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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; internazionalismo</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>DICHIARAZIONE IN SEGUITO AL 17° INCONTRO DELLE GIOVENTÙ COMUNISTE EUROPEE (MECYO)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 10:21:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le organizzazioni della Gioventù Comunista che sottoscrivono questa dichiarazione, in seguito al 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee che si è tenuto a Larnaca (Cipro) tra il 15 e il 17 dicembre, dichiarano e riaffermano, come recita lo slogan dell’incontro: «La gioventù unita, organizzata e militante, in prima linea nella lotta! Contro le guerre imperialiste]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le organizzazioni della Gioventù Comunista che sottoscrivono questa dichiarazione, in seguito al 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee che si è tenuto a Larnaca (Cipro) tra il 15 e il 17 dicembre, dichiarano e riaffermano, come recita lo slogan dell’incontro: «<em>La gioventù unita, organizzata e militante, in prima linea nella lotta! Contro le guerre imperialiste e l’oppressione, contro lo sfruttamento capitalistico. Per l’Europa dei lavoratori, per il socialismo!»</em></p>
<p>Il 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee ha avuto luogo in un periodo davvero cruciale e impegnativo per i lavoratori e la gioventù in Europa. In questo periodo denso di sfide, le organizzazioni giovanili comuniste riconoscono che tramite l’unità e la militanza, la gioventù deve essere in prima linea nella lotta per i propri diritti e nella lotta contro lo sfruttamento capitalistico e l’imperialismo.</p>
<p>Noi, giovani della classe operaia e degli strati popolari, siamo ancora oggi vittime delle dure conseguenze della crisi capitalistica globale, così come quelle dello sviluppo capitalistico. La debole ripresa economica dopo la lunga recessione della precedente crisi economica del 2008 è stata schiacciata sotto il peso della nuova crisi capitalistica del 2020, delle misure prese per far fronte alla pandemia di Covid-19, del tumulto nei mercati, la pressione sul commercio internazionale, includendo la promozione di una guerra commerciale, l’imposizione di sanzioni e lo scoppio di nuovi conflitti imperialisti.</p>
<p>L’impoverimento assoluto e relativo della classe operaia che è mostrato dall’ondata di inflazione, l’acuto incremento dei prezzi dei beni essenziali, assieme ai ripetuti incrementi dei tassi di interesse, hanno abbattuto gli standard di vita della classe operaia e degli strati popolari. L’inflazione colpisce ancor di più i gruppi vulnerabili della popolazione e la gioventù. Tutto questo è dovuto dai monopoli che hanno potuto incrementare i loro profitti persino durante la crisi. I vicoli ciechi del capitalismo sono evidenti e l’unico modo per superarli è attraverso la lotta della classe operaia e della gioventù.</p>
<p>In Europa la UE, come forma avanzata di integrazione inter-statale capitalistica, un’alleanza imperialista con interessi parzialmente contraddittori al suo interno, gioca un ruolo importante nel rafforzare le politiche anti-popolari nel nostro continente, colpendo la gioventù, la classe operaia e gli strati popolari. Senza nessuna illusione sulla possibilità di riformare l’Unione Europea in favore del popolo, o in un cambiamento del carattere dell’Unione Europea, i Partiti Comunisti e le organizzazioni della Gioventù Comunista degli stati membri della UE combatteranno l’imminente battaglia elettorale delle elezioni europee e continueranno a lottare nonostante le difficili condizioni, rafforzando la lotta contro la UE del capitale. Dobbiamo affrontare le elezioni del Parlamento Europeo come un’opportunità per innalzare la consapevolezza sul carattere di classe della UE e delle sue politiche, e continuare a rafforzare la nostra lotta per i diritti della gioventù, dei lavoratori e dei popoli, per un’Europa di cooperazione, solidarietà e pace. Allo stesso tempo, sosteniamo il diritto della classe operaia di tutti i paesi al disimpegno da questa alleanza.</p>
<p>In questo contesto è importante valorizzare il ruolo della lotta della gioventù in difesa dei propri diritti e per rispondere ai propri problemi concreti, insistendo sulla necessità di continuarla e intensificarla. La gioventù deve lottare per un’istruzione e una sanità pubbliche e gratuite, per alloggi di alta qualità ed economici, per i diritti nei luoghi di lavoro, contro la disoccupazione e la precarietà, così come per l’accesso alla cultura, allo sport, a un tempo libero di qualità, come parte della lotta per il socialismo. Ci schieriamo al fianco delle lotte dei sindacati di classe, nella battaglia per migliori condizioni di vita. Allo stesso tempo, la lotta per una reale protezione dell’ambiente dalla barbarie della depredazione e dello sfruttamento capitalistico è una necessità.</p>
<p>La guerra in Ucraina ha già causato grandi perdite umane e materiali e le sue conseguenze stanno colpendo l’intera umanità. Questa guerra è la culminazione del processo che è iniziato con la dissoluzione dell’URSS e il successivo uso dei sentimenti nazionalisti da parte delle borghesie locali e straniere. Questa situazione non è iniziata nel 2022 con l’intervento militare della Russia capitalista, che condanniamo, ma è stata preparata anni fa con il supporto e il sostegno di USA-NATO-UE alle forze fasciste e al golpe nel paese, e può essere risolta solo con la lotta dei popoli per la pace e il cessate il fuoco.</p>
<p>Il coinvolgimento di un numero crescente di forze, sia sul territorio ucraino che al di fuori, conferma la preoccupazione che la questione possa diventare il punto d’inizio di un conflitto militare sempre più internazionale. Chiamiamo alla fine immediata di tutte le azioni militari. I popoli di tutti i paesi devono lottare contro le loro borghesie e tutti quelli che servono la loro propaganda, e costruire la propria strada.</p>
<p>I punti morti a cui l’imperialismo porta, la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale assieme al diritto dei popoli all’indipendenza e all’autodeterminazione, falsamente giustificati come lotta contro il terrorismo, “liberazione” e altre bugie; l’accresciuta aggressività dell’imperialismo, l’intensificazione degli interventi imperialisti, rendono ancora più urgente intensificare la nostra lotta anti-imperialista, la lotta contro la NATO, l’UE e ogni alleanza imperialista, i governi borghesi, la loro propaganda di guerra e le politiche antipopolari, per intensificare la solidarietà internazionalista.<br />
Questi sviluppi stanno esacerbando il dramma dei rifugiati a un livello tragico. I migranti e i profughi, vittime delle guerre imperialiste, stanno fronteggiando una politica di repressione, persecuzione, discriminazione e di sfruttamento crudele. Il capitale mantiene l’interruttore, che attiva a seconda delle sue necessità. I crescenti flussi di rifugiati in Europa vengono oggi strumentalizzati per rafforzare l’islamofobia, la xenofobia, il razzismo e il nazionalismo, per distogliere il popolo dalla lotta di classe. Allo stesso tempo, la gestione dei rifugiati da parte dei paesi ospitanti è caratterizzata da una brutale violazione dei diritti umani. Il risultato di tutto questo, in un contesto di impoverimento generalizzato della classe operaia, è la creazione di un terreno fertile per le forze reazionarie, inclusi il fascismo e l’estrema destra. Il fascismo è il prodotto del sistema capitalistico; è il suo braccio armati contro il movimento operaio e popolare. Esprimiamo la nostra determinazione per una lotta senza tregua, con un chiaro orientamento di classe, contro il fascismo e i nazionalisti, alcuni dei quali cercano oggi di ripulirsi attraverso la cosiddetta “legittima attività parlamentare”, indossando le vesti di “legittimo partito politico”. Lottiamo contro la teoria antistorica degli “opposti estremismi”, contro l’identificazione del fascismo con il comunismo, che è oggi una politica ufficiale della UE.</p>
<p>Una menzione speciale da parte del 17° MECYO va allo spargimento di sangue in corso in Palestina, al massacro genocida portato avanti dallo Stato di Israele nella terra occupata palestinese. Riconosciamo che la situazione di escalation è causata dall’occupazione in corso, dalla colonizzazione illegale dei territori palestinesi occupati da Israele e dai continui crimini che vengono commessi da decenni contro il popolo palestinese. Lo Stato assassino di Israele riceve supporto dagli USA, dalla NATO e dall’UE, e supporto dai governi borghesi d’Europa in modi e proporzioni differenti. Comprendiamo anche che questo nuovo ciclo di sangue in Medio Oriente può giungere al termine solo quando terminerà l’occupazione israeliana di lunga data dei territori palestinesi, con il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente nei confini del 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale, il diritto dei profughi a tornare nella loro terra e la libertà per tutti i prigionieri politici palestinesi.</p>
<p>Nelle condizioni dell’aggressione imperialista in tutto il mondo e dell’attacco su tutti i fronti contro la gioventù e la classe lavoratrice, la lotta di classe e l’internazionalismo proletario sono l’arma più forte per portare le nostre lotte alla vittoria. L’unità delle gioventù comuniste su una base di classe e anti-imperialista è più che mai necessaria. La gioventù comunista unita, organizzata e combattiva, in prima linea nella lotta contro le guerre imperialiste e l’oppressione, contro lo sfruttamento capitalistico, continuerà a lottare per costruire l’Europa dei lavoratori, per costruire il mondo del socialismo!<br />
Larnaca, 29 dicembre 2023.</p>
<p><strong>Le organizzazioni che firmano la dichiarazione:</strong><br />
Organizzazione della Gioventù Democratica Unita (EDON), Cipro<br />
Gioventù Socialista Operaia Tedesca (SDAJ), Germania<br />
Gioventù Comunista di Grecia (KNE), Grecia<br />
Fronte della Gioventù Comunista (FGC), Italia<br />
Movimento della Gioventù Comunista, Paesi Bassi<br />
Lega della Gioventù Comunista (YCL), Regno Unito<br />
Gioventù del Partito dei Lavoratori (WPY), Irlanda<br />
Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria (bolscevica) (RKSMb), Russia<br />
Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC), Spagna<br />
Gioventù Comunista di Catalogna (JCC), Spagna<br />
Gioventù Comunista di Svezia (SKU), Svezia<br />
Gioventù Comunista di Turchia (TKG), Turchia</p>
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		<title>FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA. 21 OTTOBRE IN PIAZZA A GHEDI, COLTANO E PALERMO. Comunicato della segreteria nazionale FGC</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 09:32:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il mondo è sull’orlo del baratro. In tutti i continenti si moltiplicano i focolai di guerra, accompagnati da una corsa agli armamenti senza precedenti dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. La crisi capitalistica generalizzata, la competizione imperialista tra le vecchie e le nuove potenze del mondo capitalistico, le ambizioni di profitto delle oligarchie finanziarie di tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo è sull’orlo del baratro.</strong> In tutti i continenti si moltiplicano i focolai di guerra, accompagnati da una corsa agli armamenti senza precedenti dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. La crisi capitalistica generalizzata, la competizione imperialista tra le vecchie e le nuove potenze del mondo capitalistico, le ambizioni di profitto delle oligarchie finanziarie di tutti i paesi minacciano oggi di trascinare i popoli nell’incubo di un nuovo conflitto mondiale.</p>
<p>In Europa, prosegue da un anno e mezzo la guerra che si combatte in Ucraina tra la NATO e la Federazione Russa, che appare ben lontana dal concludersi ma anzi vede svilupparsi nuove escalation con morti, profughi e devastazioni. In Medio Oriente, il massacro criminale portato avanti dal governo di Israele contro la popolazione di Gaza e la resistenza palestinese rischia di evolvere in un più conflitto più ampio in tutta la regione. In Africa, l’impressionante numero di otto colpi di Stato in tre anni ha dimostrato l’esistenza di una fortissima competizione tra le potenze capitalistiche per modificare le sfere di influenza esistenti. In Asia, è ritornata all’ordine del giorno la questione di Taiwan che si collega direttamente alle nuove alleanze militari statunitensi per la competizione con la Cina nell’Oceano Pacifico.</p>
