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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; manifestazioni</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>REPRESSIONE, GENOCIDIO IN PALESTINA, RIFORMA SCUOLA-AZIENDA: FERMIAMO IL GOVERNO MELONI. 22 MARZO TUTTI IN PIAZZA!</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 11:43:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ALZIAMO LA TESTA CONTRO LA REPRESSIONE DEGLI STUDENTI. Le violente cariche e gli arresti a Pisa, Firenze e Catania contro gli studenti in piazza per la Palestina hanno creato forte indignazione nel mondo della scuola e in quello accademico, portando il giorno stesso e quelli successivi in piazza migliaia di persone. In Italia è diventato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>ALZIAMO LA TESTA CONTRO LA REPRESSIONE DEGLI STUDENTI</strong>. Le violente cariche e gli arresti a Pisa, Firenze e Catania contro gli studenti in piazza per la Palestina hanno creato forte indignazione nel mondo della scuola e in quello accademico, portando il giorno stesso e quelli successivi in piazza migliaia di persone. In Italia è diventato normale utilizzare la polizia per pestare a sangue anche i ragazzi di 16 anni, se manifestano contro il governo e le sue politiche. C’è una deriva autoritaria silenziosa, accettata e praticata da tutte le forze politiche di sistema, altro che “casi isolati” come li ha definiti il Ministro dell’Interno Piantedosi. Ne abbiamo fatto esperienza nel 2022 durante le mobilitazioni di massa per la morte di 3 studenti mentre lavoravano in stage; ne fanno esperienza quotidianamente i lavoratori della logistica che vengono picchiati a pugni, calci e manganellate se scioperano per difendere i propri diritti; ne sono state protagoniste le migliaia di persone violentemente caricate dalla polizia sotto le sedi Rai in protesta contro le censure e le mistificazioni della propaganda del governo. Il ricorso alla repressione violenta è sempre più la normalità e non l’eccezione. I governi di qualsiasi colore politico in questi anni si sono resi protagonisti di questa spirale repressiva e cercano di “normalizzare” i divieti arbitrari e le limitazioni al diritto di manifestare.</p>
<p>Non possiamo accettare in alcun modo questo tipo di imposizione: così come dopo le cariche a Torino il 28 gennaio 2022 il movimento studentesco diede una risposta forte, con centinaia di migliaia di giovani in piazza, allo stesso modo occorre tenere alta la guardia e rispondere agli attacchi repressivi con la massima mobilitazione. La difesa dell’agibilità politica non può essere “delegata” ai vari partiti di sistema: è una pratica collettiva che si attua a partire dal coinvolgimento di massa degli studenti, mobilitando il più possibile l’opinione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA RIFORMA VALDITARA NON DEVE PASSARE</strong>. Da diversi mesi, nel più assoluto silenzio dei media e dei partiti di “opposizione”, il governo Meloni sta portando a compimento una riforma dell’istruzione – divisa in due disegni di legge – che potenzia il sistema dell’alternanza scuola-lavoro e l’integrazione territoriale tra scuole e imprese, rafforza gli Istituti Tecnici Superiori, introduce su larga scala la sperimentazione della riduzione a 4 anni per gli istituti tecnici e professionali e riforma il voto di condotta facilitando la possibilità di bocciare gli studenti sulla base della condotta.<br />
Come affermato già precedentemente nella mobilitazione studentesca del 17 novembre 2023, di occupazioni e iniziative di lotta, questa riforma non risponde in alcun modo alle esigenze educative degli studenti degli strati popolari e, anzi, è un duro attacco ai loro diritti che va ad innalzare ancora di più le barriere di classe nell’istruzione. Questa legge è cucita addosso alle esigenze dei capitalisti e appiattisce ancora di più la scuola pubblica in questa direzione, nello stesso solco delle riforme che l’hanno preceduta. Le aziende potranno usare ancora di più le scuole come uno strumento per impartire la propria formazione aziendale, a spese pubbliche e quindi scaricandone i costi sulla fiscalità generale sostenuta dalle tasse dei lavoratori.<br />
La riforma dell’istruzione prevede l’incentivazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro con la creazione di cosiddetti “campus scuola-azienda”, accordi che prevedono un numero significativo di ore di stage gratuiti presso le aziende coinvolte. Si tratta di un enorme regalo alla Confindustria, che avrà a disposizione un sistema d’istruzione ancora più piegato ai suoi interessi. Non sono bastate 3 morti in alternanza per porre fine allo sfruttamento degli studenti in stage. È uno schiaffo pesantissimo ai 200 mila studenti scesi in piazza nel 2022 dopo la morte di Lorenzo Parelli in scuola-lavoro.<br />
Il fatto che questa riforma sia del tutto in linea con gli indirizzi della “Buona Scuola” del PD e, in sostanza, con quelli della Confindustria, l’ha relegata al vuoto mediatico, senza nessuna vera opposizione sollevata in Parlamento. Il sostegno silenzioso delle forze del centro-sinistra alla prospettiva di continuare ciò che loro stessi avevano iniziato anni prima riconferma che gli studenti e le studentesse non hanno nessun partito “amico” nell’attuale arco parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, il 31 gennaio, all’interno di un ordine del giorno del Senato montato in fretta e furia, è stato approvato in prima lettura il disegno di legge relativo all’istituzione di un nuovo modello di scuola per tecnici e professionali, il cosiddetto “4+2”; è evidente che nei prossimi mesi vi sarà un’accelerazione significativa del tentativo di portare a compimento l’attuazione della riforma. In particolare, riteniamo necessario, a partire da questa consapevolezza, monitorare attivamente questi sviluppi e tenerci pronti al fine di contestarne l’attuazione con la più ampia mobilitazione nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>STOP GENOCIDIO.</strong> Un vasto movimento di solidarietà si è sviluppato in tutti i paesi del mondo per sostenere il popolo palestinese, chiedere la fine del massacro ed esigere la fine della compromissione dei governi con lo Stato di Israele. Nonostante gli sforzi dei media per mistificare la verità, l’ipocrisia del sostegno incondizionato alle politiche genocide di Israele diventa evidente a settori sempre più ampi della popolazione. Le manifestazioni e occupazioni studentesche dei mesi passati, in particolare nelle università, sono state importanti per mobilitare l’opinione pubblica e buona parte della popolazione contro l’inaccettabile massacro in Palestina. La manifestazione del 24 febbraio, con 50.000 persone a Milano, ha certificato un rafforzamento della possibilità in Italia di costruire un significativo movimento popolare contro la guerra e le politiche imperialiste. Allo stesso tempo, continua il genocidio da parte del governo israeliano: ad oggi si contano più di 30mila morti, decine di migliaia di feriti, orfani e mutilati e milioni di sfollati, di cui il 70% delle vittime è costituito da donne e bambini.</p>
