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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; socialismo</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>DICHIARAZIONE IN SEGUITO AL 17° INCONTRO DELLE GIOVENTÙ COMUNISTE EUROPEE (MECYO)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 10:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le organizzazioni della Gioventù Comunista che sottoscrivono questa dichiarazione, in seguito al 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee che si è tenuto a Larnaca (Cipro) tra il 15 e il 17 dicembre, dichiarano e riaffermano, come recita lo slogan dell’incontro: «<em>La gioventù unita, organizzata e militante, in prima linea nella lotta! Contro le guerre imperialiste e l’oppressione, contro lo sfruttamento capitalistico. Per l’Europa dei lavoratori, per il socialismo!»</em></p>
<p>Il 17° Incontro delle Gioventù Comuniste Europee ha avuto luogo in un periodo davvero cruciale e impegnativo per i lavoratori e la gioventù in Europa. In questo periodo denso di sfide, le organizzazioni giovanili comuniste riconoscono che tramite l’unità e la militanza, la gioventù deve essere in prima linea nella lotta per i propri diritti e nella lotta contro lo sfruttamento capitalistico e l’imperialismo.</p>
<p>Noi, giovani della classe operaia e degli strati popolari, siamo ancora oggi vittime delle dure conseguenze della crisi capitalistica globale, così come quelle dello sviluppo capitalistico. La debole ripresa economica dopo la lunga recessione della precedente crisi economica del 2008 è stata schiacciata sotto il peso della nuova crisi capitalistica del 2020, delle misure prese per far fronte alla pandemia di Covid-19, del tumulto nei mercati, la pressione sul commercio internazionale, includendo la promozione di una guerra commerciale, l’imposizione di sanzioni e lo scoppio di nuovi conflitti imperialisti.</p>
<p>L’impoverimento assoluto e relativo della classe operaia che è mostrato dall’ondata di inflazione, l’acuto incremento dei prezzi dei beni essenziali, assieme ai ripetuti incrementi dei tassi di interesse, hanno abbattuto gli standard di vita della classe operaia e degli strati popolari. L’inflazione colpisce ancor di più i gruppi vulnerabili della popolazione e la gioventù. Tutto questo è dovuto dai monopoli che hanno potuto incrementare i loro profitti persino durante la crisi. I vicoli ciechi del capitalismo sono evidenti e l’unico modo per superarli è attraverso la lotta della classe operaia e della gioventù.</p>
<p>In Europa la UE, come forma avanzata di integrazione inter-statale capitalistica, un’alleanza imperialista con interessi parzialmente contraddittori al suo interno, gioca un ruolo importante nel rafforzare le politiche anti-popolari nel nostro continente, colpendo la gioventù, la classe operaia e gli strati popolari. Senza nessuna illusione sulla possibilità di riformare l’Unione Europea in favore del popolo, o in un cambiamento del carattere dell’Unione Europea, i Partiti Comunisti e le organizzazioni della Gioventù Comunista degli stati membri della UE combatteranno l’imminente battaglia elettorale delle elezioni europee e continueranno a lottare nonostante le difficili condizioni, rafforzando la lotta contro la UE del capitale. Dobbiamo affrontare le elezioni del Parlamento Europeo come un’opportunità per innalzare la consapevolezza sul carattere di classe della UE e delle sue politiche, e continuare a rafforzare la nostra lotta per i diritti della gioventù, dei lavoratori e dei popoli, per un’Europa di cooperazione, solidarietà e pace. Allo stesso tempo, sosteniamo il diritto della classe operaia di tutti i paesi al disimpegno da questa alleanza.</p>
<p>In questo contesto è importante valorizzare il ruolo della lotta della gioventù in difesa dei propri diritti e per rispondere ai propri problemi concreti, insistendo sulla necessità di continuarla e intensificarla. La gioventù deve lottare per un’istruzione e una sanità pubbliche e gratuite, per alloggi di alta qualità ed economici, per i diritti nei luoghi di lavoro, contro la disoccupazione e la precarietà, così come per l’accesso alla cultura, allo sport, a un tempo libero di qualità, come parte della lotta per il socialismo. Ci schieriamo al fianco delle lotte dei sindacati di classe, nella battaglia per migliori condizioni di vita. Allo stesso tempo, la lotta per una reale protezione dell’ambiente dalla barbarie della depredazione e dello sfruttamento capitalistico è una necessità.</p>
<p>La guerra in Ucraina ha già causato grandi perdite umane e materiali e le sue conseguenze stanno colpendo l’intera umanità. Questa guerra è la culminazione del processo che è iniziato con la dissoluzione dell’URSS e il successivo uso dei sentimenti nazionalisti da parte delle borghesie locali e straniere. Questa situazione non è iniziata nel 2022 con l’intervento militare della Russia capitalista, che condanniamo, ma è stata preparata anni fa con il supporto e il sostegno di USA-NATO-UE alle forze fasciste e al golpe nel paese, e può essere risolta solo con la lotta dei popoli per la pace e il cessate il fuoco.</p>
<p>Il coinvolgimento di un numero crescente di forze, sia sul territorio ucraino che al di fuori, conferma la preoccupazione che la questione possa diventare il punto d’inizio di un conflitto militare sempre più internazionale. Chiamiamo alla fine immediata di tutte le azioni militari. I popoli di tutti i paesi devono lottare contro le loro borghesie e tutti quelli che servono la loro propaganda, e costruire la propria strada.</p>
<p>I punti morti a cui l’imperialismo porta, la violazione dei diritti umani e del diritto internazionale assieme al diritto dei popoli all’indipendenza e all’autodeterminazione, falsamente giustificati come lotta contro il terrorismo, “liberazione” e altre bugie; l’accresciuta aggressività dell’imperialismo, l’intensificazione degli interventi imperialisti, rendono ancora più urgente intensificare la nostra lotta anti-imperialista, la lotta contro la NATO, l’UE e ogni alleanza imperialista, i governi borghesi, la loro propaganda di guerra e le politiche antipopolari, per intensificare la solidarietà internazionalista.<br />
Questi sviluppi stanno esacerbando il dramma dei rifugiati a un livello tragico. I migranti e i profughi, vittime delle guerre imperialiste, stanno fronteggiando una politica di repressione, persecuzione, discriminazione e di sfruttamento crudele. Il capitale mantiene l’interruttore, che attiva a seconda delle sue necessità. I crescenti flussi di rifugiati in Europa vengono oggi strumentalizzati per rafforzare l’islamofobia, la xenofobia, il razzismo e il nazionalismo, per distogliere il popolo dalla lotta di classe. Allo stesso tempo, la gestione dei rifugiati da parte dei paesi ospitanti è caratterizzata da una brutale violazione dei diritti umani. Il risultato di tutto questo, in un contesto di impoverimento generalizzato della classe operaia, è la creazione di un terreno fertile per le forze reazionarie, inclusi il fascismo e l’estrema destra. Il fascismo è il prodotto del sistema capitalistico; è il suo braccio armati contro il movimento operaio e popolare. Esprimiamo la nostra determinazione per una lotta senza tregua, con un chiaro orientamento di classe, contro il fascismo e i nazionalisti, alcuni dei quali cercano oggi di ripulirsi attraverso la cosiddetta “legittima attività parlamentare”, indossando le vesti di “legittimo partito politico”. Lottiamo contro la teoria antistorica degli “opposti estremismi”, contro l’identificazione del fascismo con il comunismo, che è oggi una politica ufficiale della UE.</p>
<p>Una menzione speciale da parte del 17° MECYO va allo spargimento di sangue in corso in Palestina, al massacro genocida portato avanti dallo Stato di Israele nella terra occupata palestinese. Riconosciamo che la situazione di escalation è causata dall’occupazione in corso, dalla colonizzazione illegale dei territori palestinesi occupati da Israele e dai continui crimini che vengono commessi da decenni contro il popolo palestinese. Lo Stato assassino di Israele riceve supporto dagli USA, dalla NATO e dall’UE, e supporto dai governi borghesi d’Europa in modi e proporzioni differenti. Comprendiamo anche che questo nuovo ciclo di sangue in Medio Oriente può giungere al termine solo quando terminerà l’occupazione israeliana di lunga data dei territori palestinesi, con il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente nei confini del 1967, con Gerusalemme Est come sua capitale, il diritto dei profughi a tornare nella loro terra e la libertà per tutti i prigionieri politici palestinesi.</p>
<p>Nelle condizioni dell’aggressione imperialista in tutto il mondo e dell’attacco su tutti i fronti contro la gioventù e la classe lavoratrice, la lotta di classe e l’internazionalismo proletario sono l’arma più forte per portare le nostre lotte alla vittoria. L’unità delle gioventù comuniste su una base di classe e anti-imperialista è più che mai necessaria. La gioventù comunista unita, organizzata e combattiva, in prima linea nella lotta contro le guerre imperialiste e l’oppressione, contro lo sfruttamento capitalistico, continuerà a lottare per costruire l’Europa dei lavoratori, per costruire il mondo del socialismo!<br />
Larnaca, 29 dicembre 2023.</p>
<p><strong>Le organizzazioni che firmano la dichiarazione:</strong><br />
Organizzazione della Gioventù Democratica Unita (EDON), Cipro<br />
Gioventù Socialista Operaia Tedesca (SDAJ), Germania<br />
Gioventù Comunista di Grecia (KNE), Grecia<br />
Fronte della Gioventù Comunista (FGC), Italia<br />
Movimento della Gioventù Comunista, Paesi Bassi<br />
Lega della Gioventù Comunista (YCL), Regno Unito<br />
Gioventù del Partito dei Lavoratori (WPY), Irlanda<br />
Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria (bolscevica) (RKSMb), Russia<br />
Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC), Spagna<br />
Gioventù Comunista di Catalogna (JCC), Spagna<br />
Gioventù Comunista di Svezia (SKU), Svezia<br />
Gioventù Comunista di Turchia (TKG), Turchia</p>
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		<title>Rilanciare l’iniziativa di classe, internazionalista contro la guerra imperialista in Ucraina  e la preparazione di un nuovo massacro mondiale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 16:20:29 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A più di un anno dall’invasione russa dell’Ucraina, alcuni dati di fatto appaiono incontestabili:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1. Lungi dall’avviarsi a finire, o anche solo a fermarsi con una provvisoria tregua,<strong> la guerra in atto tra NATO e Russia nel territorio ucraino conosce una continua <em>escalation </em>dagli esiti imprevedibili.</strong> Sono in particolare gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Polonia a spingere furiosamente perché il massacro prosegua e si allarghi “fino all’ultimo ucraino”. La decisione della Corte penale internazionale dell’Aia di incriminare Putin e la fornitura a Kiev di armi sempre più offensive e letali &#8211; da ultimo caccia bombardieri e proiettili all’uranio impoverito &#8211; non lasciano alcun dubbio a riguardo. All’Ucraina di Zelensky è stato dato l’ordine di impegnare sul campo e provocare la Russia fino al totale esaurimento delle proprie forze, fino all’auto-distruzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. L’avvio della “operazione militare speciale” da parte della Russia di Putin <strong>non è stato un folle gesto di disperazione</strong>,<strong> ma</strong> <strong>una decisione ponderata strategicamente da parte del governo russo</strong> per perseguire gli interessi della propria borghesia e dei propri monopoli, portando la competizione con gli Stati Uniti, l’UE e i loro alleati per il controllo di risorse, infrastrutture e tratte commerciali, mercati e territori strategici, anche sul terreno militare. E nel terribile bagno di sangue di questa nuova guerra avanza in modo ormai esplicito la rivendicazione, da parte di Mosca e non solo, di “un nuovo ordine mondiale multipolare”. La decisione di invadere l’Ucraina, infatti, è stata presa dal governo russo sapendo di avere dietro di sé, accanto a sé, o almeno in posizione non ostile, oltre il “partner strategico” Cina, una serie di potenze regionali che, se non esprimono aperta ostilità nei confronti del blocco imperialista euro-atlantico, quanto meno non riconoscono nel mondo “unipolare” a guida statunitense l’unico orizzonte possibile per l’affermazione degli interessi delle proprie borghesie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3. Lo scoppio della guerra aperta tra NATO e Russia in Ucraina sta provocando <strong>una rapida dislocazione di forze tra i blocchi imperialisti e dentro di essi</strong>. Gli Stati Uniti hanno profittato della mossa della Russia per infliggere all’UE, e in specie alla Germania, colpi durissimi sia quanto agli approvvigionamenti energetici, che nella costruzione degli assi commerciali con la Cina. Ciò ha provocato un brusco freno alle spinte all’“autonomizzazione” dagli Stati Uniti dell’UE e dei singoli paesi membri. Ma la recente sortita di Macron dimostra che ai vertici dell’UE, non solo a Parigi, c’è comunque l’intenzione di proteggere in qualche modo i propri interessi dai brutali ricatti della vecchia super-potenza. Importanti cambiamenti in politica estera stanno riguardando anche l&#8217;Arabia Saudita, la Turchia, l’Egitto, l’intero Medio Oriente, e sono legati alla intensa tessitura di fili economici e diplomatici che Pechino sta mettendo in atto a scala globale, attraverso i rapporti bilaterali, i Brics, l’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione, la nuova Via della Seta, etc. Un quadro di estrema confusione nel quale tutte le grandi e le medie potenze si muovono per guadagnare in proprio “spazio vitale” e risorse, e allontanare da sé, scaricandolo sui concorrenti, il rischio di una violenta esplosione degli antagonismi di classe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4. I contendenti di questa nuova guerra al centro dell’Europa, lungi dal mettere in scena una guerra asettica e “intelligente” combattuta solo ed esclusivamente da soldati robot e droni, stanno utilizzando<strong> </strong>tutti gli armamenti tecnologicamente più avanzati e le innovazioni disponibili in campo militare in <strong>un conflitto bellico sanguinosissimo, combattuto sul campo (come le “vecchie” guerre) da centinaia di migliaia di soldati</strong>, con una terribile distruzione di vite umane, ambientale e di mezzi meccanici, dando così una pallida idea di quale apocalittica catastrofe potrebbe essere, per l’umanità e la natura, una nuova guerra mondiale in pieno ventunesimo secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5. Lo scontro bellico in atto in Ucraina appare sempre più – come abbiamo sostenuto da subito -<strong> il primo passo in questa direzione, un punto di svolta epocale.