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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; israele</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>PER LA LIBERTÀ DELLA PALESTINA. FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA IMPERIALISTA IN MEDIO ORIENTE. Comunicato dell’Ufficio Politico del Fronte Comunista e della Segreteria nazionale del FGC.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 10:26:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A un anno dagli eventi del 7 ottobre 2023, il bagno di sangue che Israele ha scatenato nella striscia di Gaza rischia di evolvere in una escalation bellica su scala regionale. Gli attentati terroristici organizzati da Israele in Libano, i bombardamenti contro obiettivi civili e militari nel paese, tra cui quello in cui è stato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A un anno dagli eventi del 7 ottobre 2023, il bagno di sangue che Israele ha scatenato nella striscia di Gaza rischia di evolvere in una escalation bellica su scala regionale. Gli attentati terroristici organizzati da Israele in Libano, i bombardamenti contro obiettivi civili e militari nel paese, tra cui quello in cui è stato ucciso il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah; le minacce circa una imminente invasione di terra da parte dell’IDF e l’attacco missilistico iraniano in risposta alle criminali azioni di Israele, mostrano che la questione palestinese può fare da detonatore per un conflitto imperialista più generalizzato nell’intero Medio Oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, non si ferma il massacro che Israele sta portando avanti nella striscia di Gaza, con la complicità degli USA, dell’UE e dei governi europei, della NATO. Ad oggi sono stati uccisi più di 40mila palestinesi, di cui 16mila bambini. 80mila bambini mostrano segni di malnutrizione, decine di migliaia sono i dispersi, gli orfani e i mutilati. Gli sfollati arrivano a quasi 2 milioni di persone, cioè l’80% della popolazione della Striscia di Gaza, mentre il 2% è stato sterminato. Nella Cisgiordania, crescono l’oppressività dell’occupazione e del regime di apartheid, le atrocità delle IDF e dei coloni contro la popolazione civile, le rappresaglie contro militanti e prigionieri politici, che colpiscono sempre più anche le forze che si oppongono al genocidio dentro i confini di Israele.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il governo e la borghesia di Israele, al costo della sicurezza della loro stessa popolazione, portano avanti un piano genocida e di pulizia etnica che ha un obiettivo chiaro e apertamente dichiarato: cancellare per sempre la possibilità della nascita e del riconoscimento di uno Stato palestinese</strong> – scenario che esponenti del governo di Tel Aviv hanno definito “contrario alla sicurezza di Israele” &#8211; e mettere il mondo davanti ai fatti compiuti della totale occupazione militare della Palestina storica e dell’espulsione delle popolazioni arabe dalle loro terre.</p>
<p style="text-align: justify;">È opportuno evidenziare, a tal proposito, che anche quelle che vengono ipocritamente presentate dai nostri media come “aperture” e “proposte” israeliane per un cessate il fuoco, chiedono come condizione alla controparte palestinese il riconoscimento dell’occupazione militare della Striscia di Gaza. Nel frattempo, continua la manipolazione mediatica che giustifica le azioni di Israele, o ne minimizza la gravità, con la retorica della “lotta al terrorismo”, proprio mentre a compiere atti terroristici è lo Stato di Israele, come dimostrano gli attacchi compiuti in Iran e in Libano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ribadiamo quanto abbiamo già affermato all’indomani del 7 ottobre: <strong>il popolo palestinese, che vive in condizioni di occupazione militare, di assedio e di segregazione imposta da una forza occupante, ha il diritto a lottare con ogni mezzo per la propria liberazione</strong>. È opportuno sottolineare che, nelle condizioni attuali della Palestina, il diritto dei popoli occupati alla resistenza armata è riconosciuto persino dal diritto delle Nazioni Unite. La narrazione mediatica che bolla arbitrariamente non soltanto Hamas, ma la totalità delle forze politico-militari palestinesi come “terrorismo”, è pura propaganda che serve a offuscare questa verità: che