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	<title>FGC &#124; Fronte della Gioventù Comunista &#187; università</title>
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	<description>«La gioventù è la fiamma più viva della rivoluzione»</description>
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		<title>Le lacrime di coccodrillo di Emanuele Fiano. Una risposta ragionata</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 16:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Arrivare a questi livelli di ipocrisia era davvero un’impresa ardua. Ma ci sono riusciti. Un’azione di contestazione che i ragazzi del FGC hanno aperto con le parole “non siamo antisemiti, respingiamo l’antisemitismo”, scandite a gran voce in un microfono e udite da tutti, è stata raccontata a reti unificate sui giornali italiani come un “attacco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Arrivare a questi livelli di ipocrisia era davvero un’impresa ardua. Ma ci sono riusciti. Un’azione di contestazione che i ragazzi del FGC hanno aperto con le parole “<em>non siamo antisemiti, respingiamo l’antisemitismo”</em>, scandite a gran voce in un microfono e udite da tutti, è stata raccontata a reti unificate sui giornali italiani come un “attacco antisemita” contro Emanuele Fiano, ex parlamentare del PD ed esponente di “Sinistra per Israele”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fiano, che prima di essere contestato <em>ha parlato per almeno 40 minuti</em>, sarebbe stato <em>messo a tacere perché ebreo</em>. “<em>Come mio padre nel ‘38</em>”, ha aggiunto incredibilmente, con una dose notevole di sfacciataggine. Non c’è una parola più appropriata, quando persino la tragicità della sua vicenda familiare, che lui per primo dovrebbe trattare con rispetto, viene svilita pur di avere un argomento politico spendibile a breve termine contro chi critica Israele, facendo fronte comune con il governo di destra. Scomodando la memoria di suo padre perseguitato dall’OVRA sotto le leggi razziali, Emanuele Fiano insulta la nostra intelligenza, perché <strong>è chiarissimo che è stato contestato per le sue posizioni politiche</strong>. Per dirla in una battuta, Moni Ovadia non avrebbe ricevuto la stessa contestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Fiano lo sa benissimo, anche se finge di non saperlo. Ci sembra piuttosto che <strong>Fiano, che è un politico di lungo corso e tutt’altro che un agnellino, si sia prestato ad un’operazione politica (e mediatica) che ingigantisce una contestazione per finalità ben diverse dall’affermazione di alcuni principi. </strong>È difficile non notare la convergenza di settori del Partito Democratico assieme alle forze del governo di destra nel tentativo di ricompattare un consenso parlamentare attorno alla politica del governo Meloni di difesa di Israele a tutti i costi. In soldoni vediamo questo scenario: la destra cerca di spaccare il PD e il “campo largo” agitando l’accusa di connivenza con settori “antisemiti” contro la segreteria di Elly Schlein; i settori “centristi” e “moderati” del PD fanno lo stesso dall’interno, puntando alla convergenza con chi – come Renzi e Calenda – già è disponibile alla pacificazione con il governo rispetto alla condotta nei confronti di Israele. Il nodo che verrà al pettine sarà, ed è ampiamente prevedibile, il voto coordinato di tutti questi settori in favore del DDL Gasparri contro l’“antisemitismo”. Una legge bavaglio che punta a punire come odio antisemita la critica politica a Israele. Con i fatti di questi giorni, Fiano è, consapevolmente o meno, uno strumento di questa operazione politica, senza nessun imbarazzo nell’incassare immediatamente il sostegno degli eredi politici di coloro che – per davvero – furono complici delle leggi razziali, delle deportazioni e dello sterminio degli ebrei italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, <strong>Emanuele Fiano ha affidato alle colonne del Foglio (</strong><a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2025/10/29/news/fiano-ci-spiega-cosa-avrebbe-voluto-dire-ai-ragazzi-fascisti-che-gli-hanno-impedito-di-parlare--8259478/"><strong>qui l’articolo</strong></a><strong>) un suo sermone ai “ragazzi fascisti che gli hanno impedito di parlare”</strong>. L’articolo è un ottimo spunto per rispondere nel merito a molti degli argomenti che da due giorni imperversano su tutti gli organi di stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di entrare nel merito, però, una precisazione doverosa.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre da due giorni si parla a sproposito di Fiano “silenziato”, la verità è che <strong>sulla stampa Fiano e i “suoi” parlano a reti unificate</strong>. La gioventù comunista viene definita un’organizzazione “antisemita” senza possibilità di contraddittorio e, per ora, di smentita.<strong>  Un numero veramente risibile di organi di informazione ha tenuto in conto il comunicato che esprimeva la nostra posizione, pubblicato peraltro in stralci microscopici, evidentemente per timori legali.</strong><strong> Nessuna trasmissione televisiva ha invitato esponenti del FGC a parlare per esporre le proprie tesi</strong>. Ai cittadini viene proposta un’informazione a senso unico. Se c’è un pericolo di censura è questo! Questo, e <em>non la contestazione di un gruppo di studenti a un ex deputato</em> che esprime delle <em>posizioni quantomeno definibili controverse, come la negazione del genocidio nella striscia di Gaza</em>. <strong>Questo articolo, parafrasando il titolo dell’articolo di Fiano, avrebbe potuto intitolarsi “Il FGC spiega cosa avrebbe voluto dire all’Italia se i giornali gli avessero dato la parola”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fatta questa premessa, entriamo nel merito di alcune cose. Lo facciamo riportando le parole di Fiano, più di quanto lui e i suoi giornali siano disposti a riportare le nostre.</p>
<p style="text-align: justify;">Fiano dice:</p>