</strong> Dopo un ventennio di eventi traumatici, questa guerra indica dove si sta dirigendo il capitalismo globale per cercare di risolvere quella che appare sempre più come una sua crisi storica; una crisi che anche sul piano economico-finanziario non accenna a rallentare, come evidenziato dai recenti crack bancari negli USA e in Europa, e dalle conseguenze economiche della pandemia che hanno intaccato in particolare le catene di approvvigionamento dei paesi occidentali. <strong>È partita una frenetica corsa mondiale al riarmo con giganteschi piani di spese militari</strong>, dalla Germania alla Cina, dal Giappone all’Australia. Il commissario europeo all’industria Breton non l’ha mandata a dire: <strong>“L’industria della difesa dell’Unione europea deve passare ad un modello da economia di guerra”</strong>, indicando la priorità immediata nel produrre rapidamente i milioni di proiettili di artiglieria che servono all’esercito ucraino. Manovre che preludono a nuovi scontri bellici anche a scadenza relativamente ravvicinata sono in atto nei Balcani, nell’Africa occidentale, intorno a Taiwan. Nessuno può sapere, neppure i capi delle grandi potenze, i tempi di precipitazione di questo processo globale. Ma la direzione di marcia è data. Il vecchio ordine mondiale a stelle e strisce, che Washington e Wall Street avrebbero preteso di rendere eterno, è finito. <strong>Il passaggio ad un nuovo ordine mondiale “multipolare” non sarà in alcun modo pacifico ed indolore</strong>. Chi lo va raccontando esprime <strong>una posizione opposta agli interessi del proletariato e delle masse oppresse</strong> di tutto il globo: un mondo “multipolare”, costituito strutturalmente da campi imperialisti in accesa e costante competizione tra loro, produrrà una tendenza alla guerra sempre più acuta, e un peggioramento globale delle condizioni di vita e di lavoro della classe lavoratrice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6. <strong>La guerra in Ucraina è una guerra contro i proletari ucraini e i proletari russi</strong> spinti, <strong>obbligati</strong> <strong>a massacrarsi a vicenda per gli interessi dei propri sfruttatori</strong> e, nel caso degli ucraini, anche per gli interessi delle alleanze e istituzioni imperialiste &#8211; NATO, UE, FMI &#8211; a cui risponde il governo di Kiev. È, al tempo stesso, una guerra con pesanti ricadute anche sui lavoratori dei paesi che, per ora, non hanno proprie truppe massicciamente sul campo. Noi non siamo affatto indifferenti al desiderio di gran parte delle popolazioni del Donbass colpite dalla pulizia etnica di Kiev di unirsi alla Federazione Russa, né al rifiuto delle popolazioni di gran parte dell’Ucraina di accettare la subordinazione ad una Russia che non ha nulla a che fare con l’URSS, e con la storia di fratellanza dei popoli e delle nazionalità che vivevano entro quei confini. Ma in questa guerra le loro aspirazioni non hanno alcun ruolo, in quanto sono soggiogate da un lato al progetto del blocco di potere putiniano di ricostituire la “grande Russia millenaria” dei secoli passati, e dall’altro agli interessi di sfruttamento e di dominio del blocco USA-NATO-UE, che li stanno forzando a combattere e a morire per loro, e non certo per sé stessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7. Come già è avvenuto in passato, le guerre del capitale funzionano da<strong> inesorabile spartiacque tra l’opportunismo</strong> &#8211; che maschera più o meno bene lo sciovinismo e il nazionalismo – <strong>e la linea rivoluzionaria di classe, internazionalista.</strong>  L’acquisizione, a livello internazionale, di questa consapevolezza è necessaria affinché il proletariato possa tornare protagonista sulla scena della lotta di classe.<strong> La recente accensione di imponenti movimenti di scioperi e manifestazioni sindacali in Francia, Gran Bretagna e Grecia sono segnali di risveglio molto significativi, allo stato attuale decisamente insufficienti a fermare la marcia verso una nuova guerra mondiale, ma a cui guardare con ottimismo.</strong> Perché nella loro diversità e complessità sono il prodotto dell’insuperabile inconciliabilità tra gli interessi di profitto del capitale e il benessere del proletariato e delle classi non sfruttatrici, e dimostrano che anche in Europa esistono le premesse per una nuova avanzata del movimento operaio nel XXI secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8. L’Italia, <strong>l’imperialismo italiano</strong>, ben rappresentato nelle sue varie articolazioni e frazioni dalle coesistenti declinazioni date da Mattarella e dalla Meloni, <strong>è parte integrante e attiva di questo processo di scontro inter-capitalistico mondiale.</strong> Nonostante le frizioni interne alla sua maggioranza, il governo delle destre sta contribuendo a portare avanti i piani bellicisti di Nato e UE con meno ipocrisia di Draghi&amp;Co., e a montare una campagna anti-russa e anti-cinese dai toni accesamente sciovinisti. La dinamica <strong>guerra-propaganda di guerra-economia di guerra </strong>- con il rilancio delle spese militari e dell’invio di armi all’Ucraina per tutto il 2023 &#8211; va sempre più di pari passo con l’intensificazione dell’attacco anti-proletario sul “fronte interno”. Lo vediamo nelle decisioni di politica economica, nell’illimitata aggressività dei padroni sui luoghi di lavoro e nel mercato del lavoro, nelle manovre propagandistiche in favore della piccola-borghesia, nei crimini di stato contro gli emigranti e gli immigrati, nell’intervento onnipresente delle forze di polizia ovunque ci siano veri conflitti sindacali e sociali, nelle sentenze “esemplari” contro militanti anarchici, nel seguito di affondi revisionistici sul piano storico, nell’oscena riproposizione di un’ideologia e di un modello di “famiglia tradizionale” radicalmente ostile alle donne. La “normalità” dello sfruttamento capitalistico, il tentativo di compattare attorno agli “interessi nazionali” il consenso più ampio possibile, sono come sempre facilmente trasponibili, in caso di escalation militare, in un livello di <strong>guerra interna</strong>, di <strong>costruzione del nemico interno</strong> atta a mantenere e rafforzare le politiche classiste nel contesto della guerra imperialista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cambiano gli esecutivi, cambia la composizione dei parlamenti, ma <strong>il nostro nemico è sempre qui, in “casa nostra”: è il capitalismo imperialista italiano</strong>, che in questo momento ha il volto del governo Meloni, l’apparato statale al servizio della classe borghese. In questo quadro l’Italia resta nel pugno di paesi che sfruttano e opprimono le classi lavoratrici del mondo intero, con la borghesia italiana che sgomita per ottenere migliori posizioni nella contesa inter-capitalistica facendo leva sulle alleanze imperialiste di cui fa parte. In particolare, il primo esecutivo del dopoguerra a guida esplicitamente post-missina ha già dismesso i toni &#8220;anti-establishment&#8221; e anti-UE con cui aveva abilmente capitalizzato il malcontento di strati sociali intermedi e di piccola borghesia in campagna elettorale, dimostrandosi immediatamente pronto ad operare al meglio per gli interessi della grande borghesia e dei mercati finanziari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;attacco frontale al reddito di cittadinanza e il netto rifiuto verso ogni ipotesi di introduzione di un salario minimo</strong> &#8211; rivendicati dalla premier persino sul palco del congresso CGIL &#8211; <strong>rappresentano misure in cui coesiste la capacità di rispondere su un piano propagandistico agli appetiti della piccola borghesia parassitaria e la funzionalità molto più concreta di perpetuare quella spirale verso il basso dei salari</strong> che da decenni contraddistingue il mercato del lavoro italiano. Il governo è pronto a difendere con decisione quella realtà fatta di frammentazione contrattuale, precarietà, veri e propri contratti-pirata, lavoro nero ed evasione fiscale e contributiva “sistemica” di cui hanno beneficiato tutti i livelli di impresa, e per primi i grandi monopoli. A questo si affianca il fitto ed inestricabile sottobosco di appalti e subappalti, utili come bacino di reclutamento di manodopera di &#8220;serie C&#8221;, con salari ampiamente al di sotto della soglia di sussistenza e, non a caso, composta in prevalenza da quegli immigrati a cui il governo ha dichiarato guerra senza quartiere, da un lato accrescendone le morti in mare, dall&#8217;altro rendendo quasi impossibile il riconoscimento del permesso di soggiorno e della cittadinanza a chi arriva in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo quadro si inseriscono le due principali riforme che il governo ha messo in agenda e verso cui già sta marciando a passi spediti: da un lato la riforma fiscale, tesa ad affermare la regressivitá delle imposte secondo il modello della flat-tax ,&#8221;più hai, meno paghi&#8221; e viceversa; dall&#8217;altro l&#8217;autonomia differenziata, già messa nero su bianco in questi giorni col DL Calderoli, la quale porterà al definitivo smantellamento del Sistema sanitario nazionale, condannando gran parte delle aree del Sud Italia a forme estreme di degrado sociale e al ricatto delle gabbie salariali. Dunque, questi primi sei mesi di governo Meloni – in modo simile a quanto abbiamo potuto osservare  con i governi di destra di Trump, Bolsonaro e Orban -<strong> </strong>dimostrano come<strong> la retorica &#8220;sovranista&#8221; sia nient&#8217;altro che una maschera dietro la quale il sostegno agli interessi padronali assume anche la forma del liberismo più sfrenato e selvaggio.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>9. Ad oltre un anno dall’invasione dell’Ucraina dobbiamo constatare che <strong>non esiste al momento, né in Italia né in Europa, un vero movimento di massa contro la guerra</strong>. Le iniziative pacifiste sono state in larga parte connotate da un orientamento pro-Ucraina, e quindi oggettivamente pro-Nato. Non hanno quasi mai preso in seria considerazione, e tanto meno denunciato, le manovre di lungo periodo del blocco USA-NATO-UE nei Balcani, nell’Europa dell’Est e, specificamente, in Ucraina, lo spostamento delle forze NATO di 1.000 km ad Est. Una pace che non sia infame come la guerra in corso, una pace giusta tra i popoli dell’Ucraina e della Russia, per quanto sia oggi lontana, potrà essere il frutto solo ed esclusivamente di una ritrovata fraternità di classe tra i proletari di Ucraina e di Russia, la fraternità che in passato c’è stata grazie alla rivoluzione di Ottobre e alla comune lotta al nazifascismo. Il passaggio obbligato in questa direzione non è certo la “vittoria dell’Ucraina”, cioè la vittoria della Nato, bensì <strong>la sconfitta di entrambi i fronti imperialisti a scontro</strong>. Il che significa, per quanti sono in Italia e nell’Unione Europea, <strong>lavorare senza tregua per la disfatta del “nostro” governo, dell’UE, della NATO</strong>. È questo il migliore contributo che possiamo dare ai lavoratori ucraini e russi perché si liberino quanto prima dall’incubo della prosecuzione della guerra per anni e anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>10. In assenza di un vero movimento di massa contro la guerra con connotati di classe sia in Italia che a livello internazionale, esercitano una certa influenza, tanto in Italia che a scala internazionale, le posizioni che individuano nella Russia e nella Cina presunte funzioni “anti-imperialiste”, o quelle addirittura disposte a fare integralmente proprio il piano propagandistico con cui vengono presentate da quegli stessi paesi – entrambi in una fase di sviluppo capitalistico maturo &#8211; le rispettive scelte di politica internazionale, ed in questo frangente anche le giustificazioni di parte russa sulla guerra. Nelle ultime settimane la proposta “di pace” presentata dal governo cinese ha sintetizzato in modo efficace la faccia con cui la Cina vuole presentarsi a livello mondiale, delineando come vantaggiosa “per tutti” la prospettiva di un passaggio dal mondo unipolare dominato da Stati Uniti e loro alleati, ad un mondo multipolare nel quale tutto ritornerebbe magicamente in equilibrio, con l’apertura di una lunga era di pace e co-prosperità generale. Chi sostiene intenzionalmente queste posizioni e la propaganda con cui le classi capitalistiche di Russia e Cina si armano per combattere lo scontro a tutto campo per la spartizione del mercato mondiale, svolge una <strong>funzione reazionaria</strong> di inganno delle masse, spingendole a parteggiare per un nuovo ordine mondiale non dissimile nella sua sostanza da quello precedente, in quanto <strong>sempre e comunque capitalistico</strong>, fondato cioè sulla divisione in classi esistente oggi in tutto il mondo (Russia e Cina perfettamente incluse) e sullo sfruttamento e l’oppressione degli operai, dei salariati, dei contadini poveri, dei semi-proletari, da parte dei capitalisti proprietari, in forma individuale, collettiva o statale, dei mezzi e delle condizioni della produzione e della riproduzione sociale. <strong>Combattere politicamente la propaganda che favorisce l’illusione di un mondo multipolare pacifico (e favorevole ai lavoratori) è compito immediato delle forze rivoluzionarie e internazionaliste</strong>. Sottolineiamo ancora una volta che i proletari, gli sfruttati, i popoli, non hanno alcun interesse a schierarsi con uno o l’altro tra gli imperialisti, con una o un’altra alleanza che serve gli interessi dei capitalisti. In entrambi i casi, non si tratta di aspetti secondari rispetto a quanto si è finora mosso nel variegato mondo pacifista, ma di aspetti centrali nel processo di costruzione di un movimento che lotti realmente contro la guerra imperialista, poiché sono in grado di determinare l’efficacia o l’inconcludenza del movimento stesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per quel che ci riguarda</strong>, attraverso un periodo di approfondito confronto, le nostre organizzazioni sono arrivate a promuovere insieme il convegno di Roma del 16 ottobre nel quale abbiamo chiarito e denunciato la natura imperialista della guerra in Ucraina, ed espresso la necessità di costruire un’opposizione di massa, di classe, internazionalista alla guerra &#8211; per una battaglia strategica totalmente slegata da ogni interesse che i diversi pezzi di borghesia nazionale e internazionale hanno dentro l&#8217;attuale quadro globale. Il cammino che abbiamo compiuto dal convegno del 16 ottobre alla manifestazione del 3 dicembre a Roma, nella quale abbiamo marciato insieme in uno spezzone di classe unitario al fianco dei lavoratori del SI Cobas nel corteo del sindacalismo di base e conflittuale, e poi alle giornate del 24-25 febbraio, ha rafforzato la necessità di un lavoro comune contro la guerra, contro il governo Meloni, contro la NATO e l’UE. <strong>La constatazione che</strong>, nonostante un anno di incessante bombardamento bellicista, <strong>permane a livello di massa un sentimento contrario alla guerra, ha rafforzato in noi la determinazione a portare tra i lavoratori, i disoccupati, gli studenti, il punto di vista di classe sulla guerra in Ucraina</strong>, sulla tendenza ad una nuova guerra mondiale, sulla crisi del sistema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È venuto il momento di rilanciare con forza l’iniziativa contro la guerra in Ucraina e la tendenza ad un nuovo massacro mondiale, facendo l’impossibile per uscire dal ghetto in cui vogliono rinchiuderci. Non c’è nulla di più attuale e necessario dell’internazionalismo del “<strong>proletari di tutti i paesi unitevi</strong>” contro un sistema sociale capitalistico che non ha più nulla da dare di “progressivo” alla specie umana, e si caratterizza per una crescente distruttività. Siamo coscienti che l’affermazione di questa prospettiva classista, rivoluzionaria, internazionalista potrà avvenire solo attraverso una serie di prove molto ardue: siamo decisi ad affrontarle. I recenti fatti di Francia, Gran Bretagna, Grecia – solo per restare agli ultimi mesi e alla sola Europa &#8211; mostrano che sotto una superficie sociale in apparenza immobile si sono accumulate immense sostanze infiammabili per l’interminabile serie di sacrifici materiali, insicurezze, sofferenze interiori che le classi proprietarie impongono da decenni alle lavoratrici e ai lavoratori, con un carico da novanta in più per le nuove generazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo maggio sarà un importante banco di prova dell’accumulazione di forze lungo questa traiettoria. Ma guardiamo oltre. Perciò abbiamo deciso di convocare l&#8217;11 giugno a Milano<strong> un’assemblea nazionale</strong> per chiamare a raccolta tutti gli organismi sociali, politici, sindacali, nonché i singoli e le singole militanti disposti a battersi insieme a noi <strong>per rilanciare l’iniziativa di classe, internazionalista contro la guerra imperialista</strong>, e farla vivere consapevolmente nel contesto delle mobilitazioni dei prossimi mesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>20 aprile</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fronte comunista</p>
