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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; giovani</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>Solidarietà al FGC dalle gioventù comuniste d&#8217;Europa (MECYO). La lotta per la Palestina non è antisemitismo.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 20:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una grande solidarietà al FGC arriva dalle gioventù comuniste di tutta Europa, che denunciano la campagna diffamatoria lanciata dai media e dal governo italiano controla nostra organizzazione dopo la contestazione a Emanuele Fiano. Di seguito il testo della dichiarazione sottoscritta da 16 organizzazioni durante il 19° Incontro Europeo delle Gioventù Comuniste (MECYO), che si è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" dir="auto"><em>Una grande solidarietà al FGC arriva dalle gioventù comuniste di tutta Europa, che denunciano la campagna diffamatoria lanciata dai media e dal governo italiano controla nostra organizzazione dopo la contestazione a Emanuele Fiano. Di seguito il testo della dichiarazione sottoscritta da 16 organizzazioni durante il 19° Incontro Europeo delle Gioventù Comuniste (MECYO), che si è riunito a Londra pochi giorni fa.</em></div>
<div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">&#8212;</div>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Solidarietà al FGC. La lotta al fianco della Palestina non è antisemitismo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 19° MECYO esprime la sua solidarietà con il FGC (Italia), che proprio in questi giorni è preso di mira da una violenta campagna politica lanciata dal governo italiano, dai partiti borghesi e dai media, per aver contestato un ex parlamentare italiano, membro di un’associazione chiamata “Sinistra per Israele”, nell’Università di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa campagna diffamatoria, che tenta di dipingere artificialmente il FGC come una organizzazione antisemita, utilizza gli stessi pretesti già visti in altri paesi europei, dove l’equiparazione della critica a Israele con l’antisemitismo è stata utilizzata per introdurre leggi che perseguitano la solidarietà con il popolo palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Organizzazioni Giovanili Comunista d’Europa riaffermano i valori dell’internazionalismo proletario e la loro opposizione a ogni forma di razzismo e xenofobia, alle visioni reazionarie del fascismo e dell’antisemitismo. Siamo al fianco della gioventù di tutta Europa che si è mobilitata contro la complicità dei propri governi nel genocidio del popolo palestinese, per il diritto dei palestinesi di vivere liberi dall’oppressione e dall’occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Organizzazioni firmatarie:</em></p>
<ul>
<li>Gioventù Comunista d’Austria (KJÖ)</li>
<li>Lega della Gioventù Comunista (YCL), Regno Unito</li>
<li>Gioventù Socialista del Partito Socialista dei Lavoratori di Croazia (MS)</li>
<li>Organizzazione della Gioventù Democratica Unita (EDON), Cipro</li>
<li>Unione della Gioventù Comunista (KSM), Repubblica Ceca</li>
<li>Movimento dei Giovani Comunisti di Francia (MCJF)</li>
<li>Gioventù Socialista Operaia Tedesca (SDAJ)</li>
<li>Gioventù Comunista di Grecia (KNE)</li>
<li>Movimento della Gioventù “Connolly” (CYM), Irlanda</li>
<li>Gioventù del Partito dei Lavoratori (WPY), Irlanda</li>
<li>Movimento della Gioventù Comunista (CJB), Paesi Bassi</li>
<li>Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria (bolscevica), RKSM(b), Russia</li>
<li>Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC), Spagna</li>
<li>Giovani Comunisti di Catalogna (JCC), Spagna</li>
<li>Gioventù Comunista di Svezia (SKU), Svezia</li>
<li>Gioventù Comunista di Turchia (TKG)</li>
</ul>
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		<title>Una posizione comunista sulle elezioni europee dell’8-9 giugno. Dichiarazione congiunta dei Comitati Centrali del Fronte Comunista e del Fronte della Gioventù Comunista.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 20:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[I. Sulla situazione in Europa e il carattere della UE II. L’Italia e le opzioni elettorali esistenti III. Mettiamo in campo una proposta per superare l’irrilevanza &#8212; I. Sulla situazione in Europa e il carattere della UE 1. Le elezioni del Parlamento Europeo, che in Italia si terranno l’8 e il 9 giugno 2024, avvengono in un contesto di grave approfondimento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I. Sulla situazione in Europa e il carattere della UE</p>
<p style="text-align: justify;">II. L’Italia e le opzioni elettorali esistenti</p>
<div style="text-align: justify;">III. Mettiamo in campo una proposta per superare l’irrilevanza</div>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">I. Sulla situazione in Europa e il carattere della UE</p>
<p style="text-align: justify;">1. Le elezioni del Parlamento Europeo, che in Italia si terranno l’8 e il 9 giugno 2024, avvengono in un contesto di grave approfondimento della crisi capitalistica e della competizione militare, politica ed economica tra le potenze capitalistiche, per la supremazia nel sistema imperialista internazionale. La tendenza mondiale alla polarizzazione in due campi contrapposti – allo stato attuale, un campo euro-atlantico e un campo euro-asiatico – trova una delle sue linee di faglia potenziali proprio in Europa e all’interno della stessa UE, dove emergono contraddizioni sempre maggiori tra le diverse fazioni della borghesia. La recessione economica della Germania, fortemente correlata al contesto della guerra imperialista in Ucraina, mostra che la spirale di un nuovo, ulteriore ciclo di crisi economica nel continente europeo è una possibilità concreta. In questo contesto, con le nubi di guerra e della crisi che si addensano e un attacco ai diritti dei popoli che continua a essere portato avanti, la massima chiarezza deve esserci sul carattere e la natura della UE da parte dei comunisti.</p>
<p style="text-align: justify;">2. L’Unione Europea è un’alleanza imperialista del grande capitale, controllata dai monopoli, dai grandi conglomerati economici, dalla grande finanza, che esprime a livello europeo la dittatura del capitale contro i popoli e i lavoratori. Trent’anni di storia della UE hanno dimostrato che questa non ha nulla a che vedere con la fratellanza tra i popoli, con l’internazionalismo, con le promesse di progresso, di pace e di benessere che hanno accompagnato la sua nascita. Il mercato unico europeo non è, e non avrebbe mai potuto essere, il terreno su cui si produce un avanzamento dei diritti e delle condizioni di vita dei lavoratori. Al contrario, ha dimostrato che la competizione per il profitto avviene sempre sulla pelle degli sfruttati. È un dato di fatto che dopo tre decenni il livello del potere d’acquisto legato ai salari reali, i tassi di occupazione e di occupazione stabile, la distribuzione della ricchezza, persino il livello delle libertà “democratiche”, sono fortemente peggiorati in tutti i paesi UE. Mentre la classe operaia di tutti i paesi subisce le politiche anti-popolari dell’UE e dei governi nazionali, spesso imposte a colpi di direttive e regolamenti europei; mentre più di 27mila rifugiati e immigrati sono morti in 10 anni per le politiche criminali dell’UE, mentre aumentano la repressione poliziesca e l’involuzione reazionaria, i capitalisti beneficiano di un’UE costruita su loro misura, al punto che il lobbying è apertamente istituzionalizzato e riconosciuto come una parte fondamentale per la “democrazia europea”. Nel frattempo, l’anticomunismo viene adottato come ideologia ufficiale della UE, attraverso l’equiparazione anti-storica tra comunismo e nazismo, e in numerosi paesi UE (Lettonia, Lituania, Polonia, solo per citarne alcuni) i partiti comunisti vengono messi al bando. Da comunisti, ribadiamo il carattere di classe, reazionario e antipopolare dell’Unione Europea, nonché l’irriformabilità di questa alleanza. Denunciamo l’illusione di “democratizzare” l’UE attraverso una riforma del ruolo dei suoi organismi, come il Parlamento Europeo, che viene oggi promossa dalle forze politiche di tutto lo schieramento borghese, da quello liberale a quello delle socialdemocrazie, vecchie e nuove. Riaffermiamo la posizione che abbiamo espresso nei nostri rispettivi congressi e tesi politiche: “se un’Europa dei popoli potrà nascere, sarà solo dalle ceneri dell’UE dei padroni e del capitale”.</p>