<p>La lotta per fermare il genocidio a Gaza e in Palestina è parte integrante della lotta degli studenti contro le politiche di questo governo. Per quello riteniamo che sia necessario costruire la più ampia mobilitazione, coinvolgendo innanzitutto i giovani proletari immigrati, unendo la lotta contro la riforma scuola-azienda a quella più generale contro le politiche imperialiste e per la libertà del popolo palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NESSUNO SPAZIO ALLE STRUMENTALIZZAZIONI DEL CENTRO-SINISTRA.</strong> Le regionali in Sardegna e Abruzzo e l’avvicinarsi delle Elezioni politiche europee hanno aperto uno spazio di intervento per i vari partiti all’opposizione, tra tutti PD e 5 Stelle, per raccogliere il dissenso diffuso contro questo governo in chiave elettorale. È evidente che, così come avvenuto per i fatti di Pisa, nelle prossime settimane con lo svilupparsi di una attivazione generale e generalizzata nelle scuole e nelle università, il movimento studentesco si troverà di fronte ai tentativi di strumentalizzazione da parte di questi partiti e delle loro organizzazioni giovanili.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli che ci diranno di essere dalla parte degli studenti sono gli stessi che, mentre fingono didi sostenere il popolo palestinese, votano in blocco con la Meloni la missione militare a guida italiana nel Mar Rosso, oltre che nuovi invii di armi e aiuti a Israele e in Ucraina, coinvolgendo sempre di più il nostro paese nei piani imperialisti della NATO, togliendo soldi alla scuola e ai bisogni sociali. Sono gli stessi che col governo Draghi spaccavano le teste degli studenti che protestavano contro la morte di un loro compagno in alternanza. Sono gli stessi che hanno votato e sostenuto le peggiori leggi contro gli interessi degli studenti, a partire dalla Buona Scuola, che progressivamente ha peggiorato la qualità dell’istruzione pubblica regolandola sulla base delle esigenze delle imprese.<br />
Combatteremo fortemente queste operazioni politiche perché gli interessi degli studenti e dei giovani sono incompatibili con le proposte del centro-sinistra e col loro orizzonte politico. Fuori dalle mobilitazioni i partiti dei padroni e della guerra: non saranno i benvenuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>22 MARZO: FERMIAMO IL GOVERNO MELONI.</strong> Consci dei limiti, riteniamo che la giornata di mobilitazione del 17 novembre 2023 sia stata fondamentale nel portare su un piano politico e non economicistico la lotta degli studenti. La capacità di unire organicamente la battaglia per fermare la riforma Valditara e il genocidio in Palestina, con una partecipazione ampia tra studenti immigrati e italiani, assieme ad alcuni settori di lavoratori della scuola e della logistica, è un risultato non scontato e che certifica la necessità di proseguire su quella strada al fine di costruire un’alternativa ai piani antipopolari del governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe un errore fermarsi qui e “aspettare Godot”. Nelle scorse settimane vi è stato un incremento incoraggiante delle proteste spontanee nelle scuole, sviluppatesi su diverse rivendicazioni, dalla richiesta di interventi urgenti in materia di edilizia scolastica, contro il freddo nelle aule scolastiche fino alla solidarietà per il popolo palestinese. Seppur non possiamo dirci di fronte ad un momento di ascesa arrembante del movimento studentesco, questo anno e mezzo di governo Meloni hanno sedimentato per diverse ragioni una insofferenza e scontento diffusi, che rendono il terreno fertile per portare gli studenti e le studentesse a lottare contro chi oggi lo vorrebbe zitti e buoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Parimenti, riteniamo che a partire dagli episodi di Pisa, Firenze e Catania non si possa rinchiudere su un piano puramente locale ciò che di locale ha ben poco. La tendenza ad un incremento delle misure repressive e dell’attacco sistematico con la violenza delle manifestazioni e degli scioperi è un fattore qualitativo che non solo questo esecutivo ha assunto in maniera estremamente chiara ma che è la cifra dell’incancrenirsi delle contraddizioni inter-imperialistiche, del piano inclinato di guerra e miseria in cui il sistema capitalista ci sta portando e della propaganda nazionalista che il governo sta utilizzando per tutelare gli interessi dei monopoli italiani. Non si deve muovere foglia che il governo Meloni non voglia. Per questo riteniamo che questo possa essere uno dei terreni di ricomposizione sul piano della lotta studentesca e che vada identificato nella sua essenza in relazione al ruolo e alla natura dello stato borghese.</p>
<p style="text-align: justify;">In vista dei passaggi di votazione ad aprile della riforma Valditara occorre preparare il terreno perché fermare queste misure vergognose non è solo necessario ma è possibile. Lanciamo un appello a tutti gli studenti, ai collettivi e alle realtà studentesche combattive, ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali, in particolare del mondo della scuola ma non solo: è necessario costruire ora e subito una grande mobilitazione nazionale contro il governo Meloni il 22 Marzo. Non mobilitarsi ora significa lasciare che politicamente sfruttino i gravi fatti di Pisa, Firenze e Catania coloro che fino a poco tempo fa hanno governato per conto dei padroni, corresponsabili delle peggiori politiche antipopolari.Riteniamo che a partire da questo momento di lotta si possano gettare le basi per incrementare significativamente la battaglia contro il governo, partendo dall’unica reale alternativa in campo: quella degli studenti, dei lavoratori e degli strati popolari impoveriti dalla crisi capitalistica. Serve mobilitarsi ora!</p>
<p style="text-align: justify;">Contro la riforma Valditara, il genocidio inaccettabile del popolo palestinese e la repressione, alziamo il livello della lotta contro il governo della guerra, con gli studenti protagonisti e in prima fila. 22 marzo, tutti in piazza!</p>