in Palestina esiste una resistenza armata contro un’occupazione illegittima, ingiusta e criminale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’invasione israeliana della Striscia di Gaza e il bagno di sangue che è ormai in corso da un anno, avvengono mentre <strong>il Medio Oriente continua a essere al centro di una dura competizione imperialista tra le potenze capitalistiche mondiali e regionali</strong>, e i rispettivi monopoli, per il controllo delle risorse energetiche, delle rotte commerciali e di approvvigionamento, di territori strategici, mercati e quote di mercato. Questa competizione è la base materiale del tanto discusso “allargamento del conflitto”, dalle vicende nel Mar Rosso al coinvolgimento dell’Iran e delle forze a esso affini in Libano e Siria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Italia e i monopoli italiani sono parte attiva e rilevante in questo scenario di competizione imperialista</strong>. Ne sono dimostrazione la presenza militare italiana in Iraq e nel Mediterraneo Orientale, o la licenza per esplorare ed estrarre gas dai giacimenti nelle acque della Striscia di Gaza che l’ENI ha ottenuto dal governo israeliano, in qualità di forza militare occupante e – come denunciato da molti &#8211; in violazione del diritto internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa realtà è alla base dell’inaccettabile complicità con Netanyahu del governo italiano guidato da Giorgia Meloni, che si distingue oggi per la sua posizione più smaccatamente filo-israeliana, anche rispetto ad altri paesi UE. Mentre Israele realizzava un piano genocida nell’ultimo anno, l’Italia non ha mai votato a favore della richiesta di un cessate il fuoco, né ha interrotto la fornitura di armi, che anzi è raddoppiata nel giro di un mese tra dicembre 2023 e gennaio 2024, arrivando a quota due milioni di euro in missili e bombe forniti a Israele.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, dopo le grandi mobilitazioni popolari in solidarietà al popolo palestinese, un importante movimento di protesta si è sviluppato negli scorsi mesi nelle università italiane per chiedere la fine degli accordi di cooperazione con Israele e con le aziende belliche e dell’industria militare. Abbiamo sostenuto queste proteste con tutte le nostre energie, mentre si intensificavano, da un lato, la repressione da parte delle forze di polizia, dall’altro, gli attacchi squadristi organizzati da estremisti di matrice filo-israeliana.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto, alcune organizzazioni palestinesi in Italia hanno lanciato una manifestazione nazionale a Roma per la giornata del 5 ottobre, richiamando l’anniversario degli eventi del 7 ottobre e chiamando a esprimere solidarietà e sostegno alle forze della resistenza palestinese. Il lancio di questa manifestazione e le posizioni espresse dai promotori sono state utilizzate come pretesto dal governo Meloni per imporre il divieto alla manifestazione, per presunte “ragioni di sicurezza pubblica” che in realtà tradiscono la natura tutta politica di questo divieto, giunto dopo settimane di pressioni dei settori filo-israeliani.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sviluppi hanno prodotto una divisione tra le forze palestinesi in Italia, producendo il ritiro dalla promozione della giornata del 5 ottobre di una parte delle sigle palestinesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fronte Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista, nel <strong>confermare l’adesione e la partecipazione alla giornata di manifestazione nazionale a Roma del 5 ottobre con uno spezzone comunista e di classe</strong>, con appuntamento a <strong>Piramide (MB) alle ore 14</strong>, dichiarano e ribadiscono quanto segue:</p>