<p><strong>In questo quadro, il governo Meloni ha portato avanti una politica scellerata e guerrafondaia.</strong> Tonnellate di armi sono state inviate dall’Italia all’esercito ucraino, rendendo il nostro paese compartecipe del massacro in corso. L’Italia è in prima linea nella corsa agli armamenti con 27,7 miliardi di euro spesi per la difesa nel 2023, con un aumento di quasi 2 miliardi rispetto al 2022 e con l’obiettivo di portare le spese militari al 2% del PIL entro il 2028. Il governo promuove direttamente i piani di espansione del capitale italiano: “più Italia nei Balcani” e “un piano italiano per l’Africa”, mentre si conferma come il più fedele alleato della NATO e degli USA nell’Europa centro-meridionale.</p>
<p>Nelle scorse settimane, il governo Meloni ha dichiarato il proprio<strong> </strong>sostegno incondizionato all’estrema destra israeliana di Netanyahu, responsabile di innumerevoli crimini di guerra, dell’annunciato genocidio del popolo palestinese di Gaza e dell’escalation in corso, confermando il proprio rifiuto di riconoscere lo Stato di Palestina.</p>
<p><strong>In nome della guerra, viene chiesto al popolo e ai lavoratori in Italia di accettare sacrifici e privazioni</strong>, derivanti dalle sanzioni, dall’inflazione e dai rincari in generale, dall’economia di guerra apertamente definita così dagli stessi vertici della Commissione Europea.</p>
<p><strong>I costi economici e sociali della guerra vengono scaricati sui lavoratori e sugli strati popolari, </strong>come confermano gli attacchi a salari, pensioni e stato sociale. La propaganda martellante che inonda i media e la stampa a reti unificate ha precisamente l’obiettivo di compattare l’opinione pubblica nonostante il peggioramento delle condizioni di vita, di presentare la “vittoria” sui fronti di guerra come una necessità irrinunciabile in nome di presunti “interessi nazionali”.</p>
<p>In Italia, nonostante gli sforzi significativi che da più parti sono stati messi in campo, non esiste ancora un vero movimento contro la guerra, le cui identità e parole d’ordine siano chiaramente riconoscibili e conosciute a livello di massa e, soprattutto, capace di costituire un ostacolo reale alle politiche di guerra dei governi, legandosi a doppio filo alle esperienze di lotta operaia più avanzate e coscienti. Il governo Draghi prima, il governo Meloni poi, sono andati avanti come un treno nella direzione che è stata chiesta e ottenuta dai settori dominanti del capitale italiano.</p>
<p>Siamo ben consapevoli che buona parte delle ragioni stia nella debolezza del movimento operaio nella fase attuale. <strong>Ciò nondimeno, continuiamo a essere convinti che la costruzione di un ampio movimento popolare contro la guerra non possa essere demandata a un generico civismo e che, anzi, proprio i lavoratori possano e debbano essere il perno di questo movimento</strong> <strong>che abbiamo il dovere di costruire</strong>.</p>
<p>Affermiamo questo sulla base di una consapevolezza precisa: la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra imperialista combattuta tra i padroni di tutti i paesi è la prosecuzione delle politiche capitalistiche che schiacciano ogni giorno i proletari di tutti i paesi. I mandanti dei piani di guerra sono gli stessi responsabili dell’ingiustizia quotidiana che ci viene imposta da questo sistema. Come logica conseguenza, anche la lotta contro la guerra è la naturale prosecuzione della lotta di classe, e non può che porsi su un terreno internazionalista, quello della fratellanza tra i popoli e i lavoratori di tutti i paesi contro i capitalisti di tutti i paesi.</p>
<p>Con questo spirito, <strong>da comunisti parteciperemo alle diverse mobilitazioni nazionali contro la guerra che si terranno in concomitanza nella giornata del 21 ottobre a Ghedi, a Pisa/Camp Derby e a Palermo</strong>, all’indomani dello sciopero nazionale del sindacalismo di base del 20 ottobre.</p>
<p>La divisione – del tutto evitabile &#8211; in tre manifestazioni separate fotografa lo stato di divisione del movimento di classe, l’esistenza di posizioni e prospettive eterogenee corrispondenti all’attuale stato di sviluppo del dibattito sulla guerra e l’imperialismo. Nonostante questi limiti, riteniamo che la giornata di mobilitazione nazionale del 21 ottobre debba essere quanto più incisiva e generalizzata, e che la sua riuscita possa realmente farci muovere dei passi in avanti nella costruzione di un grande movimento contro la guerra.</p>
<p>Parteciperemo a tutte le manifestazioni promuovendo una piattaforma antimperialista, internazionalista e rivoluzionaria, contro ogni forma di compartecipazione dell’Italia ai conflitti imperialisti in corso:</p>
<p><strong>BASTA ARMI IN UCRAINA</strong>. Fermare l’ottavo pacchetto di armi preparato dal governo Meloni. Un anno e mezzo di guerra ha dimostrato che armare l’Ucraina non serve a difendere le popolazioni né a favorire la fine del conflitto. USA, NATO e UE stanno prolungando volutamente la guerra per i propri interessi.</p>
<p><strong>FERMARE L’ECONOMIA DI GUERRA E LE SANZIONI.</strong> No allo scaricamento del costo della guerra sulle spalle dei lavoratori. Fermiamo l’aumento dei prezzi, il taglio alla spesa sociale, l’attacco ai diritti.</p>
<p><strong>FUORI L’ITALIA DALLA NATO, FUORI LA NATO DALL’ITALIA.</strong> La favola della NATO come alleanza difensiva è insostenibile. Ritiro unilaterale dell’Italia dalla NATO, chiusura di tutte le basi militari USA e NATO sul territorio nazionale.</p>
<p><strong>FERMARE LE SPESE MILITARI, RITIRO DELLE TRUPPE ITALIANE ALL’ESTERO.</strong> Entrambe non tutelano la “sicurezza nazionale”, ma l’imperialismo italiano e gli interessi predatori di grandi monopoli come ENI. Si investa su sanità, diritto allo studio, spesa sociale.</p>
<p><strong>L’ITALIA RICONOSCA LO STATO DI PALESTINA.</strong> Porre fine al sostegno incondizionato ai crimini di Netanyahu contro la legittima lotta del popolo palestinese. Il sostegno all’estrema destra israeliana non difende la pace, al contrario legittima e incoraggia lo sterminio del popolo palestinese e prepara il terreno a una maggiore escalation in Medioriente.</p>
<p><strong>CONTRO IL NAZIONALISMO E LA PROPAGANDA DI GUERRA</strong>. Diciamo no a chi vorrebbe creare un pensiero unico a sostegno della guerra e bollare come servi del nemico, “putiniani” o “amici di Hamas”, tutte le voci critiche.</p>
<p><strong>CONTRO IL GOVERNO MELONI</strong>. Costruiamo un’opposizione operaia e popolare al governo dei padroni, contro la finta opposizione di PD e Movimento Cinque Stelle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA!</strong></p>
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		<title>RISOLUZIONE DEL COMITATO CENTRALE DEL FGC SUI RECENTI SVILUPPI INTERNAZIONALI E IN ITALIA</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 13:50:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE &#160; 1. La continuazione del conflitto in Ucraina conferma il rischio sempre più acuto di un’escalation di guerra generalizzata. Tutti i governi coinvolti in primo piano nella guerra adottano una retorica bellicista sempre più accesa, resa evidente agli occhi di tutto il mondo dal comizio di guerra di Joe Biden a Varsavia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. La continuazione del conflitto in Ucraina conferma il rischio sempre più acuto di un’escalation di guerra generalizzata</strong>. Tutti i governi coinvolti in primo piano nella guerra adottano una retorica bellicista sempre più accesa, resa evidente agli occhi di tutto il mondo dal comizio di guerra di Joe Biden a Varsavia e dal comizio di Vladimir Putin allo stadio Luzhniki di Mosca, nell’anniversario dell’invasione dell’Ucraina. Resta più che mai concreta la possibilità di un allargamento del conflitto al di fuori dei confini dell’Ucraina, come dimostrano le tensioni in Moldavia e Transnistria. In questo contesto, in tutti i paesi i governi programmano incrementi delle spese militari e avviano vere e proprie corse agli armamenti. Queste tendenze generalizzate e lo scontro diretto dei principali poli imperialisti pongono il conflitto in Ucraina su una scala ben diversa dai conflitti regionali: in Ucraina si combatte una guerra imperialista che ha come obiettivo la ridefinizione degli equilibri interni alla piramide imperialista mondiale in cui uno dei terreni di contesa tra i due blocchi imperialisti in conflitto è rappresentato dai paesi un tempo facenti parte dell’URSS. A tal proposito non sono casuali le proteste europeiste sviluppatesi in Georgia, che rappresenta il principale canale per il trasporto verso l’Europa delle estrazioni in Asia. Prosegue la politica degli USA e dei paesi membri di NATO e UE di sostegno all’Ucraina attraverso l’invio di armi e la politica delle sanzioni, mentre Thierry Breton, membro della Commissione Europea, ha dichiarato che l’Europa deve muoversi verso una “economia di guerra”. A un anno dall’inizio della guerra imperialista in Ucraina, entrambi i campi (la Russia capitalista e l’Ucraina con alle spalle l’alleanza euro atlantica USA-UE-NATO) proclamano ipocritamente di volere la pace, ponendo come prerequisito per l’apertura delle trattative di pace condizioni che coinciderebbero, di fatto, con la sconfitta del campo avversario. Il sostegno economico cinese e la non applicazione delle sanzioni da parte di molti paesi al di fuori di NATO e UE ha permesso alla Russia di sopportare la cessazione delle esportazioni, specialmente di gas, verso l’Europa. In paesi come Italia e Germania, il forte intervento statale a sostegno delle imprese nazionali ha garantito il compattamento della borghesia, nonostante le contraddizioni esistenti, dovute ai legami economici e commerciali con la Russia, danneggiati dalle sanzioni. In Germania, il governo tedesco ha investito circa 200 miliardi di euro per mantenere invariati i costi dell’energia, sopperendo all’aumento dei prezzi con il ricorso al patrimonio pubblico. In Italia, già negli ultimi mesi del governo Draghi sono stati stanziati 66 miliardi e previsti ulteriori sgravi fiscali per le imprese ad alto consumo energetico. Queste politiche sono state mantenute dal governo Meloni, coerentemente con il suo forte orientamento atlantista. In questo contesto, il tentativo della Cina di diventare il principale mediatore diplomatico nel conflitto ucraino e accrescere così il proprio prestigio internazionale, così come la centralità della diplomazia cinese nel processo di ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, confermano le valutazioni contenute nelle tesi del III Congresso Nazionale del FGC, in cui abbiamo identificato la Cina come primo competitor diretto degli Stati Uniti, e la competizione tra USA e Cina per la supremazia nel sistema capitalistico mondiale come principale linea di faglia nello scontro al vertice della piramide imperialista.</p>
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<p><strong>2. La guerra e le politiche dei centri imperialisti producono nuove ondate migratorie, profughi e rifugiati. </strong>Solo dall’Ucraina, sono 4 milioni i profughi registrati che hanno ottenuto protezione nei paesi UE.  La strage di Cutro, in cui sono morte nel Mediterraneo 91 persone provenienti da diversi paesi &#8211; in gran parte dall’Afghanistan – ha dimostrato nuovamente la disumanità delle politiche migratorie dell’Unione Europea e del governo italiano, che continua in un rimpallo di responsabilità utile a occultare l’evidenza che il salvataggio delle vite non è mai la priorità della gestione dei fenomeni migratori. Il governo di Giorgia Meloni ha cercato di deresponsabilizzarsi utilizzando gli slogan dell’“impedire le partenze” e della “guerra agli scafisti” lavandosi le mani delle proprie responsabilità nei ritardi dei soccorsi in mare; il tutto mentre i suoi esponenti politici e mediatici continuano a ricorrere a una vergognosa operazione di propaganda sulla pelle di centinaia di uomini, donne e bambini annegati, volta alla criminalizzazione con argomenti moralistici e inconsistenti di chi emigra dal proprio paese. Dinanzi a un rafforzarsi di questa retorica, con un governo nazionalista alla guida dell’Italia, riteniamo di dover riaffermare con forza la posizione di netto rifiuto della distinzione – tutta ideologica – tra i profughi e i c.d. “migranti economici”. Questa distinzione arbitraria è una costruzione ideologica che occulta la realtà per cui sono le stesse politiche dei centri imperialisti – dalle politiche di saccheggio operate dai grandi monopoli alla guerra imperialista, che è sempre la “continuazione della politica con altri mezzi” – a costringere a fuggire dal proprio paese e cercare una vita migliore altrove, sia nel caso in cui fuggano dalla guerra e dalla devastazione, sia quando fuggono dalla povertà e dalla miserie generate da quelle politiche e dalla natura predatoria del capitalismo.</p>
