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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; proteste</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>Contestazione agli &#8220;Stati Generali dell&#8217;Alternanza&#8221;. FGC «Teatrino di retorica per sfruttarci meglio»</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 11:36:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Striscioni a caratteri cubitali, bandiere rosse e slogan gridati al megafono sotto il Ministero dell’Istruzione. Si aprono tra le proteste e le contestazioni gli “Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro”, convocati oggi dal Miur per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e una piattaforma online in cui si potranno segnalare gli abusi. In]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2561" class="wp-caption alignleft" style="width: 910px"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-Contestazione-Stati-Generali-1_.jpg" rel="lightbox[2560]" title="Roma, Contestazione agli Stati Generali dell'Alternanza."><img class="size-large wp-image-2561" title="Roma, Contestazione agli Stati Generali dell'Alternanza." src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-Contestazione-Stati-Generali-1_-1024x768.jpg" alt="" width="900" height="675" /></a><p class="wp-caption-text">La contestazione organizzata dalla gioventù comunista agli Stati Generali dell&#8217;Alternanza Scuola-Lavoro&#8221;. Dopo il corteo degli studenti di ieri, presidiato il Ministero dell&#8217;Istruzione a Viale Trastevere.</p></div>
<p>Striscioni a caratteri cubitali, bandiere rosse e slogan gridati al megafono sotto il Ministero dell’Istruzione. Si aprono tra le proteste e le contestazioni gli “Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro”, convocati oggi dal Miur per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e una piattaforma online in cui si potranno segnalare gli abusi. In contemporanea rispetto al blitz sotto il Ministero, in centinaia di scuole da Nord a Sud gli studenti hanno inscenato proteste, assemblee e azioni dimostrative contro questo appuntamento. A organizzare la contestazione il Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che da anni denuncia lo sfruttamento degli studenti in alternanza scuola-lavoro.<span id="more-2560"></span></p>
<p>«Gli Stati Generali dell’Alternanza sono una presa in giro, una pagliacciata per sfruttarci meglio» ha dichiarato Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «A due anni dall’introduzione dell’alternanza obbligatoria il Ministero si riscopre attento alla condizione degli studenti, attivando strumenti di tutela al limite del ridicolo che sanno tanto di spot a fine legislatura. Oggi si permette a multinazionali come McDonald’s di sfruttare il lavoro non pagato di 10.000 studenti ogni anno, di tenere lezioni di filosofia aziendale nelle scuole, di risparmiare sulla formazione professionale dei dipendenti illudendo i giovani con promesse di contratto. Ecco il vero volto dell’alternanza scuola-lavoro, che serve a educare generazioni intere di giovani a un futuro senza diritti e piegare la scuola alle esigenze del profitto. Altro che “progetti di qualità” ed esperienze virtuose, questa è educazione allo sfruttamento!»</p>
<p>«Sia chiaro, non ci interessa chiedere qualche aggiustamento o briciola in più» ha concluso Fiorucci «Respingiamo le finte tutele proposte dal Ministero, lottando contro questa scuola di classe voluta dai padroni. Se credono di fermare la nostra lotta con qualche contentino si sbagliano di grosso, perchè non siamo disposti a farci fregare. Gli studenti hanno bisogno di una scuola gratuita e di qualità per tutti, non di un sistema educativo su misura delle aziende: siamo determinati a conquistarla»</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Studenti in piazza a Roma contro gli “Stati Generali dell’Alternanza”. «Queste finte tutele sono una presa in giro»</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Dec 2017 11:35:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli studenti tornano in piazza per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro: con un corteo diretto al Ministero dell’Istruzione a Roma, centinaia di giovani si sono