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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; miur</title>
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		<title>STUDENTI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA: «CLASSI POLLAIO E POCHI DOCENTI, VOGLIAMO UN RIENTRO IN SICUREZZA»</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 10:15:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi in decine di città italiane gli studenti sono scesi in piazza per rivendicare un rientro a scuola che sia realmente in sicurezza. Dopo mesi di didattica a distanza, si è tornati a scuola con la mascherina e banchi monoposto per limitare i contagi, ma gli studenti con azioni di protesta davanti le proprie scuole]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpeg" rel="lightbox[3167]" title="1"><img class="aligncenter size-full wp-image-3168" title="1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpeg" alt="" width="1600" height="1200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi in decine di città italiane gli studenti sono scesi in piazza per rivendicare un rientro a scuola che sia realmente in sicurezza. Dopo mesi di didattica a distanza, si è tornati a scuola con la mascherina e banchi monoposto per limitare i contagi, ma gli studenti con azioni di protesta davanti le proprie scuole hanno da subito denunciato: troppe classi pollaio, bus affollati e pochi professori.<span id="more-3167"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«<strong>Mancano spazi e docenti, il rientro sicuro sbandierato da Azzolina non esiste e lo dimostrano i già troppi casi di scuole costrette a tornare alla DAD</strong>» dichiara Simon Vial, responsabile scuola del FGC «Non è possibile mantenere il metro di distanza se ci sono classi pollaio e trasporti pubblici affollati. In sei mesi di tempo il governo non ha cambiato nulla, servivano spazi e assunzioni perché le mascherine e la ricreazione in classe non bastano. <strong>La didattica a distanza ha escluso migliaia di studenti dalle lezioni e gli studenti oggi sono scesi in piazza per evitare che questa diventi la normalità</strong>: bisogna garantire davvero sicurezza e diritto allo studio. A farne le spese fin ora sono stati gli studenti dei quartieri popolari e delle periferie, i figli dei lavoratori, quegli stessi lavoratori precari su cui il governo fa solo propaganda e che in molte piazze oggi erano spalla a spalla con gli studenti»</p>
<p style="text-align: justify;">«Di fronte alla scelta tra diritto allo studio, non garantito dalla DAD, e alla salute, messa a rischio da un rientro senza spazi adeguati e professori sufficienti,<strong> oggi gli studenti hanno scelto la lotta</strong>» conclude Vial «<strong>Servono soldi alla scuola per garantire un’istruzione di qualità per tutti, la crisi legata alla pandemia non può diventare la scusa per nuovi tagli e attacchi ai diritti degli studenti e dei lavoratori.</strong> La mobilitazione di oggi è solo il primo passo di una stagione di lotta che vedrà uniti studenti e lavoratori nelle piazze!»</p>
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		<title>MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE IN PIÙ DI 50 CITTÀ: «BOCCIAMO IL GOVERNO»</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2019 09:27:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cortei studenteschi in tutta Italia contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola. Sono più di 50 le città attraversate dalle manifestazioni, nella prima giornata di proteste dopo la manovra gialloverde. Da Torino, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Cagliari e decine di altri capoluoghi gli studenti attaccano l’esecutivo e le politiche scolastiche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/02/roma2.jpeg" rel="lightbox[2805]" title="roma2"><img class="aligncenter size-full wp-image-2806" title="roma2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/02/roma2.jpeg" alt="" width="1600" height="853" /></a>Cortei studenteschi in tutta Italia contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola. Sono più di 50 le città attraversate dalle manifestazioni, nella prima giornata di proteste dopo la manovra gialloverde. Da Torino, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Cagliari e decine di altri capoluoghi gli studenti attaccano l’esecutivo e le politiche scolastiche con una sonora bocciatura. Nel mirino delle proteste «un esame di maturità stravolto e 4 miliardi di tagli all’istruzione, e ancora il piano “Scuole Sicure” di Salvini che aumenta la repressione». La giornata di protesta, appoggiata dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), ha raccolto decine di migliaia di adesioni a partire da un video appello dei Presidenti delle Consulte studentesche.<span id="more-2805"></span></p>