<p style="text-align: justify;">“ho provato a spiegare che l’antisionismo, quando nega il diritto all’autodeterminazione di un popolo […] diventa antisemitismo. Se neghi al popolo ebraico ciò che rivendichi per gli altri – il diritto di autodeterminarsi – stai compiendo una discriminazione.”</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo da qui<strong>. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Definire “autodeterminazione del popolo ebraico” ciò che fa Israele equivale a dire che l’invasione hitleriana della Polonia era “autodeterminazione del popolo tedesco”.</em></strong> È autodeterminazione del popolo ebraico il fatto che lo Stato di Israele dichiari apertamente che non esisterà mai uno Stato di Palestina? È autodeterminazione sterminare 70mila persone a Gaza? È autodeterminazione degli ebrei aver costretto la popolazione di Gaza a vivere in un assedio perenne, aver imposto un regime di apartheid nei territori occupati della Cisgiordania? Rivendicare una terra abitata da un altro popolo sulla base di un messianesimo religioso? Il principio di autodeterminazione dei popoli nasce per riconoscere legittimità alle lotte delle popolazioni sottoposte ad occupazioni coloniali. Nel momento in cui si usa per legittimare l’operato di Israele, che da decenni occupa territori al di fuori di qualsiasi forma di legalità sancita dal diritto internazionale si compie un grottesco e inaccettabile ribaltamento della realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione diventa più chiara seguendo lo sviluppo del ragionamento di Fiano:</p>
<p style="text-align: justify;">“Si può contestare, si deve discutere. Si può criticare il governo di Israele, come qualsiasi governo. Ma negare agli ebrei il diritto all’autodeterminazione, <em>cancellare lo stato di Israele dalla carta</em>, impedire la parola a chi non si allinea: questo non è dibattito, è totalitarismo.”</p>
<p style="text-align: justify;">Apriti cielo. Si costruiscono castelli in aria, ma fino a prova contraria qui sulla terra <strong>è lo Stato di Israele a essere sulle carte geografiche, mentre lo Stato di Palestina non c’è</strong>. E non c’è precisamente perché Israele ha deciso di impedire che possa esistere.</p>
<p style="text-align: justify;">A questa obiezione basilare solitamente si sente la stessa risposta “Sì, ma è perché Hamas ha come obiettivo la cancellazione dello Stato di Israele”. Ecco, questo è un esempio da manuale di informazione manipolata e parziale. <strong>Nel programma originale del partito oggi al governo in Israele, il Likud, si leggeva “<em>Il diritto del popolo ebraico alla terra di Israele è eterno e indiscutibile […] tra il Mare e il fiume Giordano ci sarà solo la sovranità israeliana</em></strong>”<a title="" href="file:///C:/Users/tomma/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/B4GFN0NR/Le_lacrime_di_coccodrillo_di_Fiano%5b1%5d.docx#_ftn1">[1]</a>. <strong>In Italia si scrivono fiumi di parole sullo slogan “dal fiume al mare”, che spesso viene urlato nelle manifestazioni per la Palestina, ma si dimentica che questo slogan nasce proprio in Israele e nel piano di cancellare i palestinesi dalla Palestina</strong>. I palestinesi lo hanno fatto proprio di riflesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dimentica anche che le cose sono più complesse della dicotomia tra i “pacifici” e gli “intolleranti” che si vorrebbe raccontare. Anche dal lato palestinese. Ad esempio, quanti sanno che Hamas nel 2017 aveva accettato la prospettiva di uno Stato palestinese nei confini del 1967 e quindi, implicitamente, una soluzione a due Stati?<a title="" href="file:///C:/Users/tomma/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/B4GFN0NR/Le_lacrime_di_coccodrillo_di_Fiano%5b1%5d.docx#_ftn2">[2]</a></p>
<p style="text-align: justify;">È proprio <strong>sulla questione dei “due popoli, due Stati” che si svela l’enorme ipocrisia di fondo </strong>di Fiano e compagnia. Formalmente, proclamano di essere per “due popoli, due Stati”, al punto da aver inserito queste parole anche nel loro nome. Lo dicono, come lo dicono gli USA e l’UE. Ma nei fatti sostengono Israele, e promuovono la sinistra “per Israele”, proprio mentre <strong>l’obiettivo di Israele è cancellare per sempre dalla storia la possibilità di uno Stato palestinese e di una soluzione a due Stati. E la cosa peggiore non è neanche questa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa peggiore è che Israele vuole sì uno Stato unico, ma non è disposto a far sì che sia uno Stato anche per i palestinesi. Non vuole uno stato binazionale, ma uno Stato ebraico chiuso in cui gli “arabi”, come vengono chiamati da quelle parti (negando che esista una nazionalità “palestinese”) saranno al massimo “ospiti”, minoranza, cittadini di serie B. Israele non vuole dare diritti di cittadinanza a milioni di palestinesi, perché teme che diventino la maggioranza. Non vuole una “soluzione” a uno Stato, ma piuttosto una “situazione” a uno Stato, imponendo con la forza, <em>de facto,</em> la sua esistenza esclusiva tra il fiume e il mare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi non si può essere contemporaneamente per “due popoli due Stati” e “per Israele”. Se si è per due Stati, bisogna prendere parola contro Israele</strong>. <strong>Ma questo la “Sinistra per Israele” non lo fa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E no, non basta dirsi contro il governo di Netanyahu. Si tratta di una posizione di comodo, per provare a rendersi più presentabili nel dibattito pubblico e, probabilmente, per lavarsi un po’ la coscienza. Talmente di comodo che negli ultimi mesi persino esponenti del governo di destra, dinnanzi a uno scenario sempre più indifendibile nella Striscia di Gaza, non hanno lesinato critiche al primo ministro israeliano. Dirsi contro il governo di Israele, a favore dell’opposizione di Lapid, che in questi anni ha dato pieno sostegno all’operato dell’esecutivo a Gaza, non rende le proprie posizioni sulla questione palestinese più accettabili, al massimo più ipocrite. Quello che avviene ai palestinesi non è imputabile al fatto che in Israele c’è un governo di destra, ma piuttosto a una strategia condivisa sia dal governo israeliano che dalla sua “opposizione”, espressione delle élite di quel paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove sono le parole di Fiano contro il genocidio dei palestinesi – riconosciuto come tale dalle corti internazionali, dall’ONU, da tutte le ONG umanitarie – compiuto da Israele? Non esistono. Silenzio. Dove sono le parole contro il piano di trasformare Gaza in un protettorato degli USA? Non ci sono, silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>È legittimo o no contestarli pubblicamente per le posizioni politiche che esprimono e per quelle che non esprimono? A nostro avviso, lo era eccome. Era anzi doveroso. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per sviare l’attenzione da questo silenzio imbarazzante, accusano noi di essere intolleranti</strong> e di volere “la cancellazione dello Stato di Israele”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il FGC, in continuità con la posizione assunta dal movimento comunista internazionale, sostiene la nascita e il riconoscimento di uno stato palestinese indipendente e sovrano nei confini del 1967</strong>, con Gerusalemme Est come capitale e la garanzia del diritto al ritorno dei profughi palestinesi.<strong> </strong>Se certi giornali avessero fatto un minimo di inchiesta avrebbero trovato questa posizione nelle nostre dichiarazioni recenti (l’ultima risale a pochissimi giorni fa)<a title="" href="file:///C:/Users/tomma/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/B4GFN0NR/Le_lacrime_di_coccodrillo_di_Fiano%5b1%5d.docx#_ftn3">[3]</a>. Sappiamo bene che non è una prospettiva priva di criticità, anzi. Ma allo stato attuale delle cose, il minimo che si possa fare è ristabilire il diritto internazionale ed esigere che Israele si ritiri all’interno dei confini riconosciuti come legittimi dalle Nazioni Unite. Israele deve smantellare le colonie, rompere l’assedio e permettere la nascita di uno Stato di Palestina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proprio perché non siamo ipocriti, dinanzi alla realtà dell’occupazione e del regime di <em>apartheid</em>, riconosciamo il diritto dei palestinesi a lottare </strong>con tutti mezzi contro l’occupazione illegittima e l’oppressione. Per qualche assurda ragione, nell’Italia che ha conosciuto bene l’occupazione tedesca e la lotta partigiana di liberazione, si fa fatica a riconoscere una prerogativa riconosciuta dal diritto internazionale, cioè il diritto alla resistenza contro un’occupazione. È una cosa tanto semplice che fino a qualche decennio fa era pacifico che venisse ricordata davanti al parlamento dal Presidente del Consiglio italiano e persino dagli esponenti della DC. Negli ultimi anni, invece, proprio le posizioni che si vorrebbero presentare come “silenziate” hanno messo una pressione tale da rendere il riconoscimento di questo diritto qualcosa di difficile anche solo da pronunciare. Praticamente nessuno tra i “politici” lo fa, mentre tra gli intellettuali va riconosciuto il coraggio di averlo fatto a Piergiorgio Oddifreddi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma verrebbe da porgere la seguente domanda: secondo la “Sinistra per Israele”, esattamente, i palestinesi cosa dovrebbero fare? Attendere per grazia divina che Israele smetta di fare quello che sta facendo da decenni? O attendere che uno Stato palestinese venga loro offerto dalla stessa “comunità internazionale” composta dagli alleati storici di Israele? A questo interrogativo non daranno risposta. Ribadiranno banalità come “la violenza è sempre sbagliata” e che quando i palestinesi sparano “passano dalla parte del torto”. Il fatto che tutti i principali partiti politici palestinesi – compresa Fatah, che pure è al governo dell’ANP – abbiano le loro milizie armate, e che la lotta armata palestinese abbia una storia pluridecennale che risale a molto prima della nascita di Hamas, non scalfirà le coscienze della nostra “Sinistra per Israele”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di democrazia</strong>, poi. Fiano dice:</p>
<p style="text-align: justify;">“La libertà di espressione non è un favore concesso agli amici: è la regola che protegge tutti, soprattutto le minoranze e i dissenzienti. Vale per me oggi, varrà per loro domani.”</p>
<p style="text-align: justify;">In Israele i dissidenti vengono perseguitati, sanzionati, espulsi fisicamente dal parlamento appena esprimono dissenso, come accade da tempo al deputato comunista Ofer Cassif, membro del Partito Comunista di Israele (Maki) e di Hadash. Verrebbe da chiedere a Fiano se la sua idea di libertà è quella israeliana. A giudicare dalle richieste di mettere a tacere Francesca Albanese e dall’utilizzo arbitrario dell’accusa di antisemitismo come clava contro il dissenso politico, forse sì. <strong>Fiano invoca la “libertà di parola” e inventa una censura inesistente, mentre non sembra farsi problemi nell’essere uno strumento della destra nazionalista per introdurre una censura vera e pesante.</strong> Il DDL contro l’antisemitismo depositato in Parlamento da Gasparri è uno strumento che verrà utilizzato per mettere a tacere a colpi di denunce per crimini di odio le mobilitazioni in sostegno del popolo palestinese, le agitazioni degli studenti nelle scuole e nelle università, tutti accusati di “antisemitismo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, un’ultima precisazione che ci sta a cuore. Diversi organi di stampa, nel tentativo di attaccare il FGC e di suggerire un accostamento tra i comunisti e l’estrema destra, <strong>ha utilizzato il nome della nostra organizzazione giovanile, il Fronte della Gioventù Comunista, come “prova” di connivenza con l’antisemitismo</strong>, richiamando alla memoria la giovanile del Movimento Sociale Italiano. Curiosamente, chi suggerisce questo accostamento incassa la solidarietà proprio di quelli che nel MSI ci stavano davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, vale la pena ricordare in chiusura che <strong>il Fronte della Gioventù è stato il nome dell’organizzazione giovanile unitaria della resistenza partigiana in Italia. </strong>Fu fondato nel gennaio 1944 proprio da un partigiano ebreo, il comunista Eugenio Curiel, e al suo interno c’erano la FGCI e delle altre giovanili antifasciste. Come avvenne anche con il nome “Ordine Nuovo”, i neofascisti si appropriarono di quella sigla con chiarissimo intento provocatorio. È a quella storia che il FGC si richiamò quando fu fondato nel 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Il richiamo all’esperienza del Fronte della Gioventù fondato da Curiel è utile anche ad evidenziare un fatto più eloquente di tante parole: in quei drammatici anni, nel pieno della lotta contro il mostro nazista che si macchiava delle deportazioni e dell’Olocausto, nessuno propagandava l’idea che per gli ebrei dovesse essere una sorta di obbligo morale ed esistenziale l’adesione al sionismo, come invece avviene oggi. Anzi, tantissimi ebrei come Curiel hanno dato il loro contributo alla lotta partigiana riconoscendosi proprio nell’adesione su base politica ad una lotta che veniva condotta su queste basi contro la discriminazione razziale, anche nel rifiuto della separazione su base etnica e religiosa. A riprova ulteriore della profonda differenza tra l’essere ebrei e aderire politicamente al sionismo.</p>