<p>Fronte della gioventù comunista</p>
<p>Laboratorio politico Iskra</p>
<p>Tendenza internazionalista rivoluzionaria</p>
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		<title>RISOLUZIONE DEL COMITATO CENTRALE DEL FGC SUI RECENTI SVILUPPI INTERNAZIONALI E IN ITALIA</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 13:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. La continuazione del conflitto in Ucraina conferma il rischio sempre più acuto di un’escalation di guerra generalizzata</strong>. Tutti i governi coinvolti in primo piano nella guerra adottano una retorica bellicista sempre più accesa, resa evidente agli occhi di tutto il mondo dal comizio di guerra di Joe Biden a Varsavia e dal comizio di Vladimir Putin allo stadio Luzhniki di Mosca, nell’anniversario dell’invasione dell’Ucraina. Resta più che mai concreta la possibilità di un allargamento del conflitto al di fuori dei confini dell’Ucraina, come dimostrano le tensioni in Moldavia e Transnistria. In questo contesto, in tutti i paesi i governi programmano incrementi delle spese militari e avviano vere e proprie corse agli armamenti. Queste tendenze generalizzate e lo scontro diretto dei principali poli imperialisti pongono il conflitto in Ucraina su una scala ben diversa dai conflitti regionali: in Ucraina si combatte una guerra imperialista che ha come obiettivo la ridefinizione degli equilibri interni alla piramide imperialista mondiale in cui uno dei terreni di contesa tra i due blocchi imperialisti in conflitto è rappresentato dai paesi un tempo facenti parte dell’URSS. A tal proposito non sono casuali le proteste europeiste sviluppatesi in Georgia, che rappresenta il principale canale per il trasporto verso l’Europa delle estrazioni in Asia. Prosegue la politica degli USA e dei paesi membri di NATO e UE di sostegno all’Ucraina attraverso l’invio di armi e la politica delle sanzioni, mentre Thierry Breton, membro della Commissione Europea, ha dichiarato che l’Europa deve muoversi verso una “economia di guerra”. A un anno dall’inizio della guerra imperialista in Ucraina, entrambi i campi (la Russia capitalista e l’Ucraina con alle spalle l’alleanza euro atlantica USA-UE-NATO) proclamano ipocritamente di volere la pace, ponendo come prerequisito per l’apertura delle trattative di pace condizioni che coinciderebbero, di fatto, con la sconfitta del campo avversario. Il sostegno economico cinese e la non applicazione delle sanzioni da parte di molti paesi al di fuori di NATO e UE ha permesso alla Russia di sopportare la cessazione delle esportazioni, specialmente di gas, verso l’Europa. In paesi come Italia e Germania, il forte intervento statale a sostegno delle imprese nazionali ha garantito il compattamento della borghesia, nonostante le contraddizioni esistenti, dovute ai legami economici e commerciali con la Russia, danneggiati dalle sanzioni. In Germania, il governo tedesco ha investito circa 200 miliardi di euro per mantenere invariati i costi dell’energia, sopperendo all’aumento dei prezzi con il ricorso al patrimonio pubblico. In Italia, già negli ultimi mesi del governo Draghi sono stati stanziati 66 miliardi e previsti ulteriori sgravi fiscali per le imprese ad alto consumo energetico. Queste politiche sono state mantenute dal governo Meloni, coerentemente con il suo forte orientamento atlantista. In questo contesto, il tentativo della Cina di diventare il principale mediatore diplomatico nel conflitto ucraino e accrescere così il proprio prestigio internazionale, così come la centralità della diplomazia cinese nel processo di ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, confermano le valutazioni contenute nelle tesi del III Congresso Nazionale del FGC, in cui abbiamo identificato la Cina come primo competitor diretto degli Stati Uniti, e la competizione tra USA e Cina per la supremazia nel sistema capitalistico mondiale come principale linea di faglia nello scontro al vertice della piramide imperialista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2. La guerra e le politiche dei centri imperialisti producono nuove ondate migratorie, profughi e rifugiati. </strong>Solo dall’Ucraina, sono 4 milioni i profughi registrati che hanno ottenuto protezione nei paesi UE.  La strage di Cutro, in cui sono morte nel Mediterraneo 91 persone provenienti da diversi paesi &#8211; in gran parte dall’Afghanistan – ha dimostrato nuovamente la disumanità delle politiche migratorie dell’Unione Europea e del governo italiano, che continua in un rimpallo di responsabilità utile a occultare l’evidenza che il salvataggio delle vite non è mai la priorità della gestione dei fenomeni migratori. Il governo di Giorgia Meloni ha cercato di deresponsabilizzarsi utilizzando gli slogan dell’“impedire le partenze” e della “guerra agli scafisti” lavandosi le mani delle proprie responsabilità nei ritardi dei soccorsi in mare; il tutto mentre i suoi esponenti politici e mediatici continuano a ricorrere a una vergognosa operazione di propaganda sulla pelle di centinaia di uomini, donne e bambini annegati, volta alla criminalizzazione con argomenti moralistici e inconsistenti di chi emigra dal proprio paese. Dinanzi a un rafforzarsi di questa retorica, con un governo nazionalista alla guida dell’Italia, riteniamo di dover riaffermare con forza la posizione di netto rifiuto della distinzione – tutta ideologica – tra i profughi e i c.d. “migranti economici”. Questa distinzione arbitraria è una costruzione ideologica che occulta la realtà per cui sono le stesse politiche dei centri imperialisti – dalle politiche di saccheggio operate dai grandi monopoli alla guerra imperialista, che è sempre la “continuazione della politica con altri mezzi” – a costringere a fuggire dal proprio paese e cercare una vita migliore altrove, sia nel caso in cui fuggano dalla guerra e dalla devastazione, sia quando fuggono dalla povertà e dalla miserie generate da quelle politiche e dalla natura predatoria del capitalismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. Un’ondata di scioperi e lotte operaie sta attraversando importanti paesi europei.</strong> In Regno Unito, gli scioperi per l’adeguamento dei salari al costo della vita dopo i lockdown e le politiche di <em>austerity </em>hanno già segnato il record affermandosi come la più grande mobilitazione nel paese dal 2011. In Francia, milioni di proletari scioperano e si mobilitano contro il governo Macron e la riforma che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni. In Turchia le proteste sviluppatesi al seguito del tragico terremoto di febbraio al confine con la Siria hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di proletari che hanno posto sotto accusa il governo nazionalista di Erdogan per la gestione dei soccorsi, per buona parte sopperiti da una rete di solidarietà che ha visto il Partito Comunista di Turchia giocare un ruolo di primo piano. In Grecia, il disastro ferroviario del 1 marzo ha avuto come risposta una grande mobilitazione operaia e popolare, con oltre una settimana di sciopero continuativo nel settore di trasporti e un’enorme mobilitazione nella giornata dell’8 marzo per lo sciopero generale promosso dal PAME, che denuncia le responsabilità delle politiche di privatizzazione dei governi di Nuova Democrazia, Pasok e Syriza. In merito a questi sviluppi, restano valide le valutazioni contenute nelle tesi politiche del III Congresso Nazionale del FGC, a riguardo delle esplosioni di nuovi focolai di lotta di classe in tutto il mondo: “<em>La portata di questi avvenimenti non deve essere sottovalutata dai comunisti. Nella loro diversità e complessità, sono in ultima analisi il prodotto dell’inconciliabilità degli interessi di profitto del capitale con il benessere dei popoli e delle classi oppresse e dimostrano l’esistenza di uno spazio per una nuova avanzata del movimento operaio nel XXI secolo.</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GLI SVILUPPI POLITICI IN ITALIA</strong></p>
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<p><strong>4. Le elezioni amministrative del 12-13 febbraio in Lazio e Lombardia e del 2 e del 3 aprile in Friuli-Venezia Giulia confermano il rafforzamento dei partiti di governo, ma anche l’enorme crescita dell’astensione elettorale da parte dei settori proletari e popolari.</strong> Il crollo dell’affluenza, che, nel caso di Lombardia e Lazio, dal 70% delle regionali 2018 si assesta ora al 40%, testimonia il sentimento diffuso di scollamento, rassegnazione e disillusione da parte di ampi settori della popolazione. Tutti i sondaggi che tengono in considerazione l’estrazione sociale degli elettori evidenziano lo stesso dato: l’astensione è un fenomeno che interessa innanzitutto i settori proletari. Di pari passo con questo fenomeno, il peso elettorale della piccola borghesia cresce proporzionalmente all’astensionismo della classe lavoratrice. L’importanza assunta dalle rivendicazioni dei settori piccolo-borghesi, che riescono a imporre la propria agenda nel dibattito pubblico mentre i lavoratori ne vengono completamente tagliati fuori, va letta anche alla luce di questo dato. Diversamente da quanto avveniva decenni fa, quando la borghesia era costretta a contrapporre ai partiti classisti di massa i <em>suoi</em> partiti di massa funzionali a costruire il consenso tra i settori popolari e proletari (si pensi alla tradizione dei partiti “popolari” o alla stessa Democrazia Cristiana), oggi le proposte e le promesse elettorali dei partiti borghesi si rivolgono in misura predominante alle frange piccolo borghesi, proprio<em> </em>perché queste <em>vanno a votare</em> <em>votano di più.</em></p>
<p>Oltre al fenomeno dell’astensione, almeno altri due dati meritano di essere registrati in un bilancio di queste elezioni.</p>
<p>Il primo è il significato politico della vittoria e rielezione di Attilio Fontana in Lombardia, alla guida della coalizione di centro-destra.  A tre anni dall’esplosione dell’emergenza pandemica in Lombardia e dai morti di Bergamo, tutto sembra essere già stato rimosso dalla memoria collettiva, e le elezioni consegnano la vittoria a chi ha guidato la giunta regionale che porta la responsabilità politica di migliaia di morti, che sarebbero stati evitabili con una gestione diversa dell’emergenza che non desse priorità – come è stato fatto in quei giorni – alla volontà di Confindustria di ritardare le chiusure. Si tratta di un segnale dal considerevole significato, che testimonia per l’ennesima volta che nella società odierna, la “memoria” politica viene totalmente rimossa e si liquefa in un eterno presente, fatto di comunicazione e di rincorsa all’ultimo <em>tweet</em>. Questo dimostra la torsione reazionaria e lo stato putrescente della società capitalistica contemporanea, in cui il tentativo ideologico di presentare la democrazia borghese come la migliore forma possibile di governo stride dinanzi all’evidenza dello svuotamento di significato della partecipazione politica attraverso i suoi stessi istituti, come il voto.</p>