<p>«Gli studenti di tutta Italia bocciano il governo» dichiara a sostegno delle proteste Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «Il cambiamento annunciato da Salvini e di Maio è un’enorme presa in giro. Sulla scuola la manovra gialloverde prevede 4 miliardi di tagli e la nuova maturità è la stessa voluta dal PD. Dietro agli slogan di governo c’è la realtà concreta fatta di continui crolli nelle scuole e milioni di studenti in pericolo, ma Salvini preferisce aumentare la repressione con le telecamere e i controlli di polizia. Cercano di dividerci con la propaganda razzista per coprire le loro responsabilità politiche, ma sappiamo bene che non c’è alcuna inversione di rotta rispetto al passato. Oggi le piazze piene di studenti parlano chiaro: questo governo è nemico dei giovani»</p>
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		<title>Esame di maturità. FGC: «Studenti come cavie per un esame svuotato»</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2019 16:20:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato oggi a mezzogiorno le materie d’esame alla seconda prova di maturità del 2019. La modalità scelta è del tutto inedita e prevede la cosiddetta “doppia materia”: non sarà più estratta a sorte una delle discipline di indirizzo, ma figureranno insieme in una prova mai sperimentata. Al liceo scientifico l’esame verterà]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/01/esame-maturita.jpg" rel="lightbox[2790]" title="ESAMI DI MATURITA'"><img class="aligncenter size-full wp-image-2791" title="ESAMI DI MATURITA'" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2019/01/esame-maturita.jpg" alt="" width="3072" height="2044" /></a>Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato oggi a mezzogiorno le materie d’esame alla seconda prova di maturità del 2019. La modalità scelta è del tutto inedita e prevede la cosiddetta <strong>“doppia materia”</strong>: non sarà più estratta a sorte una delle discipline di indirizzo, ma figureranno insieme in una prova mai sperimentata. Al liceo scientifico l’esame verterà quindi su matematica-fisica, al classico su latino-greco e così via. Una novità che ha suscitato le giuste e immediate critiche di studenti e professori per il suo carattere dequalificante e per le modalità con cui è stata introdotta.<span id="more-2790"></span></p>
<p>«<strong>Il nuovo esame di stato danneggia la scuola e chi la vive ogni giorno</strong>» dichiara Alessandro Fiorucci, resp. scuola del FGC «<strong>I maturandi del 2019 vengono utilizzati come cavie da laboratorio, per sperimentare una modalità d’esame con pochi mesi di preavviso</strong>. La nuova tipologia di seconda prova <strong>spingerà gli insegnanti a modificare i programmi in fretta per fornire una preparazione adeguata</strong> in vista dell’esame. Una corsa contro il tempo a tutto discapito dei contenuti, perché fin dalle simulazioni fornite agli studenti questa modalità dimostra un carattere schematico e semplicistico, che privilegia l’apprendimento nozionistico alla comprensione critica. Non stupisce che dall’anno prossimo i test INVALSI saranno requisito per accedere all’esame, che le “tesine” dei maturandi oggi siano sostituite da temi a scatola chiusa e la terza prova sia stata eliminata. Insomma, un passo avanti per adeguarsi agli standard europei – come ha chiarito il MIUR – e un grande passo indietro per una formazione completa dei giovani»</p>
<p>«<strong>Il governo vuole trascinare la scuola nel baratro, a suon di tagli</strong> sui fondi e sulla didattica» conclude Fiorucci «Non possiamo accettare questa svendita della nostra educazione, che prosegue da decenni.<strong> Abbiamo il dovere di alzare la voce</strong> contro chi colpisce l’istruzione con manovre folli, perché subire a testa bassa non cambierà le cose»</p>
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		<title>12 OTTOBRE: STUDENTI IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 13:10:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2018/09/foto-sito-2.jpeg" rel="lightbox[2694]" title="foto-sito-2"><img class="aligncenter size-full wp-image-2699" title="foto-sito-2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2018/09/foto-sito-2.jpeg" alt="" width="1600" height="900" /></a></p>