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		<title>ATTACCO GIUDIZIARIO A TORINO. 12 MISURE CAUTELARI: ANCHE A UN MEMBRO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL FGC.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 13:23:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Questura di Torino questa mattina ha notificato 12 misure cautelari tra obbligo di firma, divieto di dimora e fogli di via a studenti e lavoratori che hanno partecipato alla manifestazione del 1 Maggio 2022, repressa duramente dalla Polizia. Tra i denunciati vi è anche un membro della segreteria nazionale del FGC, la cui misura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Questura di Torino questa mattina ha notificato 12 misure cautelari tra obbligo di firma, divieto di dimora e fogli di via a studenti e lavoratori che hanno partecipato alla manifestazione del 1 Maggio 2022, repressa duramente dalla Polizia. Tra i denunciati vi è anche un membro della segreteria nazionale del FGC, la cui misura viene giustificata dalla Questura a causa della partecipazione alle manifestazioni studentesche dello scorso 28 gennaio 2022, successive alla morte di Lorenzo Parelli durante uno stage scolastico. Oltre alla denuncia, gli è stato notificato il c.d. “obbligo di firma”, cioè l’obbligo di presentarsi quotidianamente alla Polizia Giudiziaria.</p>
<p>È significativo che la motivazione principale volta a legittimare le misure cautelari sia proprio quella relativa ai fatti del 28 Gennaio. Quel giorno ci furono decine di cortei studenteschi in tutto il paese, ma l’Italia lo ricorda soprattutto per l’attacco brutale e ingiustificato della Polizia sugli studenti di Torino. 20 studenti rimasero feriti, tra cui militanti della gioventù comunista. La violenta repressione scatenata dal governo contro studenti che manifestavano per la morte di un loro coetaneo fu così brutale che generò un’ondata di indignazione e di solidarietà da parte di decine di artisti, personaggi pubblici e dello spettacolo.</p>
<p>Quel movimento studentesco continuò a crescere, arrivando a portare 200mila studenti in piazza in tutta Italia il 18 febbraio, con centinaia di scuole occupate in tutto il paese. Dimostrò una consapevolezza non scontata, attaccando il sistema dell’alternanza scuola-lavoro e denunciando le responsabilità della Confindustria, e persino isolando quelle sigle legate al centro-sinistra che tentavano di mettere a tacere queste posizioni.</p>
<p>Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in quei giorni, riferì in Parlamento e giustificò le azioni della Polizia attaccando apertamente il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) come promotore delle proteste. Due anni dopo, veniamo colpiti con azioni giudiziarie assurde se rapportate al contesto di quei giorni.</p>
<p>È una modalità di “erogazione” delle denunce politiche che conosciamo bene, che viene utilizzata scientificamente per colpire le forze politiche e sociali, in particolare a Torino.</p>
<p>Il tempismo non è casuale: queste denunce arrivano proprio mentre il Governo punta a far approvare in Parlamento entro fine febbraio una nuova riforma della scuola, che rafforza ulteriormente il sistema dell’alternanza scuola-lavoro e l’integrazione tra scuole e imprese. Proprio ora, non a caso, si colpiscono con azioni giudiziarie i promotori delle grandi manifestazioni studentesche di due anni fa.</p>
<p>Esprimiamo solidarietà a tutti i militanti e gli studenti denunciati. Faremo quadrato contro le intimidazioni e la repressione. La migliore risposta ai tentativi di delegittimare le lotte di studenti e lavoratori sarà continuare la mobilitazione, a partire dall&#8217;opposizione alla riforma Valditara e al governo della guerra.</p>
<p>La lotta contro l’alternanza scuola-lavoro e il governo Meloni è giusta e necessaria.</p>
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		<title>FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA. 21 OTTOBRE IN PIAZZA A GHEDI, COLTANO E PALERMO. Comunicato della segreteria nazionale FGC</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2023 09:32:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo è sull’orlo del baratro.</strong> In tutti i continenti si moltiplicano i focolai di guerra, accompagnati da una corsa agli armamenti senza precedenti dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. La crisi capitalistica generalizzata, la competizione imperialista tra le vecchie e le nuove potenze del mondo capitalistico, le ambizioni di profitto delle oligarchie finanziarie di tutti i paesi minacciano oggi di trascinare i popoli nell’incubo di un nuovo conflitto mondiale.</p>
<p>In Europa, prosegue da un anno e mezzo la guerra che si combatte in Ucraina tra la NATO e la Federazione Russa, che appare ben lontana dal concludersi ma anzi vede svilupparsi nuove escalation con morti, profughi e devastazioni. In Medio Oriente, il massacro criminale portato avanti dal governo di Israele contro la popolazione di Gaza e la resistenza palestinese rischia di evolvere in un più conflitto più ampio in tutta la regione. In Africa, l’impressionante numero di otto colpi di Stato in tre anni ha dimostrato l’esistenza di una fortissima competizione tra le potenze capitalistiche per modificare le sfere di influenza esistenti. In Asia, è ritornata all’ordine del giorno la questione di Taiwan che si collega direttamente alle nuove alleanze militari statunitensi per la competizione con la Cina nell’Oceano Pacifico.</p>
<p><strong>In questo quadro, il governo Meloni ha portato avanti una politica scellerata e guerrafondaia.</strong> Tonnellate di armi sono state inviate dall’Italia all’esercito ucraino, rendendo il nostro paese compartecipe del massacro in corso. L’Italia è in prima linea nella corsa agli armamenti con 27,7 miliardi di euro spesi per la difesa nel 2023, con un aumento di quasi 2 miliardi rispetto al 2022 e con l’obiettivo di portare le spese militari al 2% del PIL entro il 2028. Il governo promuove direttamente i piani di espansione del capitale italiano: “più Italia nei Balcani” e “un piano italiano per l’Africa”, mentre si conferma come il più fedele alleato della NATO e degli USA nell’Europa centro-meridionale.</p>
<p>Nelle scorse settimane, il governo Meloni ha dichiarato il proprio<strong> </strong>sostegno incondizionato all’estrema destra israeliana di Netanyahu, responsabile di innumerevoli crimini di guerra, dell’annunciato genocidio del popolo palestinese di Gaza e dell’escalation in corso, confermando il proprio rifiuto di riconoscere lo Stato di Palestina.</p>
<p><strong>In nome della guerra, viene chiesto al popolo e ai lavoratori in Italia di accettare sacrifici e privazioni</strong>, derivanti dalle sanzioni, dall’inflazione e dai rincari in generale, dall’economia di guerra apertamente definita così dagli stessi vertici della Commissione Europea.</p>
