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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; fronte</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>DICHIARAZIONE IN SEGUITO AL 17° INCONTRO DELLE GIOVENTÙ COMUNISTE EUROPEE (MECYO)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 10:21:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le organizzazioni della Gioventù Comunista che sottoscrivono questa dichiarazione, in seguito al 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee che si è tenuto a Larnaca (Cipro) tra il 15 e il 17 dicembre, dichiarano e riaffermano, come recita lo slogan dell’incontro: «<em>La gioventù unita, organizzata e militante, in prima linea nella lotta! Contro le guerre imperialiste e l’oppressione, contro lo sfruttamento capitalistico. Per l’Europa dei lavoratori, per il socialismo!»</em></p>
<p>Il 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee ha avuto luogo in un periodo davvero cruciale e impegnativo per i lavoratori e la gioventù in Europa. In questo periodo denso di sfide, le organizzazioni giovanili comuniste riconoscono che tramite l’unità e la militanza, la gioventù deve essere in prima linea nella lotta per i propri diritti e nella lotta contro lo sfruttamento capitalistico e l’imperialismo.</p>
<p>Noi, giovani della classe operaia e degli strati popolari, siamo ancora oggi vittime delle dure conseguenze della crisi capitalistica globale, così come quelle dello sviluppo capitalistico. La debole ripresa economica dopo la lunga recessione della precedente crisi economica del 2008 è stata schiacciata sotto il peso della nuova crisi capitalistica del 2020, delle misure prese per far fronte alla pandemia di Covid-19, del tumulto nei mercati, la pressione sul commercio internazionale, includendo la promozione di una guerra commerciale, l’imposizione di sanzioni e lo scoppio di nuovi conflitti imperialisti.</p>
<p>L’impoverimento assoluto e relativo della classe operaia che è mostrato dall’ondata di inflazione, l’acuto incremento dei prezzi dei beni essenziali, assieme ai ripetuti incrementi dei tassi di interesse, hanno abbattuto gli standard di vita della classe operaia e degli strati popolari. L’inflazione colpisce ancor di più i gruppi vulnerabili della popolazione e la gioventù. Tutto questo è dovuto dai monopoli che hanno potuto incrementare i loro profitti persino durante la crisi. I vicoli ciechi del capitalismo sono evidenti e l’unico modo per superarli è attraverso la lotta della classe operaia e della gioventù.</p>
<p>In Europa la UE, come forma avanzata di integrazione inter-statale capitalistica, un’alleanza imperialista con interessi parzialmente contraddittori al suo interno, gioca un ruolo importante nel rafforzare le politiche anti-popolari nel nostro continente, colpendo la gioventù, la classe operaia e gli strati popolari. Senza nessuna illusione sulla possibilità di riformare l’Unione Europea in favore del popolo, o in un cambiamento del carattere dell’Unione Europea, i Partiti Comunisti e le organizzazioni della Gioventù Comunista degli stati membri della UE combatteranno l’imminente battaglia elettorale delle elezioni europee e continueranno a lottare nonostante le difficili condizioni, rafforzando la lotta contro la UE del capitale. Dobbiamo affrontare le elezioni del Parlamento Europeo come un’opportunità per innalzare la consapevolezza sul carattere di classe della UE e delle sue politiche, e continuare a rafforzare la nostra lotta per i diritti della gioventù, dei lavoratori e dei popoli, per un’Europa di cooperazione, solidarietà e pace. Allo stesso tempo, sosteniamo il diritto della classe operaia di tutti i paesi al disimpegno da questa alleanza.</p>
<p>In questo contesto è importante valorizzare il ruolo della lotta della gioventù in difesa dei propri diritti e per rispondere ai propri problemi concreti, insistendo sulla necessità di continuarla e intensificarla. La gioventù deve lottare per un’istruzione e una sanità pubbliche e gratuite, per alloggi di alta qualità ed economici, per i diritti nei luoghi di lavoro, contro la disoccupazione e la precarietà, così come per l’accesso alla cultura, allo sport, a un tempo libero di qualità, come parte della lotta per il socialismo. Ci schieriamo al fianco delle lotte dei sindacati di classe, nella battaglia per migliori condizioni di vita. Allo stesso tempo, la lotta per una reale protezione dell’ambiente dalla barbarie della depredazione e dello sfruttamento capitalistico è una necessità.</p>
<p>La guerra in Ucraina ha già causato grandi perdite umane e materiali e le sue conseguenze stanno colpendo l’intera umanità. Questa guerra è la culminazione del processo che è iniziato con la dissoluzione dell’URSS e il successivo uso dei sentimenti nazionalisti da parte delle borghesie locali e straniere. Questa situazione non è iniziata nel 2022 con l’intervento militare della Russia capitalista, che condanniamo, ma è stata preparata anni fa con il supporto e il sostegno di USA-NATO-UE alle forze fasciste e al golpe nel paese, e può essere risolta solo con la lotta dei popoli per la pace e il cessate il fuoco.</p>
<p>Il coinvolgimento di un numero crescente di forze, sia sul territorio ucraino che al di fuori, conferma la preoccupazione che la questione possa diventare il punto d’inizio di un conflitto militare sempre più internazionale. Chiamiamo alla fine immediata di tutte le azioni militari. I popoli di tutti i paesi devono lottare contro le loro borghesie e tutti quelli che servono la loro propaganda, e costruire la propria strada.</p>
<p>I punti morti a cui l’imperialismo porta, la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale assieme al diritto dei popoli all’indipendenza e all’autodeterminazione, falsamente giustificati come lotta contro il terrorismo, “liberazione” e altre bugie; l’accresciuta aggressività dell’imperialismo, l’intensificazione degli interventi imperialisti, rendono ancora più urgente intensificare la nostra lotta anti-imperialista, la lotta contro la NATO, l’UE e ogni alleanza imperialista, i governi borghesi, la loro propaganda di guerra e le politiche antipopolari, per intensificare la solidarietà internazionalista.<br />
Questi sviluppi stanno esacerbando il dramma dei rifugiati a un livello tragico. I migranti e i profughi, vittime delle guerre imperialiste, stanno fronteggiando una politica di repressione, persecuzione, discriminazione e di sfruttamento crudele. Il capitale mantiene l’interruttore, che attiva a seconda delle sue necessità. I crescenti flussi di rifugiati in Europa vengono oggi strumentalizzati per rafforzare l’islamofobia, la xenofobia, il razzismo e il nazionalismo, per distogliere il popolo dalla lotta di classe. Allo stesso tempo, la gestione dei rifugiati da parte dei paesi ospitanti è caratterizzata da una brutale violazione dei diritti umani. Il risultato di tutto questo, in un contesto di impoverimento generalizzato della classe operaia, è la creazione di un terreno fertile per le forze reazionarie, inclusi il fascismo e l’estrema destra. Il fascismo è il prodotto del sistema capitalistico; è il suo braccio armati contro il movimento operaio e popolare. Esprimiamo la nostra determinazione per una lotta senza tregua, con un chiaro orientamento di classe, contro il fascismo e i nazionalisti, alcuni dei quali cercano oggi di ripulirsi attraverso la cosiddetta “legittima attività parlamentare”, indossando le vesti di “legittimo partito politico”. Lottiamo contro la teoria antistorica degli “opposti estremismi”, contro l’identificazione del fascismo con il comunismo, che è oggi una politica ufficiale della UE.</p>
<p>Una menzione speciale da parte del 17° MECYO va allo spargimento di sangue in corso in Palestina, al massacro genocida portato avanti dallo Stato di Israele nella terra occupata palestinese. Riconosciamo che la situazione di escalation è causata dall’occupazione in corso, dalla colonizzazione illegale dei territori palestinesi occupati da Israele e dai continui crimini che vengono commessi da decenni contro il popolo palestinese. Lo Stato assassino di Israele riceve supporto dagli USA, dalla NATO e dall’UE, e supporto dai governi borghesi d’Europa in modi e proporzioni differenti. Comprendiamo anche che questo nuovo ciclo di sangue in Medio Oriente può giungere al termine solo quando terminerà l’occupazione israeliana di lunga data dei territori palestinesi, con il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente nei confini del 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale, il diritto dei profughi a tornare nella loro terra e la libertà per tutti i prigionieri politici palestinesi.</p>
<p>Nelle condizioni dell’aggressione imperialista in tutto il mondo e dell’attacco su tutti i fronti contro la gioventù e la classe lavoratrice, la lotta di classe e l’internazionalismo proletario sono l’arma più forte per portare le nostre lotte alla vittoria. L’unità delle gioventù comuniste su una base di classe e anti-imperialista è più che mai necessaria. La gioventù comunista unita, organizzata e combattiva, in prima linea nella lotta contro le guerre imperialiste e l’oppressione, contro lo sfruttamento capitalistico, continuerà a lottare per costruire l’Europa dei lavoratori, per costruire il mondo del socialismo!<br />
Larnaca, 29 dicembre 2023.</p>
<p><strong>Le organizzazioni che firmano la dichiarazione:</strong><br />
Organizzazione della Gioventù Democratica Unita (EDON), Cipro<br />
Gioventù Socialista Operaia Tedesca (SDAJ), Germania<br />
Gioventù Comunista di Grecia (KNE), Grecia<br />