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<p><strong>3. Un’ondata di scioperi e lotte operaie sta attraversando importanti paesi europei.</strong> In Regno Unito, gli scioperi per l’adeguamento dei salari al costo della vita dopo i lockdown e le politiche di <em>austerity </em>hanno già segnato il record affermandosi come la più grande mobilitazione nel paese dal 2011. In Francia, milioni di proletari scioperano e si mobilitano contro il governo Macron e la riforma che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni. In Turchia le proteste sviluppatesi al seguito del tragico terremoto di febbraio al confine con la Siria hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di proletari che hanno posto sotto accusa il governo nazionalista di Erdogan per la gestione dei soccorsi, per buona parte sopperiti da una rete di solidarietà che ha visto il Partito Comunista di Turchia giocare un ruolo di primo piano. In Grecia, il disastro ferroviario del 1 marzo ha avuto come risposta una grande mobilitazione operaia e popolare, con oltre una settimana di sciopero continuativo nel settore di trasporti e un’enorme mobilitazione nella giornata dell’8 marzo per lo sciopero generale promosso dal PAME, che denuncia le responsabilità delle politiche di privatizzazione dei governi di Nuova Democrazia, Pasok e Syriza. In merito a questi sviluppi, restano valide le valutazioni contenute nelle tesi politiche del III Congresso Nazionale del FGC, a riguardo delle esplosioni di nuovi focolai di lotta di classe in tutto il mondo: “<em>La portata di questi avvenimenti non deve essere sottovalutata dai comunisti. Nella loro diversità e complessità, sono in ultima analisi il prodotto dell’inconciliabilità degli interessi di profitto del capitale con il benessere dei popoli e delle classi oppresse e dimostrano l’esistenza di uno spazio per una nuova avanzata del movimento operaio nel XXI secolo.</em>”</p>
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<p><strong>GLI SVILUPPI POLITICI IN ITALIA</strong></p>
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<p><strong>4. Le elezioni amministrative del 12-13 febbraio in Lazio e Lombardia e del 2 e del 3 aprile in Friuli-Venezia Giulia confermano il rafforzamento dei partiti di governo, ma anche l’enorme crescita dell’astensione elettorale da parte dei settori proletari e popolari.</strong> Il crollo dell’affluenza, che, nel caso di Lombardia e Lazio, dal 70% delle regionali 2018 si assesta ora al 40%, testimonia il sentimento diffuso di scollamento, rassegnazione e disillusione da parte di ampi settori della popolazione. Tutti i sondaggi che tengono in considerazione l’estrazione sociale degli elettori evidenziano lo stesso dato: l’astensione è un fenomeno che interessa innanzitutto i settori proletari. Di pari passo con questo fenomeno, il peso elettorale della piccola borghesia cresce proporzionalmente all’astensionismo della classe lavoratrice. L’importanza assunta dalle rivendicazioni dei settori piccolo-borghesi, che riescono a imporre la propria agenda nel dibattito pubblico mentre i lavoratori ne vengono completamente tagliati fuori, va letta anche alla luce di questo dato. Diversamente da quanto avveniva decenni fa, quando la borghesia era costretta a contrapporre ai partiti classisti di massa i <em>suoi</em> partiti di massa funzionali a costruire il consenso tra i settori popolari e proletari (si pensi alla tradizione dei partiti “popolari” o alla stessa Democrazia Cristiana), oggi le proposte e le promesse elettorali dei partiti borghesi si rivolgono in misura predominante alle frange piccolo borghesi, proprio<em> </em>perché queste <em>vanno a votare</em> <em>votano di più.</em></p>
<p>Oltre al fenomeno dell’astensione, almeno altri due dati meritano di essere registrati in un bilancio di queste elezioni.</p>
<p>Il primo è il significato politico della vittoria e rielezione di Attilio Fontana in Lombardia, alla guida della coalizione di centro-destra.  A tre anni dall’esplosione dell’emergenza pandemica in Lombardia e dai morti di Bergamo, tutto sembra essere già stato rimosso dalla memoria collettiva, e le elezioni consegnano la vittoria a chi ha guidato la giunta regionale che porta la responsabilità politica di migliaia di morti, che sarebbero stati evitabili con una gestione diversa dell’emergenza che non desse priorità – come è stato fatto in quei giorni – alla volontà di Confindustria di ritardare le chiusure. Si tratta di un segnale dal considerevole significato, che testimonia per l’ennesima volta che nella società odierna, la “memoria” politica viene totalmente rimossa e si liquefa in un eterno presente, fatto di comunicazione e di rincorsa all’ultimo <em>tweet</em>. Questo dimostra la torsione reazionaria e lo stato putrescente della società capitalistica contemporanea, in cui il tentativo ideologico di presentare la democrazia borghese come la migliore forma possibile di governo stride dinanzi all’evidenza dello svuotamento di significato della partecipazione politica attraverso i suoi stessi istituti, come il voto.</p>
<p>Il secondo dato (per noi) significativo è lo stato di assoluta irrilevanza delle formazioni a sinistra del PD, senza reali differenze qualitative percepibili tra le diverse opzioni in campo. Se il tentativo di riaggregazione delle forze che fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea nella coalizione “Unione Popolare” si dimostra poco trainante, ancor più emblematico è in questo senso il risultato del Lazio, in cui i 15,3mila voti di UP (0,88%) vengono superati dai 16,9mila voti del PCI di Mauro Alboresi (0,98%). Una formazione – UP – con addentellati nei sindacati di base, sostenuta da esponenti del mondo accademico e culturale e con endorsement internazionali, prende meno voti di una falce e martello presentata senza alcuna progettualità politica reale al di fuori della mera auto-rappresentazione. È la dimostrazione che <em>siamo a zero</em>, tutti. Che la sinistra “di classe”, nella sua accezione più larga e generale, non va oltre un voto di nicchia e di opinione, identitario, residuale. Se una lezione bisogna trarne, è che non si può più pensare di raschiare il fondo del barile di un patrimonio ormai esaurito, e che la soluzione alla “questione comunista” va oggi ricercata necessariamente <em>al di fuori</em> delle scadenze elettorali e non sollevata sistematicamente e in modo strumentale unicamente in vista di queste scadenze.</p>
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<p><strong>5. Il governo Meloni si conferma garante degli interessi dei monopoli capitalistici dinanzi alla crisi economica e sociale, delle istanze della piccola borghesia impoverita dalla crisi e dei piani imperialisti della NATO e dell’Unione Europea.</strong> Le principali scelte economiche del governo di destra guidato da Giorgia Meloni continuano nel solco delle politiche antipopolari di gestione della crisi portate avanti dal precedente governo di “unità nazionale” guidato da Mario Draghi. L’espressa volontà da parte di Giorgia Meloni di essere pronta a “scelte impopolari” pur di approvare l’agenda di Confindustria trova conferma nelle misure smantellamento del Reddito di Cittadinanza, nella promozione di una legge di bilancio lacrime e sangue per i lavoratori e nella modifica del “Decreto Dignità” con l’ulteriore liberalizzazione dei contratti a termine, rimuovendo ogni pur debole ostacolo e vincolo alle aziende per continuare a prorogare contratti a tempo determinato oltre i 12 mesi. L’approvazione per decreto di uno scudo penale per i reati fiscali, oltre a rappresentare un vero e proprio insulto a tutti i lavoratori dipendenti dalle cui tasche proviene oltre il 70% dell’intero gettito fiscale, rappresenta un ennesimo regalo nei confronti delle imprese morose e degli imprenditori che sull’evasione fiscale basano una buona parte dei propri profitti. Il rinnovato impegno da parte del governo Meloni, che ha visto il voto favorevole anche del Partito Democratico a guida Schlein, a fianco del governo ucraino e di piani imperialisti della NATO e dell’UE con l’invio di nuove armi e finanziamenti a Kiev conferma l’assoluta fedeltà euroatlantica da parte dell’attuale esecutivo che si dice pronto ad aumentare ulteriormente i miliardi destinati alle spese militari. Il fatto che sulla gestione dei fondi del PNRR, e quindi sulla spartizione di miliardi di euro alle imprese e a settori economici strategici, si sia riaccesa un’aspra discussione politica tra governo e opposizione, la stessa che due anni fa aveva portato alla caduta del governo Conte II e all’insediamento di Mario Draghi quale mediatore tra le diverse “fazioni” della borghesia nazionale, conferma la volontà da parte di ogni formazione politica di centro destra e centro sinistra di accreditarsi agli occhi della borghesia italiana quale migliore garante per i loro interessi, rivendicando la propria “ricetta” di gestione del PNRR come più efficace ai fini della tutela degli interessi dei padroni.</p>
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<p><strong>6. Sulle aggressioni squadriste a Firenze e le mobilitazioni antifasciste.</strong> Le aggressioni squadriste messe in atto al Liceo Michelangelo di Firenze da un’organizzazione neofascista vicina ai partiti di governo ricorda la dinamica ben nota ai meno giovani di noi, che aveva caratterizzato la quotidianità degli anni dei governi Berlusconi. <em>Le organizzazioni neofasciste attaccano militanti politici ed esponenti del movimento studentesco</em> e beneficiano della complicità e della copertura da parte dei media, del centro-destra istituzionale e delle stesse istituzioni. I giornali hanno mistificato i fatti di Firenze raccontandoli come una “rissa”, in linea con le dichiarazioni imbarazzate degli esponenti del governo Meloni. La prima dichiarazione del Ministro dell’Istruzione nel merito della vicenda è stata, qualche giorno dopo, la critica pubblica a una preside che, all’indomani dell’aggressione, ha diffuso una circolare agli studenti contro “il totalitarismo e la violenza”, accusandola di fare propaganda politica. La risposta militante e combattiva del movimento studentesco a Firenze è un segnale importante, che conferma la giustezza dell’indicazione contenuta nella <em>Risoluzione del Comitato Centrale del FGC “Il governo Meloni e il ruolo dei comunisti in questa fase”,</em> a margine della riflessione critica sull’idea di poter costruire l’opposizione al governo Meloni sul tema dell’antifascismo: “[…] <em>Questo ragionamento non significa in alcun modo dare una valutazione negativa dell’avversione verso il governo che si sviluppa a partire da uno spontaneo sentimento antifascista, che ha un valore particolare in un contesto in cui non si può più considerare maggioritaria la pregiudiziale antifascista. I comunisti devono sicuramente essere in grado di parlare a coloro che potrebbero scendere sul terreno della lotta a partire da questo sentimento, ma non possono fare l’errore di trasformarlo in una strategia che non sarebbe altro che codista, quanto piuttosto hanno il dovere di costruire coscienza di classe su questa base spontanea</em>”. Allo stesso modo, il tentativo del PD e del M5S di utilizzare strumentalmente per propri calcoli politici il tema dell’antifascismo e l’ondata di indignazione sviluppatasi in seguito all’aggressione squadrista di Firenze si è concretizzata nella piazza convocata dalla CGIL, con la partecipazione di tutto il centrosinistra, sabato 4 marzo a Firenze, dimostrando che il generico richiamo all’antifascismo apre la porta proprio agli sforzi di queste forze di riassorbire ogni protesta spontanea nella logica dell’opposizione parlamentare del centro-sinistra. La stessa CGIL che poche settimane dopo ha poi ospitato Giorgia Meloni in occasione del proprio congresso nazionale il 17/03 dimostrando il simultaneo tentativo di accreditarsi nei confronti del governo quale interlocutore responsabile. A questi tentativi noi comunisti dobbiamo rispondere innanzitutto <em>politicamente</em>, con uno sforzo costante per <em>elevare </em>lo stato di coscienza all’interno di una lotta spontanea e nei settori giovanili più attivi. Va rigettata invece la logica opposta, che è quella di chi spera di costruire maggiori consensi abbassando sempre più l’asticella della consapevolezza politica, gridando al fascismo in ogni occasione per ragioni di pure opportunità, senza accorgersi che così facendo si abbandona il terreno e si lascia campo libero al centro-sinistra e ai loro tentativi di presentarsi come unico e principale riferimento politico delle proteste contro il governo Meloni.</p>
