Gioventù Comuniste riunite a Sochi: «Continuiamo sulla strada dell’Ottobre, rafforziamo la nostra lotta per il socialismo»

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Comunicato congiunto a conclusione dell’attività comune delle Organizzazioni Giovanili Comuniste riunite a Sochi durante il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti e dedicata alla Rivoluzione Socialista d’Ottobre.

Continuiamo sulla strada dell’Ottobre Rosso – Rafforziamo la nostra lotta per il socialismo.

Noi, Organizzazioni Giovanili Comuniste di ogni angolo del mondo, in occasione della nostra partecipazione al 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, abbiamo tenuto in Russia il 18/10/2017 un’attività comune dedicata ai 100 anni della Rivoluzione d’Ottobre, dichiarando quanto segue:

Onoriamo collettivamente i 100 anni dalla Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre! Onoriamo l’evento storico del XX secolo che ha dimostrato che il capitalismo non è perpetuo ed invincibile, che ha dimostrato che i popoli con la loro lotta possono rovesciare il capitalismo e costruire una società superiore, il socialismo.

Onoriamo l’evento che ha dimostrato che tutti i grandi problemi che oggi i giovani si trovano ad affrontare nel mondo capitalistico, come le guerre imperialiste, il lavoro, i flussi di rifugiati e l’immigrazione obbligatoria, la crisi capitalistica, lo sfruttamento, la disoccupazione, i diritti del lavoro frantumati, la discriminazione contro le donne, l’istruzione, la cultura e lo sport, possono essere risolti con la presa di potere della classe operaia, con il rovesciamento rivoluzionario del capitalismo.

Il rovesciamento del socialismo, la dissoluzione dell’URSS e la restaurazione del capitalismo in Russia e in altri paesi socialisti non ci spaventano. Dichiariamo con piena convinzione che il XXI secolo sarà il secolo delle nuove rivoluzioni socialiste.

Il ghiaccio è stato rotto e la strada è stata aperta, esattamente 100 anni fa! Ora questa strada è davanti a noi! Percorriamola fino alla grande vittoria finale, il socialismo-comunismo.

Continuiamo sulla strada dell’Ottobre rosso. Rafforziamo la nostra lotta comune.

Proletari di tutto il mondo, unitevi!

Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria RCYL(b) – Russia

Komsomol Leninista della Federazione Russa LCYU RF – Russia

Federazione della Gioventù Comunista FJC – Argentina

Unione della Gioventù Comunista d’Austia KJO

Unione della Gioventù del Bangladesh BYU

Unione degli Studenti del Bangladesh BSU

Unione della Gioventù Comunista UJC – Brazil

Lega dei Giovani Comunisti del Canada YCLC

Unione della Gioventù Comunista della Colombia JUCO

Giovani Socialisti del Partito Socialista Operaio di Croazia YS

Unione della Gioventù Comunista KSM – Repubblica Ceca

Gioventù Comunista dell’Ecuador JCE

Gioventù Socialista Operaia Tedesca SDAJ – Germania

Lega dei Giovani Comunisti della Gran Bretagna YCLB

Gioventù Comunista di Grecia KNE

Giovnetù Comunista del Guatemala JCG

Federazione della Gioventù dell’India AIYF

Federazione della Gioventù Democratica dell’India DYFI

Lega dei Giovani Comunisti d’Israele YCLI

Fronte della Gioventù Comunista FGC – Italia

Unione della Gioventù Decmocratica Giordana UJDY – Giordania

Federazione dei Giovani Comunisti FJC – Messico

Federazione degli Studenti Democratici del Pakistan DSFP

Lega dei Giovani Comunisti di Jugoslavia SKOJ – Serbia

Unione della Gioventù Comunista di Spagna UJCE

Collettivi dei Giovani Comunisti CJC – Spagna

Unione della Gioventù Socialista SYU – Sri Lanka

Unione degli Studenti Socialisti SSU – Sri Lanka

Gioventù Comunista Rivoluzionaria RKU  – Svezia

Gioventù Comunista di Svizzera GC

Unione della Gioventù Comunista Siriana – Gioventù Khaled Bakdash SCYU-KBY

Gioventù Comunista di Turchia TKG

Komsomol Leninista d’Ucraina KU

Lega dei Giovani Comunisti LYC – USA

Gioventù Comunista del Venezuela JCV

Gioventù Comunista di Danimarca DKU



STUDENTI IN PIAZZA, FGC: «VOGLIAMO DIRITTI E SALARIO IN ALTERNANZA»

