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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; spena</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>UNIVERSITA’. AZIONI FGC AI TEST D’INGRESSO «CONTRO UNIVERSITA’ DI CLASSE».</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 08:01:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«L’università in Italia è sempre più un’università classista» questo ha dichiarato Paolo Spena, Resp . Università del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), organizzazione che in occasione del test di medicina ha promosso una serie di azioni di protesta nelle principali città universitarie. «In tre anni sono 100.000 le immatricolazioni in meno, ma il governo non fa che creare nuove barriere di accesso. Il nuovo ISEE ad esempio, che fa sembrare tutti più ricchi, riduce l’assegnazione delle borse di studio e provocherà una ulteriore perdita di iscritti.» Presi di mira oggi dai militanti FGC i test universitari che secondo Spena «con il pretesto del merito, finiscono per fotografare nella maggior parte questa selezione di classe. La gioventù comunista – conclude la nota – rivendica un’università pubblica accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, inserita in una pianificazione nazionale che consenta il diritto effettivo delle nuove generazioni ad un lavoro senza precarietà. Non è di questi test che abbiamo bisogno, ma di ripensare radicalmente un sistema in cui l’istruzione è una questione di classe e gli indirizzi politici che vengono applicati seguono gli interessi delle imprese e i diktat della UE».</p>
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		<title>SCUOLA. SPENA (FGC): «NO ALLE BRICIOLE DEL GOVERNO, DOMANI STUDENTI IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA»</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 17:01:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Dal governo si aspettavano gli applausi per i fondi previsti dal decreto dello scorso 7 novembre, ma è come se dopo anni in cui ci hanno tolto il pane, dovessimo ringraziare perché ci concedono le briciole» Questo il commento di Paolo Spena, responsabile del Dipartimento Scuola e Università del Fronte della Gioventù Comunista, che preannuncia la mobilitazione studentesca nazionale del 15 novembre.<br />
«Con buona pace del Ministro Carrozza, la matematica è ancora oggi una scienza esatta e i conti non tornano. I tagli programmati per la sola scuola superiore dal 2008 al 2014 ammontano a circa 22 miliardi di euro. Nel 2009 i fondi all&#8217;università erano di 246 milioni. Nel 2011 e 2012 erano di 26 milioni (200 milioni di tagli ogni anno). Nel 2013 il finanziamento annuale scende a 13 milioni. Confrontati con queste cifre, è facile capire come i 450 milioni totali restituiti con questo decreto sotto forma di vari vincoli di destinazione siano assolutamente insignificanti in confronto a ciò che ci è stato tolto in tutti questi anni. Nel 2008 il governo programmò tagli all’istruzione per 8 miliardi e 13 milioni di euro nel biennio 2009-2011. Nel 2011 i tagli stabiliti furono di ulteriori 4,561 miliardi di euro per ciascuno dei tre anni successivi (totale triennio 2012-1024 13,683 milioni). L’ammontare complessivo dei tagli all’istruzione dal 2008 ad oggi è di 21 miliardi e 696 milioni di euro, ovvero circa 50 volte l’ammontare dei fondi restituiti con il decreto del 7 novembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-820"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il FGC «i contestatissimi bonus maturità vengono eliminati, anche se già si parla di forme di tutela per chi ne ha beneficiato. Questo è tutto ciò che ci aspettavamo da questo governo: pezze calde mentre si continua a non voler trattare seriamente problemi come lo stato disastroso dell’edilizia scolastica, preferendo investire sul wi-fi o sugli e-book, che spesso sono un modo per dequalificare il livello degli insegnamenti mentre si sostiene di innalzarlo. Altrettanto inaccettabile è l’indirizzo che il Governo ha scelto di mantenere nei confronti delle scuole private. Finora 800 milioni sono stati regalati all’istruzione paritaria, e il nuovo decreto non ha cambiato nulla. Le scuole pubbliche sono ancora costrette a far quadrare i bilanci pretendendo soldi dalle famiglie, mentre il Ministro Carrozza continua a sostenere che le scuole paritarie svolgono un ruolo importante, e non ne potremmo fare a meno»</p>