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<p><strong>7. L’elezione di Elly Schlein alla segreteria del PD rimette in moto quel processo di riarticolazione del centro-sinistra, e più in generale dell’area che si identifica genericamente come “progressista”</strong>, che veniva annunciata già negli anni della segreteria di Zingaretti. “Bisogna cambiare tutto affinché nulla cambi” è la cifra di questa operazione: ripulire l’immagine del Partito Democratico e del centro sinistra costruendo un consenso attorno a un “nuovo” immaginario progressista, affinché il PD possa continuare a proporsi come uno dei principali partiti di potere, garante della “buona amministrazione” del capitalismo italiano e della fedeltà euro-atlantica, ed esecutore delle politiche richieste dai padroni e da Confindustria. Si tratta di un processo che negli ultimi decenni, caratterizzati dalla crisi capitalistica che si riflette anche in crisi di consenso dei sistemi politici borghesi, è stato comune a molti paesi tanto a destra quanto a “sinistra”. La ricostruzione dell’identità politica di un partito già esistente svolge in modo diverso la stessa funzione della nascita di nuovi partiti. Se in decine di paesi le formazioni di destra si sono reinventate per imitazione della “alt-right” statunitense, costruendo quel campo politico che si potrebbe semplicisticamente associare a figure politiche come Donald Trump, Jair Bolsonaro, Marine Le Pen o Viktor Orban, a sinistra un processo simile e speculare avviene sulla scia della tradizione “<em>liberal</em>” e della più recente cultura “<em>woke”,</em> anche queste di matrice statunitense. Se il PD del 2008 fondava la sua identità sulla convergenza dei Democratici di Sinistra con i settori del mondo cattolico, scegliendo significativamente un nome che ricalcava quello dei <em>Dem </em>nordamericani, oggi la “proposta Schlein” oggi è rifondare l’immaginario di questo partito ancorandolo alle tendenze più recenti del progressismo che attinge il suo immaginario dalle <em>identity politics</em>, dai nuovi movimenti femministi e “transfemministi”, dal movimento del <em>Pride</em>, dall’attivismo ecologista, dalle istanze anti-razziste del <em>Black Lives Matter. </em>È giusto descrivere questo processo sulla base del suo immaginario di riferimento perché è questo il vero fulcro dell’operazione Schlein, molto più della “agenda” politica e delle proposte contenute nei programmi. Se nella società capitalistica odierna i corpi intermedi vengono polverizzati in favore di una politica di puro consenso e pura opinione, infatti, è proprio <em>l’immaginario politico collettivo</em> che sostituisce e rimpiazza, per quanto possibile, la partecipazione politica organizzata e cosciente che era stata propria dei partiti di massa nel secolo scorso. L’incarnazione della Schlein di tale visione è premiata soprattutto dai non iscritti al PD, proprio tra questi infatti ha riscosso i voti necessari successo nelle primarie. La “radicalità” che tanti percepiscono nell’operazione Schlein è solo apparente, costruita attorno a simbolismo e nuovi richiami valoriali a fronte di una sostanziale continuità con ciò che il PD ha rappresentato strutturalmente nella società italiana. Visto da fuori, il “nuovo” sistema partitico italiano che vorrebbe contrapposte, giocando ora ad armi pari in fatto di <em>enpowerment</em>, Elly Schlein e Giorgia Meloni – a patto che l’operazione Schlein duri nel tempo &#8211; ricorda davvero i processi simili avvenuti in altri paesi europei. Si pensi alla Spagna, dove a destra si afferma Vox a sinistra Podemos (che oggi governa col PSOE); alla Francia dove all’avanzata di Marine Le Pen a scapito dei repubblicani ha fatto specchio la perdita di consensi del partito socialista in favore di Jean-Luc Melenchon; alla Grecia dove Syriza ha rimpiazzato in tutto e per tutto la funzione social-democratica del Pasok, governando con il partito nazionalista-conservatore Anel. Dal punto di vista dell’apparato del PD si tratta di una scommessa non pienamente condivisa, tanto che il voto degli iscritti avrebbe in realtà premiato Bonaccini. Non c’è quindi da stupirsi che si levino voci di opposizione con l’argomento secondo cui il presunto “radicalismo” della Schlein, che pure è più adatto a intercettare frange di elettorato giovanile, come in parte dimostrato dal voto dei non iscritti, sarebbe però “perdente” e incapace di costruire vero consenso maggioritario. La convivenza con il M5S, che oggi cerca di reinventarsi sulla base di proposte di stampo più marcatamente social-democratico e lavorista, e con i liberali “puri” (Calenda, +Europa…) che erodono “da destra” il bacino elettorale del PD, rappresentano in quest’ottica ulteriori ostacoli alla linea Schlein. Dal nostro punto di vista di comunisti, la presenza di un “nuovo” PD che cercherà di presentarsi alle nuove generazioni come un qualcosa di più radicale e attrattivo, come un punto di riferimento per i giovani attivi nelle manifestazioni studentesche ed ecologiste, rappresenta una “novità” solo per quanto riguarda gli aspetti formali. Nella sostanza, però, il lavoro che abbiamo davanti sarà molto “tradizionale”, rispetto a quello che è stato il compito storico dei comunisti di denuncia agli occhi del proletariato della natura della socialdemocrazia, e del contendere a queste forze il consenso politico e l’egemonia nelle lotte sociali e politiche. Il PD e il centro-sinistra svilupperanno sistematicamente il tentativo di intercettare le mobilitazioni di opposizione al governo, cercando di ri-accreditarsi anche tra gli strati popolari, proprio a partire dalla costruzione di un differente immaginario e dall’affermazione di una fittizia rottura con il precedente corso politico che ha caratterizzato le ultime stagioni di governo. Dovrà essere nostro dovere rispondere facendo luce sulle responsabilità passate e attuali del Partito Democratico, esplicitando come e perché il centro-sinistra non possa in alcun modo rappresentare una soluzione alle contraddizioni generate dal sistema capitalistico, il cui prezzo viene pagato quotidianamente da milioni di giovani degli strati popolari.</p>
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<p><strong>IL MOVIMENTO DI CLASSE IN ITALIA E LA COSTRUZIONE DELL’OPPOSIZIONE AL GOVERNO E ALLA GUERRA</strong></p>
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<p><strong>8.</strong> <strong>A un anno dall’escalation del 24 febbraio 2022, pesa ancora l’assenza di un vero movimento popolare e di massa contro la guerra, i piani imperialisti della NATO e dell’UE e il governo Meloni</strong>. Nel dibattito pubblico e nel dibattito in seno alle stesse organizzazioni politiche la questione della guerra, pur onnipresente e discussa, appare ampiamente sottovalutata, se misurata alla necessità di comprendere il carattere epocale degli sviluppi dell’ultimo anno e i pericoli che portano con sé.</p>
<p>Nell’occasione dell’anniversario della guerra in Ucraina la condotta del vertice della CGIL, che ha deciso di non organizzare una manifestazione nazionale contro la guerra pur avendola preannunciata poche settimane prima, ha contribuito alla frammentazione delle manifestazioni organizzate da settori del movimento operaio e sindacale nella giornata del 25 febbraio. La scelta di non dedicare la centralità della propria capacità di mobilitazione al tema della guerra preferendo il richiamo a un generico sentimento antifascista, come confermato dalla manifestazione di Firenze del 4 marzo, dimostra la volontà da parte della dirigenza della CGIL di non sollevare eventuali contraddizioni interne al centro sinistra a guida PD, la cui posizione in merito alla guerra in Ucraina è identica a quella del governo di destra.</p>
<p>La manifestazione nazionale lanciata dal Collettivo Autonomo dei Lavoratori Portuali nella città di Genova, a cui il FGC ha partecipato convintamente, ha visto la convergenza nazionale di organizzazioni politiche, sindacali e ha registrato la partecipazione di alcune migliaia di persone. A nostro avviso, sia pur proporzionata al contesto generale e ai rapporti di forza, conferma le potenzialità della classe operaia nell’essere perno e avanguardia della lotta antimperialista. Riteniamo invece errata e fuorviante l’idea che la data di Genova abbia segnato la “nascita di un nuovo movimento nazionale contro la guerra”. Questa affermazione è stata avanzata da alcuni gruppi politici che lavorano dichiaratamente per promuovere nel movimento operaio posizioni favorevoli o accondiscendenti con l’intervento militare russo in Ucraina, con gli slogan del “mondo multipolare” e della “democratizzazione delle relazioni internazionali”, perno della politica estera dei governi di Russia e Cina. Giudichiamo queste posizioni contrarie alla concezione leninista dell’imperialismo e, soprattutto, fuorvianti e pericolose per la classe operaia di tutta Italia ed Europa.</p>
<p>Al contempo, le manifestazioni promosse dal Si Cobas nelle città di Roma, Milano, Bologna e Venezia hanno registrato una partecipazione militante apprezzabile, senza però intercettare una partecipazione spontanea e di massa significativa. La volontà di costruire un movimento di massa di opposizione alla guerra, che abbia il proprio baricentro nella classe lavoratrice, non può accontentarsi di semplici manifestazioni di testimonianza che vedono la partecipazione di qualche centinaio di iscritti, ma deve marciare parallelamente alla volontà di costruire la più ampia unità possibile delle forze di classe sulla base di parole d’ordine condivise contro la guerra, il governo Meloni e il carovita e che possano trovare la loro concretizzazione in manifestazioni comuni.</p>
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<p><strong>9. Riteniamo che la preparazione politica e organizzativa del 25 febbraio abbia segnato un passo indietro rispetto a quella della manifestazione nazionale dello scorso 3 dicembre 2022.</strong> Quella piazza, sia pur nella contrapposizione tra diverse opzioni politiche e sindacali, aveva costruito un contesto in cui queste forze potevano confrontarsi, in una di mobilitazione nata dalla convergenza su una giornata di sciopero e che manteneva uniti i settori più coscienti della classe operaia, pur appartenenti a sigle sindacali differenti. Dinanzi alla frammentazione delle scorse settimane, il principio dell’unità nella lotta sul piano delle mobilitazioni di classe merita di essere riaffermato con forza. A un contesto in cui le divisioni politiche esistenti – e non cancellabili – pregiudicano l’unità del movimento operaio e sindacale imponendo la frammentazione, preferiamo la prospettiva delle mobilitazioni operaie, di classe, popolari il più unitarie possibile. È infatti solo su questo terreno che la dialettica tra le posizioni contrapposte può svilupparsi positivamente, spingendo le contraddizioni politiche a risolversi dinanzi a un movimento reale, e non alienandosi da questo. <em>Marciare divisi ma colpire uniti, e chi avrà più filo tesserà.</em></p>
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<p><strong>10. Dopo le grandi mobilitazioni dell’inverno 2022, il movimento studentesco sta attraversando una fase di riflusso.</strong> Le mobilitazioni contro il governo e l’alternanza scuola-lavoro seguite alla morte di Giuliano De Seta nello scorso autunno non hanno avuto una entità paragonabile a quelle dei primi mesi dell’anno. Similmente, le manifestazioni del 24 febbraio, promosse dal FGC assieme ai settori studenteschi più militanti con lo slogan “<em>soldi all’istruzione, non alla guerra</em>”, sono ben lontane da ciò che la fase attuale richiederebbe. Nell’autocritica costruttiva sulle nostre insufficienze rispetto ai compiti che il FGC si assume e agli sforzi per rilanciare l’agitazione nelle scuole e nelle università, dobbiamo però avere coscienza che non tutto dipende dal fattore del nostro intervento soggettivo e dallo sforzo volontaristico, in presenza di condizioni largamente sfavorevoli come quelle attuali. Da anni il movimento studentesco in Italia rappresenta una delle punte più avanzate e combattive della lotta di massa. In più di un’occasione, la prima mobilitazione nazionale contro un nuovo governo è stata quella degli studenti. Non è un caso quindi il crescente numero di intimidazioni ed episodi repressivi operati da presidi e polizia all’interno delle scuole. Tuttavia, restano altrettanto valide le valutazioni, ribadite anche nelle tesi politiche del nostro III Congresso, per cui le sorti e il carattere del movimento studentesco non sono determinabili per solo sforzo di volontà in assenza di un fronte più ampio di lotta di classe che sia imperniato, come elemento principale e insostituibile, attorno alla presenza di un forte movimento operaio. In questo contesto, ribadendo l’impegno della gioventù comunista nell’attività di propaganda e agitazione tra gli studenti, è opportuno riaffermare la centralità dell’iniziativa politica nella fase attuale. Fatti politici nati da contesti locali come quello della Sapienza o la vicenda di Firenze confermano l’importanza della presenza militante nei contesti sociali, della capacità di intercettare una protesta spontanea nel momento in cui sta per esplodere, e più in generale dell’iniziativa della gioventù comunista che può fare da innesco su una polveriera su cui altrimenti altre forze getteranno acqua. Osserviamo, poi, come la scelta di collettivi e strutture studentesche, anche legate al centrosinistra, di investire ogni sforzo sulle date del FFF e dell’8 marzo abbia fatto emergere anche in quelle occasioni con un calo della partecipazione rispetto agli scorsi anni.</p>