Fronte della Gioventù Comunista (FGC), Italia<br />
Movimento della Gioventù Comunista, Paesi Bassi<br />
Lega della Gioventù Comunista (YCL), Regno Unito<br />
Gioventù del Partito dei Lavoratori (WPY), Irlanda<br />
Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria (bolscevica) (RKSMb), Russia<br />
Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC), Spagna<br />
Gioventù Comunista di Catalogna (JCC), Spagna<br />
Gioventù Comunista di Svezia (SKU), Svezia<br />
Gioventù Comunista di Turchia (TKG), Turchia</p>
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		<title>ALLUVIONE ED EMERGENZA SOCIALE NON SONO UNA FATALITÀ. Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 08:53:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1. Le gravi inondazioni che dagli scorsi giorni stanno duramente colpendo alcune zone delle Marche, la provincia di Bologna e parte della Romagna sono un evento terribile che finora ha causato più di quattordici morti, diversi dispersi e migliaia di persone evacuate, oltre che danni per milioni e milioni di euro. Il verificarsi di sempre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Le gravi inondazioni che dagli scorsi giorni stanno duramente colpendo alcune zone delle Marche, la provincia di Bologna e parte della Romagna sono un evento terribile che finora ha causato più di quattordici morti, diversi dispersi e migliaia di persone evacuate, oltre che danni per milioni e milioni di euro. Il verificarsi di sempre più frequenti &#8220;fenomeni estremi&#8221; – dalle alluvioni, alle siccità, passando per il dissesto idro-geologico &#8211; è diretta conseguenza dell&#8217;inquinamento, del surriscaldamento globale e del cambiamento climatico, a loro volta prodotto di uno sviluppo capitalistico che in nome del profitto genera unicamente devastazione e morte per i popoli. La barbarie e la putrescenza del sistema capitalistico si vedono chiaramente nell&#8217;impossibilità di coniugare la fame illimitata di profitto con uno sviluppo che tuteli la salubrità dei territori e le vite delle persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. Lo diciamo con forza: le inondazioni e la conseguente emergenza sociale non sono una tragica fatalità! Se da un lato è innegabile l&#8217;impatto dell&#8217;attuale modo di produzione nel più recente mutamento climatico e la connessione di questo con la maggiore frequenza di &#8220;fenomeni estremi&#8221;, dall’altro non si può derubricare il dissesto idro-geologico e la conseguente emergenza sociale ad una sfortunata casualità legata unicamente al cambiamento climatico. L&#8217;Emilia-Romagna è tra le regioni più a rischio quando si parla di alluvioni. La predisposizione di queste zone al rischio alluvionale è ben nota e nel corso degli anni precedenti le popolazioni di queste zone si sono trovate spesso di fronte a scenari tragici come quest&#8217;ultimo. Tuttavia, non esistono investimenti sistematici sufficienti a garantire il controllo e la messa in sicurezza né dei corsi d&#8217;acqua né di altri punti sensibili alle calamità naturali. Allo stesso tempo non è stato predisposto, a fronte dell&#8217;emergenza meteo preannunciata, un reale piano di evacuazione delle zone a rischio. Non è sufficiente consigliare di abbandonare la propria casa senza mettere a disposizione adeguati mezzi e strutture, oltre che un piano di emergenza che sia efficace e tempestivo nell&#8217;attivazione delle misure di salvataggio ed evacuazione. Esemplificativo di come le amministrazioni locali, regionali e il Governo vogliono affrontare l&#8217;emergenza e di quali siano le loro priorità è l&#8217;infame scelta di dirottare ingenti forze della protezione civile e di soccorsi per garantire l&#8217;esecuzione del concerto di Bruce Springsteen a Ferrara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. Esistono delle responsabilità e vanno indicate chiaramente per non accettare questo modello di gestione e di produzione. Denunciamo con forza lo scaricabarile tra governo ed enti locali: condanniamo l&#8217;uso strumentale fatto in questo senso da centro-destra e centro-sinistra che utilizzano eventi come quello di questi giorni per legittimare le proprie politiche nei confronti della popolazione. Dichiarazioni come quelle di Musumeci, ministro della protezione civile e per le politiche del mare, secondo cui il problema sarebbe &#8220;culturale&#8221; o ancora peggio che essendo questo un processo irreversibile, sono esemplificative di come i partiti istituzionali tentino di mascherare le reali cause di eventi come questo e non abbiano intenzione di affrontare alla radice le motivazioni che portano all&#8217;emergenza sociale che stiamo vivendo in queste ore. Se la Regione, a guida PD, ed i comuni hanno la responsabilità sul controllo territoriale, al governo Meloni – e a quelli precedenti &#8211; va certamente quella di dirottare sempre più fondi per incrementare lo sforzo bellico togliendoli alla spesa sociale e agli investimenti per la messa in sicurezza del territorio. Solo recentemente è stato annunciato l&#8217;invio di altri 3400 militari nei contingenti NATO in Europa dell&#8217;est, coinvolgendo in questo modo sempre di più l&#8217;Italia nei piani di morte USA-NATO. È sotto gli occhi di tutti: le risorse destinate al sostegno dei piani imperialisti vengono pagate quotidianamente dagli strati popolari e dai lavoratori sotto forma di devastazione, miseria e morti in nome dei profitti dei padroni. Mentre decine di migliaia di famiglie rischiano o hanno perso tutto in questo disastro, la priorità del Governo è quella di dirottare milioni e milioni di euro nella guerra. Per quello rivendichiamo che i soldi destinati per l&#8217;invio di armi e contingenti militari vengano invece utilizzati per sostenere le famiglie che rischiano di cadere in un baratro di povertà, la ricostruzione/risistemazione delle loro abitazioni, la messa in sicurezza dei territori per prevenire il più possibile futuri scenari simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. Accogliamo e rilanciamo l’indicazione dei sindacati di base e combattivi – tra cui il SI Cobas – a fermare le attività produttive finché non vengano ripristinate le condizioni meteo favorevoli allo svolgimento di questi lavori, per la tutela e la messa in sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, garantendo a questi ultimi la normale retribuzione al fine di non cadere vittima del ricatto tra salute/sicurezza e lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla popolazione marchigiana, emiliana e romagnola, ai lavoratori, ai vigili del fuoco e volontari che in queste ore stanno dando una mano concreta nelle zone colpite dalle alluvioni, salvando decine di vite e nei fatti sostituendosi allo Stato che in ultima istanza è pressoche assente. Come comunisti pensiamo che ora sia il momento della solidarietà, dello stare in prima fila e del dare un aiuto concreto a chi oggi è colpito dai risultati tragici delle politiche dei vari governi e delle varie amministrazioni locali. Contemporaneamente occorre denunciare con forza i responsabili di questi avvenimenti, combatterli politicamente per smascherare la natura degli orientamenti che vengono assunti sia per la prevenzione di questi disastri che nella gestione dell&#8217;emergenza stessa, oltre che della speculazione nei piani di ricostruzione che vengono utilizzati dalle imprese private per arricchirsi sulla pelle della popolazione. Non affrontare alla radice questo problema renderebbe vano anche il più audace intervento solidaristico, relegando ad una gestione &#8220;emergenziale&#8221; eventi che sono diretta conseguenza del modello economico e produttivo in cui viviamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle prossime ore ci mobiliteremo come volontari nel sostenere attivamente il lavoro di sostegno attivo alla popolazione delle zone colpite dall&#8217;alluvione. Invitiamo la gioventù e chi può dare una mano a fare lo stesso fin da subito, perché ogni braccio in più che scava, ogni aiuto nella distribuzione di beni di prima necessità può fare realmente la differenza. Solo il popolo salva il popolo!</p>