<p style="text-align: justify;">A chi ci consiglia di “studiare” con i soliti toni paternalistici, consigliamo la “Storia del Fronte della Gioventù nella Resistenza” scritta dal partigiano Primo De Lazzari.</p>
<p style="text-align: justify;">Emanuele Fiano e “Sinistra Per Israele”, tanto vi dovevamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avete scatenato tutta la forza mediatica di cui disponete. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora, se avete il coraggio, visto che vi presentate come “amanti del dialogo”, accettate davvero un confronto politico. </strong></p>
<div><br clear="all" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/tomma/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/B4GFN0NR/Le_lacrime_di_coccodrillo_di_Fiano%5b1%5d.docx#_ftnref1">[1]</a> https://www.jewishvirtuallibrary.org/original-party-platform-of-the-likud-party</p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/tomma/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/B4GFN0NR/Le_lacrime_di_coccodrillo_di_Fiano%5b1%5d.docx#_ftnref2">[2]</a> https://www.aljazeera.com/news/2017/5/2/hamas-accepts-palestinian-state-with-1967-borders</p>
</div>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/tomma/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/B4GFN0NR/Le_lacrime_di_coccodrillo_di_Fiano%5b1%5d.docx#_ftnref3">[3]</a> https://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2025/10/comunicato-ottobre-palestina.pdf</p>
</div>
</div>
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		<title>PROGRAMMA DEL FGC ALLE ELEZIONI CNSU 2025 &#8211; &#8220;Dai un voto alla tua lotta!&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2025 12:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Fronte della Gioventù Comunista sarà candidato al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari con una sua lista in tutte le università d&#8217;Italia. Serve opporsi al governo e al riarmo, o non ci sarà un centesimo per l&#8217;istruzione. Serve una rappresentanza combattiva, che sia un megafono per le lotte degli studenti. Ecco il programma del FGC]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista sarà candidato al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari con una sua lista in tutte le università d&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Serve opporsi al governo e al riarmo, o non ci sarà un centesimo per l&#8217;istruzione. Serve una rappresentanza combattiva, che sia un megafono per le lotte degli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il programma del FGC per le elezioni del 14 e 15 Maggio. Dai un voto alla tua lotta: <a title="PROGRAMMA DEL FGC ALLE ELEZIONI CNSU 2025 – “Dai un voto alla tua lotta!”" href="https://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2025/05/programmaCNSU.pdf " target="_blank">https://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2025/05/programmaCNSU.pdf</a></p>
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		<title>NON CHIAMATELI COMUNISTI. Comunicato sull’aggressione di “Lotta Comunista” contro gli studenti all’Università di Milano.</title>
		<link>https://www.gioventucomunista.it/non-chiamateli-comunisti-comunicato-sullaggressione-di-lotta-comunista-contro-gli-studenti-alluniversita-di-milano/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2024 12:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Da settimane si registrano episodi di provocazione contro il movimento studentesco e da parte della sedicente organizzazione “Lotta Comunista” (LC). Questi episodi sono culminati qualche giorno fa in una vera e propria aggressione, con metodi squadristi, contro gli studenti e le studentesse che portano avanti l’accampata in solidarietà al popolo palestinese all’Università Statale di Milano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da settimane si registrano episodi di provocazione contro il movimento studentesco e da parte della sedicente organizzazione “Lotta Comunista” (LC). Questi episodi sono culminati qualche giorno fa in una vera e propria aggressione, con metodi squadristi, contro gli studenti e le studentesse che portano avanti l’accampata in solidarietà al popolo palestinese all’Università Statale di Milano.</p>
<p>I video dell’aggressione sono diventati di dominio pubblico; vengono utilizzati da esponenti di governo per invocare l’intervento delle forze dell’ordine nelle università e dai giornali filo-governativi per screditare il movimento studentesco pro-Palestina, diffondendo l’idea di una “rissa” tra esponenti dello stesso movimento o, peggio, l’idea che ci sia stato un attacco “dei comunisti” contro gli studenti. È questa narrazione che vogliamo smentire con forza.</p>
<p>Vogliamo segnalare due dati.</p>
<p>Il primo è che le organizzazioni giovanili che si richiamano alla tradizione del movimento operaio e comunista, come il FGC, sono parte integrante del movimento studentesco e delle agitazioni nelle università; in alcuni casi sono tra le principali forze propulsive assieme alle associazioni degli studenti palestinesi.</p>
<p>La seconda è che LC, organizzazione di matrice bordighista nota a chiunque frequenti le università per il suo carattere del tutto assimilabile a quello di una setta religiosa, è in realtà una sigla totalmente estranea al movimento comunista italiano e alle forze di classe più largamente intese.</p>
<p>Pertanto, parlare di “comunisti contro gli studenti pro-pal” è pura macchinazione mediatica.</p>
<p>Le ragioni dell’insofferenza di LC nei confronti del movimento pro-Palestina risiedono proprio nella sua natura politica infantile ed estremistica. LC nega il carattere progressivo della lotta contro l’imperialismo e la guerra imperialista, contro l’occupazione e il genocidio commesso oggi da Israele; ritiene che la liberazione del popolo palestinese dall’oppressione e dall’occupazione sia una causa meramente “nazionalista” e, in quanto tale, impura e reazionaria. L’ideologia di LC, a discapito del suo stesso nome, rifiuta dichiaratamente la necessità della “lotta”, ritenendo utile unicamente la difesa di una presunta purezza dell’ideologia nell’attesa che il moto della storia sviluppi da sé un processo di trasformazione sociale.</p>