<p><strong>I costi economici e sociali della guerra vengono scaricati sui lavoratori e sugli strati popolari, </strong>come confermano gli attacchi a salari, pensioni e stato sociale. La propaganda martellante che inonda i media e la stampa a reti unificate ha precisamente l’obiettivo di compattare l’opinione pubblica nonostante il peggioramento delle condizioni di vita, di presentare la “vittoria” sui fronti di guerra come una necessità irrinunciabile in nome di presunti “interessi nazionali”.</p>
<p>In Italia, nonostante gli sforzi significativi che da più parti sono stati messi in campo, non esiste ancora un vero movimento contro la guerra, le cui identità e parole d’ordine siano chiaramente riconoscibili e conosciute a livello di massa e, soprattutto, capace di costituire un ostacolo reale alle politiche di guerra dei governi, legandosi a doppio filo alle esperienze di lotta operaia più avanzate e coscienti. Il governo Draghi prima, il governo Meloni poi, sono andati avanti come un treno nella direzione che è stata chiesta e ottenuta dai settori dominanti del capitale italiano.</p>
<p>Siamo ben consapevoli che buona parte delle ragioni stia nella debolezza del movimento operaio nella fase attuale. <strong>Ciò nondimeno, continuiamo a essere convinti che la costruzione di un ampio movimento popolare contro la guerra non possa essere demandata a un generico civismo e che, anzi, proprio i lavoratori possano e debbano essere il perno di questo movimento</strong> <strong>che abbiamo il dovere di costruire</strong>.</p>
<p>Affermiamo questo sulla base di una consapevolezza precisa: la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra imperialista combattuta tra i padroni di tutti i paesi è la prosecuzione delle politiche capitalistiche che schiacciano ogni giorno i proletari di tutti i paesi. I mandanti dei piani di guerra sono gli stessi responsabili dell’ingiustizia quotidiana che ci viene imposta da questo sistema. Come logica conseguenza, anche la lotta contro la guerra è la naturale prosecuzione della lotta di classe, e non può che porsi su un terreno internazionalista, quello della fratellanza tra i popoli e i lavoratori di tutti i paesi contro i capitalisti di tutti i paesi.</p>
<p>Con questo spirito, <strong>da comunisti parteciperemo alle diverse mobilitazioni nazionali contro la guerra che si terranno in concomitanza nella giornata del 21 ottobre a Ghedi, a Pisa/Camp Derby e a Palermo</strong>, all’indomani dello sciopero nazionale del sindacalismo di base del 20 ottobre.</p>
<p>La divisione – del tutto evitabile &#8211; in tre manifestazioni separate fotografa lo stato di divisione del movimento di classe, l’esistenza di posizioni e prospettive eterogenee corrispondenti all’attuale stato di sviluppo del dibattito sulla guerra e l’imperialismo. Nonostante questi limiti, riteniamo che la giornata di mobilitazione nazionale del 21 ottobre debba essere quanto più incisiva e generalizzata, e che la sua riuscita possa realmente farci muovere dei passi in avanti nella costruzione di un grande movimento contro la guerra.</p>
<p>Parteciperemo a tutte le manifestazioni promuovendo una piattaforma antimperialista, internazionalista e rivoluzionaria, contro ogni forma di compartecipazione dell’Italia ai conflitti imperialisti in corso:</p>
<p><strong>BASTA ARMI IN UCRAINA</strong>. Fermare l’ottavo pacchetto di armi preparato dal governo Meloni. Un anno e mezzo di guerra ha dimostrato che armare l’Ucraina non serve a difendere le popolazioni né a favorire la fine del conflitto. USA, NATO e UE stanno prolungando volutamente la guerra per i propri interessi.</p>
<p><strong>FERMARE L’ECONOMIA DI GUERRA E LE SANZIONI.</strong> No allo scaricamento del costo della guerra sulle spalle dei lavoratori. Fermiamo l’aumento dei prezzi, il taglio alla spesa sociale, l’attacco ai diritti.</p>
<p><strong>FUORI L’ITALIA DALLA NATO, FUORI LA NATO DALL’ITALIA.</strong> La favola della NATO come alleanza difensiva è insostenibile. Ritiro unilaterale dell’Italia dalla NATO, chiusura di tutte le basi militari USA e NATO sul territorio nazionale.</p>
<p><strong>FERMARE LE SPESE MILITARI, RITIRO DELLE TRUPPE ITALIANE ALL’ESTERO.</strong> Entrambe non tutelano la “sicurezza nazionale”, ma l’imperialismo italiano e gli interessi predatori di grandi monopoli come ENI. Si investa su sanità, diritto allo studio, spesa sociale.</p>
<p><strong>L’ITALIA RICONOSCA LO STATO DI PALESTINA.</strong> Porre fine al sostegno incondizionato ai crimini di Netanyahu contro la legittima lotta del popolo palestinese. Il sostegno all’estrema destra israeliana non difende la pace, al contrario legittima e incoraggia lo sterminio del popolo palestinese e prepara il terreno a una maggiore escalation in Medioriente.</p>
<p><strong>CONTRO IL NAZIONALISMO E LA PROPAGANDA DI GUERRA</strong>. Diciamo no a chi vorrebbe creare un pensiero unico a sostegno della guerra e bollare come servi del nemico, “putiniani” o “amici di Hamas”, tutte le voci critiche.</p>
<p><strong>CONTRO IL GOVERNO MELONI</strong>. Costruiamo un’opposizione operaia e popolare al governo dei padroni, contro la finta opposizione di PD e Movimento Cinque Stelle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA!</strong></p>
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		<title>MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE IN PIÙ DI 50 CITTÀ: «BOCCIAMO IL GOVERNO»</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 09:27:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cortei studenteschi in tutta Italia contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola. Sono più di 50 le città attraversate dalle manifestazioni, nella prima giornata di proteste dopo la manovra gialloverde. Da Torino, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Cagliari e decine di altri capoluoghi gli studenti attaccano l’esecutivo e le politiche scolastiche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/02/roma2.jpeg" rel="lightbox[2805]" title="roma2"><img class="aligncenter size-full wp-image-2806" title="roma2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/02/roma2.jpeg" alt="" width="1600" height="853" /></a>Cortei studenteschi in tutta Italia contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola. Sono più di 50 le città attraversate dalle manifestazioni, nella prima giornata di proteste dopo la manovra gialloverde. Da Torino, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Cagliari e decine di altri capoluoghi gli studenti attaccano l’esecutivo e le politiche scolastiche con una sonora bocciatura. Nel mirino delle proteste «un esame di maturità stravolto e 4 miliardi di tagli all’istruzione, e ancora il piano “Scuole Sicure” di Salvini che aumenta la repressione». La giornata di protesta, appoggiata dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), ha raccolto decine di migliaia di adesioni a partire da un video appello dei Presidenti delle Consulte studentesche.<span id="more-2805"></span></p>