<p style="text-align: justify;">3. L’illusione dell’UE come portatrice di pace è definitivamente crollata dinanzi all’evidenza dello scontro imperialista in corso a livello internazionale, in cui la UE gioca un ruolo di primo piano. L’Unione Europea è in prima linea nel sostenere lo Stato di Israele, il suo piano genocida e l’occupazione illegittima dei territori palestinesi. Nel febbraio 2024, sotto il pretesto della difesa della “libertà di navigazione”, ha avviato l’operazione militare “Aspides” nel Mar Rosso, intervenendo di fatto nella guerra criminale che l’Arabia Saudita sta conducendo contro lo Yemen e incrementando il rischio di una più ampia escalation in Medio Oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’UE è corresponsabile dell’escalation di guerra in Ucraina, dove si combatte oggi una sanguinosa guerra imperialista tra il blocco USA-UE-NATO e la Russia capitalista con i suoi alleati. Questo, non solo perché la maggior parte dei paesi UE è membro della NATO, ma anche perché ha cooperato per anni attivamente – e, in certa misura, anche autonomamente – con il regime ucraino. L’UE ha fornito al regime di Zelensky oltre 143 miliardi di euro dall’inizio della guerra, più altri 50 già stanziati per il prossimo, prelevati dalle tasche dei lavoratori e dei cittadini; tonnellate su tonnellate di armi, senza farsi nessuno scrupolo nel sostenere gruppi mercenari e bande neo-naziste come il battaglione Azov, che si sono macchiate di crimini orrendi contro la popolazione civile. Per la prima volta dopo 70 anni, l’Europa si trova davvero dinanzi a una guerra che può trasformarsi in un conflitto generalizzato, con la minaccia dell’utilizzo di armi nucleari che viene agitata dalle forze belligeranti.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto l’UE non è affatto un fattore di pace. È opportuno ricordare che la Commissione Europea ha, più volte, fatto appello esplicitamente alla necessità di adattarsi a una “economia di guerra” e che si sta intraprendendo la strada della costruzione di un “esercito europeo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ragioni di questo conflitto, da entrambe le parti, stanno nella competizione inter-capitalistica per il controllo di mercati e quote di mercato, territori, risorse energetiche e minerarie, rotte commerciali e di approvvigionamento, etc. Stanno, in altre parole, nel capitalismo stesso; negli interessi del grande capitale che sono alla base dell’esistenza stessa dell’UE. La lotta per la pace e la fratellanza tra i popoli, contro l’imperialismo e i piani di guerra, è oggi più che mai anche una lotta contro l’UE.</p>
<p style="text-align: justify;">4.Le principali politiche promosse oggi dall’UE confermano il suo carattere antipopolare. Il “Green New Deal” dimostra che perfino l’emergenza climatica e ambientale viene utilizzata strumentalmente per promuovere una ristrutturazione capitalistica e nuove opportunità di profitto per i grandi monopoli; il piano europeo “Next Generation EU” prevede un fondo da 1,8 trilioni di euro destinati alle strategie di profitto dei monopoli, con l’ennesimo trasferimento di ricchezza dal basso verso l’alto; il nuovo Patto di Stabilità e Crescita, cui il Parlamento Europeo ha dato il via libera lo scorso Aprile, rappresenta il viatico per ingenti tagli alla spesa pubblica, che saranno scaricati sulle condizioni di vita e lavoro degli strati popolari; la nuova Politica Agricola Comuneschiaccia ulteriormente i piccoli produttori del settore agricolo in favore dei grandi monopoli; il nuovo “Patto UE sulla migrazione e l’asilo”, in totale spregio della Convenzione di Ginevra sui rifugiati, istituzionalizza ulteriormente il baratto tra gli Stati membri per la ripartizione degli immigrati come forza-lavoro a basso costo, mentre legittima la costruzione di veri e propri campi di concentramento in paesi extra-UE, come quelli in via di costruzione a seguito dell’accordo tra Italia e Albania, in cui deportare gli immigrati destinati all’espulsione.</p>
<p style="text-align: justify;">5. L’attuale tornata elettorale avviene nel contesto di una crescita generalizzata delle forze nazionaliste e reazionarie, e più in generale del nazionalismo sotto varie forme. L’avanzata di partiti di ultradestra in numerosi paesi europei apre oggi la possibilità di superare in senso reazionario la maggioranza che oggi è espressa nel Parlamento Europeo dall’alleanza tra PPE (centro-destra), S&amp;D (centro-sinistra) e ALDE (liberali). In particolare, è significativo che, in ultima istanza, la collocazione internazionale nello scenario della guerra imperialista sia la vera linea di faglia anche nelle divisioni tra le stesse forze nazionaliste. La presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha aperto all’ingresso dei nazionalisti in una nuova maggioranza fissando tre criteri: essere a favore dell’UE, essere contro la Russia di Putin e – con notevole ipocrisia &#8211; “rispettare lo Stato di diritto”. L’apertura, nei fatti, è verso il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, caratterizzato da maggiori garanzie nel rispetto della “fedeltà atlantica”, che vede oggi tra le principali forze che lo compongono proprio Fratelli d’Italia, assieme a Vox (Spagna) e all’ultradestra polacca di “Diritto e Giustizia”. Sull’altro versante si collocano le forze del gruppo “Identità e Democrazia”, dallo spiccato orientamento filo-russo che vede, tra gli altri, la Lega di Matteo Salvini assieme al Rassemblement National di Marine Le Pen in Francia e, fino a soli pochi giorni fa, alla Alternative für Deutschland in Germania, allontanata dinanzi all’ennesima insostenibile dichiarazione di un suo esponente, arrivato a riabilitare persino le SS. Oltre le forze politiche espressamente nazionaliste e reazionarie, è opportuno evidenziare che tutte le principali potenze europee, indipendentemente da chi siano governate, esprimono oggi una posizione de facto nazionalista, come dimostra l’atteggiamento sempre più aggressivo del governo francese di Macron, o anche l’intraprendenza dell’Italia nella promozione dei propri interessi imperialisti in Africa, nei Balcani, nel Mediterraneo. Questa tendenza rende ormai obsoleta anche la vecchia categoria di “sovranismo”, nel senso in cui poteva essere usata giornalisticamente per definire quelle forze politiche “euroscettiche” che, dagli anni della crisi dei debiti pubblici europei, si opponevano all’UE e ai suoi vincoli economici. Il dato da tenere a mente è che il nazionalismo, nelle sue forme più reazionarie, prima o poi viene sempre assunto a ideologia degli Stati capitalisti nel contesto della guerra imperialista.</p>
<p style="text-align: justify;">6. In questo scenario complesso, va sottolineata l’enorme importanza dei movimenti di protesta, espressione del malcontento dei settori operai e popolari, che hanno attraversato tutto il continente europeo negli ultimi anni. Grandi scioperi e lotte operaie hanno fermato la produzione e riempito le strade in paesi come Grecia, Francia, Regno Unito; in numerosi paesi, tra cui l’Italia, gli studenti sono scesi in piazza per difendere il diritto allo studio contro l’aziendalizzazione e la riorganizzazione ultra-capitalistica dell’istruzione pubblica e dell’università; gli agricoltori hanno bloccato le strade in tutta Europa contro la Politica Agricola Comune che li schiaccia. Da mesi, in tutti i paesi, milioni di persone si mobilitano in solidarietà al martoriato popolo palestinese, condannando la complicità dell’UE e dei governi europei nel genocidio perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza e nell’occupazione della Palestina, sostenendo la legittima aspirazione del popolo palestinese ad avere un proprio Stato indipendente e sovrano. Con tutti i limiti e nella differenza delle forze espresse, questi sviluppi dimostrano che esistono le condizioni per una rinascita del movimento rivoluzionario in Europa e che, affinché queste forze non finiscano semplicemente per refluire, oggi più che mai c’è bisogno in Europa dei comunisti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">II. L’Italia e le opzioni elettorali in campo.</p>
<p style="text-align: justify;">7. In Italia, come in altri paesi, il periodo delle elezioni europee non va oltre la mera trasposizione della politica nazionale nel processo elettorale. Tutti i principali partiti si candidano alle elezioni europee agitando proposte che, di fatto, attengono alla politica nazionale e non a quella europea. Le diverse opzioni nel campo del sistema politico borghese non sentono la minima necessità di costruire il proprio consenso portando avanti una campagna elettorale su questioni inerenti alla politica dell’UE. Questo fenomeno, osservabile a ogni tornata elettorale europea, è l’ennesima riprova di quanto l’UE sia un centro di potere distante dai popoli e dai lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">8. Nel centro-destra al governo, Fratelli d’Italia porta avanti un processo di accreditamento come forza politica di riferimento e di maggioranza sulla base della propria fedeltà euro-atlantica, mentre punta a rafforzare la propria posizione di principale partito nazionalista in Italia. Ciò avviene a scapito della Lega di Matteo Salvini, la cui stessa leadership nel partito è a rischio. Nella situazione che si prefigura, non è escludibile – ed è anzi altamente probabile – che si proceda a un “rimpasto” di governo con una ridefinizione dei rapporti di forza in favore di FdI.</p>
