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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; movimento studentesco</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>RILANCIARE IL MOVIMENTO STUDENTESCO CONTRO L’ISTRUZIONE DI CLASSE. ASSEMBLEA NAZIONALE VERSO L’AUTUNNO E OLTRE. NAPOLI, 17 LUGLIO</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 12:38:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’esplosione della pandemia ha radicalizzato contraddizioni insite alla “normalità” preesistente. La disastrosa condizione dell’istruzione nel contesto pandemico ha dimostrato quanto le politiche di tagli degli ultimi vent’anni abbiano danneggiato la scuola e l’università italiane. Questo per gli studenti ha significato un aumento delle barriere per il diritto allo studio, l’esasperazione del nozionismo scolastico e la]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’esplosione della pandemia ha radicalizzato contraddizioni insite alla “normalità” preesistente. La disastrosa condizione dell’istruzione nel contesto pandemico ha dimostrato quanto le politiche di tagli degli ultimi vent’anni abbiano danneggiato la scuola e l’università italiane. Questo per gli studenti ha significato un aumento delle barriere per il diritto allo studio, l’esasperazione del nozionismo scolastico e la dequalificazione della formazione, spinti al massimo dagli ultimi due anni di didattica a distanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo di aziendalizzazione e privatizzazione dell’istruzione pubblica iniziato con l&#8217;ormai lontano pacchetto Treu del ‘97, passando per la riforma Gelmini del 2008, fino alle riforme lacrime e sangue del governo Monti, è stato definitivamente portato a termine in linea con gli obiettivi delle borghesie italiane e dell’Unione Europea. È in questa cornice che si inquadra la Buona-Scuola di Renzi, che ha permesso ancor più alle aziende di entrare nel sistema formativo piegando la didattica ai propri interessi. Nello specifico, grazie all’alternanza scuola-lavoro, i padroni hanno potuto riprodurre sui giovanissimi pratiche di sfruttamento, utilizzandoli come manodopera non retribuita e abituandoli così al futuro mondo lavorativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è ad oggi un elitismo e un classismo che crescono in maniera esponenziale: disuguaglianza tra scuole del centro città e delle periferie, dispersione scolastica e conseguente aumento delle sacche di povertà e micro-criminalità, accorpamenti, definanziamenti in base ai risultati formativi, una strada spianata verso l&#8217;abolizione del valore legale del titolo di studio, presidi-manager e perdita definitiva della funzione sociale degli istituti medi e universitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove generazioni hanno vissuto sulla propria pelle la trasformazione degli ambienti scolastici in esamifici pronti a mettere a valore le conoscenze acquisite, riducendo a mere staffette competitive i percorsi formativi di ogni studente. Mai come nel periodo post-Covid la corsa al traguardo (nelle università quanto nei licei) ha esplicitato a pieno il meccanismo di finta meritocrazia e il classismo insito del nostro sistema educativo, attraverso la retorica mediatica di mortificazione, da un lato, di chi non riesce a sfornare esami a pieni voti prima del tempo concesso e la gratificazione, dall’altro, di chi ha raggiunto la meta prefissata con valutazioni eccellenti. A tale propaganda padronale è necessario invece contrapporre la consapevolezza che nessuna meritocrazia è possibile all’interno di un sistema economico che non assicura l’uguaglianza sostanziale fra gli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le lotte studentesche di quest’ultimo anno, seppur arrancando, hanno cercato di rivitalizzare l’attenzione sul mondo scolastico e universitario in contraddizione alle disastrose politiche che i partiti, di destra quanto di sinistra, continuano a promuovere nell’ambito della formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Governo Draghi, con il sostegno di tutte le forze parlamentari, si appresta a gestire il Recovery Fund, il più grande piano di finanziamenti pubblici mai erogato nella storia repubblicana. Lungi dal voler risolvere le criticità causate dalle politiche di tagli che hanno colpito l’istruzione pubblica, questi finanziamenti saranno vincolati da un insieme di riforme che modelleranno le istituzioni formative sul modello più utile agli interessi dei padroni. Il governo progetta di aumentare i legami tra imprese e scuole a partire da una riforma dei tecnici e professionali e dell’implementazione degli ITS a stretto contatto con le aziende del territorio, rafforzando l’alternanza scuola-lavoro. I miliardi che stanno arrivando per scuola e università li pagheremo a caro prezzo in termini di un’aziendalizzazione totale dell’istruzione in cui la didattica viene piegata agli interessi delle imprese. Non cadremo nell’illusione che questo piano possa essere vantaggioso, consapevoli invece che le conseguenze economiche determineranno un ulteriore acuirsi della forbice sociale: saremo noi, studenti dell’oggi e lavoratori del domani, a pagare i costi dell’indebitamento pubblico, in una linea continua di sfruttamento che dal mondo dell’istruzione ci accompagnerà a quello del lavoro. Noi non ci stiamo!</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo le generazioni nuove e non solo che hanno attraversato la nascita, lo sviluppo e l’atomizzazione dei movimenti studenteschi che vedevano nelle piazze fiumi di universitari e liceali, professori e dottorandi uniti in un unico grido di battaglia. Su questi passi, ma con lo scopo di rinnovarli e superarli, camminiamo fianco a fianco attaccando le fortezze del presente. Quali i temi su cui lavorare? Quali rivendicazioni poste al centro di un piano mobilitativo? Quali università e scuole dell’oggi da soppiantare per ricreare quelle del domani?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Costruiamo una grande assemblea nazionale di studenti, universitari e lavoratori della formazione sabato 17 luglio a Napoli per organizzare nuove prospettive di lotta contro i progetti del governo dei padroni e delle grandi aziende.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