<p>Il secondo dato (per noi) significativo è lo stato di assoluta irrilevanza delle formazioni a sinistra del PD, senza reali differenze qualitative percepibili tra le diverse opzioni in campo. Se il tentativo di riaggregazione delle forze che fanno riferimento al Partito della Sinistra Europea nella coalizione “Unione Popolare” si dimostra poco trainante, ancor più emblematico è in questo senso il risultato del Lazio, in cui i 15,3mila voti di UP (0,88%) vengono superati dai 16,9mila voti del PCI di Mauro Alboresi (0,98%). Una formazione – UP – con addentellati nei sindacati di base, sostenuta da esponenti del mondo accademico e culturale e con endorsement internazionali, prende meno voti di una falce e martello presentata senza alcuna progettualità politica reale al di fuori della mera auto-rappresentazione. È la dimostrazione che <em>siamo a zero</em>, tutti. Che la sinistra “di classe”, nella sua accezione più larga e generale, non va oltre un voto di nicchia e di opinione, identitario, residuale. Se una lezione bisogna trarne, è che non si può più pensare di raschiare il fondo del barile di un patrimonio ormai esaurito, e che la soluzione alla “questione comunista” va oggi ricercata necessariamente <em>al di fuori</em> delle scadenze elettorali e non sollevata sistematicamente e in modo strumentale unicamente in vista di queste scadenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5. Il governo Meloni si conferma garante degli interessi dei monopoli capitalistici dinanzi alla crisi economica e sociale, delle istanze della piccola borghesia impoverita dalla crisi e dei piani imperialisti della NATO e dell’Unione Europea.</strong> Le principali scelte economiche del governo di destra guidato da Giorgia Meloni continuano nel solco delle politiche antipopolari di gestione della crisi portate avanti dal precedente governo di “unità nazionale” guidato da Mario Draghi. L’espressa volontà da parte di Giorgia Meloni di essere pronta a “scelte impopolari” pur di approvare l’agenda di Confindustria trova conferma nelle misure smantellamento del Reddito di Cittadinanza, nella promozione di una legge di bilancio lacrime e sangue per i lavoratori e nella modifica del “Decreto Dignità” con l’ulteriore liberalizzazione dei contratti a termine, rimuovendo ogni pur debole ostacolo e vincolo alle aziende per continuare a prorogare contratti a tempo determinato oltre i 12 mesi. L’approvazione per decreto di uno scudo penale per i reati fiscali, oltre a rappresentare un vero e proprio insulto a tutti i lavoratori dipendenti dalle cui tasche proviene oltre il 70% dell’intero gettito fiscale, rappresenta un ennesimo regalo nei confronti delle imprese morose e degli imprenditori che sull’evasione fiscale basano una buona parte dei propri profitti. Il rinnovato impegno da parte del governo Meloni, che ha visto il voto favorevole anche del Partito Democratico a guida Schlein, a fianco del governo ucraino e di piani imperialisti della NATO e dell’UE con l’invio di nuove armi e finanziamenti a Kiev conferma l’assoluta fedeltà euroatlantica da parte dell’attuale esecutivo che si dice pronto ad aumentare ulteriormente i miliardi destinati alle spese militari. Il fatto che sulla gestione dei fondi del PNRR, e quindi sulla spartizione di miliardi di euro alle imprese e a settori economici strategici, si sia riaccesa un’aspra discussione politica tra governo e opposizione, la stessa che due anni fa aveva portato alla caduta del governo Conte II e all’insediamento di Mario Draghi quale mediatore tra le diverse “fazioni” della borghesia nazionale, conferma la volontà da parte di ogni formazione politica di centro destra e centro sinistra di accreditarsi agli occhi della borghesia italiana quale migliore garante per i loro interessi, rivendicando la propria “ricetta” di gestione del PNRR come più efficace ai fini della tutela degli interessi dei padroni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>6. Sulle aggressioni squadriste a Firenze e le mobilitazioni antifasciste.</strong> Le aggressioni squadriste messe in atto al Liceo Michelangelo di Firenze da un’organizzazione neofascista vicina ai partiti di governo ricorda la dinamica ben nota ai meno giovani di noi, che aveva caratterizzato la quotidianità degli anni dei governi Berlusconi. <em>Le organizzazioni neofasciste attaccano militanti politici ed esponenti del movimento studentesco</em> e beneficiano della complicità e della copertura da parte dei media, del centro-destra istituzionale e delle stesse istituzioni. I giornali hanno mistificato i fatti di Firenze raccontandoli come una “rissa”, in linea con le dichiarazioni imbarazzate degli esponenti del governo Meloni. La prima dichiarazione del Ministro dell’Istruzione nel merito della vicenda è stata, qualche giorno dopo, la critica pubblica a una preside che, all’indomani dell’aggressione, ha diffuso una circolare agli studenti contro “il totalitarismo e la violenza”, accusandola di fare propaganda politica. La risposta militante e combattiva del movimento studentesco a Firenze è un segnale importante, che conferma la giustezza dell’indicazione contenuta nella <em>Risoluzione del Comitato Centrale del FGC “Il governo Meloni e il ruolo dei comunisti in questa fase”,</em> a margine della riflessione critica sull’idea di poter costruire l’opposizione al governo Meloni sul tema dell’antifascismo: “[…] <em>Questo ragionamento non significa in alcun modo dare una valutazione negativa dell’avversione verso il governo che si sviluppa a partire da uno spontaneo sentimento antifascista, che ha un valore particolare in un contesto in cui non si può più considerare maggioritaria la pregiudiziale antifascista. I comunisti devono sicuramente essere in grado di parlare a coloro che potrebbero scendere sul terreno della lotta a partire da questo sentimento, ma non possono fare l’errore di trasformarlo in una strategia che non sarebbe altro che codista, quanto piuttosto hanno il dovere di costruire coscienza di classe su questa base spontanea</em>”. Allo stesso modo, il tentativo del PD e del M5S di utilizzare strumentalmente per propri calcoli politici il tema dell’antifascismo e l’ondata di indignazione sviluppatasi in seguito all’aggressione squadrista di Firenze si è concretizzata nella piazza convocata dalla CGIL, con la partecipazione di tutto il centrosinistra, sabato 4 marzo a Firenze, dimostrando che il generico richiamo all’antifascismo apre la porta proprio agli sforzi di queste forze di riassorbire ogni protesta spontanea nella logica dell’opposizione parlamentare del centro-sinistra. La stessa CGIL che poche settimane dopo ha poi ospitato Giorgia Meloni in occasione del proprio congresso nazionale il 17/03 dimostrando il simultaneo tentativo di accreditarsi nei confronti del governo quale interlocutore responsabile. A questi tentativi noi comunisti dobbiamo rispondere innanzitutto <em>politicamente</em>, con uno sforzo costante per <em>elevare </em>lo stato di coscienza all’interno di una lotta spontanea e nei settori giovanili più attivi. Va rigettata invece la logica opposta, che è quella di chi spera di costruire maggiori consensi abbassando sempre più l’asticella della consapevolezza politica, gridando al fascismo in ogni occasione per ragioni di pure opportunità, senza accorgersi che così facendo si abbandona il terreno e si lascia campo libero al centro-sinistra e ai loro tentativi di presentarsi come unico e principale riferimento politico delle proteste contro il governo Meloni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>7. L’elezione di Elly Schlein alla segreteria del PD rimette in moto quel processo di riarticolazione del centro-sinistra, e più in generale dell’area che si identifica genericamente come “progressista”</strong>, che veniva annunciata già negli anni della segreteria di Zingaretti. “Bisogna cambiare tutto affinché nulla cambi” è la cifra di questa operazione: ripulire l’immagine del Partito Democratico e del centro sinistra costruendo un consenso attorno a un “nuovo” immaginario progressista, affinché il PD possa continuare a proporsi come uno dei principali partiti di potere, garante della “buona amministrazione” del capitalismo italiano e della fedeltà euro-atlantica, ed esecutore delle politiche richieste dai padroni e da Confindustria. Si tratta di un processo che negli ultimi decenni, caratterizzati dalla crisi capitalistica che si riflette anche in crisi di consenso dei sistemi politici borghesi, è stato comune a molti paesi tanto a destra quanto a “sinistra”. La ricostruzione dell’identità politica di un partito già esistente svolge in modo diverso la stessa funzione della nascita di nuovi partiti. Se in decine di paesi le formazioni di destra si sono reinventate per imitazione della “alt-right” statunitense, costruendo quel campo politico che si potrebbe semplicisticamente associare a figure politiche come Donald Trump, Jair Bolsonaro, Marine Le Pen o Viktor Orban, a sinistra un processo simile e speculare avviene sulla scia della tradizione “<em>liberal</em>” e della più recente cultura “<em>woke”,</em> anche queste di matrice statunitense. Se il PD del 2008 fondava la sua identità sulla convergenza dei Democratici di Sinistra con i settori del mondo cattolico, scegliendo significativamente un nome che ricalcava quello dei <em>Dem </em>nordamericani, oggi la “proposta Schlein” oggi è rifondare l’immaginario di questo partito ancorandolo alle tendenze più recenti del progressismo che attinge il suo immaginario dalle <em>identity politics</em>, dai nuovi movimenti femministi e “transfemministi”, dal movimento del <em>Pride</em>, dall’attivismo ecologista, dalle istanze anti-razziste del <em>Black Lives Matter. </em>È giusto descrivere questo processo sulla base del suo immaginario di riferimento perché è questo il vero fulcro dell’operazione Schlein, molto più della “agenda” politica e delle proposte contenute nei programmi. Se nella società capitalistica odierna i corpi intermedi vengono polverizzati in favore di una politica di puro consenso e pura opinione, infatti, è proprio <em>l’immaginario politico collettivo</em> che sostituisce e rimpiazza, per quanto possibile, la partecipazione politica organizzata e cosciente che era stata propria dei partiti di massa nel secolo scorso. L’incarnazione della Schlein di tale visione è premiata soprattutto dai non iscritti al PD, proprio tra questi infatti ha riscosso i voti necessari successo nelle primarie. La “radicalità” che tanti percepiscono nell’operazione Schlein è solo apparente, costruita attorno a simbolismo e nuovi richiami valoriali a fronte di una sostanziale continuità con ciò che il PD ha rappresentato strutturalmente nella società italiana. Visto da fuori, il “nuovo” sistema partitico italiano che vorrebbe contrapposte, giocando ora ad armi pari in fatto di <em>enpowerment</em>, Elly Schlein e Giorgia Meloni – a patto che l’operazione Schlein duri nel tempo &#8211; ricorda davvero i processi simili avvenuti in altri paesi europei. Si pensi alla Spagna, dove a destra si afferma Vox a sinistra Podemos (che oggi governa col PSOE); alla Francia dove all’avanzata di Marine Le Pen a scapito dei repubblicani ha fatto specchio la perdita di consensi del partito socialista in favore di Jean-Luc Melenchon; alla Grecia dove Syriza ha rimpiazzato in tutto e per tutto la funzione social-democratica del Pasok, governando con il partito nazionalista-conservatore Anel. Dal punto di vista dell’apparato del PD si tratta di una scommessa non pienamente condivisa, tanto che il voto degli iscritti avrebbe in realtà premiato Bonaccini. Non c’è quindi da stupirsi che si levino voci di opposizione con l’argomento secondo cui il presunto “radicalismo” della Schlein, che pure è più adatto a intercettare frange di elettorato giovanile, come in parte dimostrato dal voto dei non iscritti, sarebbe però “perdente” e incapace di costruire vero consenso maggioritario. La convivenza con il M5S, che oggi cerca di reinventarsi sulla base di proposte di stampo più marcatamente social-democratico e lavorista, e con i liberali “puri” (Calenda, +Europa…) che erodono “da destra” il bacino elettorale del PD, rappresentano in quest’ottica ulteriori ostacoli alla linea Schlein. Dal nostro punto di vista di comunisti, la presenza di un “nuovo” PD che cercherà di presentarsi alle nuove generazioni come un qualcosa di più radicale e attrattivo, come un punto di riferimento per i giovani attivi nelle manifestazioni studentesche ed ecologiste, rappresenta una “novità” solo per quanto riguarda gli aspetti formali. Nella sostanza, però, il lavoro che abbiamo davanti sarà molto “tradizionale”, rispetto a quello che è stato il compito storico dei comunisti di denuncia agli occhi del proletariato della natura della socialdemocrazia, e del contendere a queste forze il consenso politico e l’egemonia nelle lotte sociali e politiche. Il PD e il centro-sinistra svilupperanno sistematicamente il tentativo di intercettare le mobilitazioni di opposizione al governo, cercando di ri-accreditarsi anche tra gli strati popolari, proprio a partire dalla costruzione di un differente immaginario e dall’affermazione di una fittizia rottura con il precedente corso politico che ha caratterizzato le ultime stagioni di governo. Dovrà essere nostro dovere rispondere facendo luce sulle responsabilità passate e attuali del Partito Democratico, esplicitando come e perché il centro-sinistra non possa in alcun modo rappresentare una soluzione alle contraddizioni generate dal sistema capitalistico, il cui prezzo viene pagato quotidianamente da milioni di giovani degli strati popolari.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL MOVIMENTO DI CLASSE IN ITALIA E LA COSTRUZIONE DELL’OPPOSIZIONE AL GOVERNO E ALLA GUERRA</strong></p>
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<p><strong>8.</strong> <strong>A un anno dall’escalation del 24 febbraio 2022, pesa ancora l’assenza di un vero movimento popolare e di massa contro la guerra, i piani imperialisti della NATO e dell’UE e il governo Meloni</strong>. Nel dibattito pubblico e nel dibattito in seno alle stesse organizzazioni politiche la questione della guerra, pur onnipresente e discussa, appare ampiamente sottovalutata, se misurata alla necessità di comprendere il carattere epocale degli sviluppi dell’ultimo anno e i pericoli che portano con sé.</p>
<p>Nell’occasione dell’anniversario della guerra in Ucraina la condotta del vertice della CGIL, che ha deciso di non organizzare una manifestazione nazionale contro la guerra pur avendola preannunciata poche settimane prima, ha contribuito alla frammentazione delle manifestazioni organizzate da settori del movimento operaio e sindacale nella giornata del 25 febbraio. La scelta di non dedicare la centralità della propria capacità di mobilitazione al tema della guerra preferendo il richiamo a un generico sentimento antifascista, come confermato dalla manifestazione di Firenze del 4 marzo, dimostra la volontà da parte della dirigenza della CGIL di non sollevare eventuali contraddizioni interne al centro sinistra a guida PD, la cui posizione in merito alla guerra in Ucraina è identica a quella del governo di destra.</p>
<p>La manifestazione nazionale lanciata dal Collettivo Autonomo dei Lavoratori Portuali nella città di Genova, a cui il FGC ha partecipato convintamente, ha visto la convergenza nazionale di organizzazioni politiche, sindacali e ha registrato la partecipazione di alcune migliaia di persone. A nostro avviso, sia pur proporzionata al contesto generale e ai rapporti di forza, conferma le potenzialità della classe operaia nell’essere perno e avanguardia della lotta antimperialista. Riteniamo invece errata e fuorviante l’idea che la data di Genova abbia segnato la “nascita di un nuovo movimento nazionale contro la guerra”. Questa affermazione è stata avanzata da alcuni gruppi politici che lavorano dichiaratamente per promuovere nel movimento operaio posizioni favorevoli o accondiscendenti con l’intervento militare russo in Ucraina, con gli slogan del “mondo multipolare” e della “democratizzazione delle relazioni internazionali”, perno della politica estera dei governi di Russia e Cina. Giudichiamo queste posizioni contrarie alla concezione leninista dell’imperialismo e, soprattutto, fuorvianti e pericolose per la classe operaia di tutta Italia ed Europa.</p>