<p style="text-align: justify;">9. Nel centro-sinistra, il PD prosegue nel tentativo di riaffermazione del partito sotto la segreteria di Elly Schlein, in assenza di una vera alternatività al centro-destra su tutte le questioni fondamentali, a partire dalla guerra. Il Movimento Cinque Stelle, che negli ultimi anni ha puntato a ridefinirsi sulla base di proposte genuinamente socialdemocratiche, nel tentativo di occupare anche lo spazio a “sinistra” lasciato libero dal PD, sviluppa la sua campagna elettorale sui temi dell’ambiente e della pace, con l’appello alla diplomazia come alternativa al maggiore investimento nella guerra, omettendo il dettaglio di aver votato a favore di innumerevoli invii di armi all’Ucraina negli ultimi due anni, con la sola eccezione dell’ultimo pacchetto. L’Alleanza Verdi-Sinistra, a tutti gli effetti un’appendice politica del centro-sinistra, punta anch’essa sui temi dell’ambientalismo e del pacifismo nel tentativo disperato di superare la soglia di sbarramento, con la contraddizione enorme e non trascurabile tra la retorica pacifista e la propria compromissione con il PD, partito tra i principali garanti della fedeltà atlantica dell’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">10. Il centro liberale non riesce a presentarsi con una proposta elettorale unitaria capace di cavalcare fino in fondo l’ondata di affermazione dei partiti liberali registrata alle scorse elezioni europee. La divisione tra la lista “Siamo Europei” promossa da Azione e la lista “Stati Uniti d’Europa”, costruita attorno all’alleanza tra +Europa e Italia Viva, testimonia che è in corso una competizione per occupare questo spazio politico. Cionondimeno, va ribadito che il ritorno di forze spiccatamente liberali nello scenario politico italiano – che è anche conseguenza storica del superamento della funzione di massa dei partiti cristiano-popolari a seguito della crisi delle forze del movimento operaio – è un fenomeno da non sottovalutare, ancor più in relazione all’influenza che questi partiti e i loro network esercitano oggi tra le nuove generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">11. Quella che si avvicina è la prima tornata elettorale in cui manca un’opzione comunista – anche solo nominalmente, senza entrare nel merito – e persino una forza identificabile come “sinistra radicale”. Questo esito è stato certamente agevolato dalla modifica della legge elettorale che ha eliminato la possibilità dell’esonero dalla raccolta firme tramite il collegamento con gruppi e partiti europei, avvenuta a pochi mesi dal voto con metodi discutibili anche sul piano del rispetto delle regole “democratiche”, ma il risultato finale non cambia.</p>
<p style="text-align: justify;">La lista “Pace, Terra, Dignità” promossa da Michele Santoro, riproponendo il modello della costruzione delle liste unicamente attorno e in funzione di un personaggio che si ritiene mediaticamente efficace e cavalcando la facile “brandizzazione” della pace come tema elettorale, con la convergenza del Partito della Rifondazione Comunista , riesce nell’ardua impresa di superare a destra tutte le coalizioni elettorali costruite negli ultimi 15 anni nel tentativo di costruire la fantomatica “Syriza italiana”. Il leader della coalizione dichiara apertamente di essere contrario all’uscita dell’Italia dalla NATO, mentre esprime posizioni a dir poco tiepide nella condanna a Israele rispetto al massacro epocale in corso in Palestina. Se si fa il confronto con tutte le coalizioni elettorali degli ultimi anni, e con la stessa Potere al Popolo per come si presentava nel 2018, risulta assente il minimo richiamo ai lavoratori e all’identità popolare/operaia della lista, che mai come stavolta viene sfumata in un generico “civismo” pacifista.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto, Potere al Popolo fa i conti con la chiusura dell’esperienza di Unione Popolare e con l’assenza obbligata dalla tornata elettorale. A nostro avviso, i conti si dovrebbero fare con l’idea stessa di promuovere un partito che non sia un partito di classe e di avanguardia, con il progetto di inseguire un “populismo di sinistra” che difficilmente può trovare la sua ragione di esistenza in condizioni di limitatezza degli sbocchi elettorali immediati. È una critica che andrà necessariamente sviluppata e posta in altre sedi, che poniamo con rispetto nei confronti di una delle poche forze che in questi anni, a sinistra, è stata capace di organizzare forze nuove e non solo raschiare il fondo del barile del PCI “storico”.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, rispetto alle elezioni europee del 2018, l’assenza del PC certifica un dato già noto a tutti gli addetti ai lavori, cioè la scomparsa di questo partito, dilaniato dalle numerose scissioni dovute ai dissensi verso la linea scellerata imposta dal gruppo dirigente fedele a Marco Rizzo, ormai dedito alla costruzione di un nuovo partito politico di matrice sovranista-nazionalista, collocato apertamente accanto all’estrema destra e ormai del tutto estraneo al movimento comunista e alla sinistra di classe. L’incapacità di costruire un’alternativa politica credibile da parte delle altre sigle, a partire dal PCI di Mauro Alboresi fondato nell’ormai lontano 2016, completa il quadro della situazione. Quella che ci viene restituita è la fotografia impietosa della crisi attuale del movimento comunista in Italia, di cui l’irrilevanza elettorale è solo il sintomo.</p>
<p style="text-align: justify;">12. In questo contesto, non riteniamo che esistano le condizioni per dare un’indicazione di voto diversa da quella dell’annullamento della scheda. Se da sempre contestiamo in Italia la logica del voto utile, convinti che “il meno peggio porta sempre al peggio”, questa è ancor più improponibile nel contesto europeo, peraltro, tenendo conto che l’attuale Commissione Europea governa col favore (istituzionalmente non necessario) di una maggioranza in cui centro-destra, centro-sinistra e liberali sono uniti e votano assieme gran parte delle volte. Non condividiamo la decisione di chi, a sinistra, ha scelto di dare indicazione di voto per Ilaria Salis, cioè (nei fatti) per l’Alleanza Verdi-Sinistra, o la scelta di chi chiede di “turarsi il naso” e votare la lista Santoro. Queste scelte, nel migliore dei casi, possono produrre solo illusioni sul carattere di queste forze politiche senza far avanzare di un millimetro i rapporti di forza reali, laddove invece servirebbe un lavoro paziente e costante di educazione e di costruzione della coscienza nella nostra classe.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché muoviamo i passi da una posizione ben lontana dall’astensionismo estremista, e riconosciamo la lezione leninista sui compiti dei comunisti anche nel terreno elettorale, riconosciamo tutti i limiti della nostra indicazione di voto, che del resto sono i limiti di tutte le forze politiche che si trovano escluse dai processi elettorali. Proprio per questo, abbiamo scelto di non portare avanti una campagna diffusa per l’astensione dal voto, non ritenendola utile a costruire un reale avanzamento nella coscienza della classe operaia. Sappiamo bene, invece, che tanto lavoro resterà da fare all’indomani delle elezioni, e che su quel terreno si gioca in questa fase la partita dei comunisti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Mettiamo in campo una proposta per superare l’irrilevanza.</p>
<p style="text-align: justify;">13. Tutte le avventure elettorali proposte a sinistra negli ultimi 16 anni si sono concluse con disastri che hanno prodotto arretramenti, delusione, disaffezione di migliaia di compagni che si sono ormai ritirati a vita privata. La significativa eccezione della lista “L’Altra Europa con Tsipras” presentata alle elezioni europee del 2014, che pure ha eletto eurodeputati rimasti in carica fino al 2019, ha dato un’altra importante lezione: neanche quando si raggiunge il risultato sperato (eleggere), questo si tramuta in passi avanti – di qualsiasi forma! – sul terreno della costruzione di un’organizzazione politica all’altezza dei compiti che la fase storica ci impone. Allo stato attuale, a meno di una settimana dal voto, non ci sembra che si prefiguri uno scenario significativamente diverso dai precedenti già visti.</p>
<p style="text-align: justify;">È lecito chiedersi quanto abbia senso continuare così, e rivolgere questa domanda a tutti i compagni che hanno intenzione di porsi seriamente la questione dell’organizzazione politica. Una questione che a nostro avviso è, allo stesso tempo, la questione della riorganizzazione di un partito comunista degno di questo nome, e anche la riapertura in Italia di una prospettiva comunista credibile, moderna, all’altezza dei tempi, degna di portare il nome di un partito che ha scritto le pagine migliori della storia di questo paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo convinti che questo processo non passerà, e sicuramente non potrà mai nascere, da un’avventura elettorale, dall’illusione di una svolta elettorale come foriera di cambiamenti tali da produrre il superamento dell’attuale condizione di irrilevanza dei comunisti. Si tratta di rimboccarsi le maniche, mettersi seriamente a un tavolo, discutere in modo franco e aperto della prospettiva della ricostruzione comunista in Italia. Non si tratta di fare un partito o una coalizione per andare alle elezioni, né di illudersi che saltando da un’elezione all’altra si possa magicamente far avanzare un processo reale di costruzione di un partito dei lavoratori. Si tratta di fare il partito, che al più può porsi il problema delle elezioni nella misura in cui esiste ed esprime qualcosa di reale. Questa è la sfida irrinunciabile che abbiamo davanti, che non ammette più scorciatoie. Pena il perdere tempo prezioso.</p>
<p style="text-align: justify;">14. Il Fronte Comunista (FC) e il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) ribadiscono il proprio sostegno fraterno ai partiti comunisti di altri paesi membri dell&#8217;UE impegnati nella campagna elettorale per le elezioni europee, a partire dai partiti dell’Azione Comunista Europea (ECA), dai compagni del Partito Comunista di Grecia (KKE) e del Partito Comunista dei Lavoratori di Spagna (PCTE), il Partito Comunista di Svezia (SKP). Un’avanzata dei comunisti in un paese europeo, nel contesto attuale, può rafforzare la lotta e gli sforzi dei comunisti in tutti gli altri paesi. L’esempio e l’esperienza del movimento comunista internazionale sono un tesoro prezioso per chi, come noi in Italia, si trova oggi a lottare sulle macerie lasciate in eredità dall’opportunismo.</p>