<p style="text-align: justify;">-        È necessario porre fine al genocidio in corso della Striscia di Gaza, imporre un immediato cessate il fuoco, fermare i piani di invasione del Libano da parte dell’esercito israeliano. Sosteniamo l’incriminazione di Israele per crimini di genocidio presso la Corte Internazionale di Giustizia per violazioni della convenzione ONU del 1948 sul genocidio;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">-        Lottiamo per porre fine a ogni forma di coinvolgimento dell’Italia nel massacro in corso a Gaza, a ogni forma di sostegno italiano al governo criminale di Netanyahu, a ogni forma di cooperazione e coinvolgimento dell’Italia nella preparazione della guerra imperialista contro il Libano e l’Iran. Denunciamo i piani imperialisti di USA, UE e NATO e del capitale italiano in Medio Oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">-        Il tentativo delle forze di governo di utilizzare i pretesti della “lotta all’antisemitismo e al terrorismo” per intensificare la repressione politica della solidarietà alla Palestina è ormai chiarissimo. Pensiamo che a questi tentativi di intimidazione e marginalizzazione politica si debba rispondere, nonostante tutte le contraddizioni esistenti, con la massima unità delle comunità palestinesi e delle forze pro-Palestina del movimento di classe, senza illusioni che l’unità nella lotta possa essere sostituita da interlocuzioni a porte chiuse con le forze politiche del centro-sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">-        Ogni speranza di pace nell’immediato futuro per il popolo palestinese passa per la fine dell’occupazione dei territori palestinesi e dell’<em>apartheid</em>, per il riconoscimento effettivo di uno Stato palestinese sovrano e indipendente, del diritto al ritorno dei profughi palestinesi e la liberazione dei prigionieri politici detenuti dal regime israeliano.</p>
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		<title>SULLA DETENZIONE DI KHALED EL QAISI IN ISRAELE. Dichiarazione della Segreteria Nazionale del FGC</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 08:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Khaled El Qaisi]]></category>
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		<description><![CDATA[La segreteria nazionale del FGC condanna e ritiene inaccettabili l’arresto e l’ingiusta detenzione di Khaled El Qaisi, giovane studente di cittadinanza italiana e palestinese, da parte dello Stato di Israele. Esprimiamo solidarietà alla famiglia ed esigiamo che il governo italiano metta in atto tutte le pressioni necessarie per riportare Khaled a casa, dai propri famigliari]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La segreteria nazionale del FGC condanna e ritiene inaccettabili l’arresto e l’ingiusta detenzione di Khaled El Qaisi, giovane studente di cittadinanza italiana e palestinese, da parte dello Stato di Israele. Esprimiamo solidarietà alla famiglia ed esigiamo che il governo italiano metta in atto tutte le pressioni necessarie per riportare Khaled a casa, dai propri famigliari e dal proprio figlio.</p>
<p>Negli scorsi giorni abbiamo promosso e sostenuto l’organizzazione dell’assemblea pubblica all’Università La Sapienza nella giornata di venerdì 15 settembre. Continueremo a batterci al loro fianco, nei modi e tempi che si riterranno opportuni, per chiedere la libertà di Khaled e la fine della sua detenzione.</p>
<p>Denunciamo l’ipocrisia, i silenzi e i tentennamenti da parte delle istituzioni italiane e della stampa nazionale. Ad oggi, sebbene la vicenda sia stata riportata – con ritardo e timidezze – sui mezzi di informazione nazionali, è impossibile non notare il silenzio del Ministero degli Affari Esteri, così come la notevole disparità nella condotta tenuta dai media se confrontata con altri casi simili.</p>
<p>È significativa e preoccupante la dichiarazione rilasciata dai vertici dell’Università “La Sapienza” di Roma, che si è limitata ad “auspicare una rapida e pacifica soluzione della vicenda che vede coinvolto lo studente”. Uno scarno comunicato che evita accuratamente di nominare lo Stato di Israele e, soprattutto, non richiede la fine della detenzione di Khaled, nonostante questa sia contraria a tutti i principi di garanzia dei diritti civili e politici riconosciuti in Italia e a livello internazionale.</p>
<p>Khaled è un cittadino italiano per nascita, che dal 31 agosto si trova detenuto dalle autorità israeliane in seguito al suo arresto al vallo di frontiera di Allenby, mentre tornava in Italia dopo un soggiorno a Betlemme con la propria famiglia. A tutt’oggi è detenuto senza alcuna accusa formulata, mentre viene sottoposto a continui interrogatori, dopo due settimane in cui gli è stato impedito di avere contatti con un avvocato. È degno di nota che, durante l’arresto, alla moglie Francesca sono state rivolte domande sull’orientamento politico di Khaled. Per questo, è ancor più inaccettabile la condotta delle istituzioni italiane, dinanzi al caso di un giovane cittadino italiano che rischia seriamente di ritrovarsi prigioniero politico in Israele, così come lo sono oggi altri 4900 palestinesi.</p>