<p>Al contempo, le manifestazioni promosse dal Si Cobas nelle città di Roma, Milano, Bologna e Venezia hanno registrato una partecipazione militante apprezzabile, senza però intercettare una partecipazione spontanea e di massa significativa. La volontà di costruire un movimento di massa di opposizione alla guerra, che abbia il proprio baricentro nella classe lavoratrice, non può accontentarsi di semplici manifestazioni di testimonianza che vedono la partecipazione di qualche centinaio di iscritti, ma deve marciare parallelamente alla volontà di costruire la più ampia unità possibile delle forze di classe sulla base di parole d’ordine condivise contro la guerra, il governo Meloni e il carovita e che possano trovare la loro concretizzazione in manifestazioni comuni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>9. Riteniamo che la preparazione politica e organizzativa del 25 febbraio abbia segnato un passo indietro rispetto a quella della manifestazione nazionale dello scorso 3 dicembre 2022.</strong> Quella piazza, sia pur nella contrapposizione tra diverse opzioni politiche e sindacali, aveva costruito un contesto in cui queste forze potevano confrontarsi, in una di mobilitazione nata dalla convergenza su una giornata di sciopero e che manteneva uniti i settori più coscienti della classe operaia, pur appartenenti a sigle sindacali differenti. Dinanzi alla frammentazione delle scorse settimane, il principio dell’unità nella lotta sul piano delle mobilitazioni di classe merita di essere riaffermato con forza. A un contesto in cui le divisioni politiche esistenti – e non cancellabili – pregiudicano l’unità del movimento operaio e sindacale imponendo la frammentazione, preferiamo la prospettiva delle mobilitazioni operaie, di classe, popolari il più unitarie possibile. È infatti solo su questo terreno che la dialettica tra le posizioni contrapposte può svilupparsi positivamente, spingendo le contraddizioni politiche a risolversi dinanzi a un movimento reale, e non alienandosi da questo. <em>Marciare divisi ma colpire uniti, e chi avrà più filo tesserà.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>10. Dopo le grandi mobilitazioni dell’inverno 2022, il movimento studentesco sta attraversando una fase di riflusso.</strong> Le mobilitazioni contro il governo e l’alternanza scuola-lavoro seguite alla morte di Giuliano De Seta nello scorso autunno non hanno avuto una entità paragonabile a quelle dei primi mesi dell’anno. Similmente, le manifestazioni del 24 febbraio, promosse dal FGC assieme ai settori studenteschi più militanti con lo slogan “<em>soldi all’istruzione, non alla guerra</em>”, sono ben lontane da ciò che la fase attuale richiederebbe. Nell’autocritica costruttiva sulle nostre insufficienze rispetto ai compiti che il FGC si assume e agli sforzi per rilanciare l’agitazione nelle scuole e nelle università, dobbiamo però avere coscienza che non tutto dipende dal fattore del nostro intervento soggettivo e dallo sforzo volontaristico, in presenza di condizioni largamente sfavorevoli come quelle attuali. Da anni il movimento studentesco in Italia rappresenta una delle punte più avanzate e combattive della lotta di massa. In più di un’occasione, la prima mobilitazione nazionale contro un nuovo governo è stata quella degli studenti. Non è un caso quindi il crescente numero di intimidazioni ed episodi repressivi operati da presidi e polizia all’interno delle scuole. Tuttavia, restano altrettanto valide le valutazioni, ribadite anche nelle tesi politiche del nostro III Congresso, per cui le sorti e il carattere del movimento studentesco non sono determinabili per solo sforzo di volontà in assenza di un fronte più ampio di lotta di classe che sia imperniato, come elemento principale e insostituibile, attorno alla presenza di un forte movimento operaio. In questo contesto, ribadendo l’impegno della gioventù comunista nell’attività di propaganda e agitazione tra gli studenti, è opportuno riaffermare la centralità dell’iniziativa politica nella fase attuale. Fatti politici nati da contesti locali come quello della Sapienza o la vicenda di Firenze confermano l’importanza della presenza militante nei contesti sociali, della capacità di intercettare una protesta spontanea nel momento in cui sta per esplodere, e più in generale dell’iniziativa della gioventù comunista che può fare da innesco su una polveriera su cui altrimenti altre forze getteranno acqua. Osserviamo, poi, come la scelta di collettivi e strutture studentesche, anche legate al centrosinistra, di investire ogni sforzo sulle date del FFF e dell’8 marzo abbia fatto emergere anche in quelle occasioni con un calo della partecipazione rispetto agli scorsi anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>11. </strong>Infine, <strong>riaffermiamo interamente l’indicazione della precedente riunione del Comitato Centrale del 4 dicembre 2022</strong>, trasposta nella <em>Risoluzione del CC del FGC sul governo Meloni e i compiti dei comunisti</em>, in merito alla <strong>necessità di</strong> <strong>intensificare i nostri sforzi e il contributo del FGC al processo di ricostruzione comunista in Italia: </strong>«[…] Contribuire alla costruzione in Italia del partito comunista, al processo di condensazione e raggruppamento dei comunisti e delle avanguardie di classe in partito, è uno degli obiettivi fondanti del FGC, ma anche una necessità storica sempre più impellente, che ci viene continuamente sollecitata dalle condizioni oggettive e dalla fase storica e politica che stiamo vivendo. Ogni giorno che tardiamo su questo processo, consegniamo al nemico di classe almeno una parte dei nostri sforzi quotidiani nel lavoro di massa. Siamo ben coscienti che un partito non nasce per auto-proclamazione e che non è sufficiente la semplice ricomposizione senza chiarezza politica. Pensiamo però che sia necessario porre, in forma sempre più pubblica e aperta, il dibattito franco sulla ricostruzione comunista, visto che è sul piano della chiarificazione politica delle posizioni rivoluzionarie che avanza concretamente la costruzione del partito. […] Come seppe fare 10 anni fa il FGC al momento della sua fondazione, è necessario rompere gli indugi, lavorare attivamente al processo di raggruppamento rivoluzionario dei comunisti in Italia. È un processo, che nelle condizioni attuali non può ammettere l’illusione che possa esistere un unico momento risolutivo. È possibile, però, avanzare concretamente, mossi dalla convinzione e dalla consapevolezza che l’orizzonte ultimo della lotta di classe non può esaurirsi nei margini del capitalismo, nell’accettazione dello sfruttamento, della barbarie, della guerra imperialista. La lotta della nostra epoca è la lotta per il socialismo. Senza il partito non solo questa, ma ogni altra lotta è perduta.»</p>
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		<title>Gioventù Comuniste riunite a Sochi: «Continuiamo sulla strada dell&#8217;Ottobre, rafforziamo la nostra lotta per il socialismo»</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2017 12:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunisti]]></category>
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		<description><![CDATA[Comunicato congiunto a conclusione dell&#8217;attività comune delle Organizzazioni Giovanili Comuniste riunite a Sochi durante il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti e dedicata alla Rivoluzione Socialista d&#8217;Ottobre. Continuiamo sulla strada dell’Ottobre Rosso &#8211; Rafforziamo la nostra lotta per il socialismo. Noi, Organizzazioni Giovanili Comuniste di ogni angolo del mondo, in occasione della nostra partecipazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_8926.jpg" rel="lightbox[2471]" title="dsc_8926"><img class="size-large wp-image-2472 aligncenter" title="dsc_8926" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/10/DSC_8926-1024x574.jpg" alt="" width="900" height="504" /></a></em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Comunicato congiunto a conclusione dell&#8217;attività comune delle Organizzazioni Giovanili Comuniste riunite a Sochi durante il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti e dedicata alla Rivoluzione Socialista d&#8217;Ottobre.<span id="more-2471"></span></em></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Continuiamo sulla strada dell’</strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>O</strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>ttobre </strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>R</strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>osso &#8211; </strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>R</strong></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>afforziamo la nostra lotta per il socialismo.</strong></span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Noi, </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">O</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">rganizzazioni </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">G</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">iovanili </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">C</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">omuniste d</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">i</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> ogni angolo del mondo, in occasione della nostra partecipazione al 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, abbiamo tenuto in Russia il 18/10/2017 un&#8217;attività comune dedicata ai 100 anni della Rivoluzione d’Ottobre, dichiarando quanto segue:</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Onoriamo collettivamente i 100 anni dalla Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre! Onoriamo l&#8217;evento storico del XX secolo che ha dimostrato che il capitalismo non è perpetuo ed invincibile, </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">che</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> ha dimostrato che i popoli con la loro lotta possono rovesciare il capitalismo e costruire una società superiore, il socialismo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Onoriamo l&#8217;evento che ha dimostrato che tutti i grandi problemi che oggi i giovani si trovano ad affrontare nel mondo capitalistico, come le guerre imperialiste, il lavoro, i flussi di rifugiati e l&#8217;immigrazione obbligatoria, la crisi capitalistica, lo sfruttamento, la disoccupazione, i diritti del lavoro frantumati, la discriminazione contro le donne, l&#8217;istruzione, la cultura e lo sport, possono essere risolti con la presa di potere della classe operaia, con il rovesciamento rivoluzionario del capitalismo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il rovesciamento del socialismo, la dissoluzione dell&#8217;URSS e la restaurazione del capitalismo in Russia e in altri paesi socialisti non ci spaventano. Dichiariamo con piena convinzione che il XXI secolo sarà il secolo delle nuove rivoluzioni socialiste.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il ghiaccio è stato rotto e la strada è stata aperta, esattamente 100 anni fa! Ora questa strada è davanti a noi! P</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ercorriamola</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> fino alla grande vittoria finale, il socialismo-comunismo.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Continuiamo sulla strada dell’Ottobre rosso. Rafforziamo la nostra lotta comune.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Proletari di tutto il mondo, unitevi!</span></span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria RKSM(b) &#8211; Russia<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Komsomol Leninista della Federazione Russa LKSM &#8211; Russia<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione della Gioventù Comunista FJC – Argentina</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista d&#8217;Austia KJO<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù del Bangladesh BYU<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione degli Studenti del Bangladesh BSU<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista UJC – Brazil</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti del Canada YCLC<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista della Colombia JUCO<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Giovani Socialisti del Partito Socialista Operaio di Croazia YS<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista KSM – Repubblica Ceca<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista dell&#8217;Ecuador JCE<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Socialista Operaia Tedesca SDAJ &#8211; Germania<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti della Gran Bretagna YCL<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista di Grecia KNE<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Giovnetù Comunista del Guatemala JCG<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione della Gioventù dell&#8217;India AIYF<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione della Gioventù Democratica dell&#8217;India DYFI<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti d&#8217;Israele YCLI<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Fronte della Gioventù Comunista FGC &#8211; Italia<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Decmocratica Giordana UJDY &#8211; Giordania<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione dei Giovani Comunisti FJC – Messico</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Federazione degli Studenti Democratici del Pakistan DSFP<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti di Jugoslavia SKOJ – Serbia</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista di Spagna UJCE<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Collettivi dei Giovani Comunisti CJC – Spagna </span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Socialista SYU – Sri Lanka</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione degli Studenti Socialisti SSU – Sri Lanka</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista Rivoluzionaria RKU  &#8211; Svezia</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista di Svizzera KJS<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Unione della Gioventù Comunista Siriana – Gioventù Khaled Bakdash SCYU-KBY<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista di Turchia TKG<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Komsomol Leninista d&#8217;Ucraina LKSMU<br />
</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lega dei Giovani Comunisti LYCUSA</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista del Venezuela JCV</span></span></p>
<p lang="el-GR"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Gioventù Comunista di Danimarca DKU<br />
</span></span></p>