<p style="text-align: justify;">15.Riteniamo maturi i tempi per un cambio di passo, a partire da noi stessi. È il momento di incrementare i nostri sforzi, il nostro lavoro congiunto, la nostra capacità di iniziativa e la propositività necessaria a far avanzare in Italia un percorso politico-organizzativo per la ricostruzione comunista, a partire dalle prossime settimane. Tutto il contributo militante, politico e teorico che possiamo dare ed esprimere nel confronto con i compagni in tutta Italia, con tutte le organizzazioni nazionali e locali, con collettivi e singoli militanti, con i lavoratori più coscienti e gli elementi di avanguardia del movimento operaio e sindacale, con tutti colori che si pongono il problema e riconoscono la necessità di costituire in partito le forze attuali, sarà da oggi rivolto proprio in questa direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le nostre energie sono oggi al servizio di questa causa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fuoco non si è spento.</p>
<p style="text-align: justify;">«Non c’è vittoria, non c’è conquista, senza un grande partito comunista».</p>
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		<title>DICHIARAZIONE IN SEGUITO AL 17° INCONTRO DELLE GIOVENTÙ COMUNISTE EUROPEE (MECYO)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 10:21:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le organizzazioni della Gioventù Comunista che sottoscrivono questa dichiarazione, in seguito al 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee che si è tenuto a Larnaca (Cipro) tra il 15 e il 17 dicembre, dichiarano e riaffermano, come recita lo slogan dell’incontro: «La gioventù unita, organizzata e militante, in prima linea nella lotta! Contro le guerre imperialiste]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le organizzazioni della Gioventù Comunista che sottoscrivono questa dichiarazione, in seguito al 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee che si è tenuto a Larnaca (Cipro) tra il 15 e il 17 dicembre, dichiarano e riaffermano, come recita lo slogan dell’incontro: «<em>La gioventù unita, organizzata e militante, in prima linea nella lotta! Contro le guerre imperialiste e l’oppressione, contro lo sfruttamento capitalistico. Per l’Europa dei lavoratori, per il socialismo!»</em></p>
<p>Il 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee ha avuto luogo in un periodo davvero cruciale e impegnativo per i lavoratori e la gioventù in Europa. In questo periodo denso di sfide, le organizzazioni giovanili comuniste riconoscono che tramite l’unità e la militanza, la gioventù deve essere in prima linea nella lotta per i propri diritti e nella lotta contro lo sfruttamento capitalistico e l’imperialismo.</p>
<p>Noi, giovani della classe operaia e degli strati popolari, siamo ancora oggi vittime delle dure conseguenze della crisi capitalistica globale, così come quelle dello sviluppo capitalistico. La debole ripresa economica dopo la lunga recessione della precedente crisi economica del 2008 è stata schiacciata sotto il peso della nuova crisi capitalistica del 2020, delle misure prese per far fronte alla pandemia di Covid-19, del tumulto nei mercati, la pressione sul commercio internazionale, includendo la promozione di una guerra commerciale, l’imposizione di sanzioni e lo scoppio di nuovi conflitti imperialisti.</p>
<p>L’impoverimento assoluto e relativo della classe operaia che è mostrato dall’ondata di inflazione, l’acuto incremento dei prezzi dei beni essenziali, assieme ai ripetuti incrementi dei tassi di interesse, hanno abbattuto gli standard di vita della classe operaia e degli strati popolari. L’inflazione colpisce ancor di più i gruppi vulnerabili della popolazione e la gioventù. Tutto questo è dovuto dai monopoli che hanno potuto incrementare i loro profitti persino durante la crisi. I vicoli ciechi del capitalismo sono evidenti e l’unico modo per superarli è attraverso la lotta della classe operaia e della gioventù.</p>
<p>In Europa la UE, come forma avanzata di integrazione inter-statale capitalistica, un’alleanza imperialista con interessi parzialmente contraddittori al suo interno, gioca un ruolo importante nel rafforzare le politiche anti-popolari nel nostro continente, colpendo la gioventù, la classe operaia e gli strati popolari. Senza nessuna illusione sulla possibilità di riformare l’Unione Europea in favore del popolo, o in un cambiamento del carattere dell’Unione Europea, i Partiti Comunisti e le organizzazioni della Gioventù Comunista degli stati membri della UE combatteranno l’imminente battaglia elettorale delle elezioni europee e continueranno a lottare nonostante le difficili condizioni, rafforzando la lotta contro la UE del capitale. Dobbiamo affrontare le elezioni del Parlamento Europeo come un’opportunità per innalzare la consapevolezza sul carattere di classe della UE e delle sue politiche, e continuare a rafforzare la nostra lotta per i diritti della gioventù, dei lavoratori e dei popoli, per un’Europa di cooperazione, solidarietà e pace. Allo stesso tempo, sosteniamo il diritto della classe operaia di tutti i paesi al disimpegno da questa alleanza.</p>
<p>In questo contesto è importante valorizzare il ruolo della lotta della gioventù in difesa dei propri diritti e per rispondere ai propri problemi concreti, insistendo sulla necessità di continuarla e intensificarla. La gioventù deve lottare per un’istruzione e una sanità pubbliche e gratuite, per alloggi di alta qualità ed economici, per i diritti nei luoghi di lavoro, contro la disoccupazione e la precarietà, così come per l’accesso alla cultura, allo sport, a un tempo libero di qualità, come parte della lotta per il socialismo. Ci schieriamo al fianco delle lotte dei sindacati di classe, nella battaglia per migliori condizioni di vita. Allo stesso tempo, la lotta per una reale protezione dell’ambiente dalla barbarie della depredazione e dello sfruttamento capitalistico è una necessità.</p>
<p>La guerra in Ucraina ha già causato grandi perdite umane e materiali e le sue conseguenze stanno colpendo l’intera umanità. Questa guerra è la culminazione del processo che è iniziato con la dissoluzione dell’URSS e il successivo uso dei sentimenti nazionalisti da parte delle borghesie locali e straniere. Questa situazione non è iniziata nel 2022 con l’intervento militare della Russia capitalista, che condanniamo, ma è stata preparata anni fa con il supporto e il sostegno di USA-NATO-UE alle forze fasciste e al golpe nel paese, e può essere risolta solo con la lotta dei popoli per la pace e il cessate il fuoco.</p>
<p>Il coinvolgimento di un numero crescente di forze, sia sul territorio ucraino che al di fuori, conferma la preoccupazione che la questione possa diventare il punto d’inizio di un conflitto militare sempre più internazionale. Chiamiamo alla fine immediata di tutte le azioni militari. I popoli di tutti i paesi devono lottare contro le loro borghesie e tutti quelli che servono la loro propaganda, e costruire la propria strada.</p>
<p>I punti morti a cui l’imperialismo porta, la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale assieme al diritto dei popoli all’indipendenza e all’autodeterminazione, falsamente giustificati come lotta contro il terrorismo, “liberazione” e altre bugie; l’accresciuta aggressività dell’imperialismo, l’intensificazione degli interventi imperialisti, rendono ancora più urgente intensificare la nostra lotta anti-imperialista, la lotta contro la NATO, l’UE e ogni alleanza imperialista, i governi borghesi, la loro propaganda di guerra e le politiche antipopolari, per intensificare la solidarietà internazionalista.<br />
Questi sviluppi stanno esacerbando il dramma dei rifugiati a un livello tragico. I migranti e i profughi, vittime delle guerre imperialiste, stanno fronteggiando una politica di repressione, persecuzione, discriminazione e di sfruttamento crudele. Il capitale mantiene l’interruttore, che attiva a seconda delle sue necessità. I crescenti flussi di rifugiati in Europa vengono oggi strumentalizzati per rafforzare l’islamofobia, la xenofobia, il razzismo e il nazionalismo, per distogliere il popolo dalla lotta di classe. Allo stesso tempo, la gestione dei rifugiati da parte dei paesi ospitanti è caratterizzata da una brutale violazione dei diritti umani. Il risultato di tutto questo, in un contesto di impoverimento generalizzato della classe operaia, è la creazione di un terreno fertile per le forze reazionarie, inclusi il fascismo e l’estrema destra. Il fascismo è il prodotto del sistema capitalistico; è il suo braccio armati contro il movimento operaio e popolare. Esprimiamo la nostra determinazione per una lotta senza tregua, con un chiaro orientamento di classe, contro il fascismo e i nazionalisti, alcuni dei quali cercano oggi di ripulirsi attraverso la cosiddetta “legittima attività parlamentare”, indossando le vesti di “legittimo partito politico”. Lottiamo contro la teoria antistorica degli “opposti estremismi”, contro l’identificazione del fascismo con il comunismo, che è oggi una politica ufficiale della UE.</p>
<p>Una menzione speciale da parte del 17° MECYO va allo spargimento di sangue in corso in Palestina, al massacro genocida portato avanti dallo Stato di Israele nella terra occupata palestinese. Riconosciamo che la situazione di escalation è causata dall’occupazione in corso, dalla colonizzazione illegale dei territori palestinesi occupati da Israele e dai continui crimini che vengono commessi da decenni contro il popolo palestinese. Lo Stato assassino di Israele riceve supporto dagli USA, dalla NATO e dall’UE, e supporto dai governi borghesi d’Europa in modi e proporzioni differenti. Comprendiamo anche che questo nuovo ciclo di sangue in Medio Oriente può giungere al termine solo quando terminerà l’occupazione israeliana di lunga data dei territori palestinesi, con il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente nei confini del 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale, il diritto dei profughi a tornare nella loro terra e la libertà per tutti i prigionieri politici palestinesi.</p>