<p>«È chiaro che l’intenzione del Governo Letta è quella di tirarci le briciole.» conclude Spena «La nostra intenzione è però ben diversa. Il 15 novembre scenderemo di nuovo in piazza con la parola d’ordine della lotta alla scuola di classe. Ora più che mai è chiaro che l’unica soluzione è rovesciare un sistema che costringe l’istruzione a sottostare alle  logiche del mercato, e che preferisce salvare gli interessi di pochi piuttosto che assicurare un futuro alla nostra generazione. A noi le briciole non bastano.»</p>
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		<title>UNIVERSITA&#8217;: «BONUS TEST INGRESSO, AUMENTA SELEZIONE DI CLASSE»</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 06:04:21 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;">«Il sistema dei bonus nelle valutazioni dei test d’ingresso non farà altro che aumentare il classismo nel sistema di istruzione nazionale» questa la dichiarazione di Paolo Spena, responsabile del dipartimento Scuola e Università del FGC riguardo alla recente introduzione da parte dell’ex-ministro Profumo dei punti bonus nella valutazione dei test d’ingresso nazionali per l’accesso alle Università, calcolati sulla base del voto di diploma. Da quest’anno infatti, in base al voto di diploma, gli studenti che affronteranno i test per accedere a determinate facoltà potranno godere di un bonus compreso fra i 4 e i 10 punti sulla valutazione del test. L’assegnazione di questi punti bonus, accessibili solo ai diplomati con punteggio superiore agli 80 centesimi, avrà però dei parametri diversi a seconda della scuola di provenienza. Questa assegnazione si basa infatti sul conteggio dei percentili, in altre parole ogni studente riceverà un bonus proporzionale al numero di diplomati nella sua scuola che ha superato ottenendo un punteggio maggiore. È evidente la disparità nelle valutazioni che ne conseguirebbe: con un diploma preso in alcune scuole paritarie si potrà addirittura accedere ai 10 punti bonus con un semplice 81, mentre diplomandosi in scuole statali di alto livello e con valutazioni mediamente elevate non si potrà accedere a tutti i 10 punti neanche con un 100 e lode. «Considerato il numero crescente di giovani che cercano di avere accesso alle università a numero chiuso senza riuscirci, un provvedimento del genere non farà che favorire una “migrazione” verso le scuole private, il che significa favorire chi può permettersi di pagare» conclude Spena «il ministro Carrozza ha già tentato una prima rassicurazione nei confronti degli studenti e delle famiglie, ma ciò che è certo è che la volontà di questo sistema di creare una scuola di classe è sempre più evidente.»</p>
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		<title>SCUOLA. «INACCETTABILI I TEST D’INGRESSO PER I LICEI»</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 14:04:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Fronte della Gioventù Comunista condanna qualsiasi iniziativa volta all’allestimento di test di ingresso anche nelle scuole superiori. Sono infatti confermate in questi giorni le notizie di istituti superiori in cui i Presidi hanno voluto tenere i test di ingresso per gli studenti frequentanti la terza media, con l’intenzione di fare selezione “basandosi sul merito”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista condanna qualsiasi iniziativa volta all’allestimento di test di ingresso anche nelle scuole superiori. Sono infatti confermate in questi giorni le notizie di istituti superiori in cui i Presidi hanno voluto tenere i test di ingresso per gli studenti frequentanti la terza media, con l’intenzione di fare selezione “basandosi sul merito”. Un artificio retorico, quello del merito, sempre più comune quando si tratta di precludere il diritto allo studio con lo strumento del numero chiuso. L’idea dei test di ammissione da somministrare a ragazzi che sono ancora in età di istruzione obbligatoria è assolutamente inaccettabile, e il quadro è completo se ci si rende conto che la maggior parte delle scuole che hanno tenuto questi test sono licei, cioè le scuole più costose e che proprio per questo motivo già precludono sempre più spesso l’accesso ai giovani delle fasce popolari.<br />
«I Dirigenti che hanno preso queste iniziative, giustificandole con i problemi oggettivi legati all’inadeguatezza dell’edilizia scolastica, si sono in realtà resi complici del classismo sempre più imperante nel sistema di istruzione pubblica» dichiara Paolo Spena, Responsabile Scuola e Università del Fronte della Gioventù Comunista. «Il Fronte si opporrà con forza a questi test, laddove sarà deciso di tenerli. Contro la scuola di classe la nostra lotta sarà senza tregua.»</p>
