8 MARZO: NON UNA FESTA. DONNA PROLETARIA ALZA LA TESTA

La Giornata Internazionale della Donna fu istituita il 14 luglio del 1921 dalla Seconda Internazionale delle donne comuniste a Mosca, a pochi giorni dall’apertura del terzo Congresso dell’Internazionale Comunista. Giornata e non festa della donna come viene mediaticamente pubblicizzata e ricordata, non al ricordo di un  incendio negli Stati Uniti, accaduto in altra data, ma a commemorare una manifestazione svoltasi nella capitale Russa, l’8 Marzo del 1917, guidata dalle donne operaie contro la tirannide zarista, per rivendicare la fine della guerra, per onorare tutte quelle donne sovietiche che combatteremo e si sacrificarono per la libertà del proprio popolo, per sottolineare i progressi assolutamente avanguardistici fatti dall’Unione Sovietica in tema di diritti e libertà, per ricordare gli enormi passi avanti compiuti dalle donne in tutto il mondo e quelli che si dovranno ancora compiere.
L’8 Marzo dovrebbe essere l’occasione per ricordare tutte quelle donne in ogni parte del mondo che si sono sacrificate, che hanno lottato per la piena libertà del proprio genere e della classi popolari; dovrebbe essere un giorno in cui poter sottolineare come la donna viva un doppio sfruttamento in questo sistema, uno sfruttamento che continua ad acuirsi e che non si risolve certo con un posto in più tra i banchi del Parlamento o con qualche ruolo istituzionale.
La nostra Giornata Internazionale deve diventare un mezzo per far crescere la coscienza di classe tra le donne, lavoratrici, studentesse, madri e mogli, per renderle sempre più consapevoli che senza di noi non vi è un pieno e reale movimento di emancipazione della classe operaia, per far si che siano sempre di più le donne che combattono per un mondo più giusto ed eguale, per una società nuova e migliore, come le nostre compagne fecero nel 1917: per il Socialismo!

Federica Savino (Resp Nazionale Commissione Donne FGC)

 




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