<p>Nelle condizioni dell’aggressione imperialista in tutto il mondo e dell’attacco su tutti i fronti contro la gioventù e la classe lavoratrice, la lotta di classe e l’internazionalismo proletario sono l’arma più forte per portare le nostre lotte alla vittoria. L’unità delle gioventù comuniste su una base di classe e anti-imperialista è più che mai necessaria. La gioventù comunista unita, organizzata e combattiva, in prima linea nella lotta contro le guerre imperialiste e l’oppressione, contro lo sfruttamento capitalistico, continuerà a lottare per costruire l’Europa dei lavoratori, per costruire il mondo del socialismo!<br />
Larnaca, 29 dicembre 2023.</p>
<p><strong>Le organizzazioni che firmano la dichiarazione:</strong><br />
Organizzazione della Gioventù Democratica Unita (EDON), Cipro<br />
Gioventù Socialista Operaia Tedesca (SDAJ), Germania<br />
Gioventù Comunista di Grecia (KNE), Grecia<br />
Fronte della Gioventù Comunista (FGC), Italia<br />
Movimento della Gioventù Comunista, Paesi Bassi<br />
Lega della Gioventù Comunista (YCL), Regno Unito<br />
Gioventù del Partito dei Lavoratori (WPY), Irlanda<br />
Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria (bolscevica) (RKSMb), Russia<br />
Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC), Spagna<br />
Gioventù Comunista di Catalogna (JCC), Spagna<br />
Gioventù Comunista di Svezia (SKU), Svezia<br />
Gioventù Comunista di Turchia (TKG), Turchia</p>
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		<title>ALLUVIONE ED EMERGENZA SOCIALE NON SONO UNA FATALITÀ. Comunicato della Segreteria Nazionale del FGC.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 08:53:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1. Le gravi inondazioni che dagli scorsi giorni stanno duramente colpendo alcune zone delle Marche, la provincia di Bologna e parte della Romagna sono un evento terribile che finora ha causato più di quattordici morti, diversi dispersi e migliaia di persone evacuate, oltre che danni per milioni e milioni di euro. Il verificarsi di sempre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Le gravi inondazioni che dagli scorsi giorni stanno duramente colpendo alcune zone delle Marche, la provincia di Bologna e parte della Romagna sono un evento terribile che finora ha causato più di quattordici morti, diversi dispersi e migliaia di persone evacuate, oltre che danni per milioni e milioni di euro. Il verificarsi di sempre più frequenti &#8220;fenomeni estremi&#8221; – dalle alluvioni, alle siccità, passando per il dissesto idro-geologico &#8211; è diretta conseguenza dell&#8217;inquinamento, del surriscaldamento globale e del cambiamento climatico, a loro volta prodotto di uno sviluppo capitalistico che in nome del profitto genera unicamente devastazione e morte per i popoli. La barbarie e la putrescenza del sistema capitalistico si vedono chiaramente nell&#8217;impossibilità di coniugare la fame illimitata di profitto con uno sviluppo che tuteli la salubrità dei territori e le vite delle persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. Lo diciamo con forza: le inondazioni e la conseguente emergenza sociale non sono una tragica fatalità! Se da un lato è innegabile l&#8217;impatto dell&#8217;attuale modo di produzione nel più recente mutamento climatico e la connessione di questo con la maggiore frequenza di &#8220;fenomeni estremi&#8221;, dall’altro non si può derubricare il dissesto idro-geologico e la conseguente emergenza sociale ad una sfortunata casualità legata unicamente al cambiamento climatico. L&#8217;Emilia-Romagna è tra le regioni più a rischio quando si parla di alluvioni. La predisposizione di queste zone al rischio alluvionale è ben nota e nel corso degli anni precedenti le popolazioni di queste zone si sono trovate spesso di fronte a scenari tragici come quest&#8217;ultimo. Tuttavia, non esistono investimenti sistematici sufficienti a garantire il controllo e la messa in sicurezza né dei corsi d&#8217;acqua né di altri punti sensibili alle calamità naturali. Allo stesso tempo non è stato predisposto, a fronte dell&#8217;emergenza meteo preannunciata, un reale piano di evacuazione delle zone a rischio. Non è sufficiente consigliare di abbandonare la propria casa senza mettere a disposizione adeguati mezzi e strutture, oltre che un piano di emergenza che sia efficace e tempestivo nell&#8217;attivazione delle misure di salvataggio ed evacuazione. Esemplificativo di come le amministrazioni locali, regionali e il Governo vogliono affrontare l&#8217;emergenza e di quali siano le loro priorità è l&#8217;infame scelta di dirottare ingenti forze della protezione civile e di soccorsi per garantire l&#8217;esecuzione del concerto di Bruce Springsteen a Ferrara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. Esistono delle responsabilità e vanno indicate chiaramente per non accettare questo modello di gestione e di produzione. Denunciamo con forza lo scaricabarile tra governo ed enti locali: condanniamo l&#8217;uso strumentale fatto in questo senso da centro-destra e centro-sinistra che utilizzano eventi come quello di questi giorni per legittimare le proprie politiche nei confronti della popolazione. Dichiarazioni come quelle di Musumeci, ministro della protezione civile e per le politiche del mare, secondo cui il problema sarebbe &#8220;culturale&#8221; o ancora peggio che essendo questo un processo irreversibile, sono esemplificative di come i partiti istituzionali tentino di mascherare le reali cause di eventi come questo e non abbiano intenzione di affrontare alla radice le motivazioni che portano all&#8217;emergenza sociale che stiamo vivendo in queste ore. Se la Regione, a guida PD, ed i comuni hanno la responsabilità sul controllo territoriale, al governo Meloni – e a quelli precedenti &#8211; va certamente quella di dirottare sempre più fondi per incrementare lo sforzo bellico togliendoli alla spesa sociale e agli investimenti per la messa in sicurezza del territorio. Solo recentemente è stato annunciato l&#8217;invio di altri 3400 militari nei contingenti NATO in Europa dell&#8217;est, coinvolgendo in questo modo sempre di più l&#8217;Italia nei piani di morte USA-NATO. È sotto gli occhi di tutti: le risorse destinate al sostegno dei piani imperialisti vengono pagate quotidianamente dagli strati popolari e dai lavoratori sotto forma di devastazione, miseria e morti in nome dei profitti dei padroni. Mentre decine di migliaia di famiglie rischiano o hanno perso tutto in questo disastro, la priorità del Governo è quella di dirottare milioni e milioni di euro nella guerra. Per quello rivendichiamo che i soldi destinati per l&#8217;invio di armi e contingenti militari vengano invece utilizzati per sostenere le famiglie che rischiano di cadere in un baratro di povertà, la ricostruzione/risistemazione delle loro abitazioni, la messa in sicurezza dei territori per prevenire il più possibile futuri scenari simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. Accogliamo e rilanciamo l’indicazione dei sindacati di base e combattivi – tra cui il SI Cobas – a fermare le attività produttive finché non vengano ripristinate le condizioni meteo favorevoli allo svolgimento di questi lavori, per la tutela e la messa in sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, garantendo a questi ultimi la normale retribuzione al fine di non cadere vittima del ricatto tra salute/sicurezza e lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla popolazione marchigiana, emiliana e romagnola, ai lavoratori, ai vigili del fuoco e volontari che in queste ore stanno dando una mano concreta nelle zone colpite dalle alluvioni, salvando decine di vite e nei fatti sostituendosi allo Stato che in ultima istanza è pressoche assente. Come comunisti pensiamo che ora sia il momento della solidarietà, dello stare in prima fila e del dare un aiuto concreto a chi oggi è colpito dai risultati tragici delle politiche dei vari governi e delle varie amministrazioni locali. Contemporaneamente occorre denunciare con forza i responsabili di questi avvenimenti, combatterli politicamente per smascherare la natura degli orientamenti che vengono assunti sia per la prevenzione di questi disastri che nella gestione dell&#8217;emergenza stessa, oltre che della speculazione nei piani di ricostruzione che vengono utilizzati dalle imprese private per arricchirsi sulla pelle della popolazione. Non affrontare alla radice questo problema renderebbe vano anche il più audace intervento solidaristico, relegando ad una gestione &#8220;emergenziale&#8221; eventi che sono diretta conseguenza del modello economico e produttivo in cui viviamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalle prossime ore ci mobiliteremo come volontari nel sostenere attivamente il lavoro di sostegno attivo alla popolazione delle zone colpite dall&#8217;alluvione. Invitiamo la gioventù e chi può dare una mano a fare lo stesso fin da subito, perché ogni braccio in più che scava, ogni aiuto nella distribuzione di beni di prima necessità può fare realmente la differenza. Solo il popolo salva il popolo!</p>
