LEGGE 194. FGC: «37 ANNI FA APPROVAZIONE 194 MA ABORTO MINACCIATO DA OBIETTORI. CANCELLARE OBIEZIONE DI COSCIENZA»

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«A trentasette anni dall’approvazione delle legge 194 l’aumento verticale dei medici obiettori sta  cancellando il diritto delle donne ad abortire.» Questo l’allarme lanciato oggi in occasione dell’anniversario dell’approvazione della legge 194 da parte del Fronte della Gioventù Comunista (FGC).  Da tempo ormai – spiega Federica Savino, responsabile donne del FGC -  sottolineiamo come l’obiezione di coscienza stia minando sempre più le basi del nostro sistema sanitario nazionale, gratuito ed universale Per questo a partire dalla data simbolica di oggi lanciamo una campagna nazionale negli ospedali, nelle scuole, nelle università, che viaggerà anche sui social network, per sensibilizzare sul problema dell’applicazione reale della legge 194.»

«Ormai nelle strutture pubbliche si è raggiunto lo stato di emergenza. Sempre più reparti che praticano le IVG vengono chiusi o la possibilità di richiederla diviene sempre più difficile. Il numero dei medici obiettori raggiunge in alcune regioni il 90%. E’ chiaro che l’obiezione di coscienza si converte nei fatti in un vero e proprio sabotaggio di un diritto sancito dalla legge, quindi chiediamo la cancellazione dell’art. 9. I consultori familiari nascono per sostenere la maternità, la genitorialità, per informare e per prevenire; non per essere il covo dell’associazionismo cattolico e dei medici obiettori che si muove nel rispetto dei propri principi a discapito delle scelte individuali e del principio dell’universalità del servizio sanitario nazionale.» Leggi il resto

PROTESTA NELLE SCUOLE DI TUTTA ITALIA. FGC: «RITIRO IMMEDIATO DEL DDL»

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Questa mattina, in occasione del voto alla camera del ddl scuola, gli studenti di tutta Italia hanno manifestato chiedendo il ritiro del ddl. Roma, Milano, Palermo, Torino, e molte altre città in cui gli studenti nelle scuole hanno aperto striscioni, realizzato presidi e tenuto assemblee contro la riforma Renzi-Giannini. «La riforma di Renzi chiude un ciclo durato vent’anni, in cui con il ritmo di una riforma a governo si è mirato a smantellare la scuola statale e consegnarla di fatto nelle mani delle imprese» – afferma Paolo Spena, responsabile scuola e università del Fronte della Gioventù Comunista. «Nessuna illusione dinanzi alle aperture di facciata del governo. Nessun emendamento ha modificato e potrà modificare l’impianto complessivo della riforma: restano i pieni poteri al Dirigente Scolastico, le imprese private che finanzieranno le scuole pubbliche al posto dello Stato, un’alternanza scuola-lavoro che sostituisce la formazione tecnica e professionale con un contratto di apprendistato, asservendo la didattica alle singole imprese che ne ricaveranno unilateralmente vantaggio, mentre agli studenti resteranno competenze parcellizzate capaci di assicurare soltanto un futuro da precari.» «Per queste ragioni chiediamo il ritiro immediato del DDL» prosegue Spena «Oggi serve investire sul diritto allo studio, per permettere a tutti di accedere all’istruzione senza ostacoli economici; serve urgentemente un piano di interventi sull’edilizia scolastica di almeno 10 miliardi: temi quasi del tutto assenti dalla riforma di Renzi. La “buona scuola” è buona solo per Confindustria.» Leggi il resto

FGC AL MIUR: RITIRO IMMEDIATO DEL DDL SCUOLA.

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Parte la protesta degli studenti contro l’approvazione del ddl scuola prevista oggi alla Camera dei Deputati. Il Fronte della Gioventù Comunista questa mattina ha esposto uno striscione sulla scalinata del Ministero dell’Istruzione con scritto: «Renzi come Berlusconi. Contro il ddl scuola. No alla scuola dei padroni» In questi giorni il FGC sta racccogliendo nelle scuole 50.000 firme contro il progetto di riforma, che saranno consegnate al governo nei prossimi giorni in occasione dell’arrivo del ddl al Senato. «La scuola italiana ha bisogno di una riforma che vada nella direzione esattamente opposta a quella intrapresa dal governo» dichiara Alessandro Mustillo, segretario nazionale FGC. «Renzi si pone in continuità con le riforme dei governi Berlusconi nella direzione della costruzione di una scuola azienda, con super poteri ai Dirigenti Scolastici e via libera ai privati. L’istruzione tecnica e professionale viene completamente lasciata in balìa degli interessi delle imprese. Nessuna misura reale è prevista per il diritto allo studio, nulla viene detto sul contributo studentesco, sempre più una tassa vergognosa chiesta alle famiglie per mascherare i tagli del governo. Servirebbe un investimento serio nell’istruzione per colmare i problemi di accesso al diritto allo studio di sempre maggiori fasce popolari, con uno sguardo alle grandi differenze territoriali del nostro paese. Creare scuole di serie A e serie B, concedere detrazioni fiscali a vantaggio delle private, sono misure che vanno nella direzione opposta e che mirano alla creazione di un sistema d’istruzione di classe, in cui chi può ottiene una scuola di eccellenza, e chi non ha possibilità economiche è relegato ad un’istruzione dequalificata. In relazione a questo il FGC chiede il ritiro immediato del ddl, perchè nessun emendamento di facciata può modificare l’impianto della riforma.»