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Giornata di proteste degli studenti in tutta Italia, con manifestazioni in decine di piazze, con cortei nelle principali città italiane come Roma, Milano, Torino, Bologna, Palermo. Studenti in piazza anche in tanti capoluoghi di provincia, fra i quali spiccano città come Vicenza, Padova, Reggio Emilia, Frosinone, Salerno, Lecce e Cosenza.  Nel mirino delle proteste l’alternanza scuola-lavoro e la scuola di classe voluta dai governi e dalla Confindustria. In prima linea nelle mobilitazioni gli studenti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che promuovono spezzoni contro la scuola di classe rivendicando un salario e tutele per gli studenti in alternanza. In diverse città il FGC è stato il principale organizzatore delle manifestazioni.

«L’alternanza scuola-lavoro è fatta su misura per i profitti delle imprese e non per gli studenti» ha dichiarato Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del FGC «Un milione e mezzo di giovani costretti a lavorare senza essere pagati, senza tutele e sotto il ricatto costante dell’esame di maturità. In questo modo si educano gli studenti a un futuro di precarietà e assenza di diritti: è una palestra di sfruttamento! Addirittura usciranno bandi per premiare le imprese che ospiteranno gli studenti, mentre noi continueremo a lavorare gratis. Dal Governo arrivano solo porte chiuse in faccia: evidentemente conta di più la parola della Confindustria che la nostra»

«Oggi abbiamo manifestato rivendicando diritti e una giusta retribuzione per le ore lavorate in alternanza» ha concluso Fiorucci «Vogliamo la piena copertura dei costi della scuola da parte dello Stato, perché ogni studente ha diritto a un’istruzione gratuita. Via subito qualsiasi forma di finanziamento privato agli istituti, che serve solo a piegare le scuole ai bisogni di banche e grandi imprese. Lottiamo per un’istruzione di qualità, per avere garanzie sul nostro futuro e non la promessa di essere sfruttati»


CONTESTATO MARCHIONNE ALL’UNIVERSITÀ DI TRENTO. FGC: «LAUREA AD HONOREM? 110 E LODE IN SFRUTTAMENTO»

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Decine di studenti si sono mobilitati assieme al Fronte della Gioventù Comunista (FGC) per contestare la presenza di Marchionne al Polo Meccatronico di Rovereto, che ospitava oggi la cerimonia di conferimento della laurea ad honorem a Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA. “110 e lode in sfruttamento” è lo slogan lanciato polemicamente dai giovani comunisti, che attaccano la scelta dell’Università di Trento.

«Il rettore parla di un appuntamento accademico per gli studenti e di un importante momento di incontro fra università e impresa, ma in che modo Marchionne può essere d’esempio per gli studenti?» – queste le parole di Nicola Giannini, studente dell’Università di Trento e responsabile locale del FGC – «Marchionne non ha meriti nell’innovazione tecnologica. Il “modello Marchionne” si basa su licenziamenti, sfruttamento dei lavoratori, attacco ai contratti nazionali e ai diritti nel nome della “produttività”. È espressione di un sistema che condanna la nostra generazione a un futuro di precarietà e sfruttamento, proprio non capiamo perché l’università si stia prestando a questa messinscena. L’ennesima dimostrazione di quanto l’università italiana sia asservita agli interessi delle grandi imprese, ben lontani da quelli degli studenti. Uno schiaffo alle migliaia di studenti che saranno i lavoratori di domani».

 


STUDENTI IN PIAZZA IL 13 OTTOBRE. «VOGLIAMO SALARIO E DIRITTI IN ALTERNANZA»

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Oggi l’istruzione pubblica nel nostro paese è sempre più lontana dagli interessi e dai bisogni degli studenti e piegata alle esigenze del profitto di pochi. È una scuola che esclude chi non può permettersi di proseguire gli studi, che sembra più una corsa a ostacoli piuttosto che un percorso veramente formativo. La situazione che viviamo oggi non è frutto del caso o dell’incuria nei confronti del sistema educativo, ma di precise politiche da parte dei governi di centrodestra e centrosinistra che si sono alternati in questi anni. Dalla fine del secolo scorso i più potenti industriali del continente hanno chiesto ai governi, tramite l’Unione Europea, di adattare i sistemi d’istruzione per renderli più competitivi e vicini alle esigenze di flessibilità nel mondo lavorativo. Le riforme che si sono succedute nel nostro paese spingono tutte in questa direzione, e passo dopo passo hanno costruito una scuola sempre più di classe.