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		<title>Rilanciare l’iniziativa di classe, internazionalista contro la guerra imperialista in Ucraina  e la preparazione di un nuovo massacro mondiale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 16:20:29 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A più di un anno dall’invasione russa dell’Ucraina, alcuni dati di fatto appaiono incontestabili:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. Lungi dall’avviarsi a finire, o anche solo a fermarsi con una provvisoria tregua,<strong> la guerra in atto tra NATO e Russia nel territorio ucraino conosce una continua <em>escalation </em>dagli esiti imprevedibili.</strong> Sono in particolare gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Polonia a spingere furiosamente perché il massacro prosegua e si allarghi “fino all’ultimo ucraino”. La decisione della Corte penale internazionale dell’Aia di incriminare Putin e la fornitura a Kiev di armi sempre più offensive e letali &#8211; da ultimo caccia bombardieri e proiettili all’uranio impoverito &#8211; non lasciano alcun dubbio a riguardo. All’Ucraina di Zelensky è stato dato l’ordine di impegnare sul campo e provocare la Russia fino al totale esaurimento delle proprie forze, fino all’auto-distruzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. L’avvio della “operazione militare speciale” da parte della Russia di Putin <strong>non è stato un folle gesto di disperazione</strong>,<strong> ma</strong> <strong>una decisione ponderata strategicamente da parte del governo russo</strong> per perseguire gli interessi della propria borghesia e dei propri monopoli, portando la competizione con gli Stati Uniti, l’UE e i loro alleati per il controllo di risorse, infrastrutture e tratte commerciali, mercati e territori strategici, anche sul terreno militare. E nel terribile bagno di sangue di questa nuova guerra avanza in modo ormai esplicito la rivendicazione, da parte di Mosca e non solo, di “un nuovo ordine mondiale multipolare”. La decisione di invadere l’Ucraina, infatti, è stata presa dal governo russo sapendo di avere dietro di sé, accanto a sé, o almeno in posizione non ostile, oltre il “partner strategico” Cina, una serie di potenze regionali che, se non esprimono aperta ostilità nei confronti del blocco imperialista euro-atlantico, quanto meno non riconoscono nel mondo “unipolare” a guida statunitense l’unico orizzonte possibile per l’affermazione degli interessi delle proprie borghesie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. Lo scoppio della guerra aperta tra NATO e Russia in Ucraina sta provocando <strong>una rapida dislocazione di forze tra i blocchi imperialisti e dentro di essi</strong>. Gli Stati Uniti hanno profittato della mossa della Russia per infliggere all’UE, e in specie alla Germania, colpi durissimi sia quanto agli approvvigionamenti energetici, che nella costruzione degli assi commerciali con la Cina. Ciò ha provocato un brusco freno alle spinte all’“autonomizzazione” dagli Stati Uniti dell’UE e dei singoli paesi membri. Ma la recente sortita di Macron dimostra che ai vertici dell’UE, non solo a Parigi, c’è comunque l’intenzione di proteggere in qualche modo i propri interessi dai brutali ricatti della vecchia super-potenza. Importanti cambiamenti in politica estera stanno riguardando anche l&#8217;Arabia Saudita, la Turchia, l’Egitto, l’intero Medio Oriente, e sono legati alla intensa tessitura di fili economici e diplomatici che Pechino sta mettendo in atto a scala globale, attraverso i rapporti bilaterali, i Brics, l’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione, la nuova Via della Seta, etc. Un quadro di estrema confusione nel quale tutte le grandi e le medie potenze si muovono per guadagnare in proprio “spazio vitale” e risorse, e allontanare da sé, scaricandolo sui concorrenti, il rischio di una violenta esplosione degli antagonismi di classe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. I contendenti di questa nuova guerra al centro dell’Europa, lungi dal mettere in scena una guerra asettica e “intelligente” combattuta solo ed esclusivamente da soldati robot e droni, stanno utilizzando<strong> </strong>tutti gli armamenti tecnologicamente più avanzati e le innovazioni disponibili in campo militare in <strong>un conflitto bellico sanguinosissimo, combattuto sul campo (come le “vecchie” guerre) da centinaia di migliaia di soldati</strong>, con una terribile distruzione di vite umane, ambientale e di mezzi meccanici, dando così una pallida idea di quale apocalittica catastrofe potrebbe essere, per l’umanità e la natura, una nuova guerra mondiale in pieno ventunesimo secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. Lo scontro bellico in atto in Ucraina appare sempre più – come abbiamo sostenuto da subito -<strong> il primo passo in questa direzione, un punto di svolta epocale.</strong> Dopo un ventennio di eventi traumatici, questa guerra indica dove si sta dirigendo il capitalismo globale per cercare di risolvere quella che appare sempre più come una sua crisi storica; una crisi che anche sul piano economico-finanziario non accenna a rallentare, come evidenziato dai recenti crack bancari negli USA e in Europa, e dalle conseguenze economiche della pandemia che hanno intaccato in particolare le catene di approvvigionamento dei paesi occidentali. <strong>È partita una frenetica corsa mondiale al riarmo con giganteschi piani di spese militari</strong>, dalla Germania alla Cina, dal Giappone all’Australia. Il commissario europeo all’industria Breton non l’ha mandata a dire: <strong>“L’industria della difesa dell’Unione europea deve passare ad un modello da economia di guerra”</strong>, indicando la priorità immediata nel produrre rapidamente i milioni di proiettili di artiglieria che servono all’esercito ucraino. Manovre che preludono a nuovi scontri bellici anche a scadenza relativamente ravvicinata sono in atto nei Balcani, nell’Africa occidentale, intorno a Taiwan. Nessuno può sapere, neppure i capi delle grandi potenze, i tempi di precipitazione di questo processo globale. Ma la direzione di marcia è data. Il vecchio ordine mondiale a stelle e strisce, che Washington e Wall Street avrebbero preteso di rendere eterno, è finito. <strong>Il passaggio ad un nuovo ordine mondiale “multipolare” non sarà in alcun modo pacifico ed indolore</strong>. Chi lo va raccontando esprime <strong>una posizione opposta agli interessi del proletariato e delle masse oppresse</strong> di tutto il globo: un mondo “multipolare”, costituito strutturalmente da campi imperialisti in accesa e costante competizione tra loro, produrrà una tendenza alla guerra sempre più acuta, e un peggioramento globale delle condizioni di vita e di lavoro della classe lavoratrice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6. <strong>La guerra in Ucraina è una guerra contro i proletari ucraini e i proletari russi</strong> spinti, <strong>obbligati</strong> <strong>a massacrarsi a vicenda per gli interessi dei propri sfruttatori</strong> e, nel caso degli ucraini, anche per gli interessi delle alleanze e istituzioni imperialiste &#8211; NATO, UE, FMI &#8211; a cui risponde il governo di Kiev. È, al tempo stesso, una guerra con pesanti ricadute anche sui lavoratori dei paesi che, per ora, non hanno proprie truppe massicciamente sul campo. Noi non siamo affatto indifferenti al desiderio di gran parte delle popolazioni del Donbass colpite dalla pulizia etnica di Kiev di unirsi alla Federazione Russa, né al rifiuto delle popolazioni di gran parte dell’Ucraina di accettare la subordinazione ad una Russia che non ha nulla a che fare con l’URSS, e con la storia di fratellanza dei popoli e delle nazionalità che vivevano entro quei confini. Ma in questa guerra le loro aspirazioni non hanno alcun ruolo, in quanto sono soggiogate da un lato al progetto del blocco di potere putiniano di ricostituire la “grande Russia millenaria” dei secoli passati, e dall’altro agli interessi di sfruttamento e di dominio del blocco USA-NATO-UE, che li stanno forzando a combattere e a morire per loro, e non certo per sé stessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7. Come già è avvenuto in passato, le guerre del capitale funzionano da<strong> inesorabile spartiacque tra l’opportunismo</strong> &#8211; che maschera più o meno bene lo sciovinismo e il nazionalismo – <strong>e la linea rivoluzionaria di classe, internazionalista.</strong>  L’acquisizione, a livello internazionale, di questa consapevolezza è necessaria affinché il proletariato possa tornare protagonista sulla scena della lotta di classe.<strong> La recente accensione di imponenti movimenti di scioperi e manifestazioni sindacali in Francia, Gran Bretagna e Grecia sono segnali di risveglio molto significativi, allo stato attuale decisamente insufficienti a fermare la marcia verso una nuova guerra mondiale, ma a cui guardare con ottimismo.</strong> Perché nella loro diversità e complessità sono il prodotto dell’insuperabile inconciliabilità tra gli interessi di profitto del capitale e il benessere del proletariato e delle classi non sfruttatrici, e dimostrano che anche in Europa esistono le premesse per una nuova avanzata del movimento operaio nel XXI secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8. L’Italia, <strong>l’imperialismo italiano</strong>, ben rappresentato nelle sue varie articolazioni e frazioni dalle coesistenti declinazioni date da Mattarella e dalla Meloni, <strong>è parte integrante e attiva di questo processo di scontro inter-capitalistico mondiale.