mobilitati in occasione degli “Stati Generali dell’Alternanza”, un appuntamento promosso dal Miur il 16 dicembre per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e un sito sull’alternanza scuola-lavoro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2556" class="wp-caption alignleft" style="width: 910px"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-corteo-studenti_1.jpg" rel="lightbox[2550]" title="Roma. Corteo studentesco contro gli &quot;Stati Generali dell'Alternanza Scola-Lavoro&quot;"><img class="size-large wp-image-2556" title="Roma. Corteo studentesco contro gli &quot;Stati Generali dell'Alternanza Scola-Lavoro&quot;" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/12/Roma-corteo-studenti_1-1024x768.jpg" alt="" width="900" height="675" /></a><p class="wp-caption-text">La partenza del corteo a Piramide Cestia. In centinaia hanno raggiunto il Ministero dell&#8217;Istruzioneper denunciare il teatrino di retorica organizzato dal Governo per il 16 dicembre.</p></div>
<p>Gli studenti tornano in piazza per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro: con un corteo diretto al Ministero dell’Istruzione a Roma, centinaia di giovani si sono mobilitati in occasione degli “Stati Generali dell’Alternanza”, un appuntamento promosso dal Miur il 16 dicembre per presentare la “Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti” e un sito sull’alternanza scuola-lavoro in cui si potranno segnalare problemi e abusi. Un <em>teatrino di retorica</em>, secondo gli studenti, che puntano il dito contro le <em>finte tutele</em> introdotte dal Ministro Fedeli. A promuovere la manifestazione di piazza i militanti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che denunciano lo sfruttamento in alternanza fin dalla sua introduzione.<span id="more-2550"></span></p>
<p>«Gli Stati Generali dell’Alternanza sono l’ennesima pagliacciata per legittimare lo sfruttamento degli studenti» dichiara Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «Dietro la scusa di migliorare la qualità dei progetti di scuola-lavoro, il Ministero inganna gli studenti spacciando l&#8217;alternanza come un idea virtuosa talvolta applicata male. Dopo aver consegnato la scuola italiana nelle mani delle banche e delle grandi imprese, il Governo si riscopre attento alle condizioni degli studenti. La verità è che per due anni la “Carta dei Diritti” è rimasta avvolta nel mistero, per poi rivelarsi carta straccia utile solo come spot a fine legislatura. Vogliamo svelare il vero volto dell’alternanza, che quotidianamente gli studenti vivono sulla loro pelle: una realtà di sfruttamento del lavoro non pagato, di educazione a un futuro senza diritti e dequalificazione della didattica in nome de profitti delle singole aziende»</p>
<p>«Non chiediamo qualche aggiustamento e maggiore attenzione, lottiamo per una scuola radicalmente diversa» conclude Fiorucci «Oggi siamo in piazza per rivendicare un’istruzione di qualità per tutti, perché la scuola di classe voluta dai padroni non è in grado di garantirci altro che un futuro di sfruttamento. Non daremo tregua a chi ci vorrebbe con la testa chinata»</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>FGC: SOLIDARIETA’ CON JJCC (CILE) PER L’ASSASSINIO DI DUE COMPAGNI NELLE PROTESTE STUDENTESCHE.</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2015 10:13:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Inviamo la nostra profonda solidarietà ai compagni della Gioventù Comunista del Cile, per l’uccisione di due giovani nelle repressione contro le proteste studentesche che in questi giorni stanno attraversando il paese sudamericano. Due giovani Exequiel Borbarán y Diego Guzmán Farías, quest’ultimo militante della JJCC, sono stati barbaramente assassinati a Valparaiso durante la marcia del 14]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Inviamo la nostra profonda solidarietà ai compagni della Gioventù Comunista del Cile, per l’uccisione di due giovani nelle repressione contro le proteste studentesche che in questi giorni stanno attraversando il paese sudamericano. Due giovani Exequiel Borbarán y Diego Guzmán Farías, quest’ultimo militante della JJCC, sono stati barbaramente assassinati a Valparaiso durante la marcia del 14 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni la lotta degli studenti cileni per un’educazione pubblica, gratuita e accessibile a tutti incontra la nostra particolare solidarietà nella lotta che nel nostro Paese la nostra organizzazione e tutto il movimento studentesco stanno conducendo contro la riforma dell’istruzione.  