<p>In questi giorni è suonata la prima campanella per milioni di studenti delle scuole superiori. <strong>Un’apertura dell’anno scolastico all’insegna della repressione e della continuità rispetto agli anni precedenti.</strong> Infatti, fin dalle primissime ore di lezione in centinaia di scuole si sono svolti blitz della polizia. Una stretta repressiva che, sotto lo slogan “Scuole Sicure”, si inserisce nella politica securitaria promossa dal Ministro Salvini e costruisce un clima asfissiante, che ci abitua a un ambiente scolastico sempre più autoritario. La ricetta del governo di fronte alle mille carenze e contraddizioni del sistema educativo sta nel sorvegliare gli studenti con nuove telecamere e controlli di polizia, sfruttando queste misure a scopo di propaganda. <span id="more-2694"></span>Uno sviluppo coerente con le basi poste dalla Buona Scuola, che vuole presidi-manager autorizzati a gestire in tutto e per tutto la vita scolastica, e che oggi si manifesta nel suo volto più preoccupante.</p>
<p><strong>Mentre il governo insiste con la propaganda razzista sull’immigrazione per alimentare una guerra tra poveri, i problemi reali che vivono gli studenti delle classi popolari restano irrisolti e crescono ogni giorno che passa.</strong> L’emergenza dell’edilizia scolastica, nonostante i proclami dei governi, mette quotidianamente in pericolo milioni di studenti, costretti a studiare in strutture fatiscenti e prive dei materiali strettamente necessari. I costi spropositati dei libri di testo e dei trasporti alzano una barriera economica insostenibile per migliaia di famiglie. L’alternanza scuola-lavoro, ormai entrata a regime, garantisce alle aziende la presenza costante di studenti non pagati, che spesso sostituiscono con mansioni di base il ruolo dei lavoratori. Una vera occasione per anticipare la formazione aziendale e risparmiare sui costi, a discapito di un’educazione complessiva dei giovani. Non è un caso che negli ultimi mesi si siano verificati numerosi infortuni a danno dei ragazzi impegnati nei progetti di scuola-lavoro, esposti al rischio e privi di tutele effettive.</p>
<p>Di fronte a tutte queste problematiche reali il ministro dell’Istruzione Bussetti conferma l’intenzione di proseguire nel solco tracciato dalla Buona Scuola di Renzi e delle precedenti riforme. La proposta di <strong>aumentare le ore di alternanza negli istituti tecnici e professionali</strong> è una dimostrazione evidente di questo indirizzo, che esige una ferma risposta degli studenti. Se esiste il cambiamento tanto sbandierato dal governo Lega-M5S, questo finora si è dimostrato soltanto in peggio.</p>
<p>Questa scuola di classe nega a milioni di studenti un futuro dignitoso, e il governo decide di incatenare il nostro presente. Sappiamo bene che la colpa di questa situazione non è dei nostri compagni di banco immigrati, come vorrebbe farci credere la propaganda razzista, che punta a dividerci e a creare falsi nemici. La responsabilità delle nostra condizione è delle politiche europee, che hanno modellato il mondo dell&#8217;istruzione sui profitti delle multinazionali. Proprio sui temi fondamentali il governo giallo-verde dimostra di non voler invertire la rotta rispetto al passato. <strong>A questo inganno dobbiamo rispondere uniti, perché gli studenti italiani e immigrati vivono la stessa condizione e hanno un solo nemico contro cui battersi: questo sistema e i suoi servi che ci vogliono divisi e a testa bassa.</strong> Di fronte a tutto questo non possiamo restare a guardare, perché ogni minuto passato in silenzio significa stringere le nostre catene. Vogliamo dire con forza che non è questa la scuola di cui abbiamo bisogno, che questo modello di istruzione piegato al profitto di pochi non lascia spazio alle nostre aspirazioni e necessità reali.</p>
<p>Per questo <strong>lanciamo un appello alla mobilitazione, rivolto a tutti gli studenti che sentono sulla loro pelle il peso di questa situazione,</strong> le barriere imposte da una scuola sempre più esclusiva. Ci rivolgiamo a tutti i giovani che non sono disposti ad accettare l’ennesimo furto sul proprio futuro.</p>
<p><strong>Il 12 ottobre costruiamo una grande mobilitazione studentesca in tutte le città d’Italia, per smascherare questo governo e lottare per una scuola diversa.</strong> Scendiamo in piazza contro le politiche dell&#8217;Unione Europea, che hanno costruito questa scuola di classe con la complicità di tutti i governi, a prescindere dal colore politico. Alziamo la voce contro lo sfruttamento in alternanza, chiedendo una giusta paga per le ore lavorate e tutele reali agli studenti. Battiamoci per poter studiare in strutture adeguate e attrezzate, con laboratori e materiali al passo coi tempi. Lottiamo per eliminare ogni finanziamento alle scuole private, per la piena copertura statale dei costi dell’istruzione pubblica. Perché tutti abbiano la possibilità di studiare senza dover spendere migliaia di euro l’anno tra libri e tasse mascherate. Scendiamo in piazza contro la repressione e i tentativi di militarizzare le nostre scuole.</p>