</strong> Nonostante le frizioni interne alla sua maggioranza, il governo delle destre sta contribuendo a portare avanti i piani bellicisti di Nato e UE con meno ipocrisia di Draghi&amp;Co., e a montare una campagna anti-russa e anti-cinese dai toni accesamente sciovinisti. La dinamica <strong>guerra-propaganda di guerra-economia di guerra </strong>- con il rilancio delle spese militari e dell’invio di armi all’Ucraina per tutto il 2023 &#8211; va sempre più di pari passo con l’intensificazione dell’attacco anti-proletario sul “fronte interno”. Lo vediamo nelle decisioni di politica economica, nell’illimitata aggressività dei padroni sui luoghi di lavoro e nel mercato del lavoro, nelle manovre propagandistiche in favore della piccola-borghesia, nei crimini di stato contro gli emigranti e gli immigrati, nell’intervento onnipresente delle forze di polizia ovunque ci siano veri conflitti sindacali e sociali, nelle sentenze “esemplari” contro militanti anarchici, nel seguito di affondi revisionistici sul piano storico, nell’oscena riproposizione di un’ideologia e di un modello di “famiglia tradizionale” radicalmente ostile alle donne. La “normalità” dello sfruttamento capitalistico, il tentativo di compattare attorno agli “interessi nazionali” il consenso più ampio possibile, sono come sempre facilmente trasponibili, in caso di escalation militare, in un livello di <strong>guerra interna</strong>, di <strong>costruzione del nemico interno</strong> atta a mantenere e rafforzare le politiche classiste nel contesto della guerra imperialista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cambiano gli esecutivi, cambia la composizione dei parlamenti, ma <strong>il nostro nemico è sempre qui, in “casa nostra”: è il capitalismo imperialista italiano</strong>, che in questo momento ha il volto del governo Meloni, l’apparato statale al servizio della classe borghese. In questo quadro l’Italia resta nel pugno di paesi che sfruttano e opprimono le classi lavoratrici del mondo intero, con la borghesia italiana che sgomita per ottenere migliori posizioni nella contesa inter-capitalistica facendo leva sulle alleanze imperialiste di cui fa parte. In particolare, il primo esecutivo del dopoguerra a guida esplicitamente post-missina ha già dismesso i toni &#8220;anti-establishment&#8221; e anti-UE con cui aveva abilmente capitalizzato il malcontento di strati sociali intermedi e di piccola borghesia in campagna elettorale, dimostrandosi immediatamente pronto ad operare al meglio per gli interessi della grande borghesia e dei mercati finanziari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;attacco frontale al reddito di cittadinanza e il netto rifiuto verso ogni ipotesi di introduzione di un salario minimo</strong> &#8211; rivendicati dalla premier persino sul palco del congresso CGIL &#8211; <strong>rappresentano misure in cui coesiste la capacità di rispondere su un piano propagandistico agli appetiti della piccola borghesia parassitaria e la funzionalità molto più concreta di perpetuare quella spirale verso il basso dei salari</strong> che da decenni contraddistingue il mercato del lavoro italiano. Il governo è pronto a difendere con decisione quella realtà fatta di frammentazione contrattuale, precarietà, veri e propri contratti-pirata, lavoro nero ed evasione fiscale e contributiva “sistemica” di cui hanno beneficiato tutti i livelli di impresa, e per primi i grandi monopoli. A questo si affianca il fitto ed inestricabile sottobosco di appalti e subappalti, utili come bacino di reclutamento di manodopera di &#8220;serie C&#8221;, con salari ampiamente al di sotto della soglia di sussistenza e, non a caso, composta in prevalenza da quegli immigrati a cui il governo ha dichiarato guerra senza quartiere, da un lato accrescendone le morti in mare, dall&#8217;altro rendendo quasi impossibile il riconoscimento del permesso di soggiorno e della cittadinanza a chi arriva in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo quadro si inseriscono le due principali riforme che il governo ha messo in agenda e verso cui già sta marciando a passi spediti: da un lato la riforma fiscale, tesa ad affermare la regressivitá delle imposte secondo il modello della flat-tax ,&#8221;più hai, meno paghi&#8221; e viceversa; dall&#8217;altro l&#8217;autonomia differenziata, già messa nero su bianco in questi giorni col DL Calderoli, la quale porterà al definitivo smantellamento del Sistema sanitario nazionale, condannando gran parte delle aree del Sud Italia a forme estreme di degrado sociale e al ricatto delle gabbie salariali. Dunque, questi primi sei mesi di governo Meloni – in modo simile a quanto abbiamo potuto osservare  con i governi di destra di Trump, Bolsonaro e Orban -<strong> </strong>dimostrano come<strong> la retorica &#8220;sovranista&#8221; sia nient&#8217;altro che una maschera dietro la quale il sostegno agli interessi padronali assume anche la forma del liberismo più sfrenato e selvaggio.</strong></p>
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<p>9. Ad oltre un anno dall’invasione dell’Ucraina dobbiamo constatare che <strong>non esiste al momento, né in Italia né in Europa, un vero movimento di massa contro la guerra</strong>. Le iniziative pacifiste sono state in larga parte connotate da un orientamento pro-Ucraina, e quindi oggettivamente pro-Nato. Non hanno quasi mai preso in seria considerazione, e tanto meno denunciato, le manovre di lungo periodo del blocco USA-NATO-UE nei Balcani, nell’Europa dell’Est e, specificamente, in Ucraina, lo spostamento delle forze NATO di 1.000 km ad Est. Una pace che non sia infame come la guerra in corso, una pace giusta tra i popoli dell’Ucraina e della Russia, per quanto sia oggi lontana, potrà essere il frutto solo ed esclusivamente di una ritrovata fraternità di classe tra i proletari di Ucraina e di Russia, la fraternità che in passato c’è stata grazie alla rivoluzione di Ottobre e alla comune lotta al nazifascismo. Il passaggio obbligato in questa direzione non è certo la “vittoria dell’Ucraina”, cioè la vittoria della Nato, bensì <strong>la sconfitta di entrambi i fronti imperialisti a scontro</strong>. Il che significa, per quanti sono in Italia e nell’Unione Europea, <strong>lavorare senza tregua per la disfatta del “nostro” governo, dell’UE, della NATO</strong>. È questo il migliore contributo che possiamo dare ai lavoratori ucraini e russi perché si liberino quanto prima dall’incubo della prosecuzione della guerra per anni e anni.</p>
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<p>10. In assenza di un vero movimento di massa contro la guerra con connotati di classe sia in Italia che a livello internazionale, esercitano una certa influenza, tanto in Italia che a scala internazionale, le posizioni che individuano nella Russia e nella Cina presunte funzioni “anti-imperialiste”, o quelle addirittura disposte a fare integralmente proprio il piano propagandistico con cui vengono presentate da quegli stessi paesi – entrambi in una fase di sviluppo capitalistico maturo &#8211; le rispettive scelte di politica internazionale, ed in questo frangente anche le giustificazioni di parte russa sulla guerra. Nelle ultime settimane la proposta “di pace” presentata dal governo cinese ha sintetizzato in modo efficace la faccia con cui la Cina vuole presentarsi a livello mondiale, delineando come vantaggiosa “per tutti” la prospettiva di un passaggio dal mondo unipolare dominato da Stati Uniti e loro alleati, ad un mondo multipolare nel quale tutto ritornerebbe magicamente in equilibrio, con l’apertura di una lunga era di pace e co-prosperità generale. Chi sostiene intenzionalmente queste posizioni e la propaganda con cui le classi capitalistiche di Russia e Cina si armano per combattere lo scontro a tutto campo per la spartizione del mercato mondiale, svolge una <strong>funzione reazionaria</strong> di inganno delle masse, spingendole a parteggiare per un nuovo ordine mondiale non dissimile nella sua sostanza da quello precedente, in quanto <strong>sempre e comunque capitalistico</strong>, fondato cioè sulla divisione in classi esistente oggi in tutto il mondo (Russia e Cina perfettamente incluse) e sullo sfruttamento e l’oppressione degli operai, dei salariati, dei contadini poveri, dei semi-proletari, da parte dei capitalisti proprietari, in forma individuale, collettiva o statale, dei mezzi e delle condizioni della produzione e della riproduzione sociale. <strong>Combattere politicamente la propaganda che favorisce l’illusione di un mondo multipolare pacifico (e favorevole ai lavoratori) è compito immediato delle forze rivoluzionarie e internazionaliste</strong>. Sottolineiamo ancora una volta che i proletari, gli sfruttati, i popoli, non hanno alcun interesse a schierarsi con uno o l’altro tra gli imperialisti, con una o un’altra alleanza che serve gli interessi dei capitalisti. In entrambi i casi, non si tratta di aspetti secondari rispetto a quanto si è finora mosso nel variegato mondo pacifista, ma di aspetti centrali nel processo di costruzione di un movimento che lotti realmente contro la guerra imperialista, poiché sono in grado di determinare l’efficacia o l’inconcludenza del movimento stesso.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per quel che ci riguarda</strong>, attraverso un periodo di approfondito confronto, le nostre organizzazioni sono arrivate a promuovere insieme il convegno di Roma del 16 ottobre nel quale abbiamo chiarito e denunciato la natura imperialista della guerra in Ucraina, ed espresso la necessità di costruire un’opposizione di massa, di classe, internazionalista alla guerra &#8211; per una battaglia strategica totalmente slegata da ogni interesse che i diversi pezzi di borghesia nazionale e internazionale hanno dentro l&#8217;attuale quadro globale. Il cammino che abbiamo compiuto dal convegno del 16 ottobre alla manifestazione del 3 dicembre a Roma, nella quale abbiamo marciato insieme in uno spezzone di classe unitario al fianco dei lavoratori del SI Cobas nel corteo del sindacalismo di base e conflittuale, e poi alle giornate del 24-25 febbraio, ha rafforzato la necessità di un lavoro comune contro la guerra, contro il governo Meloni, contro la NATO e l’UE. <strong>La constatazione che</strong>, nonostante un anno di incessante bombardamento bellicista, <strong>permane a livello di massa un sentimento contrario alla guerra, ha rafforzato in noi la determinazione a portare tra i lavoratori, i disoccupati, gli studenti, il punto di vista di classe sulla guerra in Ucraina</strong>, sulla tendenza ad una nuova guerra mondiale, sulla crisi del sistema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È venuto il momento di rilanciare con forza l’iniziativa contro la guerra in Ucraina e la tendenza ad un nuovo massacro mondiale, facendo l’impossibile per uscire dal ghetto in cui vogliono rinchiuderci. Non c’è nulla di più attuale e necessario dell’internazionalismo del “<strong>proletari di tutti i paesi unitevi</strong>” contro