Studente fuorisede? Ecco le agevolazioni per votare alle europee

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In tempi di elezioni, il dilemma più comune fra gli elettori più giovani è quello del dover tornare a casa per poter votare nel proprio seggio. È un problema che accomuna tutti gli studenti universitari fuori sede, ma niente paura: per tutti i viaggi (treni, navi, aerei) sono previste apposite agevolazioni. Leggi il resto



APPELLO DI 25 GIOVENTÙ COMUNISTE EUROPEE

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Appello comune delle organizzazioni della gioventù comunista d’Europa ai giovani per il rafforzamento della lotta contro il capitalismo e l’Unione Europea, per un’Europa dei popoli e del socialismo

Noi, organizzazioni della gioventù comunista d’Europa che sottoscriviamo questo testo in occasione delle elezioni europee, ci rivolgiamo ai giovani dei nostri paesi che vedono la propria vita peggiorare sempre di più, con i propri sogni schiacciati dalle politiche antipopolari dell’Unione Europea e dei governi.

L’Unione Europea è un’unione di stati il cui obiettivo è servire il grande capitale, assicurando i profitti dei grandi gruppi di imprese europee attraverso l’annientamento dei diritti dei popoli e della gioventù. Leggi il resto



FGC SARÀ PRESENTE ALLE ELEZIONI UNIVERSITARIE NAZIONALI IN TUTTE LE CIRCOSCRIZIONI

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Il Fronte della Gioventù Comunista sarà presente in tutte le circoscrizioni alle elezioni per il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU) del 14 e 15 maggio. Per la prima volta nel nostro paese un’organizzazione giovanile comunista ha raccolto le oltre 5.000 firme necessarie per partecipare a queste elezioni e potrà essere votata dagli studenti in ciascun ateneo italiano. Leggi il resto


23 marzo. Progresso significa costruire un mondo per i lavoratori, non per il capitale.

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Il 23 marzo scenderanno in piazza a Roma i movimenti di lotta contro le grandi opere inutili e per la lotta ai cambiamenti climatici. Il Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista saranno in piazza sostenendo queste giuste battaglie. In particolare riteniamo fondamentale in questo momento storico legare le giuste rivendicazioni ambientali a una prospettiva generale di cambiamento del modello di sistema e evidenziare allo stesso tempo il totale cedimento da parte del Movimento Cinque Stelle alle pressioni dei grandi gruppi capitalistici e la rinuncia ai punti più avanzati e di rottura del proprio programma elettorale. Leggi il resto


Lottare per la salvaguardia ambientale ma non con le multinazionali.

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La lotta per la salvaguardia ambientale e climatica è giusta e necessaria. I giovani delle classi popolari devono far proprie le parole d’ordine del progresso sostenibile, guidato dalle reali necessità dei lavoratori e delle popolazioni e non dalla ricerca della massimizzazione dei profitti e dello sfruttamento incontrollato delle risorse naturali.

Il sistema economico capitalistico per sua natura piega e sottomette ogni questione alle ragioni del profitto e alle logiche del mercato. La tutela dell’ambiente e dell’ecosistema non fa eccezione se diventa un costo e un ostacolo alla produzione e allo sfruttamento, tanto delle risorse quanto dei lavoratori. Questo sistema si dimostra incompatibile con il soddisfacimento delle necessità e degli interessi reali delle classi popolari, nemico del progresso per l’umanità intera.

La questione ambientale è un tema sempre più all’ordine del giorno, anche in ragione della necessità e dell’urgenza di un’inversione di rotta. Si aprono così grandi spazi di profittabilità nel campo delle energie rinnovabili e della cosiddetta green economy, che spiegano il grande interesse di interi settori del grande capitale ad investire in questi ambiti, alla ricerca di maggiori profitti e non certo per la tutela dell’ambiente. Non a caso questo “interesse ambientale” si esaurisce nei limiti delle regolamentazioni utili ad escludere dal mercato i concorrenti, in quei settori in cui è possibile investire con una previsione di forte valorizzazione del capitale. Per questo i monopoli esercitano forti pressioni sui governi, attraverso partiti e movimenti d’opinione. In questo solco si inserisce la manifestazione del 15 marzo, convocata dalla piattaforma “Fridays for Future” e sponsorizzata in tutta Europa dai partiti e movimenti legati ai Verdi e al Partito Socialista Europeo.

Non è una casualità che nelle ultime settimane si affronti il tema dell’ambiente e del cambiamento climatico a reti unificate, con una campagna rivolta soprattutto ai giovani per esaltarne il carattere progressivo in un’ottica di pressione verso i governi inerti e una politica vecchia e poco attenta al destino del nostro pianeta. Il tema ha dominato negli scorsi giorni le pagine dei giornali e trova adesioni trasversali nel mondo dell’imprenditoria, dello spettacolo, del cinema e della stessa politica. Dietro a un impianto giovanile e formalmente apartitico, le rivendicazioni di questa giornata di “sciopero” chiedono il rispetto degli accordi della Conferenza intergovernativa di Parigi COP21, senza mettere minimamente in discussione il sistema economico che è la causa primaria del disastro che stiamo vivendo. Le contraddizioni di questa giornata sono enormi, su ogni fronte: in Italia tra i principali promotori di questa marcia sul clima figura il Partito Democratico che è tra i principali sostenitori dell’accordo sull’ILVA di Taranto, della realizzazione della TAV e della TAP, nonché del mantenimento del MUOS.