<p>Nei giorni antecedenti all’aggressione, LC ha cercato di diffondere volantini apertamente provocatori, in cui “bacchettava” dall’esterno il movimento studentesco, del quale rifiuta di essere parte. Non incontrando terreno favorevole tra gli studenti in mobilitazione, hanno deciso di “passare all’attacco” nella forma che oggi è di dominio pubblico, che purtroppo si somma agli altri episodi di attacchi squadristi contro il movimento di solidarietà alla Palestina, come l’aggressione subita da Chef Rubio.</p>
<p>Le azioni di LC sono oggi un grande favore al governo Meloni e ai circoli filo-israeliani. Un favore che si aggiunge alla lista di esempi storici in cui l’estremismo infantile si è dimostrato uno dei più fedeli alleati della reazione e dello status-quo.</p>
<p>Nel ribadire che il movimento studentesco nelle università deve adottare misure necessarie a evitare di lasciare spazio a ulteriori provocazioni, facciamo appello a tutti affinché non si lasci passare la falsificazione che alcuni media vorrebbero promuovere.</p>
<p>Ribadiamo che i comunisti sono oggi al fianco di tutti gli studenti progressisti e antimperialisti che si schierano dalla parte del popolo palestinese. Denunciano il genocidio che il governo di Israele sta commettendo, così come la complicità degli atenei italiani e del nostro governo, della NATO e dell’UE; denunciamo l’occupazione e il regime di apartheid imposti da Israele nei territori palestinesi; sosteniamo la legittima lotta dei palestinesi per uno Stato libero e indipendente, per il diritto al ritorno dei profughi e rifugiati, per la liberazione dei prigionieri politici.</p>
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		<title>SOLIDARIETÀ ALLA LOTTA DEGLI STUDENTI NEGLI USA. Comunicato della segreteria nazionale del FGC</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2024 08:01:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) sostiene la lotta degli studenti degli Stati Uniti, che da settimane protestano chiedendo la fine del genocidio del popolo palestinese, la fine della compromissione degli USA e delle loro università con le politiche criminali di Israele e dello sterminio in corso nella Striscia di Gaza. I più importanti atenei]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) sostiene la lotta degli studenti degli Stati Uniti, che da settimane protestano chiedendo la fine del genocidio del popolo palestinese, la fine della compromissione degli USA e delle loro università con le politiche criminali di Israele e dello sterminio in corso nella Striscia di Gaza. I più importanti atenei in tutto il paese, assieme a decine e decine di università, sono stati occupati per molti giorni, con una adesione estremamente significativa anche da parte settori del mondo accademico e civile.<br />
La brutale repressione da parte dell’amministrazione USA di Joe Biden, con più di 2000 studenti arrestati nell’ultimo mese e decine di feriti da parte delle forze di polizia, dimostra l’arbitrarietà delle narrazioni che dipingono gli Stati Uniti come il vertice del “mondo libero” e della democrazia globale e, allo stesso tempo, della visione secondo cui una nuova amministrazione guidata dal partito “democratico” americano possa essere un’alternativa all’autoritarismo di Donald Trump.<br />
Condanniamo i brutali atti di repressione da parte delle forze dell’ordine, come quelli avvenuti all’Università della California dove sono stati sparati proiettili di gomma e lacrimogeni contro gli studenti, con più di 130 arresti in una sola notte.<br />
Denunciamo l’escalation di violenza e gli attacchi squadristi da parte delle bande armate organizzate dagli estremisti filo-israeliani, che da giorni agiscono indisturbati contro gli studenti e, al contrario dei manifestanti, godono di ampia tolleranza da parte delle istituzioni e delle forze di polizia.<br />
La lotta degli studenti negli USA ha molti punti di contatto con le agitazioni che da mesi sono in corso in Italia, per denunciare gli accordi di cooperazione tra le università e le aziende belliche coinvolte nel genocidio in corso.<br />
Sottolineiamo l’importanza di queste mobilitazioni che, denunciando i legami economici e strategici tra i monopoli dei nostri paesi e quelli israeliani, svelano la vera natura del sostegno dei nostri governi alle politiche di Netanyahu, le cui ragioni vengono ipocritamente mascherate dagli slogan sulla “lotta al terrorismo” e il “diritto alla difesa di Israele”.<br />
Come dimostra la storia delle storiche proteste di massa contro la guerra in Vietnam, contro l’apartheid in Sudafrica, contro le guerre del Golfo, la mobilitazione popolare e la spinta propulsiva delle nuove generazioni possono dare un contributo fondamentale alla lotta contro la guerra e i piani imperialisti.<br />
Per questo, nel ribadire il sostegno alla lotta degli studenti e alle organizzazioni della gioventù comunista degli Stati Uniti, sottolineiamo la necessità di un rilancio immediato della lotta nel nostro paese, nelle nostre scuole e università, contro il coinvolgimento dell’Italia, del suo governo e delle sue istituzioni, così come dell’UE e della NATO, nel genocidio del popolo palestinese.<br />
La più grande solidarietà che possiamo esprimere a chi oggi lotta negli USA è essere spalla a spalla con loro, nella stessa lotta.</p>
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		<title>TEST MEDICINA, PROTESTE IN TUTTA ITALIA. FGC: «VIA IL NUMERO CHIUSO»</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 08:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giornata dei test di medicina si apre tra le proteste degli studenti, che chiedono l’eliminazione del numero chiuso. Agli ingressi degli atenei di tutta Italia, tra le file dei candidati in attesa di sostenere la prova, la contestazione del Fronte della Gioventù Comunista con uno slogan a caratteri cubitali: “La pandemia lo ha dimostrato,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpg" rel="lightbox[3123]" title="1"><img class="aligncenter size-full wp-image-3124" title="1" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2020/09/1.jpg" alt="" width="1600" height="1200" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="center">La giornata dei test di medicina si apre tra le proteste degli studenti, che chiedono l’eliminazione del numero chiuso. Agli ingressi degli atenei di tutta Italia, tra le file dei candidati in attesa di sostenere la prova, la contestazione del Fronte della Gioventù Comunista con uno slogan a caratteri cubitali: “La pandemia lo ha dimostrato, il numero chiuso va abrogato!”<span id="more-3123"></span></p>