La lotta contro la scuola di classe, la scuola soggetta alle logiche dell’economia capitalistica, deve essere condotta senza tregua parallelamente alla rivendicazione di un futuro socialista per i nostri paesi e per la nostra generazione. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i compagni cileni e alle famiglie dei ragazzi assassinati, ai loro compagni di lotta, certi che la lotta continuerà nella rivendicazione di un’istruzione pubblica accessibile a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/05/11113691_935782829776742_7374800210793707591_n.jpg" rel="lightbox[1387]" title="11113691_935782829776742_7374800210793707591_n"><img class="alignleft size-full wp-image-1393" title="11113691_935782829776742_7374800210793707591_n" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/05/11113691_935782829776742_7374800210793707591_n.jpg" alt="" width="851" height="315" /></a></p>
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		<title>PROTESTA DEI &#8220;FORCONI&#8221; E RUOLO DEI COMUNISTI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 19:30:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi economica insieme alla crisi di direzione delle classi politiche dominanti, determinano nel nostro paese l’inizio di una vera e propria crisi organica, in cui appare chiaro che il sistema parlamentare non è in grado di farsi portatore delle istanze che provengono dalla società. Non tutti gli strati sociali reagiscono ugualmente alla crisi, e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La crisi economica insieme alla crisi di direzione delle classi politiche dominanti, determinano nel nostro paese l’inizio di una vera e propria crisi organica, in cui appare chiaro che il sistema parlamentare non è in grado di farsi portatore delle istanze che provengono dalla società. Non tutti gli strati sociali reagiscono ugualmente alla crisi, e non c’è totale coincidenza di interessi tra classi differenti, anche se in lotta contro una condizione che può apparire comune. Abbiamo più volte criticato l’idea della riduzione del conflitto di classe al livello del 99% contrapposto all’1% di chi detiene le grandi ricchezze patrimoniali, derivanti dal monopolio finanziario ed economico. Lo abbiamo fatto non perché mancasse la chiarezza nell’identificazione del nemico di classe, ma perché trovavamo riduttivo ed errato qualificare in un unico fronte, in un’unica moltitudine, tutto ciò che non fosse il grande capitale monopolistico, senza cogliere le profonde differenze esistenti. L’analisi di quanto sta accadendo impegnerà la nostra organizzazione con studi approfonditi, relazioni dai territori, per comprendere le dinamiche complessive di fenomeni in atto i cui piani di lettura sono molteplici, e tutti da considerare attentamente. Tuttavia alcuni giudizi immediati possono e devono essere dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Le proteste di questi giorni sono proteste di persone schiacciate dalla crisi economica, e dall’incapacità della politica parlamentare di dare risposte. Uno scollamento totale, l’inizio di una crisi organica come la abbiamo definita in cui la classe politica è responsabile del disastro dei progetti storico-politici che si chiamano Unione Europea ed euro, nei quali sono coinvolti sia i partiti di centrodestra che di centrosinistra. La composizione delle proteste è dal punto di vista sociale variegata, ma nettamente egemonizzata da un elemento rivendicativo di natura piccolo-borghese, unificato da un collante nazionalistico, che riesce a portare dietro di sé, per ora in maniera limitata, pezzi di fasce sociali subalterne. L’estrema destra ha avuto un ruolo organizzativo fondamentale, come provato da varie testimonianze ed inchieste, ma rappresenta senza dubbio una minoranza nella protesta. È probabile tuttavia che visto il tenore delle rivendicazioni ed il collante nazionalistico che unisce culturalmente la protesta, le varie sigle neofasciste che si contendono un ruolo nella protesta riescano ad avere sempre maggiore presa. Alcuni atti intimidatori compiuti da queste organizzazioni sono ben noti, e meritano con estrema nettezza una condanna senza appello e chiamano ad una continua vigilanza. Così come andranno chiariti il ruolo delle forze di polizia, dei media, di importanti apparati dello Stato, e la loro posizione in relazione alla protesta. È chiaro che i media hanno svolto il ruolo di vero e proprio megafono, fatto che appare tanto più “strano” se si riflette sulla funzione tradizionalmente contrario dei media.