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		<title>Avanti con la costruzione della gioventù comunista! Risoluzione del CC del FGC</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 11:02:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avanti con la costruzione della gioventù comunista! Risoluzione approvata all&#8217;unanimità dal Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista, riunito a Roma il 3/11/2019. L’intensificazione della lotta contro il governo PD-M5S-Leu, del nostro intervento a sostegno delle lotte degli studenti contro l’implementazione delle nuove linee guida per l’alternanza scuola-lavoro, rende necessario uno sforzo ulteriore nello sviluppo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/11/fgc.jpg" rel="lightbox[2927]" title="fgc"><img class="aligncenter size-full wp-image-2933" title="fgc" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/11/fgc.jpg" alt="" width="2048" height="1365" /></a>Avanti con la costruzione della gioventù comunista!</strong></p>
<p><strong>Risoluzione approvata all&#8217;unanimità dal Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista, riunito a Roma il 3/11/2019.</strong></p>
<p>L’intensificazione della lotta contro il governo PD-M5S-Leu, del nostro intervento a sostegno delle lotte degli studenti contro l’implementazione delle nuove linee guida per l’alternanza scuola-lavoro, rende necessario uno sforzo ulteriore nello sviluppo delle nostre capacità di intervento nella gioventù proletaria per la sua mobilitazione attiva. I risultati raggiunti in questi anni sono importanti e devono essere motivo d’orgoglio, ma dobbiamo essere consapevoli che per quanto questi siano positivi, il ruolo che abbiamo il dovere di esercitare è troppo grande per ritenere che i traguardi raggiunti siano sufficienti. <span id="more-2927"></span>Trarre lezioni dal passato non significa vivere nel e per il passato, ma utilizzare le conclusioni che traiamo dall’esperienza per svolgere al meglio i nostri compiti che sono qui e ora. Dobbiamo proseguire nella direzione di una crescita continua per essere all’altezza dei nostri compiti storici.</p>
<p>Il Fronte della Gioventù Comunista ha svolto e svolge tuttora una funzione strategica nel permettere con il suo impegno nella battaglia politica l’acquisizione di coscienza di classe in ampi strati della gioventù proletaria, la trasmissione ad essi di consapevolezza delle posizioni dei comunisti che altrimenti non potrebbero essere conosciute né concepite nell’orizzonte di una generazione nata dopo le controrivoluzione dei paesi del blocco socialista ed i suoi effetti nel movimento comunista internazionale. Mettere in campo questo impegno significa interpretare un ruolo di avanguardia, con l’obiettivo di orientare i giovani più combattivi verso la lotta per il socialismo, in un momento in cui le classi popolari sono soggette ad un pesantissimo bombardamento ideologico ed in cui l’arretramento politico e organizzativo del movimento operaio, dovuto al tradimento definitivo delle organizzazioni opportuniste e socialdemocratiche, rischia di porne ampie fasce alla coda degli interessi di settori della borghesia.</p>
<p>Questa consapevolezza ci porta a sottolineare l’importanza del rapporto dialettico ed indissolubile tra questo lavoro militante e il lavoro legato alla battaglia ideologica. In questa ottica il rafforzamento della discussione, della pratica della critica e dell’autocritica, è fondamentale nella costruzione di una organizzazione che sia anche un percorso di formazione per nuovi militanti comunisti che siano coscienti e in grado di impiegare nella lotta quotidiana la cassetta degli attrezzi del marxismo-leninismo. Ma è ugualmente fondamentale per consentire lo sviluppo della capacità di azione politica reale della nostra organizzazione, e di una crescita consapevole della forza del nostro intervento nella gioventù proletaria. L’unione di questi elementi è presupposto per l’avanzamento complessivo del FGC in vista del suo Terzo Congresso.</p>
<p>Fermo restando l’impegno nel supporto all’attività del Partito Comunista e alle prossime campagne elettorali regionali, coerentemente al patto d’azione tra le nostre organizzazioni, come sempre abbiamo sostenuto ribadiamo che il miglior modo che ha la gioventù per contribuire alla ricostruzione comunista rimane il lavoro da fare tra i giovani, nei licei, negli istituti tecnici e professionali, nel movimento studentesco, nelle università, nei luoghi di lavoro ad alta concentrazione di lavoro giovanile. L’impegno in questa direzione è il lavoro che ci ha consentito di costruire la nostra organizzazione fino ad ora, grazie alle caratteristiche proprie di un impegno con prospettiva di massa che ha permesso di costruire legami di reale radicamento di classe nella gioventù proletaria. Confermare questo indirizzo significa consolidare la nostra consapevolezza della necessità di continuare su questa strada, di non tagliare i ponti che hanno consentito finora l’avanzamento della nostra organizzazione e un contributo reale e non nominale alla ricostruzione comunista, grazie all’afflusso di nuovi giovani nella nostra lotta e verso le nostre idee.</p>
<p><strong>Avanti, avanti giovinezza rossa, che il rombo della nostra marcia faccia tremare di paura il cielo!</strong></p>
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		<title>Contestazione agli &#8220;Stati Generali dell&#8217;Alternanza&#8221;. FGC «Teatrino di retorica per sfruttarci meglio»</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 11:36:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Striscioni a caratteri cubitali, bandiere rosse e slogan gridati al megafono sotto il Ministero dell’Istruzione. Si aprono tra le proteste e le contestazioni gli “Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro”, convocati oggi dal Miur per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e una piattaforma online in cui si potranno segnalare gli abusi. In]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2561" class="wp-caption alignleft" style="width: 910px"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-Contestazione-Stati-Generali-1_.jpg" rel="lightbox[2560]" title="Roma, Contestazione agli Stati Generali dell'Alternanza."><img class="size-large wp-image-2561" title="Roma, Contestazione agli Stati Generali dell'Alternanza." src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-Contestazione-Stati-Generali-1_-1024x768.jpg" alt="" width="900" height="675" /></a><p class="wp-caption-text">La contestazione organizzata dalla gioventù comunista agli Stati Generali dell&#8217;Alternanza Scuola-Lavoro&#8221;. Dopo il corteo degli studenti di ieri, presidiato il Ministero dell&#8217;Istruzione a Viale Trastevere.</p></div>
<p>Striscioni a caratteri cubitali, bandiere rosse e slogan gridati al megafono sotto il Ministero dell’Istruzione. Si aprono tra le proteste e le contestazioni gli “Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro”, convocati oggi dal Miur per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e una piattaforma online in cui si potranno segnalare gli abusi. In contemporanea rispetto al blitz sotto il Ministero, in centinaia di scuole da Nord a Sud gli studenti hanno inscenato proteste, assemblee e azioni dimostrative contro questo appuntamento. A organizzare la contestazione il Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che da anni denuncia lo sfruttamento degli studenti in alternanza scuola-lavoro.<span id="more-2560"></span></p>
<p>«Gli Stati Generali dell’Alternanza sono una presa in giro, una pagliacciata per sfruttarci meglio» ha dichiarato Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «A due anni dall’introduzione dell’alternanza obbligatoria il Ministero si riscopre attento alla condizione degli studenti, attivando strumenti di tutela al limite del ridicolo che sanno tanto di spot a fine legislatura. Oggi si permette a multinazionali come McDonald’s di sfruttare il lavoro non pagato di 10.000 studenti ogni anno, di tenere lezioni di filosofia aziendale nelle scuole, di risparmiare sulla formazione professionale dei dipendenti illudendo i giovani con promesse di contratto. Ecco il vero volto dell’alternanza scuola-lavoro, che serve a educare generazioni intere di giovani a un futuro senza diritti e piegare la scuola alle esigenze del profitto. Altro che “progetti di qualità” ed esperienze virtuose, questa è educazione allo sfruttamento!»</p>
<p>«Sia chiaro, non ci interessa chiedere qualche aggiustamento o briciola in più» ha concluso Fiorucci «Respingiamo le finte tutele proposte dal Ministero, lottando contro questa scuola di classe voluta dai padroni. Se credono di fermare la nostra lotta con qualche contentino si sbagliano di grosso, perchè non siamo disposti a farci fregare. Gli studenti hanno bisogno di una scuola gratuita e di qualità per tutti, non di un sistema educativo su misura delle aziende: siamo determinati a conquistarla»</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>«SALARIO E TUTELE PER GLI STUDENTI IN STAGE»: PARTE LA CAMPAGNA DEL FGC CONTRO LO SFRUTTAMENTO IN ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 11:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il 2016 si sbloccano i 100 milioni previsti per i progetti di alternanza scuola-lavoro, che interessano gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori per un monte ore di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. Nel frattempo, tutto tace sulla “Carta” che dovrebbe definire i]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con il 2016 si sbloccano i 100 milioni previsti per i progetti di alternanza scuola-lavoro, che interessano gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori per un monte ore di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. Nel frattempo, <strong>tutto tace sulla “Carta” che dovrebbe definire i diritti degli studenti in stage, annunciata addirittura per lo scorso settembre</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci raccontano che l’alternanza scuola-lavoro serve a combattere la disoccupazione giovanile, ma in realtà a trarne vantaggio sono soltanto le imprese private. Gli studenti vengono ridotti a manodopera a basso costo a disposizione delle imprese, la cui priorità è quella di far fronte alle proprie esigenze immediate e non quella di formare dei lavoratori che abbiano competenze capaci di garantire un futuro stabile. Una realtà che nel mondo del lavoro precario del Jobs Act si traduce in una educazione alla precarietà, altro che lotta alla disoccupazione: sostituendo alla formazione professionale vera e propria la sterile esperienza in azienda con mansioni assolutamente dequalificanti, agli studenti resta solo una “formazione” estremamente parcellizzata.  