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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; operai</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>LICENZIAMENTI ELECTROLUX. LA “RISTRUTTURAZIONE” LA PAGHINO I PADRONI</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2026 21:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato congiunto dell’Ufficio Politico del Fronte Comunista e della Segreteria Nazionale del FGC L’Ufficio Politico del Fronte Comunista e la Segreteria Nazionale del FGC esprimono preoccupazione e profondo sdegno per l’annuncio degli scorsi giorni in cui la multinazionale Electrolux ha presentato un piano di 1700 licenziamenti, su 4500 lavoratori coinvolti, nel nostro paese con conseguente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><em>Comunicato congiunto dell’Ufficio Politico del Fronte Comunista e della Segreteria Nazionale del FGC</em></p>
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">L’Ufficio Politico del Fronte Comunista e la Segreteria Nazionale del FGC esprimono preoccupazione e profondo sdegno per l’annuncio degli scorsi giorni in cui la multinazionale Electrolux ha presentato un piano di 1700 licenziamenti, su 4500 lavoratori coinvolti, nel nostro paese con conseguente chiusura di diversi siti tra cui quello di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona. Siamo di fronte ad un processo in atto da diverso tempo che ha già visto l’azienda protagonista di delocalizzazioni e licenziamenti, favoriti non solo dalla ricerca di un basso costo della forza-lavoro in altri paesi, ma anche attraverso l’uso opaco di diversi milioni di euro derivanti dai Fondi di coesione UE a questo scopo. La scelta di chiudere interi siti in Italia è fortemente voluta dai fondi finanziari “BlackRock” e “Amf”, che detengono l’80% delle azioni di Electrolux, per difendere i rendimenti dei propri investitori e in ottica di maggiore “competitività” sul mercato in vista di una possibile acquisizione da parte di altri colossi, in particolare quelli cinesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Esprimiamo solidarietà e pieno sostegno alla mobilitazione permanente e alle azioni di sciopero promosse dagli operai e dalle loro organizzazioni sindacali, su tutte la FIOM – CGIL. I comunisti sono al fianco dei lavoratori davanti ai cancelli, come accaduto stamattina in provincia di Ancona, e nelle piazze: crediamo che sia necessario rispondere in maniera decisa all’arroganza di padroni e fondi finanziari che pensano di poter fare quello che vogliono, dopo essersi intascati profitti miliardari e aver ricevuto quasi 13 milioni di euro di sovvenzioni pubbliche negli ultimi dieci anni”. Se c’è qualcuno che deve pagare questa “ristrutturazione” non devono essere certamente i lavoratori, ma chi ha fatto soldi a palate sulla pelle e sul sudore degli operai.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">Il disastro sociale a cui siamo posti di fronte è la rappresentazione plastica della “politica industriale” del governo Meloni: ovvero lasciare fare ai padroni e al capitale il bello e il cattivo tempo, tutelando i loro interessi a discapito di quelli dei lavoratori. Nulla di diverso da quello che hanno già permesso che accadesse in GKN, ILVA, MAGNETI MARELLI e così via. Emerge così, ancora una volta, il carattere antioperaio delle politiche di un Governo che è il migliore alleato degli industriali e degli speculatori.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;" dir="ltr">È giunto il momento di mobilitarsi non solo per difendere ogni singolo posto di lavoro in Electrolux, ma per generalizzare la lotta coinvolgendo tutti i “tavoli di crisi” aperti in questi anni e quelli che si apriranno in futuro. Bisogna ormai prendere atto che è in corso una pericolosa ristrutturazione capitalistica che sta coinvolgendo interi comparti della produzione nel nostro paese e che rischia di far perdere milioni di posti di lavoro, oltre che riconvertire progressivamente il tessuto produttivo in  una vera e propria economia di guerra. Di fronte alla prospettiva di licenziamenti di massa, disoccupazione e guerra, serve compattare il fronte dei lavoratori per esigere che la produzione e il lavoro siano sotto il loro controllo per soddisfare i bisogni del popolo, non sotto quello di speculatori e fondi finanziari. O le nostre vite, o i loro profitti!</p>
<p><iframe id="_pericles_content_iframe" style="position: absolute; top: -99px; left: 0px; width: 50px; height: 26px; background: transparent; overflow: visible; margin-top: -30px; transition: top 2s ease-in-out; z-index: 2147483647; border-width: medium; border-style: none; border-color: currentcolor; border-image: initial; padding: 0px;" width="320" height="240"></iframe></p>