un sistema sociale capitalistico che non ha più nulla da dare di “progressivo” alla specie umana, e si caratterizza per una crescente distruttività. Siamo coscienti che l’affermazione di questa prospettiva classista, rivoluzionaria, internazionalista potrà avvenire solo attraverso una serie di prove molto ardue: siamo decisi ad affrontarle. I recenti fatti di Francia, Gran Bretagna, Grecia – solo per restare agli ultimi mesi e alla sola Europa &#8211; mostrano che sotto una superficie sociale in apparenza immobile si sono accumulate immense sostanze infiammabili per l’interminabile serie di sacrifici materiali, insicurezze, sofferenze interiori che le classi proprietarie impongono da decenni alle lavoratrici e ai lavoratori, con un carico da novanta in più per le nuove generazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo maggio sarà un importante banco di prova dell’accumulazione di forze lungo questa traiettoria. Ma guardiamo oltre. Perciò abbiamo deciso di convocare l&#8217;11 giugno a Milano<strong> un’assemblea nazionale</strong> per chiamare a raccolta tutti gli organismi sociali, politici, sindacali, nonché i singoli e le singole militanti disposti a battersi insieme a noi <strong>per rilanciare l’iniziativa di classe, internazionalista contro la guerra imperialista</strong>, e farla vivere consapevolmente nel contesto delle mobilitazioni dei prossimi mesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>20 aprile</p>
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<p>Fronte comunista</p>
<p>Fronte della gioventù comunista</p>
<p>Laboratorio politico Iskra</p>
<p>Tendenza internazionalista rivoluzionaria</p>
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		<title>UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA PER LA SCUOLA E IL FUTURO.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 14:29:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia contro la riforma del governo Renzi, per rivendicare una scuola gratuita e realmente accessibile a tutti. Le manifestazioni di oggi si sommano a quelle dello scorso 2 ottobre, che già avevano visto la presenza di migliaia di studenti nelle maggiori città italiane. La gioventù comunista è stata in prima fila nelle lotte di queste settimane, dando un contributo essenziale alla riuscita di molti cortei. Nelle scuole l’opposizione alla riforma è largamente maggioritaria. Si contesta in particolare il sistema dell’alternanza scuola lavoro, che aumentando le ore di stage nelle aziende fino a 400 all’anno trasforma le scuole in una sorta di centri di impiego d manodopera a costo zero, con grandi vantaggi per le aziende che ne usufruiranno. La riforma di Renzi completa quel ciclo di distruzione portato avanti congiuntamente dai governi di centrodestra e centrosinistra, sulla base delle indicazioni della UE. Nessuno sa cosa sia la strategia di Lisbona o il processo di Bologna, ma è lì che si sono decise le sorti dell’istruzione in Italia. L’apertura ai privati che oggi viene garantita dalla riforma, condizionerà scuole sempre più in cerca di risorse e strozzate dai tagli del governo aumentando la divisione tra scuole di serie A e scuole di serie B.</p>
<p style="text-align: justify;">Già oggi la scuola italiana è una scuola classista. Un quarto degli studenti non si diploma e abbandona gli studi. La scelta dell’indirizzo scolastico non avviene sul “merito” che tanto viene sbandierato dai media, ma per la condizione di classe. Libri di testo, contributi scolastici, spese per i trasporti, con agevolazioni e borse di studio tagliate a causa dei vincoli europei, costituiscono ostacoli insormontabili. Con la riforma si acuiscono le contraddizioni nelle scuole, si apre ad una completa differenziazione: già fioriscono sezioni speciali nelle scuole, con corsi a parte e contributi più alti, che si contrappongono ad una scuola sempre più dequalificata.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi avanza tra gli studenti la consapevolezza che non esistono margini di riformismo in questo sistema politico ed economico, che la condizione della scuola italiana riflette gli interessi padronali e le politiche della UE. Mentre si taglia sulla scuola aumentano le spese militari in uno scenario di contrapposizione tra potenze imperialiste con guerre aperte come in Siria e Ucraina. Nelle manifestazioni di oggi la gioventù comunista ha portato la sua contrarietà a Trident Juncture la più grande esercitazione militare della Nato dalla fine della guerra fredda, che vede la partecipazione dell’Italia con soldati, mezzi e basi militari. «Soldi alla scuola, non alla guerra» lo slogan gridato nelle nostre piazze e condiviso da migliaia di studenti. La lotta nelle scuole proseguirà in questi mesi, anche attraverso le elezioni studentesche che nelle prossime settimane avranno luogo in tutta Italia, e certamente nelle mobilitazioni che saranno organizzate. Il FGC sarà in prima linea, come oggi, per rivendicare una scuola pubblica, gratuita, accessibile a tutti, la rottura con le politiche della UE e della Nato.</p>
<p style="text-align: justify;">La segreteria nazionale invia un grande apprezzamento per il lavoro svolto dalle federazioni. In particolare ai compagni che hanno costruito la mobilitazione di oggi, a partire dalle scuole, parlando con gli studenti, portando avanti assemblee, discussioni, volantinaggi, attacchinaggi nelle città, e contribuendo a radicare sempre di più il FGC tra gli studenti e le nuove generazioni, dimostrando che i comunisti ci sono e che le nostre parole d&#8217;ordine ottengono un consenso sempre più di massa tra la gioventù.</p>
<p><span id="more-1629"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3EQFUWEAAbCjz.jpg_large.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP CQ3EQFUWEAAbCjz.jpg_large"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1640" title="TOP CQ3EQFUWEAAbCjz.jpg_large" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3EQFUWEAAbCjz.jpg_large-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12071516_10204089245345961_640148818_n.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP 12071516_10204089245345961_640148818_n"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1635" title="TOP 12071516_10204089245345961_640148818_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12071516_10204089245345961_640148818_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-frosinone-15_09-1.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP frosinone 15_09 1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1643" title="TOP frosinone 15_09 1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-frosinone-15_09-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-roma-15-ott-1.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP roma 15 ott 1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1647" title="TOP roma 15 ott 1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-roma-15-ott-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-nato.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP reggio calabria nato"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1645" title="TOP reggio calabria nato" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-nato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3SZJvWcAAg5sw.jpg_large.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP CQ3SZJvWcAAg5sw.jpg_large"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1642" title="TOP CQ3SZJvWcAAg5sw.jpg_large" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3SZJvWcAAg5sw.jpg_large-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12116191_980268432035621_746924603_o.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP 12116191_980268432035621_746924603_o"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1638" title="TOP 12116191_980268432035621_746924603_o" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12116191_980268432035621_746924603_o-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12084213_10206005328665894_569437477_n.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP 12084213_10206005328665894_569437477_n"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1637" title="TOP 12084213_10206005328665894_569437477_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12084213_10206005328665894_569437477_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-roma-15-ott-2.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP roma 15 ott 2"><img class="alignleft  wp-image-1648" title="TOP roma 15 ott 2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-roma-15-ott-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-trident.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP reggio calabria trident"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1646" title="TOP reggio calabria trident" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-trident-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-9-ott-15-2.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP reggio calabria 9 ott 15 2"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1644" title="TOP reggio calabria 9 ott 15 2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-9-ott-15-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12083672_10208019621278144_1521641731_n.