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<p><strong>11. </strong>Infine, <strong>riaffermiamo interamente l’indicazione della precedente riunione del Comitato Centrale del 4 dicembre 2022</strong>, trasposta nella <em>Risoluzione del CC del FGC sul governo Meloni e i compiti dei comunisti</em>, in merito alla <strong>necessità di</strong> <strong>intensificare i nostri sforzi e il contributo del FGC al processo di ricostruzione comunista in Italia: </strong>«[…] Contribuire alla costruzione in Italia del partito comunista, al processo di condensazione e raggruppamento dei comunisti e delle avanguardie di classe in partito, è uno degli obiettivi fondanti del FGC, ma anche una necessità storica sempre più impellente, che ci viene continuamente sollecitata dalle condizioni oggettive e dalla fase storica e politica che stiamo vivendo. Ogni giorno che tardiamo su questo processo, consegniamo al nemico di classe almeno una parte dei nostri sforzi quotidiani nel lavoro di massa. Siamo ben coscienti che un partito non nasce per auto-proclamazione e che non è sufficiente la semplice ricomposizione senza chiarezza politica. Pensiamo però che sia necessario porre, in forma sempre più pubblica e aperta, il dibattito franco sulla ricostruzione comunista, visto che è sul piano della chiarificazione politica delle posizioni rivoluzionarie che avanza concretamente la costruzione del partito. […] Come seppe fare 10 anni fa il FGC al momento della sua fondazione, è necessario rompere gli indugi, lavorare attivamente al processo di raggruppamento rivoluzionario dei comunisti in Italia. È un processo, che nelle condizioni attuali non può ammettere l’illusione che possa esistere un unico momento risolutivo. È possibile, però, avanzare concretamente, mossi dalla convinzione e dalla consapevolezza che l’orizzonte ultimo della lotta di classe non può esaurirsi nei margini del capitalismo, nell’accettazione dello sfruttamento, della barbarie, della guerra imperialista. La lotta della nostra epoca è la lotta per il socialismo. Senza il partito non solo questa, ma ogni altra lotta è perduta.»</p>
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		<title>DICHIARAZIONE CONGIUNTA – NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA!</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 09:44:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Noi, organizzazioni comuniste, militanti, operaie e internazionaliste, riunite nella conferenza nazionale “La guerra in Ucraina, la crisi economica e il grande caos mondiale. Che fare?” svoltasi il 16 ottobre a Roma, facciamo appello alla massima mobilitazione contro la guerra e promuoviamo unitariamente, a disposizione del dibattito collettivo, le tesi seguenti: La guerra che si combatte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Noi, organizzazioni comuniste, militanti, operaie e internazionaliste, riunite nella conferenza nazionale “<em>La guerra in Ucraina, la crisi economica e il grande caos mondiale. Che fare?” </em>svoltasi il 16 ottobre a Roma, facciamo appello alla massima mobilitazione contro la guerra e promuoviamo unitariamente, a disposizione del dibattito collettivo, le tesi seguenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La guerra che si combatte oggi in Ucraina tra la Russia e l’alleanza euro-atlantica è un conflitto imperialista</strong>, che ha le sue basi nella crisi generale del sistema capitalista su scala globale e, quindi, in un&#8217;accentuata competizione tra le principali potenze capitalistiche. Rifiutiamo tutte le narrazioni ideologiche che mistificano il carattere della guerra e cercano di occultarne la reale natura per costruire consenso a favore di uno o l’altro dei campi belligeranti.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Denunciamo i piani imperialisti della NATO</strong>, la sua politica di espansione ad Est e di accerchiamento della Russia come corresponsabili degli sviluppi che hanno portato all’escalation della guerra in territorio ucraino. La più dura opposizione alle strategie imperialiste della NATO, degli USA, della UE e dei governi dei paesi membri, con l’Italia co-protagonista, è parte integrante e irrinunciabile di ogni vera opposizione alla guerra nel nostro Paese.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Condanniamo l&#8217;invasione militare russa</strong>, la quale, dietro l&#8217;alibi della liberazione delle popolazioni russofone del Donbass e della loro legittima aspirazione a emanciparsi dall&#8217;oppressione perpetrata dai nazionalisti ucraini, da mesi semina morte e distruzione in nome degli interessi del grande capitale russo, per difendere non il proletariato e i popoli di Russia e Donbass, ma le ambizioni della borghesia monopolistica di cui il governo russo è espressione, di prendere parte attiva ad una nuova spartizione del mercato mondiale.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Denunciamo il regime ultra-nazionalista di Kiev</strong>, il suo doppio ruolo di fantoccio delle mire imperialiste statunitensi nell’Europa Orientale e di collaboratore della NATO e dell&#8217;UE che hanno avallato le attività di organizzazioni paramilitari apertamente fasciste integrate nello Stato ucraino, le politiche di repressione e persecuzione delle popolazioni di lingua russa, la persecuzione anticomunista. Condanniamo le politiche di privatizzazioni su larga scala e di macelleria sociale nei confronti dei proletari ucraini. Il governo nazionalista di Zelensky non è un mero spettatore dello scontro tra NATO e Russia, ma è responsabile di aver messo il territorio dell’Ucraina a disposizione dei piani di guerra della NATO.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Solidarizziamo con il popolo ucraino, con i popoli del Donbass, con il popolo russo. Denunciamo i rispettivi governi e tutte le forze corresponsabili </strong>delle morti e delle distruzioni che colpiscono in primo luogo i proletari di entrambi i fronti, carne da macello in larga parte costretta a combattere con la pistola alla tempia della coscrizione obbligatoria e delle leggi marziali.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rifiutiamo le costruzioni ideologiche utilizzate da tutte le fazioni del conflitto per legittimare le proprie politiche</strong>. Rifiutiamo la teoria del “paese aggressore” e del “paese aggredito”, che ciascuna potenza utilizza a propria convenienza. Rifiutiamo gli appelli ipocriti al diritto internazionale, che viene quotidianamente violato e interpretato arbitrariamente da tutti gli attori in campo. Denunciamo l’utilizzo strumentale di principi e tematiche come la “difesa della democrazia”, l’autodeterminazione, il diritto di scegliere le proprie alleanze, la “sicurezza nazionale”, i diritti umani, e persino l’antifascismo, come dimostrano i proclami propagandistici del governo della Federazione Russa sulla “denazificazione” dell’Ucraina per giustificarne l’invasione. Contro queste costruzioni ideologiche fatte di menzogne, rilanciamo la parola d&#8217;ordine storica del movimento operaio e comunista: guerra alla guerra, disfattismo su entrambi i fronti!<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>No alle politiche di riarmo. Non una base, non un soldato, non un euro per la guerra imperialista. </strong>Denunciamo le politiche di riarmo di tutti i paesi membri della NATO e della UE, a partire dalla scelta del governo Draghi – avallata da tutte le forze parlamentari – di aumentare la spesa militare dell’Italia di oltre il 30%, che fa seguito all’incremento costante delle spese militari negli ultimi decenni. Ogni euro speso per la guerra è tolto alla sanità, all’istruzione, alle politiche sociali.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nemico è in casa nostra! </strong>La corsa al riarmo dell&#8217;Italia è funzionale sia alla maggiore integrazione dell’Italia nei piani di guerra della NATO, ma anche e soprattutto al consolidamento del ruolo, del peso e degli interessi specifici dell&#8217;imperialismo italiano. Rifiutiamo la teoria ingannevole secondo cui l’Italia sarebbe una nazione “oppressa” e “priva di sovranità”, da sempre utilizzata dai capitalisti italiani per legittimare le proprie ambizioni. Gli obiettivi della borghesia italiana, sia quando alza la bandiera della fedeltà atlantica sia quando persegue altri piani, sono incompatibili con le aspirazioni e gli interessi dei lavoratori e degli sfruttati. Non esistono comuni “interessi nazionali” che possano rendere accettabile alcuna forma di compromissione delle forze di classe con i governi capitalisti. Rifiutiamo, perciò, qualsiasi declinazione “di sinistra” della prospettiva sovranista.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La guerra dei padroni la pagano i lavoratori e le masse oppresse. </strong>Il costo della guerra oggi viene interamente scaricato sui lavoratori, sul proletariato e sugli strati popolari impoveriti dalla crisi. La compartecipazione dell’Italia alla guerra e alla politica delle sanzioni ha oggi un impatto diretto e immediatamente percepibile sulla vita di lavoratori, disoccupati, precari, studenti, pensionati, molto più di quanto non sia mai avvenuto negli ultimi decenni. Non è possibile opporsi al caro vita, al caro bollette, a rincari, inflazione e speculazione sui beni e servizi essenziali, senza mettere in discussione le politiche guerrafondaie dei governi italiani e dell&#8217;UE sul tema della guerra, legando assieme la lotta per la pace alla lotta contro oppressione, sfruttamento e salari da fame.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La guerra dei padroni devasta l’ambiente.</strong> Polveri, macerie, acque inquinate, aria avvelenata si sommano alle devastazioni della contesa per la ricerca dei metalli rari necessari ai prodotti della cosiddetta “transizione ecologica”, che è una delle direttrici della ristrutturazione capitalistica voluta dai grandi monopoli. La devastazione della guerra si somma alla devastazione ambientale e la aggrava ulteriormente. La questione ambientale e l’emergenza climatica, tra i grandi temi del nostro tempo, proprio come la guerra ci impongono di pensare a un’alternativa di società. Il capitalismo è insostenibile!<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contrastare la propaganda di guerra, rifiutare il veleno del nazionalismo.</strong> Denunciamo il clima di “caccia alle streghe”, la demonizzazione di ogni voce critica sulla guerra e sulle politiche del governo italiano, la complicità della stampa, delle televisioni, degli apparati mediatici e comunicativi che sin dal 24 febbraio hanno messo la propria attività al servizio della propaganda di guerra. Rifiutiamo la retorica dell’“unità nazionale”, già adoperata durante l’emergenza pandemica e riproposta oggi, dinanzi alla guerra, per chiedere ai lavoratori di mettersi alla coda dei loro sfruttatori e accettarne in silenzio i piani di guerra.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non esiste un “capitalismo pacifico”.</strong> <strong>Rifiutiamo le teorie della “sicurezza europea” e del “mondo multipolare”.</strong> Gli sviluppi degli ultimi anni confermano che la guerra è intimamente legata allo sviluppo capitalistico e alla natura di questo sistema. Rigettiamo tutte le teorie che, da “sinistra”, promettono l’illusione di uno sviluppo “pacifico” del capitalismo e delle relazioni internazionali, o la possibilità di trasformare la natura stessa delle unioni imperialiste transnazionali, fatte proprie anche dalle forze del Partito della Sinistra Europea, che sostiene il rafforzamento della cooperazione UE sulla “sicurezza” come “alternativa” alla NATO. Rifiutiamo le teorie che utilizzano la parola d’ordine di un “mondo multipolare pacifico” per giustificare il sostegno a quelle nuove potenze capitalistiche che oggi sono contrapposte agli USA. La realtà dei fatti mostra che il mutamento dei rapporti di forza internazionali tra gli Stati capitalisti è un fattore che non solo non è garanzia di pace, ma al contrario acuisce la competizione e la spinge su un terreno qualitativamente più avanzato. La guerra in Ucraina è sotto i nostri occhi a confermarlo.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Serve un’opposizione di classe alla guerra imperialista, che parta dai lavoratori e dagli sfruttati.</strong> In assenza di questo, la parola d’ordine della pace sarà trasformata in una parola vuota, a servizio degli interessi di una delle fazioni capitalistiche in campo. Abbiamo visto, lo scorso inverno, manifestazioni per la pace tramutarsi in manifestazioni interventiste, che invocavano l’intervento NATO in Ucraina. Conosciamo bene, sul versante opposto, la “critica” alla guerra nel nome degli “interessi nazionali” fatta da quei settori del capitalismo italiano più apertamente filo-russi, che difendono così gli interessi del loro portafoglio. Queste concezioni non mettono in discussione il sistema predatorio che genera la guerra, ma la collocazione dell’Italia in una fazione di predoni piuttosto che in un’altra. Sono contrari a <em>questa</em> guerra, qui e oggi, ma nel nome degli stessi “interessi nazionali” saranno pronti a sostenerne altre domani, perché la loro narrazione è figlia di quello stesso nazionalismo che contrappone i popoli l’uno all’altro e trascina i lavoratori alla coda dei padroni.