<span id="more-853"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema centrale della fase che viviamo resta l’assenza ed insufficienza di organizzazione nel mondo del lavoro salariato, organizzazione sindacale e politica. Non è vero che l’operaio sia passivo, che la funzione storica della classe operaia sia esaurita, o che il lavoratore salariato non scenda in piazza. E’ vero piuttosto che le molteplici lotte che si sono avute in questi anni non hanno raggiunto un quadro unitario, non sono uscite da una visione ancora economico-corporativa, non hanno superato la rivendicazione economica immediata, destinata a restare perdente. Ma questo non riguarda la classe operaia, ed i lavoratori salariati, ma piuttosto il ruolo della direzione della classe. I sindacati di massa, maggiormente rappresentativi ed egemoni si sono posti apertamente nella direzione del controllo del conflitto sociale, nella politica della concertazione, dell’accordo immediato, spegnendo ogni focolaio di lotta di classe. Dal referendum alla Fiat, al recente accordo sui lavoratori dei trasporti pubblici a Genova, passando per il Sulcis, l’Ilva e centinaia di altre situazioni, i sindacati hanno tenuto ogni mobilitazione rigorosamente separata, hanno sistematicamente ricercato accordi a perdere, che hanno momentaneamente indebolito il movimento di classe.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’assenza rende impossibile aggregare in questa fase, alle istanze dei lavoratori salariati quelle del ceto medio e piccolo borghese schiacciato dalla crisi, in un’ottica di avanzamento progressivo che metta in discussione il sistema capitalistico nel suo complesso e che ponga le premesse per un’uscita dalla UE in senso progressivo. Così anzi i lavoratori salariati rischiano di subire la maggiore propensione all’essere coinvolti in questo tipo di rivendicazioni, con il rischio di porsi alla coda di elementi piccolo-borghesi. Abbiamo più volte ammonito sul modo di intendere la questione dell’uscita dall’Unione Europea e dall’euro nelle modalità che avrebbero accompagnato questo processo, con un’uscita in senso progressivo, oppure regressivo. Così come siamo ben coscienti che un crisi economica non determina storicamente di per sé un’uscita in senso progressivo, anzi. Storicamente è dimostrato che dipende dal ruolo svolto falle forze rivoluzionarie, dalla capacità di reggere lo scontro con le forze della reazione, che il risultato lungi dall’essere scritto in partenza, dipende dal lavoro di direzione che i comunisti riescono ad esercitare nel movimento di massa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non pretendiamo di avere un giudizio completo su quanto sta accadendo, né sulle reali dimensioni del fenomeno, che riusciremo a comprendere solo in futuro. Tuttavia è chiaro che qualcosa si sta muovendo e che i tempi della storia possono subire accelerazioni improvvise, alle quali si rischia di non arrivare preparati a sufficienza, ed il riferimento non è tanto alla protesta di queste ore, quanto all’evidenza del contesto generale. Bisogna chiarire che le classi subalterne non staranno ad aspettare che la guida scenda dall’alto in virtù di una auto legittimazione, che in mancanza di essa assisteremo a continue e sempre maggiori proteste spontanee o etero-dirette. La guida politica dei comunisti deve misurarsi sul campo, deve conquistare il suo ruolo nella lotta, “sporcandosi le mani”. L’esempio delle rivolte nel Mediterraneo, al netto dell’esaltazione di molti, nei suoi risultati concreti ci ammonisce proprio su questo: la mancanza di un soggetto rivoluzionario forte, organizzato, in