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		<title>Common Announcement of XII Meeting of European Communist Youth Organizations &#8211; Annuncio Comune del XII Incontro delle Gioventù Comuniste Europee</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 09:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The situation of the youth in our countries continues to deteriorate under the weight of the Capital’s unified policy, the EU and their governments. Unemployment, exploitation, insecurity, cutting the rights and protections achieved in years of the workers movement struggles. Education, health and all forms of social support are transformed into new profit fields for]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/03/CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large.jpg" rel="lightbox[1897]" title="CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large"><img class="alignleft size-full wp-image-1903" title="CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/03/CcU-1JPWoAUi9lO.jpg_large.jpg" alt="" width="1024" height="683" /></a>The situation of the youth in our countries continues to deteriorate under the weight of the Capital’s unified policy, the EU and their governments. Unemployment, exploitation, insecurity, cutting the rights and protections achieved in years of the workers movement struggles. Education, health and all forms of social support are transformed into new profit fields for the monopolies and into privileges for those who can afford them. This is the present and the future that capitalism is organizing for the youth of the working class and the popular strata. A present and a future that corresponds to the bourgeoisie need to respond to the capitalist economic crisis trying to increase their profits and their power system.</p>
<p style="text-align: justify;">This dynamic doesn’t know any borders between our countries and is common across the continent. We say clearly to the youth of the working class and the popular strata, that in the context of capitalism we cannot hope for anything better than to become the next generation from whom the bourgeois class is enriched by its work, by its sacrifice, from its blood . Our struggle must start from this condition, developing common struggles appropriate to the current phase to repel the attack and prepare the conditions for the reconstruction of the working movement with a mass participation of youth in order to change the balance of forces.</p>
<p style="text-align: justify;">In the years of the crisis the social inequality has further worsened. On the one hand those who have ownership of the means of production, holding the wealth, and on the other one a huge mass of people who produce that wealth. Through the expansion of the big monopolies at international level, of all the productive sectors, will increase the processes of centralization and concentration of capital in a few hands, and at the same time extends the poverty of the working classes. Youth unemployment is increasing, leaving millions of young people a life of misery. Our enemy is the capitalistic system, the monopoly power, which currently holds the real sovereignty of our lives, and the international imperialist alliances such as the EU and NATO, which are instruments of defense of the interests of Great Capital.<span id="more-1897"></span></p>
<p style="text-align: justify;">The EU and the promoted agreements meets the need of the creation of larger markets without barriers and obstacles to the action of the monopolies. They are presented to young people as achievements and opportunities for a peaceful future, development, progress and prosperity.. Freedom of movement through european countries has nothing to do with these promises, but allows the full freedom movement of capital and the use of immigration as a way to ensure the required workforce and downward competition between workers. Every capitalist state necessarily distinguishes between useful and not useful migrant and has the control over permitting the citizenship. We, as communist youths want to overcome this logic and reject in particular the cuts in asylum rights/restrictive migration policies.  Especially in times of crisis therewith reactionary and neo-fascist forces are strengthening and poisoning the minds of the youth with false myths and new forms of nationalism producing wars among poors that weaken the class struggle. The communist youth reject all forms of racism, always an instrument of division of the oppressed classes, an instrument of submission to the ruling class. We fight all forms of discrimination, we build the unity of the working class and the popular strata giving organization to advance together towards new class conflicts with an objective : the satisfaction of our contemporary needs.</p>
<p style="text-align: justify;">The inter-imperialist contradictions and the uneven development in each country, but also among the world, do not debar the existence of a common process that aims to the general reduction of wages, to the increased of productivity and of the exploitation as the only way to compete with new emerging imperialist centers. The competition for the contention of market control exacerbates scenarios of conflict and is likely to lead the new generations and all humanity once again on the brink of a world war. It is not possible in the imperialist stage of capitalism to reach the peace for the peoples. It will be only the peace with the gun : the imperialist peace, in constant coexistence with the imperialist war, as It shows the history of the last century but also the recent developments in Syria, Ukraine and other fronts around the world. Bourgeois classes are competing each other for the wealth and the energy resources, which transportation will be structured, which imperialist power will finally economically and politically prevail in the region, that couldn’t in anyway mistaken for an international stabilizing factor. The dynamics triggered by the capitalist economic relations is incompatible with the peace that the people need for a future of progress and prosperity for the working class and for the youth. We condemn military actions of our governments, we struggle against plans and the interventions of the imperialist alliances. The future of youth couldn’t be within NATO an EU, we struggle in conflict with every imperialist alliances until their final break. We express our solidarity and we participate in popular movements struggling against the construction of new military bases asking for the end of military spending for imperialist operations. We contribute to the reinforcement of WFDY and the deepening of its anti-imperialist character.</p>
<p style="text-align: justify;">We look with concern to the policy of governments for the rights of youth, whom have as objective all over the continent the interests of the bourgeois class. The changes in the strategy of the education system in each country reflect the needs for flexible workforce and low cost in the near future. Anywhere the access to education follows the class divisions. The European directives and national States create a privileged education systems for the young of the bourgeoisie to whom oppose schools increasingly disqualified and deprived of funding for youth of the working class and the popular strata. In every educational level class barriers are raised and education becomes a privilege and not a right. All statistics agree that our generation will have fewer rights and a lower standard of living than their parents. It is a reality that we already are living, not only in the workplace and in schools, but also in everyday life. The majority of young people today have difficulties to have a dignified existence. Against this condition we must fight to break the passivity of the majority of the young population against the total acceptance of this model of exploitation and misery as a natural order of things and the only views for our future.</p>
<p>It would be wrong facing all this just looking back simply claiming the rights lost in these years. History has shown that any conquest achieved has only partial and temporary value, as long as we do not achieve a complete break with the capitalistic system. As soon as the balance of power, both in individual countries and globally, are aggravated to the detriment of the working class every advance has been systematically erased. The illusion of the social democratic vision and his compromise strategy for the management of bourgeois power, it is now definitely established as loser. Who still pursues this way, in the fact is deceiving the youth of the working class towards solutions that have as unique purpose and result the strengthening of the bourgeoisie power. For this reason, the struggle against opportunism is today more necessary than ever in the labour movement ranks and among the youth. It’s necessary to fight the illusions of reformability of the imperialist alliances (such as the EU and NATO), position advocated today by the new socialdemocratic and opportunistic forces as the European Left. It is an utopia and a fictions that have nothing to do with a real analysis of the role and function of these alliances.</p>
<p style="text-align: justify;">We affirm clearly that our struggle has as objective the construction of a socialist society. Of a system where there are not exploiters and exploited, in which the youth of the working class and popular strata can truly be owner of their destiny. We fight for a society in which we all have a job, right to a dignified existence, to education and universal health care, a house, to the development of our full personality through free access to culture and sport without any economical barrier. Only through the overthrow of capitalism and the construction of socialism-communism these achievements can be realized in a stable and truly universal way.</p>
<p style="text-align: justify;">Today among the society there are already all the material conditions for this to be realized. The extension of the social character of production, which constantly increases, makes the contrast with the capitalist appropriation of wealth increasingly evident. All the necessary needs are provide and satisfy by the workers in every field of our society. It is necessary that the working class and particular the younger generation become aware of the possibility and need for this change. We do not ignore that today the bourgeoisie extends its ideological attack on a large majority of the youth of the popular strata. The victory of the counterrevolution in the USSR and in the socialist countries has certainly played a primary role in this process. The smear campaign conducted against the applied socialism, the attempt of comparison with Nazi-fascism and the creation of the category of totalitarianism (wrong from every point of view), anti-communism and attempting to ban communist parties, communist youth and communist symbols have aims to transmit to the new generation a distorted view of socialism. At the same time the huge media apparatus, cultural and political at disposal of the capitalists have strengthened the possibility of influence they have in exercising their hegemony. But the crisis and the real conditions of life of the youth put today more and more contradictions with the vision provided by the ruling class and its hegemonic apparatus. The main task of the communist youth is exactly to give to the youth of the popular strata consciousness and organization. To conduct an ideological struggle by strengthening and tightening its ranks and building conscious vanguard engaged with militant spirit in the struggle for revolutionary change. This means countering point by point the work of deception carried out in recent years; fight against the individualistic logic, the attitudes of giving up and the passivity now rampant among the young people. Organize through struggles the way for a revolutionary change. We make ours the exhortation that Antonio Gramsci made to the youth &#8221; <em>Educate yourselves because we will need all your intelligence, rouse yourselves because we will need all your enthusiasm, organize yourselves because we will need all your strength.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Aware of this great task, we look to the future with optimism convinced that our age will be an age of great riots and social revolutions. We prepare at all levels to organize activities to celebrate the centenary of the Great Socialist Revolution in 2017, showing the youth the necessity and actuality of socialism, that the society for which we are struggling was realized and we can achieve it again. We declare here in Rome our willingness to continue to work towards a common path, working for the strengthening of our ties to extend the internationalist solidarity and our common struggle for the construction of socialism-communism.</p>
<p style="text-align: justify;">KJO &#8211; Communist Youth of Austria</p>
<p style="text-align: justify;">JCC &#8211; Communist Youth of Catalonia</p>
<p style="text-align: justify;">EDON &#8211; United Democratic Youth Organisation (Cyprus)</p>
<p style="text-align: justify;">Young Socialist –Young Socialists of the Socialist Workers Party of Croatia (Croatia)</p>
<p style="text-align: justify;">KSM &#8211; Communist Youth Union (Czech Republic)</p>
<p style="text-align: justify;">SDAJ &#8211; Socialist German Workers Youth (Germany)</p>
<p style="text-align: justify;">KNE &#8211; Communist Youth of Greece</p>
<p style="text-align: justify;">Left Front – Communist Youth Alliance (Hungary)</p>
<p style="text-align: justify;">FGC &#8211; Front of the Communist Youth (Italy)</p>
<p style="text-align: justify;">JCL -  Communist Youth of Luxembourg</p>
<p style="text-align: justify;">CJB &#8211; Communist Youth Movement (Netherlands)</p>
<p style="text-align: justify;">JCP &#8211; Portuguese Communist Youth</p>
<p style="text-align: justify;">RCYL (b) &#8211; Revolutionary Communist Youth League – Bolshevik (Russia)</p>
<p style="text-align: justify;">SKOJ &#8211; Young Communist League of Jugoslavia (Serbia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJC &#8211; Collectives of Young Communists (Spain)</p>
<p style="text-align: justify;">UJCE &#8211; Communist Youth Union (Spain)</p>
<p>KP &#8211; Communist Youth (Turkey)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il 27 e 28 febbraio scorso si è svolto a Roma il XII MECYO sul tema: &#8220;La lotta e il ruolo dell&#8217;organizzazione giovanile comunista nel movimento rivoluzionario, contro il potere dei monopoli e le associazioni imperialiste. Uniti e organizzati per il futuro socialista &#8220;. Le Gioventù Comuniste che hanno partecipato al XII MECYO invitano i giovani d’Europa a lottare insieme per i nostri bisogni attuali e dichiarano quanto segue:</em></p>