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		<title>SCUOLA. «RESPONSABILITÀ DI SCUOLA DI CLASSE NON E&#8217; DEI DOCENTI»</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 19:30:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Nel constatare l’evidenza di una scuola classista, si cerca come al solito di giustificare il tutto aggirando ogni spiegazione di natura economica e politica, questa volta puntando il dito contro gli insegnanti» Questa la dichiarazione di Paolo Spena, Responsabile Scuola e Università del Fronte della Gioventù Comunista, rilasciata in seguito alla recente pubblicazione dell’ultimo studio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Nel constatare l’evidenza di una scuola classista, si cerca come al solito di giustificare il tutto aggirando ogni spiegazione di natura economica e politica, questa volta puntando il dito contro gli insegnanti» Questa la dichiarazione di Paolo Spena, Responsabile Scuola e Università del Fronte della Gioventù Comunista, rilasciata in seguito alla recente pubblicazione dell’ultimo studio dell’OCSE. La ricerca, basata sui test PISA (Programme for International Student Assessment) e pubblicata in questi giorni, afferma che &#8220;gli insegnanti tendono ad attribuire alle ragazze ed agli studenti provenienti da ambiti socio-economici più favorevoli migliori voti a scuola, anche se non hanno una migliore performance, rispetto ai ragazzi e agli studenti provenienti da ambiti socio-economici svantaggiati&#8221;.<br />
Nel constatare quella che è una situazione reale, quella della selezione di classe, si cade però nell’errore di far ricadere la responsabilità sui singoli insegnanti. Si afferma che Italia, per colpa dei docenti, siano penalizzati in sede di valutazione i giovani provenienti dalle classi meno abbienti, e che, sempre per colpa dei docenti, questa penalizzazione abbia ripercussioni future da un lato in quelle che sono le ambizioni dei singoli studenti, e dall’altro sulle loro reali possibilità di accedere all’università.<span id="more-653"></span><br />
Se la presenza di una scuola di classe è una realtà – spiega Spena &#8211; le ragioni sono però assolutamente distanti dalla responsabilità individuale degli insegnanti. Le recenti politiche di smantellamento dell’istruzione pubblica, con tagli scellerati che hanno interessato il finanziamento alle scuole, hanno messo la maggior parte delle famiglie nell’assoluta impossibilità di potersi permettere costose ripetizioni private per i propri figli, mentre sempre più spesso sono del tutto insufficienti i fondi per organizzare in modo adeguato ripetizioni all’interno degli istituti. È facile comprendere come lo studente proveniente da una delle sempre più numerose famiglie in difficoltà economiche sia svantaggiato indipendentemente dall’insegnante che lo valuterà. Le difficoltà nell’entrare all’università, poi, non sono di certo dovute ai voti conseguiti alle scuole superiori: a tenerne conto sono perlopiù le università private, alle quali gli studenti proletari non possono comunque accedere per motivi economici. Sono piuttosto le politiche di selezione attuate con i test d’ingresso che precludono l’accesso alle università pubbliche ai giovani provenienti dagli strati sociali inferiori. A completare il quadro abbiamo il progetto di fondo che accompagna la somministrazione dei test INVALSI, che celano lo scellerato progetto di finanziamento degli istituti in base al “merito”. Se è vero che i peggiori risultati nei test INVALSI sono registrati al Sud, è altrettanto vero che finanziando le scuole con i risultati migliori si contribuirà soltanto ad acuire questa spaccatura, con una complessiva penalizzazione degli studenti delle scuole del Sud Italia.<br />
«Nel complesso» conclude Spena «questi studi evidenziano come la realtà di un sistema di istruzione sempre più classista non possa essere più ignorata neanche dai media. È nostro compito rigettare con forza ogni mistificazione delle motivazioni reali, affinché gli studenti non individuino il nemico negli insegnanti, ma piuttosto nel sistema capitalista per il quale questo modello di scuola non può che essere una necessità. Oggi più che mai, la nostra necessità resta invece quella di cambiare il sistema.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LATINA. «IL FRONTE CONQUISTA LA PRESIDENZA DELLA CONSULTA DEGLI STUDENTI. »</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 16:13:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alle elezioni tenutesi questa mattina il Fronte della Gioventù Comunista ha conquistato la presidenza della consulta provinciale degli studenti di Latina, eleggendo Paolo Spena, rappresentante del Liceo Scientifico Alberti, primo militante del Fronte ad essere eletto a questa carica in Italia.  