grado di dare uno sbocco politico chiaro alla rivolta, porta alla repressione, alla caduta nella mani del capitale internazionale o di movimenti tutt’altro che progressisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo che l’obiettivo principale dei comunisti oggi sia ricostruire l’unità di classe tra i lavoratori salariati, legando la classe operaia, con i lavoratori dei trasporti e della logistica, le nuove forme di lavoro precario, i lavoratori salariati dei grandi gruppi monopolistici, i dipendenti statali minacciati dalla scure dei tagli alla spesa pubblica. Questo è il lavoro che in questi anni non è stato fatto, ed è inutile sognare ad occhi aperti la costruzione di nuovi “blocchi sociali antagonisti” da contrapporre al nemico di classe, basandosi al massimo sul risultato di singole e sporadiche manifestazioni, quando questo processo appare talmente lontano e contraddittorio da essere pressoché inesistente oggi. Assumere la centralità del lavoro salariato come base delle proprie rivendicazioni è oggi una questione determinante, oltre la quale non è possibile pensare di costruire nessuna alleanza di classe senza che questa scada nell’interclassismo, ed in definitiva nel risultato di porre i lavoratori salariati e gli studenti alla coda delle rivendicazioni piccolo-borghesi. Non è il momento di fasciarsi la testa interrogandosi su come capovolgere la direzione di una protesta che con tutta probabilità nei prossimi giorni sarà terminata, e che pone un livello di contraddizioni impossibile da gestire in queste condizioni. Così come in nessun caso la giusta e doverosa vigilanza antifascista deve essere confusa in questa fase con un fronte che comprenda le forze di governo, completamente responsabili dell’attuale condizione. Sarebbe un errore troppo grande per essere commesso. L’antifascismo deve essere antifascismo di lotta, assunto da chi lotta contro questo modello di sistema.</p>
<p style="text-align: justify;"> È il momento di rimboccarsi le maniche per riconquistare terreno all’interno della propria classe sociale di riferimento, quel lavoro che in questi anni è stato totalmente ignorato e sui cui è necessario oggi recuperare. Solo costruendo un fronte di classe a partire dai lavoratori salariati, che esca dalle semplici rivendicazioni immediate per porsi un obiettivo politico di cambiamento, sarà possibile un’uscita progressista dalla crisi, dall’Europa e dall’euro. Ma questo pone l’accento sulla questione del rafforzamento e dell’unità del sindacalismo di classe, della creazione di un fronte del lavoro, che superi gli steccati delle attuali sigle sindacali per unire sulla base di una piattaforma rivendicativa politica i lavoratori. E pone anche con straordinaria attualità la questione del Partito, della necessità di velocizzare e rafforzare il processo di costruzione del Partito Comunista in Italia, che non può più attendere. La storia non contempla il vuoto politico, ogni spazio lasciato in un momento di crisi dalle forze rivoluzionarie è uno spazio concesso alla reazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Segreteria nazionale FGC</p>
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		<title>UNIVERSITA’. FGC ANNUNCIA PROTESTE NEI GIORNI DEI TEST D’INGRESSO.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2013 09:06:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista in occasione dell’inizio dei test d’ingresso nelle facoltà a numero chiuso, ha annunciato presidi nelle maggiori università italiane per protestare contro l’attuale condizione dell’università. «A partire da oggi  &#8211; si legge nel comunicato   &#8211; gli studenti del FGC saranno impegnati in una campagna nazionale di denuncia degli ostacoli economici che impediscono a centinaia di migliaia di giovani di accedere liberamente all’università. Tasse d’iscrizione, libri di testo, affitti per gli studenti fuori sede, costi dei trasporti pubblici in aumento, combinato con la riduzione delle borse di studio, stanno creando un’università per pochi, e i dati statistici confermano questa tendenza. Solo lo scorso anno si sono registrati 50.000 studenti in meno.»