<p style="text-align: justify;">La situazione della gioventù dei nostri paesi continua a peggiorare sotto il peso della politica unitaria del capitale, dell’UE e dei loro governi. Disoccupazione, sfruttamento, precarietà, riduzione dei diritti e delle tutele conquistate in anni di lotte del movimento operaio. L’istruzione, la sanità e ogni forma di assistenza sociale vengono trasformati in nuovi campi di profitto per i monopoli e in privilegi di chi può permetterseli. Questo è il presente ed il futuro che il capitalismo sta organizzando per la gioventù della classe lavoratrice e degli strati popolari. Un presente e un futuro che corrispondono alla necessità della borghesia di rispondere alla crisi economica capitalistica cercando di aumentare il proprio profitto e mantenere il proprio sistema di potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa dinamica non conosce confini tra i nostri paesi ed è comune in tutto il continente. <strong>Diciamo in modo chiaro ai giovani della classe operaia e degli strati popolari che all’interno del capitalismo non possiamo sperare in niente di meglio che diventare la prossima generazione destinata ad arricchire la classe borghese con il proprio lavoro, il proprio sacrificio, il proprio sangue.</strong> La nostra lotta deve partire da questa condizione, sviluppando lotte comuni adeguate alla fase attuale per respingere l’attacco e preparare le condizioni per la ricostruzione del movimento operaio con una partecipazione di massa della gioventù, e per cambiare i rapporti di forza tra le classi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Negli anni della crisi la disuguaglianza sociale si è ulteriormente acuita. Da una parte quelli che detengono la proprietà dei mezzi di produzione e che si appropriano di tutta la ricchezza, dall’altra un’enorme massa di persone che produce quella ricchezza.</strong> Attraverso l’espansione dei grandi monopoli a livello internazionale, in tutti i settori produttivi, aumenteranno i processi di centralizzazione e concentrazione di capitale in poche mani e, allo stesso tempo, si estenderà la povertà delle classi lavoratrici. La disoccupazione giovanile sta aumentando, condannando milioni di giovani ad una vita di miseria. Il nostro nemico è il sistema capitalistico, il potere dei monopoli – che attualmente detengono la reale sovranità sulle nostre vite – e le alleanze imperialiste internazionali come l’UE e la NATO, che sono strumenti di difesa degli interessi del grande capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione Europea e gli accordi promossi corrispondono al bisogno di creare un mercato più ampio e privo di barriere e ostacoli all’azione dei monopoli. Tali unioni e accordi vengono presentati ai giovani come conquiste e opportunità per un futuro di pace, sviluppo, progresso e prosperità. La libertà di spostsamento nel continente europeo non ha niente a che fare con queste promesse, bensì consente la piena libertà di circolazione del capitale e l’utilizzo dell’immigrazione come un modo per soddisfare la richiesta di forza lavoro e innescare la competizione al ribasso tra i lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni stato capitalista necessariamente distingue tra immigrati utili e non utili, e ha il controllo sulla concessione della cittadinanza. Noi, come gioventù comuniste, vogliamo superare questa logica e rifiutare, in particolare, le limitazioni al diritto di asilo e le politiche migratorie restrittive.<br />
Specialmente in tempi di crisi, le forze reazionarie e neo-fasciste si stanno rafforzando e stanno avvelenando le menti della gioventù con falsi miti e nuove forme di nazionalismo, producendo guerre tra poveri che indeboliscono la lotta di classe. <strong>Le gioventù comuniste rifiutano ogni forma di razzismo, che è da sempre uno strumento di divisione delle classi oppresse, uno strumento di sottomissione nelle mani della classe dominante. Lottando contro ogni forma di discriminazione, costruiamo l’unità della classe operaia e degli strati popolari </strong>dandogli organizzazione per avanzare insieme verso nuovi duri conflitti di classe con obiettivo la soddisfazione dei nostri bisogni attuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le contraddizioni inter-imperialistiche e lo sviluppo diseguale all’interno di ogni paese ma anche a livello mondiale, non impedisono l’esistenza di un processo comune che mira alla generale riduzione dei salari, all’aumento della produttività e dello sfruttamento come unico mezzo per competere con i nuovi centri imperialistici emergenti. Una competizione che, nella contesa per il controllo dei mercati, acuisce scenari di conflitto e rischia di portare le nuove generazioni e tutta l’umanità, ancora una volta, sul baratro di una guerra mondiale. <strong>Non è possibile, nella fase imperialista del capitalismo, raggiungere la pace per i popoli. Ci può essere soltanto la pace dei fucili: la pace imperialista, in costante coesistenza con la guerra imperialista</strong>, come mostrato dalla storia dell’ultimo secolo ma anche dai recenti sviluppi in Siria, Ucraina e in altri fronti in tutto il mondo. Le classi borghesi sono in competizione fra loro per la ricchezza, per le risorse energetiche, per il controllo sulle vie di trasporto, per determinare quale potenza imperialista alla fine prevarrà economicamente e politicamente nella regione. Questa competizione non può in alcun modo essere confusa per un fattore di stabilizzazione nel quadro internazionale. Le dinamiche innescate dai rapporti economici capitalistici sono incompatibili con la pace ed il bisogno del popolo di un futuro di progresso e prosperità per la classe operaia e per la gioventù.<strong> Condanniamo, per tanto, gli interventi militari dei nostri governi e combattiamo contro i piani e gli interventi delle alleanze imperialiste. Il futuro della gioventù non può essere dentro la NATO e l’UE. Combattiamo contro ogni alleanza imperialista fino alla rottura finale</strong>; esprimiamo la nostra solidarietà e partecipiamo ai movimenti popolari che lottano contro la costruzione di nuove basi militari, chiedendo che cessino le spese militari per gli interventi imperialisti; contribuiamo al rafforzamento della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY) e all’approfondimento del suo carattere antimperialista.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardiamo con preoccupazione alla politica dei governi sui diritti della gioventù, che hanno come obiettivo comune, in tutto il continente, la tutela degli interessi della classe borghese. I cambiamenti nella strategia di gestione del sistema educativo in ogni paese riflettono la necessità di forza lavoro flessibile e a basso costo nel futuro prossimo. Ovunque l’accesso all’istruzione è ricalca le divisioni di classe. Le direttive europee e gli stati nazionali creano un sistema educativo privilegiato per i giovani di estrazione borghese, al quale si contrappone una scuola sempre più dequalificata e privata di fondi per la gioventù della classe operaia e degli strati popolari. Ad ogni livello di istruzione vengono alzate barriere di classe e l’educazione diventa un privilegio e non più un diritto. Tutte le statistiche concordano che la nostra generazione avrà meno diritti e un tenore di vita più basso rispetto ai propri genitori. Questa è una realtà che già stiamo vivendo, non soltanto nei luoghi di lavoro e nelle scuole, ma anche nella vita di ogni giorno. La maggior parte dei giovani oggi ha difficoltà nel condurre un’esistenza dignitosa. Contro questa condizione dobbiamo combattere per rompere la passività della maggioranza della popolazione giovane, contro la totale accettazione di questo modello di sfruttamento e miseria come naturale ordine delle cose e unica visione per il nostro futuro. Sarebbe sbagliato affrontare tutto questo soltanto guardando indietro e rivendicando i diritti persi in questi anni. <strong>La storia ha dimostrato che ogni conquista ha soltanto un valore parziale e temporaneo fin quando non raggiungeremo una totale rottura con il sistema capitalistico.</strong> Non appena i rapporti di forza, sia nei singoli paesi che a livello globale, si sono aggravati a scapito della classe operaia, ogni avanzamento è stato cancellato in modo sistematico. L’illusione della visione socialdemocratica e la sua strategia per la gestione del potere borghese si sono ormai definitivamente rivelate perdenti. Chi ancora percorre quella strada, di fatto, sta tradendo la gioventù della classe operaia con soluzioni che hanno come unico scopo e risultato il rafforzamento del potere borghese. Per questa ragione, la lotta contro l’opportunismo è oggi più necessaria che mai tra le fila del movimento operaio e nella gioventù. E’ necessario combattere le illusioni di riformabilità delle alleanze imperialiste (come l’UE e la NATO), posizione sostenuta oggi dalle forze opportuniste e della nuova socialdemocrazia come il Partito della Sinistra Europea. È un’utopia e una invenzione che non ha niente a che fare con un’analisi reale del ruolo e della funzione di queste alleanze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi affermiamo con forza e chiarezza che la nostra lotta ha come obiettivo la costruzione di una società socialista, di un sistema, cioè, in cui non esistono sfruttatori e sfruttati, in cui la gioventù della classe lavoratrice e degli strati popolari potrà veramente essere artefice del proprio destino. Lottiamo per una società nella quale tutti abbiamo un lavoro, il diritto ad un’esistenza dignitosa, all’istruzione e all’assistenza sanitaria universale, alla casa, al pieno sviluppo della propria personalità attraverso il libero accesso alla cultura e allo sport senza barriere economiche.</strong> Solo attraverso l’abbattimento del capitalismo e la costruzione del Socialismo-Comunismo queste conquiste potranno essere realizzate in modo stabile e realmente universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella società attuale esistono già tutte le condizioni materiali affinché questo si possa realizzare. L’estensione del carattere sociale della produzione, che aumenta costantemente, rende sempre più evidente la contraddizione con l’appropriazione capitalistica della ricchezza. Tutti i bisogni e le necessità sono soddisfatti dai lavoratori in ogni settore della nostra società. E’ necessario che la classe operaia e in particolare le giovani generazioni, acquisiscano coscienza della possibilità e della necessità di questo cambiamento. Non ignoriamo che oggi la borghesia estende il suo attacco ideologico sulla maggior parte della gioventù degli strati popolari. La vittoria della controrivoluzione in URSS e nei paesi socialisti ha certamente giocato un ruolo primario in questo processo. La campagna denigratoria condotta contro il socialismo reale, il tentativo di equiparazione con il nazi-fascismo e la creazione della categoria dei totalitarismi (incorretta da tutti i punti di vista), l’anticomunismo e il tentativo di messa al bando di partiti comunisti, gioventù comuniste e simboli comunisti hanno lo scopo di trasmettere alla nuova generazione una visione distorta del Socialismo. Allo stesso tempo, i giganteschi apparati mediatici, culturali e politici a disposizione dei capitalisti hanno amplificato la loro capacità di influenza nell’esercitare la loro egemonia. Ma la crisi e le condizioni di vita reali della gioventù pongono oggi sempre più contraddizioni con la visione imposta dalla classe dominante e dal suo apparato di egemonia. <strong>Il principale compito della gioventù comunista, dunque, è precisamente quello di dare alla gioventù degli strati popolari coscienza e organizzazione, di condurre una lotta ideologica per rafforzare e stringere i propri ranghi e costruire un’avanguardia cosciente e animata da spirito militante nella lotta per il cambiamento rivoluzionario.</strong> Questo significa contrastare, punto per punto, l’opera di inganno svolta negli ultimi anni, combattere contro la logica individualista, l’atteggiamento di sconfitta e passività oggi dilagante tra i giovani, organizzare attraverso la lotta il nostro cammino verso un cambiamento rivoluzionario. Facciamo nostra l’esortazione che Antonio Gramsci fece alla gioventù: «<em><strong>Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.»</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Coscienti di questo grande compito, guardiamo al futuro con ottimismo convinti che la nostra epoca sarà un’epoca di grandi rivolte e rivoluzioni sociali. Ci prepariamo ad ogni livello per celebrare il centenario della Grande Rivoluzione Socialista, che cade nel 2017, per mostrare alla gioventù la necessità e l’attualità del Socialismo, che la società per la quale stiamo lottando era stata realizzata e possiamo riuscirci ancora. <strong>Quest’oggi a Roma, noi dichiariamo la nostra volontà di proseguire su un cammino comune, lavorando per rafforzare i nostri legami, estendere la solidarietà internazionalista e la nostra comune lotta per la costruzione del Socialismo-Comunismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>organizzazioni presenti e firmatarie:</em></p>
<p style="text-align: justify;">KJO &#8211; Gioventù Comunista d&#8217;Austria</p>
<p style="text-align: justify;">JCC &#8211; Gioventù Comunista di Catalogna</p>
<p style="text-align: justify;">EDON &#8211; Organizzazione della Gioventù DEmocratica Unita (Cipro)</p>
<p style="text-align: justify;">KSM  &#8211; Unione della Gioventù Comunista (Rep Ceca)</p>
<p style="text-align: justify;">SDAJ &#8211; Gioventù Socialista dei lavoratori Tedeschi (Germania)</p>
<p style="text-align: justify;">KNE &#8211; Gioventù Comunista di Grecia</p>
<p style="text-align: justify;">Fronte di sinistra &#8211; Alleanza della Gioventù Comunista (Ungheria)</p>
<p style="text-align: justify;">FGC &#8211; Fronte della Gioventù Comunista (Italia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJB &#8211; Movimento della gioventù comunista (Paesi Bassi)</p>
<p style="text-align: justify;">JCP &#8211; Gioventù Comunista Portoghese</p>
<p style="text-align: justify;">RCYL(b) &#8211; Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria &#8211; bolscevica (Russia)</p>
<p style="text-align: justify;">SKOJ &#8211; Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia (Serbia)</p>
<p style="text-align: justify;">CJC &#8211; Collettivi dei Giovani Comunisti (Spagna)</p>
<p style="text-align: justify;">UJCE &#8211; Unione delle Gioventù Comuniste (Spagna)</p>
<p style="text-align: justify;">KP &#8211; Gioventù Comunista (Turchia)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>organizzazioni non presenti e firmatarie:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Gioventù Socialista &#8211; Gioventù Socialista del Partito Socialista dei lavoratori di Croazia</p>
<p style="text-align: justify;">JCL &#8211; Gioventù Comunista del Lussemburgo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MESSAGGIO AL X CONGRESSO DELLA UJC (CUBA)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 15:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari compagni, vi invio a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) un fraterno saluto rivoluzionario per il vostro X congresso. Seguiamo con interesse e costante scambio di informazioni le vicende che riguardano Cuba, che è sempre nei nostri cuori come in quelli di tutti i rivoluzionari del mondo. Siamo consapevoli delle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cari compagni,</p>