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP 12083672_10208019621278144_1521641731_n"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1636" title="TOP 12083672_10208019621278144_1521641731_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12083672_10208019621278144_1521641731_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/corigliano-9_15-2.jpg" rel="lightbox[1629]" title="corigliano 9_15 2"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1651" title="corigliano 9_15 2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/corigliano-9_15-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3PkmjWcAAQj1p.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP CQ3PkmjWcAAQj1p"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1641" title="TOP CQ3PkmjWcAAQj1p" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3PkmjWcAAQj1p-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-cosenza-9-ott-15.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP cosenza 9 ott 15"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1639" title="TOP cosenza 9 ott 15" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-cosenza-9-ott-15-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>FGC: SOLIDARIETA’ CON JJCC (CILE) PER L’ASSASSINIO DI DUE COMPAGNI NELLE PROTESTE STUDENTESCHE.</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2015 10:13:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inviamo la nostra profonda solidarietà ai compagni della Gioventù Comunista del Cile, per l’uccisione di due giovani nelle repressione contro le proteste studentesche che in questi giorni stanno attraversando il paese sudamericano. Due giovani Exequiel Borbarán y Diego Guzmán Farías, quest’ultimo militante della JJCC, sono stati barbaramente assassinati a Valparaiso durante la marcia del 14]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Inviamo la nostra profonda solidarietà ai compagni della Gioventù Comunista del Cile, per l’uccisione di due giovani nelle repressione contro le proteste studentesche che in questi giorni stanno attraversando il paese sudamericano. Due giovani Exequiel Borbarán y Diego Guzmán Farías, quest’ultimo militante della JJCC, sono stati barbaramente assassinati a Valparaiso durante la marcia del 14 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni la lotta degli studenti cileni per un’educazione pubblica, gratuita e accessibile a tutti incontra la nostra particolare solidarietà nella lotta che nel nostro Paese la nostra organizzazione e tutto il movimento studentesco stanno conducendo contro la riforma dell’istruzione.  La lotta contro la scuola di classe, la scuola soggetta alle logiche dell’economia capitalistica, deve essere condotta senza tregua parallelamente alla rivendicazione di un futuro socialista per i nostri paesi e per la nostra generazione. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i compagni cileni e alle famiglie dei ragazzi assassinati, ai loro compagni di lotta, certi che la lotta continuerà nella rivendicazione di un’istruzione pubblica accessibile a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/05/11113691_935782829776742_7374800210793707591_n.jpg" rel="lightbox[1387]" title="11113691_935782829776742_7374800210793707591_n"><img class="alignleft size-full wp-image-1393" title="11113691_935782829776742_7374800210793707591_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/05/11113691_935782829776742_7374800210793707591_n.jpg" alt="" width="851" height="315" /></a></p>
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		<title>12 APRILE IN PIAZZA CONTRO UNIONE EUROPEA E GOVERNO RENZI</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 09:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro futuro non è la disoccupazione, non saremo gli schiavi del 21° secolo. In tutta Europa aumenta la disoccupazione giovanile e peggiorano le condizioni dei salari e dei diritti dei lavoratori. Le nuove generazioni sono colpite in modo particolare da questo processo mentre assistiamo alla crescita dell’accumulazione di quote sempre maggiore di profitto nelle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il nostro futuro non è la disoccupazione, non saremo gli schiavi del 21° secolo. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2014/04/MANIFESTAZIONE-12-APRILE1.jpg" rel="lightbox[946]" title="MANIFESTAZIONE 12 APRILE"><img class="alignleft size-medium wp-image-948" title="MANIFESTAZIONE 12 APRILE" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2014/04/MANIFESTAZIONE-12-APRILE1-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>In tutta Europa aumenta la disoccupazione giovanile e peggiorano le condizioni dei salari e dei diritti dei lavoratori. Le nuove generazioni sono colpite in modo particolare da questo processo mentre assistiamo alla crescita dell’accumulazione di quote sempre maggiore di profitto nelle mani dei grandi gruppi monopolistici. Banche, società, grandi catene commerciali e produttive prosperano sull’impoverimento delle masse popolari.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione Europea ha un ruolo fondamentale in questo processo. Nel 2013, l’UE ha organizzato 5 conferenze sulla disoccupazione. Tuttavia, invece di diminuire, la disoccupazione è aumentata enormemente: 26 milioni di persone sono disoccupate, 120 milioni di persone vivono in questo momento sotto la soglia di povertà. La disoccupazione dei giovani di età compresa tra 18 e 30 anni, in alcuni paesi supera il 50% e nell’UE raggiunge il 25%. La “libertà di movimento” all’interno dell’Unione Europea dimostra di essere una libertà per gli uomini d’affari di sfruttarci dove hanno bisogno di noi e con ogni mezzo. L’emigrazione dei giovani dai paesi europei, interna ed esterna alla UE è una realtà, ed in ogni paese dell’Unione Europea le ricette contro la disoccupazione sono le stesse: aumento della precarietà, diminuzione dei salari e aumento degli orari di lavoro, intensificazione dello sfruttamento in qualunque modo possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia anche il governo Renzi presenta le stesse vecchie ricette mascherate come novità. Il “Jobs Act” non è altro che il ricorso alla precarietà e alla riduzione dei diritti in cambio di posti di lavoro temporanei e a bassa remunerazione salariale, alimentando la competizione al ribasso tra lavoratori. I piani di privatizzazioni, i tagli ai servizi sociali, il mantenimento delle precedenti riforme sull’età pensionabile dimostrano chiaramente l’intenzione del governo, sostenute dalla maggioranza assoluta delle forze politiche, della Confindustria, con l’appoggio complice dei sindacati concertativi. Renzi è una nuova illusione, ma le sue ricette sono le stesse dei governi di questi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 12 aprile si svolgerà a Roma una manifestazione contro il governo Renzi e contro la disoccupazione giovanile a cui come Fronte della Gioventù Comunista parteciperemo.</strong> Un momento di lotta nell’ambito di una campagna politica generale sui temi del lavoro e della disoccupazione giovanile, che si inserisce nel quadro di mobilitazione svolto insieme alle altre organizzazioni giovanili comuniste europee, e che in questi mesi siamo impegnati a portare avanti. Saremo in piazza nonostante esista una forte distanza sulle parole d’ordine rivendicate dalle diverse organizzazioni nella stessa giornata del 12 aprile, su cui non rinunciamo a dire la nostra posizione, che con convinzione porteremo in tutte le mobilitazioni.<span id="more-946"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non condividiamo e non abbiamo mai condiviso la proposta del reddito di cittadinanza, una proposta politicamente sbagliata che parte da un’idea assistenzialista e che non si pone il problema della divisione del lavoro, della distinzione tra sfruttatori e sfruttati. Il capitalismo oggi non è in grado di assicurare un futuro alle masse popolari ed in particolare alle nuove generazioni che non sia sfruttamento, disoccupazione e precarietà. La tendenza all’automatizzazione dei processi di lavoro, sia nella sfera produttiva che in quella della circolazione, diminuisce il tempo di lavoro necessario per la produzione e la circolazione delle merci. Potremmo lavorare meno e lavorare tutti, se questo non entrasse in conflitto con l’appropriazione privata della ricchezza prodotta, che è il vero nemico contro cui combattere.  Alla parola d’ordine del reddito di cittadinanza frutto di analisi politiche errate e di una richiesta di mero assistenzialismo, che in definitiva peserebbe sulla tassazione ordinaria e dunque in larga parte sulle tasse sul lavoro, opponiamo quella del “lavorare meno, lavorare tutti”, del rivendicare il diritto di tutti a lavorare e ad appropriarsi della ricchezza prodotta dal proprio lavoro. E’ in questa direzione che è necessario lottare. E’ in questa direzione che è possibile unire in un solo fronte le rivendicazioni dei lavoratori e dei disoccupati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sosteniamo come misure di rivendicazione immediata: il salario minimo garantito, attraverso limiti legali che impongano, indipendentemente dalla categoria e dal contratto una quota minima di salario per ora di lavoro, al fine di spezzare la competizione al ribasso tra i lavoratori; l’abrogazione delle forme di lavoro precarie che non creano nuovi posti di lavoro, ma riducono i livelli salariali e le tutele dei lavoratori; l’abbassamento dell’età pensionabile misura indispensabile per garantire ricambio generazionale nel lavoro e una qualità della vita lavorativa accettabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Scendiamo in piazza per portare nelle proteste la convinzione che il capitalismo e l’Unione Europea non sono riformabili. Ancora oggi i movimenti di lotta propongono parole d’ordine arretrate che si convertono in vere e proprie illusioni sulla natura di questo sistema e sulla reale natura dell’Unione Europea. Il sistema capitalistico è il responsabile dello sfruttamento, della disoccupazione, della precarietà. Le misure economiche di questi anni non sono errori, ma mezzi per finalità precise, per garantire la concentrazione della ricchezza in poche mani private, per tornare indietro sulle concessioni sui diritti sociali, sulle tutele e le condizioni di lavoro, conquistate con le lotte operaie e popolari del secolo scorso, con la minaccia incombente del comunismo. Il capitalismo oggi mostra il suo vero volto, ed è contro di esso che è necessario lottare, senza alimentare illusioni sulla sua riformabilità. La storia ha dimostrato chiaramente che nessuna vittoria, nessuna conquista è possibile e definitiva fintanto che si mantiene la divisione tra sfruttatori e sfruttati, e che i primi saranno sempre in grado di tornare indietro sulle loro concessioni in cambio dei loro profitti. Lo stesso si può dire sulla UE. L’Unione Europea è lo strumento più potente al servizio del grande capitale, non è riformabile e la lotta dei lavoratori e della gioventù europea deve essere indirizzata con forza verso il suo abbattimento.  