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		<title>FGC NAPOLI: «CON OPERAI POMIGLIANO, CONTRO SABATI LAVORATIVI»</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 08:24:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La FIAT prosegue la politica padronale d’eliminazione dei diritti imponendo sabato di lavoro straordinario accolto col tacito assenso dai sindacali confederali. Ciò s’inquadra perfettamente nella politica di graduale annientamento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori perseguita dagli Agnelli-Elkann ai quali sono stati regalati negli ultimi anni dallo Stato e quindi dalle tasche dei lavoratori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La FIAT prosegue la politica padronale d’eliminazione dei diritti imponendo sabato di lavoro straordinario accolto col tacito assenso dai sindacali confederali. Ciò s’inquadra perfettamente nella politica di graduale annientamento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori perseguita dagli Agnelli-Elkann ai quali sono stati regalati negli ultimi anni dallo Stato e quindi dalle tasche dei lavoratori stessi decine di miliardi di euro. Straordinari del sabato imposti ai soli lavoratori di fascia A senza la chiamata di nessuno dei 1900 operai  in cig. Straordinari che riflettono con chiarezza la strategia di Marchionne nel prender tempo e preparare la chiusura di Pomigliano come successo per Termini Imerese e Iris bus per delocalizzare in paesi i cui la classe lavoratrice è pressoché ridotta a semi-schiavitù. Tutto ciò avviene mentre CIGL,CISL e UIL hanno messo il bavaglio ai sindacati di lotta firmando un accordo con i padroni della confindustria che ‘’non si vedeva da 60 anni’’ come affermato dalla Camusso (guarda caso dalla caduta del corporativismo fascista). Tale criminale disegno padronale in un luogo simbolo come Pomigliano non è nient’altro che il paradigma di ciò che i grandi capitalisti italiani e internazionali stanno portando avanti spinti anche dalla pressione dell’UE:  flessibilità e mancanza dei più elementari diritti conquistati in anni di lotte operaie in cambio d’occupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa mattina un presidio indetto dallo Slai Cobas e dal comitato Cassintegrati della FIAT davanti ai cancelli dello stabilimento è stato oggetto di un esposto della Fiat alla procura di Nola nel quale si chiedeva l’intervento delle forze di polizia contro «il dilagare di dichiarazioni minacciose e promesse di sabotaggio dell’attività produttiva». Il risultato è stato che ai sindacati non accondiscendenti e ai gruppi di lavoratori contrari non è stato concesso di avvicinare gli operai predisposti al turno del sabato, con scontri con la polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">In quanto gioventù comunista esprimiamo la piena solidarietà a tutti i lavoratori FIAT ed ex Ergom e non possiamo che sottolineare la natura di classe di ciò che subiscono ogni giorno gli operai fuori la fabbrica e quelli sulle linee. Conflitto che per ora è portato avanti solo dalla proprietà e dai suoi adepti (delegati sindacali confederali in primis) e che ha bisogno d’immediata organizzazione e quindi contrattacco mediante un fronte unito dei lavoratori che, di fronte alle minacce di chiusura dello stabilimento e alla condotta dell’amministrazione Marchionne, dovrà rivendicare con forza la nazionalizzazione senza indennizzo e gestione operaia della FIAT.</p>
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		<title>PER UN 1° MAGGIO DI LOTTA, FGC A POMIGLIANO.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 17:19:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 1° maggio il Fronte della Gioventù Comunista aderisce nazionalmente all’assemblea operaia indetta dal “Comitato mogli degli operai Fiat” di Pomgiliano d’Arco. Il nostro vuole essere un primo atto concreto teso a rilanciare, a partire dal 1° maggio, una pratica di lotta,oggi più che mai attuale e necessaria. La fabbrica FIAT di Pomigliano d’Arco è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1° maggio il Fronte della Gioventù Comunista aderisce nazionalmente all’assemblea operaia indetta dal “Comitato mogli degli operai Fiat” di Pomgiliano d’Arco. Il nostro vuole essere un primo atto concreto teso a rilanciare, a partire dal 1° maggio, una pratica di lotta,oggi più che mai attuale e necessaria. La fabbrica FIAT di Pomigliano d’Arco è uno dei simboli più emblematici del disastro prodotto in italia dal capitalismo in questi ultimi anni, è il punto di partenza del cosiddetto modello Marchionne che oggi si diffonde in tutta Italia, mettendo i lavoratori di fronte alla scelta tra rinunciare ad ogni diritto o al proprio posto di lavoro. Siamo giovani e consapevoli, nel quadro delle condizioni materiali in cui sono racchiuse le nostre esistenze, a partire dai banchi di scuola, per andare a finire a quello che il padrone chiama “mercato del lavoro”, ma che per noi rimane un diritto inalienabile che non può essere relegato al ruolo secondario di ” merce di scambio”, di come la lotta degli operai di Pomigliano, sia la nostra lotta. <br id=".reactRoot[75].