<p>Governo del cambiamento? Repressione e sfruttamento!<br />
Riprendiamoci il futuro!</p>
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		<title>Contestazione agli &#8220;Stati Generali dell&#8217;Alternanza&#8221;. FGC «Teatrino di retorica per sfruttarci meglio»</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 11:36:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2561" class="wp-caption alignleft" style="width: 910px"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-Contestazione-Stati-Generali-1_.jpg" rel="lightbox[2560]" title="Roma, Contestazione agli Stati Generali dell'Alternanza."><img class="size-large wp-image-2561" title="Roma, Contestazione agli Stati Generali dell'Alternanza." src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-Contestazione-Stati-Generali-1_-1024x768.jpg" alt="" width="900" height="675" /></a><p class="wp-caption-text">La contestazione organizzata dalla gioventù comunista agli Stati Generali dell&#8217;Alternanza Scuola-Lavoro&#8221;. Dopo il corteo degli studenti di ieri, presidiato il Ministero dell&#8217;Istruzione a Viale Trastevere.</p></div>
<p>Striscioni a caratteri cubitali, bandiere rosse e slogan gridati al megafono sotto il Ministero dell’Istruzione. Si aprono tra le proteste e le contestazioni gli “Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro”, convocati oggi dal Miur per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e una piattaforma online in cui si potranno segnalare gli abusi. In contemporanea rispetto al blitz sotto il Ministero, in centinaia di scuole da Nord a Sud gli studenti hanno inscenato proteste, assemblee e azioni dimostrative contro questo appuntamento. A organizzare la contestazione il Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che da anni denuncia lo sfruttamento degli studenti in alternanza scuola-lavoro.<span id="more-2560"></span></p>
<p>«Gli Stati Generali dell’Alternanza sono una presa in giro, una pagliacciata per sfruttarci meglio» ha dichiarato Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «A due anni dall’introduzione dell’alternanza obbligatoria il Ministero si riscopre attento alla condizione degli studenti, attivando strumenti di tutela al limite del ridicolo che sanno tanto di spot a fine legislatura. Oggi si permette a multinazionali come McDonald’s di sfruttare il lavoro non pagato di 10.000 studenti ogni anno, di tenere lezioni di filosofia aziendale nelle scuole, di risparmiare sulla formazione professionale dei dipendenti illudendo i giovani con promesse di contratto. Ecco il vero volto dell’alternanza scuola-lavoro, che serve a educare generazioni intere di giovani a un futuro senza diritti e piegare la scuola alle esigenze del profitto. Altro che “progetti di qualità” ed esperienze virtuose, questa è educazione allo sfruttamento!»</p>
<p>«Sia chiaro, non ci interessa chiedere qualche aggiustamento o briciola in più» ha concluso Fiorucci «Respingiamo le finte tutele proposte dal Ministero, lottando contro questa scuola di classe voluta dai padroni. Se credono di fermare la nostra lotta con qualche contentino si sbagliano di grosso, perchè non siamo disposti a farci fregare. Gli studenti hanno bisogno di una scuola gratuita e di qualità per tutti, non di un sistema educativo su misura delle aziende: siamo determinati a conquistarla»</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Studenti in piazza a Roma contro gli “Stati Generali dell’Alternanza”. «Queste finte tutele sono una presa in giro»</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Dec 2017 11:35:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli studenti tornano in piazza per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro: con un corteo diretto al Ministero dell’Istruzione a Roma, centinaia di giovani si sono mobilitati in occasione degli “Stati Generali dell’Alternanza”, un appuntamento promosso dal Miur il 16 dicembre per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e un sito sull’alternanza scuola-lavoro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2556" class="wp-caption alignleft" style="width: 910px"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-corteo-studenti_1.jpg" rel="lightbox[2550]" title="Roma. Corteo studentesco contro gli &quot;Stati Generali dell'Alternanza Scola-Lavoro&quot;"><img class="size-large wp-image-2556" title="Roma. Corteo studentesco contro gli &quot;Stati Generali dell'Alternanza Scola-Lavoro&quot;" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-corteo-studenti_1-1024x768.jpg" alt="" width="900" height="675" /></a><p class="wp-caption-text">La partenza del corteo a Piramide Cestia. In centinaia hanno raggiunto il Ministero dell&#8217;Istruzioneper denunciare il teatrino di retorica organizzato dal Governo per il 16 dicembre.</p></div>