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Costruiamo la mobilitazione sociale contro la guerra imperialista e contro l&#8217;imperialismo di casa nostra ponendoci in netta opposizione a tutti i piani che stanno scaricando sulla classe lavoratrice il costo del conflitto</strong>. Non permettiamo che sui grandi temi che la guerra in Ucraina ha portato possano prodursi ventate reazionarie che utilizzino la questione del carovita, o le contraddizioni che esploderanno ancor di più nei prossimi mesi, come volano per interessi corporativi. Invitiamo tutte le soggettività comuniste a porsi alla guida dei movimenti di massa posti in essere con le conseguenze sociali della guerra nella prospettiva di tenere un baricentro di classe attorno alle giuste rivendicazioni che stanno mettendo oggi in campo.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Facciamo appello alla costruzione di una grande mobilitazione contro la guerra imperialista</strong>. Lavoratrici e lavoratori, disoccupati, precari, studenti, italiani e di ogni nazionalità devono essere i protagonisti attivi della lotta contro la guerra imperialista. Vogliamo costruire un percorso di lotta e di mobilitazione che si opponga a ogni forma di coinvolgimento dell’Italia nella guerra in Ucraina, che lotti contro i piani imperialisti dell’Italia e del blocco euro-atlantico, che si opponga alle spese militari, all’invio di armi, alla politica delle sanzioni, alla militarizzazione del territorio italiano. Lottiamo per la chiusura di tutte le basi USA e NATO, per l’uscita dell’Italia dalla NATO e da ogni alleanza imperialista transnazionale, che intendiamo come parte integrante e irrinunciabile della lotta rivoluzionaria per una società socialista e il potere dei lavoratori, e non come riposizionamento e riorientamento della politica estera dell’Italia capitalistica. Vogliamo riportare al centro la voce dei lavoratori e di tutti gli sfruttati, farla irrompere in un dibattito politico in cui siamo sempre e solo spettatori passivi e contribuire, in un&#8217;ottica anticapitalista, allo sviluppo di un grande movimento di massa contro la guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Da comunisti, militanti, internazionalisti lavoreremo con questo spirito e questi obiettivi in ogni fabbrica,magazzino, scuola, università, quartiere popolare. Nell’immediato, sosteniamo le iniziative promosse per l’autunno dalle avanguardie di classe e dal sindacalismo conflittuale: la mobilitazione del 22 ottobre a Bologna; la manifestazione a Napoli del 5 novembre; la giornata di mobilitazione studentesca del 18 novembre; lo sciopero generale del 2 dicembre; verso la costruzione di una grande manifestazione nazionale a Roma contro guerra e carovita il 3 Dicembre.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Firmatari</p>
<p>Casa del Popolo di Teramo<br />
Centro Politico Comunista Santacroce<br />
Collettivo Militant<br />
Csa Vittoria<br />
Fronte Comunista<br />
Fronte della Gioventù Comunista<br />
Laboratorio Politico Iskra<br />
Movimento Disoccupati 7 Novembre<br />
OSA Perugia<br />
Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria</p>
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		<title>Gioventù Comuniste riunite a Sochi: «Continuiamo sulla strada dell&#8217;Ottobre, rafforziamo la nostra lotta per il socialismo»</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2017 12:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[gioventù]]></category>
		<category><![CDATA[internazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[socialismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato congiunto a conclusione dell&#8217;attività comune delle Organizzazioni Giovanili Comuniste riunite a Sochi durante il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti e dedicata alla Rivoluzione Socialista d&#8217;Ottobre. Continuiamo sulla strada dell’Ottobre Rosso &#8211; Rafforziamo la nostra lotta per il socialismo. Noi, Organizzazioni Giovanili Comuniste di ogni angolo del mondo, in occasione della nostra partecipazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_8926.jpg" rel="lightbox[2471]" title="dsc_8926"><img class="size-large wp-image-2472 aligncenter" title="dsc_8926" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_8926-1024x574.jpg" alt="" width="900" height="504" /></a></em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Comunicato congiunto a conclusione dell&#8217;attività comune delle Organizzazioni Giovanili Comuniste riunite a Sochi durante il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti e dedicata alla Rivoluzione Socialista d&#8217;Ottobre.<span id="more-2471"></span></em></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Continuiamo sulla strada dell’</strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>O</strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>ttobre </strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>R</strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>osso &#8211; </strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>R</strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>afforziamo la nostra lotta per il socialismo.</strong></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Noi, </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">O</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">rganizzazioni </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">G</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">iovanili </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">C</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">omuniste d</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">i</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> ogni angolo del mondo, in occasione della nostra partecipazione al 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, abbiamo tenuto in Russia il 18/10/2017 un&#8217;attività comune dedicata ai 100 anni della Rivoluzione d’Ottobre, dichiarando quanto segue:</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Onoriamo collettivamente i 100 anni dalla Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre! Onoriamo l&#8217;evento storico del XX secolo che ha dimostrato che il capitalismo non è perpetuo ed invincibile, </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">che</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> ha dimostrato che i popoli con la loro lotta possono rovesciare il capitalismo e costruire una società superiore, il socialismo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Onoriamo l&#8217;evento che ha dimostrato che tutti i grandi problemi che oggi i giovani si trovano ad affrontare nel mondo capitalistico, come le guerre imperialiste, il lavoro, i flussi di rifugiati e l&#8217;immigrazione obbligatoria, la crisi capitalistica, lo sfruttamento, la disoccupazione, i diritti del lavoro frantumati, la discriminazione contro le donne, l&#8217;istruzione, la cultura e lo sport, possono essere risolti con la presa di potere della classe operaia, con il rovesciamento rivoluzionario del capitalismo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il rovesciamento del socialismo, la dissoluzione dell&#8217;URSS e la restaurazione del capitalismo in Russia e in altri paesi socialisti non ci spaventano. Dichiariamo con piena convinzione che il XXI secolo sarà il secolo delle nuove rivoluzioni socialiste.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il ghiaccio è stato rotto e la strada è stata aperta, esattamente 100 anni fa! Ora questa strada è davanti a noi! P</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ercorriamola</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> fino alla grande vittoria finale, il socialismo-comunismo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Continuiamo sulla strada dell’Ottobre rosso. Rafforziamo la nostra lotta comune.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Proletari di tutto il mondo, unitevi!</span></span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria RKSM(b) &#8211; Russia<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Komsomol Leninista della Federazione Russa LKSM &#8211; Russia<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione della Gioventù Comunista FJC – Argentina</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista d&#8217;Austia KJO<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù del Bangladesh BYU<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione degli Studenti del Bangladesh BSU<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista UJC – Brazil</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti del Canada YCLC<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista della Colombia JUCO<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Giovani Socialisti del Partito Socialista Operaio di Croazia YS<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista KSM – Repubblica Ceca<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista dell&#8217;Ecuador JCE<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Socialista Operaia Tedesca SDAJ &#8211; Germania<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti della Gran Bretagna YCL<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista di Grecia KNE<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Giovnetù Comunista del Guatemala JCG<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione della Gioventù dell&#8217;India AIYF<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione della Gioventù Democratica dell&#8217;India DYFI<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti d&#8217;Israele YCLI<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Fronte della Gioventù Comunista FGC &#8211; Italia<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Decmocratica Giordana UJDY &#8211; Giordania<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione dei Giovani Comunisti FJC – Messico</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione degli Studenti Democratici del Pakistan DSFP<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti di Jugoslavia SKOJ – Serbia</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista di Spagna UJCE<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Collettivi dei Giovani Comunisti CJC – Spagna </span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Socialista SYU – Sri Lanka</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione degli Studenti Socialisti SSU – Sri Lanka</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista Rivoluzionaria RKU  &#8211; Svezia</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista di Svizzera KJS<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista Siriana – Gioventù Khaled Bakdash SCYU-KBY<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista di Turchia TKG<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Komsomol Leninista d&#8217;Ucraina LKSMU<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti LYCUSA</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista del Venezuela JCV</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista di Danimarca DKU<br />
</span></span></p>
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		<title>MESSAGGIO DELLA LEGA DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA RIVOLUZIONARIA (RKSMb &#8211; RUSSIA) PER I 5 ANNI DEL FGC</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jun 2017 08:50:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari compagni, Il Comitato Centrale della Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria si congratula per il quinto anniversario della fondazione della vostra organizzazione! Negli anni passati avete dimostrato con i fatti il vostro diritto di essere chiamati avanguardia delle gioventù dei lavoratori e degli studenti d&#8217;Italia. Apprezziamo molto i vostri sforzi per organizzare la lotta degli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/banner-RKSMb.png" rel="lightbox[2337]" title="banner-rksmb"><img class="aligncenter size-full wp-image-2338" title="banner-rksmb" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/banner-RKSMb.png" alt="" width="900" height="450" /></a></p>