 

UNIVERSITÀ. L’IMBROGLIO DEL NUOVO ISEE: SIAMO TUTTI RICCHI.

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Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 159 del 5 dicembre 2013 ha introdotto un nuovo calcolo dell’ISEE entrato in vigore nel gennaio 2015. Stando ai proclami il nuovo ISEE, mettendo in chiaro tutti i redditi, avrebbe dovuto garantire maggior trasparenza e contrastare i “falsi poveri”. E infatti sono inclusi tutti i redditi esenti dall’IRPEF (come il mantenimento versato dal genitore separato, gli assegni familiari, le pensioni di invalidità, ecc) con il risultato che, solo sulla carta, la maggior parte di noi risulterà essere più ricca.

Specie osservando le ripercussioni sugli studenti universitari emerge come il nuovo ISEE sembri appositamente pensato per operare ulteriori tagli alla spesa pubblica, a scapito del diritto allo studio. I primi dati arrivano dalla Toscana, dove secondo l’Irpet (istituto regionale programmazione economica) il 14% degli studenti assegnatari di una borsa di studio rischia di perderla o subire decurtazioni, mentre solo il 63% sarà incluso nelle assegnazioni per la stessa fascia di reddito. Leggi il resto

FGC: SOLIDARIETA’ CON JJCC (CILE) PER L’ASSASSINIO DI DUE COMPAGNI NELLE PROTESTE STUDENTESCHE.

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Inviamo la nostra profonda solidarietà ai compagni della Gioventù Comunista del Cile, per l’uccisione di due giovani nelle repressione contro le proteste studentesche che in questi giorni stanno attraversando il paese sudamericano. Due giovani Exequiel Borbarán y Diego Guzmán Farías, quest’ultimo militante della JJCC, sono stati barbaramente assassinati a Valparaiso durante la marcia del 14 maggio.

In questi giorni la lotta degli studenti cileni per un’educazione pubblica, gratuita e accessibile a tutti incontra la nostra particolare solidarietà nella lotta che nel nostro Paese la nostra organizzazione e tutto il movimento studentesco stanno conducendo contro la riforma dell’istruzione.  La lotta contro la scuola di classe, la scuola soggetta alle logiche dell’economia capitalistica, deve essere condotta senza tregua parallelamente alla rivendicazione di un futuro socialista per i nostri paesi e per la nostra generazione. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i compagni cileni e alle famiglie dei ragazzi assassinati, ai loro compagni di lotta, certi che la lotta continuerà nella rivendicazione di un’istruzione pubblica accessibile a tutti.

9 MAGGIO: RIPRISTINARE LA VERITA’ STORICA, COMBATTERE IL REVISIONISMO.

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L’8 e il 9 maggio di quest’anno rappresentano la storica ricorrenza del 70° anniversario della resa della Germania nazista e della vittoria antifascista dei popoli. Una vittoria a cui l’Unione Sovietica e i comunisti hanno dato un contributo essenziale. Per questa ricorrenza, che si celebra a pochi giorni dalla data della nostra liberazione nazionale dal fascismo il FGC ha messo in cantiere una serie di iniziative di informazione e materiale propagandistico per ripristinare la verità storica e combattere contro il revisionismo. Un impegno preso insieme alle gioventù comuniste europee all’ XI MECYO (Incontro Europeo delle Gioventù Comuniste) tenutosi a Francoforte e che ha portato all’importante iniziativa comune della costruzione del sito http://antifascistvictory.com al cui indirizzo è possibile trovare tutte le iniziative delle gioventù comuniste europee per il 70° anniversario della vittoria. Da menzionare anche l’attività svolta dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica per ricordare la ricorrenza e il suo significato nella lotta contro l’imperialismo e per la pace.