Nessuna “Altra Europa” è possibile se non attraverso la rottura dell’Unione Europea e la conquista della piena sovranità popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul terreno della semplice lotta economica, dalla casa, al diritto allo studio, al miglioramento delle condizioni di lavoro, le classi subalterne saranno sempre perdenti. È allora necessario mettere in discussione questo sistema economico nel suo complesso, lottare contro di esso estendere la lotta per le questioni immediate alla consapevolezze della necessità dell’abbattimento del capitalismo. La lotta politica contro il capitalismo e per la costruzione del socialismo è la lotta finale in cui condensare ogni forza ed ogni energia. Come abbiamo affermato nel comunicato congiunto delle organizzazioni giovanili comuniste europee «Il nostro futuro non è la disoccupazione, non saremo gli schiavi del 21° secolo»</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 12 aprile ore 14.00 Roma </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piazzale di Porta Pia – spezzone comunista </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Contro Unione Europea e governo Renzi: la disoccupazione non sarà il nostro futuro!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Salario minimo garantito e lavorare meno, lavorare tutti! </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>DA FGC CONTESTAZIONE ALLE PRIMARIE: « CIRCOLI PD DIVENTANO SEZIONI DC» </title>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2013 08:23:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, in occasione delle primarie del Partito Democratico, abbiamo voluto dare un segnale sulla reale natura del PD. Tra facce sbigottite di iscritti del PD e le prime persone in coda alle primarie, i nostri militanti hanno affisso sulle sezioni del PD delle targhe con il simbolo della “Democrazia Cristiana” rinominando le sedi con]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questa mattina, in occasione delle primarie del Partito Democratico, abbiamo voluto dare un segnale sulla reale natura del PD. Tra facce sbigottite di iscritti del PD e le prime persone in coda alle primarie, i nostri militanti hanno affisso sulle sezioni del PD delle targhe con il simbolo della “Democrazia Cristiana” rinominando le sedi con i nomi di esponenti democristiani, imprenditori e personalità politiche straniere. Le sedi del PD, ribattezzato per l’occasione “Partito Democristiano” sono state intitolate a “Andreotti”, “De Mita”, “Fanfani”, “Cirino Pomicino”, “Cossiga”, “Gianni Agnelli”, “Sergio Marchionne”, “Ronald Regan”, “Angela Merkel”, che riteniamo intitolazioni molto più corrispondenti al vero rispetto a quelle attuali. Ancora oggi centinaia di sezioni democratiche in tutta Italia sono intitolate a partigiani, dirigenti e militanti comunisti. Quelle sezioni, che una volta erano del PCI, sono finite ad un partito che non ha nulla a che vedere con la storia della sinistra. Furono ottenute con le lotte nei quartieri, e spesso vennero acquistate grazie al sacrificio di migliaia di militanti comunisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi il Partito Democratico è il principale partito di governo, l’asse su cui poggia l’attuale sistema politico, garante delle decisioni imposte da BCE e UE, portatore degli interessi delle banche e dei grandi gruppi industriali.  Il PD è l’autore delle peggiori riforme sul lavoro, è colpevole della dismissione della scuola e dell’università pubblica, della sanità, è responsabile delle privatizzazioni dei servizi pubblici. È il principale sostenitore della Tav e delle missioni militari all’estero, del voto al mantenimento delle spese militari, compreso il recente acquisto degli F-35, mentre è il più fedele ai diktat europei sul debito pubblico, massacrando con politiche di tagli, milioni di persone.<span id="more-840"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Partito Democratico, nonostante tutto questo, si presenta ancora come partito di sinistra, specie quando c’è da ingannare migliaia di persone per portarle a votare alle primarie. La nostra contestazione vuole far riflettere tutti coloro che credono ancora che il PD sia un partito di sinistra, erede diretto della tradizione comunista nel nostro Paese. Anche oggi centinaia di migliaia di persone, di cui la stragrande maggioranza in buona fede, andranno a votare convinte di votare per un cambiamento di sinistra, consegnando una delega in bianco a nuovi e vecchi gruppi dirigenti di un partito la cui funzione è apertamente contraria a quella che durante le primarie e in campagna elettorale affermano di avere.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo riteniamo che il simbolo della Democrazia Cristiana, l’intitolazione delle sezioni a vecchi democristiani e agli imprenditori, si addica alla reale natura del PD in modo migliore dell’utilizzo strumentale di una simbologia di sinistra e dei nomi di giovani partigiani e militanti comunisti, che servono solo a mascherare la reale essenza di quel Partito, che è e resterà il partito legato ai grandi interessi economici del nostro paese.</p>

<a href='https://www.gioventucomunista.it/da-fgc-contestazione-alle-primarie-circoli-pd-diventano-sezioni-dc/kossiga-montesacro-2/' title='kossiga montesacro 2'><img width="150" height="150" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/12/kossiga-montesacro-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="kossiga montesacro 2" title="kossiga montesacro 2" /></a>
<a href='https://www.gioventucomunista.it/da-fgc-contestazione-alle-primarie-circoli-pd-diventano-sezioni-dc/ok-sez-marchionne/' title='ok sez marchionne'><img width="150" height="150" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/12/ok-sez-marchionne-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ok sez marchionne" title="ok sez marchionne" /></a>
<a href='https://www.gioventucomunista.it/da-fgc-contestazione-alle-primarie-circoli-pd-diventano-sezioni-dc/ok-sez-tambroni/' title='ok sez tambroni'><img width="150" height="150" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/12/ok-sez-tambroni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ok sez tambroni" title="ok sez tambroni" /></a>
<a href='https://www.gioventucomunista.it/da-fgc-contestazione-alle-primarie-circoli-pd-diventano-sezioni-dc/ok-sezione-andreotti-garbatella/' title='ok sezione andreotti garbatella'><img width="150" height="150" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/12/ok-sezione-andreotti-garbatella-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ok sezione andreotti garbatella" title="ok sezione andreotti garbatella" /></a>
<a href='https://www.gioventucomunista.it/da-fgc-contestazione-alle-primarie-circoli-pd-diventano-sezioni-dc/ok-sezione-pomicino-garbatella/' title='ok sezione pomicino garbatella'><img width="150" height="150" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/12/ok-sezione-pomicino-garbatella-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ok sezione pomicino garbatella" title="ok sezione pomicino garbatella" /></a>
<a href='https://www.gioventucomunista.it/da-fgc-contestazione-alle-primarie-circoli-pd-diventano-sezioni-dc/sezione-andreotti-montesacro-2/' title='sezione andreotti montesacro 2'><img width="150" height="150" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2013/12/sezione-andreotti-montesacro-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="sezione andreotti montesacro 2" title="sezione andreotti montesacro 2" /></a>