Le imprese presso le quali gli studenti svolgeranno i tirocini, secondo lo schema previsto dalla riforma di Renzi, saranno in sostanza quelle che, accordandosi col Dirigente Scolastico, elargiranno finanziamenti alle scuole intendendoli come un vero e proprio investimento sulla fornitura di manodopera giovane e priva di diritti.<span id="more-1873"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo disegno sta già dando i suoi frutti negli istituti tecnici e professionali (quello dell’ENEL rappresenta a tutti gli effetti un caso “apripista”, che anticipa ciò che avverrà nei prossimi anni) ed è già collaudato da tempo negli istituti alberghieri, i cui studenti svolgono tirocini estivi con turni estenuanti e privi di qualsiasi diritto o tutela. <strong>Risale a pochi mesi fa un’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato alla denuncia di 6 imprenditori, accusati di aver sfruttato la manodopera di 2700 studenti</strong> provenienti da 36 scuole del centro-sud. Gli studenti coinvolti, fra cui molti minorenni, ufficialmente erano in alternanza scuola-lavoro, ma nella realtà erano impiegati come manodopera a basso costo presso alberghi e ristoranti, con retribuzioni inferiori ai 60 euro settimanali. Tutt’altro che un caso isolato, al contrario è sempre più evidente la vera natura dell’alternanza scuola-lavoro voluta da Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Finora da nessuna parte si è mai parlato dei diritti degli studenti in alternanza scuola-lavoro. Negli articoli della legge 107 (la c.d. “buona scuola”) si parla unicamente del “diritto degli studenti ad esprimere una<em> </em>valutazione sui percorsi di alternanza” e della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma non si fa nessun cenno ai diritti sul luogo di lavoro. L’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro sancita per tutti gli studenti non può che determinare, nel breve e medio periodo, il progressivo inserimento degli studenti nell’organizzazione aziendale, come elemento sempre più strutturale nonostante il carattere “formativo”, e che in quanto tale pone un <strong>nuovo terreno per uno scontro che prende forma proprio sul tema dei diritti degli studenti sul luogo di lavoro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’organizzazione della lotta degli studenti contro lo sfruttamento in alternanza scuola-lavoro diventa un tema centrale sul quale la gioventù comunista deve indirizzare la propria azione. Per questa ragione il Fronte della Gioventù Comunista lancia una campagna nazionale di agitazione contro lo sfruttamento in alternanza scuola-lavoro, avanzando le seguenti rivendicazioni: una <strong>retribuzione oraria </strong>minima per gli studenti in alternanza, pari al 60% del salario di categoria (da innalzare al 70% se lo stage avviene in estate); la limitazione dell’<strong>orario di lavoro</strong> a 4 ore giornaliere e 20 settimanali, innalzabili rispettivamente a 6 ore e 30 ore per i tirocini estivi per contrastare lo sfruttamento selvaggio degli stagisti (specie nel settore alberghiero e turistico); l’istituzione di una <strong>commissione paritetica </strong>per garantire la partecipazione di studenti e insegnanti alla definizione dei progetti di alternanza e sottrarre gli stessi all’arbitrio del Dirigente Scolastico; la <strong>formazione in merito ai diritti sul luogo di lavoro</strong>, da affiancare a quella già prevista per le norme in materia di salute e sicurezza, e infine l’incremento dei <strong>finanziamenti statali alle scuole pubbliche,</strong> che restano l’unica garanzia dell’indipendenza degli istituti dai finanziamenti privati, necessaria per impedire che gli studenti finiscano a fare i tirocini nelle aziende disposte a finanziare la scuola in cambio di una didattica asservita ai loro interessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Leggi l’analisi del FGC sull’alternanza scuola-lavoro: </em><a href="http://issuu.com/senzatregua/docs/alternanza_documento_2015"><em>http://issuu.com/senzatregua/docs/alternanza_documento_2015</em></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>info: </em><a href="mailto:scuola@gioventucomunista.it"><em>scuola@gioventucomunista.it<br />
</em></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/01/ALTERNANZA-nazionale.png" rel="lightbox[1873]" title="Alternanza FGC"><img class="alignleft  wp-image-1874" title="Alternanza FGC" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/01/ALTERNANZA-nazionale.png" alt="" width="629" height="443" /></a></p>
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		<title>MESSAGGIO AL X CONGRESSO DELLA UJC (CUBA)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 15:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari compagni, vi invio a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) un fraterno saluto rivoluzionario per il vostro X congresso. Seguiamo con interesse e costante scambio di informazioni le vicende che riguardano Cuba, che è sempre nei nostri cuori come in quelli di tutti i rivoluzionari del mondo. Siamo consapevoli delle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari compagni,</p>
<p style="text-align: justify;">vi invio a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) un fraterno saluto rivoluzionario per il vostro X congresso. Seguiamo con interesse e costante scambio di informazioni le vicende che riguardano Cuba, che è sempre nei nostri cuori come in quelli di tutti i rivoluzionari del mondo. Siamo consapevoli delle grandi sfide che attendono il futuro del Paese, per migliorare e rafforzare il sistema socialista, per lottare contro l’imperialismo anche quando questo si presenta in modo più subdolo. Una gioventù rivoluzionaria e unita è l’argine più invalicabile per i nemici della rivoluzione, la premessa indispensabile per qualsiasi processo di rafforzamento del socialismo e approfondimento del processo rivoluzionario.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene negli anni passati il socialismo abbia subito nel mondo una battuta d’arresto, oggi sempre più lavoratori, sempre più giovani si accorgono della vera natura del capitalismo. In Italia e in Europa milioni di giovani non hanno lavoro; la maggior parte dei lavoratori sono precari e senza diritti, con salari bassi e orari di lavoro elevati; l’accesso all’istruzione è legato a fattori di classe, sempre più giovani non possono accedervi per i costi delle tasse, dei libri; tutti i diritti conquistati con le lotte del movimento operaio vengono cancellati in nome del profitto, come nel caso della salute. Milioni di famiglie non hanno una casa. Aumenta il consumo di droga e di alcol tra i giovani, le attività sportive e culturali sono soggette in larga parte agli interessi economici dei gruppi privati e non alle necessità dei popoli. La vicenda greca ha dimostrato ancora una volta che le opzioni riformiste sono destinate a fallire e che la premessa per la liberazione dei popoli europei non può attuarsi all’interno di un campo imperialista, ma ha nel disimpegno dall’Unione Europea e dalla Nato, nel ripudio del ricatto del debito pubblico, nella rottura con il potere dei grandi monopoli, la premessa indispensabile per una vera liberazione. <span id="more-1503"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Cari compagni, la gioventù rivoluzionaria di tutto il mondo guarda a Cuba come un esempio. La lotta per la difesa e il miglioramento del sistema socialista è qualcosa che riguarda voi, ma anche tutti noi. I traguardi di Cuba sull’istruzione, la sanità, la qualità della vita sono un chiaro esempio della differenza del sistema socialista per la classe operaia, le masse popolari e la gioventù dei paesi capitalistici. Ogni errore, ogni difetto, ogni inefficienza nel sistema socialista potrà sempre essere corretta fintantoché il potere resterà saldamente nelle mani del popolo, mentre nel capitalismo tutto è legato agli interessi dei grandi monopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La gioventù comunista italiana sarà sempre al vostro fianco nelle battaglie per la difesa del socialismo e per la lotta contro l’imperialismo a partire dal rinnovo del nostro impegno per la fine del bloqueo illegale imposto dagli Stati Uniti. Con Cuba socialista sempre!</p>
<p style="text-align: justify;"> Saluti rivoluzionari,</p>
<p style="text-align: justify;"> Alessandro Mustillo (segretario nazionale FGC)</p>
<p style="text-align: justify;">Roma 17 luglio 2015</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Estimados camaradas,</p>