Combattere il revisionismo e ogni tentativo di equiparazione tra nazi-fascismo e comunismo significa combattere contro il più potente argomento ideologico che la borghesia utilizza per difendere la sua posizione di dominio di fronte alla crisi del capitalismo. Vuol dire lottare contro un’arma potente che mira a impedire l’organizzazione dei proletari e la stessa possibilità di concepire un’alternativa al capitalismo. Combattere il revisionismo vuol dire fare i contri con la storia nazionale del nostro Paese, che ha avuto enormi responsabilità nella seconda guerra mondiale sotto il regime fascista. Significa costruire le premesse per un avvenire di pace, per rafforzare la lotta contro l’imperialismo e l’azione della classe operaia e delle masse popolari in tutto il mondo nella direzione del socialismo. Ricordiamo il grande contributo dell’URSS e dei comunisti alla liberazione dei popoli, rigettiamo il revisionismo e ogni tentativo di equiparazione!

 

12 MAGGIO: VIA AL BOICOTTAGGIO DEI TEST INVALSI.

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Il 12 maggio nelle classi seconde delle scuole superiori saranno somministrati i test Invalsi, come avviene ormai annualmente dal 2011. La novità di quest’anno è che la “buona scuola” di Renzi ha definitivamente confermato ciò che affermavamo già da tempo su queste prove. Dopo più di 20 miliardi di tagli alla scuola pubblica cumulati a partire dal 2008 per fare fronte alle imposizioni della UE, il progetto ormai neanche più celato è quello di ripartire le poche briciole di finanziamenti pubblici rimasti per le scuole pubbliche sulla base di queste valutazioni nazionali. L’Invalsi stila ogni anno una graduatoria nazionale delle scuole “migliori”, che secondo questa logica diventeranno quelle “meritevoli” dei finanziamenti statali. Il progetto iniziale della “buona scuola” presentato lo scorso settembre parlava apertamente di differenziare i finanziamenti alle scuole in base a questo criterio, e già nel 2011 fu sperimentato un premio di 70.000€ per le scuole che avessero conquistato i primi posti della graduatoria. L’obiettivo della somministrazione delle prove Invalsi è, ormai dichiaratamente, l’introduzione di un finanziamento delle scuole “all’americana”. Si “premieranno” con i finanziamenti statali le scuole più prestigiose, invece di intervenire laddove c’è bisogno. Per il resto, le scuole dovranno affidarsi ai finanziamenti delle imprese private.

Un progetto scellerato, che alimenta la già crescente distinzione fra scuola “di serie A”, e scuole “di serie B”, fra le stesse scuole pubbliche. Uno stratagemma in più per finanziare le scuole paritarie (scuole private a tutti gli effetti), che saranno iscritte nelle graduatorie e potranno così accedere ai “finanziamenti-premio”. Le continue dichiarazioni su una futura somministrazione dei test Invalsi anche ai maturandi, in sostituzione della terza prova o come “quarta prova”, vanno nella direzione di una crescente istituzionalizzazione di questi test, nati come semplici sperimentazioni nelle scuole della capitale, per legarli definitivamente alla didattica e stroncare al contempo le proteste e i boicottaggi che ogni anno vengono messi in atto.

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BUONA SCUOLA. FGC: «RITIRO IMMEDIATO DEL DDL»

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Le manifestazioni di oggi segnano un ulteriore segnale importante contro il governo Renzi e la sua politica sulla scuola. Lo sciopero del 5 maggio, e la grande partecipazione studentesca che si sta registrando è l’ultima tappa, in ordine temporale, di una forte opposizione a questa riforma, che nei giorni precedenti ha visto gli insegnanti scendere in piazza e scioperare il 24 aprile, e organizzare centinaia di attività nelle scuole e nelle città.

La partecipazione studentesca alle proteste di oggi si caratterizza in modo particolare per il chiaro segnale che viene mandato al governo: nessuna modifica, nessuna trattativa, ritiro immediato della riforma! Una parola d’ordine che oggi portiamo nelle piazze e nelle scuole, che vuole rompere in modo netto con le ambiguità dei sindacati concertativi, dire chiaramente che gli studenti, i professori e tutti i lavoratori della scuola, non accetteranno l’ennesima trattativa al ribasso, non consentiranno accordi capestro sulle proprie spalle e sul futuro della scuola pubblica, non permetteranno che tutto si riduca ad una lotta di posizione interna a settori del PD. Leggi il resto

NON BISOGNA FARE IL GIOCO DELLA REAZIONE E DEL CAPITALE.