<p>«Gli studenti di tutta Italia bocciano il governo» dichiara a sostegno delle proteste Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «Il cambiamento annunciato da Salvini e di Maio è un’enorme presa in giro. Sulla scuola la manovra gialloverde prevede 4 miliardi di tagli e la nuova maturità è la stessa voluta dal PD. Dietro agli slogan di governo c’è la realtà concreta fatta di continui crolli nelle scuole e milioni di studenti in pericolo, ma Salvini preferisce aumentare la repressione con le telecamere e i controlli di polizia. Cercano di dividerci con la propaganda razzista per coprire le loro responsabilità politiche, ma sappiamo bene che non c’è alcuna inversione di rotta rispetto al passato. Oggi le piazze piene di studenti parlano chiaro: questo governo è nemico dei giovani»</p>
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		<title>UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA PER LA SCUOLA E IL FUTURO.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 14:29:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia contro la riforma del governo Renzi, per rivendicare una scuola gratuita e realmente accessibile a tutti. Le manifestazioni di oggi si sommano a quelle dello scorso 2 ottobre, che già avevano visto la presenza di migliaia di studenti nelle maggiori città italiane. La gioventù comunista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia contro la riforma del governo Renzi, per rivendicare una scuola gratuita e realmente accessibile a tutti. Le manifestazioni di oggi si sommano a quelle dello scorso 2 ottobre, che già avevano visto la presenza di migliaia di studenti nelle maggiori città italiane. La gioventù comunista è stata in prima fila nelle lotte di queste settimane, dando un contributo essenziale alla riuscita di molti cortei. Nelle scuole l’opposizione alla riforma è largamente maggioritaria. Si contesta in particolare il sistema dell’alternanza scuola lavoro, che aumentando le ore di stage nelle aziende fino a 400 all’anno trasforma le scuole in una sorta di centri di impiego d manodopera a costo zero, con grandi vantaggi per le aziende che ne usufruiranno. La riforma di Renzi completa quel ciclo di distruzione portato avanti congiuntamente dai governi di centrodestra e centrosinistra, sulla base delle indicazioni della UE. Nessuno sa cosa sia la strategia di Lisbona o il processo di Bologna, ma è lì che si sono decise le sorti dell’istruzione in Italia. L’apertura ai privati che oggi viene garantita dalla riforma, condizionerà scuole sempre più in cerca di risorse e strozzate dai tagli del governo aumentando la divisione tra scuole di serie A e scuole di serie B.</p>
<p style="text-align: justify;">Già oggi la scuola italiana è una scuola classista. Un quarto degli studenti non si diploma e abbandona gli studi. La scelta dell’indirizzo scolastico non avviene sul “merito” che tanto viene sbandierato dai media, ma per la condizione di classe. Libri di testo, contributi scolastici, spese per i trasporti, con agevolazioni e borse di studio tagliate a causa dei vincoli europei, costituiscono ostacoli insormontabili. Con la riforma si acuiscono le contraddizioni nelle scuole, si apre ad una completa differenziazione: già fioriscono sezioni speciali nelle scuole, con corsi a parte e contributi più alti, che si contrappongono ad una scuola sempre più dequalificata.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi avanza tra gli studenti la consapevolezza che non esistono margini di riformismo in questo sistema politico ed economico, che la condizione della scuola italiana riflette gli interessi padronali e le politiche della UE. Mentre si taglia sulla scuola aumentano le spese militari in uno scenario di contrapposizione tra potenze imperialiste con guerre aperte come in Siria e Ucraina. Nelle manifestazioni di oggi la gioventù comunista ha portato la sua contrarietà a Trident Juncture la più grande esercitazione militare della Nato dalla fine della guerra fredda, che vede la partecipazione dell’Italia con soldati, mezzi e basi militari. «Soldi alla scuola, non alla guerra» lo slogan gridato nelle nostre piazze e condiviso da migliaia di studenti. La lotta nelle scuole proseguirà in questi mesi, anche attraverso le elezioni studentesche che nelle prossime settimane avranno luogo in tutta Italia, e certamente nelle mobilitazioni che saranno organizzate. Il FGC sarà in prima linea, come oggi, per rivendicare una scuola pubblica, gratuita, accessibile a tutti, la rottura con le politiche della UE e della Nato.</p>
<p style="text-align: justify;">La segreteria nazionale invia un grande apprezzamento per il lavoro svolto dalle federazioni. In particolare ai compagni che hanno costruito la mobilitazione di oggi, a partire dalle scuole, parlando con gli studenti, portando avanti assemblee, discussioni, volantinaggi, attacchinaggi nelle città, e contribuendo a radicare sempre di più il FGC tra gli studenti e le nuove generazioni, dimostrando che i comunisti ci sono e che le nostre parole d&#8217;ordine ottengono un consenso sempre più di massa tra la gioventù.</p>
<p><span id="more-1629"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3EQFUWEAAbCjz.jpg_large.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP CQ3EQFUWEAAbCjz.jpg_large"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1640" title="TOP CQ3EQFUWEAAbCjz.jpg_large" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3EQFUWEAAbCjz.jpg_large-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12071516_10204089245345961_640148818_n.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP 12071516_10204089245345961_640148818_n"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1635" title="TOP 12071516_10204089245345961_640148818_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12071516_10204089245345961_640148818_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-frosinone-15_09-1.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP frosinone 15_09 1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1643" title="TOP frosinone 15_09 1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-frosinone-15_09-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-roma-15-ott-1.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP roma 15 ott 1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1647" title="TOP roma 15 ott 1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-roma-15-ott-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-nato.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP reggio calabria nato"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1645" title="TOP reggio calabria nato" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-nato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3SZJvWcAAg5sw.jpg_large.