<p style="text-align: left;">La pandemia di COVID-19 ha mostrato le conseguenze disastrose dei tagli e della privatizzazione nella sanità. Durante l’emergenza la mancanza di personale ha costretto i medici a sforzi incredibili in reparti al collasso. Nonostante questo la selezione con i test di ingresso per medicina e professioni sanitarie non viene messa in discussione: quest’anno 66.000 candidati competeranno per poco più di 13.000 posti, e tantissimi altri tenteranno quello per professioni sanitarie il prossimo 8 settembre.</p>
<p style="text-align: left;">«Il governo crede davvero che aggiungendo 5.000 posti solo per quest’anno, si risolverà il problema di un SSN al collasso? I lavoratori della sanità in questi mesi hanno sostenuto il peso di anni di tagli e le carenze di organico moltiplicando i turni e la fatica. Prima tutti li hanno chiamati eroi, ma oggi il sistema del numero chiuso resta in piedi. Non si tratta di cento o mille posti in più, ma di eliminare questa selezione di classe e salvare davvero il SSN», spiega Lorenzo Lang, segretario generale del FGC.</p>
<p style="text-align: left;">«Da tempo si denuncia la mancanza di almeno 50.000 infermieri e di decine di migliaia di medici, tagli sistematici al SSN e sostegno alle cliniche private che lucrano sulla salute e di fronte al virus hanno fatto finta di niente. Proprio il numero chiuso per la facoltà di medicina è una di quelle misure che hanno distrutto la sanità pubblica, tagliando il numero di lavoratori in corsia per favorire la speculazione sulla salute della popolazione intera. Il disastro di questi mesi ci ha dimostrato che serve una sanità davvero pubblica, gratuita e accessibile a tutti»</p>
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		<title>UNIVERSITÀ. «VIA IL NUMERO CHIUSO». PROTESTE FGC IN TUTTA ITALIA CONTRO IL TEST D’INGRESSO</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 08:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, in occasione del test di ingresso di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista ha realizzato azioni di protesta nelle università di tutta Italia, accogliendo gli studenti con lo slogan «Via il numero chiuso – No all’università di classe». Fra tutte spiccano le proteste realizzate nelle università di Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova, Firenze, Napoli,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/09/DSC_2626.jpg" rel="lightbox[2440]" title="dsc_2626"><img class="alignleft size-full wp-image-2441" title="dsc_2626" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/09/DSC_2626.jpg" alt="" width="5755" height="3174" /></a></p>
<p>Oggi, in occasione del test di ingresso di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista ha realizzato azioni di protesta nelle università di tutta Italia, accogliendo gli studenti con lo slogan «Via il numero chiuso – No all’università di classe». Fra tutte spiccano le proteste realizzate nelle università di Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova, Firenze, Napoli, Bari e Palermo.<span id="more-2440"></span></p>
<p>«Per giustificare il numero chiuso si parla sempre di meritocrazia, ma non si tiene conto delle differenze economiche che esistono» – ha dichiarato Paolo Spena, resp. università del FGC – «C’è chi viene da prestigiosi licei del centro e chi da scuole “di serie B”, chi prepara il test con corsi privati da 3000€ e chi passa l’estate a lavorare per pagarsi gli studi. Come si fa a parlare di merito se non si parte dalle stesse condizioni? Questi test, inoltre, servono a tagliare sulla sanità pubblica che oggi è in crisi per mancanza di organico, a tutto vantaggio del privato e in linea coi diktat della UE. Il saldo fra pensionati e neolaureati è negativo e ogni anno si perdono 800 medici mentre l’età media sale. In 10 anni i lavoratori della sanità sono calati di 22mila unità».</p>
<p>«Non è di questi test che gli studenti o l’università hanno bisogno» &#8211; conclude la nota &#8211; «Bisogna invertire la rotta su un’istruzione del tutto asservita a logiche di profitto e interessi privati. La gioventù comunista rivendica un’università pubblica accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, inserita in una pianificazione nazionale che garantisca effettivamente alle nuove generazioni il diritto a un lavoro senza precarietà».</p>
<p>Clicca <a title="qui" href="https://www.facebook.com/pg/FronteDellaGioventuComunista/photos/?tab=album&amp;album_id=1599589823427137">qui</a> per guardare le foto delle azioni di protesta di tutta Italia.</p>
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		<title>NO AL NUMERO CHIUSO DELL’UNIVERSITÀ DI CLASSE. PRONTI A MOBILITARCI!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 15:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A partire da domani, nella giornata del test di ingresso di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista si mobiliterà in tutta Italia con azioni, presidi e volantinaggi nelle principali università italiane. Ci mobiliteremo contro la selezione di classe che con lo slogan della “meritocrazia” si nasconde oggi dietro i test di ingresso, chiamando gli studenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/09/NUMERO-CHIUSO-FGC.jpg" rel="lightbox[2434]" title="numero-chiuso-fgc"><img class="aligncenter size-full wp-image-2435" title="numero-chiuso-fgc" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2017/09/NUMERO-CHIUSO-FGC.jpg" alt="" width="960" height="539" /></a></p>