<p>Gli studenti tornano in piazza per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro: con un corteo diretto al Ministero dell’Istruzione a Roma, centinaia di giovani si sono mobilitati in occasione degli “Stati Generali dell’Alternanza”, un appuntamento promosso dal Miur il 16 dicembre per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e un sito sull’alternanza scuola-lavoro in cui si potranno segnalare problemi e abusi. Un <em>teatrino di retorica</em>, secondo gli studenti, che puntano il dito contro le <em>finte tutele</em> introdotte dal Ministro Fedeli. A promuovere la manifestazione di piazza i militanti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che denunciano lo sfruttamento in alternanza fin dalla sua introduzione.<span id="more-2550"></span></p>
<p>«Gli Stati Generali dell’Alternanza sono l’ennesima pagliacciata per legittimare lo sfruttamento degli studenti» dichiara Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «Dietro la scusa di migliorare la qualità dei progetti di scuola-lavoro, il Ministero inganna gli studenti spacciando l&#8217;alternanza come un idea virtuosa talvolta applicata male. Dopo aver consegnato la scuola italiana nelle mani delle banche e delle grandi imprese, il Governo si riscopre attento alle condizioni degli studenti. La verità è che per due anni la “Carta dei Diritti” è rimasta avvolta nel mistero, per poi rivelarsi carta straccia utile solo come spot a fine legislatura. Vogliamo svelare il vero volto dell’alternanza, che quotidianamente gli studenti vivono sulla loro pelle: una realtà di sfruttamento del lavoro non pagato, di educazione a un futuro senza diritti e dequalificazione della didattica in nome de profitti delle singole aziende»</p>
<p>«Non chiediamo qualche aggiustamento e maggiore attenzione, lottiamo per una scuola radicalmente diversa» conclude Fiorucci «Oggi siamo in piazza per rivendicare un’istruzione di qualità per tutti, perché la scuola di classe voluta dai padroni non è in grado di garantirci altro che un futuro di sfruttamento. Non daremo tregua a chi ci vorrebbe con la testa chinata»</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>24 Novembre &#8211; Nessuna illusione: studenti in piazza contro le politiche del Governo e la scuola dei padroni</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 23:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/10/comunicato-24nov.png" rel="lightbox[2482]" title="comunicato-24nov"><img class="alignleft size-large wp-image-2483" title="comunicato-24nov" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/10/comunicato-24nov-1024x512.png" alt="" width="900" height="450" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La giornata di mobilitazione studentesca del 13 ottobre ha visto migliaia di studenti alzare la testa contro il sistema dell’alternanza scuola-lavoro e un’istruzione sempre più di classe. Una risposta decisa alle politiche dei governi e dell’Unione Europea sulla scuola, che segna un passo in avanti nella lotta degli studenti e pone le basi per un movimento davvero combattivo. Al grido delle manifestazioni che hanno attraversato il paese il Ministero dell’Istruzione e il Partito Democratico hanno opposto una difesa di tutte le misure sull’istruzione, bollando le proteste come semplici lamentele di studenti sfaticati. Uno scontro frontale che dimostra tutte le responsabilità politiche del Governo e del Ministro Fedeli, escludendo ogni possibilità di confronto con le rivendicazioni delle proteste.<span id="more-2482"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La linea del governo coincide con le esigenze di banche e grandi imprese, non con le aspirazioni e le necessità degli studenti. I problemi che gli studenti di tutta Italia vivono quotidianamente restano irrisolti e assumono proporzioni insostenibili. Il costo esorbitante dei libri di testo, il furto dei contributi scolastici, gli edifici pericolanti evidentemente non rientrano nell’agenda del Ministero, che preferisce regalare milioni di studenti alle aziende come manodopera gratuita in alternanza. La Carta dei Diritti degli studenti in alternanza, annunciata da più di due anni e mai pubblicata, ormai è soltanto una barzelletta usata dal Ministro Fedeli per tenere buoni gli studenti sfruttati e fingere un’attenzione verso le condizioni di lavoro in stage.