<p style="text-align: justify;">En nombre del Comité Central del Frente de la Juventud Comunista de Italia (FGC), os envio un fraternal y revolucionario saludo a ocasi<em>ó</em>n de vuestro 10° Congreso. Seguimos con interés y constante intercambio de informaciones los acontecimientos  que ata<em>ñ</em>en a Cuba, que siempre est<em>á</em> en nuestros coraz<em>ones</em> como en los de todos los revolucionarios del mundo. Somos conscientes de los grandes retos que aguardan al Paìs en el porvenir, para mejorar y fortalecer el sistema socialista, para luchar contra el imperialismo también cuando este muestra su cara mas enga<em>ñ</em>osa. Una juventud unida y revolucionaria constituye un <em>vallado infranqueable</em><em> </em>para los enemigos de la revoluci<em>ó</em>n, la condici<em>ón previa</em><em> </em>para cualquier proceso de fortalecimiento del socialismo y profundizaci<em>ón del proceso revolucionario</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Aunque en los a<em>ñ</em>os pasados el socialismo en el mundo haya sufrido un revés, hoy en dìa más y más trabajadores, más y más jóvenes se dan cuenta de la verdadera naturaleza del capitalismo.  En Italia y en Europa millones de jóvenes no tienen trabajo; la mayorìa de los trabajadores se encuentran en condiciones laborales precarias y sin derechos, con salarios bajos y muchas horas de trabajo; <em>el acceso a la educación </em>est<em>á</em> vinculado a factores de clase, y un numero creciente de jóvenes no logra alcanzar los gastos de tasas y libros; todos los derechos conquistados en las luchas por el movimiento obrero son liquidados en nombre de las ganancias del capital, incluso el derecho a la salud. Millones de familias no tienen vivienda; el consumo de droga y alcohol aumenta entre los jóvenes; el deporte y las actividades culturales estan sometidas a los intereses economicos de los grupos privados en vez de las necesidades de los pueblos. Los recientes acontecimientos griegos han demostrado una vez mas que las opciones reformistas son destinadas a fracasar y que la condici<em>ón</em><em> </em><em>previa</em> para la liberaci<em>ó</em>n de los pueblos de Europa no puede realizarse en el marco de una alianza imperialista, sino que la salida de la Union Europea y de la OTAN, la cancelaci<em>ón</em><em> </em><em>unilateral de la deuda publica</em><em>, </em><em>la ruptura con el poder de los grandes monopolios son las</em><em> </em>condici<em>ónes</em><em> </em><em>indispensables para una verdadera liberación</em><em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Estimados camaradas,</p>
<p style="text-align: justify;">La juventud revolucionaria de todo el mundo ve a Cuba como un ejemplo. La lucha en defensa del sistema socialista y para su progreso es algo que  os ata<em>ñe</em>, pero que tambien nos afecta a todos. Los logros de Cuba en materia de educaci<em>ó</em>n, salud y calidad de vida constituyen claros ejemplos de la diversidad del sistema socialista para la clase obrera, las capas populares y la juventud de los paises capitalistas. Cada error, cada defecto, cada ineficiencia en el socialismo puede ser corregida mientras el poder se encuentre establemente en las manos del pueblos. Al contrario, en el capitalismo todo està atado a los intereses de los grandes monopolios.</p>
<p style="text-align: justify;">La juventud comunista italiana siempre estarà a vuestro lado en las batallas en defensa del socialismo y en la lucha contra el imperialismo, a partir de nuestro renovado compromiso para el cese del bloqueo ilegal impesto por EEUU.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Cuba socialista, siempre!</p>
<p style="text-align: justify;">Alessandro Mustillo (Secretario Nacional FGC)</p>
<p style="text-align: justify;">Roma 17 de Julio 2015</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/07/ujc-simbolo.jpg" rel="lightbox[1503]" title="ujc simbolo"><img class="alignleft size-full wp-image-1513" title="ujc simbolo" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/07/ujc-simbolo.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
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		<title>FGC ROMA: «VERGOGNOSO SILENZIO DELLA CONSULTA DEGLI STUDENTI SUL DDL SCUOLA.»</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 12:24:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre il governo Renzi prosegue spedito l’iter di approvazione del ddl scuola, prospettando la questione di fiducia sulla votazione della riforma, è assordante il silenzio della Consulta Provinciale degli studenti di Roma. Dopo settimane di rinvii ritardi, giustificazioni e assenze, sembra chiaro che la Consulta Provinciale degli Studenti di Roma non intende approvare nessun ordine]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/06/manifesto-contro-spataro.png" rel="lightbox[1455]" title="manifesto contro spataro"><img class="alignleft size-medium wp-image-1461" title="manifesto contro spataro" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/06/manifesto-contro-spataro-212x300.png" alt="" width="212" height="300" /></a>Mentre il governo Renzi prosegue spedito l’iter di approvazione del ddl scuola, prospettando la questione di fiducia sulla votazione della riforma, è assordante il silenzio della Consulta Provinciale degli studenti di Roma. Dopo settimane di rinvii ritardi, giustificazioni e assenze, sembra chiaro che la Consulta Provinciale degli Studenti di Roma non intende approvare nessun ordine del giorno per chiedere il ritiro della riforma della scuola, fornendo così l’ennesimo assist al governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo nonostante i rappresentanti del FGC abbiano proposto in plenaria e in Consiglio di Presidenza un testo che chiedesse  il ritiro della riforma, superando il precedente e non più attuale documento approvato a marzo, nel quale la CPS di Roma chiedeva modifiche poi non realizzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo più tollerare continue prese in giro, continui rinvii e ritardi. E’ evidente che la maggioranza della Consulta, in mano ai giovani democratici e al centrosinistra stia negando strumentalmente una presa di posizione necessaria in difesa dei diritti degli studenti. Il Presidente Spataro e gli altri membri della giunta di centrosinistra impedendo una presa di posizione netta della Consulta usano questo organo a difesa del Governo Renzi, a danno di migliaia di studenti scesi in piazza in questi mesi per contrastare il carattere classista e della riforma.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica volontà che si è resa evidente in questi mesi è quella di assecondare l&#8217;atteggiamento del governo, facendo critiche di facciata e lasciando trascorrere più tempo possibile in attesa dell&#8217;approvazione della riforma. Da sempre il FGC ha invitato a non sperare in trattative di facciata, emendamenti parziali e non risolutivi, chiedendo una presa di posizione netta per il ritiro. Oggi temporeggiamenti e compromessi si mostrano in tutta la loro inutilità di fronte alla dichiarata volontà del governo di procedere al voto di fiducia. Ma purtroppo la Consulta ancora tace.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l&#8217;obiettivo della giunta Spataro e di tutti quelli che a sinistra la sostengono è quello di difendere il governo, noi, da comunisti, non possiamo che denunciare questo atteggiamento di chi ha gestito la CPS di Roma negli ultimi due anni. Tutto ciò dimostra la giustezza delle nostre posizioni e la responsabilità di tutte quelle organizzazioni, sindacati studenteschi e collettivi che due anni fa hanno sostenuto una colazione egemonizzata dai giovani democratici e che oggi, mentre manifestano contro il ddl, non muovono un dito in Consulta contro la loro stessa maggioranza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FGC: SOLIDARIETA’ CON JJCC (CILE) PER L’ASSASSINIO DI DUE COMPAGNI NELLE PROTESTE STUDENTESCHE.</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2015 10:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inviamo la nostra profonda solidarietà ai compagni della Gioventù Comunista del Cile, per l’uccisione di due giovani nelle repressione contro le proteste studentesche che in questi giorni stanno attraversando il paese sudamericano. Due giovani Exequiel Borbarán y Diego Guzmán Farías, quest’ultimo militante della JJCC, sono stati barbaramente assassinati a Valparaiso durante la marcia del 14]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Inviamo la nostra profonda solidarietà ai compagni della Gioventù Comunista del Cile, per l’uccisione di due giovani nelle repressione contro le proteste studentesche che in questi giorni stanno attraversando il paese sudamericano. Due giovani Exequiel Borbarán y Diego Guzmán Farías, quest’ultimo militante della JJCC, sono stati barbaramente assassinati a Valparaiso durante la marcia del 14 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni la lotta degli studenti cileni per un’educazione pubblica, gratuita e accessibile a tutti incontra la nostra particolare solidarietà nella lotta che nel nostro Paese la nostra organizzazione e tutto il movimento studentesco stanno conducendo contro la riforma dell’istruzione.  La lotta contro la scuola di classe, la scuola soggetta alle logiche dell’economia capitalistica, deve essere condotta senza tregua parallelamente alla rivendicazione di un futuro socialista per i nostri paesi e per la nostra generazione. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i compagni cileni e alle famiglie dei ragazzi assassinati, ai loro compagni di lotta, certi che la lotta continuerà nella rivendicazione di un’istruzione pubblica accessibile a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/05/11113691_935782829776742_7374800210793707591_n.jpg" rel="lightbox[1387]" title="11113691_935782829776742_7374800210793707591_n"><img class="alignleft size-full wp-image-1393" title="11113691_935782829776742_7374800210793707591_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/05/11113691_935782829776742_7374800210793707591_n.jpg" alt="" width="851" height="315" /></a></p>
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