<p>A partire da domani, nella giornata del test di ingresso di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista si mobiliterà in tutta Italia con azioni, presidi e volantinaggi nelle principali università italiane. Ci mobiliteremo contro la selezione di classe che con lo slogan della “meritocrazia” si nasconde oggi dietro i test di ingresso, chiamando gli studenti e la gioventù alla lotta per un’università pubblica gratuita e accessibile a tutti, non asservita agli interessi dei padroni.<span id="more-2434"></span></p>
<p>Troppo spesso il numero chiuso viene giustificato parlando della necessità di valorizzare il merito. Ma questo slogan è ben lontano dalla realtà. Chi parla di merito non tiene conto delle differenze economiche che esistono, e che si tramutano in vere e proprie barriere nell’accesso all’istruzione. Fra gli studenti che tentano la lotteria del test di ingresso c’è chi viene da prestigiosi licei del centro, e chi viene da istituti tecnici e o professionali, da scuole di periferia e “di serie B”. Una scelta fatta a 14 anni e molto spesso legata alla condizione economica della famiglia, visto che un liceo classico costa il doppio di un istituto professionale. C’è chi si è preparato per il test con corsi privati che arrivano a costare anche 3000€, e chi ha passato l’estate a lavorare per mantenersi gli studi, o per aiutare la famiglia. Il test d’ingresso, lungi dal valorizzare effettivamente il merito, ha l’unico effetto di “fotografare” tutte queste differenze, tramutandosi in un nuovo tassello di una selezione di classe che impedisce ai giovani delle classi popolari di accedere effettivamente ai livelli più alti dell’istruzione. I singoli casi felici di giovani che “ce la fanno” non cambiano questa situazione complessiva. A tutto questo si somma la condotta delle università, che utilizzano i test per estorcere l’ennesima tassa mascherata agli studenti, che spesso non hanno neanche la possibilità economica di iscriversi a tutti i test a cui vorrebbero.<!--more--></p>
<p>Nel caso del test nelle facoltà di medicina e nelle professioni sanitarie, il numero chiuso si lega a doppio filo alle politiche di dismissione dello stato sociale. Spesso si afferma che i medici in Italia sono troppi, ma la verità è che vanno in pensione più medici di quanti non siano i neolaureati, con un saldo finale negativo e un invecchiamento complessivo del personale sanitario. Ogni anno si perdono 800 medici e la metà di quelli attualmente impiegati è over 55. Considerando tutto il personale sanitario, in 10 anni i lavoratori nella sanità (infermieri, ecc) sono diminuiti di 22mila unità, e gli over 55 sono aumentati dal 13% al 31%. Oggi gli ospedali pubblici scontano una grave carenza di personale e sono mandati avanti da questi lavoratori che spesso per il bene dei pazienti accettano turni e orari massacranti.</p>
<p>A tutto questo si somma la realtà che gli studenti troveranno al loro ingresso nell’università. Le tasse universitarie sono salite del 50% in 10 anni. Solo per il caro libri si arriva a spendere 500€ all’anno, con il risultato che laurearsi può arrivare a costare complessivamente anche 10.000€.  Le misure per il diritto allo studio sono del tutto insufficienti, e continua la vergogna degli idonei non beneficiari, cioè degli studenti che anche secondo gli attuali criteri avrebbero diritto ad accedere alle borse di studio, ma a causa della carenza di fondi dovuta ai tagli si vedono negato questo diritto. Nel 2016 gli idonei non beneficiari sono ben 9441. Continua la vergogna dei tirocini gratuiti, con migliaia di studenti costretti a lavorare gratis, sul cui lavoro oggi si regge buona parte della sanità pubblica, in crisi per carenza di personale.</p>
<p>Per tutte queste ragioni l’università italiana è un’università di classe. A partire da domani ci mobiliteremo non solo contro il numero chiuso, ma contro un’università sempre più asservita agli interessi dei padroni e inaccessibile ai giovani delle classi popolari.</p>
<p>La nostra lotta è la lotta per un’università pubblica che sia gratuita e accessibile a tutti. Rivendichiamo per questo l’abolizione delle tasse universitarie, e nell’immediato rimodulazioni per i redditi più bassi (non basta la no tax area annunciata dal Governo, che sa più di spot elettorale che di misura per il diritto allo studio) e l’abolizione delle maggiorazioni per i fuori corso (molti dei quali sono fuori corso perché lavorano). Vogliamo che le borse di studio siano erogate sulla base della condizione economica e che sia abolito il prestito d’onore, perché non ci si può indebitare con le banche per poter studiare spacciando tutto questo per una “opportunità”. Lottiamo per l’abolizione dei tirocini gratuiti, per il riconoscimento di una retribuzione minima e per la garanzia della natura effettivamente formativa dei tirocini obbligatori. Chiediamo che gli edifici di proprietà delle università siano convertiti in alloggi popolari e gratuiti per gli studenti fuori sede; che la possibilità di frequentare una facoltà sia effettivamente garantita attraverso la gratuità dei trasporti pubblici per gli studenti.</p>
<p>Non siamo contrari in astratto a forme di regolamentazione dell’accesso a determinate professioni. Noi vogliamo, ad esempio, che sia effettivamente garantita l’assunzione dei neolaureati, oggi abbandonati alla competizione selvaggia del cosiddetto “mercato del lavoro”. In questo senso è possibile pensare a una forma di programmazione del numero dei laureati, con forme differenti dal test e che deve avere come presupposto l’effettiva possibilità per tutti di accedere all’istruzione indipendentemente dalle barriere economiche. Ma il numero chiuso di oggi non ha nulla a che vedere con tutto questo. È una misura del tutto slegata dal numero di posti di lavoro effettivamente disponibili, legata a interessi ben diversi (la riduzione del personale medico e sanitario va a braccetto con le politiche di dismissione della sanità pubblica a vantaggio di quella privata), e che si tramuta nell’ennesimo elemento di selezione di classe in un’università sempre più preclusa a chi non può permettersela. Contro il numero chiuso, contro questa università di classe voluta dai padroni e dalla UE oggi bisogna lottare, rivendicando un’università diversa, fatta davvero per gli studenti e non asservita agli interessi dei padroni.</p>
<p>VIA IL NUMERO CHIUSO</p>