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP CQ3SZJvWcAAg5sw.jpg_large"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1642" title="TOP CQ3SZJvWcAAg5sw.jpg_large" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3SZJvWcAAg5sw.jpg_large-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12116191_980268432035621_746924603_o.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP 12116191_980268432035621_746924603_o"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1638" title="TOP 12116191_980268432035621_746924603_o" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12116191_980268432035621_746924603_o-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12084213_10206005328665894_569437477_n.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP 12084213_10206005328665894_569437477_n"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1637" title="TOP 12084213_10206005328665894_569437477_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12084213_10206005328665894_569437477_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-roma-15-ott-2.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP roma 15 ott 2"><img class="alignleft  wp-image-1648" title="TOP roma 15 ott 2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-roma-15-ott-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-trident.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP reggio calabria trident"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1646" title="TOP reggio calabria trident" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-trident-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-9-ott-15-2.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP reggio calabria 9 ott 15 2"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1644" title="TOP reggio calabria 9 ott 15 2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-reggio-calabria-9-ott-15-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12083672_10208019621278144_1521641731_n.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP 12083672_10208019621278144_1521641731_n"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1636" title="TOP 12083672_10208019621278144_1521641731_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-12083672_10208019621278144_1521641731_n-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/corigliano-9_15-2.jpg" rel="lightbox[1629]" title="corigliano 9_15 2"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1651" title="corigliano 9_15 2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/corigliano-9_15-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3PkmjWcAAQj1p.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP CQ3PkmjWcAAQj1p"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1641" title="TOP CQ3PkmjWcAAQj1p" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-CQ3PkmjWcAAQj1p-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-cosenza-9-ott-15.jpg" rel="lightbox[1629]" title="TOP cosenza 9 ott 15"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1639" title="TOP cosenza 9 ott 15" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/10/TOP-cosenza-9-ott-15-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>10 OTTOBRE IN PIAZZA CON GLI STUDENTI</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 13:51:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domani, 10 ottobre, il Fronte della Gioventù Comunista sarà in piazza nelle principali città italiane e in tutti i centri dove sono presenti nostre federazioni, al fianco degli studenti che protesteranno contro la riforma annunciata dal Governo Renzi e dal Ministro Giannini. Come abbiamo già avuto modo di affermare la riforma proposta dal governo chiude]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Domani, 10 ottobre, il Fronte della Gioventù Comunista sarà in piazza nelle principali città italiane e in tutti i centri dove sono presenti nostre federazioni, al fianco degli studenti che protesteranno contro la riforma annunciata dal Governo Renzi e dal Ministro Giannini. Come abbiamo già avuto modo di affermare la riforma proposta dal governo chiude un ciclo aperto in questi venti anni con le stesse parole d&#8217;ordine e gli stessi obiettivi che i governi di centro-destra con le riforme Moratti e Gelmini hanno perseguito. L&#8217;evidente accentuazione dell&#8217;ingresso dei privati nella forma del capitale privato e dell&#8217;inserimento delle aziende nei programmi formativi, in particolare per l&#8217;alternanza scuola-lavoro, costituiscono di fatto una scuola a misura del profitto privato in tutto e per tutto. Una vera e propria scuola azienda, anche per i poteri garantiti ai Dirigenti Scolastici che faranno terminare ogni residuo di collegialità nelle scuole. L&#8217;idea del finanziamento differenziato sulla base dei livelli raggiunti dalle scuole costituisce la premessa per la definitiva capitolazione di un sistema unico di istruzione pubblica a vantaggio di una scuola a più livelli in cui le private saranno avvantaggiate sotto ogni aspetto. Non va dimenticato infatti che le scuole private (paritarie) concorrono in tutto e per tutto allo stesso livello delle pubbliche anche in tema di finanziamenti. <span id="more-1073"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Del tutto mancante un vero piano sul diritto allo studio in un sistema che lascia sempre più studenti senza diploma. Ogni anno più del 20% degli studenti italiani abbandonano la scuola. La scelta del percorso formativo avviene sulla base delle possibilità delle famiglie e non delle aspirazioni degli studenti. Abbiamo condotto, proprio a partire dai dati del Governo un&#8217;intensa analisi dello stato della scuola italiana, del livello di finanziamenti reali messi in campo, per arrivare alla conclusione che il governo Renzi non fa nulla di nuovo e positivo per la scuola italiana. Stando alle stesse cifre date dal governo per settori fondamentali del diritto allo studio (acquisto di e-book, borse di studio) si spenderà una miseria, mentre alle scuole private sono regalati anche quest&#8217;anno 480 milioni di euro. La stessa spesa per l&#8217;edilizia scolastica è nulla rispetto alle reali esigenze delle scuole, mentre miliardi di euro sono spesi solo per il programma di acquisto dei caccia F-35. Non un accenno alla questione dei trasporti con gli enti locali che continuano a tagliare agevolazioni per gli studenti, a causa dei tagli e dei vincoli imposti dal patto di stabilità. Non una parola sui contributi studenteschi, la maggiore vergogna del nostro sistema d&#8217;istruzione, con le famiglie costrette a pagare una tassa mascherata per mandare i figli a scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Per queste ragioni, per rivendicare una scuola realmente gratuita ed accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, contro la scuola di classe proposta dal governo Renzi, saremo nelle piazze insieme a migliaia di studenti. Contro questa riforma e per lottare per una vera scuola pubblica la lotta proseguirà in questi mesi. Ogni scuola sarà una barricata.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>per scaricare materiale sul corteo e sulla scuola:</em></p>