[1][4][1]{comment519796868084164_519838191413365}.0.[1].0.[1].0.[0].[0][2].0.[3].0.[8]" />La nostra adestione non è da intendersi come un gesto semplicemente simbolico, ma come un preciso atto politico contro le recenti dichiarazioni di CISL, UIL e CGIL (FIOM compresa), che hanno assunto, settimana scorsa, le logiche del piano Marchionne siglando l&#8217;Accordo Interconfederale con Confindustria e che organizzeranno, sempre con Confindustria, a Bologna un primo maggio che non può più essere visto come un semplice concerto unitario e privo di qualsiasi contenuto politico e di lotta. Come si afferma nell’appello &#8220;la necessità della ricostruzione di un percorso di classe a tutto campo è nell’interesse di tutti“ e siamo consapevoli di come sia fondamentale “riorganizzare idonei strumenti sindacali e politici all’altezza della situazione&#8221;. Accogliamo pertanto con entusiasmo questi vostri intenti e ci impegniamo, a partire dal Primo Maggio, a mettere in campo quella comune e fraterna operosità di classe che ci permetterà di realizzare tale prospettiva.</p>
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		<title>ILVA: NO AL DECRETO MONTI. L’ILVA AGLI OPERAI E RISANAMENTO AMBIENTALE.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 11:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ La produzione industriale è conciliabile con la protezione dell’ambiente e della salute di lavoratori e cittadini. Il profitto economico non lo è. Perché se l’imperativo è fare profitto, e per farlo è necessario abbassare i costi di produzione, devastazione ambientale, incidenti e morti sul lavoro sono la regola. Se a questo aggiungiamo una classe politica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> La produzione industriale è conciliabile con la protezione dell’ambiente e della salute di lavoratori e cittadini. Il profitto economico non lo è. Perché se l’imperativo è fare profitto, e per farlo è necessario abbassare i costi di produzione, devastazione ambientale, incidenti e morti sul lavoro sono la regola. Se a questo aggiungiamo una classe politica serva degli interessi padronali, come quella italiana, che è pronta a privatizzare una società mantenendo allo Stato i debiti, senza vincolare in alcun modo la proprietà al risanamento ambientale, ecco che il quadro è completo. Con il decreto legge emanato dal governo Monti non si fa altro che prendere tempo sulle spalle della salute dei lavoratori e dei cittadini di Taranto. Noi ci associamo alla richiesta dei lavoratori e dei cittadini di Taranto, che chiedono la salvaguardia dell’occupazione e interventi per la bonifica subito, e non siamo disponibili ad accettare che ancora una volta quello che viene salvato non è la produzione, l’occupazione, la salute, ma il profitto della famiglia Riva, a scapito della salute e della sicurezza di lavoratori e cittadini.<span id="more-519"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’unico modo per salvare lavoro e l’ambiente è un esproprio dell’Ilva da parte dello Stato che metta nelle mani dei lavoratori e dei cittadini di Taranto il controllo effettivo del processo di risanamento ambientale, altrimenti destinato a restare sulla carta come in questi ultimi venti anni. Sappiamo bene che questo governo non potrà mai emanare un provvedimento del genere, anche se la Costituzione lo prevede, perché incompatibile con gli assunti economici di fondo che sono alla base dell’Unione Europea. E così un decreto legge si limita a rimandare, a chiedere quello che doveva essere già fatto, a prevedere penali ridicole, con minacce che sanno di armi spuntate, garantendo alla dirigenza dell’Ilva di poter continuare a fare profitto in questi mesi, continuando ad avvelenare i lavoratori ed un’intera città. Ancora una volta si manifesta l’inconsistenza sindacale di chi parla di vittoria di fronte a questo decreto, illudendo i lavoratori, tentando di privarli di una visione complessiva che sempre con maggior forza emerge. Ancora una volta la politica, centrosinistra in testa, manifesta la sua sottomissione agli interessi dei poteri forti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista si schiera apertamente contro questo provvedimento. La nostra parola d’ordine è e resta nazionalizzazione dell’Ilva, esproprio dei capitali ottenuti in questi anni dai Riva sulla pelle degli abitanti di Taranto, a parziale