Dalla crisi economica del 2008 in poi sono stati tagliati più di 20 miliardi di euro alla scuola, per salvare grandi banche e rispettare i vincoli imposti dall’Unione Europea, oppure per investire nelle spese militari. Il peso di questi tagli in parte è stato scaricato sulle spalle delle famiglie con la sistematica estorsione di contributi “volontari” sempre più alti, dall’altro ha messo in ginocchio le scuole privandole dei fondi essenziali per il funzionamento quotidiano. Nel frattempo il costo dei libri di testo, del materiale scolastico e dei trasporti costringe le nostre famiglie a sborsare migliaia di euro ogni anno. Tutte queste barriere di carattere economico fanno sì che uno studente su sei in Italia non riesca a finire gli studi, e condizionano pesantemente la scelta della scuola superiore in base alle proprie possibilità di partenza. È questo il vero volto della meritocrazia di cui si riempiono la bocca i Ministri di turno, un sistema che premia i figli dei ricchi e lascia indietro chi non ce la fa, mentre lo Stato si svincola dalla propria responsabilità di finanziare completamente l’istruzione.

Questo governo, così come il precedente, parla di “inversione di rotta” rispetto alle politiche di taglio all’istruzione e di maggiore attenzione all’istruzione. A ben vedere gli investimenti e le misure adottate che ci sono stati hanno tutti un denominatore comune, ossia l’asservimento dell’istruzione alle richieste dei padroni. La “Buona Scuola”, una riforma voluta dalla Confindustria per accelerare questo processo, ha dato la possibilità alle aziende di finanziare direttamente gli istituti e di sfruttare il lavoro non pagato degli studenti, dietro l’illusione di maggiori garanzie sul futuro lavorativo dei giovani. Ha segnato un tassello importante

L’alternanza scuola-lavoro obbligatoria è il fulcro attorno al quale ruota questo processo di svendita dell’istruzione pubblica a favore del profitto. Con essa si offre il lavoro gratuito di un milione e mezzo di studenti l’anno al servizio delle imprese, e si regala la possibilità di risparmiare sulla formazione aziendale. Nella maggior parte dei casi gli studenti svolgono le stesse mansioni dei lavoratori assunti, e sono molte le imprese che bloccano le assunzioni e cominciano a licenziare perché possono contare su manodopera a costo zero.

Nelle ultime settimane il Ministro Fedeli ha parlato di attenzione da parte del Governo alle condizioni degli studenti in alternanza, annunciando per l’ennesima volta l’emanazione della fantomatica “Carta dei Diritti e dei Doveri degli studenti in alternanza”. Non ci prendano in giro: se si aspettano due anni dall’introduzione dell’obbligo di svolgere gli stage prima di pubblicare un pezzo di carta e a garantire l’assicurazione agli studenti, significa che non c’è il minimo interesse a tutelare i giovani in alternanza. Per di più la redazione di questa Carta non ha preso in considerazione l’opinione di nessuno studente, ossia chi si trova materialmente obbligato a lavorare. Di fronte a questa situazione non possiamo restare indifferenti: questa alternanza significa sfruttamento del nostro lavoro, ed è ora che rispondiamo compatti a questo attacco. Lottiamo per un giusto salario in base alle ore lavorate, limitazioni agli orari giornalieri e settimanali e diritti effettivi. Battiamoci per introdurre in ogni scuola una commissione paritetica in cui possiamo valutare e scegliere i progetti in base al loro valore formativo.

Vogliamo gridare a gran voce che non è questa la scuola di cui abbiamo bisogno, non è questa l’istruzione che serve a noi futuri lavoratori. Questo è un sistema educativo che ci educa alla precarietà e all’assenza di diritti. È una scuola in cui anche la didattica è modellata sulle esigenze del profitto e viene sempre più dequalificata in nome di competenze specifiche. È un sistema d’istruzione che spinge alla competizione gli istituti per accaparrarsi i finanziamenti, creando scuole di prestigio e abbandonando a loro stessi gli istituti di periferia.

Per questo la gioventù comunista chiama tutti gli studenti a scendere in piazza il 13 ottobre, per dire no a questa scuola di classe e rivendicare un’istruzione diversa. Scioperiamo dall’alternanza scuola-lavoro e dimostriamo che non siamo disposti a chinare la testa, che non saremo i futuri schiavi senza diritti! Organizziamoci da ogni scuola per costruire una grande mobilitazione studentesca, che in tutte le città d’Italia faccia sentire la voce degli studenti che lottano per un presente e un futuro dignitosi, contro una scuola buona solo per il profitto di pochissimi!