<p><strong>volantino 10 ottobre:</strong> <span style="text-decoration: underline;">http://issuu.com/senzatregua/docs/nazionale_colori</span></p>
<p>volantino no spese militari: <span style="text-decoration: underline;">http://issuu.com/senzatregua/docs/issuu_no_spese_militari</span></p>
<p>volantino presentazione FGC: <span style="text-decoration: underline;">http://issuu.com/senzatregua/docs/issuu_volantino_presentazione_gener</span></p>
<p><strong>manuale «Buona scuola cosa c&#8217;è dietro?» </strong><span style="text-decoration: underline;">http://issuu.com/senzatregua/docs/manuale_buona_scuola_web</span></p>
<p>analisi dettagliata della riforma (anche per insegnanti): <span style="text-decoration: underline;">http://issuu.com/senzatregua/docs/analisi_la_buona_scuola</span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>SCUOLA. SPENA (FGC): «NO ALLE BRICIOLE DEL GOVERNO, DOMANI STUDENTI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA»</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 17:01:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Dal governo si aspettavano gli applausi per i fondi previsti dal decreto dello scorso 7 novembre, ma è come se dopo anni in cui ci hanno tolto il pane, dovessimo ringraziare perché ci concedono le briciole» Questo il commento di Paolo Spena, responsabile del Dipartimento Scuola e Università del Fronte della Gioventù Comunista, che preannuncia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Dal governo si aspettavano gli applausi per i fondi previsti dal decreto dello scorso 7 novembre, ma è come se dopo anni in cui ci hanno tolto il pane, dovessimo ringraziare perché ci concedono le briciole» Questo il commento di Paolo Spena, responsabile del Dipartimento Scuola e Università del Fronte della Gioventù Comunista, che preannuncia la mobilitazione studentesca nazionale del 15 novembre.<br />
«Con buona pace del Ministro Carrozza, la matematica è ancora oggi una scienza esatta e i conti non tornano. I tagli programmati per la sola scuola superiore dal 2008 al 2014 ammontano a circa 22 miliardi di euro. Nel 2009 i fondi all&#8217;università erano di 246 milioni. Nel 2011 e 2012 erano di 26 milioni (200 milioni di tagli ogni anno). Nel 2013 il finanziamento annuale scende a 13 milioni. Confrontati con queste cifre, è facile capire come i 450 milioni totali restituiti con questo decreto sotto forma di vari vincoli di destinazione siano assolutamente insignificanti in confronto a ciò che ci è stato tolto in tutti questi anni. Nel 2008 il governo programmò tagli all’istruzione per 8 miliardi e 13 milioni di euro nel biennio 2009-2011. Nel 2011 i tagli stabiliti furono di ulteriori 4,561 miliardi di euro per ciascuno dei tre anni successivi (totale triennio 2012-1024 13,683 milioni). L’ammontare complessivo dei tagli all’istruzione dal 2008 ad oggi è di 21 miliardi e 696 milioni di euro, ovvero circa 50 volte l’ammontare dei fondi restituiti con il decreto del 7 novembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-820"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il FGC «i contestatissimi bonus maturità vengono eliminati, anche se già si parla di forme di tutela per chi ne ha beneficiato. Questo è tutto ciò che ci aspettavamo da questo governo: pezze calde mentre si continua a non voler trattare seriamente problemi come lo stato disastroso dell’edilizia scolastica, preferendo investire sul wi-fi o sugli e-book, che spesso sono un modo per dequalificare il livello degli insegnamenti mentre si sostiene di innalzarlo. Altrettanto inaccettabile è l’indirizzo che il Governo ha scelto di mantenere nei confronti delle scuole private. Finora 800 milioni sono stati regalati all’istruzione paritaria, e il nuovo decreto non ha cambiato nulla. Le scuole pubbliche sono ancora costrette a far quadrare i bilanci pretendendo soldi dalle famiglie, mentre il Ministro Carrozza continua a sostenere che le scuole paritarie svolgono un ruolo importante, e non ne potremmo fare a meno»</p>
<p>«È chiaro che l’intenzione del Governo Letta è quella di tirarci le briciole.» conclude Spena «La nostra intenzione è però ben diversa. Il 15 novembre scenderemo di nuovo in piazza con la parola d’ordine della lotta alla scuola di classe. Ora più che mai è chiaro che l’unica soluzione è rovesciare un sistema che costringe l’istruzione a sottostare alle  logiche del mercato, e che preferisce salvare gli interessi di pochi piuttosto che assicurare un futuro alla nostra generazione. A noi le briciole non bastano.»</p>
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		<title>UNIRE LE LOTTE. AVANZARE NELLE RIVENDICAZIONI DI CLASSE.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2013 06:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista sarà presente nelle piazze italiane in appoggio alle mobilitazioni studentesche convocate per il 4 e l&#8217;11 ottobre in tutta Italia. I nostri militanti nelle scuole svolgeranno il massimo lavoro per promuovere piattaforme di lotta comune, d’intesa con i collettivi e le associazioni studentesche, che abbiano come filo conduttore la parola d’ordine della lotta contro la scuola di classe, la rivendicazione di una scuola pubblica, gratuita ed accessibile a tutti indipendentemente dalla condizione sociale. Manifestiamo la nostra delusione per la presenza di due date di mobilitazione contrapposte, che riteniamo una forma di frammentazione della lotta, utile solo a ridurre l’impatto delle lotte studentesche e la loro possibilità di incidere realmente. Come FGC lavoreremo al contrario per costruire una reale unità delle lotte, indipendentemente dai soggetti promotori delle mobilitazioni, sulla base di precisi punti di rivendicazione : blocco dei contributi, gratuità dei libri di testo e dei trasporti pubblici, abolizione delle forme di sfruttamento degli stage, boicottaggio dell’invalsi, interventi sull’edilizia scolastica al di fuori dei tagli previsti dal patto di stabilità. Lavoriamo per costruire un movimento studentesco che si ponga, insieme con le rivendicazioni immediate, la prospettiva della trasformazione della società, la rottura dei vincoli imposti dall’Unione Europea, la creazione di un modello di sistema diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Riconosciamo l’assoluta centralità, nel quadro delle mobilitazioni di ottobre, che riveste la convocazione dello sciopero generale del 18 ottobre. Un fatto di assoluta importanza nel momento storico in cui il conflitto capitale lavoro appare in tutta la sua evidenza. <span id="more-799"></span>La convocazione di uno sciopero generale sostenuto da tutto il sindacato conflittuale è inoltre un importante passo avanti nella costruzione di una base di rivendicazione di classe, che si contrapponga alla deriva moderata e concertativa della CGIL, dando ai lavoratori una concreta alternativa  di lotta possibile e realizzabile.  