I partiti socialdemocratici e ambientalisti utilizzano queste parole d’ordine sul clima per la loro lotta politica in Europa contro le destre ma sostengono il modello di sistema che produce quelle stesse contraddizioni che vengono denunciate. Promuovono un capitalismo buono e sostenibile, al quale sono legati a doppio filo, economico e politico. Ammorbidiscono la giusta lotta per la salvaguardia ambientale e climatica stroncando alla radice ogni ipotesi rivoluzionaria, veicolando illusioni tra la gioventù e disarmando tanti studenti sinceramente interessati e coinvolti. Il Partito Democratico cerca di camuffare le proprie responsabilità di fronte ai giovani e agli studenti, e con questa giornata di mobilitazione cerca di riacquistare una credibilità nei confronti della gioventù dopo aver demolito tutte le garanzie e i diritti conquistati con sangue e col sudore delle lotte operaie.

Gli studenti non si facciano ingannare e non si pieghino ad essere pedine di questi scontri politici ed economici. Non si possono condividere le piazze con questi signori che sono del tutto corresponsabili dell’emergenza climatica che stiamo affrontando e che in Italia si fanno promotori di tutte le opere di distruzione ambientale e dei territori. Per questo saremo invece in piazza il 23 marzo contro le grandi opere inutili e per la salvaguardia dell’ambiente.



FGC: «100MILA STUDENTI IN PIAZZA CONTRO IL GOVERNO»

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«Centomila studenti sono scesi in piazza in più di 50 città italiane, contro il governo e la nuova maturità» – lo annuncia Alessandro Fiorucci, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), principale promotore della giornata di protesta. «Si tratta della prima manifestazione nazionale contro il Governo dall’approvazione della legge di bilancio, in cui sono previsti 4 miliardi di tagli all’istruzione. Il Governo continua nel solco dei suoi predecessori e non ha intenzione di cambiare nulla nella Buona Scuola di Renzi. Il ministro Salvini, che ha l’abitudine di mettere alla gogna i giovani che lo contestano, oggi ha pane per i suoi denti».


MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE IN PIÙ DI 50 CITTÀ: «BOCCIAMO IL GOVERNO»

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Cortei studenteschi in tutta Italia contro il nuovo esame di maturità e i tagli alla scuola. Sono più di 50 le città attraversate dalle manifestazioni, nella prima giornata di proteste dopo la manovra gialloverde. Da Torino, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Cagliari e decine di altri capoluoghi gli studenti attaccano l’esecutivo e le politiche scolastiche con una sonora bocciatura. Nel mirino delle proteste «un esame di maturità stravolto e 4 miliardi di tagli all’istruzione, e ancora il piano “Scuole Sicure” di Salvini che aumenta la repressione». La giornata di protesta, appoggiata dal Fronte della Gioventù Comunista (FGC), ha raccolto decine di migliaia di adesioni a partire da un video appello dei Presidenti delle Consulte studentesche. Leggi il resto


VENEZUELA. CRIMINALE SOSTEGNO USA A GOLPE, SOSTENIAMO PRESIDENTE MADURO

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Il Partito Comunista (PC) e il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) condannano il tentativo di colpo di Stato in Venezuela e la scelta del governo USA di Donald Trump di riconoscere come presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela il leader dell’opposizione Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea Nazionale che oggi si è autoproclamato a capo del Governo.

I fatti delle ultime ore rappresentano l’ultimo tentativo in ordine di tempo delle forze reazionarie, dei monopoli internazionali e della grande borghesia Venezuela, rappresentati politicamente dai gruppi della cosiddetta opposizione, di impadronirsi del potere politico dopo aver perso nuovamente le elezioni presidenziali.

L’ingerenza del governo USA, che con sorprendente rapidità annuncia il sostegno ufficiale a quello che è a tutti gli effetti un tentativo di golpe, è un atto criminale ingiustificabile, che testimonia come ciò che accade oggi sia stato pianificato da tempo. Altrettanto inaccettabile è l’invito ai governi di altri paesi di sostenere l’autoproclamato nuovo presidente.

In queste ore, i comunisti sono al fianco del popolo venezuelano e del suo diritto all’autodeterminazione. Siamo pronti a mobilitarci per sostenere le forze progressiste, i lavoratori e il popolo venezuelano nella legittima lotta per la difesa del processo bolivariano e delle sue conquiste, contro ogni ingerenza imperialista.