UNIVERSITÀ. «VIA IL NUMERO CHIUSO». PROTESTE FGC IN TUTTA ITALIA CONTRO IL TEST D’INGRESSO

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Oggi, in occasione del test di ingresso di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista ha realizzato azioni di protesta nelle università di tutta Italia, accogliendo gli studenti con lo slogan «Via il numero chiuso – No all’università di classe». Fra tutte spiccano le proteste realizzate nelle università di Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova, Firenze, Napoli, Bari e Palermo. Leggi il resto


NO AL NUMERO CHIUSO DELL’UNIVERSITÀ DI CLASSE. PRONTI A MOBILITARCI!

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A partire da domani, nella giornata del test di ingresso di medicina, il Fronte della Gioventù Comunista si mobiliterà in tutta Italia con azioni, presidi e volantinaggi nelle principali università italiane. Ci mobiliteremo contro la selezione di classe che con lo slogan della “meritocrazia” si nasconde oggi dietro i test di ingresso, chiamando gli studenti e la gioventù alla lotta per un’università pubblica gratuita e accessibile a tutti, non asservita agli interessi dei padroni. Leggi il resto


LICEI BREVI, FGC: «NESSUN BENEFICIO PER STUDENTI, MISURA VOLUTA DAI PADRONI»

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«Il liceo breve è una misura voluta dai padroni, senza nessun beneficio per gli studenti». È la dichiarazione di Alessandro Fiorucci, resp. scuola del FGC, in risposta al decreto firmato pochi giorni fa dal Ministro dell’Istruzione che in oltre 100 istituti (licei e tecnici) darà via alla sperimentazione del Liceo breve, ridotto a quattro anni invece che cinque, per l’anno scolastico 2018/2019.

«Da tempo in Italia si racconta che gli studenti sono “svantaggiati” rispetto ai coetanei europei in quanto escono da scuola con un anno di ritardo. Anche volendo prendere per vero questo aspetto, il punto è che nel nostro paese servirebbe prima di tutto ripensare i cicli didattici nel loro complesso, riorganizzando e migliorando la didattica. Il progetto delle superiori in quattro anni va nella direzione opposta, dietro il pretesto di adeguare il sistema educativo italiano agli standard europei. Leggi il resto



UN SUCCESSO LA 4° EDIZIONE DI “GUERRILLA”, IL CAMPEGGIO DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA

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La 4° edizione di Guerrilla, il campeggio estivo organizzato annualmente a Roccella Ionica (RC) dal Fronte della Gioventù Comunista, tenutosi fra il 31 luglio e il 6 agosto, è stata un successo con oltre 150 partecipanti. Un evento importante per la nostra organizzazione, che ha visto tanti giovani, gli stessi che durante l’anno hanno animato e guidato le lotte nelle loro scuole e università, nei loro quartieri e luoghi di lavoro, riuniti in una settimana all’insegna dello svago, dello sport, della cultura e ovviamente della politica su una delle spiagge più belle dello Ionio. Leggi il resto


DICHIARAZIONE DELLE GIOVENTÙ COMUNISTE CONTRO LA REPRESSIONE ANTICOMUNISTA IN RUSSIA

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L’anticomunismo è l’arma del sistema capitalista – Non passerà

Noi, organizzazioni della gioventù comunista di tutto il mondo, sottoscriviamo la seguente risoluzione:

Condanniamo l’arresto e la detenzione del compagno Alexander Batov, membro della segreteria del CC del Partito Comunista Operaio Russo e rappresentante della Lega della Gioventù Comunista Rivoluzionaria (bolscevica) (anche conosciuta come RKSMb) nel Comitato Preparatorio Nazionale russo per il 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti. Leggi il resto


ALTRI 500 MILIONI ALLE SCUOLE PRIVATE. FGC: «INACCETTABILE, FINANZIARE LA SCUOLA PUBBLICA»

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«Ogni euro regalato alle scuole private è uno schiaffo a milioni di famiglie costrette a fare i salti mortali per permettere ai figli di studiare. Patetico il tentativo del Governo di giustificare questo privilegio». Questo ha dichiarato Alessandro Fiorucci, resp. scuola nazionale del FGC, in risposta all’annuncio del trasferimento di 500 milioni di euro alle scuole paritarie da parte del Governo. «La realtà è che i fondi destinati alle scuole private aumentano ogni anno, mentre le scuole pubbliche non potrebbero sopravvivere senza i contributi “volontari” sistematicamente estorti alle famiglie dopo anni di tagli all’istruzione pubblica. Leggi il resto