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La segreteria nazionale del Fronte della Gioventù Comunista esprime il suo disappunto per quanto accaduto oggi a Milano durante il corteo contro l’Expo. Questa nostra considerazione non ha nulla a che vedere con i discorsi benpensanti che anche settori della sinistra da tempo hanno sposato, ma parte dalla consapevolezza che una condotta di tale genere non produce alcun consenso nella popolazione e crea il miglior terreno di avanzata per le forze reazionarie. Quanto accaduto oggi a Milano è un piccolo graffio se paragonato ai danni che le grandi multinazionali che sponsorizzano e monopolizzano l’esposizione, i governi che vi partecipano producono ogni giorno nei confronti della popolazione mondiale. Per questa realtà prima di tutto noi ci indigniamo e ben  farebbero a fare altrettanto tutti coloro che oggi gridano dopo i fatti di Milano.

Tuttavia una condotta di tale genere, non solo non scalfisce in alcun modo il potere dei grandi gruppi finanziari e dei governi capitalistici che sostengono i loro interessi, ma genera in ampi strati della popolazione un sentimento di sdegno e ripugnanza che è il miglior terreno di coltura delle  forze reazionarie , che da domani invocheranno  - con il consenso popolare e nuova forza-  misure ancora più restrittive sulla libertà di espressione, manifestazione e ogni tipo di attività repressive contro le forze che si pongono realmente l’obiettivo dell’abbattimento del capitalismo.

Le aspettative pre manifestazione e le notizie dei media avevano già contribuito a diminuire la partecipazione popolare al corteo. La condotta di oggi finirà per coprire nella coscienza popolare gli scandali, la corruzione, le ingiustizie, tutte le contraddizioni dell’Expo, che pure sono sentite profondamente dalla classe lavoratrice, dai disoccupati, dalla gioventù, con la cronaca dell’ennesima giornata in cui il tema è solamente l’ordine pubblico. Chi agisce in questo modo, quali siano le intenzioni di partenza, finisce per fare il gioco del capitale e della reazione, fornendogli modo per affinare i propri strumenti di consenso e di oppressione. Contribuisce ad alienare il consenso popolare, crea un argine potente contro l’azione quotidiana delle forze rivoluzionarie che nelle masse popolari cercano di ottenere giorno dopo giorno consenso e radicamento. Chi fa il gioco della reazione e del capitale, indipendentemente dalle intenzioni, non può che essere nostro nemico.

FGC: «SOLIDARIETA’ CON ANDREI SOKOLOV (PCOR)».

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Oggi, 1 Maggio 2015, Festa dei Lavoratori, a pochi giorni dalla partenza ufficiale della Carovana Antifascista in Donbass e ad una settimana dal 70° anniversario della vittoria Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, il Fronte della Gioventù Comunista esprime la propria solidarietà e complicità al compagno Andrei Sokolov, membro del Partito Comunista Operaio Russo. In queste ore viene istruito un processo farsa contro di lui nelle prigioni fasciste di Mariupol. Andrei, ingegnere e comunista, ha raggiunto diversi mesi fa la Repubblica popolare di Donetsk per aiutare la popolazione a sviluppare la produzione industriale, mettendo al servizio della collettività le proprie conoscenze tecniche. Fatto prigioniero ad un posto di blocco dell’Esercito Ucraino, è stato accusato di voler “creare un’organizzazione terroristica” (Art. 258 del Codice Penale Ucraino). Dalle sue testimonianze sappiamo che i detenuti del carcere di Mariupol vengono malnutriti mentre i prigionieri membri delle Milizie Popolari vengono continuamente torturati. Andrei conosce bene le galere, in quanto è stato oppositore dei governi di Yelstin prima e di Putin successivamente, scontando 9 anni di carcere per motivi politici. Anche per questa ragione, egli è un ardente sostenitore dell’insurrezione popolare del Donbass. Questo è ciò che scirve dal carcere: “Oggi c’è stata la  prima sessione della Corte. Il tribunale di Berdyansk (giudice istruttore O.G. Pakhomenko) ha organizzato una videoconferenza dal carcere negandomi persino la possibilità di essere presente di fronte al giudice. Vogliono condannarmi a distanza. Oggi alle ore 10 ci sarà la successiva udienza. Ho chiesto un traduttore e un avvocato presentando una petizione, ma hanno proseguito l’udienza senza inviarmeli. E’ necessario informare i mezzi di comunicazione per ottenere la massima pubblicità, poiché essi intendono giudicarmi in silenzio secondo l’articolo 258 del codice penale Ucraino, che prevede una pena dagli 8 ai 15 anni di reclusione, con un mare di prove false costruite ad arte e di violazioni processuali. Aiutatemi in ogni modo possibile per porre l’attenzione su questo processo.”