quei sindacati concertativi che frenano la protesta, che sono i primi a chiedere di interrompere la lotta e continuare al fianco degli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vinto una battaglia, ma sappiamo che la vittoria definitiva potrà avvenire solo liberandosi dalle imposizioni dell’Unione Europea e dagli interessi economici di un sistema che vuole trasformare la scuola e l’università in una fonte di profitto, che vuole una scuola di classe, anticamera dello sfruttamento del lavoro e dell’assenza di diritti. Questa verità ci appare chiara nella fase che stiamo attraversando, con nuove manovre annunciate, che diamo per assolutamente sicure, attacco ai diritti dei lavoratori, chiusura di fabbriche e posti di lavoro, dismissione della sanità pubblica. Di una cosa siamo assolutamente certi: i prossimi mesi, saranno mesi di lotta e noi non abbiamo nessuna intenzione di mollare. Fino alla vittoria!</p>
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		<title>OGNI SCUOLA SARA&#8217; UNA BARRICATA.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 09:28:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con l’approvazione del ddl ex Aprea il governo si appresta a dare il colpo mortale alla scuola pubblica, portando avanti il processo di privatizzazione in atto da decenni. Potenziamento dell’autonomia, rafforzamento dei poteri dei Dirigenti Scolastici, depotenziamento del collegio docenti e del ruolo dei consigli d’istituto, con il possibile ingresso dei privati nei nuovi “consigli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2012/10/scuola-barricata-bello.jpg" rel="lightbox[398]" title="scuola barricata bello"><img class="alignleft size-medium wp-image-408" title="scuola barricata bello" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2012/10/scuola-barricata-bello-150x300.jpg" alt="" width="150" height="300" /></a>Con l’approvazione del ddl ex Aprea il governo si appresta a dare il colpo mortale alla scuola pubblica, portando avanti il processo di privatizzazione in atto da decenni. Potenziamento dell’autonomia, rafforzamento dei poteri dei Dirigenti Scolastici, depotenziamento del collegio docenti e del ruolo dei consigli d’istituto, con il possibile ingresso dei privati nei nuovi “consigli delle autonomie” e conseguente riduzione del peso degli studenti nelle decisioni della scuola; queste le misure che il governo Monti con la complicità delle forze politiche che lo sostengono si appresta a varare.  Da tempo denunciamo la situazione della scuola in Italia. La verità è che nel nostro paese è difficile parlare di scuola pubblica quando i suoi principali finanziatori sono ormai le famiglie degli studenti, costrette ogni anno a pagare delle vere e proprie rette, i contributi studenteschi volontari. Questa è la prima privatizzazione. I costi della scuola aumentano e sono sempre più insostenibili, a partire dai libri i testo, vera e propria mannaia economica che colpisce ogni autunno. L&#8217;abbandono scolastico dilaga ed è sempre più chiaro come in Italia un ragazzo, a 14 anni, è costretto a scegliere la scuola da frequentare non in base alle sue attitudini, ma in base al reddito della sua famiglia. A 14 anni il nostro futuro è già segnato, le porte della selezione di classe ci vengono già sbattute in faccia.<br />
A fronte di questa situazione disastrosa il ministro Profumo propone l&#8217;innalzamento dell&#8217;orario degli insegnanti dal 18 a 24 ore a parità di salario, andando a colpire quello che per il governo è il capitolo di spesa più alto nel mondo dell&#8217;istruzione, i salari del corpo docente. Un colpo durissimo alla scuola pubblica ed un serio incentivo -  l’ennesimo &#8211;  alla disoccupazione. Non possiamo che esprimere la nostra ferma solidarietà alla lotta degli insegnanti che si sta sviluppando.<br />
E non c&#8217;è da credere ad una sola parola del ministro quando parla di fare un passo indietro, hanno già trovato un trucco per calmare le acque e attuare questa misura più avanti, con le mani libere: basta far ricadere i tagli sulle “altre voci di spesa” per la scuola. Come al solito il governo è celere ed impassibile nel tagliare fondi all&#8217;istruzione pubblica, proprio quando il suo primo intervento nel settore è stato quello di regalare altri 200 milioni di euro alle scuole private. Vergogna! Non un euro alle private! No alla selezione di classe!<span id="more-398"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è più tempo di limitarsi a contestare le politiche portate avanti contro la scuola pubblica, ora più che mai è necessario passare al contrattacco. Utilizzeremo tutte le forze della nostra organizzazione per collaborare attivamente con la lotta degli insegnanti, e invitiamo tutti gli studenti delle scuole superiori a fare altrettanto. La linea per vincere può essere una sola: costituzione di coordinamenti di lotta comune all’interno di ogni scuola, con la partecipazione di insegnanti, studenti e personale non docente. Come studenti appoggeremo la linea di tutti i collegi docenti che decideranno la misura del blocco del Piano dell’offerta formativa, e porteremo avanti il blocco dei contributi volontari, chiedendo agli insegnanti di sostenere questa battaglia. Blocco del POF e blocco dei contributi per andare a colpire duramente il sistema nelle sue contraddizioni: per mettere davvero in difficoltà il governo, bloccare tutto.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Invitiamo tutti gli studenti alla solidarietà di classe e alla collaborazione attiva con la lotta di insegnanti e personale non docente. Una loro sconfitta è una nostra sconfitta. Portiamo avanti proteste unitarie in tutto il paese sulla base di queste parole d&#8217;ordine: blocco dei POF, blocco dei contributi, no alla scuola di classe, no alle 24 ore settimanali! Non un passo indietro!</p>
<p> <strong>Studenti, docenti, personale ATA,<br />
OGNI SCUOLA SARA&#8217; UNA BARRICATA!</strong></p>
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