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		<title>24 Novembre &#8211; Nessuna illusione: studenti in piazza contro le politiche del Governo e la scuola dei padroni</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 23:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/10/comunicato-24nov.png" rel="lightbox[2482]" title="comunicato-24nov"><img class="alignleft size-large wp-image-2483" title="comunicato-24nov" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/10/comunicato-24nov-1024x512.png" alt="" width="900" height="450" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La giornata di mobilitazione studentesca del 13 ottobre ha visto migliaia di studenti alzare la testa contro il sistema dell’alternanza scuola-lavoro e un’istruzione sempre più di classe. Una risposta decisa alle politiche dei governi e dell’Unione Europea sulla scuola, che segna un passo in avanti nella lotta degli studenti e pone le basi per un movimento davvero combattivo. Al grido delle manifestazioni che hanno attraversato il paese il Ministero dell’Istruzione e il Partito Democratico hanno opposto una difesa di tutte le misure sull’istruzione, bollando le proteste come semplici lamentele di studenti sfaticati. Uno scontro frontale che dimostra tutte le responsabilità politiche del Governo e del Ministro Fedeli, escludendo ogni possibilità di confronto con le rivendicazioni delle proteste.<span id="more-2482"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La linea del governo coincide con le esigenze di banche e grandi imprese, non con le aspirazioni e le necessità degli studenti. I problemi che gli studenti di tutta Italia vivono quotidianamente restano irrisolti e assumono proporzioni insostenibili. Il costo esorbitante dei libri di testo, il furto dei contributi scolastici, gli edifici pericolanti evidentemente non rientrano nell’agenda del Ministero, che preferisce regalare milioni di studenti alle aziende come manodopera gratuita in alternanza. La Carta dei Diritti degli studenti in alternanza, annunciata da più di due anni e mai pubblicata, ormai è soltanto una barzelletta usata dal Ministro Fedeli per tenere buoni gli studenti sfruttati e fingere un’attenzione verso le condizioni di lavoro in stage.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quest’ottica, chiedere aggiustamenti alle politiche del governo significa soltanto mettersi alla coda degli interessi del Partito Democratico, regalando agli studenti l’illusione che ci possa essere un’inversione di tendenza. Significa perseguire una linea di compromesso con chi sta costruendo una scuola al servizio del profitto e spegnere ogni istanza davvero combattiva. Non esiste margine di contrattazione con chi sistematicamente distrugge le misure per il diritto allo studio e consegna la scuola nelle mani delle aziende, con chi attacca le proteste degli studenti e cerca di tappare la bocca ai giovani che alzano la testa. Ogni passo indietro è una sconfitta, un regalo a chi sulle nostre spalle ingrossa le proprie tasche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intensificare ed estendere la protesta a tutte le scuole, costruire una lotta capillare e cosciente che coinvolga le masse studentesche di tutta Italia: solo in questo modo riusciremo ad avanzare nelle rivendicazioni, a imporre la nostra volontà e scardinare i meccanismi che reggono oggi la scuola di classe. Lottare per una scuola diversa significa rifiutare i contentini e le prese in giro, inquadrare le responsabilità precise della condizione che il sistema educativo vive in questo momento e condurre una battaglia coerente, senza mezzi termini. Questo modello di istruzione educa intere generazioni di studenti a un futuro di sfruttamento e precarietà, insegnando a chinare la testa di fronte al lavoro non pagato e ai ricatti. Noi futuri lavoratori abbiamo bisogno di un’istruzione completamente diversa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Organizziamoci per scendere in piazza il 24 novembre, costruendo in tutta Italia la mobilitazione degli studenti contro la scuola di classe voluta dal Partito Democratico. Mobilitiamoci per gridare il nostro no a un futuro da schiavi, rafforzando la battaglia per un giusto salario e diritti in alternanza scuola-lavoro. Scioperiamo per una scuola completamente gratuita, che garantisca a tutti un’educazione di qualità, senza ostacoli economici. Lottiamo per avere voce in capitolo dentro le scuole, per un controllo sui progetti di alternanza che strappi ai presidi lo strapotere di cui godono. Costruiamo da ogni istituto l’opposizione a questo modello d’istruzione, una battaglia che guardi avanti e sia capace di conquistare i propri obiettivi senza cedere ai ricatti e ai compromessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Facciamo appello a tutte le forze studentesche a scendere in piazza Il 24 novembre, per gridare un forte no alle politiche del Governo sulla scuola, per inchiodare il Ministero dell’Istruzione alle proprie responsabilità. Non esiste alcuna prospettiva di crescita per il movimento studentesco senza una rifiuto netto di ogni linea compromissoria e una condanna chiara della natura del governo. In gioco non c’è l’esito di qualche manifestazione, ma l’indirizzo delle lotte studentesche nel nostro paese: bisogna scegliere se lottare o piegarsi al volere del Ministro Fedeli, se alzare la testa o servire gli interessi del Governo e della Confindustria. Costruiamo la giornata di lotta degli studenti combattivi, dei giovani della classe lavoratrice che non si piegano alla svendita del loro futuro. Non saremo schiavi!</p>
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