Porteremo nelle mobilitazioni le parole d’ordine del salario minimo garantito, della riduzione dell’orario di lavoro e dell’aumento del salario, dell’abrogazione della precarietà, della rivendicazione della gestione diretta da parte dei lavoratori delle centinaia di aziende che stanno chiudendo i battenti in Italia, dell’istituzione di una forma di servizio civile retribuito per combattere la disoccupazione giovanile nel Paese. Il Fronte della Gioventù Comunista parteciperà alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma, promuovendo una mobilitazione generale di supporto allo sciopero generale in tutta Italia</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista parteciperà infine alla giornata di lotta convocata per il 19 ottobre dal movimento No Tav e No Muos, come forma di appoggio e sostegno a due importanti esperienze della lotta contro il capitalismo e l’imperialismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Unire le lotte. Avanzare nelle rivendicazioni. Per costruire un movimento di classe che faccia degli ideali rivoluzionari la sua bandiera Per trasformare la necessità storica della costruzione del socialismo in parola d’ordine di massa. Il capitalismo non è il nostro futuro, lottiamo per conquistare il nostro avvenire.</p>
<p style="text-align: justify;">Segreteria Nazionale FGC</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SCUOLA, FGC: «LA VERA BATTAGLIA E’ APPENA INIZIATA»</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 17:02:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Appare ormai chiaro che non c’è una maggioranza parlamentare sufficiente per approvare il ddl ex Aprea. Si tratta della seconda vittoria ottenuta dalla mobilitazione di studenti e lavoratori della scuola, dopo l’accantonamento della proposta dell’aumento a 24 ore dell’orario dei docenti. Una protesta che ha costretto il partito democratico, perno dell’attuale maggioranza di governo a ritirare il suo appoggio al provvedimento.  Una vittoria che serviva, che trasmette finalmente l’idea che i diritti non si mendicano, ma si conquistano con la lotta. Sarebbe tuttavia un errore imperdonabile credere che la partita sulla difesa della scuola pubblica sia terminata qui. In primo luogo perché sono ancora intatti i provvedimenti economici, che in relazione con la “spendig review“ tagliano fondi alla scuola pubblica che sono l’ossatura economica del progetto di privatizzazione della scuola. In secondo luogo perché quello che la protesta di studenti ed insegnanti è riuscita ad ottenere è un arresto (parziale) di politiche che sicuramente verranno riproposte nei prossimi anni, sotto mutate forme, nuovi firmatari e nuove coalizioni di governo, sulle base delle imposizioni economiche e politiche che vengono dall’Unione Europea. <span id="more-510"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non saremmo onesti se non dicessimo questa verità, se cantassimo alla vittoria, dimenticando il contesto in cui ci troviamo. Per questo crediamo che la lotta debba proseguire più forte di prima contro i tagli alla scuola, e che questa lotta debba essere una lotta unitaria tra studenti e lavoratori della scuola, superando divisioni e “giochi dei ruoli” scolastici. Tutti gli studenti hanno potuto constatare come l’atteggiamento di molti insegnanti sia mutato una volta accantonato il provvedimento sulle 24 ore, che li colpiva direttamente. Invitiamo quegli insegnanti a rompere ogni indugio, ad abbandonare quei sindacati concertativi che frenano la protesta, che sono i primi a chiedere di interrompere la lotta e continuare al fianco degli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vinto una battaglia, ma sappiamo che la vittoria definitiva potrà avvenire solo liberandosi dalle imposizioni dell’Unione Europea e dagli interessi economici di un sistema che vuole trasformare la scuola e l’università in una fonte di profitto, che vuole una scuola di classe, anticamera dello sfruttamento del lavoro e dell’assenza di diritti. Questa verità ci appare chiara nella fase che stiamo attraversando, con nuove manovre annunciate, che diamo per assolutamente sicure, attacco ai diritti dei lavoratori, chiusura di fabbriche e posti di lavoro, dismissione della sanità pubblica. Di una cosa siamo assolutamente certi: i prossimi mesi, saranno mesi di lotta e noi non abbiamo nessuna intenzione di mollare. Fino alla vittoria!</p>
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		<title>MUSTILLO (FGC): «LE PAROLE DELLA CANCELLIERI SONO UN GOLPE»</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 16:47:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>«Le parole del ministro Cancellieri suonano come una dichiarazione di guerra contro le manifestazioni in programma nei prossimi giorni  &#8211; questo il commento a caldo di Alessandro Mustillo, segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, una delle organizzazioni impegnate in queste settimane nelle proteste contro il governo Monti – L’idea di arresti preventivi e misure di allontanamento dei manifestanti hanno il sapore di un vero e proprio golpe contro quel poco che rimane della Costituzione, fatto da un governo non eletto da nessuno e sostenuto da forze politiche totalmente prive della fiducia della maggioranza degli italiani.  Le piazze a cui il ministro Cancellieri non vuole consentire di “fare scelte politiche” sono le piazze di lavoratori licenziati, esodati, giovani precari ricattati, disoccupati, studenti senza futuro a cui questo governo e questa politica non sono in grado di dare risposte vere. Ancora una volta il governo pensa che basti una risposta di ordine pubblico a problemi di natura sociale, non capendo che chi perde un lavoro con una famiglia a carico, chi non ha un futuro davanti a sé, non ha più nulla da perdere. Noi dal canto nostro – conclude Mustillo – invitiamo tutti i lavoratori e gli studenti a proseguire nella lotta, più forti e più uniti di prima.»</p>
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