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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; presidio</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>FGC NAPOLI: «CON OPERAI POMIGLIANO, CONTRO SABATI LAVORATIVI»</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 08:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La FIAT prosegue la politica padronale d’eliminazione dei diritti imponendo sabato di lavoro straordinario accolto col tacito assenso dai sindacali confederali. Ciò s’inquadra perfettamente nella politica di graduale annientamento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori perseguita dagli Agnelli-Elkann ai quali sono stati regalati negli ultimi anni dallo Stato e quindi dalle tasche dei lavoratori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La FIAT prosegue la politica padronale d’eliminazione dei diritti imponendo sabato di lavoro straordinario accolto col tacito assenso dai sindacali confederali. Ciò s’inquadra perfettamente nella politica di graduale annientamento delle condizioni e dei diritti dei lavoratori perseguita dagli Agnelli-Elkann ai quali sono stati regalati negli ultimi anni dallo Stato e quindi dalle tasche dei lavoratori stessi decine di miliardi di euro. Straordinari del sabato imposti ai soli lavoratori di fascia A senza la chiamata di nessuno dei 1900 operai  in cig. Straordinari che riflettono con chiarezza la strategia di Marchionne nel prender tempo e preparare la chiusura di Pomigliano come successo per Termini Imerese e Iris bus per delocalizzare in paesi i cui la classe lavoratrice è pressoché ridotta a semi-schiavitù. Tutto ciò avviene mentre CIGL,CISL e UIL hanno messo il bavaglio ai sindacati di lotta firmando un accordo con i padroni della confindustria che ‘’non si vedeva da 60 anni’’ come affermato dalla Camusso (guarda caso dalla caduta del corporativismo fascista). Tale criminale disegno padronale in un luogo simbolo come Pomigliano non è nient’altro che il paradigma di ciò che i grandi capitalisti italiani e internazionali stanno portando avanti spinti anche dalla pressione dell’UE:  flessibilità e mancanza dei più elementari diritti conquistati in anni di lotte operaie in cambio d’occupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa mattina un presidio indetto dallo Slai Cobas e dal comitato Cassintegrati della FIAT davanti ai cancelli dello stabilimento è stato oggetto di un esposto della Fiat alla procura di Nola nel quale si chiedeva l’intervento delle forze di polizia contro «il dilagare di dichiarazioni minacciose e promesse di sabotaggio dell’attività produttiva». Il risultato è stato che ai sindacati non accondiscendenti e ai gruppi di lavoratori contrari non è stato concesso di avvicinare gli operai predisposti al turno del sabato, con scontri con la polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">In quanto gioventù comunista esprimiamo la piena solidarietà a tutti i lavoratori FIAT ed ex Ergom e non possiamo che sottolineare la natura di classe di ciò che subiscono ogni giorno gli operai fuori la fabbrica e quelli sulle linee. Conflitto che per ora è portato avanti solo dalla proprietà e dai suoi adepti (delegati sindacali confederali in primis) e che ha bisogno d’immediata organizzazione e quindi contrattacco mediante un fronte unito dei lavoratori che, di fronte alle minacce di chiusura dello stabilimento e alla condotta dell’amministrazione Marchionne, dovrà rivendicare con forza la nazionalizzazione senza indennizzo e gestione operaia della FIAT.</p>
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		<title>POSIZIONE DEL CC DEL FGC SULLA QUESTIONE SIRIANA E SVILUPPI ITALIANI.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 07:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cerchio intorno alla Siria si stringe sempre di più. La campagna mediatica di attacco, propedeutica alle operazioni militari, aumenta la sua intensità menzionando le presunte armi chimiche utilizzate dal governo di Assad contro i ribelli. Il copione è quello che abbiamo già visto in Iraq, in Afghanistan, in Libia, sempre rivelatosi falso successivamente. Ieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il cerchio intorno alla Siria si stringe sempre di più. La campagna mediatica di attacco, propedeutica alle operazioni militari, aumenta la sua intensità menzionando le presunte armi chimiche utilizzate dal governo di Assad contro i ribelli. Il copione è quello che abbiamo già visto in Iraq, in Afghanistan, in Libia, sempre rivelatosi falso successivamente. Ieri Obama ha dichiarato il suo assenso alla fornitura di armi ai ribelli, motivando tale decisione con l’utilizzo di armi chimiche da parte del governo siriano. La sua decisione segue quella del presidente socialista francese Hollande avvenuta pochi giorni fa, e testimonia ulteriormente che la vicenda siriana si avvia ad una evoluzione sempre più cruenta, e alla destabilizzazione di un’area politica al fine di sottometterla agli interessi occidentali nella zona.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo quadro il Fronte della Gioventù Comunista ribadisce la sua solidarietà al Partito Comunista Siriano e al governo di Assad, baluardo della difesa antimperialista dell’intera regione. Condanniamo quanti a sinistra, ignorando tale condizione, manifestano esplicitamente o implicitamente il proprio sostegno alle operazioni imperialiste contro la Siria, appoggiando i cosiddetti “ribelli” i cui legami con la CIA ed i servizi segreti occidentali sono ormai noti. Non basta protestare contro l’ordine costituito per essere forze progressiste, per portare avanti un miglioramento effettivo delle condizioni del proprio popolo, e chi non riesce a vedere questa differenza compie un errore politico enorme, garantendo ulteriore copertura di consenso alle manovre imperialiste nella zona. Basti citare a riscontro di questa affermazione che le forze antimperialiste della regione, a partire dall&#8217;OLP, hanno dichiarato il loro sostegno al governo di Assad. Il Fronte della Gioventù Comunista ha manifestato in questi giorni la sua posizione, con la partecipazione al presidio di Milano in difesa della Siria, ed è pronto a mobilitarsi nel caso in cui le organizzazioni internazionali ed il governo italiano diano il loro assenso a campagne militari contro la Siria, a partire dalla richiesta dell’istituzione della cosiddetta «no fly zone», eufemismo per parlare di campagna militare condotta con pesanti bombardamenti aerei, i cui risultati si sono visti in Libia.<span id="more-749"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Al contempo volgendo alla situazione nazionale condanniamo con assoluta nettezza il raduno neofascista proclamato il 15 giugno a Roma in solidarietà con la Siria ed invitiamo tutti i compagni a tenere ben salda la pregiudiziale antifascista nelle manifestazioni ed in ogni situazione che venga a verificarsi. Gli eredi della barbarie del fascismo e del nazismo non hanno alcuna lezione da impartire in merito alla libertà dei popoli, per quanto possano forzare la mano nello strumentalizzare la lotta del popolo siriano contro l&#8217;imperialismo. Se questo avviene è perché, purtroppo, i tanti distinguo e le tante leggerezze a sinistra hanno lasciato degli spazi vuoti che queste organizzazioni tentano opportunisticamente di colmare. Noi non intendiamo lasciare l’antimperialismo in mano ai fascisti, non intendiamo lasciare che nell’immaginario collettivo il sostegno antimperialista alla Siria sia appannaggio delle forze di estrema destra. Per questo ci opponiamo fermamente a questa iniziativa senza cadere nella trappola di appoggiare i così detti “ribelli siriani”, finanziati dai governi dei paesi della NATO che ogni giorno ribadiscono la volontà di un intervento militare in Siria.</p>
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