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quest’ottica, chiedere aggiustamenti alle politiche del governo significa soltanto mettersi alla coda degli interessi del Partito Democratico, regalando agli studenti l’illusione che ci possa essere un’inversione di tendenza. Significa perseguire una linea di compromesso con chi sta costruendo una scuola al servizio del profitto e spegnere ogni istanza davvero combattiva. Non esiste margine di contrattazione con chi sistematicamente distrugge le misure per il diritto allo studio e consegna la scuola nelle mani delle aziende, con chi attacca le proteste degli studenti e cerca di tappare la bocca ai giovani che alzano la testa. Ogni passo indietro è una sconfitta, un regalo a chi sulle nostre spalle ingrossa le proprie tasche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intensificare ed estendere la protesta a tutte le scuole, costruire una lotta capillare e cosciente che coinvolga le masse studentesche di tutta Italia: solo in questo modo riusciremo ad avanzare nelle rivendicazioni, a imporre la nostra volontà e scardinare i meccanismi che reggono oggi la scuola di classe. Lottare per una scuola diversa significa rifiutare i contentini e le prese in giro, inquadrare le responsabilità precise della condizione che il sistema educativo vive in questo momento e condurre una battaglia coerente, senza mezzi termini. Questo modello di istruzione educa intere generazioni di studenti a un futuro di sfruttamento e precarietà, insegnando a chinare la testa di fronte al lavoro non pagato e ai ricatti. Noi futuri lavoratori abbiamo bisogno di un’istruzione completamente diversa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Organizziamoci per scendere in piazza il 24 novembre, costruendo in tutta Italia la mobilitazione degli studenti contro la scuola di classe voluta dal Partito Democratico. Mobilitiamoci per gridare il nostro no a un futuro da schiavi, rafforzando la battaglia per un giusto salario e diritti in alternanza scuola-lavoro. Scioperiamo per una scuola completamente gratuita, che garantisca a tutti un’educazione di qualità, senza ostacoli economici. Lottiamo per avere voce in capitolo dentro le scuole, per un controllo sui progetti di alternanza che strappi ai presidi lo strapotere di cui godono. Costruiamo da ogni istituto l’opposizione a questo modello d’istruzione, una battaglia che guardi avanti e sia capace di conquistare i propri obiettivi senza cedere ai ricatti e ai compromessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Facciamo appello a tutte le forze studentesche a scendere in piazza Il 24 novembre, per gridare un forte no alle politiche del Governo sulla scuola, per inchiodare il Ministero dell’Istruzione alle proprie responsabilità. Non esiste alcuna prospettiva di crescita per il movimento studentesco senza una rifiuto netto di ogni linea compromissoria e una condanna chiara della natura del governo. In gioco non c’è l’esito di qualche manifestazione, ma l’indirizzo delle lotte studentesche nel nostro paese: bisogna scegliere se lottare o piegarsi al volere del Ministro Fedeli, se alzare la testa o servire gli interessi del Governo e della Confindustria. Costruiamo la giornata di lotta degli studenti combattivi, dei giovani della classe lavoratrice che non si piegano alla svendita del loro futuro. Non saremo schiavi!</p>
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		<title>LICEI BREVI, FGC: «NESSUN BENEFICIO PER STUDENTI, MISURA VOLUTA DAI PADRONI»</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 12:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Il liceo breve è una misura voluta dai padroni, senza nessun beneficio per gli studenti». È la dichiarazione di Alessandro Fiorucci, resp. scuola del FGC, in risposta al decreto firmato pochi giorni fa dal Ministro dell’Istruzione che in oltre 100 istituti (licei e tecnici) darà via alla sperimentazione del Liceo breve, ridotto a quattro anni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/08/scuole-superiori.jpg" rel="lightbox[2423]" title="scuole-superiori"><img class="aligncenter size-full wp-image-2424" title="scuole-superiori" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/08/scuole-superiori.jpg" alt="" width="675" height="275" /></a></p>