<span id="more-784"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Alessandro Mustillo, segretario nazionale FGC: «In Italia si assiste ad una trasformazione dell’università. Da una parte l’espulsione di grandi masse di giovani dal sistema universitario, che avviene sulla base delle condizioni economiche. Dall’altra un processo di dequalificazione dell’università pubblica, a tutto vantaggio di quelle private. In questo la meritocrazia, che tutti invocano, non c’entra assolutamente nulla. » Quanto ai test d’ingresso aggiunge: «E’ ormai dimostrato che il numero chiuso nelle professioni sanitarie non serve ad avere medici, infermieri più qualificati e con maggiori possibilità di trovare lavoro. Serve a programmare a monte la dismissione della sanità pubblica. Lo dicono anche le associazioni di medici, che entro poco non ci sarà personale sufficiente ad assicurare la copertura sul territorio nazionale. Per non parlare dello sfruttamento che rappresentano i tirocini, così come strutturati oggi.»</p>
<p style="text-align: justify;">« Noi  &#8211; aggiunge Mustillo &#8211; non siamo contrari in astratto a forme di regolamentazione dei numeri di accesso a determinate professioni. Non crediamo che possa esistere una società dove tutti fanno i medici o gli ingegneri. Quello a cui ci opponiamo è il modo in cui questo viene deciso, il processo che porta ad escludere masse imponenti di giovani da queste opportunità, sulla base delle condizioni economiche di partenza, e non sulle reali capacità e attitudini. E’ un processo che supera il numero chiuso, e che parte da molto prima. Rivendichiamo la necessità di un’istruzione e di un’università gratuita, l’abolizione dei contributi nelle scuole e delle tasse all’università, la gratuità dei testi, l’incremento delle borse di studio. Se tutti partono dalle stesse condizioni si può parlare di merito, e accettiamo l’idea della programmazione del numero. Ma nella situazione attuale il merito non c’entra nulla, l’università diventa un’università di classe. È per questo – conclude Mustillo – che invitiamo tutti i giovani a lottare contro questo modello di università.»</p>
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		<title>SCUOLA. FGC: «PRIMO GIORNO DI SCUOLA CON PROTESTE DEGLI STUDENTI»</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 09:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Inizia la scuola, riparte la lotta”. Con questo slogan oggi il Fronte della Gioventù Comunista ha dato inizio ad una campagna di protesta che proseguirà nei prossimi giorni nelle scuole di tutta Italia. In occasione del primo giorno di riapertura degli istituti superiori gli studenti del FGC hanno presidiato l’ingresso di alcune scuole con striscioni distribuendo volantini contro il caro libri, contributi studenteschi, tagli all’istruzione pubblica invitando gli studenti ad iniziare un nuovo anno di lotte per i propri diritti ed il proprio futuro.«Inizia per gli studenti un anno molto difficile – afferma Alessandro Mustillo, segretario del FGC – a partire dall’aumento dei libri di testo, sempre meno sostenibili per le famiglie, che si troveranno costrette a pagare anche contributi più alti, spesso richiesti come obbligatori. I vincoli imposti dall’Unione Europea sul pareggio di bilancio, renderanno ancora minori i finanziamenti all’edilizia scolastica, aggravando la condizione degli edifici, già fortemente compromessa.»«Tutto questo si somma, &#8211; a detta del Fronte della Gioventù Comunista &#8211; alla situazione di una generazione che vede seriamente compromesso il proprio futuro. Un’università sempre meno accessibile, un livello di disoccupazione giovanile oltre il 35%, e per il resto la prospettiva di un futuro di precarietà, senza alcun diritto e senza alcun futuro.» Per questi motivi il Fronte della Gioventà Comunista invita gli studenti « a prendere coscienza della propria condizione e a prepararsi ad un anno di lotta senza tregua, contro le politiche del governo Monti e dell’Unione Europea, per conquistare una scuola pubblica veramente gratuita, un’università per tutti ed un avvenire diverso dalla disoccupazione e dalla precarietà che questo sistema ci pone come unica possibilità di futuro».</p>
<p>&nbsp;</p>
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</a></p>
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