<p>L&#8217;ipocrisia mostrata fino ad oggi da autorità e istituzioni italiane dimostra l’enorme tolleranza che, per ragioni di interesse economico e di politica internazionale, viene garantita dai governi europei allo Stato di Israele, celebrato arbitrariamente come “l’unica democrazia in Medio Oriente”, mentre impone un regime di apartheid fatto di prigionieri politici, torture, uccisioni e persino processi ai minori nei tribunali militari.</p>
<p>Proprio perché conosciamo questa ipocrisia, riteniamo necessario che in tutta Italia si costruisca una grande campagna politica e di informazione, per portare la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica, esercitare la massima pressione possibile e imporre al governo italiano di lavorare realmente per la liberazione di Khaled.<br />
Sarà necessaria un’ampia mobilitazione di forze, dalle organizzazioni politiche e sociali alle personalità accademiche e ai personaggi pubblici.</p>
<p>Le forze della gioventù comunista sono a disposizione e saranno parte attiva di questa mobilitazione, nel rispetto dei tempi e delle modalità che saranno richieste dalla famiglia e dai legali.</p>
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		<title>DICHIARAZIONE COMUNE DELLE ORGANIZZAZIONI GIOVANILI COMUNISTE SUL GENOCIDIO ISRAELIANO DEL POPOLO PALESTINESE</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 20:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le organizzazioni giovanili firmatarie del presente appello condannano fermamente le operazioni militari dello Stato d’Israele contro il popolo Palestinese, che hanno comportato la perdita di centinaia di vite. Gli Stati Uniti d’America, ma anche l’Unione Europea, che incoraggiano le attività criminali di Israele mediante il loro totale appoggio, equiparando i colpevoli con le vittime, incrementando]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le organizzazioni giovanili firmatarie del presente appello condannano fermamente le operazioni militari dello Stato d’Israele contro il popolo Palestinese, che hanno comportato la perdita di centinaia di vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Stati Uniti d’America, ma anche l’Unione Europea, che incoraggiano le attività criminali di Israele mediante il loro totale appoggio, equiparando i colpevoli con le vittime, incrementando le loro relazioni politiche, finanziarie e militari con Israele in vario modo, organizzando esercitazioni militari congiunte con le forze armate di Israele, hanno una grave responsabilità rispetto al crimine continuo contro il popolo palestinese e la sua gioventù.</p>
<p style="text-align: justify;">Le gioventù comuniste chiamano i giovani uomini e le giovani donne del mondo a bloccare con la nostra lotta e solidarietà internazionalista il nuovo genocidio di Israele contro il popolo palestinese e i suoi giovani, che sono nel punto cruciale dell’aggressione imperialista, nel mezzo dei piani imperialistici generali che esistono e vengono promossi nella regione del Medio Oriente e del Mediterraneo Orientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi esigiamo:</p>
<p style="text-align: justify;">-       che le continue azioni militari dell’esercito israeliano contro il popolo palestinese cessino immediatamente;</p>
<p style="text-align: justify;">-       che le forze di occupazione israeliana e tutti i coloni abbandonino i territori palestinesi;</p>
<p style="text-align: justify;">-       la liberazione dei prigionieri politici dalle prigioni israeliana e la libertà per tutti i palestinesi di poter tornare nelle proprie case. La soluzione del problema dei rifugiati palestinesi come stabilito dalla risoluzione dell’ONU;</p>
<p style="text-align: justify;">-       la cancellazione delle esercitazioni militari congiunte e degli accordi di cooperazione militare con Israele;</p>
<p style="text-align: justify;">-       uno stato indipendente Palestinese nei confini del 1967 con capitale Gerusalemme Est.<span id="more-1034"></span></p>
<p><em>Organizzazioni firmatarie:</em></p>
<p>Federazione Giovanile Comunista di Argentina (FJC)</p>
<p>Gioventù Comunista dell’Austria (KJOE)</p>