risarcimento del danno causato, da impiegare per la bonifica e risanamento ambientale, assegnazione dell’Ilva ai lavoratori. Vediamo giustamente emergere tra lavoratori e cittadini di Taranto la volontà di essere padroni del proprio futuro, di non accettare più mediazioni, che si rivelano supine agli interessi padronali. La loro lotta è la nostra lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fronte ribadisce il suo sostegno alla lotta dei lavoratori di Taranto e di tutto il gruppo Ilva, così come agli abitanti di Taranto colpiti dal danno ambientale prodotto. Molto spesso, è bene ricordarlo, si tratta delle stesse famiglie dei lavoratori dell’Ilva. Invitiamo tutti a continuare a mantenere ben chiaro questo collegamento, evitando qualsiasi ragionamento che metta in conflitto lavoro e produzione con esigenze ambientali, nuova versione di lotta tra poveri che va necessariamente evitata. Il conflitto esiste tra profitto e lavoro, tra profitto ed ambiente, non tra lavoratori e cittadini, tra produzione ed ambiente. Risanamento, occupazione, salute devono marciare di pari passo, non c’è più posto per il profitto privato. Questa non è semplice lotta per la difesa ambientale, o lotta per la difesa del lavoro: questa è lotta di classe.</p>
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		<title>UN NEMICO, UN FRONTE, UNA LOTTA.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 14:23:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sciopero generale del 14 novembre Il 14 novembre i lavoratori di tutta Europa scenderanno in piazza contro le politiche dell’Unione Europea, l’imposizione di tagli, sacrifici, austerità. Anche in Italia, nonostante il tentativo della CGIL di frenare la protesta con l’indizione di uno sciopero di sole quattro ore, centinaia di migliaia di lavoratori sciopereranno e manifesteranno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2012/11/manifesto-sciopero-generale-web-2.jpg" rel="lightbox[424]" title="manifesto sciopero generale web 2"><img class="alignleft size-medium wp-image-425" title="manifesto sciopero generale web 2" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2012/11/manifesto-sciopero-generale-web-2-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>Sciopero generale del 14 novembre</p>
<p>Il 14 novembre i lavoratori di tutta Europa scenderanno in piazza contro le politiche dell’Unione Europea, l’imposizione di tagli, sacrifici, austerità. Anche in Italia, nonostante il tentativo della CGIL di frenare la protesta con l’indizione di uno sciopero di sole quattro ore, centinaia di migliaia di lavoratori sciopereranno e manifesteranno nelle vie delle città italiane. Con loro anche gli studenti medi ed universitari che in queste settimane stanno protestando contro i tagli all’istruzione pubblica portati avanti dal governo Monti.</p>
<p>Il Fronte della Gioventù Comunista parteciperà attivamente allo sciopero e alle manifestazioni di protesta previste per il 14 novembre, invitando tutti i lavoratori e gli studenti a scendere in piazza per manifestare la propria opposizione alle misure lacrime e sangue del governo Monti, imposte dall’Unione Europea. Lo faremo insieme alla gioventù comunista di tutta Europa, dalla Grecia alla Spagna al Portogallo che nelle stesse ore manifesterà nei rispettivi paesi.</p>
<p>Superare l’arretratezza delle posizioni sindacali e politiche dominanti in questa fase è l’obiettivo principale del lavoro della nostra organizzazione.  Di fronte alla volontà di cambiamento che sempre più forte si manifesta tra i lavoratori e gli studenti italiani è palese la funzione contraria che svolgono quotidianamente i sindacati concertativi, così come molte delle organizzazioni studentesche, entrambi legati direttamente o indirettamente a partiti che sostengono l’attuale governo, o che orbitano in quell’area in modo contiguo.<span id="more-424"></span></p>
<p>Il Fronte della Gioventù Comunista scende in piazza con obiettivi chiari: ripudio del debito pubblico, uscita dall’Unione Europea, nazionalizzazione di banche e grandi imprese, abolizione di ogni forma di contratto precario, rimozione di ogni ostacolo economico all’accesso alla scuola e all’università ed adeguati finanziamenti all’istruzione pubblica, con la cancellazione di ogni stanziamento alle scuole e alle università private.</p>
<p>Non ci saranno elezioni o primarie che potranno cambiare questa condizione. Solo l’unione tra lavoratori e studenti, solo la consapevolezza di tutto il popolo italiano, solo l’organizzazione e la lotta quotidiana possono portare ad un cambiamento effettivo. E’ l’ora di iniziare il contrattacco.</p>
<p>Coordinamento nazionale</p>
<p>FRONTE DELLA GIOVENTU’ COMUNISTA</p>
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