<p>NO ALL’UNIVERSITÀ DI CLASSE</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PROTESTA IN TUTTA ITALIA CONTRO IL TEST DI MEDICINA. FGC: «NUMERO CHIUSO FUNZIONALE A TAGLIARE SULLA SANITÀ PUBBLICA A VANTAGGIO DEL PRIVATO»</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 11:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, nella giornata dei test di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) ha realizzato azioni di protesta nelle principali città universitarie in cui si teneva il test, fra le quali spiccano Roma, Milano, Torino, Firenze, Palermo e Padova. «Ci raccontano che il numero chiuso serve a valorizzare i meritevoli e a razionalizzare le]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/09/test-medicina-6set.png" rel="lightbox[2027]" title="test-medicina-6set"><img class="alignnone size-full wp-image-2028" title="test-medicina-6set" src="http://www.gioventucomunista.it/wp-content/uploads/2016/09/test-medicina-6set.png" alt="" width="1120" height="584" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa mattina, nella giornata dei test di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) ha realizzato azioni di protesta nelle principali città universitarie in cui si teneva il test, fra le quali spiccano Roma, Milano, Torino, Firenze, Palermo e Padova. «Ci raccontano che il numero chiuso serve a valorizzare i meritevoli e a razionalizzare le risorse, ma nulla potrebbe essere più falso» &#8211; ha dichiarato Paolo Spena, resp. università del FGC &#8211; «Meno medici e infermieri servono e serviranno a chiudere o ridimensionare le strutture sanitarie pubbliche, che oggi sono già mandate avanti da giovani lavoratori, infermieri e specializzandi, che compiono sacrifici enormi accettando turni disumani e straordinari non pagati pur di non arrecare danno ai pazienti. Il tutto è funzionale allo smantellamento della sanità pubblica, che avviene nel contesto della dismissione dello stato sociale imposta da UE, BCE e FMI.»</p>
<p style="text-align: justify;">«Come spesso avviene» – ha continuato Spena &#8211; «la dequalificazione di un servizio pubblico prepara il terreno per la sua privatizzazione: a trarre guadagno da queste politiche sarà infatti la sanità privata. Il numero programmato ha senso se alla base c’è l’idea di pianificare l’inserimento nel mondo del lavoro per i neolaureati, oggi invece si punta a trasformare il diritto alla salute in un lusso per pochi. Noi crediamo che la sanità pubblica debba essere difesa dalle logiche del profitto che dominano questo sistema, svincolata dagli interessi dei grandi gruppi economici, e lottiamo per una società in cui la sanità sia davvero al servizio di tutti».</p>
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		<title>UNIVERSITA’. AZIONI FGC AI TEST D’INGRESSO «CONTRO UNIVERSITA’ DI CLASSE».</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 08:01:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«L’università in Italia è sempre più un’università classista» questo ha dichiarato Paolo Spena, Resp . Università del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), organizzazione che in occasione del test di medicina ha promosso una serie di azioni di protesta nelle principali città universitarie. «In tre anni sono 100.000 le immatricolazioni in meno, ma il governo non fa che creare nuove barriere di accesso. Il nuovo ISEE ad esempio, che fa sembrare tutti più ricchi, riduce l’assegnazione delle borse di studio e provocherà una ulteriore perdita di iscritti.» Presi di mira oggi dai militanti FGC i test universitari che secondo Spena «con il pretesto del merito, finiscono per fotografare nella maggior parte questa selezione di classe. La gioventù comunista – conclude la nota – rivendica un’università pubblica accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, inserita in una pianificazione nazionale che consenta il diritto effettivo delle nuove generazioni ad un lavoro senza precarietà. Non è di questi test che abbiamo bisogno, ma di ripensare radicalmente un sistema in cui l’istruzione è una questione di classe e gli indirizzi politici che vengono applicati seguono gli interessi delle imprese e i diktat della UE».</p>
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		<title>UNIVERSITA&#8217;: «BONUS TEST INGRESSO, AUMENTA SELEZIONE DI CLASSE»</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 06:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGC</dc:creator>
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<p style="text-align: justify;">«Il sistema dei bonus nelle valutazioni dei test d’ingresso non farà altro che aumentare il classismo nel sistema di istruzione nazionale» questa la dichiarazione di Paolo Spena, responsabile del dipartimento Scuola e Università del FGC riguardo alla recente introduzione da parte dell’ex-ministro Profumo dei punti bonus nella valutazione dei test d’ingresso nazionali per l’accesso alle Università, calcolati sulla base del voto di diploma. Da quest’anno infatti, in base al voto di diploma, gli studenti che affronteranno i test per accedere a determinate facoltà potranno godere di un bonus compreso fra i 4 e i 10 punti sulla valutazione del test. L’assegnazione di questi punti bonus, accessibili solo ai diplomati con punteggio superiore agli 80 centesimi, avrà però dei parametri diversi a seconda della scuola di provenienza. Questa assegnazione si basa infatti sul conteggio dei percentili, in altre parole ogni studente riceverà un bonus proporzionale al numero di diplomati nella sua scuola che ha superato ottenendo un punteggio maggiore. È evidente la disparità nelle valutazioni che ne conseguirebbe: con un diploma preso in alcune scuole paritarie si potrà addirittura accedere ai 10 punti bonus con un semplice 81, mentre diplomandosi in scuole statali di alto livello e con valutazioni mediamente elevate non si potrà accedere a tutti i 10 punti neanche con un 100 e lode. «Considerato il numero crescente di giovani che cercano di avere accesso alle università a numero chiuso senza riuscirci, un provvedimento del genere non farà che favorire una “migrazione” verso le scuole private, il che significa favorire chi può permettersi di pagare» conclude Spena «il ministro Carrozza ha già tentato una prima rassicurazione nei confronti degli studenti e delle famiglie, ma ciò che è certo è che la volontà di questo sistema di creare una scuola di classe è sempre più evidente.»</p>
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