Un segnale molto importante in una provincia tradizionalmente di destra in un’elezione che ha]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle elezioni tenutesi questa mattina il Fronte della Gioventù Comunista ha conquistato la presidenza della consulta provinciale degli studenti di Latina, eleggendo Paolo Spena, rappresentante del Liceo Scientifico Alberti, primo militante del Fronte ad essere eletto a questa carica in Italia.  Un segnale molto importante in una provincia tradizionalmente di destra in un’elezione che ha visto il nostro candidato conquistare, quattro volte i voti conseguiti da Blocco Studentesco. Il merito va certamente al programma presentato, chiaramente orientato alla difesa della scuola pubblica e alla lotta contro lo scuola di classe. Un programma che parla di caro libri, contributi studenteschi, edilizia scolastica ed impegna la consulta provinciale ad un lavoro d’inchiesta e di lotta in difesa dei diritti degli studenti. A Paolo Spena vanno le congratulazioni di tutta l’organizzazione nazionale e i migliori auguri per il lavoro che lo aspetta.</p>
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		<title>FGC LATINA: «PRESIDE SOSPENDE STUDENTI LISTA SENZA TREGUA»</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 15:03:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È successo venerdì 26 Ottobre al Liceo Scientifico &#8220;L.B. Alberti&#8221; di Minturno. Cinque ragazzi candidati per le elezioni in Consiglio di Istituto nella lista &#8220;Senza Tregua&#8221; sono stati sospesi arbitrariamente dal Dirigente Scolastico Prof. Amato Polidoro il quale, dopo aver visto il programma di candidatura presentato in ogni classe dai candidati e affisso con il]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È successo venerdì 26 Ottobre al Liceo Scientifico &#8220;L.B. Alberti&#8221; di Minturno. Cinque ragazzi candidati per le elezioni in Consiglio di Istituto nella lista &#8220;Senza Tregua&#8221; sono stati sospesi arbitrariamente dal Dirigente Scolastico Prof. Amato Polidoro il quale, dopo aver visto il programma di candidatura presentato in ogni classe dai candidati e affisso con il nastro adesivo nel lato interno delle aule al fianco dei programmi delle altre liste, ha ordinato ai collaboratori scolastici di rimuovere i programmi di quella lista e di prelevare i Registri delle classi dei candidati per apporre su ognuno un&#8217;annotazione in cui si decretano arbitrariamente tre giorni di sospensione con obbligo di frequenza a tutti i candidati per &#8220;affissione non autorizzata di manifesti &#8220;, in violazione al Regolamento Disciplinare che assegna al Consiglio di Classe, e non al Dirigente, la facoltà di sospendere dalle lezioni per un periodo non superiore ai cinque giorni, e a quanto sembra anche in contraddizione con le normative in merito alla propaganda elettorale, che sarebbe autorizzata dal 18° al 2° giorno antecedente le elezioni. Nelle classi restano inoltre affissi i programmi di candidatura delle altre liste, in particolare di una, poichè a detta del Dirigente i candidati di quella lista avrebbero condiviso con lui i punti del programma: nessun candidato delle altre liste ha ricevuto la stessa sanzione, nonostante i loro programmi fossero affissi perfino sulla porta di vetro che dà l&#8217;ingresso all&#8217;edificio. Gli studenti hanno inizialmente reagito con tentativi di occupare l&#8217;ingresso dell&#8217;Aula Magna nella quale doveva tenersi una conferenza.L&#8217;opinione comune di tutti gli studenti dell&#8217;Istituto, confermata dalle dichiarazioni del Dirigente, è che le sospensioni non derivano da alcuna violazione del Regolamento Disciplinare, ma sono al contrario state impartite per i temi trattati nel programma di candidatura che non sarebbero piaciuti al Dirigente poichè troppo &#8220;scomodi&#8221;: superamento dei tetti di spesa nelle adozioni dei libri di testo, contributi scolastici, boicottaggio dei test INVALSI. I ragazzi esprimono perplessità, e si chiedono perchè dovrebbe essere necessario condividere il programma di candidatura con il Dirigente prima di presentarlo agli studenti, che ne sono i destinatari. Il Dirigente, in ogni caso, non avrebbe prove del fatto che siano stati i cinque candidati ad effettuare l&#8217;affissione.  Gli studenti, che non hanno avuto modo di leggere i programmi censurati se non reperendoli via Internet, promettono mobilitazioni. Giunge l&#8217;appoggio dei professori e di alcuni Dirigenti delle scuole del Golfo, che si dicono indignati.</p>
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