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		<title>NASCE IL FGC IN CALABRIA</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2013 08:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da anni, ormai, siamo sempre più immersi nella crisi mondiale del capitalismo da cui, non ostante i proclami di numerosi esponenti delle classi dominanti, non si riesce in alcun modo a vederne un uscita. Questa crisi, provocata dalle irrisolvibili contraddizioni del sistema stesso, si riversa tutta sulle spalle della classe lavoratrice e dei settori popolari]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da anni, ormai, siamo sempre più immersi nella crisi mondiale del capitalismo da cui, non ostante i proclami di numerosi esponenti delle classi dominanti, non si riesce in alcun modo a vederne un uscita. Questa crisi, provocata dalle irrisolvibili contraddizioni del sistema stesso, si riversa tutta sulle spalle della classe lavoratrice e dei settori popolari attraverso un continuo attacco, da parte del capitale monopolistico, ai diritti e alle condizioni di vita e di lavoro conquistati in anni di dura lotta. Pertanto, alla gioventù delle classi popolari e del ceto medio proletarizzato, è stato negato qualunque forma di futuro che non sia quello della disoccupazione, della precarietà e dello sfruttamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente in Calabria la situazione non è migliore di quella sopracitata: la disoccupazione giovanile è di molto al di sopra del 50%, 1 giovane su 5 lavora in nero, la dispersione scolastica è al 20% ecc. Senza dimenticare che il fenomeno mafioso,sempre più correlato alla borghesia legale, nella nostra regione, raggiunge dimensioni tali da diventare una vera e propria dittatura economica, politica e militare capace di impoverire sempre più il nostro popolo e devastarne il territorio. <span id="more-831"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’evidenza della realtà sociale nella quale viviamo ci ha portato alla scelta di cominciare la lotta politica e di non limitarci più soltanto alle lotte sindacali e di categoria. La maggior parte di noi,infatti, proviene dall’Unione Degli Studenti e da Link coordinamento universitario (ateneo controverso) nella quale continueremo a militare con impegno e dedizione, dando, da comunisti, il nostro doveroso contributo nella lotta contro questo modello classista di scuola e di università accessibili solo a chi può permetterselo. Tutta via sentiamo la necessità di unirci al progetto politico del FGC con l’obbiettivo di costruire un vero Partito Comunista in questo paese, capace di guidare il proletariato e le classi popolari fino al superamento di questo sistema fondato sul profitto e sullo sfruttamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Sentiamo il dovere storico di ricostruire una presenza organizzata dei comunisti a partire dalla gioventù proletaria, dagli studenti dei tecnici, dei professionali, degli alberghieri, dai giovani lavoratori ,precari, disoccupati, dai ragazzi dei quartieri popolari. Sentiamo che questa responsabilità è nostra e che dobbiamo essere noi a ricostruire e non chi, con decenni di palese opportunismo, ha svenduto i diritti dei lavoratori e ha distrutto la sinistra di classe. Noi giovani compagne e compagni che da anni ci sporchiamo le mani quotidianamente nelle lotte per il diritto allo studio, al lavoro e ai diritti sociali siamo chiamati a costruire il Fronte anche qui in Calabria partendo con l’apertura di federazioni a Reggio Calabria e a Cosenza; lo faremo su solide basi marxiste leniniste coscienti dell’urgente necessità di organizzarsi e di portare avanti una dura lotta contro le classi dominanti italiane ed estere, responsabili del massacro sociale che stiamo vivendo, contro l’Unione Europea, espressione internazionale del potere di queste classi, e contro l’intera sistema capitalistico. Lotteremo per conquistare il nostro avvenire, lotteremo per la rivoluzione socialista! Il comunismo è la gioventù del mondo</p>
<p style="text-align: justify;">nascente Fronte della Gioventù Comunista Calabria</p>
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		<title>SCUOLA. SPENA (FGC): «NO ALLE BRICIOLE DEL GOVERNO, DOMANI STUDENTI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA»</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 17:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Dal governo si aspettavano gli applausi per i fondi previsti dal decreto dello scorso 7 novembre, ma è come se dopo anni in cui ci hanno tolto il pane, dovessimo ringraziare perché ci concedono le briciole» Questo il commento di Paolo Spena, responsabile del Dipartimento Scuola e Università del Fronte della Gioventù Comunista, che preannuncia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Dal governo si aspettavano gli applausi per i fondi previsti dal decreto dello scorso 7 novembre, ma è come se dopo anni in cui ci hanno tolto il pane, dovessimo ringraziare perché ci concedono le briciole» Questo il commento di Paolo Spena, responsabile del Dipartimento Scuola e Università del Fronte della Gioventù Comunista, che preannuncia la mobilitazione studentesca nazionale del 15 novembre.<br />
«Con buona pace del Ministro Carrozza, la matematica è ancora oggi una scienza esatta e i conti non tornano. I tagli programmati per la sola scuola superiore dal 2008 al 2014 ammontano a circa 22 miliardi di euro. Nel 2009 i fondi all&#8217;università erano di 246 milioni. Nel 2011 e 2012 erano di 26 milioni (200 milioni di tagli ogni anno). Nel 2013 il finanziamento annuale scende a 13 milioni. Confrontati con queste cifre, è facile capire come i 450 milioni totali restituiti con questo decreto sotto forma di vari vincoli di destinazione siano assolutamente insignificanti in confronto a ciò che ci è stato tolto in tutti questi anni. Nel 2008 il governo programmò tagli all’istruzione per 8 miliardi e 13 milioni di euro nel biennio 2009-2011. Nel 2011 i tagli stabiliti furono di ulteriori 4,561 miliardi di euro per ciascuno dei tre anni successivi (totale triennio 2012-1024 13,683 milioni). L’ammontare complessivo dei tagli all’istruzione dal 2008 ad oggi è di 21 miliardi e 696 milioni di euro, ovvero circa 50 volte l’ammontare dei fondi restituiti con il decreto del 7 novembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-820"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il FGC «i contestatissimi bonus maturità vengono eliminati, anche se già si parla di forme di tutela per chi ne ha beneficiato. Questo è tutto ciò che ci aspettavamo da questo governo: pezze calde mentre si continua a non voler trattare seriamente problemi come lo stato disastroso dell’edilizia scolastica, preferendo investire sul wi-fi o sugli e-book, che spesso sono un modo per dequalificare il livello degli insegnamenti mentre si sostiene di innalzarlo. Altrettanto inaccettabile è l’indirizzo che il Governo ha scelto di mantenere nei confronti delle scuole private. Finora 800 milioni sono stati regalati all’istruzione paritaria, e il nuovo decreto non ha cambiato nulla. Le scuole pubbliche sono ancora costrette a far quadrare i bilanci pretendendo soldi dalle famiglie, mentre il Ministro Carrozza continua a sostenere che le scuole paritarie svolgono un ruolo importante, e non ne potremmo fare a meno»</p>
<p>«È chiaro che l’intenzione del Governo Letta è quella di tirarci le briciole.» conclude Spena «La nostra intenzione è però ben diversa. Il 15 novembre scenderemo di nuovo in piazza con la parola d’ordine della lotta alla scuola di classe. Ora più che mai è chiaro che l’unica soluzione è rovesciare un sistema che costringe l’istruzione a sottostare alle  logiche del mercato, e che preferisce salvare gli interessi di pochi piuttosto che assicurare un futuro alla nostra generazione. A noi le briciole non bastano.»</p>
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		<title>ELEZIONI STUDENTI: VITTORIA COMUNISTA A MILANO. BARLOCCHI (FGC) ELETTO PRESIDENTE.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2013 13:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I comunisti vincono nelle elezioni studentesche milanesi. Brian Barlocchi, membro della segreteria nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, e rappresentante dell’Istituto Professionale Lombardini, è eletto presidente nella seconda città d’Italia con il 55% dei voti. Il secondo candidato legato a Comunione e Liberazione si ferma al 24%, mentre la destra non supera il 10%. La]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I comunisti vincono nelle elezioni studentesche milanesi. Brian Barlocchi, membro della segreteria nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, e rappresentante dell’Istituto Professionale Lombardini, è eletto presidente nella seconda città d’Italia con il 55% dei voti. Il secondo candidato legato a Comunione e Liberazione si ferma al 24%, mentre la destra non supera il 10%. La vittoria a Milano rappresenta un risultato eccezionale per il Fronte della Gioventù Comunista, organizzazione nata appena un anno e mezzo fa, e sempre più radicata tra gli studenti medi e tra i giovani in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">«L’incubo di Berlusconi sembra materializzarsi davvero, &#8211; ironizza il segretario nazionale del FGC Alessandro Mustillo &#8211; un comunista eletto presidente nella città simbolo del dominio berlusconiano, nel cuore finanziario ed industriale italiano. Un risultato davvero eccezionale ed un segnale di controtendenza molto forte che fa ben sperare per il futuro» Mustillo ha rivolto i complimenti e gli auguri al neo presidente Barlocchi «che avrà il compito di continuare anche da presidente della Consulta, la lotta per la difesa della scuola pubblica, per combattere contro quella scuola di classe, che espelle dal processo formativo migliaia di studenti, a causa dei tagli dei finanziamenti e dei costi sempre maggiori richiesti alle famiglie.»</p>
<p style="text-align: justify;">Il neo presidente ha subito rimarcato i punti centrali del programma. «Innanzitutto la lotta contro i finanziamenti alle scuole private ed i buoni scuola. La consulta deve essere in prima linea per difendere i diritti degli studenti, contro il caro libri, per rivendicare sicurezza nelle scuole ed un’edilizia scolastica adatta, contro i tagli continui che da anni vengono condotti sull’istruzione.»</p>
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