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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; francia</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>RILANCIARE UNA PROPOSTA COMUNISTA CONTRO LA DESTRE REAZIONARIE E LE ILLUSIONI SOCIALDEMOCRATICHE. Dichiarazione della segreteria nazionale FGC sulle elezioni in Francia e il dibattito in Italia.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Aug 2024 14:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non possiamo giocare di nuovo col fuoco, perché ci siamo già scottati abbastanza. Il risultato elettorale della coalizione “Nuovo Fronte Popolare” alle elezioni legislative in Francia viene oggi utilizzata sia dal Partito Democratico che dalle forze che si organizzano alla sua sinistra per promuovere, anche in Italia, l’idea di una nuova “unità di tutte le]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" dir="auto">Non possiamo giocare di nuovo col fuoco, perché ci siamo già scottati abbastanza. Il risultato elettorale della coalizione “Nuovo Fronte Popolare” alle elezioni legislative in Francia viene oggi utilizzata sia dal Partito Democratico che dalle forze che si organizzano alla sua sinistra per promuovere, anche in Italia, l’idea di una nuova “unità di tutte le sinistre” nel nome del contrasto alla destra nazionalista e conservatrice. È una prospettiva che non condividiamo e che la storia ha già dimostrato essere disastrosa per il movimento operaio e i lavoratori nel nostro paese.</div>
<div style="text-align: justify;" dir="auto"></div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Nelle elezioni francesi, l’avanzata della destra radicale di Marine Le Pen ha visto sia i liberali che le forze socialdemocratiche reagire con una chiamata alle armi – e alle urne – per fermare l’ipotesi di un governo guidato dalla destra. A sinistra, è stata costruita in fretta e furia una coalizione elettorale tra i socialisti di Hollande, la France Insoumise di Melenchon, i verdi e il PCF.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Il fatto che una fetta importante del voto dei francesi e anche di settori estrazione operaia e popolare, tra cui quelli protagonisti delle lotte e degli scioperi degli scorsi anni, sia andato a questa coalizione, non cambia il suo carattere e la pericolosità delle illusioni che essa promuove. Al contrario, il sentimento genuino dei settori più avanzati dei lavoratori e degli strati popolari che hanno espresso un voto contro il nazionalismo, il razzismo e le posizioni reazionarie del RN, rende solo più grandi le responsabilità di chi oggi intercetta questo voto ma, nella sostanza, promuove illusioni e genera aspettative che saranno inevitabilmente tradite.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">In Italia, conosciamo molto bene l’esperienza dei governi di sinistra e delle coalizioni “unitarie” della sinistra in nome della lotta contro il berlusconismo. I governi Prodi I (1996), D’Alema (1998), Prodi II (2006) hanno visto le forze comuniste allora presenti in Parlamento (PRC e PdCI) tramutarsi nella stampella di governi che in nome del “progressismo” hanno smantellato i diritti sul lavoro, partecipato attivamente alle guerre imperialiste, amministrato gli interessi del grande capitale nell’ambito della fedeltà dell’Italia a UE e NATO. Il risultato della compromissione dei comunisti con i governi non è stato un avanzamento del movimento operaio, ma al contrario la sua disfatta e un enorme arretramento collettivo di cui ancora oggi paghiamo carissimo il prezzo.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Il tradimento operato da quelle forze che hanno calpestato le speranze e la fiducia che milioni di proletari avevano riposto in loro è una delle ragioni in cui vanno ricercati due dati oggi complementari: l’elevatissimo astensionismo tra gli operai (più del 55% alle ultime elezioni europee) e l’egemonia della destra tra quei settori proletari che ancora votano.</div>
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</div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">In Francia, con argomenti molto simili a quelli che già avevamo conosciuto in Italia, le forze che fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea (PCF e France Insoumise) si sono coalizzate con il Partito Socialista di Hollande, artefice del “jobs act francese” e di durissimi attacchi alla contrattazione collettiva e ai lavoratori, che giorni fa criticava Macron per aver inviato troppe poche armi all’Ucraina di Zelensky. Lo hanno fatto con un programma di compromesso che non entra in rottura né con le strategie fondamentali dell’Unione Europea e del grande capitale, né con la politica estera dell’imperialismo francese.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Quale che sia alla fine l’esito del processo di formazione del governo francese, questo “fronte popolare” si troverà davanti allo stesso dilemma di forze come Syriza, come Podemos, come il Movimento Cinque Stelle. Le promesse con cui si ottiene il risultato elettorale si scontrano con la necessità del capitale di avere un governo che risponda ai suoi interessi. Dire questo non è “gufare”, né è semplicemente giocare a prevedere il futuro. Le forze della Sinistra Europea hanno governato in Grecia imponendo il massacro sociale della BCE, governano oggi in Spagna in un paese che attacca lavoratori, studenti e partecipa ai piani di guerra della NATO, hanno sostenuto governi in Portogallo e diversi altri paesi europei dimostrandosi la stampella sinistra dell&#8217;amministrazione capitalistica.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Il punto che sottolineiamo è che promuovere illusioni sulla possibilità di governare il capitalismo in favore del popolo è una responsabilità politica profonda dell’opportunismo e delle forze della socialdemocrazia, che avrà come risultato solo quello di spingere ancora di più settori del proletariato insoddisfatti e delusi tra le braccia della destra nazionalista.</div>