22 FEBBRAIO: MOBILITAZIONE DEGLI STUDENTI IN TUTTA ITALIA «BOCCIAMO IL GOVERNO»

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Tagli miliardari all’istruzione e un esame di maturità stravolto, ancora crolli nelle scuole e nessun cambiamento rispetto al passato.
Il tempo per l’indifferenza è scaduto, è ora di mobilitarci e scendere in piazza!
Il 22 febbraio costruiamo in tutta Italia manifestazioni per rispondere agli attacchi del governo e rivendicare una scuola diversa.

1) NUOVA MATURITÀ: BOCCIATA!

La riforma dell’esame di maturità danneggia la scuola, gli studenti e gli insegnanti. Annunciate con pochi mesi di preavviso, le novità sull’Esame di Stato trasformano noi studenti in cavie e spingono gli insegnanti a modificare i programmi in fretta per non arrivare impreparati. Una corsa contro il tempo per un esame svuotato di contenuti e comprensione critica, che non rappresenta i programmi studiati e le nostre capacità. Questa riforma, voluta dal governo Renzi nella Buona Scuola, è un enorme passo indietro per la nostra formazione e trascina la scuola nel baratro del nozionismo. Non vogliamo subire in silenzio l’ennesimo attacco alla scuola pubblica: chiediamo il ritiro immediato della nuova maturità!

2) BASTA TAGLI ALL’ISTRUZIONE

Il governo Lega – Cinque Stelle con la manovra 2019 ha previsto tagli all’istruzione per 4 miliardi di euro. Altro che cambiamento! Ancora una volta si taglia sulla scuola per obbedire all’Unione Europea, come avviene ormai da decenni con la complicità di tutti i governi di centrodestra e centrosinistra. Intanto l’Italia è al 152° posto su 157 al mondo per la spesa pubblica destinata all’educazione, con un abbandono scolastico al 14% in aumento e costi altissimi per le famiglie che lavorano. Il risultato è una scuola in ginocchio, sostenuta dai contributi “volontari” e sempre più classista. Mobilitiamoci per chiedere la cancellazione dei tagli e un’inversione di rotta totale. La scuola deve essere gratuita e lo Stato deve garantire a tutti il diritto allo studio, senza barriere economiche!

3) LE SCUOLE SICURE SONO QUELLE CHE NON CROLLANO

La condizione degli edifici scolastici è disastrosa. Ogni giorno si registrano crolli e basta qualche giorno di maltempo per mettere in crisi le strutture, a discapito della nostra sicurezza e della continuità didattica. Gli edifici non a norma restano migliaia, specialmente nelle periferie e nei quartieri popolari. Come se non bastasse i materiali, le palestre e i laboratori sono spesso assenti o non attrezzati adeguatamente. Di fronte a questa emergenza il ministro Salvini con il piano “Scuole Sicure” stanzia 2,5 milioni per installare nuove telecamere e aumentare i controlli di polizia tra gli studenti. Il risultato è una scuola che continua a crollare, sotto il peso dei tagli voluti dai governi e un clima repressivo utile soltanto alla propaganda di governo. Chiediamo un piano straordinario di finanziamento dell’edilizia scolastica, per la messa in sicurezza reale di tutte le strutture.

4) IL GOVERNO È NEMICO DEGLI STUDENTI: SCENDIAMO IN PIAZZA!

Sono bastati pochi mesi a gettare la maschera. Il “governo del cambiamento” che parlava di abolizione della Buona Scuola ha proseguito sulla strada dei suoi predecessori, adottando tutti i disastri della riforma, dall’alternanza scuola-lavoro ai “presidi-manager”. La repressione degli studenti che protestano per i loro problemi reali è l’unica forma di confronto che questo governo vuole utilizzare, denunciando chi alza la testa. Con la propaganda razzista sull’immigrazione provano a dividerci fomentando una guerra tra poveri per coprire le loro responsabilità politiche, ma questo gioco con noi non funziona. La colpa della della condizione che viviamo è delle politiche europee e delle misure antipopolari, non dei nostri compagni di banco immigrati con cui condividiamo le difficoltà fin da piccoli. Il nemico è il governo che con le sue politiche sta trascinando la scuola sempre più in basso a suon di tagli sui fondi e la didattica. Il tempo per l’indifferenza è scaduto, è ora di scendere in piazza in tutta Italia per respingere le manovre folli, difendere i nostri diritti e lottare per una scuola diversa!


Esame di maturità. FGC: «Studenti come cavie per un esame svuotato»

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Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato oggi a mezzogiorno le materie d’esame alla seconda prova di maturità del 2019. La modalità scelta è del tutto inedita e prevede la cosiddetta “doppia materia”: non sarà più estratta a sorte una delle discipline di indirizzo, ma figureranno insieme in una prova mai sperimentata. Al liceo scientifico l’esame verterà quindi su matematica-fisica, al classico su latino-greco e così via. Una novità che ha suscitato le giuste e immediate critiche di studenti e professori per il suo carattere dequalificante e per le modalità con cui è stata introdotta. Leggi il resto