<p style="text-align: left;">«Il liceo breve è una misura voluta dai padroni, senza nessun beneficio per gli studenti». È la dichiarazione di Alessandro Fiorucci, resp. scuola del FGC, in risposta al decreto firmato pochi giorni fa dal Ministro dell’Istruzione che in oltre 100 istituti (licei e tecnici) darà via alla sperimentazione del Liceo breve, ridotto a quattro anni invece che cinque, per l’anno scolastico 2018/2019.</p>
<p style="text-align: left;">«Da tempo in Italia si racconta che gli studenti sono “svantaggiati” rispetto ai coetanei europei in quanto escono da scuola con un anno di ritardo. Anche volendo prendere per vero questo aspetto, il punto è che nel nostro paese servirebbe prima di tutto ripensare i cicli didattici nel loro complesso, riorganizzando e migliorando la didattica. Il progetto delle superiori in quattro anni va nella direzione opposta, dietro il pretesto di adeguare il sistema educativo italiano agli standard europei. <span id="more-2423"></span>L&#8217;idea di &#8220;tagliare&#8221; un anno di scuola mantenendo la stessa mole di studio è a dir poco bizzarra, visto che in moltissimi casi le classi non riescono a concludere i programmi ministeriali e si gettano in una disperata corsa contro il tempo. È evidente che per rispettare i tempi si dovranno adottare metodi di insegnamento e di studio più semplicistici e stringati, svilendo la didattica nel suo insieme. Il progetto dei licei quadriennali si inserisce nel processo di dequalificazione della scuola in atto da anni, in linea con le esigenze delle imprese italiane, che puntano tutto sulla compressione dei salari per aumentare i profitti. Il capitale oggi chiede percorsi di istruzione veloci, in cui la conoscenza viene sostituita dalle competenze tecniche, in cui si sostituisce la fredda logica del <em>know-how</em> alla cultura. Ma questa è la scuola che vogliono i padroni, adatta a produrre lavoratori precari da spremere e buttar via. La logica che nasconde questa sperimentazione non ha nulla a che vedere nemmeno con la lotta alla dispersione scolastica: non sarà un diploma accorciato a risolvere il problema di migliaia di studenti che non finiscono le scuole superiori. Non provino a convincerci che si tratta di una misura a vantaggio degli studenti, perché piegare l&#8217;istruzione alle esigenze di profitto non rientra nei nostri interessi. Vogliamo un&#8217;istruzione di qualità, al servizio del popolo e dei lavoratori.»</p>
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		<title>GRANDE ADESIONE AL BOICOTTAGGIO DEI TEST INVALSI. LA GIOVENTÙ COMUNISTA IN PRIMA LINEA NELLE PROTESTE.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2016 13:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/05/comunicato-invalsi-sito-banner.png" rel="lightbox[1965]" title="Adesione-boicottaggio-invalsi-2016-FGC"><img class="alignleft size-full wp-image-1966" title="Adesione-boicottaggio-invalsi-2016-FGC" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/05/comunicato-invalsi-sito-banner.png" alt="" width="1120" height="584" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Grande adesione al boicottaggio delle Invalsi, prove boicottate in tutta Italia» &#8211; lo afferma in una nota il Fronte della Gioventù Comunista, fra le principali organizzazioni promotrici del boicottaggio, che ha mobilitato gli studenti aderendo alla manifestazione dei sindacati di base sotto il Ministero dell&#8217;Istruzione. «Ottimi i risultati nelle scuole di Roma, con picchi massimi al Liceo Darwin (dove ha boicottato più dell’80% degli studenti), al Liceo Archimede (più del 70%), all’Orazio e al Socrate (oltre il 50%). A Milano adesione quasi totale (oltre il 90%) al Liceo Brera, picchi del 60% e 80% nelle classi seconde del Liceo Linguistico Manzoni; a Torino 75% all’IIS Boselli, al Liceo Gobetti picchi massimi sopra l’80% e complessivamente boicottaggio al 40%, mentre al Primo Liceo Artistico, sempre a Torino, boicottaggio oltre il 50%. Al Liceo Classico Foscarini di Venezia l’adesione alla protesta supera l’80% mentre al Berto siamo al 60%, al Majorana al 50% e oltre il 30% negli Istituti Tecnici “Ponti” e “8 marzo”. A Palermo picchi altissimi di adesione, come al Liceo Scientifico &#8220;Einstein&#8221; dove oltre il 95% degli studenti boicotta le invalsi, e al Liceo Classico &#8220;Meli&#8221; dove aderisce alla protesta più del 70% degli studenti».<span id="more-1965"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La protesta arriva anche in tanti capoluoghi di provincia: a Reggio Calabria il 100% degli studenti del Liceo Classico Europeo “T. Campanella” lascia in bianco le prove, all&#8217;IPSCT &#8220;U. Boccioni&#8221; l&#8217;85%, ITT &#8220;R. Piria&#8221; supera il 70%, Liceo Artistico &#8220;Preti-Frangipane&#8221; 95%. A Padova in diverse scuole si  supera il 50%, come al Liceo artistico Modigliani; a Reggio Emilia adesione sopra il 50% all’istituto Antonio Zanelli, con picchi dell’80%, a Vicenza test boicottati in tutte le scuole con percentuali comprese fra il 25% e il 35%».</p>