<p align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">Cari compagni,</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">Il Comitato Centrale della Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria si</span><span style="font-size: medium;"> congratula</span><span style="font-size: medium;"> per il quinto anniversario della fondazione della vostra organizzazione!<span id="more-2337"></span></span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">Negli anni passati avete</span><span style="font-size: medium;"> dimostrato con i fatti il vostro diritto di essere chiamati avanguardia delle gioventù dei lavoratori e degli studenti d&#8217;Italia. Apprezziamo molto i vostri sforzi per organizzare la lotta degli studenti contro le riforme borghese dell&#8217;istruzione, per il diritto a un futuro degno. Con il vostro esempio ispirate </span><span style="font-size: medium;">noi e tutti i nostri compagni in molti paesi del mondo.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">Siamo orgogliosi di avere l’opportunit</span><span style="font-size: medium;">à </span><span style="font-size: medium;">di avere relazioni con un&#8217;organizzazione leale </span><span style="font-size: medium;">e </span><span style="font-size: medium;">sinceramente rivoluzionaria come la Fronte della Gioventù Comunista. Non abbiamo dubbi che il nostro rapporto crescer</span><span style="font-size: medium;">à </span><span style="font-size: medium;">pi</span><span style="font-size: medium;">ù forte e che beneficer</span><span style="font-size: medium;">à </span><span style="font-size: medium;">della lotta di classe nei nostri paesi. Esprimiamo la nostra profonda fiducia nel fatto che celebrerete il centenario dell&#8217;Ottobre con nuovi successi nella lotta e nella preparazione di una nuova generazione di militanti per la causa dei lavoratori.</span></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">Vi auguriamo fortuna e successo nella nostra lotta comune per la liberazione dell&#8217;umanit</span><span style="font-size: medium;">à</span><span style="font-size: medium;">, per il comunismo! </span></span></span></span></p>
<p align="right"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">10 giugno 2017</span></span></span></span></p>
<p align="right"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: medium;">Il Comitato Centrale della Lega </span><span style="font-size: medium;">della Gioventù</span><span style="font-size: medium;"> Comunista Rivoluzionaria</span></span></span></span></p>
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		<title>MESSAGGIO DI SALUTO DEL CC DELLA KNE PER IL QUINTO ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL FRONTE DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 15:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari compagni del Fronte della Gioventù Comunista – FGC A nome del Consiglio Centrale della KNE (Gioventù Comunista di Grecia) condividiamo la gioia per la celebrazione del quinto anniversario della vostra organizzazione e esprimiamo i nostri fraterni saluti comunisti ai quadri e ai militanti del FGC! Consideriamo importante il nostro impegno nel condurre una lotta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/5-anni-KNE.png" rel="lightbox[2309]" title="5-anni-kne"><img class="aligncenter size-full wp-image-2310" title="5-anni-kne" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/5-anni-KNE.png" alt="" width="660" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cari compagni del Fronte della Gioventù Comunista – FGC</p>
<p><strong>A nome del Consiglio Centrale della KNE (Gioventù Comunista di Grecia) condividiamo la gioia per la celebrazione del quinto anniversario della vostra organizzazione e esprimiamo i nostri fraterni saluti comunisti ai quadri e ai militanti del FGC!<span id="more-2309"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Consideriamo importante il nostro impegno nel condurre una lotta comune sia in Grecia che in Italia, contro un sistema di sfruttamento, contro la barbarie capitalista che genera crisi, guerre, rifugiati, disoccupazione e povertà per la gioventù, <strong>fino alla vittoria definitiva del socialismo-comunismo, per la sol società che può soddisfare i bisogni attuali della classe operaia e della gioventù.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le nostre relazioni sono esemplari, così come le attività comuni che abbiamo sviluppato nel corso degli ultimi cinque anni a partire dalla fondazione del FGC, come la nostra cooperazione bilaterale basata su principi ed obiettivi comuni, la coerenza e la responsabilità che il FGC dimostra nella sua attività sia in Italia sia nel contesto del movimento comunista internazionale giovanile, un’attività che vi ha fatto conseguire un importante prestigio e <strong>che ci consente di continuare con più decisione insieme sulla stessa strada.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sottolineiamo gli sforzi comuni che sviluppiamo nel contesto del movimento comunista giovanile, a livello europeo per l’Incontro delle Organizzazioni Giovanili Comuniste d’Europa (MECYO), un luogo di discussione in cui, con lo spirito di trovarsi tra compagni, possiamo scambiare esperienze della nostra lotta comune contro il sistema capitalista nei nostri paesi e promuovere iniziative comuni. Salutiamo il vostro contributo alle azioni comuni di solidarietà internazionalista come le iniziative per il supporto dei rifugiati nella cornice dell’azione comune delle organizzazioni giovanili comuniste d’Europa in occasione della Giornata Internazionale dei Rifugiati, e più di recente lo scorso aprile durante un importante evento internazionalista del CC della KNE a Salonicco, con la partecipazione del FGC e di altre organizzazioni giovanili comuniste di paesi europei. Più in particolare appezziamo i nostri sforzi per lo sviluppo del coordinamento in diversi settori della gioventù, come, per esempio, quello che aiutiamo a sviluppare tra il movimento degli studenti medi in Grecia e quello in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cari compagni, noi, i vostri compagni in Grecia,</strong></p>
<p style="text-align: justify;">traiamo conclusioni dalla storia della KNE, <strong>che è la gioventù d’avanguardia perché è la Gioventù del Partito della classe operaia, il Partito Comunista di Grecia (KKE). L’esistenza della KNE è obiettivamente e strettamente connessa con lo stesso percorso di esistenza del KKE. All’interno delle condizioni che si erano stabilite dopo il 1991 e la controrivoluzione nei paesi socialisti</strong>, il KKE ha portato avanti la sua riorganizzazione, ha compiuto sforzi intensi per conquistare le caratteristiche rivoluzionarie che devono modellare e distinguere un partito comunista nelle condizioni attuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto quanto detto sopra ci mette meglio in condizione, dato che la maggioranza dei membri della KNE è nato dopo il 1990 e alcuni anche dopo il 2000, di lottare senza imbarazzo e di rispondere a domande ormai normali come “che cosa è successo nei paesi socialisti?” o “come mai il socialismo è stato rovesciato?”. Ci rende maggiormente in grado di difendere il primo tentativo di costruzione del socialismo e prima di tutto di difendere il più grande diritto della classe operaia, la lotta per l’abolizione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco perché, quest’anno, nel centesimo anniversario della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre possiamo trarre le opportune conclusioni. </strong>Possiamo studiare adeguatamente l’esperienza della lotta rivoluzionaria dei Bolscevichi in Russia, con Lenin come loro dirigente, ma possiamo anche diffondere le conclusioni sull’intero corso della lotta, la superiorità delle relazioni comuniste di produzione, facendo così chiarezza anche sui compiti che abbiamo oggi, sui compiti attuali del movimento operaio e popolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La necessità e il carattere sempre attuale del socialismo e la natura nella nostra epoca non possono essere negate dai rovesciamenti controrivoluzionari e da quella sconfitta storicamente temporanea; </strong>la necessità che emerge dallo sviluppo della stessa società umana, attraverso il suo percorso da un modello socio-economico ad un altro, da quello storicamente inferiore a quello storicamente superiore. Il socialismo che è stato costruito durante il ventesimo secolo, nonostante debolezze ed errori che hanno portato alla restaurazione capitalista, ha risolto enormi problemi per le classi popolari; ha provato la sua superiorità nel confronto con il sistema capitalista. Dichiariamo con certezza che il ventunesimo secolo sarà un secolo con una nuova crescita del movimento rivoluzionario e con una nuova serie di rivoluzioni sociali.</p>
<p><strong>Lunga vita ai 5 anni del Fronte della Gioventù Comunista – FGC!</strong></p>
<p align="left"><strong>Lunga vita al marxismo-leninismo e all’internazionalismo proletario!</strong></p>
<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/kne.jpg" rel="lightbox[2309]" title="kne"><img class="alignleft size-medium wp-image-2326" title="kne" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/kne-300x80.jpg" alt="" width="300" height="80" /></a></p>
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		<title>MESSAGGIO DEI CJC (COLLETTIVI DEI GIOVANI COMUNISTI – SPAGNA) PER IL QUINTO ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL FRONTE DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA</title>
		<link>https://www.gioventucomunista.it/messaggio-dei-cjc-collettivi-dei-giovani-comunisti-spagna-per-il-quinto-anniversario-della-fondazione-del-fronte-della-gioventu-comunista/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 15:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stimati compagni, &#160; con l’occasione del quinto anniversario della fondazione del Fronte della Gioventù Comunista vorremmo inviarvi un saluto fraterno e caloroso a nome della Commissione Politica dei Collettivi dei Giovani Comunisti. Fin dalla fondazione stessa della vostra organizzazione, come CJC siamo stati molto attenti allo sviluppo e al consolidamento che siete andati a realizzare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/5-anni-CJC.png" rel="lightbox[2306]" title="5-anni-cjc"><img class="aligncenter size-full wp-image-2307" title="5-anni-cjc" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/5-anni-CJC.png" alt="" width="660" height="330" /></a></p>
<p>Stimati compagni,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">con l’occasione del quinto anniversario della fondazione del Fronte della Gioventù Comunista vorremmo inviarvi un saluto fraterno e caloroso a nome della Commissione Politica dei Collettivi dei Giovani Comunisti.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Fin dalla fondazione stessa della vostra organizzazione, come CJC siamo stati molto attenti allo sviluppo e al consolidamento che siete andati a realizzare. <span id="more-2306"></span>Allo stesso modo, già dall’inizio, abbiamo tenute relazioni strette che sono andate migliorando anno dopo anno.<a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/13268319_1178525398847357_1860423988838464305_o3.jpeg" rel="lightbox[2306]" title="13268319_1178525398847357_1860423988838464305_o"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2332" title="13268319_1178525398847357_1860423988838464305_o" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/06/13268319_1178525398847357_1860423988838464305_o3-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;">Non vorremmo ripetere le parole che abbiamo pronunciato nel discorso di saluto durante il vostro secondo Congresso. Ma <strong>vogliamo rinnovare il nostro riconoscimento e sostegno per il grande avanzamento e rafforzamento organizzativo, politico e ideologico che la vostra organizzazione ha raggiunto in 5 anni.</strong> Come già vi abbiamo detto al vostro secondo Congresso, poche organizzazioni possono vantare bilancio simile.</p>
<p style="text-align: left;">Siamo coscienti degli sforzi, e anche delle avversità, che il FGC compie in Italia per organizzare la gioventù operaia e di estrazione popolare, per lottare contro il capitalismo nella sua fase imperialista, per combattere la lotta ideologica a tutti i livelli e per rilanciare il ricompattamento del movimento comunista internazionale giovanile. Prova di questo sono le manifestazioni di marzo (contro l’Unione Europea) e aprile ( in onore degli eroi che diedero la vita nella lotta contro l’occupazione nazifascista), il consolidamento della vostra scuola quadri, il vostro intervento nelle scuole e nelle università e la partecipazione in contesti come la FMGD (Federazione Mondiale della Gioventù Democratica – WFDY) e nei MECYO ( Incontri delle Organizzazioni Giovanili Comuniste d’Europa), e molte altre cose.</p>
<p style="text-align: left;">Allo stesso modo vorremo attestare un riconoscimento esplicito per l’appoggio che la vostra organizzazione ci ha portato in momenti complicati, facendo dell’internazionalismo proletario qualcosa di più di una parola d’ordine “folkloristica”.</p>