<p style="text-align: justify;">vi invio a nome del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) un fraterno saluto rivoluzionario per il vostro X congresso. Seguiamo con interesse e costante scambio di informazioni le vicende che riguardano Cuba, che è sempre nei nostri cuori come in quelli di tutti i rivoluzionari del mondo. Siamo consapevoli delle grandi sfide che attendono il futuro del Paese, per migliorare e rafforzare il sistema socialista, per lottare contro l’imperialismo anche quando questo si presenta in modo più subdolo. Una gioventù rivoluzionaria e unita è l’argine più invalicabile per i nemici della rivoluzione, la premessa indispensabile per qualsiasi processo di rafforzamento del socialismo e approfondimento del processo rivoluzionario.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene negli anni passati il socialismo abbia subito nel mondo una battuta d’arresto, oggi sempre più lavoratori, sempre più giovani si accorgono della vera natura del capitalismo. In Italia e in Europa milioni di giovani non hanno lavoro; la maggior parte dei lavoratori sono precari e senza diritti, con salari bassi e orari di lavoro elevati; l’accesso all’istruzione è legato a fattori di classe, sempre più giovani non possono accedervi per i costi delle tasse, dei libri; tutti i diritti conquistati con le lotte del movimento operaio vengono cancellati in nome del profitto, come nel caso della salute. Milioni di famiglie non hanno una casa. Aumenta il consumo di droga e di alcol tra i giovani, le attività sportive e culturali sono soggette in larga parte agli interessi economici dei gruppi privati e non alle necessità dei popoli. La vicenda greca ha dimostrato ancora una volta che le opzioni riformiste sono destinate a fallire e che la premessa per la liberazione dei popoli europei non può attuarsi all’interno di un campo imperialista, ma ha nel disimpegno dall’Unione Europea e dalla Nato, nel ripudio del ricatto del debito pubblico, nella rottura con il potere dei grandi monopoli, la premessa indispensabile per una vera liberazione. <span id="more-1503"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Cari compagni, la gioventù rivoluzionaria di tutto il mondo guarda a Cuba come un esempio. La lotta per la difesa e il miglioramento del sistema socialista è qualcosa che riguarda voi, ma anche tutti noi. I traguardi di Cuba sull’istruzione, la sanità, la qualità della vita sono un chiaro esempio della differenza del sistema socialista per la classe operaia, le masse popolari e la gioventù dei paesi capitalistici. Ogni errore, ogni difetto, ogni inefficienza nel sistema socialista potrà sempre essere corretta fintantoché il potere resterà saldamente nelle mani del popolo, mentre nel capitalismo tutto è legato agli interessi dei grandi monopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La gioventù comunista italiana sarà sempre al vostro fianco nelle battaglie per la difesa del socialismo e per la lotta contro l’imperialismo a partire dal rinnovo del nostro impegno per la fine del bloqueo illegale imposto dagli Stati Uniti. Con Cuba socialista sempre!</p>
<p style="text-align: justify;"> Saluti rivoluzionari,</p>
<p style="text-align: justify;"> Alessandro Mustillo (segretario nazionale FGC)</p>
<p style="text-align: justify;">Roma 17 luglio 2015</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align: justify;">Estimados camaradas,</p>
<p style="text-align: justify;">En nombre del Comité Central del Frente de la Juventud Comunista de Italia (FGC), os envio un fraternal y revolucionario saludo a ocasi<em>ó</em>n de vuestro 10° Congreso. Seguimos con interés y constante intercambio de informaciones los acontecimientos  que ata<em>ñ</em>en a Cuba, que siempre est<em>á</em> en nuestros coraz<em>ones</em> como en los de todos los revolucionarios del mundo. Somos conscientes de los grandes retos que aguardan al Paìs en el porvenir, para mejorar y fortalecer el sistema socialista, para luchar contra el imperialismo también cuando este muestra su cara mas enga<em>ñ</em>osa. Una juventud unida y revolucionaria constituye un <em>vallado infranqueable</em><em> </em>para los enemigos de la revoluci<em>ó</em>n, la condici<em>ón previa</em><em> </em>para cualquier proceso de fortalecimiento del socialismo y profundizaci<em>ón del proceso revolucionario</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Aunque en los a<em>ñ</em>os pasados el socialismo en el mundo haya sufrido un revés, hoy en dìa más y más trabajadores, más y más jóvenes se dan cuenta de la verdadera naturaleza del capitalismo.  En Italia y en Europa millones de jóvenes no tienen trabajo; la mayorìa de los trabajadores se encuentran en condiciones laborales precarias y sin derechos, con salarios bajos y muchas horas de trabajo; <em>el acceso a la educación </em>est<em>á</em> vinculado a factores de clase, y un numero creciente de jóvenes no logra alcanzar los gastos de tasas y libros; todos los derechos conquistados en las luchas por el movimiento obrero son liquidados en nombre de las ganancias del capital, incluso el derecho a la salud. Millones de familias no tienen vivienda; el consumo de droga y alcohol aumenta entre los jóvenes; el deporte y las actividades culturales estan sometidas a los intereses economicos de los grupos privados en vez de las necesidades de los pueblos. Los recientes acontecimientos griegos han demostrado una vez mas que las opciones reformistas son destinadas a fracasar y que la condici<em>ón</em><em> </em><em>previa</em> para la liberaci<em>ó</em>n de los pueblos de Europa no puede realizarse en el marco de una alianza imperialista, sino que la salida de la Union Europea y de la OTAN, la cancelaci<em>ón</em><em> </em><em>unilateral de la deuda publica</em><em>, </em><em>la ruptura con el poder de los grandes monopolios son las</em><em> </em>condici<em>ónes</em><em> </em><em>indispensables para una verdadera liberación</em><em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Estimados camaradas,</p>
<p style="text-align: justify;">La juventud revolucionaria de todo el mundo ve a Cuba como un ejemplo. La lucha en defensa del sistema socialista y para su progreso es algo que  os ata<em>ñe</em>, pero que tambien nos afecta a todos. Los logros de Cuba en materia de educaci<em>ó</em>n, salud y calidad de vida constituyen claros ejemplos de la diversidad del sistema socialista para la clase obrera, las capas populares y la juventud de los paises capitalistas. Cada error, cada defecto, cada ineficiencia en el socialismo puede ser corregida mientras el poder se encuentre establemente en las manos del pueblos. Al contrario, en el capitalismo todo està atado a los intereses de los grandes monopolios.</p>
<p style="text-align: justify;">La juventud comunista italiana siempre estarà a vuestro lado en las batallas en defensa del socialismo y en la lucha contra el imperialismo, a partir de nuestro renovado compromiso para el cese del bloqueo ilegal impesto por EEUU.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Cuba socialista, siempre!</p>
<p style="text-align: justify;">Alessandro Mustillo (Secretario Nacional FGC)</p>
<p style="text-align: justify;">Roma 17 de Julio 2015</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/07/ujc-simbolo.jpg" rel="lightbox[1503]" title="ujc simbolo"><img class="alignleft size-full wp-image-1513" title="ujc simbolo" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2015/07/ujc-simbolo.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a></p>
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		<title>VENEZUELA. FGC: «SOSTEGNO A MADURO, INTENSIFICARE PROCESSO RIVOLUZIONARIO.» </title>
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		<pubDate>Thu, 13 Feb 2014 14:51:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Esprimiamo la nostra solidarietà alla gioventù e al popolo venezuelano contro la violenza orchestrata e prezzolata dall&#8217;imperialismo statunitense con l&#8217;appoggio della borghesia nazionale, che con ogni mezzo ostacola e attacca la rivoluzione bolivariana. Crediamo che il popolo venezuelano abbia la forza necessaria per respingere questo attacco provocatorio. Oggi più che mai è chiaro che questo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esprimiamo la nostra solidarietà alla gioventù e al popolo venezuelano contro la violenza orchestrata e prezzolata dall&#8217;imperialismo statunitense con l&#8217;appoggio della borghesia nazionale, che con ogni mezzo ostacola e attacca la rivoluzione bolivariana. Crediamo che il popolo venezuelano abbia la forza necessaria per respingere questo attacco provocatorio. Oggi più che mai è chiaro che questo sarà possibile solamente intensificando il processo di sviluppo socialista della società e allontanando definitivamente dal paese i gruppi capitalistici nazionali ed internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Commissione internazionale FGC</p>
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		<title>FELICITAZIONI PER LA VITTORIA DI MADURO.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 15:17:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista a nome  di tutti i militanti della nostra organizzazione, esprime la più sincera felicità per l’elezione alla presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela del compagno Nicolas Maduro.Siamo consapevoli dell’importanza di questa vittoria per il popolo venezuelano e per tutte le forze progressiste ed antimperialiste dell’America Latina. Il]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista a nome <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>di tutti i militanti della nostra organizzazione, esprime la più sincera felicità per l’elezione alla presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela del compagno Nicolas Maduro.Siamo consapevoli dell’importanza di questa vittoria per il popolo venezuelano e per tutte le forze progressiste ed antimperialiste dell’America Latina. Il popolo venezuelano ha rinnovato la sua fiducia ad un progetto di cambiamento, nonostante l’enorme campagna condotta ad ogni livello da parte delle forze imperialiste, che puntavano ad un rovesciamento degli equilibri esistenti.Siamo convinti che queste elezioni possano e debbano segnare una tappa ulteriore sulla strada della costruzione del socialismo in Venezuela, che costituiscano un prezioso insegnamento per il futuro e per le imprescindibili necessità che il processo di costruzione del socialismo deve portare con sé. Dal canto nostro, come fatto in questi mesi, continueremo a sostenere senza alcun indugio il processo rivoluzionario nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, iniziato con Hugo Chàvez e che proseguirà con Maduro, coscienti dell’importanza che tale processo riveste non solo per il popolo venezuelano, ma per la libertà dei popoli dell’America Latina, e come esempio per i popoli di tutto il mondo. Ogni tentativo di rovesciare il risultato del voto venezuelano, ogni campagna ed azione imperialista, che miri a destabilizzare la situazione venezuelana, ci vedrà pronti a rispondere in modo militante, per sostenere il legittimo governo venezuelano, ed il processo della rivoluzione bolivariana.</p>
<p>Roma, 15 aprile 2013.</p>
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		<title>INCONTRO CON DELEGAZIONE JPSUV (VENEZUELA).</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 22:40:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Fronte della Gioventù Comunista ha ricevuto oggi una delegazione della Gioventù del Partito Socialista Unito del Venezuela (JPSUV) in occasione del viaggio in Italia di Joan Mora del dipartimento relazioni internazionali della JPSUV – Zulia. Insieme a lui sono stati ricevuti i compagni Roger Rubio, coordinatore JPSUV Italia, Kendry Salazar, Ramon Bueno, Marcel Lacuna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista ha ricevuto oggi una delegazione della Gioventù del Partito Socialista Unito del Venezuela (JPSUV) in occasione del viaggio in Italia di Joan Mora del dipartimento relazioni internazionali della JPSUV – Zulia. Insieme a lui sono stati ricevuti i compagni Roger Rubio, coordinatore JPSUV Italia, Kendry Salazar, Ramon Bueno, Marcel Lacuna del coordinamento italiano della JPSUV. Il Fronte della Gioventù Comunista ha ribadito il proprio appoggio al governo di Hugo Chàvez, la piena solidarietà ai compagni venezuelani contro le menzogne dei media imperialisti. Insieme sono state concordate alcune attività da svolgere nelle scuole e nelle università italiane allo scopo di trasmettere esperienze dirette del processo di costruzione del socialismo in Venezuela e contrastare le falsità propagandate dai media. Il Venezuela è oggi un baluardo della lotta antimperialista e l’esempio che, di fronte alle politiche di macelleria sociale imposte da UE, BCE e FMI, un’altra via è possibile. Sostenere il Venezuela oggi è dovere di ogni rivoluzionario e una campagna di controinformazione che parte dai giovani un nostro preciso impegno di lavoro.</p>
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		<title>LETTERA ALLA JCV PER LA VITTORIA DI CHAVEZ.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 11:45:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla Gioventù Comunista del Venezuela. Compagni e compagne, vi invio le più sentite congratulazioni a nome di tutti i compagni del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) per la vittoria di Hugo Chàvez, a cui avete attivamente contribuito con il vostro lavoro militante. Una vittoria importante per il popolo venezuelano, per tutti i popoli che lottano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla Gioventù Comunista del Venezuela.</p>
<p>Compagni e compagne,</p>
<p>vi invio le più sentite congratulazioni a nome di tutti i compagni del Fronte della Gioventù Comunista (Italia) per la vittoria di Hugo Chàvez, a cui avete attivamente contribuito con il vostro lavoro militante. Una vittoria importante per il popolo venezuelano, per tutti i popoli che lottano contro l’imperialismo e per tutti i lavoratori del mondo, perché dimostra che un popolo può resistere all’attacco della borghesia, anche se questa dispone dell’appoggio di tutte le diplomazie internazionali e di aiuti economici imponenti. In Italia la stampa e i partiti politici parlano di Hugo Chàvez come “un dittatore”, delle sue misure come “populiste”, mentre appoggiano in Parlamento un governo non eletto da nessuno, imposto dall’Unione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla BCE, che massacra le classi popolari in nome degli interessi della finanza e dei grandi monopoli capitalistici. <span id="more-336"></span>Noi tutti abbiamo grandi speranze per l’avvenire del Venezuela, perché il processo rivoluzionario continui e si rafforzi, perché il Venezuela diventi un paese socialista, così come il popolo venezuelano chiede. Perché la dimostrazione di un’alternativa reale, che solo il socialismo può dare è quanto mai essenziale oggi di fronte alla crisi del capitalismo, come esempio di riscossa per i lavoratori di tutto il mondo. Siamo e saremo sempre al vostro fianco in questo processo.</p>
<p>Saluti comunisti</p>
<p>Alessandro Mustillo (segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista)</p>
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