<p style="text-align: justify;">Una forte spallata degli studenti al Governo Renzi, secondo il resp. scuola del FGC Paolo Spena, che chiede un’inversione di rotta nelle politiche sulla scuola: «Renzi ha continuato nel solco dei suoi predecessori, spingendo verso l’aziendalizzazione della scuola pubblica. L’adesione al boicottaggio delle Invalsi dimostra che sempre più studenti si oppongono alla inutile competizione fra le scuole che si cerca di promuovere, e alla dequalificazione dell’istruzione imposta dal modello nozionistico dei quiz. La scuola italiana non ha bisogno di distinguere le scuole “di serie A” e “di serie B” per premiare le prime, al contrario servono investimenti per garantire il diritto a un’istruzione di qualità in tutte le scuole del paese, anche nelle scuole di periferia e in quelle del Meridione».</p>
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		<title>SCUOLA. MUSTILLO (FGC): «IL GOVERNO RIFIUTA IL CONFRONTO CON GLI STUDENTI. LI CACCEREMO DALLE SCUOLE ».</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 15:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Questa mattina nonostante la pioggia battente un migliaio di studenti hanno manifestato fino al Ministero dell’Istruzione chiedendo finanziamenti adeguati per l’edilizia scolastica, la sicurezza e l’adeguatezza delle strutture scolastiche; il ritiro dei fondi alle private e della riforma della scuola, l’utilizzo dei soldi destinati alle scuole militare per il diritto allo studio e l’istruzione.» Questa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2014/12/10847954_10205561746431044_243381299008222480_n.jpg" rel="lightbox[1130]" title="10847954_10205561746431044_243381299008222480_n"><img class="alignleft size-full wp-image-1131" title="10847954_10205561746431044_243381299008222480_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2014/12/10847954_10205561746431044_243381299008222480_n.jpg" alt="" width="960" height="574" /></a>«Questa mattina nonostante la pioggia battente un migliaio di studenti hanno manifestato fino al Ministero dell’Istruzione chiedendo finanziamenti adeguati per l’edilizia scolastica, la sicurezza e l’adeguatezza delle strutture scolastiche; il ritiro dei fondi alle private e della riforma della scuola, l’utilizzo dei soldi destinati alle scuole militare per il diritto allo studio e l’istruzione.»</p>
<p style="text-align: justify;">Questa la dichiarazione di Alessandro Mustillo, segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista, organizzazione promotrice della protesta di oggi e di un’inchiesta sull’edilizia scolastica presentata negli scorsi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">«Nonostante il governo Renzi abbia dichiarato di voler aprire un dialogo sulla riforma, al termine della manifestazione dal MIUR hanno rifiutato di ricevere una delegazione studentesca, sostenendo che al Ministero non era presente nessuno in grado di riceverci. Per due ore siamo rimasti ad aspettare sotto la pioggia chiedendo un incontro per spiegare le nostre ragioni, ma abbiamo trovato davanti solo un muro di polizia. Avevamo un dossier sull’edilizia da consegnare al Ministro con foto di scuole che crollano a pezzi, e le richieste per la riforma della scuola, in particolare sui contributi, sui libri di testo e sul diritto allo studio.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ evidente che il Governo Renzi non vuole il dialogo con gli studenti, e che l’unico dialogo che ricerca è con la confindustria, con le banche e con i sindacati filo-padronali. La consultazione per la riforma della scuola è una farsa, fatta solo con i poteri forti, senza ascoltare il parere di insegnanti e studenti. Sia chiaro fin da ora &#8211; conclude Mustillo &#8211; che ad un atteggiamento del genere si risponderà con altrettanta determinazione. Non si azzardino esponenti del governo a fare passerelle elettorali con telecamere al seguito nelle scuole e nelle facoltà perché li cacceremo a pedate.»</p>
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