<p>Gioventù Comunista di Bolivia (JCB)</p>
<p>Lega della Gioventù Comunista del Brasile (UJC)</p>
<p>Lega della Gioventù Comunista del Canada (YCL)</p>
<p>Gioventù Socialista di Croazia</p>
<p>Organizzazione della gioventù democratica unita di Cipro (EDON)</p>
<p>Unione della Gioventù Comunista della Rep. Ceca (KSM)</p>
<p>Gioventù Comunista in Danimarca (UKD)</p>
<p>Gioventù Comunista dell’Ecuador (JCE)</p>
<p>Movimento della Gioventù Comunista di Francia (MJCF)</p>
<p>Gioventù Socialista dei lavoratori di Germania (SDAJ)</p>
<p>Gioventù Comunista di Grecia (KNE)</p>
<p>Movimento della Gioventù Connoly Irlanda (CYM)</p>
<p>Lega della Gioventù Comunista di Israele (YCL)</p>
<p>Fronte della Gioventù Comunista d’Italia (FGC)</p>
<p>Gioventù Comunista del Lussemburgo (JCL)</p>
<p>Federazione della Gioventù Comunista del Messico (FJC)</p>
<p>Gioventù Comunista Paraguajana (JCP)</p>
<p>Gioventù Comunista del Perù – Patria Rossa (JCP -PR)</p>
<p>Gioventù Comunista Peruviana (JCP)</p>
<p>Gioventù Comunista Portoghese (JCP)</p>
<p>Gioventù Comunista Rivoluzionaria Bolscevica di Russia</p>
<p>Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia – Serbia (SKOJ)</p>
<p>Collettivi dei Giovani Comunisti di Spagna (CJC)</p>
<p>Unione della Gioventù Comunista di Spagna (UJCE)</p>
<p>Gioventù Comunista di Svezia (SKU)</p>
<p>Gioventù Comunista Siriana Kaledh Baghdash</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CONTRO L&#8217;IMPERIALISMO, AL FIANCO DEI PALESTINESI.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 09:30:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Fronte della Gioventù Comunista condanna le operazioni militari israeliane contro il popolo Palestinese nella Striscia di Gaza. Chiama la gioventù a mobilitarsi contro il nuovo massacro e ad esprimere la sua solidarietà con il popolo Palestinese, e ad impedire la partecipazione dell’Italia in qualsiasi tipo di intervento di natura militare e guerre imperialiste che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2012/11/banenr-palestina-libera.jpg" rel="lightbox[500]" title="banenr palestina libera"><img class="aligncenter  wp-image-503" title="banenr palestina libera" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2012/11/banenr-palestina-libera.jpg" alt="" width="622" height="241" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista condanna le operazioni militari israeliane contro il popolo Palestinese nella Striscia di Gaza. Chiama la gioventù a mobilitarsi contro il nuovo massacro e ad esprimere la sua solidarietà con il popolo Palestinese, e ad impedire la partecipazione dell’Italia in qualsiasi tipo di intervento di natura militare e guerre imperialiste che si preparano nella regione. La propaganda occidentale insiste sul “diritto di autodifesa di Israele”, a partire dal presidente USA Obama,ma l’espressione autodifesa maschera solo il massacro di civili che sta avvenendo a Gaza, un vero genocidio che agli occhi del mondo è nascosto da queste falsità. Il popolo Palestinese subisce gli interessi dei paesi capitalistici nell’area del medio oriente, interessi che nulla hanno a che fare con fattori etnici e culturali, ma che mirano a mantenere un controllo stabile sulle risorse energetiche e sulla posizione strategica che il medio oriente occupa. La sinistra italiana si schiera apertamente a fianco di Israele o continua a sostenere in maniera evidentemente irresponsabile la tesi &#8220;2 popoli, 2 stati&#8221; pur essendo chiaro che lo Stato è uno e si chiama Israele, mentre il popolo palestinese viene quotidianamente sterminato nel silenzio più assoluto. I palestinesi hanno diritto ad uno stato, che gli è negato da interessi imperialisti che la crisi del capitalismo pone irrinunciabili. Oggi la resistenza palestinese svolge quindi un compito anti-imperialista fondamentale e combatte la stessa battaglia dei lavoratori in lotta in ogni paese del mondo.<br />
Per questo motivo invitiamo tutti i giovani a sostenere la causa del popolo palestinese, a partire dalle occupazioni e dalle proteste che in questi giorni stanno coinvolgendo migliaia di studenti nelle scuole e nelle università, a preparasi alla mobilitazione contro i tentativi di guerra in medio oriente in nome di interessi economici. Contro l’imperialismo, Palestina libera!</p>
<p>&nbsp;</p>
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