<div dir="auto"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Se in Francia la prospettiva di un “nuovo fronte popolare” si impernia oggi attorno alla figura di Mélenchon, che non ha ancora condiviso responsabilità di governo, il fatto che in Italia questo avvienga attorno all’egemonia del Partito Democratico di Elly Schlein la rende solo più irricevibile. La &#8220;sinistra&#8221; che al governo fa le stesse cose della destra ed è indistinguibile dalla destra nelle direttrici fondamentali della sua politica, può solo rafforzare la destra.</div>
<div dir="auto"></div>
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<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Pensiamo che il nostro compito oggi, anche rispetto alla necessità di contrastare le forze nazionaliste e reazionarie, sia muovere passi avanti nel processo di raggruppamento in Italia di un partito comunista degno di questo nome; costruire questa forza politica come alternativa tanto al centro-sinistra quanto all’insieme delle forze politiche di questo sistema; rafforzare gli sforzi per elevare la coscienza dei lavoratori e delle masse, contro le illusioni.</div>
<div dir="auto"></div>
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<div style="text-align: justify;">
<div dir="auto">L’alternativa politica alla destra, alla guerra imperialista, allo sfruttamento e alla povertà, può essere costruita dalla classe operaia e dai comunisti. Scorciatoie non ce ne sono.</div>
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<div style="text-align: justify;" dir="auto">«Non c’è vittoria, non c’è conquista, senza un grande partito comunista».</div>
</div>
<p><iframe id="_pericles_content_iframe" style="position: absolute; top: -99px; left: 0px; width: 50px; height: 26px; background: transparent; overflow: visible; margin-top: -30px; transition: top 2s ease-in-out; z-index: 2147483647; border: none; padding: 0px;" width="320" height="240"></iframe></p>
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		<title>Il FGC NON ADERISCE ALL’APPELLO «NOUS SOMMES UNIS»</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 17:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il FGC non aderisce all&#8217;appello “nous sommes unis” promosso dalle organizzazioni studentesche in seguito agli attentati di Parigi. Condanniamo senza esitazioni l’attentato di Parigi e il terrorismo islamico, che oggi rappresenta una grave minaccia per la sicurezza dei popoli. Un crimine inaccettabile e senza giustificazioni, che segue ad una serie di altrettanto gravi ed inaccettabili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il FGC non aderisce all&#8217;appello “nous sommes unis” promosso dalle organizzazioni studentesche in seguito agli attentati di Parigi. Condanniamo senza esitazioni l’attentato di Parigi e il terrorismo islamico, che oggi rappresenta una grave minaccia per la sicurezza dei popoli. Un crimine inaccettabile e senza giustificazioni, che segue ad una serie di altrettanto gravi ed inaccettabili attentati condotti in Nord Africa e Medio Oriente per i quali nessuna voce si è levata.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiedere che <em>“</em><em>le istituzioni europee e la comunità internazionale compiano ogni sforzo al fine di assicurare la pace nel medio oriente e nel Mediterraneo”</em> &#8211; senza accennare alle pesanti responsabilità che proprio i governi europei hanno avuto, foraggiando consapevolmente l’estremismo islamico per destabilizzare i governi di paesi non allineati (Iraq, Libia, Siria) nell’interesse dei grandi monopoli &#8211;  è del tutto inaccettabile. Una posizione che non condanna apertamente le politiche imperialiste che oggi sono la principale minaccia per la pace mondiale; implicitamente finisce per giustificarle e per legittimare la guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Firmare un appello assieme alle organizzazioni studentesche vicine al Partito Democratico (Federazione degli Studenti, Rete Universitaria Nazionale), partito al governo che è responsabile della politica imperialista e di riarmo dell’Italia, significa tradire la lotta per la pace di cui tanto si parla.  Rigettiamo con fermezza la retorica dell’unità nazionale, che oggi è la più grande copertura per assolvere dalle loro responsabilità i governi responsabili dell’ascesa del terrorismo islamico.</p>
<p style="text-align: justify;">Lottare contro il terrorismo significa lottare contro l’imperialismo. Il FGC non si associa a iniziative che anche con propositi altri, finiscano per legittimare la politica imperialista degli Stati Uniti, dei paesi della UE e degli altri stati imperialistici oggi in competizione. La vostra solidarietà si converte nel migliore aiuto all’imperialismo. La nostra solidarietà marcia di pari passo alla lotta per spezzare questo sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">link dell&#8217;appello non firmato dal FGC con i firmatari italiani: https://noussommesunis.wordpress.com/</p>
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		<pubDate>Wed, 28 Aug 2013 17:02:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Pronti alla mobilitazione contro qualsiasi operazione militare a danno della Siria, ennesimo atto della guerra scatenata su scala globale  dall&#8217;imperialismo occidentale in questi anni. No alla guerra contro la Siria. Nessuna base, nessun soldato sia concesso agli interessi imperialisti!» Questa la dichiarazione del CC del Fronte della Gioventù Comunista riguardo ai recenti sviluppi della situazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/08/manifesto-fronte-siria.jpg" rel="lightbox[778]" title="No guerra in Siria "><img class="alignleft size-medium wp-image-779" title="No guerra in Siria " src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/08/manifesto-fronte-siria-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a> «Pronti alla mobilitazione contro qualsiasi operazione militare a danno della Siria, ennesimo atto della guerra scatenata su scala globale  dall&#8217;imperialismo occidentale in questi anni. No alla guerra contro la Siria. Nessuna base, nessun soldato sia concesso agli interessi imperialisti!» Questa la dichiarazione del CC del Fronte della Gioventù Comunista riguardo ai recenti sviluppi della situazione in Siria. «Porteremo nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università la protesta contro questa guerra criminale e contro chi la sosterrà.»</p>
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