<p style="text-align: left;">Per tutto questo, nel vostro quinto anniversario, ci piacerebbe salutare con tutta la totale sincerità che c’è tra compagni, il vostro Comitato Centrale e alla totalità dei vostri militanti. In questo modo <strong>ci piacerebbe riaffermare la nostra compromissione rivoluzionaria con la vostra organizzazione</strong> e trasmettere una volta ancora la nostra compromissione indissolubile che ci lega alla gioventù comunista marxista-leninista in Italia. <strong>Siamo sicuri che saranno moltissimi in più gli anniversari in cui staremo lottando spalla a spalla nella stessa trincea.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Rimanendo fedeli al marxismo-leninismo, la realizzazione del nostro compito storico per il socialismo-comunismo sarà irreversibile. Rimanendo leali all’internazionalismo proletario, le nostre organizzazioni saranno invincibili.</p>
<p style="text-align: left;">Viva il quinto anniversario del FGC!</p>
<p style="text-align: left;">Viva il marxismo-leninismo e l’internazionalismo proletario!</p>
<p style="text-align: left;">Noi gioventù comuniste del mondo, organizziamo l’offensiva per il socialismo-comunismo!</p>
<p style="text-align: left;" align="right">Con cordialità</p>
<p style="text-align: left;" align="right">la Commissione Politica dei Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC)</p>
<p style="text-align: left;" align="right">9 giugno 2017</p>
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		<title>MESSAGGIO AL X CONGRESSO DELLA UJC (CUBA)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 15:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari compagni, vi invio a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) un fraterno saluto rivoluzionario per il vostro X congresso. Seguiamo con interesse e costante scambio di informazioni le vicende che riguardano Cuba, che è sempre nei nostri cuori come in quelli di tutti i rivoluzionari del mondo. Siamo consapevoli delle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari compagni,</p>
<p style="text-align: justify;">vi invio a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) un fraterno saluto rivoluzionario per il vostro X congresso. Seguiamo con interesse e costante scambio di informazioni le vicende che riguardano Cuba, che è sempre nei nostri cuori come in quelli di tutti i rivoluzionari del mondo. Siamo consapevoli delle grandi sfide che attendono il futuro del Paese, per migliorare e rafforzare il sistema socialista, per lottare contro l’imperialismo anche quando questo si presenta in modo più subdolo. Una gioventù rivoluzionaria e unita è l’argine più invalicabile per i nemici della rivoluzione, la premessa indispensabile per qualsiasi processo di rafforzamento del socialismo e approfondimento del processo rivoluzionario.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene negli anni passati il socialismo abbia subito nel mondo una battuta d’arresto, oggi sempre più lavoratori, sempre più giovani si accorgono della vera natura del capitalismo. In Italia e in Europa milioni di giovani non hanno lavoro; la maggior parte dei lavoratori sono precari e senza diritti, con salari bassi e orari di lavoro elevati; l’accesso all’istruzione è legato a fattori di classe, sempre più giovani non possono accedervi per i costi delle tasse, dei libri; tutti i diritti conquistati con le lotte del movimento operaio vengono cancellati in nome del profitto, come nel caso della salute. Milioni di famiglie non hanno una casa. Aumenta il consumo di droga e di alcol tra i giovani, le attività sportive e culturali sono soggette in larga parte agli interessi economici dei gruppi privati e non alle necessità dei popoli. La vicenda greca ha dimostrato ancora una volta che le opzioni riformiste sono destinate a fallire e che la premessa per la liberazione dei popoli europei non può attuarsi all’interno di un campo imperialista, ma ha nel disimpegno dall’Unione Europea e dalla Nato, nel ripudio del ricatto del debito pubblico, nella rottura con il potere dei grandi monopoli, la premessa indispensabile per una vera liberazione. <span id="more-1503"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Cari compagni, la gioventù rivoluzionaria di tutto il mondo guarda a Cuba come un esempio. La lotta per la difesa e il miglioramento del sistema socialista è qualcosa che riguarda voi, ma anche tutti noi. I traguardi di Cuba sull’istruzione, la sanità, la qualità della vita sono un chiaro esempio della differenza del sistema socialista per la classe operaia, le masse popolari e la gioventù dei paesi capitalistici. Ogni errore, ogni difetto, ogni inefficienza nel sistema socialista potrà sempre essere corretta fintantoché il potere resterà saldamente nelle mani del popolo, mentre nel capitalismo tutto è legato agli interessi dei grandi monopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La gioventù comunista italiana sarà sempre al vostro fianco nelle battaglie per la difesa del socialismo e per la lotta contro l’imperialismo a partire dal rinnovo del nostro impegno per la fine del bloqueo illegale imposto dagli Stati Uniti. Con Cuba socialista sempre!</p>
<p style="text-align: justify;"> Saluti rivoluzionari,</p>
<p style="text-align: justify;"> Alessandro Mustillo (segretario nazionale FGC)</p>
<p style="text-align: justify;">Roma 17 luglio 2015</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Estimados camaradas,</p>
<p style="text-align: justify;">En nombre del Comité Central del Frente de la Juventud Comunista de Italia (FGC), os envio un fraternal y revolucionario saludo a ocasi<em>ó</em>n de vuestro 10° Congreso. Seguimos con interés y constante intercambio de informaciones los acontecimientos  que ata<em>ñ</em>en a Cuba, que siempre est<em>á</em> en nuestros coraz<em>ones</em> como en los de todos los revolucionarios del mundo. Somos conscientes de los grandes retos que aguardan al Paìs en el porvenir, para mejorar y fortalecer el sistema socialista, para luchar contra el imperialismo también cuando este muestra su cara mas enga<em>ñ</em>osa. Una juventud unida y revolucionaria constituye un <em>vallado infranqueable</em><em> </em>para los enemigos de la revoluci<em>ó</em>n, la condici<em>ón previa</em><em> </em>para cualquier proceso de fortalecimiento del socialismo y profundizaci<em>ón del proceso revolucionario</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Aunque en los a<em>ñ</em>os pasados el socialismo en el mundo haya sufrido un revés, hoy en dìa más y más trabajadores, más y más jóvenes se dan cuenta de la verdadera naturaleza del capitalismo.  En Italia y en Europa millones de jóvenes no tienen trabajo; la mayorìa de los trabajadores se encuentran en condiciones laborales precarias y sin derechos, con salarios bajos y muchas horas de trabajo; <em>el acceso a la educación </em>est<em>á</em> vinculado a factores de clase, y un numero creciente de jóvenes no logra alcanzar los gastos de tasas y libros; todos los derechos conquistados en las luchas por el movimiento obrero son liquidados en nombre de las ganancias del capital, incluso el derecho a la salud. Millones de familias no tienen vivienda; el consumo de droga y alcohol aumenta entre los jóvenes; el deporte y las actividades culturales estan sometidas a los intereses economicos de los grupos privados en vez de las necesidades de los pueblos. Los recientes acontecimientos griegos han demostrado una vez mas que las opciones reformistas son destinadas a fracasar y que la condici<em>ón</em><em> </em><em>previa</em> para la liberaci<em>ó</em>n de los pueblos de Europa no puede realizarse en el marco de una alianza imperialista, sino que la salida de la Union Europea y de la OTAN, la cancelaci<em>ón</em><em> </em><em>unilateral de la deuda publica</em><em>, </em><em>la ruptura con el poder de los grandes monopolios son las</em><em> </em>condici<em>ónes</em><em> </em><em>indispensables para una verdadera liberación</em><em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Estimados camaradas,</p>
<p style="text-align: justify;">La juventud revolucionaria de todo el mundo ve a Cuba como un ejemplo. La lucha en defensa del sistema socialista y para su progreso es algo que  os ata<em>ñe</em>, pero que tambien nos afecta a todos. Los logros de Cuba en materia de educaci<em>ó</em>n, salud y calidad de vida constituyen claros ejemplos de la diversidad del sistema socialista para la clase obrera, las capas populares y la juventud de los paises capitalistas. Cada error, cada defecto, cada ineficiencia en el socialismo puede ser corregida mientras el poder se encuentre establemente en las manos del pueblos. Al contrario, en el capitalismo todo està atado a los intereses de los grandes monopolios.</p>
<p style="text-align: justify;">La juventud comunista italiana siempre estarà a vuestro lado en las batallas en defensa del socialismo y en la lucha contra el imperialismo, a partir de nuestro renovado compromiso para el cese del bloqueo ilegal impesto por EEUU.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Cuba socialista, siempre!</p>
<p style="text-align: justify;">Alessandro Mustillo (Secretario Nacional FGC)</p>
<p style="text-align: justify;">Roma 17 de Julio 2015</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/07/ujc-simbolo.jpg" rel="lightbox[1503]" title="ujc simbolo"><img class="alignleft size-full wp-image-1513" title="ujc simbolo" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/07/ujc-simbolo.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
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		<title>POSIZIONE DEL CC DEL FGC SULLA QUESTIONE SIRIANA E SVILUPPI ITALIANI.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 07:04:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il cerchio intorno alla Siria si stringe sempre di più. La campagna mediatica di attacco, propedeutica alle operazioni militari, aumenta la sua intensità menzionando le presunte armi chimiche utilizzate dal governo di Assad contro i ribelli. Il copione è quello che abbiamo già visto in Iraq, in Afghanistan, in Libia, sempre rivelatosi falso successivamente. Ieri Obama ha dichiarato il suo assenso alla fornitura di armi ai ribelli, motivando tale decisione con l’utilizzo di armi chimiche da parte del governo siriano. La sua decisione segue quella del presidente socialista francese Hollande avvenuta pochi giorni fa, e testimonia ulteriormente che la vicenda siriana si avvia ad una evoluzione sempre più cruenta, e alla destabilizzazione di un’area politica al fine di sottometterla agli interessi occidentali nella zona.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo quadro il Fronte della Gioventù Comunista ribadisce la sua solidarietà al Partito Comunista Siriano e al governo di Assad, baluardo della difesa antimperialista dell’intera regione. Condanniamo quanti a sinistra, ignorando tale condizione, manifestano esplicitamente o implicitamente il proprio sostegno alle operazioni imperialiste contro la Siria, appoggiando i cosiddetti “ribelli” i cui legami con la CIA ed i servizi segreti occidentali sono ormai noti. Non basta protestare contro l’ordine costituito per essere forze progressiste, per portare avanti un miglioramento effettivo delle condizioni del proprio popolo, e chi non riesce a vedere questa differenza compie un errore politico enorme, garantendo ulteriore copertura di consenso alle manovre imperialiste nella zona. Basti citare a riscontro di questa affermazione che le forze antimperialiste della regione, a partire dall&#8217;OLP, hanno dichiarato il loro sostegno al governo di Assad. Il Fronte della Gioventù Comunista ha manifestato in questi giorni la sua posizione, con la partecipazione al presidio di Milano in difesa della Siria, ed è pronto a mobilitarsi nel caso in cui le organizzazioni internazionali ed il governo italiano diano il loro assenso a campagne militari contro la Siria, a partire dalla richiesta dell’istituzione della cosiddetta «no fly zone», eufemismo per parlare di campagna militare condotta con pesanti bombardamenti aerei, i cui risultati si sono visti in Libia.<span id="more-749"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Al contempo volgendo alla situazione nazionale condanniamo con assoluta nettezza il raduno neofascista proclamato il 15 giugno a Roma in solidarietà con la Siria ed invitiamo tutti i compagni a tenere ben salda la pregiudiziale antifascista nelle manifestazioni ed in ogni situazione che venga a verificarsi. Gli eredi della barbarie del fascismo e del nazismo non hanno alcuna lezione da impartire in merito alla libertà dei popoli, per quanto possano forzare la mano nello strumentalizzare la lotta del popolo siriano contro l&#8217;imperialismo. Se questo avviene è perché, purtroppo, i tanti distinguo e le tante leggerezze a sinistra hanno lasciato degli spazi vuoti che queste organizzazioni tentano opportunisticamente di colmare. Noi non intendiamo lasciare l’antimperialismo in mano ai fascisti, non intendiamo lasciare che nell’immaginario collettivo il sostegno antimperialista alla Siria sia appannaggio delle forze di estrema destra. Per questo ci opponiamo fermamente a questa iniziativa senza cadere nella trappola di appoggiare i così detti “ribelli siriani”, finanziati dai governi dei paesi della NATO che ogni giorno ribadiscono la volontà di un intervento militare in Siria.</p>
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